Come creare un post su Facebook (che possa ottenere like, commenti e condivisioni)

Facebook Post
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Sul mio profilo e sulla mia pagina Facebook faccio da anni “esperimenti sociali”, oserei dire antropologici. Tutte cose che nulla hanno a che vedere (o quasi 🙂 ) con la mia attività di SEO.

Intendo dire che faccio settimanalmente dei test su come riuscire a generare engagement (ovvero like, commenti, condivisioni) con un post, solitamente costituito da testo e una immagine, SENZA sponsorizzarlo su Facebook (quindi a costo zero).

Molto spesso riesco a prevedere se un contenuto funzionerà ancor prima di pubblicarlo: anche perché ci sono pochissime leve da tirare per scrivere un post su Facebook in grado di diventare (nel suo piccolo) virale.

Nella mattinata del 29 Dicembre 2018 ho pubblicato un articoletto che, ad oggi, ha generato 383 like, 46 commenti e 189 condivisioni sul profilo

Interazioni ottenute dal post sul profilo

e 30.043 persone raggiunte e 4.858 interazioni sulla pagina.

Interazioni ottenute dal post sulla pagina

In pratica, mentre girano da anni sondaggi che parlano di una reach organica di Facebook che sta precipitando verso lo zero%,

Reach organica della pagina Facebook

io sono arrivato a sfiorare il 400%: la mia pagina, infatti, ha meno di 8.000 fan, e con il post in questione ho raggiunto più di 30.000 persone. 🙂

Come è stato possibile? Credo che il motivo è perché tale contenuto contiene i 7 ingredienti del post perfetto, che sono i seguenti:

Avere parecchi amici (sul profilo) e/o fan (sulla pagina)

Questo è un pre-requisito.

Se vuoi che la reach, ovvero la portata del tuo post, possa raggiungere quante più persone possibili, devi avere un buon bacino di amici e fan VERI.

Per veri intendo reali (cosa che su Facebook non è così scontata…) e fidelizzati: se punti a collezionare contatti solo per far numero, non otterrai risultati degni di nota.

Punta quindi a collegarti a persone che operano nel tuo settore, o che comunque amano interagire con i contenuti che pubblichi.

Scegliere il tema giusto

L’argomento del post deve “risonare” rispetto al tuo pubblico.

Gli anglofoni usano proprio il termine resonate che rende molto bene l’idea: nel caso in questione, ho scritto 10 punti (anche il numero non è stato scelto a caso 😉 ) in cui tutti i lettori possono rispecchiarsi, o comunque possono vederci dentro cose fastidiose, pungolanti, che stimolano una reazione immediata.

Ecco la strategia che ho usato nel post: trova un “nemico”, elencane i punti deboli e fai in modo che nel lettore scatti la reazione contrapposta, ovvero “io sono virtuoso! è vero, sono circondato da persone così, ma io sono uno dei pochi che non ha questi difetti!”.

Ti consiglio di testare questa tecnica perché, posso assicurarti, è davvero micidiale: funziona sempre, praticamente in tutti i settori (qualcuno ha detto “politica”? 😉 ).

Attenzione però: NON pubblicare articoli che possano generare reazioni negative, almeno su larga scala. Facebook prevede infatti la possibilità di nascondere i post e addirittura di segnalarli come spam, cosa che ne affosserebbe immediatamente la portata.

Facebook Reactions

Punta ad ottenere reazioni positive, ovvero Mi piace (like), Love (cuoricini), Haha (faccine sorridenti) e Wow (faccine stupite). Evita invece di pubblicare cose che possano produrre troppe faccine Sad (triste) e Angry (arrabbiata).

Scegliere il titolo giusto

Il titolo è la “maniglia della porta”, che fa decidere all’utente se entrare e proseguire o meno la lettura.

Nel caso specifico del mio post del 29 Dicembre, ho usato come headline “MI RACCOMANDO! ANCHE PER IL 2019…”: in pratica, il titolo suggerisce che il post contenga dei consigli utili per il nuovo anno, mentre i 3 puntini di sospensione stimolano la curiosità (e quindi il click).

P.S.: ci sono altri trucchetti utili ad evidenziare il titolo, come l’uso dei 3 più (+++) o delle 3 fiammelle/bombe/razzi prima e/o dopo il titolo stesso… ma personalmente non amo utilizzare queste tecniche.

Scegliere l’immagine giusta

Ho pensato ad una immagine un po’ “disturbante”.

Immagine del post di Facebook

Alla foto di una ragazza che sembra crollare sul notebook senza più energia, ci ho aggiunto (con Paint 🙂 ) la scritta 2019: in pratica, mi sono agganciato al titolo cercando di collegare il numero ad una foto strana in grado di spingere al click.

Scegliere il momento giusto

Il post in questione è stato pubblicato il 29.12.2018. Probabilmente avrebbe funzionato molto bene anche a San Silvestro o a Capodanno, molto meno bene a Ferragosto.

È quindi importante scegliere un momento “catartico”, in cui ci sia la massima attenzione nei confronti di un certo tema, per assestare la stoccata vincente: nel caso specifico, negli ultimi giorni dell’anno tutti si aspettano articoli con liste di “buoni propositi” per l’anno che verrà… e così ho sferrato l’affondo. 🙂

Scegliere l’ora giusta

Sulle date e sugli orari migliori per pubblicare un contenuto su Facebook si sono sprecati fiumi di inchiostro (elettronico e non). Girano da anni studi come quello riassunto nell’immagine qui sotto,

Gli orari migliori su Facebook

ma francamente credo sia meglio guardare all’interno dei propri Insights, nei quali quasi certamente comparirà la classica balena 🙂 :

La balena di Facebook

Fai comunque qualche test, e guarda in quali giorni e a quali ore risponde meglio il tuo pubblico: il post di Facebook di cui parlo in questo articolo è stato pubblicato di sabato alle 10:14.

Curare le interazioni col post

Ho l’impressione che un post su Facebook possa “decollare” se e solo se ottiene interazioni (like, commenti e condivisioni) poco dopo la sua pubblicazione.

Per “poco dopo” intendo nei minuti immediatamente successivi: se non ingrana da subito, non riuscirà più a prendere il volo.

Ecco perché è molto importante curare le prime interazioni del post: per esempio, io cerco di rispondere tempestivamente ai primi commenti che ottiene il contenuto, per fare in modo che si generi, possibilmente, un “effetto snowball” in grado di attrarre altri commenti e pollici in su.

Credo comunque che l’interazione più “pesante” in assoluto per Facebook sia la condivisione, che molto difficilmente può essere incentivata (in modo naturale, intendo).

Conclusione

Magari ti sarà sembrato tutto molto interessante, ma non ti sei accorto cosa manca a questa strategia?

Mancano la monetizzazione, le conversioni. Un post come quello illustrato qui sopra potrà appagare il tuo ego, al massimo sarà utile per il tuo personal brand. Ma non ti porterà nemmeno un euro.

Invece sarà molto amato da Facebook: il social ama chi gli dona continuamente contenuti in grado di tenere incollati altri utenti sulla piattaforma. E noi, purtroppo, tendiamo a cadere molto spesso nel tranello…

Autore
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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6 Comments

  • Complimenti il post è molto utile ne terrò conto anche per il mio blog, è comunque vero che il post o decolla subito o non decolla, contunua così complimenti.

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  • Molto interessante il post!
    Secondo la mia opinione ed esperienza, non è proprio funzionale invitare gli utenti a compiere un’azione, non per ogni singolo post almeno. Gli utenti sono bombardati da decine di “clicca qui”, fai “swipe up qua”, “apri la newsletter” al giorno e se è vero che un post “normale” non determina conversioni e monetizzazioni, credo faccia sentire l’utente qualcosa di diverso da un limone da spremere 🙂 ritengo ci voglia il giusto equilibrio, come in tutte le cose!

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  • Ciao Davide, conosco una persona che su facebook faceva gli “esperimenti sociali”. Per fare engagement lo ha fatto, però adesso pensano tutti che abbia i mostri nella testa. 🙂

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  • Ho letto tutto l’articolo in attesa della conclusione: tutto molto bello, interessante, appagante ma alla fine? Sono contento che tu abbia sottolineato questo aspetto nella conclusione ovvero che tutto ciò spesso non si monetizza. Gestisco la pagina Facebook dell’attività di mio fratello (un panificio con 1700 fan) e a volte anche i miei post ottengono una reach (organica) maggiore del 100% mentre mediamente è sul 50%. Forse per un’attività commerciale ha ancora senso (perchè comunque ricorda alla clientela i tuoi prodotti e li invoglia a passare in negozio) ma per un’attività web dove cioè che conta sono le visite e le conversioni fare post virali ma senza call to action ha davvero poco senso.

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    • Esatto, l’articolo si interroga sul perché continuare a buttare contenuto su Facebook senza cavarci soldi, ma solo per appagare l’ego. Non ha senso, ma è una trappola in cui molti cadono.
      Considera comunque che Facebook punta a NON far uscire gli utenti dalla piattaforma, e pertanto sarà sempre più difficile fare post con call to action che spingano il lettore su un sito esterno… a meno di non sponsorizzare il post (spendendo soldi 😉 ).

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Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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