Il Markup dei Dati Strutturati sarà un Fattore di Posizionamento?

Dati Strutturati

L’11 Settembre 2015, attorno al minuto 21:40 di questo video, John Mueller ha affermato che “col tempo, penso che [il markup dei dati strutturati] sarà qualcosa che potrebbe influenzare il ranking”.

Ha detto insomma che oggi Google non utilizza questo segnale ai fini del posizionamento, ma potrebbe farlo in futuro. E ha aggiunto:

Se siamo in grado di riconoscere qualcuno che sta cercando un’automobile, possiamo mostrargli pagine che sono marcate con i dati strutturati per le auto, e che probabilmente sono abbastanza utili per quella ricerca: non dobbiamo indovinare se quelle pagine parlano di auto.

Penso quindi che, a lungo andare, ha sicuramente senso utilizzare i dati strutturati quando credi che abbiano senso all’interno del tuo sito web. Ma non vorrei si pensasse che l’utilizzo del markup dei dati strutturati possa migliorare automaticamente il ranking di un sito: Google cerca di distinguere fra un sito ben fatto tecnicamente, e uno che ha ottimi contenuti.

Solo perché un sito è ben fatto tecnicamente non significa che sia rilevante per gli utenti, rispetto ad un sito con ottimi contenuti ma che è carente dal punto di vista tecnico.

Google, i Dati Strutturati e i Rich Snippet

A parte la recente sparata di Mueller, qual è la posizione di Google nei confronti di questi temi?

Scavando fra le sue fonti ufficiali, ho trovato queste 3 affermazioni:

  1. Il markup dei dati strutturati è una modalità standard per annotare i contenuti, in modo che le macchine possano comprenderli. Quando le tue pagine includono il markup dei dati strutturati, Google (e altri motori di ricerca) possono utilizzare questi dati per indicizzare meglio i tuoi contenuti, presentarli in modo più prominente nei risultati di ricerca e mostrarli all’interno delle ricerche vocali, le mappe e Google Now (fonte: Promote Your Content with Structured Data Markup).
  2. Includere il markup dei dati strutturati nei contenuti web aiuta gli algoritmi di Google a indicizzare e comprendere meglio il contenuto. Alcuni dati possono anche essere utilizzati per creare e mostrare rich snippet nei risultati di ricerca (fonte: Rich Snippets).
  3. Domanda: L’uso dei rich snippet influenza il posizionamento del mio sito? Risposta: No. (fonte: FAQ: Rich Snippets).

Riassumendo: implementare dati strutturati/rich snippet è cosa buona e giusta, ma ad oggi NON migliora il posizionamento in SERP. E pure Bing è della stessa idea.

Attenzione però:

I Rich Snippet attraggono più click!

Un recentissimo studio di Blue Nile Research mostrerebbe che un risultato al secondo posto con rich snippet, supera – a livello di click – quello al primo posto senza rich snippet.

Percentuale di click sui risultati con e senza Rich Snippet

In altre parole, se ti posizioni al secondo posto di Google, e mostri in SERP stelline, iconcine o altre cose che attraggono l’occhio, puoi prendere fino al 13% in più di click rispetto a chi si trova al primo posto, ma con uno snippet “liscio”: 61% vs. 48%.

E ti ricordo anche che un altro studio di Andrea Scarpetta e Cesarino Morellato, pubblicato lo scorso mese, mostra una certa correlazione fra CTR e miglioramento del ranking…

Come implementare i Dati Strutturati?

A questo punto vorresti magari implementare i dati strutturati sul tuo sito, ma non sai da che parte cominciare.

Magari non capisci nulla di cose tecniche o di quello che c’è scritto su Schema.org, non sai mettere mano al codice delle tue pagine, ma vorresti comunque migliorare l’aspetto del tuo sito nelle ricerche di Google.

Come fare? Senza installare plugin o altre diavolerie, puoi ricorrere alla comoda funzione Data Highlighter presente all’interno di Search Console.


Vai su Aspetto nella ricerca -> Evidenziatore di dati e clicca sul bottone Avvia Evidenziazione. Inserisci quindi l’URL di una tipica pagina del tuo sito, seleziona il tipo di informazioni da evidenziare (fra Applicazioni software, Articoli, Attività commerciali locali, Episodi TV, Eventi, Film, Prodotti, Recensioni sui libri e Ristoranti), e in pochi istanti potrai taggare ogni singolo elemento delle tue pagine, aiutando Google a capire meglio di cosa parlano (ed aumentando quindi la possibilità di ottenere i rich snippet nei risultati di ricerca).

Se invece hai già implementato microformati, microdati o RDFa, e vuoi testare come Google vede la tua pagina, puoi provare lo strumento di test per i dati strutturati.

Conclusione

Da 2-3 anni a questa parte si fa un gran parlare di Knowledge Graph, di Hummingbird e di semantica, ma ad oggi Google ha ancora bisogno di un “aiutino” per comprendere più in profondità di cosa parla il tuo sito.

Ricorda sempre che i tuoi contenuti, scritti da un essere umano, cercano di essere interpretati, catalogati e ordinati da una macchina, che non è (ancora) in grado di comprendere tante sfumature.

Perché non dargli una mano? 🙂

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10 Comments

  • Anche io, nel mío piccolo, no notato un aumento de CTR grazie ai rich snippet. E, se un miglior CTR è legato ad un miglioramento del posizionamento in serp, va da se che conviene utilizzare i rich snippet ogni qual volta sia possibile.

  • Ottimo articolo, come sempre. I dati strutturati tuttavia rimangono un elemento ancora sotto tanti aspetti controllabile, ma soprattutto manipolabile. Penso ad esempio al rating snippet, che non attinge da fonti esterne, come invece avviene sul circuito AdWords (seppur con un significato leggermente diverso). Lo stesso vale per i dati legati alla localizzazione dell’attività. Forse è per questo motivo che ad oggi il loro valore per il ranking è assente, nonostante la loro presenza ci sia da un po’. Staremo a vedere cosa si inventerà Google 😉

  • Interessante… e mi consola del tempo passato per implementare i dati strutturati sul mio sito. Però avevo sentito in giro che Google stava abbandonando i rich snippet nelle serp (perlomeno stelline & co.). Ho preso un abbaglio?

  • Qualsiasi sia la strada che deciderà di percorrere Google sui dati strutturati, sono stati già stati verificati i loro benefici nel attrarre più visite, quindi in ogni caso il loro uso non può che portare benefici..tutto il resto lo vedremo col tempo.

  • Ciao Davide, ho una domanda per te… spero saprai rispondermi perchè dopo svariate ricerche non ho ancora risolto questo dubbio.
    Si rischia qualcosa nell’utilizzare le “stelline” dove non dovrebbero esserci? Ad esempio trattando una comune pagina o un comune articolo come una recensione, quando in realtà non lo è?
    Grazie!

  • Alessandro, ti posso assicurare che rischi attenzioni indesiderate 🙂

  • Grazie Davide. In serp ci giocano in molti… bisognerebbe capire qual’è il limite perchè effettivamente il CTR cambia! Emanuele… case study 😀 ? Che in un sito sto testando, almeno posso capire se devo preparare il lubrificante

  • Ci sarebbe molto da dire sull’argomento. Intanto bisogna distinguere tra markup cosmetico e semantica. Implementare del markup per far apparire un risultato in SERP è cosa diversa dall’offrire un dato strutturato mediante l’uso di JSON attraverso cui sviluppare un modello avvalendosi di un vocabolario che coniuga le triple SOGGETTO – PREDICATO – OGGETTO (RDF et. al.)

    Queste cose funzionano e funzionano bene ed aiutano a generare traffico di qualità nel sito. Attraverso implementazioni del genere ci si svincola dal concetto di keyword per ragionare su concetto espresso da un contenuto: il numero di keywords associate ed associabili ad un concetto è illimitato – anche per questo bisogna distinguere tra markup e semantica.

    Come al solito bisogna prendere con le pinzette quello che viene detto rispetto a quello che si verifica – le discrepanze possono essere notevoli…

  • Che i microdati siano utili credo che ormai sia assodato. È l’era del web semantico, no? Google vuole imparare sempre di più e dandogli la possibilità di “categorizzare” i nostri contenuti (eventi, prodotti, ristoranti…) lo rendiamo di fatto sempre più potente. E credo che in futuro Google punterà sempre di più su Schema e i dati strutturati.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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