Come posizionare dei contenuti generati automaticamente… e candidarsi al Macchianera Italian Awards!

E’ possibile creare un sito in maniera completamente automatica senza che né Google né soprattutto gli utenti se ne accorgano? E’ fattibile che un portale creato in un solo giorno e poi “abbandonato” possa non solo essere indicizzato da Google per più di 10mila pagine in meno di anno, ma sia addirittura in grado di ingannare gli utenti e di farsi candidare a un’importante competizione che premia i migliori siti dell’anno?

In molti, probabilmente, pensano che si tratti di una follia e che se un “test” del genere era fattibile qualche anno fa, oggi sarebbe irripetibile o almeno destinato al fallimento, visto che Google è diventato molto più “furbo” e attento e che gli utenti sono meno sprovveduti e inconsapevoli rispetto al passato.

Un interessante esperimento, realizzato meno di un anno fa dal SEO Ivano Di Biasi, ci costringe a sfatare queste convinzioni, dimostrando come un sito auto-generato possa essere un portale di successo, specialmente lato utente.

Vino-online.it: cosa abbiamo fatto

L’idea dalla quale siamo partiti era di creare un sito in maniera completamente automatica, andando a realizzare un software che fosse in grado di “raccogliere” tutte le informazioni disponibili sul Web in relazione a una serie di parametri da noi definiti. Il nostro software, in pratica, partendo dal programma di keyword definite, ha individuato e visitato tutti i siti web che trattavano l’argomento di nostro interesse, andando poi a identificare i singoli “oggetti” in base ai parametri pre-definiti.

Nel dettaglio, i parametri da noi prescelti erano:

• DENOMINAZIONE
• COLORE
• CATEGORIA
• PROVENIENZA

La struttura del database di vino-online.it

In questo modo è stato possibile costruire un database di “oggetti” con tutte le proprietà specifiche il quale, tramite uno script, creato ad hoc e ovviamente ottimizzato SEO, è stato poi “tramutato” in un sito web con contenuti perfettamente organizzati e catalogati.

Questo è stato il risultato:

Il sito di vino-online.it

Ma l’eccezionalità di questo sito non finisce qui.

Partendo da uno script (SPINTAX) da noi creato è stato possibile creare un testo autogenerato, e chiaramente personalizzato in relazione ai parametri specifici dell’oggetto, per ogni singola pagina del sito!

Ecco un esempio:

Esempio di script per la generazione automatica di contenuti

Senza dubbio, la scelta di inserire testi automaticamente generati suscita perplessità; difficile che Google non se ne accorga! Impossibile che gli utenti non si rendano conto che si tratta di contenuti creati in maniera totalmente automatica!

Cosa è successo con Vino-online.it

Forse qualche perplessità ce l’avevamo anche noi e probabilmente anche per questo dopo aver creato il sito in circa un giorno lo abbiamo pressoché abbandonato, “parcheggiato” pensando che niente o poco sarebbe accaduto. Ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo e quello che è accaduto in meno di un anno è eccezionale, quasi inverosimile.

Ma andiamo con ordine.

In primo luogo il sito è stato indicizzato da Google e ad oggi sono ben 10.300 le pagine indicizzate:

Le 10.300 pagine indicizzate di vino-online.it

Un ottimo risultato per un sito creato in automatico che, inoltre, sembra avere delle buone performance anche relativamente al posizionamento di parole chiave di long tail. Facendo qualche controllo a campione, abbiamo verificato i seguenti risultati:

• Alghero Cabernet Doc: 2° posizione su Google (solo dopo Wikipedia.it)

La SERP di Alghero Cabernet Doc

• Taburno Piedirosso Doc: 2° posizione su Google (solo dopo Wikipedia.it)

La SERP di Taburno Piedirosso Doc

• Colli Altotiberini Merlot Doc: 1° posizione su Google

La SERP di Colli Altotiberini Merlot Doc

Ma le soddisfazioni che dovevano venire da questo sito-esperimento non erano destinate a finire qui.

Qualche tempo fa abbiamo scoperto che il nostro www.vino-online.it era stato candidato addirittura ai Macchianera Italian Awards 2013 (MIA), vale a dire un concorso che premia i migliori siti italiani dell’anno!

La nomination ci ha fatto riflettere molto, non solo perché le candidature vengono fatte dagli utenti, ma anche perché per essere ammessi alla fase finale, quella che premia i siti top 10, è ovviamente necessario passare delle fasi di valutazione e di “validazione” da parte degli organizzatori del concorso.

Che sorpresa è stato quindi scoprire che il nostro sito autogenerato è stato capace non solo di indicizzarsi e di posizionarsi per n-keywords di long tail, ma che gli stessi utenti che l’hanno visitato non si sono resi conto della sua “natura”, ma l’hanno addirittura giudicato talmente utile da candidarlo a una competizione per premiarne la qualità!

Come è andata a finire ai MIA 2013?

Vino-online.it si è posizionato 9° con solo 873 voti di scarto rispetto al primo classificato.

La classifica dei Macchianera Food Awards 2013

Chissà, forse se avessimo fatto conoscere un po’ di più il nostro sito saremo stati in grado di aggiudicarci quella manciata di voti e oggi Vino-online.it sarebbe il miglior sito Wine 2013!

Autore: Lucia Cocozza, per il TagliaBlog.

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39 Comments

  • Gran bel caso studio.

    Però è il caso di dirlo “Go Home Google, you’re drunk”.

  • Questo fa il paio con la discussione sulla presunta “intelligenza” di Google che probabilmente millanta capacità che non possiede.
    L’esperimento è molto interessante e se ne potrebbero trarre interessanti considerazioni per la SEO basata su Longtail Keyword.
    Immagino però lo stupore e forse la delusione di coloro che hanno creato contenuti originali, rispettando le best practice proposte da Big G.
    Il fatto che poi il sito sia stato candidato agli Award conferma una volta di più un fatto acclarato da tempo: su internet, la maggior parte degli utenti non legge, ma guarda le pagine.
    Ciao a tutti,

    Luigi

  • Bravo Ivano 🙂 ora vogliamo lo script in open-source!

  • L’esperimento è interessante ma qui siamo nel puro Black Hat e io non mi ci entusiasmerei più di tanto se dovessi farne un sito commerciale 😀 Sia perché le schede prodotto presentano decine di duplicazioni interne, tra l’altro non canocalizzate e quindi prima o poi secondo me lo becca Panda

    vedi ad es. https://www.google.it/#aq=f&aqi=g10&aql=&gs_rfai=&hl=it&q=Il%20Biferno%20Bianco%20Doc%20%C3%A8%20parte%20della%20famiglia%20dei%20bianchi%20ed%20%C3%A8%20prodotto%20in%20maggioranza%20in%20Molise%20dove%20il%20Trebbiano%20ha%20trovato%20maggiormente%20un%20clima%20ideale%20per%20la%20sua%20maturazione.%20Il%20Biferno%20Bianco%20Doc%20vede%20la%20sua%20maggiore%20produzione%20nei%20comuni%20di%20Provincia%20Di%20Campobasso%20e%20nella%20zona%20DOC%20Biferno,%20esso%20viene%20fatto%20non%20solo%20tramite%20il%20Trebbiano%20ma%20anche%20da%20Bombino%20ed%20%C3%A8%20classificato%20un%20tipo%20di%20vino%20DOC.

    sia perché se provate a leggere i testi non appaiono affatto naturali ma sembrano quasi, appunto, scritti da un bot 🙂 Quindi ok fatto come esperimento ma magari in fase “commerciale” convertirebbe poco.

  • Ciao,
    veramente notevole l’esperimento che mette ancora una volta i limiti che Google ha… Ma dall’altra parte sono d’accordo con Dario Ciraci: chi si azzarderebbe a costruire in questo modo un vero progetto commerciale duraturo?…
    buona giornata a tutti!

  • Ciao,

    non vorrei fare il guastafeste…ma con quelle keywords ci si posizionava anche senza mettere in piedi tutto questo “armamentario”, a pagina quasi vuota.
    Interessante invece il fatto che non sia ancora stato penalizzato, l’uso dei pattner Google lo conosce da un po’ infatti: avete usato solo un pattern con “trova e sostituisci” o pattern variabili e ricombinati diversamente a seconda della pagina?

  • Ecco, ora vorrei proprio un bel commento di quel quattrocchi saputello di Matt Cutts

  • Fabio, LOL. Hai ragione da vendere.
    Colli altotiberini merlot… ROTFL!

    Ciao, Fil.

  • Le view non sono moltissime, siamo sotto i 1000.
    Comunque sulle pagine interne CTR: 1,55% RPM Pagina 3,01 €

    Ma il sito è stato fatto così per sperimentare, non c’era intenzione di guadagnare chissà che.

  • Molto interessante vedere nei prossimi mesi come si comporterà il sito negli indici di Google

  • Dario Ciraci,
    l’esperimento è da vedere dal punto di vista SEO, tutte le considerazioni commerciali vanno oltre lo scopo del sito stesso, come potrai vedere non si vende nulla li. Ad ogni modo, dal site: che hai fatto, prova a cercare le keyword identificate nei title… il sito è presente, quello mi interessava…

    https://www.google.it/search?q=vino+secco+molise&ie=utf-8&oe=utf-8&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a&gws_rd=cr&ei=XvJDUry2OInC7AbUsYDoAQ

    https://www.google.it/search?q=vino+secco+molise&ie=utf-8&oe=utf-8&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a&gws_rd=cr&ei=XvJDUry2OInC7AbUsYDoAQ#q=vino+bianco+molise&rls=org.mozilla:it%3Aofficial

    https://www.google.it/search?q=vino+secco+molise&ie=utf-8&oe=utf-8&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a&gws_rd=cr&ei=XvJDUry2OInC7AbUsYDoAQ#q=vino+biferno+bianco+doc&rls=org.mozilla:it%3Aofficial

    Per Fabio Sutto, “quelle keyword” sono state prese a caso, prova a ricercare altro e vedrai che è presente un po su tutte le keyword di long tail. Su quelle principali lo sappiamo tutti che servono i link, ed il sito non ne ha nemmeno uno.

    Ultima precisazione… Per i progetti commerciali vi assicuro che questa tipologia di testi (ovviamente gestiti in maniera molto più accurata e con innumerevoli varianti in più) vanno molto bene sia per chi legge (si tratta di descrizioni di parametri, inutile fare testi arzigogolati), che per i motori di ricerca. Ho clienti che gestiscono un database di migliaia e migliaia di prodotti tutti quasi identici tra loro, cambiano solo i parametri, se fate scrivere i testi a mano avrete quasi un risultato simile a quello dello spin, provate a descrivere 1500 modelli di condizionatori.

    Per Fabio Sutto, riguardo l’algoritmo per la creazione del testo. E’stato utilizzato un metodo di Spinning proprietario creato da me dove posso sapere a priori quante varianti di testo dovrò generare. Il generator produce testi univoci e mi indica il “tasso di ripetizione” per evitare che sia troppo simile con altre varianti.

  • Non so se è un caso e non voglio criticare il progetto comunque interessante ma siccome un filino di esperienza nel settore ce l’ho ti posso dire che le tre doc prese come esempio non sono minimamente rappresentative essendo keyword senza alcuna competizione. Alghero Carbernet poi non è mica una denominazione così come non lo è Colli Altotiberini Merlot, sono associazioni di parole chiave di denominazioni + vitigni che nemmeno un guru del vino andrebbe mai a cercare da quanto sono strampalate.

    Questo per dire che probabilmente se vuoi fare una cosa fatta bene dietro serve un cervello. Se volevamo invece dimostrare che google non bada al valore, bé, direi che non serviva l’esperimento.

    Ciao, Fil.

  • Come fa notare lo stesso Ivano, Google è e rimane un software. Per quanto possano renderlo sofisticato, un SEO brillante potrà sempre capirne il funzionamento.

  • Filippo Ronco, io non voglio essere polemico ma conoscere le denominazioni dei vini non richiede così tanto “cervello”, se avessi voluto fare un sito commerciale avrei contattato un consulente esperto in vini per fargli scegliere le denominazioni e quant’altro e ti assicuro che le avrei messe tutte in prima pagina senza alcun problema, ma dato che stiamo parlando di esperimento figurati cosa può mai interessarmi delle denominazioni. Le parole chiave indicate sono degli esempi, nulla di più, ma prova a cercare altro, ad esempio “vino rosso benevento” o “vino bianco benevento” oppure “vino rosso sicilia” o altre innumerevoli keyword che abbiano un senso, il sito è li, esperimento riuscito , questo è tutto.

  • Ottimo lavoro! In realtà non capisco bene perchè google dovrebbe penalizzare un sito web che raccoglie e aggrega informazioni in modo utile (anche se andrebbe approfondito il significato vero dei termini informazione e utile in questo ambito). Inoltre, spesso mi diletto nella creazione di software simili, proprio con i medesimi scopi di “ricerca” e non è stato difficile indicizzare contenuti clonati. Ho passato le ultime notti insonne a testare l’indicizzazione di un sito white label, uno di quelli molto diffusi tanto da rendere la sfida teoricamente persa in partenza. Il risultato è stato la cessazione dell’affiliazione e l’aggiunta sui whitelabel di alcuni controlli che non permettano l’uso dello stesso sistema adottato da me. Che dire poi dei siti web che aggregano feed, risultati di ricerca oppure orari e informazioni di uffici vari?

  • Ivano anche da parte mia nessuna polemica, anzi, ho premesso che l’esperimento è interessante. Non mi convincono due cose:

    – la prima è che si usino contenuti online a babbo morto per fare dei test che prevedono l’utilizzo di banner pubblicitari, quindi con un introito (non importa quanto, è il principio);

    – la seconda è che si portino ad esempio del successo delle keywords con scarissima competizione e quasi sempre a tre parole (il che limita ulteriormente la competizione)

    Il risultato c’è, indubbiamente ed è altrettanto curioso il metodo con il quale lo si è raggiunto ma non mi pare che sia così eclatante sotto il punto di vista del valore, tutto qui.

    Ciao, Fil.

  • Non sembra neppure una vulnerabilità di Google, piuttosto una dimostrazione di come un programma automatico possa eseguire un superbo lavoro di selezione, raccolta, aggregazione e presentazione di contenuti utili alla gente.
    In altre parole, ha creato eccellenti contenuti, perché Google non avrebbe dovuto indicizzarli?
    Come applicazine secondaria, questo software potrebbe generare automaticamente delle tesi universitarie di tipo “compilativo”, di tutto rispetto.

  • @Filippo mi piacerebbe leggere un approfondimento dei tuoi punti, anzi mi piacerebbe domandare a chiunque che percezione abbia della long tail e quanto creda incida sulle sue ricerche e decisioni. Inoltre non capisco per quale motivo sei avverso alla creazione di contenuti a “babbo morto”, certo farei attenzione diversamente da @Marco nell’affermare che sia possibile creare tesi universitarie da uno script di questo tipo, in qualsiasi sua edizione.

  • @Rocco ma cosa c’è da capire? Forse non riesco a spiegarmi.
    Prendi dei contenuti di terzi per farci un “esperimento” e poi monetizzi con i contenuti scritti da altri (magari pure a pagamento)?

    Ho preso una pagina a caso di sto sito prodigio che altro non è che una cazzo di content farm: http://www.vino-online.it/blog/2012/08/10/vacanze-in-toscana-tra-natura-e-sapori-della-tradizione/

    il testo è completamente identico a questa pagina:

    http://unagitafuoriporta.blogspot.it/2013/07/vacanze-in-toscana-tra-natura-e-sapori.html

    Glielo avete detto al titolare del blog da cui avete preso la roba per il vostro “test” che la state usando *anche* per guadagnare attraverso banner di google? Perché benvengano tutti i test del mondo ma le cose devono essere fatte a regola d’arte e in questo caso io vedo ben tre ads di adsense sulla singola pagina.

    Altrimenti finisce il test e inizia la presa per il culo.

  • Filippo Ronco, sono d’accordo con te su tutto, ci mancherebbe altro lo sappiamo no che il sito è quello che è, il punto è proprio quello.
    La cosa che fa veramente scalpore è aver ricevuto 212 voti al macchianera, ma chi cavolo mi ha votato? Non ne ho la più pallida idea credimi, l’assurdità è che se avessi voluto vincere al Macchianera Awards sarei arrivato primo, ho collaborazioni con siti food da 70.000 unici al giorno e pagine facebook da 40.000 utenti, li avrei raccimolati 700-800 voti, questa è la cosa assurda non tanto il posizionamento di long tail.
    Le cavolate di Google sono tollerabili ma quelle degli esseri umani mi spaventano 🙂

  • Filippo Ronco, non è che ci voglia tanto a capire che i due link che hai incollato siano frutto di article marketing di chi ha il link nell’articolo, ora vuoi incolparmi anche di questo? Cosa vuoi dire al proprietario di unagitafuoriporta.blogspot.it che qualcuno ha pubblicato lo stesso comunicato stampa da lui ed anche da me? Ma dai!
    Capisco che ti possa dar fastidio vedere un sito frutto di un algoritmo ottenere praticamente gli stessi risultati del tuo sito (una manciata di voti in meno) al macchianera awards ma questo accanimento scade nel ridicolo.

    Ti preciso quanto segue:

    1) Il sito non è una content farm
    2) I testi sono stati creati con uno script nostro, originale e senza alcuna copia
    3) Quello che abbiamo costruito dal web è un database di denominazioni, vitigni, tipo di uve ecc…
    4) Il sito ha solo contenuti originali e non copiati da nessuna parte

    Spero sia chiaro, ma leggere il mio articolo originale no vero? Li ho spiegato tutto proprio per evitare commenti fuorvianti come i tuoi.

    Ad ogni modo, tanto per, l’articolo che hai citato è nostro (2012) e ripubblicato dal sito che hai menzionato a LUGLIO 2013, quindi nel peggiore dei casi hanno copiato loro.

  • Ma non è accanimento.
    La cosa della candidatura ai macchianera è fantastica e chino il cappello, è il #fail più fico del 2013 e dovrebbe far riflettere sul valore di alcune classifiche. Su questo non ci piove, anche se penso che questa sia stata una sorpresa anche per voi e il test non sia partito con questi obiettivi. sul valore della classifica tralascio di esprimermi che sarei volgare.

    Ho indicato che un progetto di questo tipo è interessante dal punto di vista tecnico, certamente lo è come test sulla reazione tecnica di google ma che al tempo stesso, farlo con i banner sopra ha tutto un altro sapore.

    Se mi dici che stai studiando un modo per fare due soldi a basso costo con un meccanismo replicabile su più nicchie ti dico che sei furbo non che sei bravo.

    Il punto è se vuoi far parte di quella parte della rete che non crea ma preferisce vivere di espedienti con progetti di scarso valore che spesso si appoggiano a contenuti e informazioni altrui e, in definitiva, senza sbattersi più di tanto o hai in mente mete più ambiziose.

    Ciao, Fil.

  • “Se mi dici che stai studiando un modo per fare due soldi a basso costo con un meccanismo replicabile su più nicchie ti dico che sei furbo non che sei bravo.”

    Se avessi voluto far soldi non avrei scelto il settore vini ma magari il settore medico ma sarebbe stato vergognoso.

    Il mio scopo non è fare soldi con queste iniziative, il mio approccio alla SEO è sperimentale e se non sperimenti sarai sempre uno di quelli che parla per sentito dire e proprio non mi si addice, sono curioso di natura.

    “Il punto è se vuoi far parte di quella parte della rete che non crea ma preferisce vivere di espedienti con progetti di scarso valore che spesso si appoggiano a contenuti e informazioni altrui e, in definitiva, senza sbattersi più di tanto o hai in mente mete più ambiziose.”

    1) Io creo, software ma creo…
    2) Espedienti? No, sono un imprenditore, ho 2 aziende e curo Brand internazionali con i rischi che comporta. Solo duro lavoro e di qualità.
    3) Progetti di scarso valore che spesso si appoggiano a contenuti e informazioni altrui? No, siamo content provider per editori nazionali ed internazionali ed ho un team di 27 copywriter, non mi serve copiare un bel niente.
    4) Le mie mete sono molto ambiziose, te lo scrivo qui così magari un giorno mi dirai che ho fatto una figura di Mxxxx, stiamo realizzando un software per SEO e Marketer adatto a qualsiasi figura professionale, dal vinaio (per rimanere in tema) al grafico o al programmatore da strapazzo come me 🙂

    Diamo un nome alle cose, questo è un esperimento e basta, più ci si allontana dal discorso e più si finisce in considerazioni fuori luogo.

    P.s. Ho una bella idea per il tuo sito, credo che con una piccola ottimizzazione possa moltiplicare le visite x 10 , senza copiare nulla e senza rubare contenuti, come d’altronde ho fatto per il mio sito 🙂

    A presto e complimenti sinceri per il tuo sito è fatto veramente bene ed è una bella idea (non scherzo sia chiaro).

  • Caro Ivano,

    e tu, da “content provider per editori nazionali ed internazionali” con un “team di 27 copywriter” (sticazzi) realizzi attività di content marketing per i tuoi clienti che piazzi sul tuo sito di prova con i banner di adsense? Questa è la professionalità che stai sgomitando per farci notare?

    Se lo vede chi lo ha pagato quell’articolo, rischia pure di denunciare per frode chi ha deciso di piazzarlo lì, perché immagino che non fosse nelle intenzioni dell’azienda che ha investito in content marketing (pratica squallida comunque) di spendere i propri soldi su un sito di test. E se lo fosse, bè, sarebbe stata mal consigliata. Se fossi stato io il tuo cliente e avessi piazzato quell’articolo in un sito che scopro solo un anno dopo essere di test, bè sarebbero acidissimi cazzi. Per te.

    Il “software per SEO e Marketer adatto a qualsiasi figura professionale” è già una chiavica in partenza come concetto. Come puoi pretendere che un software di quel tipo sia serio se non prende di partenza in considerazione le infinite differenze che ci sono tra una figura professionale e l’altra? Io sono vecchio ma sono abituato a salire nelle serp con il sudore non con gli scriptini.

    Quello che non capirete mai voi “marketer” è la questione del valore, dell’etica, dei risultati ottenuti sul campo, sporcandosi le mani, della soddisfazione di creare community vive rispondendo a una richiesta di aiuto alle tre di notte se c’è bisogno e siti quanto più possibile reali, puliti, senza commistione tra pubblicità e contenuti, senza infestazioni da content marketing.

    Non capirete mai neppure la differenza tra un articolo scritto direttamente dall’azienda di suo pugno – magari opportunamente istruita – e un articolo scritto da un copywriter su un social per conto dell’azienda, non capirete mai il tempo che occorre per raggiunger risultati organici importanti su basi solide fatte anche e soprattutto di lavoro anziché di trucchetti ed espedienti o algoritmi più o meno sofisticati.

    Anni fa scrissi un piccolo libretto seo (non sono un professionista, ci mancherebbe, solo un appassionato) che come sottotitolo aveva “il web ha bisogno dei tuoi buoni consigli”. Sono ancora fermamente convinto di quel sottotitolo perchè tutte le attività tecniche che si possono mettere in opera per fottere google sono attività “evil” che sicuramente possono ottenere risultati anche importanti nel breve – medio periodo ma che non sono risultati puliti, onesti, e sicuramente non possono essere duraturi dal momento che a google c’è gente seria che lavora per far emergere il buono reale (la logica alla base di panda dovrebbe spiegare da sola cosa intendo).

    Questo esperimento è servito a mostrare che sono ancora parecchio lontani dal risultato ma anche a sottolineare che esistono almeno due modi di approcciare la rete e che spesso stanno agli antipodi, c’è posto per tutti ma permettimi di mettere in evidenza la differenza di visione.

    Poi c’è un dato. Tutto quello che ho scritto ormai è fuori tema.
    Ma come si dice, convertine uno per educarne cento.

    Ciao, Fil.

  • Caro Filippo Ronco, rispondo per l’ultima volta perchè questo è il sito di Davide ed ho abusato abbastanza di questo spazio, se vuoi avere l’ultima parola (capendo ancora fischio per fiasco) fallo pure ma io non andrò oltre questo messaggio.

    1) Tutto quello che hai scritto fino a “Se fossi stato io il tuo cliente e avessi piazzato quell’articolo in un sito che scopro solo un anno dopo essere di test, bè sarebbero acidissimi cazzi. Per te.” è tutto frutto della tua fantasia/interpretazione/malafede o chiamala come ti pare, sul sito ho dato la possibilità di pubblicare articoli a chi voleva, non è stato usato per clienti, AMEN! Chiaro? Sicuro? Arrivato il messaggio?

    2) Tu dici “Il “software per SEO e Marketer adatto a qualsiasi figura professionale” è già una chiavica in partenza come concetto.”

    Quale concetto? Forse quello che ti frulla per la testa, il mio non te l’ho esposto in dettaglio e non ho intenzione di farlo perchè è un po difficile da far capire e sinceramente dopo tutte le interpretazioni strane che hai dato a quello che ho scritto potresti pensare che è un software SEO che se si collega un fabbro cambia grafica mostrando incudine e martello, quindi ci rinuncio in partenza e magari ne parlo a chi utilizza tool SEO e non il sudore o il tapis roulant per posizionarsi.

    3) “Quello che non capirete mai voi “marketer” è la questione del valore, dell’etica, dei risultati ottenuti sul campo”

    Ma come fai a rivolgerti così ad una categoria di professionisti? Queste frasi, “voi marketer”, “voi avvocati”, “voi medici”, “voi neri”, “voi zingari” o “voi qualsiasi categoria o raggruppamento o etnia” generalizzando e ghettizzando persone è vergognosa. Ci sono marketer con un valore morale, un’etica che la tua se la schiacciano sotto i piedi e lo dico non per sminuire la tua di etica ma solo per farti capire che non puoi parlare dall’alto di un pulpito su cui ti sei messo da solo, la gente è per bene, la gente è educata, la gente è in gamba molto più di te o di me. Abbi rispetto per “i marketer”, hanno figli, famiglia, etica e sudano quanto te.

    4) “Non capirete mai neppure la differenza tra un articolo scritto direttamente dall’azienda di suo pugno”

    Ma che pensi che vendiamo noccioline? Ma secondo te se scrivi una boiata e la fornisci al cliente ci fai una bella figura? Oppure credi che le aziende di cui parlo siano gestite da emeriti cogxxxx? Ma solo tu sei in gamba? Solo tu capisci e sai fare? Essere “vecchio” non è un plus sai? A volte è il problema che rende le professionalità acquisite anacronistiche.

    5) Dici: “Anni fa scrissi un piccolo libretto seo (non sono un professionista, ci mancherebbe, solo un appassionato) che come sottotitolo aveva “il web ha bisogno dei tuoi buoni consigli”. Sono ancora fermamente convinto di quel sottotitolo perchè tutte le attività tecniche che si possono mettere in opera per fottere google sono attività “evil” che sicuramente possono ottenere risultati anche importanti nel breve”

    Le attività per fottere Google sono EVIL???? Ma hai idea di cosa sta facendo Google negli ultimi anni?
    – Inserimento ADS di lato nelle SERP
    – Ma si inseriamole anche sopra perchè chi paga viene prima di chi merita
    – Ma perchè non mettere anche dei risultati “manipolati” tipo Google Shopping?
    – Ma si nella SERP infiliamoci anche le MAPPE tanto chi se ne fotte di chi esce nelle ricerche
    – Ma vi dirò di più mettiamoci anche i video di YOUTUBE tanto è mio, faccio visite e sale di valore
    – Ma sapete che c’è di nuovo? Quasi quasi ai proprietari dei siti non gli dico nemmeno perchè fanno visite, gli oscuro le keyword e metto solo NOT PROVIDED

    Bene e tu credi che fottere Google sia EVIL? Ma non ti rendi conto che ti fotte ogni giorno e gli stai dietro a difenderlo? Mah

    6) La chicca finale del profeta dei vini
    “Questo esperimento è servito a mostrare che sono ancora parecchio lontani dal risultato ma anche a sottolineare che esistono almeno due modi di approcciare la rete e che spesso stanno agli antipodi, c’è posto per tutti ma permettimi di mettere in evidenza la differenza di visione.
    Poi c’è un dato. Tutto quello che ho scritto ormai è fuori tema.
    Ma come si dice, convertine uno per educarne cento”

    Ma tu la capisci la differenza tra un esperimento ed il lavoro? Ma secondo te un medico può fare esperimenti sui clienti? Un meccanico può fare esperimenti sui motori delle auto dei clienti? Un pilota d’aereo può fare esperimenti di guida acrobatica nella tratta Milano Londra? Non so più quanti esempi farti e non so nemmeno perchè insisto ma te lo ribadisco un ultima volta:

    Il sito è un esperimento per capire come funziona Google, e funziona una chiavica, stop! La gente non capisce un cavolo e funziona peggio di Google e ti vota al macchianera, stop! Altra gente capisce che io faccio questo per lavoro o desidera farlo credere a chi legge.

    Ciao,
    nulla di personale ma credo che tu sia nella schiera di quelle persone che NON LEGGONO QUELLO CHE UNO SCRIVE perchè altrimenti non mi troverei continuamente a rispiegarti tutto.

  • Una volta un saggio disse “Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza”

  • Amen sull’ultimo commento di Ivano. Ho sempre condiviso, Filippo, la tua battaglia sulla qualità. E – pur non conoscendolo di persona ma apprezzandone la qualità del lavoro – la condivide pure Ivano e moltissimi professionisti che ogni giorno si smazzano sui siti propri e dei clienti.

    Semplicemente, in questa occasione, continui a spostare il focus e non ti va di ascoltare il tuo interlocutore.

    Per il resto, da seo, grandissimo esperimento Ivano, interessante e “allarmante”. 🙂

  • Davvero ottimo esperimento Ivano, complimenti mi piacerebbe approfondire. Ciò dimostra anche l’inutilità di certi premi e classifiche (ma non dovevamo dirlo ora…).

  • Ciao,

    ho letto tutti i commenti e so che rischio di sembrare saccente, il classico “Io le ho già viste tutte etc.etc.” però vorrei ribadire il concetto:

    W la sperimentazione però questa cosa non è nulla di nuovo si fa da anni, che sono “secoli” nel nostro settore, ci sono addirittura dei plugin di WordPress molto avanzati da questo punto di vista.
    In ogni caso per posizionarsi su keyword di long tail come quelle su cui quel sito si posiziona non serve tutta questa roba.

    L’unica cosa interessante è che Google sembra diventato meno attento di un tempo (o poco attento come più tempo addietro) a queste cose, ma attenzione forse la spiegazione c’è…Google è molto attento sulle keyword che contano, quelle che si riescono a monetizzare (e fidatevi che sa benissimo quali sono), quindi oggi la stessa tecnica su keyword più “sensibili” (visto sul campo in passato) comporta grossi rischi….cosa che non sapremo mai dato che nessuno rischierebbe una cosa del genere su un sito vero e su keyword davvero utili.

    Detto questo grazie a chi ha scritto questo articolo per aver portato alla luce e su questo palcoscenico aspetti SEO che oggi i più disdegnano, mi scuso se il mio commento può apparire supponente.

  • Ciao Fabio, ovviamente quando scrivi qualcosa c’è sempre qualcuno che lo sapeva già figurati però il punto non è tanto fare qualcosa, vecchia o nuova che sia, il punto è fare qualcosa che in un modo o in un altro abbia un risultato e questo piccolo esperimento ne ha avuti di inaspettati ma non tanto per il discorso SEO, non è quello che mi stupisce, ma piuttosto per l’impatto sulla gente che lo ha proposto e votato e sul fatto che abbia passato la selezione dei macchianera.
    Concordo con te sul fatto che Google dia poca importanza a tante key di long tail (dove non ci sono attività evidenti offsite) ma io sono un estimatore accanito della long tail, come diceva Paperon de Paperoni, i centesimi fanno i miliardi. Chi punta sulle top keys vuole vincere la lotteria, chi crea content di long tail di qualità vince la lotteria per sempre 🙂

  • per me l’esperimento è davvero interessante e mi complimento con Ivano di Blasi, non mi scandalizza la monetizzazione con i banner di google e nemmeno i contenuti “poco” originali.
    Sono piuttosto incavolato per le dimensioni della falla dell’algoritmo che ha consentito all’ottimo Ivano di scalare la SERP con keyword di long tail
    … e poi c’è chi dice che “vino rosso benevento” o “vino rosso sicilia” non siano keyword remunerative, ma davvero???

  • Complimenti per l’esperimento Ivano. Un seo per definizione deve sperimentare, se nessuno esplora “i limiti” del rapporto con Google, non si faranno mai passi avanti in questo settore. In ogni caso, non volevo parlare dell’etica del tuo esperimento ( non mi pare tu abbia fatto male a nessuno), ma più che altro dei contenuti. CHIUNQUE abbia scritto articoli ripetitivi in qualunque campo, dalla recensione di prodotti, alla pubblicità di eventi, sa che i testi di questo tipo si assomigliano tutti. E’ un limite intrinseco di qualunque lingua: le parole non sono infinite, e di conseguenza nemmeno le combinazioni di parole lo sono. Non mi stupisce quindi che una scrittura automatica, con liste di parole da combinare, possa risultare non dico uguale, ma almeno simile a quella di un copywriter, che magari ha scritto 200 “mini articoli” in un giorno, e dopo i primi 10, ha perso le speranza nel dare un po’ di originalità al proprio lavoro…

  • Molto interessante come esperimento, devo dire. Sebbene il rischio di emulazione sia dietro l’angolo (con tutto quello che ne consegue) francamente mi guarderei bene dal rilasciare questo prodotto come open-source. Lo scrivo perchè già esistono diversi prodotti sul mercato che generano contenuti in automatico, e sarebbe triste dover fare passi indietro di 4-5 anni… una domanda, il sito ha ricevuto commenti o condivisioni sui social, avete controllato? Non che sia correlato al posizionamento ma giusto per capire bene che tipo di visite avete ricevuto…

  • Concordo con altri colleghi – amici riguardo la facilità di posizionare quelle Longtail Keyword essendo comunque parole a bassa – nulla concorrenza.

    Esperimento che considero interessante anche se concordo sul fatto che è rischioso per un sito che si vuole abbia vita duratura.

  • … ciao Ivano, noto ke il saggio filippo ronco non ne ha piu’. ahah

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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