CTR sui banner e motori di ricerca

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A luglio avevo già parlato del fatto che gli utenti di Bing sono quelli che cliccano maggiormente sui banner.

Quasi 5 mesi dopo, Chitika allarga la ricerca ad altri 2 motori (Ask e AOL), ma conferma sostanzialmente i vecchi dati:

Click-Through Rate degli utenti di Google, Yahoo!, Bing, Ask e AOL

l’utente proveniente da Google è il meno cliccoso in assoluto, seguono Yahoo!, Bing e Ask, e si arriva infine all’utente di AOL che supera quello di Google di oltre 2 volte e mezzo.

Mi ha incuriosito il fatto che la classifica è perfettamente inversa alle quote di mercato occupate dai singoli motori. Sono andato infatti a prendermi gli ultimi dati pubblici di comScore, ed ecco le percentuali di 5 competitor:

La classifica dei 5 principali motori di ricerca, secondo comScore (Ottobre 2009 vs. Settembre 2009)

Cosa possiamo dedurne?

Nel post di luglio facevo 2 ipotesi. La prima, legata alla tipologia dell’utente (più skillato = meno click, più utOnto = più click). La seconda, alla qualità dei risultati (buona qualità = leggo il contenuto e non clicco, cattiva qualità = scappo via dal sito cliccando sulla prima cosa che mi capita davanti).

Alla luce di quest’ultima ricerca, nella quale sono state analizzate quasi 135 milioni di impression, il campione preso in esame non può più essere considerato troppo piccolo, i risultati non possono essere considerati “casuali”. Sembra quasi emergere che più un motore è utilizzato, e meno cliccosi sono i suoi utenti: si avvalora, in buona sostanza, il concetto di maggior qualità dei risultati del motore = meno click sugli annunci pubblicitari… ma anche utenti più soddisfatti, e maggiori quote di mercato!

Rimane una domanda amletica: come mai gli utenti di AOL, che utilizza Google come motore di ricerca, cliccano i banner in una percentuale completamente diversa rispetto a quelli che a Google accedono direttamente? 🙂

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

14 Comments

  • Post davvero interessante.
    Secondo me non dipende dalla tipologia di utenti/utonti ma dalla qualità dei risultati dei motori di ricerca (la seconda che hai detto, direbbe Quelo):

    1) cerco A, trovo esattamente A = non clicco sui banner
    2) cerco A, trovo B = clicco sul banner che parla di A

    Quanto ad AOL, la risposta secondo me è legata al fatto che Google e AOL *NON* mostrano gli stessi risultati (provare per credere). Quindi, se per ipotesi i risultati di AOL fossero meno pertinenti, si ricadrebbe nel caso 2.

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  • Mi sembra che qualcuno non abbia di nuovo capito di cosa si sta parlando…

    Non si parla delle percentuali di click effettuati dagli utenti sugli annunci contenuti DENTRO i motori (ovvero nel caso di Google gli annunci AdWords) bensì dei click effettuati quando l’utente ha già cliccato su un risultato ORGANICO di una ricerca, è atterrato sul sito, e ha trovato un banner del network di Chitika e quindi l’ha CLICCATO.

    Quindi l’ultima domanda di Tagliaerbe è corretta e farebbe escludere la qualità dei risultati come ipotesi di questo comportamento (perchè se i risultati delle ricerche su Google e AOL sono uguali non si capisce la differenza di comportamento degli utenti).

    Quindi a questo punto dipende proprio dalla tipologia degli utenti: chi usa AOL in America? Ci vorrebbero dei dati sulla profilazione degli utenti…

    Reply
  • Io credo che sia molto legato ai fatturati delle diverse aziende!

    La differenza di un punto percentuale è molto non credo possa essere attribuito solo ad un’utenza diversa.

    Ciao

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  • Io supporto la teoria dell “utonto”, credo che la differenza principale sia creata dal tipo di utentenza.

    Reply
  • Non credo sia da guardare la dimensione, ma la tipologia degli utenti che “attiri” e anche (in parte) il modo in cui disponi i banner sul sito.

    Anche se è vero che (quasi sempre) il grosso ri rivolte alla massa, e il piccolo alla nicchia…

    Reply
  • Ma, secondo te Tagliaerbe, questo si riflette anche nei grandi portali: un piccolo blog di calcio ha un CTR tre volte superiore a quello di gazzetta.it, per esempio?

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  • Bellissimo articolo, fa molto riflettere.
    Mi hai messo la pulce nell’orecchio con la domanda finale, ma penso che il primo commento di Matteo sia già una risposta plausibile

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  • Concordo anche io per la teoria che un utente casuale troverà molta difficoltà a capire la differenza tra gli annunci casuali e quelli sponsorizzati , ecco perchè le voci percorrono la strada in modo inversamente proporzionale .

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  • Per fare un po’ di seria “Search Engine Web Analytics” mi piacerebbe sapere il tasso di visitatori di ritorno di ciascun motore.

    La mia teoria è infatti più semplice, ma non si può verificare senza questi dati… mi limiterò a fare un assunto che spero verosimile 🙂

    Assunto: minor quote di mercato si riflettono in una minor percentuale di visitatori di ritorno (e quindi l’utente medio di un motore con una quota bassa è perolpiù un utente casuale).

    Teoria: un utente casuale troverà più difficoltà a distinguere tra annunci sponsorizzati e annunci organici. Diversamente un utente abituale imparerà a distiguere (evitando quindi gli annunci sponsorizzati, spesso poco pertinenti).

    Reply
  • Io penso anche che, essendo google il motore di ricerca più usato, chi fa le ricerche oramai è abituato a riconoscere e individuare i risultati delle campagne PPC rispetto ai risultati di ricerca naturali. E quindo è meno “ingannato” rispetto ai risultati degli altri motori. Clicca esclusivamente se è veramente interessato dallo spot. E qui ovviamente sta la bravura di chi implementa le campagne per far si che si creino spot accattivanti e più performanti a livello di click!

    Questo conferma anche il dato di AOL dove la disposizione degli spot pubblicitari (pur venendo anch’essi da Google) è completamente diversa da Google stesso.

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  • Forse perché Google è più veloce nel mostrare le SERP, inoltre non usa come AOL una pagina intermedia di redirect che rallenta l’accesso al sito,
    quindi l’utente ha meno inibizioni a fare nuove ricerche e/o usare il tasto back del browser, piuttosto che cercare a lungo la risposta nella pagina di destinazione, incluso nei banner.

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  • Per quanto riguarda l’ultima domanda penso che sia dovuto davvero ad una differenza di utenti.. oppure ad annunci scritti diversamente da chi usa Google e chi AOL per fare pubblicità.

    Sarebbe interessante sapere se la percentuale di conversione è uguale oppure se a più click equivalgono più o meno lo stesso numero di vendite/registrazioni, però purtroppo questi dati sono inaccessibili 🙁

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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