Da “SEO Blog” a “Web Marketing Blog”

Dopo alcuni anni, da oggi il title del TagliaBlog cambia: non contiene più “SEO Blog”, ma “Web Marketing Blog”.

Ho deciso di fare questa mossa, che per qualcuno potrà sembrare in “controtendenza” rispetto al trend (negli ultimi mesi ho visto l’esplosione di una quantità immane di “SEO Blog”, e altri blog che non trattavano la SEO hanno iniziato a farlo) per un semplice motivo: non ha più senso parlare di SEO.

Alt, non correre subito nei commenti a dire la tua, lascia che ti spieghi in dettaglio il motivo della mia provocazione 🙂

La parola SEO, se presa nel suo significato più “neutro”, sta per Search Engine Optimization, ovvero ottimizzazione per i motori di ricerca. Wikipedia ci direbbe tutte quelle attività finalizzate ad aumentare il volume di traffico che un sito web riceve dai motori di ricerca. Quindi il focus sono in motori (alla fin fine, Google), e il traffico che possono portare sul nostro sito.

Ebbene, la percentuale di traffico che i motori portano al TagliaBlog sta inesorabilmente calando. Se prendendo in esame tutto il 2008 era superiore al 60%, attualmente è di quasi 10 punti in meno, e il numerino scende, costantemente, di mese in mese.

Scende perchè punto fortemente sulla fidelizzazione degli utenti (e quindi sugli accessi diretti o sugli iscritti al feed), ma anche perchè ci sono tante altre fonti esterne ai motori di ricerca che si stanno inserendo con prepotenza nella top ten degli accessi, e fra queste (nell’ultimo mese):

  • NetworkedBlogs (è una applicazione di Facebook) al 6° posto
  • FriendFeed all’8° posto
  • Facebook al 9° posto
  • Twitter al 10° posto

E pensa che non sto sfruttando per nulla la potenzialità reale di questi mezzi (li utilizzo esclusivamente per rigirarci dentro il feed del TagliaBlog), altrimenti potrei fare molto, molto di più (come ci insegna il buon Shoemoney con Twitter).

Ora immagino che qualcuno dirà “ehi, ma non eri tu il primo a criticare pesantemente i social?”. Certo, e non mi rimangio nulla, ci mancherebbe 🙂

Ma credo che parlare solo del “vecchio posizionamento su Google”, quello fatto di title, meta tag, h1, ancore, link e robe del genere, non abbia più molto senso. A parte il fatto che sul TagliaBlog si parla da sempre di tutte le componenti del Web Marketing, continuerò a scrivere anche di posizionamento old-style… e nel frattempo invito tutti coloro che hanno un “SEO Blog” (o che hanno in mente di aprirne uno) ad aprire gli occhi, e a guardare cosa sta succedendo al di fuori di Google e degli altri motori di ricerca.

A meno di non voler parlare solo di archeologia 🙂

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56 Comments

  • Concordo pienamente Taglia 🙂

    Ottima decisione

  • Chissà come mai me lo aspettavo da te!!
    Senti, parlando di accessi “Para SEO” come si inseriscono i vari OkNotizie, Diggita.. ho notato che usi Fedburner.it.. A me rendono abbastanza.

  • Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, ma allora sono avanti! Pensare che credevo d’essere un matusa :p :p :p

    Buon divertimento, vedrai che non ti pentirai della scelta 🙂

  • Ops… mi viene un’ultima precisazione da fare.

    Se vi dicessi quanti visitatori giornalieri arrivano da Google al nostro blog YoYoformazione, ci restereste male, eppure viviamo e riusciamo pure ad andare in vacanza 🙂

    Non che i motori non siano importanti, ma c’è anche altro, molto molto altro. Il Web Marketing non è solo SEO, anzi. Lo dice uno che col SEO da anni ci vive (otto, per l’esattezza).

  • Giustissimo

    Ma Seo dovrebbe significare Ottimizzare il sito per LE PERSONE che usano i motori di ricerca meglio.

    Comunque il SEO è importante, ma è soprattutto una opportunità per chi inizia e vuole farsi conoscere.
    Una opportunità da sfruttare, per chi ci riesce.
    Dopo di ciò la strategia migliore è “liberarsi dall’incubo delle Passioni” (come direbbe Battiato), ovvero fare scendere la dipendenza da Google.

    Complimenti Taglia

  • Attenzione all’uso che si fa percentuali…

    Il fatto che una percentuale scenda non significa necessariamente che lo facciano anche i numeri assoluti …

    Quindi teoricamente la dipendenza da Google rimane sempre un pochino…

  • wow quindi adesso da dove li copierai i post?
    LOL

  • Tutto condivisivile, ma… ritengo – ma dai? – che ci sia una sostanziale differenza tra Twitter e Google ai fini della promozione di te stesso.

    1. Credo che le consulenze si facciano a persone o aziende che non conoscono ad esempio Twitter.
    2. Su Twitter hai accessi profilati da chi già ti conosce.
    3. Un’azienda ti cercherebbe su Google e non su Twitter.

    Ovvio poi che usare Web Marketing invece di Seo, ai fini della giostra poca cambi, lo scopo del tuo blog è “condividere informazioni” & “proporti” per trovare clienti. (di cosa campi sennò, d’aria?).
    Ora, sarebbe interessante scoprire quali chiavi sono maggiormente utilizzate da aziende che cercano un esperto web per le proprie necessità.

    Così, tanto per dire.

  • Credo che la tua considerazione sia giusta, Davide. Meglio puntare su TUTTI gli aspetti dell’Internet Marketing, come cmq già fai da tempo

  • @tutti: grazie per l’appoggio morale 🙂

    @Giorgio Mirandola: nei social rating non ho mai postato nulla: in Italia è una cricca, non vince la qualità ma l’essere parte di una “cordata” 🙂
    Sono invece presente (spesso anche senza essermi iscritto…) in vari “aggregatori automatici”, che in effetti qualcosa portano: ad esempio, vedo ilbloggatore al 14° posto, mentre feedburner.it risulta al 47°.

    @fradefra: è che siamo entrambi dei matusa, ho quasi la tua età 😛

    @Luca Bove: come ho detto più volte, da parte mia c’è anche il voler essere indipendente dai motori. Ci sono troppi siti che fanno l’80% (a volte anche il 90%) di traffico solo con Google. Vogliono solo il “traffico cliccoso”, non gli utenti fidelizzati. E quando prendono una mezza penalizzazione da Google, son dolori…

    @DAG: certo, Google serve sempre. Anche per il solo fatto di portare sul tuo sito nuovi utenti che ti scoprono proprio grazie ad una query su qualcosa di loro interesse 🙂

    @catalin: semmai dovresti dire: “quindi adesso da dove copieranno i tuoi post?” 😉

    @Alessandro Giagnoli: campo vendendo pubblicità per un grosso network di siti. Il blog è un hobby, un modo per confrontarmi con gli altri, per appuntare le mie idee e per “fissare su carta” le cose importanti. E se porta qualche euro, tanto meglio 🙂

  • Chi si occupa del settore webmarketing spesso si dimentica che non ci sono solo i loro siti.

    Questa teoria puo’ essere valida per Tagliablog ma non ad esempio per un sito di turismo o un sito di videogiochi ecc.

    Tu sei famoso sulla rete ed è ovvio che quando uno dei tuoi amici o followers (se si scrive così) vede che hai scritto un nuovo articolo clicca direttamente dal social infatti la maggior parte operano nello stesso settore.

    Io stesso ti ho aggiunto perchè così se ci sono nuovi articoli li vedo subito con facebook.

    In altri settori gli abbonati ai feed si contano sulle dita di una mano e gli utenti spesso non si aggiungono gli amministratori dei loro siti più visitati fra gli amici di facebook.

  • @Van Basten: la cosa che può mantenere un sito vivo e prospero negli anni non è (solo) il traffico proveniente dai motori di ricerca, ma la community.

    Puoi avere un sito di turismo, di videogiochi o di quello che vuoi, ma in quasi tutti i settori puoi riuscire a creare intorno al tuo sito una community di persone appassionate, di fedeli frequentatori che ti visiteranno sempre, indipendentemente dal tuo posizionamento nei motori di ricerca.

    Una volta questa cosa si chiamava “forum”, ora si chiama “social”, ma sempre community è 🙂

  • dimmi come faresti una community per il sito di un b&b 🙂

  • @must: ci provo 🙂

    Prendi le email di tutti coloro che sono stati ospiti del tuo b&b (e non dirmi che non hai le email, altrimenti non sei un buon markettaro 😛 ).

    Mandi una bella comunicazione dicendo che hai aperto il forum sul b&b (o il gruppo su facebook, o quello che vuoi…) dove potranno condividere esperienze, dire come si sono trovati, etc etc.

    Magari a cappello fai un contest dove premi la miglior foto (o video) della vacanza di chi è già stato al b&b (la foto/video più bello vince una settimana di vacanza 🙂 )… e così inneschi il discorso sociale di condivisione foto/video.

    ( Per questa consulenza sono 1000 euro 😀 )

  • e tu dici davvero che questo funzionerebbe? 😉

    uno su N leggerà l’email, e uno su N di quelli che l’hanno letta deciderà di diventare attivo nella community. il che significa avere una vivace community di 10 persone, nella maggior parte dei casi. di gente che è venuta una volta a dormire nel tuo b&b e non ci tornerà più, e non perché si è trovata male (tutt’altro, li hai coccolati e viziati tutto il tempo), ma perché le vacanze le faranno altrove…

    e così ti sei ritrovato a spendere un sacco di tempo a raccogliere le email, a preparare l’email, il forum e quant’altro… per niente 🙂

    la community non è e non può essere la soluzione sempre valida (e come vedi le eccezioni sono molte più di quel che si possa pensare! abbiamo solo fatto l’esempio di un sito di un b&b, ma avendo ore da spendere potremmo allungare la lista sensibilmente). il fatto è che non lo è la community come non lo è il SEO e come non lo è (né potrebbe essere altrimenti) qualsiasi tipo di attività.

    tutto questo, ovviamente, vale finché il tempo ha un valore.

  • @must: se non torna più è perchè pecchi sul filone della customer care! 😀

    A parte gli scherzi, è chiaro che non esiste medicina valida per tutte le malattie, ma allora ti limiti al sito istituzionale e “morta lì”.

    Se invece coinvolgi il titolare del b&b in una azione del genere, magari a tempo perso (=fuori stagione) può provarci, e magari fidelizzare qualche cliente.

    Poi è chiaro che la community sui nanotubi di carbonio è un pò difficile da mettere in piedi, ma posso assicurarti di aver visto con i miei occhi parecchia gente scrivere in un forum chiamato “Funghi, spore e muffe” 😀

  • Leggo volentieri blog come il tuo e credo che si possono trovare un sacco di utili consigli. Critico però il fatto che sono blog “autoreferenziali” o meglio, sono blog che parlano di blog, di come fare blog, di come apparire nei motori di ricerca, di come aumentare le visite ecc… insomma autoparlano di blog. Non hanno in realtà contenuti reali su un qualche argomento che non passerà mai. Passa il SEO, passeranno un sacco di cose. E così dovrai stare sempre a rincorrere le mode, altrimenti l’onda su cui eri salito e che sembrava favorevolissima, finirà, e dei contenuti del blog che prima sembravano così letti e seguiti, non gliene importerà più niente a nessuno!

  • bene Davide, così iniziamo ad andare più d’accordo 🙂
    allora, il titolare del b&b di cui sopra dovrebbe essere attivo sulle community esistenti, piuttosto che aprirsi l’ennesima micro-community. però anche questo è un dispendio di tempo, che se fatto solo per la promozione della propria attività potrebbe essere tutt’altro che cost effective. e magari, conti alla mano, gli converrebbe fare campagne adwords 😀

  • @Lorenzo: certe cose non passano, evolvono. La SEO evolve verso i social, ma il fine è sempre quello (fare traffico, fare clienti, fare soldi, fare branding, fare marketing…).

    Qui un pò parliamo di mezzi, un pò parliamo di fini… i mezzi cambieranno, i fini non credo proprio 🙂

  • @must: certo, alla fine si torna sempre al ROI 🙂

    Ma qualche “carotaggio” a basso costo, in settori “inesplorati”, ha sempre senso, IMHO.

  • define: basso costo 😉

    certo, in termini di banconote, fare una community può essere conveniente. ma se il tempo che passi per svilupparla lo togli a qualcos’altro che ti portava altre banconote, ti sta costando denaro vivo 🙂

  • @Davide

    “Funghi, spore e muffe” è un argomento che si presta per una community.

    I funghi vengono studiati in Micologia.
    Pensa che anche io studio in questo settore e c’è tantissima gente che lo fa.

    Se si va a funghi e si è in dubbio su una specie basta fare delle foto e chiedere aiuto in una community.

    Comunque ci sono siti che restano off user e diciamo che sotto certi punti di vista hanno anche dei vantaggi.

  • @must: il basso costo è l’investimento che ti conviene di più rispetto ad un altro 🙂

    Esempio:
    – investi 100 euro in AdWords e ne ottieni 1000.
    – investi 100 euro per creare un gruppo su Facebook e ne ottieni 2000.

    E qui arriva la nota dolente: mentre il primo caso è facilmente misurabile (pago -> ottengo), il secondo no (quanto costa il mio tempo? come faccio a capire quanti nuovi clienti mi ha portato il mio gruppo su Facebook? come posso misurare il ROI? etc. etc.)

  • @must io conosco una signora che possiede 2 B&B che come unico mezzo di promozione ha quello di partecipare a “piazze virtuali” e questo lo fa da molti anni…

    Il fatto è che ogni strategia, ogni tattica va valutata caso per caso, non esistono regole generali.
    La bravura della/e persona/e addette al marketing deve essere questa.

    Se investi il tuo tempo nel fare qualcosa, impari sempre qualcosa, male che vada impari quello che NON si deve fare. Sii ottimista.
    Succede soprattutto quando si provano strade poco esplorate.

  • @Luca ma io sono per natura ottimista! GIANNI!!!!!!! 😉 io conosco un proprietario di b&b che riceve tutte le prenotazioni (e pure troppe, per i suoi gusti) da un unico grosso portale (non serve far nomi, si dovrebbe intuire di quale portale parlo).

    @Davide siamo d’accordo. infatti va tutto misurato e valutato.

    nel tuo caso, hai notato che ti conviene curarti meno di Google e più del social; il che ha *molto* senso, nel tuo caso (anche perché il sito è ottimizzato, che altro vuoi fare di pure SEO?

    anzi, fare social è per te fare SEO, perché i tuoi lettori sono spesso persone attive nel web e probabilmente parlano di te nei loro blog o spazi social, portandoti quella link popularity (direttamente nel primo caso, indirettamente nel secondo) che è tanto importante per il posizionamento.

    questo ovviamente non vale in tutti i settori…

  • I miei 3 cent…

    1) Per il tuo target, ovvero credo più che altro operai e appassionati del settore, credo che i social possano molto di più di Google. Il prodotto è buono e quindi il miglior marketing è il passa-parola.

    2) Per il tuo target “laterale”, ovvero chi si interessa di marketing sul web per necessità e curiosità e arriva da google, è sicuramente più azzeccato il termine, sia per i contenuti che per l’utente.

    3) Noto con piacere che rivaluti i social, come è giusto. Del resto sono solo una freccia in più nell’arco. Ogni lavoro necessita di diversi attrezzi e di diversi mix di questi mezzi.
    Nessuno è indispensabile, tutti sono utili.

    Aspetto il tagliaBlog su Second Life ? 🙂

  • Ciao Taglierbe.Noto che molte cose stanno cambiando.A mio avviso comunque parlare di Seo rendeva il tuo blog molto tecnico, specifico.La parola web marketing invece è molto vasta.Comunque vedo che hai avuto un buon motivo per cambiare parola, se le visite calano infatti è evidente che i visitatori si spostano su qualcosa di diverso.Purtoppo il mio blog a cui potete accedere attraverso il mio nome non è molto popolare nostante cerchi di scrivere post originali anche sul web marketing.ho chiesto a molti cosa devo fare per aumentare la visibilità ma non riesco in nessun modo farlo.
    Se qualcuno è ingrado di aiutarmi sarei contento che si facesse sentire su facebook, o con un commento qui.

  • Ci dimentichiamo, in ambito B&B , vero che molti clienti non torneranno mai più essendo diretti verso altre mete ma, molti di essi, amano comunicare sensazioni, stati d’animo ed impressioni sul posto visitato e sugli alloggi e tendono a consigliare perciò avendo un buona community attiva si possono sfruttare questi elementi per accalappiare nuovi potenziali clienti.

  • Interessante quell’applicazione di faccia libro… non la conoscevo.

    E’ il tempo di percorrere nuove strade.

  • @Walter Cavallaro: scusa, ma dove hai letto che non parlerò più di SEO? e dove che le visite stanno calando?

    Non preoccuparti, continuerò a parlare di SEO, e le visite intanto continuano a salire (nel mio piccolo, FeedBurner segna 2.500 subscriber)… 😉

  • Ciao Tagliaerbe!
    Quindi da ora in poi non tratterai più di “seo” ma solo di “sem”?

  • @Mai Dire Viaggi: faccio finta di non aver letto il tuo commento 🙂

    Rileggi il post, e il commento n.32… 😉

  • OK, Scusami 🙂
    Se vuoi puoi rimuoverlo…

    TURBO

  • @Officenow i miei complimenti!

    Il post ed i commenti sono fantastici ma il tuo commento in particolare rispecchia il mio pensiero. Sei arrivato poco prima di me e stavo per scrivere lo stesso prima di accorgermi del tuo. Ciao 😉

  • @Officenow: non espliciti la relazione tra “avere clienti che passano parola” e “creare una community”. chiaro che quel genere di utenti tende a comunicare, ma andrà a farlo sul tripadvisor di turno, non sul forum che crei sul sito del b&b. o dici che mi sbaglio?

  • Forse mi sbaglio ma credo che @Officenow non facesse riferimento alla creazione di una community di proprietà ma all’utilizzo di community già esistenti… in altre parole i social network. Ciao Stefano

  • Alessandro forse mi sbaglio, ma il discorso partiva dal suggerimento di Davide al commento 15. di quello si parlava…

    perché se invece il discorso fosse di essere attivi nelle community di riferimento, sono il primo a dire di si.
    ciao 🙂

  • Chiedo scusa, probabilmente sono partito dal post principale di Davide per poi perdermi nei meandri dei commenti 🙂

  • Alla fine contano sempre e solo i contenuti, se non si vuole che il numero delle visite sia uguale a quello dei rimbalzi e la durata inferiore ai 10 secondi.
    Il web ci ha restituito del tempo utile, c’è chi sa sfruttarlo e chi lo perde (è una mia personalissima opinione) passando le giornate a chattare nei social network (face book o twitter che dir si voglia).
    Ha ragione da vendere chi afferma, tra questi commenti, che molti non danno valore al proprio tempo.
    Per i B&B vale lo stesso discorso, quello della qualità; oggi i vacanzieri sono tutti esperti o conoscono qualcuno esperto che li può aiutare .. quindi sono perfettamente in grado di scegliere “prodotti” che abbiano il giusto rapporto qualità/prezzo.

  • Ciao Davide,

    pur gestendo un “web marketing blog” secondo me ha ancora molto senso parlare di SEO, cioè il SEO è ancora fondamentale e sinceramente non mi ritrovo nei numeri che citi: lavorando in ambito turistico, in un anno di crisi, ho visto che il SEO ha avuto ancora un ruolo determinante anche se più da “dietro le quinte”, cioè chi era ben posizionato ha vissuto un po’ di rendita (e chi non lo era ha potuto beneficiare di Adwords se ben gestito).

    Il punto IMHO semmai è un altro…e cioè che sulle tematiche SEO da almeno un anno a questa parte c’è poco di nuovo e poco da dire, salvo parlare di penalizzazioni.

  • Se non ti rimangi nulla delle tue critiche ai social de che stamo a parlà?!

    Seguo questo blog da anni ma, mi spiace dirlo, ma questa volta se tu che sei stato più lento degli altri ad aprire gli occhi… i nuemri dimostrano che le tue critiche ai social erano quanto meno “poco ponderate”… spero solo che “web marketing” non diventi, come successo in molti blog internazionali, sinonimo i “fuffa” visto che si può dire tutto e il contrario di tutto nello stesso post senza alcun problema…

  • @Fabio Sutto: credo che tutto dipenda fondamentalmente da 2 fattori:

    – dall’ambito in cui lavori
    – da ciò che ti piace

    Se lavorassi nel turismo, probabilmente avrei un blog sulla SEO (e nello specifico parlarei spesso di mappe e posizionamento “locale” 🙂 ), e forse sul PPC.

    Invece io amo scrivere (quindi i contenuti), e mi affascina (ultimamente) tutto ciò che è branding, reputazione, valore, etc. Ma non preoccuparti che di SEO di parlerà (già lunedì credo 😉 ).

  • @Frankie: ma che stai addì? 😀

    Lento io? bazzico i social (inizialmente LinkedIn, ecademy e l’allora chiamato openBC) da molto più tempo di tanti illustri guru ed esperti (leggiti con attenzione ‘sta discussione, guarda quando è datata e capirati cosa voglio dire: http://www.giorgiotave.it/forum/web-marketing/4669-social-networking-e-contatti.html ), e per ora ciò che voglio e che amo lo trovo nei blog e nei forum, e certamente non in Facebook e Twitter.

    Il Web Marketing rischia di diventare fuffa se si è così poco avveduti dal confonderlo col “guadagno online”, e se non si sa (come andrebbe invece fatto in tutti i campi) separare “il grano dalla pula” 🙂

  • Hehehe! 🙂

    scusami per il “lento”!

    cmq per me “guadagno online” è tutto: l’unica cosa è capire che tipo di guadagno sia: economico, credibilità, contatti, etc. io me lo immagino come gli status dei videogiochi RPG…
    senza queste distinzioni è anche difficile capire il valore economico di ditte come Twitter che pur non guadagnando una lira hanno ovviamente un valore di milioni di dollari, ma qui entriamo sul filosofico…

  • @Frankie: non è difficile capire il valore (presunto) di certe aziende se (come me) hai attraversato la “prima bolla” (2000-2001).

    Ed è per (anche) per quello che odio certi social: quanto è reale il valore di Facebook e Twitter, e quanto invece siamo vicini alla “seconda bolla”? 🙂

  • smettiamola qui… 🙂 che questa cosa da mesi mi preoccupa non poco… anche se a dire la verità questa volta (per fortuna) delle differenze rispetto alla prima bolla ci sono. Venendo dalla “carta” quello che vedo come elemento chiave del futuro dell’editoria online è il “branding”: se entro 2 o 3 anni non si ridimensionerà il potere dei link testuali Adsense molti giganti crolleranno (online e offline)…

  • Il ragionamento sulle motivazioni che ti hanno spinto a cambiare il title del blog da “SEO Blog” a “Web Marketing Blog” non fa una piega, a mio avviso. Curiosamente il significato dei termini SEO, SEM e Web Marketing è stato l’argomento del primo post sul mio blog 🙂

    Ciao

  • Io lo so perchè il Taglia ha deciso questo…. vuole venire a scassare nella serp dei suoi migliori amici eheheh vero Taglia? 🙂

  • @Alessandro Sportelli: ma che stai addì? 😀 Semmai continuo a scassare nella SERP della SEO e ora ANCHE in quella del Web Marketing!

    A parte gli scherzi, io sono uno da “coda lunga”, non preoccupatevi di me… 😉

  • Mi scommetto un rene che tra un pò ti ci vedo heheh

  • “ma che stai addì?” il Taglia primo nella SERP: secondo me stai ancora a far er SEO… ^_^

  • Ben fatto!
    Concordo in pieno con la tua valutazione: oramai si dovrebbe parlare di Web Marketing in generale, che poi abbraccia il SEO, il SEM, il Keywords Advertising, il Social Marketing, l’E-mail Marketing ecc..

    Ottima scelta.

  • –>”Concordo in pieno con la tua valutazione: oramai si dovrebbe parlare di Web Marketing in generale, che poi abbraccia il SEO, il SEM, il Keywords Advertising, il Social Marketing, l’E-mail Marketing ecc..”

    tanto per rompere le palle :p
    … ma perché il SEO lo distingui dal SEM?
    Per me, SEM è Search Engine Marketing, quindi comprende il PPC ed il SEO. Riportare lui, dovrebbe rendere inutile riportare i figli, riportare i figli, dovrebbe rendere inutile riportare lui.

    O qualcuno pensa che SEO non sia parte del SEM?

    Così, tanto per capirsi 🙂

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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