Corsi ed Eventi SEO e Web Marketing: facciamo il punto

Corsi ed Eventi

Da alcuni anni a questa parte la formazione, in ambito web marketing e SEO, sembra sia diventata il nuovo El Dorado: ogni giorno spuntano come funghi corsi di ogni genere, più o meno economici, verticali o orizzontali, in aula o in live streaming.

Io stesso raccolgo e curo da tempo una pagina con un lungo elenco di corsi SEO e web marketing che, a parte per un paio mesi l’anno, vede affacciarsi sempre nuove entrate e nuovi nomi.

In questo post vorrei provare a fare il punto su questa sorta di “moda dei corsi sulle professioni del web”, che da qualche anno imperversa dalle nostre parti.

1. L’evoluzione dei Corsi

La logica della formazione, dai tempi di Enrico “Madri” Madrigrano ad oggi, è passata in breve tempo dai corsi tenuti da un one man show, a quelli dove parlano tutte le più note star del settore. Il motivo è molto semplice:

  • Un singolo individuo, dopo un paio d’ore che parla, stufa. E può calamitare solo i suoi fan.
  • Un buon numero di nomi noti, che si alternano sul palcoscenico, riescono invece a mantenere alta l’attenzione del pubblico. E ognuno di questi fa leva sui suoi seguaci, riempiendo quindi l’aula e contribuendo a far quadrare i conti.

La tendenza che sembra quindi andare per la maggiore è quella di:

  • Dotarsi di un’aula attrezzata, nelle solite 2-3 città (vedo sempre e solo girare i nomi di Milano, Roma, Bologna)
  • Chiamare i soliti nomi noti nel settore (se si parla un corso dedicato alla SEO, o al Social Media Marketing, posso azzeccare i 3/4 dei docenti senza nemmeno vedere il sito)

Questa tecnica, che poteva andare bene all’inizio – e che, in alcuni rari casi, funziona ancora – inizia a scricchiolare paurosamente. I “corsi-fotocopia” hanno sempre meno appeal. Il pubblico non è infinito. E quando mancano i contenuti e la qualità, le voci corrono, nel bene ma soprattutto nel male.

2. Corsi Gratuiti e Corsi a Pagamento

Se la stragrande maggioranza dei corsi è (ovviamente) a pagamento, c’è comunque modo di partecipare gratuitamente a parecchi eventi e webinar totalmente gratuiti. Fra i corsi gratis, mi vengono in mente i (vecchi) GT Study Days o (la più recente) Settimana Della Formazione di Giorgio Taverniti. In alcuni casi, la qualità degli interventi gratuiti non è – purtroppo – molto diversa da quella di certi corsi a pagamento: troppo alta la qualità dei primi, o troppo scarsa quella dei secondi?

3. Corsi per Apprendere e Corsi per “Fare Network”

In tutti gli eventi a cui ho partecipato in questi anni, la cosa più preziosa che mi sono portato a casa non è probabilmente il contenuto/know-how del corso stesso, ma la ricchezza degli scambi di battute con i vari professionisti del settore: credo che una formula studiata appositamente per “fare rete”, per interagire in modo one-to-one, per creare vere relazioni e opportunità di business, sia oggi l’unica che davvero può fare la differenza (almeno per tipi come me).

4. Più Corsi che Corsisti?

Non so quanti siano, in Italia, gli appassionati di SEO, social, pubblicità online e più in generale di web marketing. Non so quanti di questi siano disposti a spendere per un buon corso. Ma non credo siano poi ‘sto gran numero, visto che, frequentando alcuni forum/gruppi da anni, vedo girare più o meno sempre la stessa ristretta cerchia di nomi.

Siamo di fronte, insomma, ad un grande club. Ci sono delle new entry su entrambi i fronti, nessuno lo nega, ma è un po’ come cercare di pescare sempre all’interno dello stesso laghetto: se aumentano troppo i pescatori, e i pesci non si moltiplicano velocemente, il bottino che rimane nelle singole reti sarà sempre meno per tutti.

Quali scenari abbiamo dunque di fronte?

Da quanto vedo, in Italia ci sono ormai solo 3-4 eventi annuali in grado di riempire aule a più di 3 cifre. Per il resto, proliferano micro-corsi che possono tranquillamente tenersi attorno ad un tavolo (non che sia un male, anzi!).

5. Corsi per Principianti e Corsi per Esperti

Tornando al punto 4, noto che i vari corsi ed eventi si indirizzano grossomodo a 2 categorie specifiche: principianti o esperti.

Se è normale l’esistenza di percorsi formativi per chi vuole imparare qualcosa partendo da zero (o poco più), personalmente continuo a non capire l’esistenza di simposi e convegni indirizzati, almeno sulla carta, a esperti e professionisti del settore, che nel 90% dei casi si lamentano poi della scarsa qualità degli interventi: a continuare ad alzare l’asticella, si arriva ad un punto in cui non è più possibile alzarla. 🙂

Conclusione

Se ami vedere le cose in modo positivo, ti invito a ragionare così. Se non hai imparato nulla di nuovo ad un corso, non disperare: se da un lato può significare che il corso non era all’altezza, dall’altro potrebbe anche voler dire che non c’è molto di nuovo da imparare su quella materia, e che quindi il tuo know-how sull’argomento è allo stato dell’arte.

Certi corsi sono in pratica degli investimenti per capire se davvero sei aggiornato e al passo con le novità, oppure se sei rimasto indietro.

Se uscendo dal corso ti rendi conto che sapevi già tutto, sorridi, e datti una pacca sulle spalle da solo: sarebbe probabilmente stato molto peggio se tutte le cose dette fossero per te novità assolute. 😉

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10 Comments

  • Ciao Dave!
    Proprio oggi lanciamo il nostro primo evento formativo. Sembra che questo articolo arrivi al momento giusto! 😀
    In realtà, benchè mi trovo d’accordo con te su ciò che affermi sugli eventi (parlo di quelli che ho seguito live e online), io ne resto un fautore, non per forza per i soli “contenuti”, ma anche perchè tutti mi hanno sempre “aperto la mente”.
    Diciamo che mi hanno sempre dato un qualcosa in più che io non notavo..
    Con il nostro, invece, puntiamo (ci proviamo, eh!?) a dare qualità ad un numero ristretto di persone.
    Perchè lo abbiamo fatto? Semplice, perchè sono due anni che facciamo colloqui per trovare risorse e, benchè arrivino sempre ragazzi volenterosi, nessuno è mai “preparato” quanto basta per poter seguire o aiutarci in un progetto.
    Allora, dopo avere realizzazato stage formativi (che hanno un doppio costo, formativo e temporale), abbiamo pensato di “formarli” noi, attraverso un corso qualitativo e non con il semplice speech, in modo da avere risorse pronte per i nostri progetti.
    Il nostro obiettivo, quindi, è di dare qualità al nostro settore in risposta ad un’esigenza.
    Spero che ci siano sempre i corsi, non solo per “farli”, quanti per poterli seguire ed accrescere la nostra professione che, almeno per me, non va sempre nella direzione tecnica, ma anche mentale.
    Spero anche che questa nostra idea, molto più dispendiosa e forse meno remunerativa, venga sposata da altri.. 😉

  • Ciao “Taglia”,
    con questa frase, a mio modo di vedere, hai riassunto tutto!

    “Certi corsi sono in pratica degli investimenti per capire se davvero sei aggiornato e al passo con le novità, oppure se sei rimasto indietro.”.

    Sul web si trova già tutto per tenersi al passo… ma ogni tanto fare il punto “in carne ed ossa”, tutti assieme è un modo per dirsi: “Ok, mi sto tenendo aggiornando nel modo giusto!”
    E’ un po’ catartico se vogliamo… 🙂

    Ciao e buon lavoro!

  • Il primo problema è la lungaggine e la complicazione.
    Per fare gli esperti non occorre allungare il brodo o fare credere che le cose siano più difficili di quello che sono.
    Il secondo problema è l’autocelebrazione: troppo incenso mi dà la nausea.

  • Ho il tuo stesso punto di vista sul punto numero 3.
    Trovo che il vero contenuto dei corsi sia nella “folla” sotto il palco, sopratutto i vari punti di vista che serpeggiano dopo l’intervento del docente.

  • Ci stavo giusto pensando ieri quando ho ricevuto il millesimo invito per un webinar online.
    Credo che orma ci siano più corsi che professionisti del settore.

  • Yo Taglia!

    Ne parlavamo qualche giorno fa, ormai dovrei essere abituato a leggere poi il tuo post al fulmicotone 😀

    Mi trovi sostanzialmente d’accordo: siamo in una bolla non lo nego, e non nego che (in particolare quest’anno, credo complice il libro) buona parte dei miei introiti proviene da questo tipo di attività.

    Ovvio che – da bravo freelance with a mouth – finché non c’è l’implosione questo non può far che il gioco di chi “sta davanti al pubblico” , ma bisogna uscire dalla logica dell'”arraffo il più possibile e poi sticazzi”.

    Ti di ragione sul networking, che è paradossalmente essenziale per chi fa un lavoro online – e nelle vesti di relatore si parte da una posizione di vantaggio – e sulle presenze – alla fine si è sempre i soliti acrobati che rimbalzano da un trapezio all’altro del circus.

    Sulla qualità della formazione, IMHO, c’è un problema di targeting, ed è paradossale anche questo, visto che sono corsi di Marketing: torniamo a prima, scoppierà la bolla? Si. La formazione morirà? No.

    Perché la vera form(azione) all’azione non è tanto quella rivolta alla cerchia dei wannabe expert (laghetto dove ci sono da tempo due-tre competitor grossi) ma a delle nicchie specifiche che, non nascondiamoci dietro un dito, sono IRRAGGIUNGIBILI tramite i canali Web ma solo attraverso “strette di mano” e conoscenze “istituzionali” od “old style”.

    Non c’è dietro nessun j’accuse o complottismo, semplicemente funziona così. Metti un piede fuori dalla cerchia dei webcosi e anche il nome più altisonante chi cacchio lo conosce?

    Bisogna andare “Oltre la Sfera del Web” . Non ho scritto una sezione del libro apposta per caso (scusa la marketta). Sono convinto in maniera ferma di questo.

    Nel frattanto, finché l’onda c’è, si cavalca.. io mi fido del mercato che travolgerà chi non è in grado di stare sulla cresta. Sta a me (come relatore) non capitolare.

    my two surfin’ cents

  • Ah, scusa mancava un pezzo:

    Proprio la scelta delle solite città (togli Roma che è costosissima e “difficile”.. non è un caso che i più grossi festival non li fanno più qui) del lombardo-emiliano è indice di una maggiore concentrazione di web operatori, e di corsi rivolti a loro 🙂

  • Condivido il punto di vista di Benedetto, siamo in una bolla, e molti operatori non sono cosi bravi da formarne altri.
    Anche al WMF2015 ci sono stati diversi interventi più di auto promozione che di vera formazione.

  • Ultimamente i corsi si moltiplicano.spesso mi chiedo se ha un senso seguirli. Mi chiedo se non sia meglio acquistare libri e studiarseli e fare test x e capire bene quello che si è letto/studiato.

  • I Corsi di Madri… SEO Webmarketing Experience… quanti ricordi
    a proposito, che fine ha fatto Enrico?
    Madri è gestita da altri ma lui basta web marketing? A me piaceva un sacco….

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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