Digg Ads: ora i banner si “votano”

Monetizzare Digg, un bel problemino...

Monetizzare i social è davvero un bel problema. E non sto parlando solo di quelli più in voga (come Facebook e Twitter), ma anche del primo servizio di news rating, nato nel “lontano” 2004 e cresciuto fino a diventare una azienda con 60 dipendenti: sto parlando di Digg.

Il problema
Tutti gli user driven social content website (dopo Digg ne sono nati a migliaia…) soffrono principalmente di 2 problemi.

1. Scarsa contestualizzazione degli annunci
Probabilmente, a causa della gran varietà di temi trattati sulla pagina, se sono inseriti banner di tipo contestuale (come quelli di AdSense) vengono esposti annunci poco pertinenti (e quindi poco interessanti per l’utente): vai su OkNOtizie e capirai cosa intendo dire. Ma soprattutto…

2. Errata posizione degli annunci
Su questo genere di siti, i banner sono sempre messi in una posizione molto lontana da dove gli occhi si posano: pur senza aver fatto uno studio di eye tracking, ci vuol poco ad intuire che il lettore sarà attratto dai contenuti, costituiti dal titolo + (nel caso di Digg) breve abstract e piccola immagine, e non dai banner posizionati sulla spalla. E d’altra parte sono anni che si predica di inserire i banner nelle aree della pagina dove si concentra l’attenzione dell’utente.

La soluzione
E’ probabilmente da questo percorso che nasce l’idea di Mike Maser, Chief Strategy Officer di Digg: l’idea si chiama Digg Ads.

Mike ha in mente un sistema così fatto: “più un annuncio è votato, meno soldi pagherà l’inserzionista (e viceversa). I Digg Ads verranno visualizzati nello stesso flusso delle altre notizie. Avranno un “look and feel” simile a quello degli altri contenuti, ma saranno chiaramente marcati come contenuti sponsorizzati. Potranno essere articoli, video, recensioni – qualunque delle tipologie che vedi quotidianamente su Digg. L’obiettivo è offrire agli inserzionisti la possibilità di presentare un contenuto correlato al loro brand, e immediatamente ottenere un riscontro da parte del pubblico di Digg.” Ecco un esempio:

Esempio di Digg Ads

Funzionerà? oppure seguirà la sorte di certe news, postate e votate con logiche (più o meno) truffaldine? 🙂

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5 Comments

  • – Scarsa contestualizzazione degli annunci

    Se mi paghi x impression, cavoli tuoi se vuoi sprecarle.

    – Errata posizione degli annunci

    Quindi con questo nuovo sistema, gli annunci nascosti, oltre ad essere poco cliccati, saranno poco votati, e pagheranno di più.

    Non credo sia il modo migliore per sfuttare il social x gli annunci, invece potrebbero renderli commentabili, bookmarkabili, o migliorabili (contest migliora questo annuncio con una tua creatività) ecc.

  • Il sistema, se correttamente affinato, potrà presentare i suoi vantaggi. Primo paletto che andrebbe messo è cmq un tetto massimo di spesa per gli annunci poco cliccati, altrimenti come dice Mik, si rischia che il più piccolo soccomba.

    Come tutte le buone idee, si deve iniziare da qualche parte e credo che il CEO di Digg abbia imboccato la strada corretta.

  • – Scarsa contestualizzazione degli annunci
    Ciò che avviene in modo opposto in Facebook: gli annunci sono contestualizzati addirittura per persona.

  • La trovata è buona se la tipologia (struttura) degli annunci sarà simile a quella dei contenuti standard.

    per Digg l’esempio proposto è perfetto. Io la cliccherei pur sapendo si tratti di un annuncio!

    Per Facebook l’advertising perfetto nelle Apps… Giochi di guida per le case automobilistiche…

    Per Twitter forse è ancora presto… ma butterei un occhio alla telefonia… In fondo i nostri tweet altro non sono che degli SMS 😉

  • E’ interessante in effetti, la “targettizzazione” degli Ads è un argomento interessante, io sto studiando ultimamente a Ad Manager e Google Ads Preferences.
    Il fermento e gli sviluppi intorno a questo tema sono tanti, riguardo a questo sistema di votazione non saprei, bisognerebbe fare un ragionamento approfondito.

    Ad esempio si sa che molti utenti cliccano su un annuncio quando non capiscono che si tratta di pubblicità, mettere un voto all’annuncio rende chiaro che si tratta di pubblicità, magari riducendo le possibilità di click, è anche vero che la possibilità di interagire può aumentare la qualità dell’impression, perché l’utente è forzato a leggere l’annuncio anche se magari non voterà. e magari sarà portato anche a cliccare sull’annuncio.

    Insomma due casi uno opposto all’altro, per questo il tutto deve essere poi provato e confrontato con versioni normali degli annunci.

    Magari si può inserire un click fraudolento, cioè l’apertura dell’annuncio non appena l’utente vota e l’idea potrebbe essere quella di inserire un sistema che funziona solo quando l’utente dà un voto alto

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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