Il CPM della display advertising

Un paio di settimane fa ho parlato di alcune tipologie di notizie che, a livello di RPM, rendono molto più di altre.

A quel post voglio oggi “abbinare” questa slide,

Categorie e CPM più remunerativi

estratta dalla recente presentazione di Mary Meeker (dalla quale avevo già tratto quest’altra slide giovedì).

Il dato che salta immediatamente all’occhio è il bassissimo CPM (rispetto all’altissimo numero di impression generate) dei social: si parla di $ 0,55 contro un 27% della fetta globale degli annunci pubblicitari (numero curiosamente vicino al 24,27%, che corrisponde alla percentuale di pageview che Facebook genera sul totale di tutte le pagine visualizzate negli States).

Di converso, ci sono ambiti molto più piccoli ma molto più remunerativi, come quello del business/finance (che cuba “solo” per il 2% ma segna un CPM medio di $ 10,41, 19 volte superiore a quello dei social network).

“Nella botte piccola c’è il vino buono”, verrebbe da dire. “Ma in quella grossa ce ne sta comunque di più”, direbbe qualcun altro. Tu quale botte preferisci? 🙂

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9 Comments

  • Il mondo Business/Finance ti porta in tasca molti soldi.
    Il CPM del mio sito di prestiti segna 45 / 50€.
    Il mondo dei prestiti, delle assicurazioni, del business in generale e del forex, se monetizzati bene, rendono veramente tanto!

    Per quanto riguarda la tua domanda, io preferisco la botte piccola.
    I costi di gestione si abbassano di molto e i guadagni sono maggiori.

  • Sono d’accordo sul Business…
    perà devo dire che attualmente, tra i miei siti, anche il settore moda ha CPM molto alti.

  • Tempo fa lessi che facebook ha un CTR medio del 0,04%, dato che di recente ho verificato di persona con delle mie campagne.

    Dalla formula:

    REVENUES = click * EPC

    con un po di equazioni matematiche si arriva alla formula:

    EPC = CPM / (10 * CTR)

    Quindi

    EPC = 0,55 / (10 * 0,04) = 1,375

    Per raggiungere un CPM di 0,55 Facebook dovrebbe guadagnare ben 1 dollaro e 37 centesimi per ogni click.

    Quindi credo che il CPM dei social network sia molto più basso,
    e forse pure altri valori son gonfi, ma non così tanto.

  • Qualche giorno fa guardavo alcuni costi sul pannello delle key di awords… effettivamente parlare di alcuni argomenti (finanziamenti, mutui) è molto più remunerante (almeno stando al costo della singola keyword) rispetto ad altri (facebook)…

    Probabilmente però porta meno traffico, ma magari quello buono (botte piccola vino buono)…

    Domandona a latere (di adsense ne conosco ben poco): su un blog su argomenti fiscali ed economici ci butto su gli adsense, e google adwords epr alcune chiavi chiede anche 7/8 euro, al singoloblogger quando gli entra di quei 7/8 euro? Ci arriva ad un 10/20% ?

    Leggevo qualcosina a riguardo ma ho le idee abbastanza confuse al riguardo…

    Ps… lo so che so al limite dell’off topic.. 😐 Chiedo venia!

  • Aggiungerei non malaccio per un blog specifico e tecnico su temi che hanno un alto costo di ppc…

    Certo ciò significa argomenti di nicchia, buono ottimo grado di competenze e capacità di scrittura e rappresentazione delle informazioni per far sì che lo stesso possa essere di facile consultazione e “cliccoso” per gli utenti…

    Botte piccola o quella grossa? In medio stat virtus…

    Entertainment, sports and info tutte a metà strada pure sarebbero (in base a questa slide) buone fette di blogging… Tutte e 3 fanno il 22% circa inserzioni dai 4-6 euro (si parla di CPM ovviamente)…

    Buoni (rapporto traffico costo per cpm) anche i portali però, penso più complessi da scalare (visti i budget che occorre investirci – soprattutto turistico?) …

  • Come sempre ottimi post di riflessione.

    I valori messi in rapporto con il mercato italiano sembrerebbero alti, ma in linea di massima calcolando il cambio euro/dollaro e la crescente affermazione dell’adv online in Italia oserei sperare che siano valori che prima o poi vedremo anche noi ;o)

    P.s. concordo con Andrea Palmieri, botte piccola, vino buono e molto in target ;o)

  • I siti e Blog di finanza banche e assicurazioni da sempre generano più entrate, anche se sono tra i più complicati – se tenuti bene – da seguire: una curiosità: ho conosciuto – online – un signore che prima mi chiedeva dei piccoli consigli per un Blog che poi ho ritrovato un paio di anni dopo: ha lasciato il suo buon lavoro in banca per seguire il suo blog, che poi con il tempo ha un pochino migliorato – neanche di molto poi – ora si occupa solo di quello, non ha un gran numero di visitatori ma evidentemente gli bastano per generare un reddito superiore a quello che percepiva lavorando in banca, è molto stimato nel suo ambiente e porta sempre idee e prospettive nuove sugli argomenti che tratta, è ‘avanti’, come si dice….
    PS: il signore è voluto rimanere anonimo all’epoca, e lo è tuttora: nessuno sa bene chi sia…………

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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