Piccola Critica al settore SEO e Web Marketing italiano

Critica SEO e Web Marketing
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Premetto che il post di oggi sarà un pochino acido, ma mi sembra giusto tornare a vestire il mio ruolo di “bastian contrario” ed evitare quello tutto sorrisi e pacche sulle spalle, che lascio volentieri ad altri.

Opero su Internet dal lontano 1995, e da 10 anni (o poco più) mi sono spostato verso la SEO e il web marketing. Ho visto nascere e morire diverse community (o meglio, tentativi di community), ho visto sparire dalla scena tanti personaggi mitici (agoago su tutti) e tanti blog (Marketing Routes su tutti), ho visto sgonfiarsi notissimi forum (qualcuno ricorda “Motori di Ricerca e Web Marketing” di HTML.it?), ho visto consolidarsi solo pochissimi nomi meritevoli (talmente pochi che si contano sulla punta delle dita di una mano).

Sembra un po’ un discorso da vecchio nostalgico, di quelli del “si stava meglio quando si stava peggio”, ma purtroppo è così: pian piano siamo entrati nell’epoca dell’involuzione e del decadimento.

Ho visto crescere l’offerta di corsi ed eventi all’inverosimile, al punto che oggi si possono probabilmente contare più corsi SEO e web marketing che corsisti. Tanti docenti improvvisati, tante slide riciclate. Rarissimi i corsi decenti tenuti da professionisti in gamba, che stentano ad emergere in questo marasma.

Ho visto personaggi passare dal fare marketing al fare i “maestri di vita”, un po’ Tony Robbins un po’ manuale di PNL di quart’ordine. Altri passare dalla SEO alla filosofia/misticismo/religione. Seguiti da persone che sembrano gli invasati di una setta. Litigare come ossessi con gli invasati di altre sette.

Ho visto ignobili leccapiedi/doppiogiochisti parteggiare pubblicamente per il guru di turno, e contemporaneamente denigrarlo via messaggi privati. Se certi sapessero quante serpi stanno allevando in seno…

Ho visto ognuno coltivare il proprio orticello. Grandi promesse di accordi e collaborazioni, ma mai un prospect reale in arrivo. Finti sorrisi e grandi pugnalate alle spalle. Falsa modestia e rosicamento a 1.000. Lotte fra fazioni che manco i Guelfi e Ghibellini.

Ho visto agenzie, anche di un certo peso, mettere a listino la SEO senza poterla/saperla vendere. Prendono il cliente, gli fanno un contratto con dentro (anche) il “posizionamento su Google”, e poi cercano in fretta e furia il primo consulente SEO freelance sulla piazza per levar loro le castagne dal fuoco.

Ho visto l’inaffidabilità di tanti “giovani emergenti”. Personaggi bravissimi a scrivere frasi motivazionali, ma quando si tratta di rispondere ad una email o a un messaggino per una buona occasione di lavoro/consulenza, non c’è proprio modo. Ignorano prospect ed opportunità che è una bellezza. Parlano sempre di lavorare duro, ma sulle loro bacheche ci sono solo foto di vacanze e “bella vita”.

Wordlift

Ho visto il fallimento del win-win. Gente che si è presa i clienti che gli ho passato (per la logica del “fare rete” che porto avanti da sempre), e che mai ha ringraziato. Non dico pagato, ma manco ringraziato. Gente che addirittura si è “bullata” pubblicamente di quel lavoro, che mai avrebbe avuto la capacità di ottenere con le proprie forze.

Infine ho visto la visibilità diventare la cosa più potente. Più di ogni competenza ed esperienza. Oggi molti clienti si fanno attrarre dagli onnipresenti sui tutti i social, dai prezzemolini che partecipano a tutti gli eventi del settore, che magari scrivono quotidianamente su uno o più blog, ma che hanno una frazione delle capacità (e del tempo) dei “meno visibili”. Clienti che prendono la scottatura, e poi tornano con la coda fra le gambe da chi si fa il mazzo da sempre dietro le quinte, ma non ama apparire più di tanto.

E poi c’è ancora chi mi chiede perché faccio l’orso che ama stare nella sua grotta…

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

44 Comments

  • Musica per le mie orecchie. Anche se, onestamente, credo che i “fuffaroli” siano sempre esistiti e la differenza tra il 1995 e oggi, è che ora hanno più strumenti per emergere (i social, più piattaforme blog, un evento di formazione al secondo, l’esplosione dei contenuti video…).

    Chi invece lavora duro per migliorarsi, come sempre, continuerà a non volere i riflettori perché troppo impegnato a fare qualcosa di più importante per se stesso e per il settore.

    Voglio concludere con una nota positiva: più strumenti, più fuffa e più rumore rispetto a ieri. Ma, per le leggi della statistica, anche più contenuti interessanti. Bisogna solo cercare meglio! Non pensate?

    Ciao a tutti!

    Reply
  • Sono molto d’accordo con l’articolo.
    Credo però che i problemi derivino da varie cose.
    1 – Molti ragazzi che 5, 10 o 15 anni fa hanno seguito un corso SEO magari oggi vendono corsi SEO. Non ho statistiche sotto mano, ma quanti saranno? Il problema è pure che ne bastano 100 (su migliaia di ex-corsisti) per occupare abbastanza spazio e dare una cattiva impressione.
    2 – In Italia credo che dovrebbero iniziare a insegnare la LOGICA a scuola, troppo spesso leggo e sento anche persone laureate fare ragionamenti senza alcun senso logico. Ad esempio che senso ha iscriversi ad un corso SEO per il POSIZIONAMENTO ORGANICO solo perché è pubblicizzato su Facebook o con Google AdWords?
    3 – Molti professionisti (parlo di imprenditori e commercianti) non hanno le competenze tecniche per distinguere un fuffarolo da un professionista della SEO, e purtroppo molti non hanno neanche la VOGLIA DI INFORMARSI bene prima di affidarsi a un fuffarolo. Probabilmente anche perché non capiscono bene quanto può essere importante il Web Marketing per il loro lavoro oppure perché nel loro lavoro sono abituati ad accorgersi subito se un loro dipendente lavora bene o male e quindi hanno un’impostazione mentale tipo “se lavori male ti licenzio o non ti pago”.
    4 – La maggior parte delle persone non sa DAVVERO cos’è la SEO, molti non sanno neanche cosa è un sito fatto bene. Negli ultimi mesi mi è capitato di sentirmi dire “ti stanno rubando il lavoro” (detto da un amico dopo aver visto la pubblicità di Wix in televisione) e “il sito internet non è più importante, l’ho letto sul giornale”.
    5 – Fino a 15-20 anni fa la percezione delle persone era che potessero lavorare sul web solo i nerd, nessuno voleva essere un nerd, quindi si rivolgevano ai professionisti come noi. Oggi, con lo sviluppo di CMS come WP e dei social network, la percezione è che chiunque può farsi il sito da solo e posizionarselo pure da solo (tanto c’è Yoast SEO e il semaforino). Questo porta pure all’idea che per fare SEO non serve rivolgersi a un SEO ma basta seguire uno o due corsi.
    6 – E’ anche vero che se uno di SEO non sa NIENTE, anche il corso dell’ULTIMO dei SEO forse qualcosa di buono te lo insegna. Sempre se non suggerisce tecniche black-hat (che messe in mano a un SEO improvvisato possono essere molto molto pericolose).
    7 – Forse mi sbaglierò, ma il PREZZO può anche giocare un ruolo fondamentale. A volte un Corso SEO (sopratutto se parliamo di certi corsi) può essere molto più economico della fattura di un professionista. Sopratutto se consideriamo quello che può trovare su internet il cliente-medio di certi corsi, cioè si possono trovare Corsi a 350/500€ oppure offerte per SEO a 200 o 250€ / mese, a quel punto se si guarda SOLO il prezzo può sembrare più conveniente il corso. Ma è un ragionamento totalmente assurdo.

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  • Faccio SEO da prima che esistesse questo termine, più o meno come te, e posso dirti una prima cosa: siamo vecchi 🙂

    La seconda cosa che vorrei dire è che sono perfettamente in linea con il tuo pensiero, ma sinceramente trovo questo sviluppo narcisistico della professione utile in primis proprio a me stesso. Per due ragioni:

    1. la fuffa la vendi una volta, non due. La seconda volta il cliente cerca fatti.

    2. l’enorme flusso di fenomeni e info nei social mi fa comodo, perchè si impara sempre anche dai fuffari (trovo utilissimo imparare dagli errori, meglio se degli altri!) , e perchè alla fine mi diverto a vederne la foga e l’impegno. Ma quanto tempo stanno al PC?

    io poco.

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  • Probabilmente condividerete con me che i clienti “scottati” che vengono con la coda fra le gambe, oltre ad aver esaurito il budget (purtroppo capita sempre così, rimangono solo le briciole) sono estremamente e giustamente pignoli, attenti, sempre sul “chi va là” per evitare l’ennesima fregatura. A noi si sono rivolti anche clienti provenienti da grandi agenzie, situazione forse ancor più drammatica dato che i prezzi erano notevolmente più alti e il lavoro svolto era ridotto praticamente allo zero (il personale costa…e i clienti sono tanti).
    La qualità alla lunga paga e paradossalmente dove il risultato non può essere garantito è proprio il risultato a fare la differenza.

    Reply
  • Sono parecchi mesi che rifletto su questa cosa e che sono arrivato a conclusioni simili.
    Non conosco (perché non lo frequento) l’ambiente SEO, ma credo che situazioni simili si vedano un po’ in tutto il panorama digitale italiano.

    Durante l’estate mi sono messo in un angolino ad osservare, cercando di ridurre la presenza sui social, e alla fine mi sono ritrovato a Settembre ha scrivere un post molto simile al tuo, ma che cerca di spostare l’attenzione sulla creazione del valore (qui il link, btw http://www.raffaelegaito.com/creare-valore/).

    E quindi si, da un lato vedo che il “qualcosismo” sta avendo la meglio, ma vedo anche che i pochi che lavorano duro, mettendo la creazione di valore al centro della loro strategia, vengono poi premiati. Non oggi, forse, ma domani la qualità ripaga. Sempre.

    E, in uno scenario apparentamente desolante, questa cosa mi consola.

    Ma sono notoriamente un ottimista…

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  • A mio avviso il problema è che ormai si sono create le “scuole di pensiero”.
    Se è bianco non è nero e viceversa.
    Tutti dimentichiamo che la SEO è qualcosa in continua mutazione e non esiste una strategia migliore di un’altra: contano solo i risultati misurabili, quelli costanti, perché di eccezioni ce ne sono sempre. Poi quando sento parlare di “contenuti” e “seo” come due categorie distinte… beh, che dire, non ho parole…
    Comunque, bell’articolo, come tutti quelli che sforni del resto 😉

    Reply
  • Gran bel articolo Davide !
    Concordo su tutta la linea.
    Ne vedo tanti di “espertoni” che danno lezioni di vita alla “Tony Robbins” e poi vedi la data di nascita 1994.
    Non voglio dire che un giovane non meriti considerazione, ma non può dare lezioni di vita senza un esperienza almeno ventennale/trentennale.
    Io sono classe ’77 e ho seguito l’ascesa dei PC e poi di Internet a metà anni ’90
    E mi ricordo di pochi personaggi che ancora adesso lavorano alla grande, non sono scomparsi nel nulla e da cui posso sempre imparare.
    E uno di questi sei proprio tu Davide !

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  • Che dire Davide, la penso esattamente come te, sarebbe bello se questo articolo potessero leggerlo e soprattutto capirlo la maggior parte dei nostri clienti.

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  • Ma no dai… io vedo tante aziende e responsabili digital che non si fanno più bighellonare e conoscono bene il settore, che ormai qualche anno c’è l’ha. La criticità sono il mare magnum di pmi che si affidano ai guru/motivatori/santoni e ai loro seguaci. Uno dei problemi di questo mercato è la frammentazione della offerta. Troppe agenzie piccole e troppi indipendenti che per il 70% del tempo cercano clienti e postano, e lavorano solo per il restante 30%.

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  • Io mi chiedo sempre che fine abbia fatto key 🙂
    Anche se una idea me la sono fatta… 🙂

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  • bei tempi quelli degli inizi! ma nessuno ormai se li ricorda. peccato! Una che ha iniziato insieme a te.

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  • Ho visto cose che voi umani non potete immaginare, figurarsi i SEO e le web agency!
    Con stima da chi sempre ti legge.

    Reply
  • Concordo in toto Davide, e ci penso spesso a questa situazione – rosiko anche io. Mi rendo conto che, come dice Claudio Gagliardini, è così in tutti i settori. Il problema è che la nostra professionalità non è certificata e certificabile come ad esempio, un medico.

    Sai quanti falsi medici ci sono? Sai quanto falsi commercialisti o notai ci sono? FIguriamoci in un settore dove non ci sono barriere all’ingresso e basta un portatile per definirsi un “growth hacker”… Purtroppo è così e sarà sempre così finché la moda SEO non scemerà almeno un pochino.

    Reply
  • Ciao sono d’accordo con te, io non sono una professionista ma seguo molto l’ambiente web perché mi interessa molto, ormai il web è a portata di tutti e sempre di più i bravi professionisti si confonderanno con i bravi millantatori!!

    Se mi puoi nominare i tuoi top five anche in privato ti sarei grata! Così mi concentro solo su chi veramente da dei validi consigli! Qualcuno forse l’ho già individuato, mi piacerebbe capire se li ho azzeccati!
    Grazie.

    Reply
  • Ti voglio bene…

    Ti voglio bene perchè hai espresso in modo civile e sensato il pensiero di moltissimi operatori del web che di certo non avrebbero saputo fare di meglio.

    Ti voglio bene perchè fai farte di quella prima generazione che mi ha insegnato tanto realmente in modo gratuito. Quella generazione che davvero è riuscita a sposare al 100% il concetto chiave che Italo Cillo ha importato tanti anni fa dall’America, e che oggi è solo “scimmiottato”.

    Ti voglio bene perchè se la tua generazione (la 1° reale) e la mia (la 2°) lavorano a dispetto delle nuove leve è proprio grazie alla tua (e di altri pochi) assidua presenza anche sui social network nel passare messaggi come questo.

    Ti voglio bene perchè così salvi le aziende dalla morte certa perchè attratti dalla notorietà inutile e non dalla notorietà per esperienza.

    Ti voglio bene ma anche io ho sbagliato anni fa e ti chiedo perdono perchè chiedendo perdono a te lo chiedo al mio settore che fortunatamente è cresciuto nonostante i miei errori passati. (Il mio errore? accettare lavori low cost).

    Fortunatamente ho cambiato rotta, ed oggi ho il 99% di clienti soddisfatti che da anni mi chiedono di rinnovare i contratti…. (l’1% non ama dare soddisfazione, ma i risultati li ha ottenuti 😀 )

    Quali sono le cause?

    Tra le cause potrei citare tante cose plateali come la stupidità imprenditoriale, ma voglio andare più a fondo ed indicare come causa scatenante l’assenza dello Stato.

    Prima di pensare che è la solita cazzata consiglio di leggere a chiunque.

    Perchè la colpa è dello Stato?
    Ogni professione è regolamentata da Albi professionali, ogni nuova leva che vuole accedere a tali professioni ha bisogno di corsi, iscrizioni e soldi.

    Per avere una certificazione in qualunque albo c’è bisogno di una scuola reale, una assicurazione obbligatoria per i rischi professionali etc etc. In mancanza di ciò:

    1) non si ha diritto ad essere pagati
    2) si coprono i rischi agli imprenditori
    3) non vengono calmierati i prezzi

    Un settore non regolamentato è come un auto aziendale lasciata li a servire chiunque. Tutti la prendono, urtano, la rigano, consumano la benzina, fino a che il meno bravo a guidarla la schianta contro un palo e la lasciano li.

    Quello che sta capitando alla seo è proprio questo. Chiunque sale in macchina e porta il suo danno, poi quando vedono che è finita che hanno perso la possibilità di camminare sputtanano e cambiano con il SMM o con l’advertising o con qualche altro settore….

    Oggi non è assolutamente possibile che esistano strutture che senza “autorizzazione” insegnino ad altre persone ad accedere ad una professione. Oggi non è ammissibile che una persona visibile un pochettino senza esperienza alcuna o almeno decente, a sua volta insegni ad altre persone vantando “titoli inesistenti ed irregolari per la legge Italiana” e di conseguenza “alla pari della carta igienica usata”.

    Oggi non posso più tollerare che mentre io pago tasse e contributi per lavorare, altri non avendo la minima fiscalità attiva praticano prezzi che SOLO SE tolgono l’IVA sono sotto ai miei…. Dirai, caro Davide, ma meglio pagare uno esperto che… (bla bla bla Davide!!!).

    Calmierando il settore si potrebbe ottenere questo:

    1) Professionisti qualificati
    2) Corsi certificati realmente utili e produttivi
    3) Docenti reali
    4) Alunni che diventano professionisti e pagano le tasse
    5) Clienti garantiti dalla legge
    6) Errori garantiti dalle assicurazioni
    etc etc

    In molti, forse in troppi non concorderanno, ma a me frega realmente solo il TUO di pensiero e quello di pochi altri. Iniziamo a differenziare la “lana dalla seta”.

    Buon lavoro Roberto

    Reply
  • Sei un grande orso, Davide, uno di quelli che ammiro profondamente. Apprezzo molto queste tue parole e la tua posizione… purtroppo! Grazie 🙂

    Reply
  • Sfogo sacrosanto, ma è così in tutti i settori. Anzi, ti dirò una cosa: internet è l’unico mercato in cui il concetto di meritocrazia ancora sopravvive. In un paese di raccomandati e leccaculo che fanno carriera senza essere nessuno, sono ben contento di operare in un settore dove – prima o poi – chi non vale fa solo grandi figure di M…..

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  • L’articolo è fedele nella perfetta ricostruzione dell’involuzione in corso.
    Fa tristezza la velocità con cui molti (troppi) operatori del settore coinvolti, concorrano quotidianamente a spolpare senza ritegno “la nobiltà” di questa scienza promuovendosi talvolta con fare felliniano e autocelebrandosi in salsa edulcorata oltremodo. Un web in profonda mutazione che traspare sempre meno qualità e veridicità premiando posizionamenti di pseudo guru solamente più capaci a recitare la parte rispetto a validi professionisti meno “star”. Spopola la corsa a vendersi meglio in un involucro brillante e scintillante ma vuoto di principi, valori e soprattutto competenze volte alla concretezza e produttività. Conseguenze pratiche? Lo sono i Contratti proposti con promesse vaghe, che indicano pagamenti anticipati sui risultati che purtroppo non arriveranno mai. E più sei “famoso” e più alto è il prezzo a cui non corrisponde quasi mai il proporzionale risultato. Responsabilità soggettiva, oggettiva e d’impresa che svanisce nell’inconsapevolezza del danno provocato al sistema e di chi cade nell’illusione del della ben orchestrata melodia degli incantatori di serpenti. Sono grato per questo post perchè è specchio che riflette coerentemente l’evoluzione di questa società che critica gli anni dietro del gossip, dell’ostentamento, della leggerezza, della scarsa trasparenza e verità, ma con fare più raffinato ne amplifica con muscolatura altamente performante, il modello comunicativo e promozionale. Fino a due anni fa pensavo che web Content marketing fosse indiscutibilmente sinonimo di utile verità di qualità, ma oggi non lo so più. Speranza e Augurio? che i Web supereroi (quelli buoni) salvino il sistema dall’autocombustione. Io tifo per voi!

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  • Considerazioni condivisibili, Davide, ma questo sta accadendo ed è sempre accaduto in tutti i settori, purtroppo. Ci si metteva di più, forse, ai tempi di Napoleone o di Carlo Magno, ma di personaggi che avevano e hanno più visibilità e seguito che sostanza ne è pieno il mondo da sempre. La radio, la TV, il web e tutte le altre tecnologie e mezzi che seguiranno stanno soltanto accelerando questo processo e aumentandone la capillarità, ma la visibilità era e resta la cifra della nostra società, basata su un modello piramidale in cui ciascun ambito, contesto o casta deve necessariamente avere un vertice, qualcuno che gli altri amano alla follia o detestano in modo violento e che per questo viene trascinato in alto, grazie alla sua personalità, alla sua capacità di galleggiamento, al suo fascino o alla sua spinta.
    Nelle varie pieghe e sfaccettature del web, come negli altri contesti, queste persone non sono necessariamente (a dire il vero non lo sono quasi mai) le più preparate, le più capaci, le più valide, ma con ogni probabilità sono le più carismatiche, le più credibili dal punto di vista formale, le più abili a rivestire un ruolo e a cucirsi addosso una parte, che recitano con grande abnegazione e con grande orgoglio. Sono quelle figure che ci credono tantissimo, che si sentono in qualche modo unte dal signore e che, in quanto tali, alla fine riescono a generare attorno a sé un’aura speciale, quasi mistica, che le rende incredibilmente adatte a quel ruolo, che lo meritino dal punto di vista della sostanza oppure no.
    Ci si può sentire amareggiati, per questo, delusi o addirittura arrabbiati, ma è così che gira il mondo, da sempre, e ci girerà finché non avremo trovato una valida alternativa alla piramide, che ci ha portati a questo sfacelo e che non ci permetterà mai di evolvere verso una società più matura, che non abbia bisogno di eroi, di guru e di personalità di cui celebrare il culto.

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  • Hai inquadrato perfettamente i problemi del nostro settore in questi tempi, credo che tutto sia conseguenza della maturità del mercato: rispetto a 10 anni fa i clienti hanno più consapevolezza della necessità di questi servizi e ciò ha fatto crescere l’offerta; come in ogni altro settore questo ha significato anche far entrare concorrenti sprovveduti e che forniscono un servizio di bassa qualità.

    Chapeau a quest’articolo, ciao!

    Reply
  • Sono più di 10 anni che seguo il tuo blog ma mai ho commentato, condivido tutto quello che hai scritto!

    Reply
  • Massima stima per te Davide! 60 minuti di applausi. Hai espresso il pensiero di molti in questo post.
    Ho apprezzato molto sopratutto il periodo: “Ho visto l’inaffidabilità di tanti “giovani emergenti”. Personaggi bravissimi a scrivere frasi motivazionali, ma quando si tratta di rispondere ad una email o a un messaggino per una buona occasione di lavoro/consulenza, non c’è proprio modo. Ignorano prospect ed opportunità che è una bellezza. Parlano sempre di lavorare duro, ma sulle loro bacheche ci sono solo foto di vacanze e “bella vita”.
    La visibilità oggi ha molto più peso della professionalità e come ha scritto Ivano, a rimetterci sono quasi sempre i clienti che si affidano a loro insaputa al SEO/Guru di turno.

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  • E il vero problema è che non c’è nemmeno bisogno di tornare fino al 1995 per comprendere quel che dici. Sono nell’IT da quasi 10 anni, e mi occupo di Seo da circa 4 e mezzo… sulle bacheche leggo sempre la stessa solfa. Ho ridimensionato totalmente il settore.

    In fin dei conti, ho addirittura smesso di parlar di lavoro su facebook. Lo faccio su linkedin, giusto per dare senso ai mezzi social che usiamo e, ovviamente, vengo criticato anche per questo =)

    Fregatene, tanto sulle competenze c’è poco da fare, tutti i nodi vengono al pettine 😉

    Reply
  • I <3 Taglia da sempre.

    Ricordo quando mi mise gratuitamente il banner di un mio corso WP (ormai quasi 10 anni fa) e di un mio vecchio tool (article marketing turbo). Non hai mai voluto niente in cambio. In skype quelle poche volte che ti ho scritto sei sempre stato disponibile e di un umiltà unica. Grande Davide, sei uno stupendo esempio di persona e professionista in una nicchia logorata dai fuffaroli, e meglio essere orsi solitari che lupi che fanno branco ma poi si scannano tra loro per la preda.

    Reply
  • Non seguo il tuo blog e non commento mai… ma stavolta lo faccio come se fosse un applauso. Hai detto la sacrosanta verità.

    Reply
  • Penso che accada in quasi qualunque campo – d’altra parte, se si rimanesse fra pochi “eletti”, anche i clienti non ci sarebbero…

    La Rete è aperta: a professionisti seri, a clienti altrettanto seri… e a tanti venditori di fumo.

    Reply
  • Ti stimo molto Davide e io pure ho cominciato un sacco di tempo fa (1994 ehehehe, si parlava di BBS), ma il tuo mi pare un post troppo nostalgico.
    E’ vero che ci sono più corsi ed eventi che partecipanti, lo dico da tempo anche io, ma ne organizzo uno a livello nazionale con grande soddisfazione, Io ho sempre pensato che i SEO più bravi siano quelli che nelle web agency stanno tutto il giorno su un progetto e invece i più bravi sembrano i guro da social network, magari qualcosa di interessate la dicono pure loro,

    Probabilmente cercare il Win-Win significa sapersi rapportare con queste realtà portando la tua esperienza che è diversa è più radicata.

    Sto’ tenedo un corso SEO in questi giorni ed ho esordito dicendo: “Vi farò vedere tante cose ma vi insegnerò ad avere Forma Mentis”. Quando ho iniziato io i Social non c’erano, anzi non c’erano neanche i Blog, non mi piacciono nessuno dei due ma ci lavoro meglio che posso e aspetto il prossimo cambiamento.

    Reply
  • ….e ora tutti alla corte dell’ “orso” a dire che ha ragione, senza domandarsi se non siano parte del problema più che della soluzione.
    my2cent.

    Reply
  • Un post critico in cui noto anche una certa amarezza. Purtroppo tutti i settori di business sono lo specchio della società italiana in cui conta più apparire che fare. Probabilmente gli eventi sono utili per incontrare gente che lavora nel tuo settore più che imparare qualcosa.
    Ricordo ancora quando incontrai un noto personaggio a cui ho venduto tantissimi link che ha fatto finta di non conoscermi dopo aver tenuto un seminario in cui diceva che i link NON si acquistano.
    Ho anche lavorato con gente dalle capacità tecniche e umane davvero fuori dal comune che non bazzica molto i social e in questo concordo molto in quello che dici.
    Forse oggi chi sa fare SEO davvero lavora su progetti personali più che fare consulenze. Che senso ha inseguire clienti che nemmeno apprezzano il tuo lavoro ?
    Complimenti per il post

    Reply
  • Io ormai sono diventato refrattario all’inciucio. Non so di quanta gente mi parlano male ogni santo giorno, se fossi stato influenzabile adesso non avrei stima di nessuno. Fortunatamente, proprio le persone di cui mi parlano sempre male sono le più capaci, le più serie (perchè non fanno inciuci) e che ogni mese portano a casa risultati incredibili. Come ben sai, perchè ne parliamo, ogni giorno mi arrivano richieste di preventivo di poveri sprovveduti che hanno abboccato alla visibilità social di cui parli e che non hanno ottenuto assolutamente nulla.
    E’ esattamente come dici tu, è una corsa continua all’ambita visibilità, difficilmente qualcuno gioisce per i successi altrui perchè se lo fà pubblicamente aumenta ancora di più la sua visibilità.
    Addirittura sui social mettono il freno a mano sul “mi piace” per evitare che il tuo post possa salire in alto, anche se pubblichi uno studio di un mese su un argomento complesso, ma poi lo fanno con le cagate più assurde. Vabbè piccolo sfogo perchè vivo questo schifo ogni giorno e ti do ragione al 100%.

    Reply
  • Sante parole Davide. Ho riletto nomi che anni fa erano “intoccabili”, quelli che pensavi non sarebbero mai caduti e mi ha fatto un certo effetto…

    Reply
  • Gli hai dato giù mica poco. Ricordo alcuni post di Agoago e ogni volta che mi capita di rileggere il suo nick, me lo immagino su qualche spiaggia a sorseggiare cocktail. Chissà che fine ha fatto, e Kerouac3001? Anche lui sparito mi sembra.
    Vogliamo parlare dei corsi? “Ci sono più corsi che corsisti” lo dico da tempo ormai, ma è anche vero che il livello generale è talmente basso che risulta più facile fare formazione e venderla. Spesso si leggono domande su forum o gruppi FB che non puoi credere che a farle sono persone che nei profili si indicano “Seo Specialist” o esperti del settore. La patente di esperti ultimamente si è decisamente inflazionata si vede. Da quando scrissi il mio primo post, qui sul tuo blog, sono passati 7 anni e molti di quelli che oggi si professano GURU del Web Marketing neanche so chi siano e cosa abbiano fatto e sicuramente allora non c’erano in giro. I novelli Tim Robbins? Sai che io do la colpa a personaggi come Montemagno? Perchè hanno creato una sorta di modello per chi si occupa di web marketing e invece che puntare alle proprie capacità, puntano alla loro visibilità. Vabbè, mi sono allargato troppo e devo tornare a lavoro, oppure vado a fare un pò di selfie al parco? :S

    Reply
  • Si chiama anarchia e rivoluzione. Si misurano le persone da come si comportano.
    Win win ? Anche con me ha fallito 3 su 4. Ma appena ci penso quell’1 su 4 porta novita’ serie.
    Nel frattempo ? Networking smodato. C’e’ altro, in giro, ed e’ bello. E non sta nascendo nel web ma negli incontri fisici.
    Ciao

    Reply
  • Ti vorrei abbracciare e dirti “non ti preoccupare passerà” ma purtroppo non è così. Vedo e vivo anche io il declino. L’accesso all’informazione immediato ha reso tutti edotti, teorici incredibili ma pratica, quella che conta davvero 0 (zero) [nada].

    Ho partecipato a qualche evento in passato da spettatore, ho comprato qualche corso, per vedere se ero rincoglionito io e mi stavo perdendo qualcosa. Ma santoddio ho ancora gli incubi la notte.

    Credo che sia giusto comunque insistere, la qualità alla fine paga. Ormai sono più i clienti di rientro da esperienze con guru che clienti assennati e con visione. Ma finita la patina di magia Disney spero si possa tornare a lavorare bene davvero.

    Si sa che la gente da’ buoni consigli
    sentendosi come Gesù nel tempio
    si sa che la gente da’ buoni consigli
    se non può dare cattivo esempio.

    Reply
  • La verità, in un post. Purtroppo non si può fare niente, il mondo cadrà sempre più in basso!

    Reply
  • Io direi che puoi applicarlo non soltanto alla SEO ma alla società di oggi, non soltanto italiana, basta fare un paragone tra i politici e gli imprenditori di oggi e quelli del dopoguerra.

    Prima c’era passione e professionalità ora quello che conta è solo la visibilità

    Reply
  • Complimenti, un articolo critico ed interessante.
    Io sono un ragazzo di 24 anni, ho iniziato a lavorare da poco nel settore e come te mi occupo di Web Marketing all’interno della mia azienda.
    Purtroppo condivido con te la presenza di tanti millantatori o persone che non hanno la minima idea di quello che dicono, fanno e vendono.. a farne le spese è la categoria e questo lo ho imparato forse (o per fortuna) troppo presto.
    Leggo con piacere il tuo blog, e credo che a volte sia più piacevole la figura dell’eremita piuttosto che quella del ciarlatano di paese.
    Continua così!

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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