Da blog a spam blog: il caso di The Generator Blog

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The Generator Blog è un blog su piattaforma Blogger/Blogspot.
Ha più di 3 anni di vita e circa 1.000 post.
Riceve circa 2.500 visitatori al giorno e ha fatto 2.500.000 di visitatori dalla sua nascita.
Ha un PageRank 6.
Yahoo! Site Explorer dice che ha oltre 100.000 inlinks.
Ciò nonostante, da qualche settimana viene considerato uno spam blog, e a nulla sono servite le richieste di revisione che Gerard Vlemmings (il suo autore) ha inviato a Google.
Cerchiamo quindi di capire il motivo che ha trasformato un buon blog in uno splog.

Sovraottimizzazione e keyword stuffing

Dal mio punto di vista, la causa è stata una (credo non voluta) sovraottimizzazione, che agli occhi del bot di Google è sembrata keyword stuffing (ovvero esagerata ripetizione della parola chiave principale).
La keyword “generator” compare infatti ovunque:

  • nel title del blog
  • nel titolo di tutti i post del blog
  • in tutti i link in uscita verso risorse esterne presenti in tutti i post del blog
  • nell’enorme numero di link (927) presenti sotto “Previous Posted Generators”, nella spalla destra del blog

Nonostante tutti i contenuti siano unici e originali, secondo Google la cosa puzza di spam, di “artificiale”.

Una piccola analisi

Anche se non amo affidarmi ai vari “Keyword Density Tool”, eviterei sicuramente di fare in modo che 1 parola su 5 del mio blog fosse “generator”.

Densità delle parole chiave in The Generator Blog

Scrivere per il web significa saper utilizzare sapientemente un buon vocabolario di sinomini, di termini affini a quelli principali.
Significa quindi saper “allungare il brodo” (passatemi il termine…), arricchendolo con parole nuove, “limitrofe” al concetto portante ed evitando (nei limiti del possibile) di ripetere più volte le stesse keyword.
In The Generator Blog assistiamo invece ad un uso estremo di un unico termine, e a post striminziti e poveri di contenuto (anche se singolari e non duplicati).

Che fare?

L’operazione più veloce potrebbe essere questa: togliere la parola generator almeno da tutti i titoli dei post e dai link della spalla di destra, e quindi riproporre il blog per una revisione: così facendo, sparirebbero però dai motori tutti i vecchi post indicizzati (e relativi link che questi hanno ricevuto nel corso dei mesi), e occorrerebbe diverso tempo per riacquistare link/traffico/rank.
Ma visto che la maggior parte dei link in ingresso puntano alla home page (e non a pagine interne), personalmente rischierei.
Voi cosa fareste?

Fonte: Generator Blog in Spam Trap.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

4 Comments

  • Rimedi non saprei, anche perché so poco di SEO, ma mi è piaciuto molto quello che ha scritto Giulio alla fine del suo commento. Stavo pensando una cosa simile: un mea culpa da mettere in atto per poter rientrare nella schiera dei “giusti”. Da qui il discorso potrebbe farsi davvero lungo (quanto interessante) sul rapporto tra google e blogger.

    Reply
  • Considerato il tuo elenco, andrei ad eliminare prima i punti 2 e 4 e chiderei una revisione, dopodichè con un buon dizionario, cercherei dei possibili sinonimi da mettere in maniera randomica.

    Reply
  • Caro Tagiaerbe,

    ottima analisi. Mi colpisce come l’eccesso di zelo nell’ottimizzazione possa portare a risultati contrari.

    Personalmente sono abbastanza sensibile al tema delle penalizzazioni di Google e, al di là delle ricerche e delle politiche editoriali che si possono mettere in atto per far passare nuovamente un sito dalla parte degli “Amici di Google”, spesso penso a come il motto Googleiano “Don’t be evil” sia motivo di riflessione per noi tutti che pubblichiamo online e che con Google abbiamo costantemente a che fare.

    Se dovessi fare il filosofo direi che Google è il creatore e il promotore di una nuova etica: l’etica della tecnica o, come direbbe il mio amico Davide Bennato, la “tecnoetica”.

    Non è curioso che le domande di riesame dei siti assomiglino a un mea-culpa? “Mi benedica Google, perché ho peccato…”

    😉

    Reply
  • Non mi convince, per me il problema è piuttosto in alcuni links senza nofollow sulla spalla destra, a parte il numero, ho notato che alcuni sono a siti non più attivi, domini scaduti diventati spam, ecc.

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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