Dalla parte del cliente (e non del guru!)

Essere titolare di un sito che si occupa di crescita personale, nicchia rivolta a persone che (in media) NON sono esperte di internet e computer, mi ha dato la possibilità di osservare alcune “dinamiche” da una posizione alquanto particolare. Ma prima di entrare nel vivo del post facciamo un passo indietro!

Qualche mese fa mi sono ritrovato in una specie di barcamp con un noto guru italiano del web marketing. Sicuramente, l’esperto in questione ha una grande conoscenza della “mente di Google” e di tante altre cose legate al mondo del web, ma purtroppo ha una scarsissima capacità empatica…e questa cosa, a mio parere, rappresenta la TOMBA di ogni uomo di marketing che si rispetti (online e offline!).

Il guru in questione, che da ora in poi chiamerò Twitter Baba per motivi che ti saranno fra poco molto chiari, aveva di fronte una platea composta per lo più di imprenditori titolari di PMI dall’età compresa fra i 50 e i 65 anni. Taglio corto, quella gente era là SOLO per un motivo: I QUATTRINI!!!!

…O meglio, se proprio vogliamo fare i “precisini”, desideravano sapere come utilizzare internet per avere più clienti i quali, a loro volta, avrebbero (si spera) aumentato il fatturato della loro azienda e, di conseguenza, i ricavi finali.

Piccolo, ma importante, dettaglio: ti posso assicurare che i sopra citati imprenditori titolari di PMI non sanno nulla di SEO, AdWords, social, landing page, copywriting, list building, email marketing, web tracking, eccetera, eccetera. Se gli chiedi che differenza passa tra un cane lupo e un browser NON ti sanno dare una risposta e ora NON sto scherzando, credimi!

Ok, fine della (indispensabile) premessa. Veniamo al dunque! 🙂

Twitter Baba, dopo aver fatto una dissertazione “pseudo-filosofica” sui soscial, il vairalmarcheting (per la platea che stava a sentire, queste cose si scrivono così! 😉 et similia, passa al suo pezzo forte: Twitter!

In un vorticoso giro di parole durato non poco, dice che Twitter, se usato in un certo modo, spesso può essere molto più utile di Facebook ai fini del web marketing. E a riprova di ciò porta anche qualche sua case history che, a quanto pare, sembrava confermare ciò che stava predicando.

Il mio articolo potrebbe finire qui.

…Come “perché???” 🙂 C’è bisogno di dirlo? Vai là fuori e ferma un campione casuale di tot persone. Secondo te in quanti conoscono Twitter qua in Italia???
La verità è che Twitter, qua IN ITALIA, lo conosciamo SOLO NOI!!!

…Solo noi patiti di internet e web markettari (tolte le solite eccezioni che confermano la regola).

Ha quindi senso che Twitter Baba usi questo canale per promuoversi tra i suoi simili, perché in fondo lui CAMPA vendendo corsi, barcamp, info prodotti e consulenze proprio ai suoi simili: patiti di internet, seo, web master, web agency, web markettari, eccetera.

Tuttavia, come si dice in gergo, piscia clamorosamente fuori dal buco quando cerca di propinare le stesse/identiche metodologie a una nicchia che parla una “lingua” totalmente diversa da quella usata dal guru e dai suoi fedeli.

…Fedeli che, indottrinati dal Sacro Verbo del loro guru Twitter Baba, cercano di vendere – senza un MINIMO di spirito critico – le stesse Sacre Dottrine a tutte le altre nicchie (traduzione: potenziali CLIENTI) con cui vengono quotidianamente in contatto.

In poche parole (e ti consiglio di rileggere più volte questo che sto per dire): in Italia esiste una nicchia di web marketer di “alto livello” che siccome vende SOLO ai suoi simili, che quindi sono informaticamente molto più alfabetizzati della media, finisce per perdere contatto con la realtà.

Di quale REALTA’ sto parlando?

La realtà di chi non sa che differenza passa tra un browser e un cane lupo, di chi ha paura a utilizzare Skype perché “scaip mi ruba i numeri della carta di credito”, di chi accende il computer solo per giocare a farmvil (no non ho sbagliato a scrivere neanche ora 😉 ), di chi compra un ebook e poi si incazza come una iena perché (anche se c’era scritto a caratteri cubitali che l’opera era in formato EBOOK!!) si aspettava di ricevere a casa il libro di carta, eccetera, eccetera.

QUESTA è la stragrande maggioranza della gente alla quale noi comuni mortali, che non siamo dello stesso “pianeta” di Twitter Baba, dobbiamo cercare di vendere tutti i santi giorni!

E, senza peli sulla lingua, ti dico che non è per niente facile e quindi è doppiamente appagante quando ci riesci (di sicuro NON grazie alle “chicche” elargite dai vari Twitter Baba di turno!).

Morale della favola: cerca sempre di metterti nei panni del potenziale cliente al quale ti rivolgi e DIFFIDA fortemente dei vari Twitter Baba che parlano come se possa esistere un solo Verbo uguale per tutti.

Alla fine della fiera, sarà sempre & solo il tuo cliente a darti la pagnotta e quindi abbi RISPETTO di lui e non del Sacro Verbo Intoccabile di questo o quel (presunto) esperto di web marketing. 🙂

Autore: Marco “Mark” Cannelli, fondatore e direttore di Semplifica.com, per il TagliaBlog.

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51 Comments

  • Mi inginocchio a cotanta maturità! Proprio oggi ho scritto qualche riga incentrata sulla castome sattisfassion, però non avevo trattato questo aspetto.

    Cmq ragazzi se volete con un “Panino con l’ungherese” vi faccio arrivare in prima pagina nei motori di ricerca, per 200-250 parole.

  • Verissimo. Che poi parlano di soldi, utenti, successo, ma non fanno mai partire una loro startup e mai ci dimostrano quanto siano effettivamente bravi.

    E comunque un appunto te lo faccio Marco: se veramente tale guru avesse grande conoscenza di Google, e sapesse quindi come portare gente sul proprio sito, ignorerebbe Twitter.

    Guadagnare con Twitter. Guadagnare con Twitter??? Lo stesso Twitter non guadagna con Twitter e loro ci riescono? 🙂
    Se poi postando la foto della propria colazione porta guadagni tramite affiliazioni beh, allora non c’ho proprio capito niente!

  • Verissimo! In realtà il lavoro di consulenza è molto più duro del tenere un corso con persone più o meno ferrate.

    Il mio cliente tipo, quando scopre internet ed il suo potenziale, è come un bambino.

    Ha una enorme fame di informazioni, ma è immaturo per poter fare qualsiasi passo o pianificazione da solo. Sta a noi spiegargli i meccanismi, fargli degli esempi pratici e rappresentare le possibilità con grafici e proiezioni.

    Non è possibile dare per scontato determinate conoscenze.

    Sono d’accordissimo poi riguardo Twitter, a differenza di facebook, Twitter in Italia è conosciuto solo da addetti ai lavori e smanettoni ciber-internauti…

  • Parole sante. Più di una volta incontrando gli amici SEO e webmarkettari ci siamo resi conto che il mondo che vediao noi è un modo non reale. Siamo troppo dentro ai cambiamenti di internet e delle nuove tecnologie per capire che il nostro cliente medio fa fatica a collegarsi in rete.

    Se posso condividere la mia esperienza vi dico che il nostro miglior commerciale non sa nemmeno cosa sia il posizionamento e lo vende. Lo vende perchè è un commerciale vecchio stampo e parla la lingua del cliente: cioè quella degli € 🙂

    I guru non sono commerciali, sono formatori e come tali devono lavorare ad un livello più alto, devono interagire con i loro adepti, non con gli investitori.

    Complimenti per il post 🙂

  • Che dire, anche io penso che Twitter sia ancora una nicchia, e sinceramente…non so neanche se avrà tutto questo successo.

    Io stesso, 1 anno fa ho snobbato twitter perchè poco multimediale, troppo limitato nei 140 caratteri, e buono solo x i comunicati stampa.

    Ora lo uso, certo, ma per le cose professionali. Link articoli sui social, quando scrivo un articolo sul mio sito lo “seedo” via twitter..

    Ma se dovessi dire ok twitter avrà una grande espansione sul mercato italiano direi di no. E la grafica più accattivante e user friendly di certo non aiuta.

    L’italiano medio va dove va la massa. Tutti hanno facebook? ok mi faccio facebook. E una azienda ovviamente ragiona allo stesso modo visto che i suoi potenziali clienti sono li…

    ….e da un lato spero che sia così. Twitter per i professionisti, che parlano di cose serie, che linkano cose interessanti e Fb per lo svago, le foto del mare e “single e in coppia aperta” 😉

    my two cent.

  • Twitter è diverso. E’ diverso da Facebook da Meemi e da altri social. Ognuno ha le proprie caratteristiche. Twitter ha bisogno di molto “investimento”, però poi porta risultati migliori rispetto a Facebook (IMHO) specie nel settore web-tecnico. Esperienze come il #tweetwards hanno dimostrato come – se ben organizzato – si possa generare un potente flusso virale.

  • Beh però come glielo spieghi chi non ne sa niente di twitter, com poter usar certi strumenti a proprio vantaggio? Mica facile!

    Credo che questi teatranti puntino molto sul fatto di “impressionare”… altrimenti la gente se ne andrebbe dopo 5 minuti che parlano. Cmq su queste tematiche SEO, web marketing e guadagno online, si trovano più ciarlatani e pescivendoli di quanti hanno messo un banchetto al mercato!

    Tutti parlno di tutto questo, “di come si può diventare ricchi con internet” ed ognuno davvero sembra un evangelizzatore (anzi i religiosi se li sognano oggigiorno evangelizzatori come questi!) ma vedo ancora pochi milionari in giro.

    E se le cose non portano frutti, allora è tutta fuffa!

  • Twitter è ancora forse una nicchia, è com’era Facebook 2-3 anni fa, e converrebbe alle aziende (e soprattutto ai MKTG Manager e Resp.di Comunicazione vari) capire come accipicchia funziona e quali sono le sue potenzialità, in modo da non trovarsi completamente alla sprovvista nel momento in cui diventerà (e lo diventerà, imho) un canale di comunicazione importante anche in Italia.

  • @Lorenzo: usare con successo i social network è un lavoro e un investimento. Facebook sarà più facile e ci sarà più “popolo” ma se uno non è preparato fa solo del casino, e magari rischia di fare azioni controproducenti.

  • Il fatto che noi addetti ai lavori si perda di vista il “modo” (trattare con un cliente fondamentalmente ignoranti in materia) per avvantaggiare il “fine” (vendere) è una sacrosanta verità. Credo che l’investimento più grande che possa fare un’azienda che fa SEO sia lavorare su se stessa, sulla sua comunicazione che deve essere veramente user-friendly e intuitiva (come recitava un vecchio libro: “internet spiegato a mia nonna!).

  • Bellissimo Articolo 🙂 Sfondi una porta già aperta , e fai bene a pubblicare post di questo genere . Sputtaniamoli .

  • Effettivamente è molto difficile alfabetizzare chi crede che su scaip rubino i numeri delle carte di credito 😀

    A parte gli scherzi, proprio a tal proposito, credo che il discorso seppur valido e condivisibile sia un tantino più complesso se non altro perchè secondo la mia esperienza esistono diverse tipologie di clienti (e differenti obiettivi commerciali).

    E’ vero che esistono clienti che di online non sanno nulla ed esistono invece gli esperti ed operatori del settore. Nel mezzo credo esista una tipologia di clienti che, anche non essendo esperti di web, si interessano di queste tematiche perchè (almeno) ne comprendono l’importanza.

    Esistono ad esempio sempre più aziende che si dotano di personale deputato alla gestione delle strategie di web marketing, ed esistono professionisti che cercano in maniera autonoma (con tutte le criticità del caso) di far leva su strategie di web marketing per farsi conoscere e promuovere i propri servizi. In altre parole, almeno secondo me, esiste un sempre più numeroso gruppo “intermedio” di potenziali clienti non esperti ma consapevoli delle opportunità.

    Il numero di questi clienti non può che crescere nel tempo grazie alla naturale diffusione dell’utilizzo di internet, degli acquisti online, bla bla bla.

    Tornando quindi al corretto ragionamento di Mark credo che il problema non sia nei clienti ma nella scelta dell’obiettivo aziendale che ognuno si pone. Mi spiego… ognuno può scegliere quale tipologia di cliente curare ed adattarsi ai bisogni specifici di quella categoria.

    Quello di twitter baba credo sia un errore di valutazione della platea del convegno/workshop. In sostanza forse non era la persona giusta al momento giusto.

    Ciao 🙂

  • Il concetto che condivido appieno è: sei tu che conosci il tuo cliente – la tua nicchia, il tuo mercato – meglio di chiunque altro e dunque prima di tutto procedi in base alle tue conoscenze specifiche.

    I guru spesso fanno molta “vendita” e creano miti costruiti ad hoc, cercando di stupire, colpire e talvolta… terrorizzare.

    Ma il mondo là fuori molto spesso e per lo più parla un linguaggio semplice e “normale”, checché ne dicano i guru.

  • Gran bel Articolo… questo conferma quanto ci sia poca informazione nel Web, soprattuto per “vecchi” imprenditori…

  • Io riconosco che Twitter non sia per tutti… ma appunto per questo motivo – se si lavora su una buona strategia – si possono ottenere buonissimi risultati. Twitter non è Facebook (Deo Gratias), ha “altre” regole e “altri” attori: coinvolgere una audience del genere significa gestire un altro tipo di comunicazione. L’efficacia dipende poi dal grado di consapevolezza di tutto ciò. Di sicuro c’è ancora parecchia disinformazione sul Web e gli imprenditori italiani pensano al web/social media marketing come un simpatico giochino di cui si può fare a meno.

  • @Matteo Bianconi Concordo pienamente con te! a volte ti fa rabbia quando il tuo lavoro viene sminuito o non capito… Anche se non centra…Grande Twitter….

  • twitter fa figo perchè il corriere dice che il marito della demi ha milllllioni di persone che lo leggono su twitter appunto,mentre fa fare la pupù al cagnetto.quindi tutti si chiedono,machecazzoètviter?alias media dominanti che trascinano altri.il normale vecchio non digitale italico pensa che google sia quella cosa per cercare porno.e che obama,in fondo,sia troppo giovane.sono mode,flusser aveva previsto tutto 50 anni fa.quando la parola è soppraffatta del video.

  • Concordo in pieno Marco… gasp ma poi clicco il tuo sito e vedo uno di quei siti landing page venduti da codesti guru e mi dico perfetta la landing, ma la home landing… caspita… credo che pure l’utente basico si senta aggredito 😉 Certo magari faccio parte della cerchia degli assoggettati ai guru, ma entrare in un sito e trovarsi questo aspetto 1.0 monodirezionale con zero libertà di navigazione… buh… Per carità la mia è solo un’osservazione e non una critica 😉 Buon lavoro!!!

  • @ Alessandro Sportelli: forse sarà sfortuna non so, ma le esperienza più DEVASTANTI che ho avuto sono state proprio con quella categoria “di mezzo”, ossia quei clienti che pur non essendo esperti si sono interessati, in qualche modo, a internet & affini.

    Il discorso è che, nel caso di un potenziale cliente totalmente ignorante di web marketing, c’è solo da COSTRUIRE.

    Al contrario, il rischio che si corre in altri casi è che prima di poter costruire di debba, per forza di cose, DE-COSTRUIRE.

    Giusto per fare un esempio fra i tanti, ricordo un anno fa esatto il caso di un titolare di una grossa impresa (decine e decine di dipendenti e milioni di euro di fatturato all’anno) che mi chiamò perché voleva rifare il sito (pietoso e totalmente inutile!) della sua azienda.

    Appena mi vide, fece subito questa premessa: “Sappi che sono fresco di un ottimo corso su internet e social media” …Come dire: “Non provare a fregarmi perché ti sgamo!”

    Ogni 30 secondi che parlavo mi interrompeva per elargirmi le sue “perle” di conoscenza che, detto senza fronzoli, nel 99% dei casi erano CAZZATE!

    Fra le varie cose che erano uscite fuori: il “furbone” pagava 600 euro all’anno di hosting alla web agency che gli aveva fatto il precedente sito. Ovviamente, questo prezzo era del tutto INGIUSTIFICATO datosi che si trattava di un semplice sito HTML di poche pagine, visitato da 4 gatti e senza nulla di pesante caricato dentro.

    Insomma: di certo lui mostrava non poca arroganza e spocchia nel suo modo di fare, però rimango dell’opinione che anche chi lo ha “indottrinato” ha fatto, molto probabilmente, non pochi danni.

    …A questo mi riferisco quando ho detto che in certi casi, prima di poter costruire, è spesso necessaria un’operazione di de-costruzione di tutte le banalità, luoghi comuni e inesattezze di cui tanta gente inesperta si riempie la testa.

    E la cosa che fa incazzare è che c’è chi CI MANGIA grazie all’ignoranza! Vedi la web agency che gli ha rifilato l’hosting a 600 euro.

  • @ Davide: la libertà di navigazione esiste, altrimenti avrei tolto TUTTI i link e pulsanti in alto (e non sono pochi…) per fare una squeeze page “pura”. 😉

  • @mark; certo i link ci sono ma io mi sento un attimo incanalato… poi ovvio la cosa peggiore da fare sul web è dire secondo me 😉

  • uno che ha un sito di “crescita personale” (e basta la parola) che dà addosso a un twitter guru. non male come teatrino. ora aspetto la puntata del PNL contro il SEO.

  • Bellissimo sfogo.
    Stupendo.
    Hai detto solo la verità.
    Continua così Taglia! (ormai ti seguo da quasi 2 anni e sei sempre interessante)

    A presto

    Fabietto

  • Questo è uno dei post più interessanti degli utlimi tempi , a mio parere .
    Anzi mi scuso di essere arrivato tardi a commentare ma sono stato tutto il giorno a “fare il cliente” 🙂

    Se noi che usiamo Internet ci accorgiamo SEMPRE quando un guru “improvvisa” o fa dei panegirici assurdi per esprimere una cosa che si può dire in due parole ( come hai scritto di Baba nel tuo post ),
    allora perchè noi che ci facciamo un “mazzo” così a conoscere sul serio il Web non ci eleviamo MAI ( o molto raramente) al rango di SiperMegaGuru della Sacra Verità Informatica ?

    Il tuo post preannuncia indubbiamente la Caduta dei Guru , almeno quelli che vaneggiano e nemmeno se ne accorgono .

    Un consiglio a me stesso e a tutti ?

    Semmai un giorno diventi un guru , continua a tenerti aggiornato e a leggere tutte le cose come se fosse il primo giorno che sei online 🙂

    Ciao .

  • Bella Mark … !

    Mancano solo i nomi di questi ‘guru’ del web

  • @Claudio l’ultima frase mi piace molto…mai vivere di rendita una volta acquisita una certa posizione…anche se…..

  • Il buon senso, il parlare chiaro e terra terra, non è mai abbastanza. Applausi a questo post. E complimenti a chi ha scritto che per adesso neanche twitter sa bene come ricavare soldi da twitter 🙂

  • Carissimo, se non ci fossi bisognerebbe inventarti, lo dico da un secolo: “Gli internet marketer dovrebbero ricordarsi di più che i clienti dei loro clienti spesso non ne sanno un tubo di internet”.

    E straquoto questa frase 🙂 :

    “di chi compra un ebook e poi si incazza come una iena perché (anche se c’era scritto a caratteri cubitali che l’opera era in formato EBOOK!!) si aspettava di ricevere a casa il libro di carta, eccetera, eccetera.”

    Visto e rivisto 🙂

  • io lavoro anche per un ente semi pubblico che tiene relazioni con l’estero.in particolare,con discendenti di origine italiana.milioni di persone che ,ovviamente,si sono organizzate nel paese di origine in circoli,associazioni per difendere il ricordo,la propria personale memoria,i propri interessi e così via.ok.una struttura hardware che ovviamente ha una sua certà età media di componenti.ovvio,come ogni organizzazione culturale,si mantiene viva se è immersa nel tempo e se in essa esiste ricambio.pensate forse che si usi il web,i social,la rete per tenere i contatti?no.nulla,o quasi.questo perchè l’età del potere crea sclerosi.ti dicono che non capiscono perchè di debba essere in rete.ti dicono che quando faccio una cena con i miei amici non serve la rete e mi basta telefonare.ti dicono che non serve vedere le foto e i video di altri.non c’entra?forse si.ogni potere o consuetudine si autoconserva.cambia solo se deve.

  • Concordo su molto ma non su tutto. Ad ogni modo a me piace chiamare le cose con la loro definizione e le persone con il loro nome. Credo che sia più interessante per tutti sapere il nome del tuo Twitter Baba in modo che anche lui possa avere la possibilità di replicare.

  • oggi il nome è tutto,con quello puoi vendere tutto.dai libri ai cellulari alla tv,vedi totti.normale che un nome sul web possa vendere agli imprenditori,spesso vecchi e che non capiscono nulla di web(che non toccano, e che quindi per loro non esiste e non serve…) ma che seguono la moda.

  • Come dice il mio caro amico Claudio Gagliardini “ce la stiamo a raccontare: siamo sempre noi 4 sfigati che sappiamo usare le cose e come funzionano, ma fino a quando le cose che sappiamo noi non escono dal nostro circolo chiuso, ce la stiamo a raccontare. Come è bello Internet qua, quanto fanno guadagnare i social la… ma tutto detto tra gente che lo sa già”.
    Ipse dixit 🙂

  • Grazie per la citazione, amico e collega Rudy. Il fatto, credo, è che questo nostro “lavoro” (è un lavoro? sono tanti lavori? quante professionalità ci sono in questo settore, chi le forma, chi le monitora?)* è ancora troppo giovane per avere una sua fisionomia ed una sua riconoscibilità da parte dei clienti. Clienti che molto spesso (quasi sempre) non hanno un minimo di competenza tecnica per capire di cosa abbiano bisogno e cosa intendano acquistare e da chi. Insomma, è una bella giungla in cui continuiamo a raccontarcela tra noi, che almeno ci capiamo e non ci sentiamo dei mezzi alieni intenti a fare robe strane, da (sedicenti) guru… Che il lavoro sia con tutti noi, Amen!

    *piccola provocazione, me ne scuso con i colleghi 😉

  • @ gluca: se tu vuoi vuoi vederci un “teatrino”, sei liberissimo di farlo. Peccato che ti sia sfuggito il senso reale di questo mio intervento…

    @ Marco: …e io straquoto la tua frase che hai detto prima di citare la mia!! Parole sante. 🙂

    @ Luca Sartoni: onde evitare polemiche, flames et similia, preferisco evitare di fare nomi e cognomi; sopratutto all’interno di un blog che NON è il mio! Giusta o sbagliata che sia, questa è la mia decisione.

  • Purtroppo ci sono persone che, così presi dai vari social media, dimenticano che twitter, facebook, ecc. non sono gli unici strumenti per fare marketing. Sebbene importanti, devono essere inseriti in una strategia di più ampio respiro. Ecco perché è importante che le pmi si rivolgano non allo specialista ma ad un esperto che abbia una visione completa dell’intero panorama del marketing.

  • vedi Mark, tu forse hai ragione nel merito. ma quando io vedo pagine come la tua http://www.semplifica.com/chi-siamo/ già vi vedo a Striscia la Notizia o dalle Iene, come emuli di Wanna Marchi. e allora, dico, pagliuzze e travi, pagliuzze e travi…

  • @Mark: rispetto la tua decisione ma senza riferimenti concreti il tuo è un grigio qualunquismo senza nessuna pretesa. Voglio dire, hai usato 5000 battute per dire che non ti piacciono i guru, poi vado nel tuo sito ed è esattamente quello che dice Gianluca. Non credo che tu sia molto credibile come antiguru, mi dispiace.

    Se eviti i flame perchè hai paura che la gente si offenda, sei ancora meno solido nella tua figura di paladino. Se uno ha il coraggio di avere una visione diversa da quella che critica è lodevole, ma deve anche avere la faccia di sostenerla apertamente senza il timore di dire con precisione a cosa si riferisce e soprattutto dimostrando concretamente in cosa il twitter-baba si sbaglia, per quale motivo e quali concrete alternative saresti in grado di mostrare per sostenere il tuo pensiero. Altrimenti vendi lo stesso fumo che attribuisci agli altri.

  • @ Gluca: se vuoi puoi fare tutti i processi alle intenzioni che ti pare, siamo in democrazia e ognuno è libero di pensarla come vuole. Come io sono libero di NON prestare più attenzione alle tue inutili polemiche, che ritengo del tutto sterili e non costruttive. A buon intenditor…

    @ Luca Sartori: mai sostenuto di essere un “antiguru”…se con guru intendiamo qualcuno che è esperto di qualcosa. Il discorso è semplice: in questo caso non approvo chi comunica in modo mono-direzionale, come se il suo orticello fosse “all the world”. Per il resto, eviterei di attribuirmi pensieri NON miei: non ho “paura” che qualcuno si possa incazzare e/o offendere; semplicemente non mi va di perdere tempo in eventuali flame…e sopratutto di scatenarli in un sito che NON è mio e nel quale il mio articolo è stato, molto gentilmente, ospitato. Infine, le mie ragioni le ho spiegate nell’articolo e, a quanto pare, la maggior parte delle persone ha compreso benissimo ciò che volevo comunicare. Easy. 🙂

  • Una volta ho proposto ad un mio cliente un assistenza tramite skype, lui mi ha guardato perplesso e mi ha detto “no, mi spiace non abbiamo neanche la parabola”, confondendo skype con sky. Se gli propongo twitter è capace che mi risponde che non ha il brevetto di caccia :-).
    Grande Mark! Hai colto in pieno il problema.

  • Il problema, purtroppo, esiste, è reale quanto indicato nel post.
    Penso, tra l’altro, che un esperto di marketing dovrebbe essere attento sopratutto alla comunicazione ed al proprio target, altrimenti che esperto di marketing è.

    Se fossi stato presente, per usare un linguaggio analogo al suo, forse gli avrei detto:”ma non ti pare di assumere una posizione di discrasia semantica?”.
    A prescindere dai paroloni, gli avrei cioè detto;” ma guarda che forse non usate la stessa lingua tu e questi imprenditori, come se tu parlassi in arabo a chi l’arabo non lo conosce.
    E se , invece, gli parlassi dei soldi che possono guadagnare con certi metodi, anche se non ne hanno mai sentito parlare?”.

    O magari, lo dico come battuta, aveva una stima del proprio target contraria alla realtà-
    Ma in quel contesto, evidentemente, non si stava parlando a qualche mega imprenditore, ma al tipico piccolo e medio imprenditore italiano che, lo dico con tutto il rispetto possibile, spesso di certe cose non sa nulla.
    Ripeto, lo dico con tutto il rispetto possibile per gli imprenitori non a clonoscenza di certi temi:
    non conoscere certe realtà non è un disonore.

  • Bravissimo Mark, condivido appieno le tue considerazioni.

    Ti ringrazio!

  • Non credo che il male siano i guru ma la mancanza di coerenza, ovvero vendersi per quello che non si è. Per me guru è un esperto, anche se il termine guru non lo uso mai.

    Leggendo il post, ricordo una serata di presentazione di un network, dove i rappresentanti dell’azienda nel dimostrare come erano visibili su Google, mostrano una slide di un loro annuncio di AdWords mentre dicevano “Vedete Google Maps come ci da visibilità?”.

    E che ce voi fa!

  • Complimenti per l’articolo!
    Condivido pienamente tutto ciò, anche per me utilizzare sempre la stessa formula per tutti i clienti è la scelta meno strategica a livello di marketing.

  • Leggo questo post e da una parte posso fare una risatina e dire “potresti avere ragione” ma dall’altra vado ad informarmi su chi sei, vedo il sito, ti seguo in un paio di battute su Facebook ed onestamente mi sembra che ti ti professi “antiguru” ma alla fine sei solo una persona molto “convinta” ma senza essere praticamente nessuno (dal punto di vista professionale intendo, ci sono professionisti di gran lunga molto più “noti” e molto più preparati di te, basta solo vedere la qualità della tua vetrina, cosa che un esperto di media, web, etc, etc dovrebbe curare in primis)
    Ti dici che non vuoi alimentare flames ma su Facebook ti atteggi come un divo, frote forse delle conoscenze che hai, ma se mi fermo per più di 10 inuti mi vengono i nervi.
    Vado nel sito e ti trovo a petto nudo, dici di aver fisico, magari lo hai migliore del mio ma tra un fitness-addict e te ci corre un’autostrada…sempre prova della tua convinzione.
    Concludo: se nella vita sei convinto, sei a metà strada

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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