Cosa è il Marketing?

Lo scorso weekend è partita una grossa diatriba sul significato della parola marketing, diatriba scatenata da un post di Fred Wilson che esordisce con:

“Credo che il marketing sia la cosa che fai quando il prodotto/servizio fa schifo, o quando riesci a guadagnare così tanto su ogni cliente marginale che sarebbe folle non investire un po’ per acquisirlo.”

Wilson aggiunge inoltre: “Nella fase iniziale, una startup deve acquisire clienti gratuitamente. In seguito, puoi spendere per l’acquisizione di nuovi clienti” e chiude l’articolo con: “Crea un grande prodotto: il marketing è per le aziende che hanno prodotti schifosi. Se crei qualcosa di straordinario (come Flipboard, Instagram o Instapaper) le gente lo usa, proprio perché è straordinario. E tu non devi fare marketing, perlomeno all’inizio.”

Da un certo punto di vista, il pensiero sembrerebbe sposarsi con uno dei mantra preferiti di Seth Godin, contenuto in un uno dei suoi tanti libri: quello secondo cui un prodotto, per emergere e sfondare, deve essere talmente straordinario da innescare un passaparola automatico e virale, senza aver bisogno di inutili campagne pubblicitarie (buone solo per prodotti mediocri).

Si tratta dell’ormai famosa Mucca Viola, in grado di farsi notare proprio perché tutte le altre sono marroni. Ed è inutile investire tempo e denaro su una mucca marrone, perché non serve a nulla cercare di spingere un prodotto insipido e banale.

E – colpo di scena – Godin stesso è intervenuto a commentare il post di Wilson, dispensando questa perla:

“Marketing è diverso da Advertising.
Se riscrivessi il post sostituendo Marketing con Advertising, non ci sarebbe nulla da ridire.
Marketing è il nome che utilizziamo per descrivere le promesse che una azienda fa, la storia che racconta, il modo autentico in cui mantiene ciò che promette.
Il tuo blog è un esempio. Tu sei un esempio. Il blog è un mezzo per comunicare la tua storia e quella della tua azienda. E lo vivi ogni giorno. Questo è marketing.”

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19 Comments

  • Direi che Seth Godin è Seth Godin 🙂

    Ha lasciato un commento eccezionale, condivido la frase su Facebook perchè merita davvero.

    Concordo sul fatto che Marketing è il nome che viene utilizzato per descrivere le promesse che una azienda fa e la storia che racconta!

  • Fred for president!

    E Palmiro Cangini for assessor! 😀

    Fatti! non p… insomma quelle cose là, markettare, viceversa però è così, ci ha ragione e i fatti gli cosano.

    A parte gli scherzi, sono abbastanza d’accordo.

    Un po’ di marketing fa bene, ma spesso se ne abusa.

    Per esempio come fanno quelle aziende che spendono tanto in pubblicità e marketing, e poi nel loro sito dietro il bottone “buy” hanno la pagina “contact our sales department”.

    Incluso nel prezzo del prodotto quindi c’è pure il costo di marketing dell’agente che cerca di “imburnirti” one to one.

    Compro tanto online, e mai da venditori del genere.

  • Bisogna dire che ci sono tanti prodotti ottimi che magari ottengono meno successo di quello che meriterebbero a causa di campagne di marketing scarse o nulle

  • secondo me marketing e’ quello che fa apple : venderti qualcosa e farti credere che e’ la cosa migliore della terra

  • C’è chi si fa marketing lanciando provocazioni, usando un metalinguaggio all’incontrario. Come fa il bambino che dice alla mamma :”Non ti voglio più bene, ho deciso che non sei più la mia mamma” o il ragazzino che bestemmia in chiesa.
    E questo sì che diventa marketing virale. Anche se il marketing è solo per prodotti che fanno schifo… 🙂

  • Direi che questo Wilson non ha le idee molto chiare sul Marketing…Marketing è anche fissare il prezzo e scegliere la fetta di mercato sul quale agire (ad esempio)…lui appunto intendeva la pubblicità…e in certi casi anche lì ci sarebbe da discutere. Fatto sta che sì, la miglior pubblicità è produrre/fornire un bene (qualsiasi esso sia) originale e di qualità..

  • Sono d’accordo con Fred Wilson quando dice che non c’è nulla di meglio di un ottimo prodotto o servizio, questo non avrà bisogno di campagne di marketing si auto promuoverà, tutto al più servirà fare della comunicazione (anche attraverso campagne di marketing) quando quel prodotto muterà, si evolverà.
    Il marketing tradizionale cerca di vendere e promuovere prodotti/servizi che un’organizzazione crea indipendentemente dalle reali esigenze dei clienti.
    Oggi nell’era della comunicazione, della condivisone delle informazioni, questa modalità sta andando a morire, il consumatore è più consapevole di quello che vuole e di quello che il mercato offre e difficilmente si lascia “imporre” da belle campagne di marketing qualcosa.
    Non a caso da tempo si parla e si cerca di utilizzare un approccio che renda partecipi e attivi i “customers” con le scelte che un’azienda fa, in questo caso si parla di Marketing esperienziale, ovvero di attività volte a coinvolgere gli utenti per creare servizi o prodotti che loro stessi indicano o desiderano.

  • io ho sempre pensato e sempre penserò come ha detto wilson!
    Sono certo che non serve nè marketing, nè pubblicità se l’idea è buona.Certo Godin ha dato una gran definizione di marketing, anche se forse quasi troppo romantica. 😀

  • Oh, ma bisogna essere dei guru per arrivare a dire che la conditio sine qua non, per vendere un prodotto o un servizio, è che quel prodotto o servizio sia eccellente e di grandissima qualità…!
    Non ci sarebbe arrivato nessuno…
    Ma se bastasse questo, potremmo ridurre il numero delle aziende a un paio di migliaia (per essere molto ottimisti) a livello mondiale e tutte le altre potrebbero tranquillamente chiudere i battenti o essere fagocitate.
    Accade? No! E allora è la prova provata che certe discussioni appaiono più come delle oziose riflessioni sul sesso degli angeli che altro…Mi chiedo: da quando esiste il mondo si cerca di promuovere un prodotto. Forse non lo si chiamava marketing, non lo si chiamava pubblicità. Forse non lo si chiamava proprio. Ma si è sempre fatto. E allora? E allora è la prova provata che qualunque nome si dia al marketing, esso sempre si è fatto e sempre si farà a dispetto dei guru e delle loro categorie e della loro pretesa di avere trovato la “formula” definitiva per descrivere l’ovvio.

  • E dopo che abbiamo capito cosa è il marketing? 😀 ce lo cuciniamo? eheheh

    La mia definizione personale di marketing è:
    “Il Marketing è l’insieme di intuizioni ed azioni atte alla creazione, comunicazione, diffusione di valore.”

    Io ho deciso di agire coerentemente a questa difinizione a prescindere dal fatto che possa essere condivisibile o meno. Per me il marketing è anche creazione di valore e cioè immedesimarsi… riflettere su ciò che può davvero esser utile, portare valore e solo dopo cercare di comunicarlo.

    Il fatto che un prodotto sia buono e di valore non vuol dire sia anche virale. Se tutti i prodotti buoni fossero virali vivremmo nel paese dei balocchi. Un materasso può essere ottimo ma devo anche riuscire a comunicare questo valore per venderlo.

    Parlando di etica tutto cambia e non bisogna confondere il marketing con la manipolazione. Quest’ultima si preoccupa di incrementare il valore “percepito” (prima dell’acquisto) di qualcosa che probabilmente non ne ha.

  • Ma certo che il marketing è importante (anzi, necessario), ma prima viene il prodotto 🙂

  • Sono d’accordo con Seth Godin quando dice che il Marketing è cosa diversa dall’Adv. Sono convinto, inoltre, che non esista realmente il “prodotto virale”, poichè credo che ciò che noi chiamiamo virale sia l’atto ultimo di un processo più ampio.. cioè il Marketing. Penso, ad esempio, ad un prodotto che si diffonde in modo virale grazie al suo packaging accattivante o estremamente funzionale. Oppure, penso ad un altro prodotto particolarmente funzionale (caratteristica che non appartiene al marketing, ma alla produzione) ma che viene introdotto sul mercato in maniera ottimale (sia da un punto di vista temporale che di scelta di consumatore obiettivo) determinando, in tal modo, una larga e immediata diffusione.
    Se, quindi, ci fermiamo ad analizzare, da questo punto di vista, quanti più casi conosciamo, appare chiaro come non possa esistere una stretta correlazione tra la bontà del prodotto e la modalità di diffusione. Correlazione che, invece, sussiste tra marketing e “bontà” di diffusione e tra prodotto e marketing.

    Pertanto, credo che due buone e “vecchie” definizioni istituzionali siano ancora assolutamente valide, poichè vedono il marketing per quello che forse realmente è:
    “.. il processo sociale mediante il quale una persona o un gruppo ottiene ciò che costituisce oggetto dei propri bisogni o desideri, creando e scambiando prodotti e valore con altri.” (Kotler)

    “..la creazione, mantenimento, gestione e sviluppo delle relazioni con i clienti, così da raggiungere gli obiettivi degli interlocutori. Questo risultato si ottiene attraverso lo scambio reciproco e la realizzazione delle promesse.” (Gronroos)

  • Godin dice anche che il marketing nasce insieme al prodotto e non dopo aver generato un prodotto scadente. 🙂

  • Il PRODUCT MARKETING, che di mestiere analizza il mercato, i bisogni e progetta i prodotti seguendo la strategia del brand e incrementando le revenues, si chiama appunto “MARKETING”.
    L’adv è COMUNICAZIONE e su questo sono d’accordo: serve a chi non ha un prodotto perfetto o a chi ha una marea di competitors.
    Tutto il resto è noia 🙂

  • Il problema e che spesso si è costretti a lavorare con prodotti che non ci entusiasmano…anche se non si vorrebbe, magari solo per coincidenze della vita..

  • @Docnrolla @Alessandro Sportelli – concordo perfettamente!
    Penso anche che un prodotto con ottime qualità è di certo imbattibile sul mercato ed in teoria non ha concorrenti.. ma è anche vero che la concorrenza sul mercato esiste, eccome! C’è chi riesce ad emergere tramite grandi campagne di marketing pur offrendo molto meno in termini di qualità, eppure ha successo! Penso che ogni prodotto ed ogni azienda dovrebbero investire in un minimo di marketing, soprattutto quelle che hanno veramente qualcosa di buono da offrire!

  • Condivido più l’idea di Godin che quella di Wilson, anche se non credo che le due identità siano così separate. Non potremmo considerare il tutto come un albero informatico? Il figlio/foglia (adv) non avrebbe senso/vita senza il ramo/padre (marketing). Creare una storia senza che questa possa essere veicolata, può avere un senso? Viceversa cosa veicoleremo senza storia? La comunicazione è proprio il rapporto padre-figlio e padrefiglio-utilzzatore.

    P.s. Per le offese gradirei una mail. 😀

  • Il Marketing diventa azione solo con un piano. Ragionato, concreto, effettivo.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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