Contenuti Freschi e Social Media, un mix esplosivo

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram

Lo scorso mese Google ha fatto, quasi contemporaneamente, 2 annunci: uno riguardante le pagine Business di Google+, e l’altro relativo al Freshness Update.

Se il primo annuncio può essere interessante per i brand, il secondo è qualcosa che le aziende dovrebbero temere perché può influenzare quelle che sono le ricerche degli utenti.

Il Freshness Update, infatti, influenza quel fattore comunemente chiamato “QDF” (“Query Deserves Freshness”), che impatta sulle query più “fresche”.

Non è ancora ben chiaro quali saranno le vittime più importanti, ma per ora sappiamo che ad esserne influenzati saranno gli eventi, i temi caldi, le informazioni aggiornate di frequente, o le notizie riguardanti le date di lancio di un prodotto/servizio.

La cosa bella di questo aggiornamento è che non colpirà i siti che offrono contenuti di valore. Il Freshness Update non è stato pensato per colpire i marketer. Lo scopo è semmai quello di aiutarli. E ogni buon SEO ti dirà che la migliore strategia è aver prodotto ottimi contenuti nel corso del tempo.

Questo update fa parte della direzione che stanno prendendo oggi i motori di ricerca. Spingerà i marketer ad avere una forte presenza sociale.

Google vuole solo contenuti freschi?

No. La “freschezza” va al di là dei puri contenuti.

Fondamentalmente, Google sta dicendo ai marketer e ai webmaster che “gli utenti vogliono vedere contenuti aggiornati sempre più spesso, e quindi sono questi i contenuti che mostreremo per primi ai nostri utenti in quanto sono i più rilevanti per loro”. In altre parole, apri un blog e inizia a scrivere.

Ma insieme al Freshness Update e ai vari aggiornamenti di Google+ che mescolano continuamente search e social, produrre contenuti sempre nuovi e freschi non sarà l’unica cosa che permetterà al tuo sito di posizionarsi meglio. Il Freshness Update spingerà i brand ad essere più rilevanti per i loro clienti. Come?

4 Consigli per essere “Socialmente Fresco”

Se c’è un tempo giusto per crearsi una presenza sociale, il tempo è questo. I contenuti freschi sono cosa buona, ma un sacco di contenuti senza condivisione non ha molto senso. La chiave per scalare i motori non sono i contenuti, ma ciò che capita a quei contenuti.

Ecco dunque alcuni suggerimenti da seguire circa i contenuti freschi, ma anche per assicurarsi di avere gli strumenti giusti per poi promuoverli sui social media:

1. Assicurati che i tuoi contenuti siano aggiornati. Crea una strategia attorno ai tuoi contenuti e utilizza tool come Social Mention o Google Alerts per stare sempre aggiornato sugli argomenti di tuo interesse. C’è sempre qualcosa di nuovo da scrivere. Usa il blog aziendale per condividere idee e fa quindi in modo che il tuo brand venga riconosciuto. Il modo migliore per farlo è attraverso i social media. I social media sono il mezzo che serve per diffondere queste informazioni. Pertanto…

2. Non scrivere soltanto, condividi. Non devi dedicare del tempo solo per scrivere, ma anche per diffondere ciò che hai prodotto. Un metodo semplice è quello di fare in modo che siano i tuoi lettori a promuovere i tuoi contenuti, per esempio aggiungendo ad essi dei “bottoni sociali”.

3. Usa i social network. Anche se Google non ha più accesso allo stream di Twitter, questo rimane un’ottimo strumento per raccogliere informazioni circa i “trending topic”. E anche senza i dati di Twitter, Google+ e il bottone +1 sembra abbiano un grosso impatto nelle SERP, e i marketer non possono permettersi di ignorarli.

4. Non condividere soltanto, condividi DAVVERO. Una cosa che sembra avere un ruolo importante come “indicatore di freschezza” è la data/ora di pubblicazione del contenuto. Assumi un ruolo attivo nel promuovere i tuoi contenuti e comunicali a Google tramite sitemap XML e feed RSS.

Ti sto dunque dicendo di cambiare quello che hai fatto fino ad ora? No. Piuttosto che queste sono cose che dovresti già fare da tempo.

Google ha detto che il Freshness Update colpisce il 6-10% dei risultati (ovvero il 35% delle query), ma io temo sia solo l’inizio. Nel corso del tempo i comportamenti dell’utente cambieranno e il QDF impatterà su vari tipi di ricerche. I marketer dovranno tenere d’occhio questo nuovo fattore e produrre continuamente contenuti freschi se vorranno avere la meglio sugli altri.

Applicare i 4 consigli qui sopra renderà tutti più felici. Il tuo pubblico sarà felice perché otterrà contenuti sempre aggiornati. I motori di ricerca saranno felici perché potranno offrire i contenuti più rilevanti possibili. E noi marketer saremo felici perché saranno i nostri contenuti ad essere trovati.

Gli unici a non essere felici saranno i nostri concorrenti, se non capiranno tutte queste cose per tempo.

Liberamente tradotto da Freshness Update + Social Media = Happy Users, di Aaron Friedman.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
×
Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

9 Comments

  • Ma siamo sicuri di quanto ciò che è scritto in questo articolo sia vero? Ad oggi mentre commento questo interessante articolo, siamo a fine luglio 2012, e seppur con un po’ di mesi di ritardo, mi trovo a sollevare un dubbio: Mi trovo in questo periodo, a gestire un piccolo sito di news locali, ove i grandi quotidiani nazionali spadroneggiano nei fatti di cronaca più rilevanti. Per quanto in questo articolo si dia grande importanza il freshness della notizia, mi trovo a dover contraddirlo: Capita in queste circostanze che le notizie da noi pubblicate risultino essere più fresche di quelle dei QN e che tuttavia nel breve periodo questi vengano indicizzati con preferenza. Poi a seguire di pochi giorni ( a volte poche ore ) ripubblichiamo un nuovo articolo, più lungo e articolato del precedente ( e quindi con più informazioni relative al fatto di cronaca ) e questi nonostante gli assestamenti e le nuove pubblicazioni anch’esse maggiormente articolate dei QN si impossessa con la medesima keyword delle postazioni migliori a discapito della concorrenza.
    La nostra deduzione e quindi la nostra strategia a questo punto sembrerebbe volgere verso un “favorire la qualità a discapito della velocità”.
    Caro Davide, come valuti una simile successione di eventi?
    Saluti.
    samuele

    Reply
  • Ho lavorato sempre tanto sulla freschezza dei risultati (con buoni risultati) e per quanto riguarda la mia esperienza, la freshness non è qualcosa di nuovo nelle serp di google, ma qualcosa che è stato sistematizzato e accentuato. Personalmente è un algoritmo che mi piace molto e con cui sto ottenendo ottimi risultati.

    La freshness impatta sulle query che di fatto sono delle notizie e impatta per un periodo limitato di tempo, cioè solo il tempo per cui quella query è una notizia… poi la serp torna ad avere una sua composizione statica.

    Favorisce molto i siti impostati sull’attualità e sulle news che con contenuti tempestivi e aggiornati riescono a scalzare anche mostri sacri del posizionamento come wikipedia (che ho visto essere spedita anche in nona pagina seppur per 24/48 ore).

    Sostanzialmente si tratta di google news applicato sulla serp tradizionale, tanto che i risultati della universal search nel onebox di google news finiscono quasi con coincidere con quelli nella serp normale.

    Il criterio quasi unico del posizionamento è la tempestività nel pubblicare i contenuti (siamo nell’ordine dei minuti in diversi casi…). Chi è tempestivo scavalca siti con ben altro trust / link popularity / tematizzazione. Questo non significa che basta pubblicare due righe e salire, anzi, il contenuto ricco è ancora più apprezzato… e con qualche trick (del tutto white seo) si sfruttano alla grande dei picchi di traffico che un tema di attualità può dare

    Reply
  • @Andrea Non se ne accorge neanche un umano. C’è in giro gente brava a fare lo spinning di articoli di qualità presi altrove, e i lettori non se ne accorgono. All’inizio anch’io non avevo capito, pensavo “Ma che bravi, sono giornalisti? No, allora come mai nessuno gli offre di scrivere altrove? Poi ho scoperto il trucco, ho trovato gli originali e mi hanno fatto solo schifo. Ma io il seo lo conosco, anche la pubblicità l’ho studiata, quanti lettori lo conoscono? No, mi dispiace, non credo più alla storia che la gente riconosce la qualità. Alla gente interessa l’informazione e se ne frega se è originale o un mero spinning.
    Proprio per questo google fallisce, perché si fida delle condivisioni (manovrabili), dei follower (manovrabili), dei link (manovrabili), dice più ne parlano più sarà di qualità, fa un’analisi indiretta ma la qualità è solo una chimera su internet.
    Su un altro articolo del taglia si parlava dei post sponsorizzati, ho letto chi dubita che ci siano opinioni affidabili visto che sono pagate. Poi non si capisce perché vengano ritenute affidabili quelle dei blog dei network (sempre ben posizionati) che pagano 1-2,5 euro ad articolo per 300 parole, oppure quelli tempestati di pubblicità che NON sono stati penalizzati dal panda perché avevano fatto un buon link building.
    Google ha già difficoltà col copia e incolla, figuriamoci col resto. Ma gli umani sono facilmente influenzabili, noi pensiamo che siano consci come noi di certe regole e trucchetti vari ma invece no.

    Reply
  • Un contenuto di qualità lo può distinguere (e neppure SEMPRE!) un essere umano e non un algoritmo.
    Per quanto si cerchi di migliorare attraverso combinazioni (social, condivisione, freschezza dei contenuti, ecc ecc.), poi alla fine, un buon smanettone può, con copia ed incolla, ottenere migliori risultati di un buon produttore di contenuti….Questo è il punto!

    Reply
  • Resta sempre il problema che google ha problemi a distinguere i buoni contenuti. Su molte ricerche di film in uscita al cinema se cerchi per nome film su diversi escono fuori i soliti sitarelli che offrono trama copiata da wikipedia, segnaposto per link megavideo (che non sono neanche aggiornati in quanto contengono un semplice: Arriverà presto, torna a visitarci).
    E me li sono trovati pure nella prima pagina a inquinare le serp
    Quindi contenuti illegali, per giunta vuoti. Si vede che loro condividono tanto e come si sa, basta avere un gruppetto di amici che condividono ed è fatta, e la qualità… Mi vengono in mente ad esempio i soliti paid to write che con la scusa che meglio si posiziona il post sulle serp più l’autore guadagna, li invitano a convididerlo di qua e di là.
    Finché google si fida di meccanismi facilmente manovrabili non parli di qualità

    Reply
  • Ultimora!!!:
    Il blog del tagliaerbe è stato acquisito dalla vigorsol!

    Davide devo dirti una cosa… non sono tuo padre, sono tua madre!!!!

    Scusate, non ho resistito dopo il commento di Floriana 😉

    Reply
  • @Floriana: ho usato quell’immagine perché includeva il concetto di freschezza e quello di esplosione, non per motivi occulti 🙂

    Reply
  • La pubblicità non troppo occulta in cima all’articolo non me l’aspettavo! O_O

    Reply
  • “queste sono cose che dovresti già fare da tempo.”

    Quoto in pieno! Del resto a quando risale Caffeine?

    Reply

Rispondi

Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Iscriviti alla Newsletter
Main sponsor
logo kleecks

Sponsor

Contenuti Freschi e Social Media, un mix esplosivo
Scroll to Top