Facebook Ads: voragine senza fondo o miniera d’oro?

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Il primo contatto con Facebook Ads l’ho avuto agli inizi del 2009: non è stata una grande esperienza. L’interfaccia di gestione era anni luce indietro rispetto ad AdWords (per molti aspetti lo è ancora), il processo di pubblicazione “incognito” ed i tempi di approvazione biblici. La campagna che stavo testando era una tipica Lead Generation nel settore marketing (che su AdWords generava un tasso di conversione stabile intorno al 23%). Dopo un paio di settimane i risultati si sono rivelati piuttosto deludenti: il CPC medio era basso ma il CPL era molto più alto di quello che ottenevo con AdWords ed il tempo medio sul sito sensibilmente inferiore. A questo punto blocco tutto e lascio cadere nel dimenticatoio la nuova piattaforma.

Passano i mesi ed inizio a sentire voci di corridoio, soprattutto da oltre oceano, in merito alla possibilità di generare profitti inimmaginabili proprio grazie a Facebook Ads. Non ero molto convinto e queste affermazioni “grandiose” contenevano ben troppo hype per i miei gusti. Ad ogni modo verso la fine del 2009 ho avuto modo di dedicare un po’ di risorse allo studio più approfondito di questo strumento e, 9 mesi dopo, eccoci qui con un post sul TagliaBlog.

Il percorso che ho descritto viene vissuto da centinai di imprenditori e professionisti del web ogni giorno:

A. arrivano su Facebook Ads pensando sia solo un’altra piattaforma Pay Per Click;
B. investono qualche centinaio di Euro in una tipica campagna (lead generation o vendita diretta) basata su caratteristiche, benefici e problemi;
C. quando si accorgono che non funziona come si aspettavano, accettano la perdita (più o meno) e se ne vanno.

Il problema principale per coloro che si avvicinano a Facebook Ads per la prima volta è capire che si tratta di una piattaforma promozionale del tutto diversa da qualsiasi altro sistema con cui hanno lavorato in precedenza.

Su Google le persone sono alla ricerca di qualcosa: della soluzione ai loro problemi, del modo per soddisfare le loro necessità ed avverare i propri desideri. Le parole chiave che inseriscono nascono dal bisogno di trovare ciò che cercano.

Su Facebook la situazione è totalmente diversa: le persone non stanno cercando la soluzione ai propri problemi (magari alla noia si, ma questo è un altro discorso…). Il social network è un luogo dove le persone raccontano le storie che li vedono protagonisti (“Frontale con una bmw sulla tiburtina sono vivo per miracolo.” Mario D.L.) e dove partecipano (virtualmente) alle storie dei propri amici e conoscenti.

Questa differenza richiede un cambiamento nella propria impostazione mentale, altrimenti i soldi investiti nella promozione tramite Facebook Ads saranno gettati al vento.

Facciamo un esempio. Per vendere delle tende da campeggio su Google, si può attingere ad un bacino di circa 20.000 ricerche mensili. Su Facebook si possono colpire con la propria pubblicità quasi 50.000 persone a cui piace fare campeggio, tracking ed escursioni in montagna. Non si tratta di offrire la soluzione ad un problema, ma di mettere a disposizione uno strumento (la tenda) per vivere al meglio un’esperienza (andare in campeggio) che poi verrà condivisa con i propri amici attraverso lo stesso mezzo (il social network).

AdWords vs Facebook Ads

Per quale motivo dovrei utilizzare Facebook Ads? Bella domanda, vediamo un po’:

1. Facebook Ads mette a disposizione 27 modi diversi per targettizzare i propri annunci su base socio / demografica (locazione geografica, età, sesso, interessi, educazione, professione, etc.)
2. Gli utenti italiani sono circa 16,8 milioni (fonte Facebook Ads), il 48% di tutti gli italiani su Internet (fonte AudiWeb).
3. Secondo Google è il sito più visitato al mondo con un traffico pari a 8 volte il secondo classificato (570 miliardi di pageview ogni mese).
4. In media, ogni utente trascore su Facebook più di 44 minuti al giorno.

Oltre a questo, un’interessante studio di Eye Tracking condotto da OneUpWeb fornisce altri spunti utili:

1. nei primi 10 secondi di visualizzazione dei risultati di ricerca, gli utenti fissano gli annunci sponsorizzati prima di spostare lo sguardo sul secondo e terzo risultato;
2. il tempo dedicato agli annunci pubblicitari è simile a quello speso sul resto dei risultati;
3. il 65% degli utenti guarda gli annunci sponsorizzati almeno una volta nei primi 10 secondi.

Facebook Ads è un ottimo strumento promozionale, per certi versi più complesso e specifico rispetto a Google AdWords. Ma per riuscire ad ottenere dei risultati è importante partire con il piede giusto. Ecco alcuni tips & tricks utili per promuovere i tuoi prodotti e servizi sul social network per eccellenza.

Ricerca degli interessi (non delle keyword)

Facebook Ads permette di targettizzare i propri annunci in base agli “interessi” che i propri utenti hanno inserito nel profilo. Quando un determinato interesse (es. “Star Trek”) raggiunge un certo livello di “popolarità” viene inserito nel database degli interessi a cui si può attingere dall’interfaccia di creazione degli annunci.

Poiché il database è strutturato per “interessi correlati” esiste un semplice metodo per espandere il numero di utenti che andremo a colpire con il nostro annuncio. Si inizia inserendo la keyword principale (es. “marketing”) e poi pian piano si vanno ad aggiungere singole lettere (es. a, b, c, d, etc.). Ogni volta che si interviene sulla parola chiave, Facebook aggiorna la lista dei suggerimenti offrendo ulteriori interessi correlati con la keyword principale. In questo modo si possono creare annunci con un sufficiente bacino di utenti anche per delle nicchie di settore.

Selezione delle keyword in Facebook Ads

La chiave per progettare una campagna efficace (alto CTR e basso CPC) è di creare degli annunci altamente coerenti con gli interessi dell’utente anche se questo significa generare molti annunci che colpiscono poche migliaia di utenti per volta.

Un’immagine vale mille parole

Su AdWords il copy dell’annuncio è fondamentale: trovare l’headline perfetto, spingere sui giusti benefici, includere una call to action efficace. Su Facebook è l’immagine la chiave di un annuncio persuasivo. Deve riuscire ad interrompere temporaneamente la conversazione che l’utente sta portando avanti nella sua mente ed attirare la sua attenzione quel tanto che basta per spingerlo a cliccare sull’annuncio.

L’immagine giusta può generare CTR sensibilmente superiori alla media. Per questo è utile testare vari annunci con lo stesso headline e descrizione ma con una diversa immagine. Trovata l’immagine più efficace si possono cancellare gli annunci poco performanti e ricominciare con un nuovo test.

Le immagini devono essere accattivanti: visi di persone, loghi, immagini “strane” (divertenti, misteriose, etc.). Cercare di capire a priori quale immagine funzionerà meglio è inutile, meglio effettuare un test. Esistono decine di siti da cui attingere immagini Royalty Free. Quello che preferisco è iStockphoto.com per via del vasto database e dell’ottima indicizzazione delle immagini.

Test A/B su Facebook Ads

Per promuovere l’importanza di testare annunci con immagini ho organizzato un piccolo contest.

Tracciare le conversioni

Facebook Ads mette a disposizione (per ora in beta) una semplice funzione di tracking delle conversioni. Personalmente preferisco affidarmi a Google Analytics e creare un codice di tracking per ogni singolo annuncio. In questo modo posso tracciare le visite, il bounce rate, i tempi di permanenza sul sito ed i tassi di conversione. Non sempre l’annuncio che genera maggiori click ad un minore costo è quello che genera più conversione (e profitti). Tracciare le conversioni con Analytics permette di identificare gli annunci migliori su cui andare ad investire il proprio budget.

Una breve nota sul CTR. In AdWords un click-through medio si attesta intorno all’1% – 2%. In Facebook Ads il CTR è dalle 10 alle 20 volte inferiore: ottenere lo 0,10% – 0,15% è veramente un buon risultato. Per generare tassi più elevati è necessario creare degli annunci molto specifici sia in termini demografici che di interessi.

La chiave è la fiducia

Su Facebook è difficile ottenere risultati spingendo direttamente la vendita. E’ importante prima generare fiducia e solo successivamente promuovere i propri prodotti e servizi. Un metodo molto sottovalutato è quello di far restare l’utente all’interno della piattaforma ad esempio usando una tab Static FBML come landing page della campagna.

Questo tipo di approccio genera ottimi risultati perché l’utente si fida di Facebook (infatti gli affida i sui dati personali, i suoi ricordi e le sue aspirazioni) e questo livello di trust si trasferisce per associazione alla pagina di destinazione (ed al prodotto promosso).

Quando un utente di Facebook viene inviato verso un sito esterno inizia a preoccuparsi della sicurezza dell’ambiente in cui si trova, ha paura ed alza le difese (molto di più rispetto ad utenti provenienti, ad esempio, da Google).

Un metodo per incrementare la fiducia ancora di più è il cosiddetto Landing Page Match. La pagina di destinazione deve essere coerente con l’annuncio: stesso headline e soprattutto stessa immagine (più grande ed above the fold). L’utente non deve avere alcun dubbio d’essere arrivato nel posto giusto. Questo vale sia per le landing page all’interno di Facebook che per quelle su siti esterni.

Ottimizzare le offerte

Per ogni annuncio Facebook Ads suggerisce un range di offerta. Questi valori, soprattutto all’inizio, vanno presi molto seriamente altrimenti si rischia di non ottenere alcuna impression e di conseguenza alcun click.

Range di offerta in Facebook Ads

Durante le prime 24/48 ore dall’avvio di un nuovo annuncio è necessario tenere costantemente sotto controllo la propria offerta ed i valori suggeriti. Ci sono vari metodi per ottimizzare le offerte durante la fase iniziale, quelli che preferisco sono:

1. definire un’offerta di 2 cent superiore al minimo;
2. definire un’offerta pari alla media tra i due valore suggeriti.

Nel secondo caso includo sempre un limite massimo (es. 50 centesimi) da non superare.
Aggiornare l’offerta ogni 15/30 minuti garantisce che l’annuncio ottenga le impression richieste per generare una serie storica. Una volta fatto ciò la piattaforma si “rilassa” e riduce l’offerta minima richiesta. Solitamente questo avviene quando il CPM supera i 10 centesimi.

Con un controllo attento delle offerte e del CPM dei vari annunci è possibile raggiungere un CPC di 10 centesimi o meno in molti mercati.

Ruotare gli annunci

Il potere delle immagini di attirare l’attenzione si consuma piuttosto velocemente a causa della “sovra esposizione” degli annunci. Questo avviene soprattutto quando il nostro mercato obiettivo è molto ridotto (nell’ordine delle poche decine di migliaia di utenti). Un metodo semplice per evitare questa degradazione è ruotare gli annunci con regolarità attivandoli e mettendoli in pausa per vari giorni consecutivi. In questo modo si evita l’effetto abitudine che rende gli annunci invisibili allo sguardo dell’utente.

Capire il proprio target

Per creare annunci efficaci è importante capire il proprio target. Dopo qualche giorno che gli annunci sono attivi, puoi eseguire un rapporto sugli utenti che hanno cliccato sui tuoi annunci. Questi rapporti offrono molte informazioni utili per migliorare il targetting demografico delle proprie campagne.

Report demografico in Facebook Ads

Ad esempio se notiamo che una determinata fetta demografica (es. uomini dai 35 ai 44) ha un elevato CTR, possiamo creare una campagna ad-hoc ed applicare la tecnica Peel & Stick per “estrarre” gli annunci più performanti. Così facendo avremo una nuova campagna altamente ottimizzata con un CTR alto ed un CPC basso.

Oltre ai dati demografici, i report di Facebook Ads offrono anche gli interessi del nostro target.

Interessi del target in Facebook Ads

E’ utile notare che, oltre ad alcuni interessi (segnati in rosso) tipici del settore a cui si riferisce questa campagna, vi sono altri interessi “atipici” (es. matrix, il signore degli anelli, dr house) che potrebbero essere utili per annunci “out of the box”.

Ad esempio, in passato chi vendeva pannelli solari ed impianti fotovoltaici poteva generare dei buoni profitti pubblicizzando la sua attività in televisione durante le serie di fantascienza come Star Trek. Questo perché quei telespettatori erano più “ricettivi” ad argomenti come il risparmio energetico e l’energia pulita. Ti sei mai chiesto quali sono i libri ed i film preferiti dai tuoi clienti?

Conclusione

Facebook Ads è una piattaforma promozionale unica nel suo genere con molte potenzialità a portata di mano. Quelli esposti sono solo alcuni spunti da cui partire. Con un po’ di esperienza ed investendo un budget anche ridotto non ti sarà difficile generare del traffico di qualità ed a basso costo.

Autore: Filippo Toso di Persuasive Marketing, per il TagliaBlog.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

39 Comments

  • Sono passati 5 anni da questo articolo ma io solo ieri l’ho letto per la prima volta.
    Vedo che con Facebook ads alcune cose non sono cambiate in 5 anni, per esempio la discrepanza tra clic di facebook e quelli rilevati da Analytics e’ immensa, circa l’80% in meno di clic rilevati da analytics. Ho scritto al supporto facebook per capire come stanno le cose, vedremo cosa rispondono.
    Comunque FB non sta funzionando bene come Adwords, che non funziona bene come la SEO, ma questa’ e’ solo la mia esperienza in merito alla comparazione di diversi canali di marketing.

    Reply
  • Da quando è stato scritto questo articolo ne è passata di acqua sotto i ponti. Ora i Facebook Ads sono veramente un’ottima arma per fare lead generation e differiscono da Adwords sicuramente per i costi (più bassi) e la maggiore facilità di utilizzo. E in qualche aspetto sono anche superiori come ad esempio la geolocalizzazione degli annunci. Su Facebook è precisa su Adwords no, provare per credere. Inoltre sul primo hai molte meno rotture di scatole per quanto riguarda il regolamento soprattutto se usi annunci che rimandano a landing page interne a Facebook

    Reply
  • Era proprio l’articolo che mi serviva per provare a sponsorizzare il mio nuovo prodotto. Un po’ di test mi farà sicuramente bene, anche se nel mio caso, capire il targhet, non sarà poi cos’ semplice… si parla di eiaculazione precoce..!

    Grazie, bel post!

    Reply
  • @Roberto
    All’interno dell’interfaccia di gestione di Facebook Ads, sulla sidebar a sinistra, sotto l’elenco delle campagne puoi trovare, tra gli altri, anche il link “Report”. I due mostrati sono:

    – Report sui dati demografici
    – Report sui profili

    Reply
  • Chiedo scusa a tutti quanti se forse sono stato distratto ma non mi è chiaro come visualizzare i Report spiegati nella sezione “Capire il proprio target” di questo post. Rinrazio anticipatamente per la collaborzione e gentile attenzione.

    Reply
  • Innanzitutto complimenti per l’articolo. Vorrei chiederti cosa intendi quando dici “Aggiornare l’offerta ogni 15/30 minuti garantisce che l’annuncio ottenga le impression richieste per generare una serie storica. Una volta fatto ci

    Reply
  • Ciao.
    Giusto per dare anche la mia testimonianza (indiretta purtroppo): un mio cliente per il SEO fa anche campagne AdWords e Facebook Ads (che non seguo io purtroppo) e sostiene che il ROI che viene da Facebook e’ di gran lunga superiore a quello di AdWords.
    Le ragioni potrebbero essere secondo me:
    – il suo settore si situa bene su facebook
    – c’e’ troppa concorrenza su AdWords
    – c’e’ poca concorrenza su Facebook

    Reply
  • Penso che la cosa migliore sia eseguire una serie di test, per capire come reagisce la piattaforma e gli utenti target.

    Ho sperimentato diverse campagne per la mia rivista e la mia attività personale, in alcune ho ottenuto buoni risultati in altri molto meno, ma come dice il nostro Davide, questo è uno strumento diverso, e deve essere studiato senza preconcetti legati a Google AdWords.

    Il mio consiglio è di analizzare attentamente ciò che fate, con un occhio di riguardo a cosa potrebbero pensare gli utenti che vedono i vostri annunci e le relative azioni successive nelle landing page.

    Reply
  • Francamente non credo che sia facile ottenere dei risultati decenti con Facebook Ads. Il successo di AdWords è stato forse proprio nel fatto che anche una persona non molto esperta può ottenere da subito qualche risultato, magari illusorio ma qualcosa uno vedeva..
    Mi pare che la filosofia intera di Facebook sia un po’ in contrasto con gli Ads.. basta confrontare quanto è più facile che un utente clicchi su un “mi piace” rispetto a farlo su una pubblicità dichiarata.

    Reply
  • @Jacopo

    > Per analizzare o “capire il proprio target” è necessario taggare
    > con il codice di facebook la landing page del sito?

    Non è necessario.

    > E nel caso di una campagna che abbia come l.p. una pagina della fan
    > page aziendale del prodotto/marchio come si analizzano i dati di
    > traffico?

    Facebook Ads mette a disposizione 2 metriche:

    Actions: The number of times users have become a fan of your Page or RSVP’ed positively to your Facebook Event. (This data will only appear for Facebook Ads for Pages or Events.)

    Actions Rate: The action rate for an ad is calculated as the number of actions the ad received divided by the number of impressions (times the ad was shown on the site) in the given time period.

    Fonte: http://www.facebook.com/help/?page=866

    Reply
  • Ottimo, interessante davvero.
    Per analizzare o “capire il proprio target” è necessario taggare con il codice di facebook la landing page del sito?
    E nel caso di una campagna che abbia come l.p. una pagina della fan page aziendale del prodotto/marchio come si analizzano i dati di traffico?
    Grazie

    Reply
  • Sono troppo poco esperto in questo campo, ma l’articolo è scritto avvero bene e sarebbe un ottimo punto di inizio per sperimentare su Fb ads.
    Grazie!

    Reply
  • @Filippo Toso
    Si è vero, ma se mi conosci un pò sai anche sono un maniaco non solo delle campagne fatte bene ma anche dei CTR% alti.

    I dati medi che riporti sono giusti. Ma sai anche che puoi fare di più usando qualche tecnica spinta.

    Ti confesso che sto anche finendo di scrivere la mia guida a Facebook Ads e un dato posso condividerlo in anteprima: diciamo lavorando molto bene sull’annuncio puoi arrivare al 0.33%-0.35%.

    @Mik
    Se ti dico “logica” a quante logiche pensi ? Forse a quella che tutti conoscono più comunemente: la logica binaria.
    Esiste invece anche la fuzzy logic su cui si basa buona parte del modello di Facebook Ads.

    Il fatto che un modello sia diverso non vuol dire che sia migliore o peggiore dell’altro. Semplicemente è diverso. Per definizione.

    @Ale Sportelli
    sulla strategia di Ads + Pagina fan ne sappiamo qualcosa vero ? 😛

    Reply
  • Per tutti. Ricordate che un click su un annuncio su facebook, quando collegato ad una pagina fan, può portare a piu di una conversione per via di quello che chiamo passaparola automatico (1 click = 1+ lead… potenzialmente) . E’ ovvio quindi che è necessaria una maggiore attenzione nel calcolo del Costo per Lead.

    Un altro grosso errore è considerare facebook ads e facebook in generale come uno strumento a se stante. Credo che i migliori risultati si ottengano introducendo facebook (OPPORTUNAMENTE) in processi e cicli di vendita più complessi. Anche adwords è un bagno di sangue se non lo si sa usare.

    Reply
  • @Mik su questo concordo. Oggi Facebook fa davvero molto poco per spiegare ai propri clienti come ottimizzare al massimo le campagne. E’ ovvio che si tratta di una opportunità per chi ha la pazienza (e la voglia e motivazione) per studiarlo investendoci un pò di tempo e soldi personali.

    Reply
  • @filippo toso – è solo una mia teoria riguardo il click fraud non ho dati in mano. Hai presente che quando clicchi su un’inserzione che punta ad un dominio esterno non si va direttamente al sito target ma si passa tramite una pagina facebook (un po’ come avviene per le affiliazioni tanto per intenderci)… penso che siccome il doppio reindirizzamento mette un po’ di tempo a completarsi delle persone lo interrompono per cui il click viene segnato da parte facebook ma effettivamente nn si arriva mai nella pagina target…ripeto è una mia teoria supportata solo dal fatto che io stesso a volte ho interrotto il caricamento del sito dopo aver cliccato su un ad di facebook perchè ci metteva troppo (via dai…non ero poi cosi’ interessato…non si è perso molto…)

    spero di aver spiegato la mia teoria…

    Reply
  • @Alessandro

    “ti assicuro che oggi sono acora molti pochi in grado di creare delle campagne su facebook ads che possano considerarsi “ottimizzate”.”

    Io credo che quando tanti usano male un software, un apparecchio o quello che vuoi, la colpa non sia loro ma di chi lo ha progettato.

    E’ uno strumento avanzato per webmarketer? Bene, rivolgiti principalmente ai marketer invece che direttamente al panettiere, ovviamente invece quest’ultimo se lo tiene ben stretto, e ai webmarketer lascia le briciole nonostante tutta la pubblicità gratuita che gli fate.

    Poi potranno essere ignoranti quanto vuoi, ma rimango incredulo sul fatto che un ristoratore americano, un antiquario inglese ecc. abbiano compilato due campi obbligatori scrivendo come “lingua” e “nazione” rispettivamente “italian” e “Italy”.

    @mister-jinx

    Io vivo di pubblicità, non devo convertire nulla, per me sono solo oggetto di studio.

    Siccome tempo fa ho cliccato su un “mi piace” relativo a pippo mi mostra sempre le stesse pubblicità.
    Dell’ultimo film di pippo? Magari!

    Forse perché è “statisticamente” dimostrato che i fan di pippo vogliono comprare antiquariato in un negozio inglese dopo essersi nutriti con un hamburger, si vabbè.

    Quando si parla di statistica non bisogna confondere il rumore con il segnale, ci vogliono campioni significativi perché il segnale sia forte e inequivocabile.

    Il fatto che facebook divulghi delle statistiche come quelle sopra mostrate, per me può creare più false certezze (a panettieri ecc) che giuste conclusioni.

    Comunque concordo che può essere una opportunità, ma proprio se è molto più economico di Adwords (dai preventivi non mi sembrava).

    Reply
  • @mister.jinx
    In merito ai CTR, mi sono basato sui dati che ho raccolto fino a questo momento e le statistiche riportate da Drew Bischof. Utilizzando una targettizzazione “stringente” si possono ottenere CTR più elevati a discapito della dimensione dell’audience.
    Per il resto, grazie 🙂

    @skerozzo
    Sulle campagne CPM hai perfettamente ragione. Non ho incluso quella tecnica perchè ad un certo punto devi decidere di smettere di scrivere, altrimenti viene fuori un poema. Magari tra 3/4 mesi faccio un follow-up con le ultime scoperte. Per chi fosse interessato, su deeboo.com c’è un’utile analisi intitolata “How Bidding CPM In Facebook Could Save You Thousands”.

    @Alberto
    In merito alle discrepanze, finora ho notato una differenza media intorno al 10%/12% tra click e visite tracciate. Appena ho un attimo di tempo faccio una campagna di test “blindata” in modo da tracciare le richieste HTTP una per una e verificare se è un problema a livello di Analytics o una Click Fraud sistematica su Facebook.

    @Alessandro Sportelli
    Grazie mille 🙂

    Reply
  • Sono d’accordo con Francesco.
    Premesso che ancora non utilizzo facebook ads, ma credo possa effettivamente permettere di ottenere traffico e, perchè no, conversioni ad un costo molto più contenuto di adwords.

    Oltre a questo, mediamente si vanno a colpire target che non sono raggiungibili con adwords, magari meno maturi ma anche per questo più “vergini” e potenzialmente predisposti al clik ed all’acquisto.

    Poi, secondo me, è un’opportunità per i più bravi.
    Come ha capito Filippo, bisogna riuscire ad interessare lettori che potrebbero esserlo, quindi non ci sarà un sistema (come con adwords) che ti perdonerà errori di superficialità o di effettiva disconoscenza del target e del copywriting, dovrai colpire con precisione se vuoi avere conversioni e costi ottimizzati.

    Reply
  • Scusandomi per la considerazione probabilmente banale… piu’ che ad adwords, FB ads non sarebbe maggiormente assimilabile agli adsense (pardon, adesso si chiama “display”)?

    Reply
  • Facebook ADS secondo me non è solo peggiore sensibilmente di adwords ma è un enorme passo indietro nella concezione della pubblicità online.

    Infatti tanti anni fa si fece una pubblicità di “spinta”. Cioè si proponeva un prodotto ad uno specifico target ( non per forza interessato al prodotto stesso) e si sperava che qualcuno interessato la guardasse.

    Grazie al web è nata la pubblicità di “ricezione di interesse”. Cioè si pone la pubblicità del proprio prodotto solo alle persone che sono interessate e che in quel momento lo stanno cercando. Il target ideale.

    Facebook inventasse qualche altro modo di monetizzare il suo invidiabile traffico, perchè quando le persone si accorgeranno della bassa conversione, non guadagnerà sufficientemente.

    Forse su facebook può andare bene una pubblicità per curare un brand più che per spingere ad un’azione tipo una vendita o una lead.

    Reply
  • @Mik

    Concordo pienamente con Alessandro Sportelli.
    Perché questa frase che una cosa non funziona l’ho già sentita dire anche per Google AdWords anni fa.

    Poi Mik se il tuo modello di advertising è stato solo AdWords fino a ora concordo, forse Facebook Ads è perdente… Ma bisogna vedere cosa intendi per “perdente”, perché ad es. in rete di ricerca AdWords ci sono settori dai costi astronomici.

    Su Facebook Ads invece dividi almeno per 5 i costi, quindi hai traffico potenzialmente interessato a costi più ridotti di AdWords :-).

    Cosa ti voglio dire ? Che quando hai per le mani una Ferrari, sia essa AdWords o Facebook Ads, devi sapere come guidarla. Devi cioè avere la patente, l’esperienza e la prontezza di riflessi di sapere cosa fare anche quando vai a velocità sostenuta.

    Reply
  • @Mik se credi che qualcosa non potrà mai funzionare sono certo che non funzionerà mai (per te). Quando sulla tua bacheca non vedi annunci che ti interessano può dipendere anche da chi li ha creati… ti assicuro che oggi sono ancora molti pochi in grado di creare delle campagne su facebook ads che possano considerarsi “ottimizzate”. La maggior parte della gente spara alla cazzo, spende un sacco di soldi senza ottenere nulla e scappa… si tratta spesso di chi già credeva che non avrebbe funzionato e non fa altro che confermare questo.

    Se invece capisci bene come funziona facebook capisci anche che qualcosa potrebbe funzionare e cerchi il modo per farla funzionare. Ciò non vuol dire che funziona sempre e comunque… ma per poter giudicare vanno innanzitutto fatti i test…. e possibilmente vanno fatti con cognizione di causa.

    Filippo è uno dei pochi che fa test con cognizione di causa ed è abbastanza flessibile da metter in discussione ciò che ha fatto in precedenza senza farsi limitare da inutili ed inopportuni pregiudizi.

    Reply
  • @filippo…ho visto e cliccato l’annuncio prima di questo articolo, quando sono entrato nel sito e ho visto il tuo video son rimasto molto sorpreso…ho pensato “caspita come ha targhettizzato bene” 🙂

    Reply
  • @mister-jinx

    E’ proprio per questo che è un modello perdente.

    Gli appassionati di automobili sono una minima parte rispetto agli acquirenti di automobili.

    Gli appassionati di pediatria sono una minima parte rispetto ai neo genitori.

    Quasi tutti (o molti) prima o poi compriamo un’automobile, abbiamo un figlio, andiamo in vacanza, compriamo un computer, apriamo un conto in banca, l’importante è arrivare col messaggio pubblicitario al momento giusto.

    Facebook oltre a non fare questo, ha un algoritmo talmente stupido che mi propone pubblicità che nulla hanno a che fare con i miei interessi, e me le ripropone continuamente.

    Che c’entro io con un ristorante statunitense e tutto il resto vorrei proprio capirlo, cmq è il ristoratore che alla fine ci perde.

    Reply
  • Ciao, articolo molto interessante, ho una domanda: visto che effettui il tracking con Anaytics delle visite provenienti da Facebook Ads, ti sarà capitato di notare che il numero delle visite al sito è di molto inferiore al numero di click indicati sulla piattaforma di Facebook Ads (nella mia esperienza, circa la metà, o meno); sicuramente stiamo parlando di metriche differenti (visite Vs. click), ma la differenza fra queste due metriche è solitamente nell’ordine del 15%, non certo del 50%. Hai mai notato questo aspetto e se sì, che risposta ti sei dato? Ciao grazie 🙂

    Reply
  • @Mik … la differenza tra Facebook Ads e AdWords te l’ha spiegata Filippo all’inizio dell’articolo.

    AdWords ti offre cosa stai cercando nell’istante in cui fai la ricerca.
    Facebook Ads invece prova, in base ai tuoi interessi dichiarati sul profilo e in base alle tue azioni nel social network, a proporti un ad che POTREBBE interessarti. Il potrebbe fa la differenza :-).

    Reply
  • non so… uso facebook da un paio d’anni ormai, anche se negli ultimi mesi sempre meno, ma non ho mai cliccato su un annuncio… forse proprio perchè se entro in facebook, lo faccio per altri motivi…

    Reply
  • Bellissimo post taglia, complimenti davvero, hai introdotto facebook Ads perfettamente 😉

    Ciao,
    Yuri.

    Reply
    • Preciso solo che non l’ho scritto io, ma Filippo Toso (come riportato in coda al post) 😉

      Reply
  • Comunque sono persuasive, sto prenotando un volo per andarmi a studiarmi il persuasive marketing al ristorante “The Parker House Inn at Quechee…”, tanto dista solo 4000 km.

    Reply
  • Grazie Taglia ottimo articolo…vorrei aggiungere,in caso di targhettizzazione molto stretta e fatta bene di testare anche offerte CPM… si possono risparmiare molti soldi…

    Reply
  • Ho provato ora a cercare su facebook la key dell’esempio “Persuasive Marketing”, elenco tutte le pubblicità che mi sono apparse nel giro di un paio di refresh:

    Missives fm the Art World
    Reinnamorarsi finalmente!
    Una donna da sposare
    Antique Helper Auction
    Voglia di schifezze!
    Grado Zero Espace srl
    Gay Social Network
    Innamorarsi ancora?
    The Parker House Inn at Quechee…

    Alla faccia della contestualità!
    Se le metteva casuali potevano essere più interessanti.

    Reply
  • Questo articolo é enormemente istruttivo e utile. Sono d’accordo su quasi tutto, in particolare sul fatto che é bene indirizzare la campagna verso una landing page rispetto ad una url esterna. ottimo post.

    Reply
  • Tutto molto giusto, anche personalmente se mi convincono poco i CTR% medi indicati per Facebook Ads per una buona campagna.

    Come ha detto Filippo la chiave di tutto sia targetizzare molto bene e in modo molto stretto. Tenendo presente questa premessa il CTR% non può che essere più elevato del 0,15% medio indicato qui.

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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