Dai telefonini non si clicca sui banner

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Sarà pur vero che il mobile web sta prendendo sempre più piede (solo un paio d’anni fa non era proprio così…), ma la cosa non verrà certamente presa positivamente da chi opera nella pubblicità online (settore che, nel bene o nel male, tiene in piedi la quasi totalità dei siti web).

Il motivo? dai dispositivi mobili si clicca molto poco sui banner. Ovvero circa la metà di quanto si clicca dai dispositivi non mobili.

Lo studio
La ricerca di Chitika è stata effettuata su un campione di 92 milioni di impression, l’1,5% delle quali (circa 1,3 milioni) provenienti da una navigazione “in mobilità”.

In estrema sintesi, il risultato è questo: se su dispositivi “fissi” il CTR sui banner si attesta sullo 0,83%, sui cellulari siamo invece allo 0,48%. E tenendo conto che i “click accidentali” sono molto più elevati su questi ultimi device (anche per via delle ridotte dimensioni della finestra del browser), è evidente che i mobile user sono ben poco attratti dalla pubblicità mentre navigano.

I motivi e le stranezze

Si potrebbe ipotizzare che chi accede al web attraverso uno smartphone abbia ben poco tempo da perdere: cerca risposte rapide, magari consulta una mappa, ma evita accuratamente di seguire un annuncio pubblicitario.

Curiose le notevoli differenze fra i diversi OS:

Clickthrough Rate in base al sistema operativo

Chi naviga via Palm, ad esempio, clicca almeno 3 volte di più rispetto a chi si connette via iPhone (che con lo 0,30% registra il peggior CTR in assoluto).

Che fare?

Se segui il TagliaBlog da un pò di tempo sai bene che sono mesi (o forse anni?) che ripeto la cantilena de “il banner è morto”. E, in base a questo recentissimo studio di Chitika, pare sia ancor più morto proprio sui device che segneranno il futuro dell’accesso alla Rete.

Urge quindi pensare, oggi più che mai, a qualcosa di molto diverso da un quadratino colorato o con dentro una scritta per farsi pubblicità (e, sull’altro lato, per monetizzare) via mobile. Il banner non è altro che la trasposizione di un vecchio concetto cartaceo, che ha ormai fatto il suo tempo, e che si mostra totalmente inadeguato ad affrontare il Web del XXI secolo.

Il solito Murdoch sta pensando di vendere a 2 dollari alla settimana l’abbonamento al Wall Street Journal per chi vi accede via smartphone… tu hai qualche buona proposta alternativa per salvare da un lato l’industria dell’advertising, e dall’altro per mantenere in vita gli editori? 🙂

Fonte: iPhone, Mobile Users Worst Ad Targets.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

8 Comments

  • Nell’estate 2008, in Giappone, l’accesso a Internet tramite mobile ha superato quello da connessioni fisse. In Italia, vista la diffusione dei telefonini, credo si stia andando (lentamente) nella stessa direzione…

    Dai telefonini non si clicca sui banner?

    Io leggo “La Repubblica” con l’omonima applicazione su iPhone (non tramite browser). Ovviamente vedo il banner ma non lo cliccherò mai se non per sbaglio visto che mi aprirebbe il browser interrompendo l’appli con cui leggo il quotidiano… questo mica vuol dire che non mi sia accorto che la FIAT sponsorizza le dirette su iPhone del calcio!

    Il click sui banner è utile, interessante e bellissimo, ma più (mega) brand entreranno nel mercato online e meno avrà rilevanza. Il marketing online ha giustamente utilizzato la misurabilità delle campagne web come arma per rubare mercato ai media tradizionali, ma ora è tempo di crescere e maturare e poter finalmente coinvolgere anche le (mega) agenzie pubblicitarie che gestiscono un mercato molto più grandi di quello che è attualmente presente online…

    La parola chiave del futuro è “branding”: il clik serve a un negozietto che deve vendere immediatamente per rientrare dell’investimento pubblicitario, non alla Nike, alla FIAT o alla Sony…

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  • dimenticavo: il mobile secondo me non sostituirà mai il pc, per lo meno a livello di navigazione! ne sono una prova anche i format scritti appositamente x mobile, che hanno avuto la loro maggiore fruizione su pc…

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  • credo che il banner il futuro del banner debba subire una innevitabile trasformazione, che lo renda più simile ad un contenuto o ad un game o addirittura ad una comunicazione informale e personale.
    Riguardo alla sua fruizione via mobile, la vedo poco produttiva perchè utilizza una connessione a pagamento che difficilmente ad oggi esiste ancora per il pc (la maggior parte di noi ha un costo fisso, sono pochi quelli che l’hanno ancora a consumo) e questo porta l’utente ad una navigazione veloce solo verso i contenuti strettamente necessari, anche dettati da uno schermo ridotto.
    Concordo con Alessandro Giagnoli riguardo all’editoria online che si tirerebbe in un certo qual modo la zappa sui piedi!

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  • a me invece capita, per errore. Perché mentre tu clicchi col dito, si carica un altro pezzo di pagina e tu premi un banner invece del link.

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  • Forse il motivo è che, per ora, sono gli utenti più esperti quelli che navigano in internet utilizzando dispositivi mobile. Immagino che gli utenti più consapevoli o “navigati” siano meno portati a cliccare su banner pubblicitari o altro.

    Quando la navigazione mobile sarà accessibile e diffusa almeno quanto i pc tradizionali… Forse i dati cambieranno.

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  • Secondo me non è qualcosa di cui preoccuparsi più di tanto visto che sempre secondo il mio parere navigare in mobile non sostituirà mai navigare con un fisso.
    Se sono a casa e ho bisogno della rete mi collego con il fisso, di certo non con lo smart phone! Al massimo il traffico generato dagli smart phone potrà essere solo che un qualcosa in più. Le persone si collegheranno alla rete in momenti in cui non avrebbero potuto farlo perchè non avranno a portata di mano il fisso.

    Non penso che ci troveremo un giorno a progettare siti e blog solo per lo standard mobile…

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  • Per la domanda sull’editoria on line, prima di tutto penso che non potranno mai mettere tutto il giornale on line a pagamento, perchè se l’accesso è riservato ai paganti, gli spider a meno che non paghino anch’essi 🙂 , non troveranno mai gli articoli e addio arrivi dai motori di ricerca, suppongo che parliamo del 65/75% degli accessi totali.
    Successivamente l’unica via di uscita, e da tempo che lo scrivo, sia quella di suddividere due diverse categorie di articoli, il generalista (come attualmente succedere) che rimarrà free e uno specialistico che potrebbe anche essere a pagamento.
    Perchè, qui da noi in Italia dovremmo ad esempio pagare due euro per il Corriere se le notizie sono le stesse di quelle che troviamo su tutte le altre testate on line? (blog compresi!)
    Assurdo.
    Ma se il servizio diventasse di qualità, specializzandosi su nicchie precise, probabilmente qualche euro lo darei anche io se fossi interessato alle nicchie proposte.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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