Email: meno aperture, più click

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su email

Silverpop ha appena pubblicato il 2012 Email Marketing Metrics Benchmark Study, uno studio che ha esaminato le email di 1.124 brand di 20 paesi – email inviate nel corso del 2011 e nel primo trimestre del 2012 – rilevando da un lato il calo delle aperture dei messaggi di posta elettronica, dall’altro l’incremento del CTR.

Ecco i dettagli:

Open Rate

email open rate

Il tasso medio di apertura, calcolato su tutti paesi presi in esame, è stato del 20,1%, in calo rispetto al 22,2% di uno studio precedente (effettuato nel 2009).

La percentuale più bassa è stata osservata negli USA (19,9%) mentre la più alta nell’area EMEA (20,9%).

Il settore che ha registrato l’open rate migliore è stato quello del Computer Software (24,7%), mentre il picco più basso tocca all’Education (15%).

Click-Through Rate

email ctr

Di converso, la percentuale media di click è aumentata fino a raggiungere il 5,2%, contro il 4,5% del 2009.

Il CTR più alto spetta agli USA (5,4%) mentre il più basso al Canada (3,8%).

Concludendo

I numeri della ricerca di Silverpop confermano grossomodo quelli esposti 2 anni fa da Filippo Toso in un guest post sui fondamenti di email marketing: secondo Toso, il tasso di apertura che una email si può aspettare è fra il 10% e il 30%, il CTR fra il 5-15% del settore B2B e il 2-12% del settore B2C, mentre le conversioni si attestano fra l’1% e il 4%.

Puoi confermare (o smentire) questi numeri?

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Altri articoli correlati

Startup innovative: Work for Equity

Tra gli strumenti volti a favorire la crescita delle startup innovative vi è il work for equity una possibilità ancora poco utilizzata dalle società e

5 risposte

  1. Putroppo come al solito ci vanno di mezzo le pubblicità di aziende serie, perchè a causa degli spammer anche il nostro dito su mouse funziona in automatico, cancella molte e-mail senza nemmeno aprirle, anche se in mezzo ci sono aziende serie.

  2. Gestisco una lista B2B di circa 300.000 nominativi profilati e circa 3 milioni di invii/mese. Ho trovato molto utile questa analisi perchè anche noi riscontriamo ultimamente un calo di aperture, CTR e conversione.
    I motivi? A mio parere sicuramente più di uno, esogeni ed endogeni.
    Questi a mio parere i principali tre motivi, mi piacerebbe conoscere il vostro parere.
    1. Aumento dello strumento DEM da parte di più operatori, se 2 anni fa si ricevevano 10 email al giorno, oggi se ne ricevono 50. Mentre il nostro tempo da dedicare alla lettura delle email tendenzialmente è diminuito. Quindi meno tassi di apertura…
    2. Liste vecchie. Quando è stata l’ultima volta che è stata effettuata un’opera di “sanificazione” della lista? Se un destinatario non apre più la nostra eMail da 2anni, non è forse il caso di eliminarlo? questo ha un impatto evidente sull’openrate, CTR e conversione.
    3. Aumento della “pressure”. Quante eMail spediamo in un mese allo stesso indirizzo? L’analisi dell’openrate, CTR e conversion sarebbe più corretto farlo non su singolo invio ma sul numero di invii al mese sugli stessi utenti. Esempio: se prima inviavo una email al mese a cliente e il CR era dell’1% mentre oggi ne invio una al giorno e il CR è lo 0,5%, il risultato è migliore, non peggiore!

  3. Da Aprile di quest’anno riscontriamo sui nostri mailing a contatti profilati, calo aperture ora intorno al 18% e click tra 2,5% e 3%

  4. È consolante che almeno il tasso di click sia in aumento: non so voi ma le mie email sono sempre meno cliccate, magari dipende anche dal fatto che ormai gli utenti sono sempre più seccati da questa forma di marketing.

    Anche i Social Network, soprattutto Facebook, sta, con i suoi eventi organizzati, seccando la genete: dobbiamomtrovare un altro modo che sia allo stesso tempo efficace ma soprattuto regolamentato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *