Ego, Internet e Facebook

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Chris Anderson (direttore della versione USA di Wired) dice: “Un assioma riguardo Internet è che sia guidato dall’altruismo. Non è vero. E’ guidato piuttosto da un illuminato egoismo. Le persone non si danno da fare perché sono simpatiche o generose, lo fanno perché hanno i loro buoni motivi per farlo. La nostra società non è guidata dalla generosità. Ciò che guida la nostra società è la volontà della gente di avere qualcosa per sè stessi, e se il sistema permette alle persone di avere qualcosa per sè e allo stesso tempo anche per gli altri, allo lo fanno. Le persone hanno bisogno di fare parte di qualcosa di eccitante, vogliono essere accettati, vogliono avere un impatto sulla realtà, ma non sono la generosità e l’altruismo a far girare il mondo.”

La cosa mi ha fatto ricordare immediatamente il trailer di The Social Network, nel quale l’attore che impersona Mark Zuckerberg afferma: La gente vuole andare su Internet per sapere cosa fanno gli amici, serve un sito web che glielo permetta; amici, foto, profili, voglio prendere la vita sociale dell’università e metterla online”.

E mi è venuto pure in mente un mio amico che alcuni mesi fa mi disse: “Ormai il mio blog non lo aggiorno più, non mi frega più nulla, ho trovato un modo più semplice e veloce per soddisfare il mio ego.”

In questi 3 punti ci sono probabilmente tutti gli ingredienti del successo di Facebook, che ci piaccia o no.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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14 Comments

  • Detto da Anderson, che mi è scaduto allo IAB per quello spottone all’iPad/iPhone…
    Non è certo internet che fa mutare i costumi della società, internet è un solo nuovo mezzo per comunicare; siamo o non siamo nell’era della comunicazione?
    E’ la società che oramai insegue la visibilità effimera, se non appari non sei nessuno. Questo è dovuto principalmente alla TV, quella italiana si è appiattita sul modello americano con le conseguenze che ben sappiamo.
    Internet consente di appagare il proprio io, ego, stima di sè stesso e quant’altro.
    C’è sicuramente anche tanta voglia di condividere esperienze ma è solo questo?
    Tanta voglia di relazionarsi, con sconosciuti o persone conosciute superficialmente…l’amicizia non è certo come prima.
    Prima c’era la relazione sociale che portava ad accomunarsi, ora c’è un interesse comune che porta a relazionarsi (es. i forum).
    Interne, Facebook, Twitter (che ancora non ne capisco la smania eccessiva di chi non ha nulla da dire e ripete frasi sentite da altri) solo solo strumenti nelle mani di “individui”.

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  • Dopo le migliaia di auguri che hai ricevuto su Facebook, comprendo l’elogio all’ego e a FB, ma non lo condivido.

    Per fortuna Internet non è uguale al mondo offline per tanti aspetti, nonostante le contaminazioni da Facebook, e non tutti sono guidati solo dall’ego.

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  • gli uomini,ogni tanto,sentono il desiderio di apparire migliori e quindi creano o utilizzano ambienti in cui possono fingere.fb o la rete,come la distorsione di tempistica,permette una gestione oculata della propria vanità.semplici circenses.certo,c’è anche effetto novità,voglia di evadere da una vita non soddisfacente.c’è il mito della vittoria e del buono.utopia è un sogno ricorrente.da secoli..solo che adesso la tecnica democratizza tutto.esiste anche zomia,per dire…

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  • Come spesso accade, condivido al 100% le parole di Ilaria. Il social a modo suo soddisfa dei bisogni che sono sempre esistiti. Nulla di nuovo dunque bolle in pentola 🙂

    E poi Anderson che sentenzia in questo modo… era meglio quando parlava di “coda lunga”. Per il resto è meglio lasci perdere… o magari farebbe meglio a riferirisi a se stesso.

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  • La domanda che mi pongo – e che pongo al Taglia come grande esperto – è: ma da dove nasce questa filosofia, questo mainstream per cui si deve per forza sostenere che internet è un mondo parallelo regolato da regole e leggi diverse da quello del mondo reale?

    Chi ha inventato questa leggenda e l’ha resa “pensiero comune”?

    E poi, a seguito di questa filosofia, a seguire, c’è, come sempre anche nel mondo reale, la sua opposta: “ma no! Internet è brutto e cattivo pure lui! Ora vi svelo lo scandalo!”.

    Lo psicologo americano Eric Berne – inventore dell’analisi transazionale – definisce queste discussioni vuote “passatempi”.

    E ci si perde un sacco di tempo, infatti…

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    • @Ilaria: infatti non credo ci sia una gran differenza fra i 2 mondi (online e offline): in entrambi pullulano esibizionismo, pettegolezzo, egocentrismo… 😉

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  • “Il punto è signori e signori che l’avidità, non trovo una parola migliore, è valida. L’avidità è giusta. L’avidità funziona. L’avidità chiarifica, penetra e cattura l’essenza dello spirito evolutivo. L’avidità in tutte le sue forme: l’avidità di vita, di amore, di sapere, di denaro ha improntato lo slancio in avanti di tutta l’umanità”

    Gordon Gekko (Michael Douglas) – Tratto dal film Wall Street (1987)

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  • Io non sono d’accordo. Probabilmente mi considerete un’ingenua, ma credo che il web sia uno dei settori più altruisti che esistano. A differenza di altri, qui si trova sempre qualcuno pronto ad aiutarti e credo che per questo lo si chiami “rete”.

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  • Ehi, ma gli mancano anche a lui i capelli?

    A parte la battuta tutti hanno bisogno di attenzione, ma non la si può avere solo da Internet con Facebook che tra l’altro funziona pure male, ma si ha bisogno del contato fisico.

    Al sud c’è ancora lo struscio che in parole povere era il Facebook di prima, soltanto che le persone si vedono in carne ed ossa, incontravi la persona che ti serviva e bastava una stretta di mano per un affare anche di grossa entità.

    Questi social network finiranno per far vivere l’uomo isolato seppur in mezzo a tanta gente.

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  • Condivido ed aggiungo che questa cosa e’ normale nella vita, quindi di conseguenza anche nel web.

    Nessuno aiuta l’Africa perché e’ generoso, o mette pale eoliche e pannelli solari per vocazione o si compra un Rolex perché vuol sapere che ore sono.
    La vanità, la fama, il potere fanno parte della persona da sempre e non e’ ne giusto ne sbagliato. E’ semplicemente così.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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