Donne SEO: Miriam Bertoli

Anzi, forse avrei fatto meglio a titolare “Donne SEM”, visto che Miriam Bertoli è da quasi 5 anni Search Marketing Director di TSW.
Dal suo profilo su LinkedIn leggo però che ha fatto anche il SEO (pardon, LA SEO) specialist per oltre 3 anni, sempre per la stessa azienda.
La prima domanda parte quindi spontanea:

Partiamo subito con 2 definizioni: definisci SEO e SEM, sovrapposizioni e differenze.
Partirei dagli insiemi. Se il SEM (SEarch Engine Marketing) è l’insieme A e il SEO (Search Engine Optimization) l’insieme B, diciamo che B è parte di A: ovvero, per rispondere alla tua domanda, il search marketing è composto da keyword advertising e posizionamento naturale (SEO). Detto in altro modo, il SEO è una parte dell’insieme delle attività di SEM. tanto per abbondare di sigle, l’insieme SEM, oltre al SEO contiene anche il SMO (Social Media Optimization).

Spesso con SEM si intende il solo keyword advertising, ma non concordo, trovo questa definizione un po’ troppo AdWords-centrica…

Sei laureata in lingue e letterature straniere: quali competenze di una formazione come la tua credi che siano utili e perché?
Alcune delle materie proprie delle lauree umanistiche insegnano a “pensare”, nel senso di usare il cervello per trovare soluzioni innovative e non scontate.

In particolare un percorso di studi come quello che ho seguito io, Lingue e Letterature Straniere, mette in contatto con una materia in continuo cambiamento, la lingua, che ogni giorno si arricchisce di nuove parole, modi di dire, contaminazioni. Quindi è una palestra molto utile per il search, insegna a gestire l’evoluzione quotidiana.
Passando alle competenze più tecniche, ho trovato molo utili gli esami di linguistica, in cui si “viviseziona” la lingua con processi che hanno abbastanza attinenza con le analisi per la ricerca delle parole chiave.
Naturalmente nessuna laurea è indispensabile e sufficiente. Per esempio ho concluso a metà giugno un master di specializzazione al Sole24ore in marketing e comunicazione, per dare ordine e migliorare le competenze acquisite e testate sul campo in questi anni. La cosa più importante è continuare con la formazione, sia autonoma che strutturata.

In TSW ci sono diverse rappresentanti del gentil sesso. Quante sono (in percentuale) le donne che lavorano nel SEO/SEM? sono discriminate rispetto agli uomini? in cosa è meglio/peggio una donna rispetto ad uomo (in questo settore)?
Sì, in TSW abbiamo molte rappresentanti del gentil sesso, molte e brave. 🙂
Per la percentuale di donne nel settore del search, non saprei dare numeri; ci sono sicuramente alcune esponenti molto in gamba, per esempio Daniela e Susan. E sono convinta che ‘dietro le quinte’ ce ne siano molte altre. Per le mie colleghe, leggete il blog TSW. 🙂
In generale, credo che le discriminazioni più o meno sottili ci siano, come in tutti gli altri settori del lavoro. Per merito mio e della società per la quale lavoro, è un problema che fin qui non ho incontrato. Dal punto di vista di chi gestisce un business con tassi di crescita così elevati e tanta difficoltà a reperire risorse valide, credo sia una scelta poco lungimirante discriminare in base al genere. Servono persone appassionate e con competenze varie. Per ragioni culturali e sociali molte delle competenze per il successo di un’agenzia che si occupa di search sono prettamente femminili, ma non ti dico quali così nei commenti potremo parlare anche d’altro 😛

Perchè il tuo blog si chiama “Colore Rosso“? forse per motivi politici? 🙂
No, niente a che vedere con la politica, specialmente di questi tempi così poco dignitosi 🙂
La scelta del nome risale a tanti anni fa e fondamentalmente il colore rosso per me è energia positiva, racchiude alcune caratteristiche che sento molto mie, come la passione per quello che si fa e per le persone, la vivacità, l’azione.

Visto che parliamo di blog: ritieni che l’ideazione/creazione/mantenimento di un blog possa (o meglio debba) far parte di una strategia SEO/SEM?
Assolutamente sì. Ma non per piazzare qualche redazionale o copiare e incollare comunicati stampa e cercare di posizionarsi senza i vincoli che ci possono essere sul sito aziendale 😉 .
A mio modo di vedere un blog è prima di tutto fonte di relazioni con chi legge. Le buone relazioni si coltivano con qualcosa di interessante e aggiornato da dire (la cura dei contenuti), dando e ricevendo consigli e indicazioni (i link) e agevolando il contatto con chi ci vuole conoscere (quindi piattaforme e architettura delle informazioni ‘amiche’ degli spider). Tutti elementi che, guarda caso, sono centrali per la riuscita di un progetto di visibilità attraverso il SEO e i blog ottengono spesso ottimi posizionamenti; hanno un trattamento che a volte è addirittura troppo di favore, a mio avviso. Aprire un blog solo per il SEO mi sembra come imparare a suonare uno strumento musicale solo per fare colpo su una ragazza/un ragazzo. Anche ammesso che l’esito nel breve termine sia quello desiderato, e tutto il resto? 😀

Facciamo insieme il punto sul mercato SEO/SEM, italiano e mondiale. Visto che sei spesso all’estero, che aria si respira? e da noi?
Il trend del mercato è di crescita, i dati IAB Italia stimano per il 2008 una crescita del 30% rispetto all’anno scorso per gli investimenti in search. Secondo la SEMPO Annual State of Search Survey, uscita poche settimane fa, la tendenza rimarrà di forte crescita a livello internazionale fino al 2011, prima di stabilizzarsi. Stando a queste ricerche e guardando avanti, in Italia possiamo attenderci almeno altri cinque anni di crescita sostenuta.
La situazione economica generale sicuramente non aiuta gli investimenti ma, buon per noi 🙂 , il search è ancora in controtendenza e ci sono buoni presupposti perché ci rimanga per molto (perché? Alcune idee da questo articolo).

In Italia c’è molto ancora da fare, sia a livello di diffusione del search marketing che di gestione ottimale degli investimenti che già raccoglie. A questo proposito segnalo che con il Working Group di SEMPO Italia abbiamo cominciato a lavorare per avere una voce comune, sono sicura che con il tuo contributo e quello degli aficionados del Tagliablog possiamo ottenere ottimi risultati! Dai, iscrivetevi!

Finiamo con la domanda di rito: quale futuro vedi per il SEO/SEM?
Lo riassumerei in tre parole chiave: contenuti, ricerca multi-device, social search.

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10 Comments

  • Super Miriam prossima presidentessa della Confindustria, altro che la Marcegaglia.

  • Direi + segr. generale onu.
    Ciò detto, non senza personale preoccupazione, visto che vi si accennava chiedo: quali sarebbero le doti “prettamente femminili” utili nel search?

  • @ Matt Grazie, come sempre magnanimo

    @ Mauro Dai, vediamo se indovini! 😉

  • Ottimi consigli.

    E’ sempre un piacere leggervi.

    Grazie

    Alessandro

  • A parte il fatto che ti stimo molto cara Miriam, da donna Sem/Seo ti chiedo: vista la tua provenienza umanistica, come hai compensato, se c’erano, le lacune in ambito tecnico che un Seo “umanista” deve colmare?

  • che bello leggere un articolo, un’intervsita su un blog e dire “io la conosco!”… ti ho trasformato in virus e ora giri tra le @ dei miei colleghi… Ah proposito sei l’orgoglio di tutte noi donne!
    XOXO

  • @ giuny salto la premessa in cui dico che secondo me il SEO come figura tuttofare non esiste? 😉
    ci sono così tante competenze che dovrebbero stare sotto il cappello del SEO che facciamo prima a parlare di specializzazioni e aggiungere qualcosa dopo la sigla SEO, almeno io la vedo così. Negli anni scorsi in cui anch’io avevo a tutti gli effetti l’etichetta del SEO – e le attività erano veramente molto meno complesse – ho dedicato tempo alla formazione con corsi, autoformazione ed esperimenti personali. Importantissimo anche il confronto continuo con i colleghi

    @ Alessandro e carla grazie 🙂

  • Alcune delle materie proprie delle lauree umanistiche insegnano a “pensare”, nel senso di usare il cervello per trovare soluzioni innovative e non scontate.

    È esattamente l’opposto. Solo gli studi scientifici determinano quel tipo di performance

  • Ciao Miriam! Complimenti per la tua professionalità e competenza. Vorrei chiederti come sei giunta da un tipo di laurea umanistica all’ambito del search marketing. E’ stata una casualità o ne avevi già sentito parlare in qualche modo e quindi miravi ad entrare proprio in questo settore? Ciao 🙂

  • @ Giulio Ciao! Buona la prima, praticamente ci sono arrivata per puro caso, rispondendo ad una inserzione su un sito di ricerca lavoro. Era settembre 2000, pochi mesi prima per la tesi avevo analizzato molti testi on line e usato i motori di ricerca. Era un mondo pre-Google e il settore praticamente non esisteva. All’epoca TSW era composta da tre persone e cercavano qualcuno che parlasse inglese e spagnolo per gestire le promozioni in quei mercati. Sono rimasta subito conquistata dalle potenzialità di sviluppo incredibili che ho visto per il search engine marketing (che ancora non si chiamava così, si narra che sia stato Danny Sullivan il primo ad usarlo nel novembre 2001, http://searchenginewatch.com/showPage.html?page=2164351), c’era tutto da creare e ho detto ‘Questo è il lavoro per me!’

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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