Dieci modi per uccidere il traffico verso il vostro blog

Data l’esponenziale e progressiva espansione della bloggosfera negli ultimi anni, in molti si sono lanciati carichi di buone speranze nel proporre il proprio piccolo spazio sul web all’interno del quale strillare al mondo pensieri di ogni tipo.Solo pochi di questi blog sopravvivono al picco euforico dei primi mesi. Molti meno riescono a nutrire e mantenere il proprio network di lettori durante gli anni.

Gestire un blog, per quanto piccolo o grande che sia, non è questione di abilità innate o colpi di fortuna (beh, a volte si). Ciò che risulta vantaggioso sul lungo periodo è saper riconoscere e prevedere alcuni problemi in grado di distinguere un buon successo da un silenzioso fallimento.

Ecco qualcosa che potete evitare di fare, utenti alle prime armi o blogger navigati, se non volere presto ridurvi a postare in una landa desolata visitata solo da occasionali e affrettati visitatori di passaggio.

Non implementare una corretta navigazione

Una volta che il blog “funziona” nelle sue meccaniche di base e avete modificato il layout predefinito con un paio di adattamenti grafici, il lavoro non è ancora terminato.

Purtroppo le potenzialità inespresse del vostro CMS (prendiamo ad esempio WordPress) vanno ben oltre il tema di default, e troppo spesso i visitatori cadono nella trappola del pensare “e adesso ?” al termine della lettura di un post.

Veicolare i contenuti (i vostri, magari) è in questo caso la parola d’ordine.
Impostate dei canali di navigazione semplici e chiari attraverso il quale mostrare senza ritrosie ciò che sapete fare.

Andate oltre le classiche pagine “blog”, “chi sono” e “contattami” e proponente una selezione dei vostri post migliori, dei tutorial che hanno ricevuto più successo tra le vostre pagine, le guide migliori che avete scritto.

Avete un e-book pronto a generare migliaia di download ? Perchè lasciare relegato l’annuncio al singolo post perso tra gli altri? Evidenziatelo nella sidebar dedicandogli il giusto spazio, valorizzandolo come elemento forte del vostro piccolo patrimonio creativo.

Insomma, siate pronti a soddisfare ogni singolo stimolo generato da ciò che scrivete con dell’altro contenuto impacchettato e pronto all’uso (e fornito ai vostri lettori su di un piatto d’argento).

Non gestire i commenti come il vostro vero patrimonio

Quando i primi commenti cominciano a comparire timidi tra le vostre pagine, l’impulso a rispondere e a visitare i blog altrui è forte e vi permette di mantenere costantemente aggiornato il vostro campo visivo su chi vi legge e cosa questo scrive.

Con il passare del tempo e con il loro progressivo incremento si può essere portati a trascurare questa preziosa fonte di traffico, considerandola un piacevole ritorno a ciò che scrivete, oramai dato per scontato.

Imponetevi di rispondete ai commenti ogni qual volta avete del tempo da dedicarvi.

Anche se la risposta che andrete a scrivere sarà poco più di un banale “grazie” a chi vi ha consigliato questa o quella risorsa che non conoscevate. La bloggosfera nasce come comunicazione “molti-a-molti” ed essere reattivi con chi vi legge vi farà sembrare molto più “umanizzati” di qualche carattere sullo schermo.

Non essere utili

Questo è in effetti il problema principale di moltissimi blog.

A meno che non siate una vera e propria bloggostar dei primi tempi (ne sono rimaste poche), se ciò che scrivete è meramente autoreferenziale e parla solo di voi stessi, dubito che potrete interessare poco più di una ristretta cerchia di amici.

Focalizzatevi sullo scrivere per gli altri. Risolvete problemi. Datevi da fare per mostrare alla gente là fuori come avete brillantemente posto rimedio ad una necessità comune.
Fornite opinioni interessanti e innovative, anche contrarie alla massa, se queste lo meritano.

Insomma, siate utili. Siate molto utili. Siate così dannatamente utili che anche il lettore occasionale si ritrovi a pensare come abbia fatto sino ad ora a navigare senza il vostro Feed RSS a portata di mano.

Non essere reattivi ai cambiamenti

Sarebbe meraviglioso (no, forse in effetti no) se la bloggosfera fosse un sistema prevedibile nelle sue dinamiche oggi come in futuro.

Ad oggi, mantenere un blog è qualcosa che prevede a listino anche una mente predisposta ai cambiamenti e continuamente reattiva a quanto di nuovo si può trovare in giro. Nuovi tool, dinamiche, network relazionali sono all’ordine del giorno e per molti che offrono un impatto trascurabile nel caos generale si nascondono anche molte perle degne di essere prese in considerazione e adattate alle vostre esigenze.

Ovviamente partire con un piano solido può rendere più veloce e proficua la crescita del vostro sito web, ma siate sempre pronti a gettare al vento buona parte delle vostre convinzioni sul medio-lungo periodo per tentare nuove strade, o a prendere rimedi necessari che quasi mai sono facili o veloci da applicare.

Non monitorare statistiche di accesso a livello avanzato

Usate domani ciò che avete imparato oggi.
Attivarvi sin da subito in un monitoraggio forte e costante del vostro target di riferimento è ciò che vi potrà guidare in futuro.

Prevedete un sistema di analisi del almeno del calibro di Google Analytics (o quanto di meglio siete disposti a investire) per andare oltre il semplici statistiche come numero di page views e visitatori unici giornalieri e indagare in profondità tempi di permanenza, percorsi di navigazione, ingressi e abbandoni delle vostre pagine.

Studiate e studiate il vostro target. E adattatevi ad esso.

Non proporre le vostre vie d’uscita

Arriva il momento in cui anche il più entusiasta dei lettori decide di cercare altre fonti sull’argomento.

Per quanto cercare di trattenere un utente il più a lungo possibile tra le nostre pagine sia uno dei tanti obiettivi a cui puntare, si può trarre vantaggio anche dal fatto che un utente decida di lasciare il nostro sito.

Come ? Proponendo contenuti esterni di qualità verso i quali dirigerlo.

Al termine dei vostri post iniziate a citare le fonti a cui vi siete ispirati, articoli simili, riflessioni sulle quali partire, e proponeteli senza preoccuparvi di perdere lettori. Avrete aumentato la vostra credibilità nella maniera più genuina possibile,dimostrando di far parte di un network in cui i contenuti del singolo si incastrano tra i molti già presenti.

Non instaurare una credibilità

Probabilmente con i nuovi visitatori vi dovrete giocare la carta della credibilità nel giro di una manciata di secondi, e dovrete fare in modo che questi non vengano fuorviati da nessun elemento in contrasto con l’aura di autorevolezza che vi siete creati.

Per fare questo, tutto ciò che gira intorno al blog o che sembra esserne relazionato (anche se in realtà non lo è) deve averne lo stesso livello qualitativo.

Curate una pagina dedicata a chi siete, cosa fate per vivere e cosa sperate di ottenere con quello che fate; non puntate necessariamente ad un messaggio di impatto, quanto invece ad uno più realistico e “umanizzato” possibile.

Siete persone normali, che scrivono per essere lette da altre persone normali. In questo caso voi rispetto agli altri ritenete di poter essere utili nel campo nel quale scrivete. Trasmettete questo messaggio ogni qual volta se ne presenta l’occasione nella maniera che ritenete più opportuna.

Ognuno troverà per sé lo stile più adatto, con un minimo impegno.

Non essere coerenti nell’argomento dei vostri post sul lungo periodo

Gli schemi mentali che ci forgiamo da soli quando navighiamo sono difficili da modificare; ci aiutano ad orientarci nel caos della rete e ci ricordano in maniera naturale che ogni posto che visitiamo è principalmente legato ad un argomento.

Cambiare troppo spesso il tiro sugli argomenti trattati può essere a conti fatti molto
controproducente.

Se siete dediti alla grafica, un post che passa in rassegna i modi migliori per fare Seo Writing probabilmente non riscuoterà un grande successo (avete instaurato una credibilità in un campo e avete sforato in un altro). Se parlate di font e tipografia, potrebbe non essere una buona idea recensire il programma per Mac OS X per fare i fumetti che avete appena scoperto.

Decidete quindi di che argomento volete il vostro blog tratti, e mantenetelo.

Non curare i dettagli

Il 90% del lavoro dedicato ad un blog serve per arrivare ad essere considerati “nella media”. Il restante 10% è in grado da solo di farci spiccare il volo verso i contenuti di qualità ed è determinato dai dettagli.

Curate ogni cosa ogni giorno come se l’intera bloggosfera stesse a guardarvi. Considerate i dettagli come ciò che realmente è in grado di distinguervi dalla massa

Siate precisi, semplici ed efficaci nella vostra comunicazione. Siate coerenti nel vostro layout anche se non vantate la creatività più bella mai creata.

Non effettuare le più banali operazioni di SEO

Una serie di basilari attività di Search Engine Optimization sono oramai alla portata di tutti.

Ottimizzate il vostro codice HTML e rendetelo standard W3C (i più comuni CMS già scrivono codice in grado di validare senza problemi). Leggete quanto basta per capire la differenza scrivere per il web e scrivere per gli altri media.

Osservate come scrivere un titolo azzeccato possa fare realmente la differenza. Imparate dagli altri e sopratutto imparate dai vostri errori. Probabilmente non finirete in cima alla SERP più richiesta per il vostro target, ma otterrete sicuramente buoni risultati.

Autore: Francesco Gavello (per il TagliaBlog).

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26 Comments

  • Eccezionale, mi chiedo come abbia fatto sino ad ora a navigare senza il Feed RSS di Francesco Gavello a portata di mano! Scherzi a parte (ma i complimenti sono sinceri) lo trovo un ottimo post, con argomentazioni (quasi) del tutto condivisibili.
    Riaccendo solo l’attenzione su una piccola/grande diatriba spesso dibattuta in rete, diatriba che mi è parsa emergere tra le righe di uno dei punti citati: un blog deve essere necessariamente “di nicchia” per funzionare bene?

    Decidete quindi di che argomento volete il vostro blog tratti, e mantenetelo.

  • Veramente ottimo post. Un pò troppo lungo … ma a volte è necessario.

  • E’ sempre un piacere leggere i post di Francesco, sono scritti molto bene..e lasciano il segno a chi legge! Però non sono d’accordo su una cosa: “ogni tanto” sforare il tema nativo del blog non fa male se comunque c’è un filo logico che lo lega, anzi..

  • Ok, mi sembra tutto giusto!
    Aggiungerei due regole che, visto quello che si trova in giro, possono essere una specie di cappello introduttivo a tutto il discorso.

    1. Anche nei blog, alle volte, il silenzio è d’oro.
    2. Scrivere un blog? Non te l’ha mica ordinato il dottore…

  • Come sempre gli articoli del TagliaBlog sono molto interessanti e professionali, complimenti!
    Devo dire che durante la lettura nell’aggregatore mi era parso di riconoscere una “mano” diversa da quella del padrone di casa fin dai primi paragrafi… in particolare i “campanelli d’allarme” sono stati l’uso delle parole “bloggostar” e “bloggosfera” 🙂 Personalmente preferisco la versione con una g sola, e voi?

  • Davvero un ottimo post ^^
    Contiene dei consigli molto preziosi…

  • Non c’è che dire, complimenti per gli utili consigli! Queste linee guida possono essere una valodo aiuto per i new-blogger come me.Ciao

  • Veramente un ottimo articolo, complimenti all’autore!
    Ci sono ottimi consigli per i blogger non tanto esperti, dove mi ci inserisco perfettamente anche io.

  • Veramente un bellissimo post, utili i consigli e inoltre ho cosi potuto conoscere il blog di Francesco, ricchissimo di post interessanti.

  • Ottimo post davvero.
    Concordo con Matteo con la regola del silenzio è d’oro. Troppo spesso si scrive tanto per fare …io ho sempre applicato la regola: Quando non sai taci e ascolta” si impara molto di più.

  • Ottimi consigli!!

    Il mio blog ora è in buone mani, grazie!!

  • Grazie a te Taglia per la possibilità che mi hai dato!
    E’ fantastico leggere tutti questi commenti positivi 🙂 , e sarò felice di scrivere di nuovo per il Tagliablog !

  • Un modo per uccidere un blog è anche (a mio avviso) scrivere post troppo lunghi! Questo di Francesco Gavello lo è ma scorre velocissimo e per questo i complimenti sono doppi 🙂

  • Mi associo anche io ai complimenti per questo post e ai consigli molto mirati da leggere tutto d’un fiato.

    Bruno

  • Veramente un ottimo articolo, complimenti all’autore!
    Ci sono ottimi consigli per i blogger non tanto esperti, dove mi ci inserisco perfettamente anche io.

  • tutti i consigli sono validi, a patto di scrivere cose interessanti. cosa che purtroppo vedo sempre più raramente. ormai i blog sono parte di un circuito mediatico e lo scritto è diventato accessorio.

  • Dopo aver letto nei primi due paragrafi un SI affermativo senza accento, gli agghiaccianti termini “bloggosfera” e “bloggostar” e gli spazi prima e dopo i punti messi a casaccio, a me vien su una rabbia che, generalmente, le pagine le chiudo subito. Stavolta ho resistito e ho letto. Consigli un po’ generici ma tutto sommato utili, però l’italiano, perdio!

  • @antonio: in che senso dici che “ormai i blog sono parte di un circuito mediatico e lo scritto è diventato accessorio”?

  • Leggendo questo genere di articoli (e se ne trovano tanti in giro su come rendere “proficuo” il proprio sito) non posso che giungere alla conclusione che c’è troppa gente là fuori che da troppa importanza a un semplice blog…

  • Interessante articolo,scritto bene,ci sono arrivata da una ricerca Google su John Chow.Niente paura:Non tirerò su mai un blog!

  • “Siete persone normali, che scrivono per essere lette da altre persone normali. In questo caso voi rispetto agli altri ritenete di poter essere utili nel campo nel quale scrivete. Trasmettete questo messaggio ogni qual volta se ne presenta l’occasione nella maniera che ritenete più opportuna.”

    Sante parole.

  • ottimo articolo, davvero istruttivo. mi sono affacciato solo ora nel mondo del blog, un po’ “costretto” per promuovere il mio romanzo. ho davvero tanto da imparare ed è un piacere incontrare articoli come questo. “scivolare” in un errore mi sembra facilssimo!
    grazie
    gianluca antoni

  • Non avevo mai analizzato la situazione sotto certi punti di vista. Grande e utile post!

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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