Cosa condividiamo (NON sempre è ciò che ci piace leggere!)

33Across ha pubblicato di recente i risultati di una ricerca che esamina le abitudini di condivisione dei contenuti: in pratica da un lato ciò che viene condiviso, e dall’altro ciò che viene cliccato dai nostri contatti (come riassunto nella chart qui sopra, tratta da Business Insider).

Sono stati presi in esame 450 fra i più grandi editori del mondo, e 24 categorie di contenuti, e i risultati dello studio sono stati per certi versi sorprendenti.

Cosa condividiamo

33Across ha esaminato il tasso di condivisione di 24 categorie di contenuti, calcolando la percentuale di pageview che portano ad un contenuto condiviso. Sorprendentemente, gli articoli di argomento scientifico hanno un tasso più alto (12%) di tutti gli altri. In altre parole, per ogni 100 articoli scientifici che una persona legge online, 12 vengono condivisi con amici o colleghi. Di converso, il tasso medio delle altre 23 categorie è risultato inferiore al 4%. Due dei più bassi tassi di condivisione riguardano le categorie Men’s Media (contenuti relativi a salute/benessere) con solo l’1% e Shopping (commenti o recensioni di prodotti) con meno dell’1%.

Cosa leggono (e cliccano) i nostri amici

Il buon senso ci porterebbe a pensare che più un contenuto è condiviso, più viene letto dal destinatario. E invece non è così. Per esempio, se i contenuti scientifici hanno il tasso di condivisione più alto, la percentuale di clickback (rapporto fra click e condivisioni) è solo del 9% – mentre la media di tutte le altre categorie è del 24%, quasi 3 volte superiore. All’estremo opposto, se è vero che solo l’1% dei contenuti della categoria Men’s Media viene condiviso, quasi la metà di questi link (47%) viene cliccato dal destinatario. I contenuti relativi allo Shopping, che hanno un tasso di condivisione ancora più basso, totalizzano una percentuale di clickback di circa il 15%.

Le varie tipologie di sharing

Perché un articolo che parla della declassificazione di Plutone genera un numero alto di condivisioni ma un basso clickback? Un filo comune che lega le alte condivisioni al basso clickback è il tema: succede se l’argomento è “esoterico”, di nicchia, riservato solo ad una minoranza (magari altamente istruita). Il fatto che gli utenti condividono questo genere di contenuti fa pensare che l’intento sia legato al “personal branding”: in altre parole, le persone amano condividere contenuti che li identificano come legati a quei temi, indipendentemente dal fatto che i destinatari possono essere interessati all’argomento. 33Across definisce questo comportamento come ego sharing.

Se osserviamo invece le categorie con un tasso di condivisione e un clickback più moderato, come Parenting o Consumer Technology, possiamo notare che il tema comune è la natura pratica degli articoli, che sono solitamente how-to o recensioni/commenti su prodotti e servizi. I tassi di clickback sono più alti perché il contenuto è di utilità per il destinatario, e viene proposto da un contatto conosciuto. 33Across definisce questo comportamento come practical sharing.

Le categorie che vengono più spesso associate alla condivisione – come Entertainment e Celebrity – hanno in effetti tassi di click fra i più alti in assoluto. Tuttavia, i tassi di condivisione (2,1% per l’Entertainment e 1,7% per le Celebrity) rimangono bassi rispetto al consumo globale. Ciò significa che se molti sono interessati a seguire le vicende di Keeping Up with the Kardashians (=un reality show statunitense che documenta la vita di una famiglia allargata), c’è però una percentuale molto bassa che condivide attivamente questo genere di contenuti. Ma una volta che questi iniziano a circolare sui social, in molti cliccano per saperne di più, come mostra il clickback del 40%. 33Across definisce questo comportamento come water-cooler sharing.

News e Politics sono infine le categorie che registrano il clickback in assoluto più elevato, rispettivamente con l’86% e il 77%. Il motivo per cui si condividono news è un mix fra ego sharing e practical sharing: il nostro ego si amplifica quando veniamo accreditati come quelli che condividono per primi una breaking news, ma può anche esserci la volontà di informare gli altri sugli ultimi fatti appena accaduti. L’alto tasso di clickback mostra l’elevato interesse del lettore per le notizie dell’ultim’ora, oltre alla volontà di rimanere sempre aggiornati, 24 ore su 24.

Concludendo

Copiare e incollare un contenuto è nell’82% dei casi il modo con cui parte una condivisione, ha affermato Greg Levitt di 33Across.

“Come evidenziato dal nostro studio, gli editori hanno bisogno di analizzare non solo i contenuti più condivisi dai lettori, ma anche quelli più cliccati dai destinatari della condivisione. Sfatare i miti sul modo con cui gli utenti consumano i contenuti, mettere in luce le reali motivazioni per cui gli utenti condividono e cliccano su un contenuto, può aiutare l’editore ad acquisire più utenti e fidelizzarli, anche grazie ai social”.

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3 Comments

  • Ottimo report, di questi tempi le statistiche serie sono un’oasi nel deserto 🙂

    L’unica cosa che mi viene da chiedere, è se all’interno di Technology viene inclusa anche la SEO e il Web Marketing in generale… La SEO/WM è una nicchia molto particolare e, per quanto posso vedere ogni giorno, sia l’SR che il tasso di clickback mi sembrano sempre molto più alti rispetto a normali post/news tech. Che dite?

  • Ciao TagliaErbe,
    Sicuramente avere delle statistiche chiare sono davvero di grande aiuto per capire quelle che sono le abitudini degli utenti internet, in particolar modo se le statistiche riguardano gli utenti di una determinata nicchia di mercato. Oggi quelli che sanno scrivere contenuti che spingano il lettore non solo a condividere, ma a volerlo fare quasi in automatico, sono davvero pochi. Questo non vuol dire che non si possa imparare;) . Il segreto, sta nell’imparare i gusti delle persone in fatto di informazioni, e se vogliamo raggiungere tale obbiettivo, la cosa principale da fare(per quanto noiosa possa sembrare) è di fare noi stessi delle ricerche, immedesimarci nell’utente medio della nostra nicchia di riferimento. Questo è solo un primo passo, ma allo stesso tempo davvero fondamentale per scrivere contenuti davvero “top level” e degni di condivisione.

  • “Copiare e incollare un contenuto è nell’82% dei casi il modo con cui parte una condivisione“.

    E’ questa la frase più interessante, che certifica il fatto che pochi utenti o aziende creano la maggior parte dei contenuti sul web. Vedi legge di pareto 80/20.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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