L’importanza dei Contenuti Freschi nel posizionamento su Google

Contenuti Freschi e Posizionamento su Google
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Nel lontano Novembre 2011 Google iniziò a premiare la “freschezza”, introducendo quello che allora fu chiamato il Freshness Update: per quanto sia passato piuttosto in sordina rispetto ad altri algoritmi, Google dichiarò che l’update aveva un impatto su circa il 35% delle ricerche.

In quell’occasione, Amit Singhal chiarì che “ricerche diverse hanno esigenze diverse sotto il profilo della freschezza”. I 3 ambiti principali nei quali agisce il Freshness Update sono:

  1. Avvenimenti recenti o temi caldi (per esempio, notizie dell’ultim’ora o trending topic).
  2. Eventi ricorrenti (per esempio, eventi sportivi o politici, effettuati a cadenze prestabilite).
  3. Aggiornamenti frequenti (per esempio, categorie di prodotti o servizi soggetti ad update molto veloci).

Google potrebbe determinare a quali query rispondere con i “contenuti freschi” in base a 3 criteri:

  1. Volume di ricerca (per esempio, un picco improvviso di ricerche attorno ad un termine particolare).
  2. Copertura (per esempio, un aumento improvviso di news e articoli su un determinato tema).
  3. Social media (per esempio, una crescita improvvisa di menzioni sui social per un particolare argomento).

Cyrus Shepard ha di recente approfondito questi concetti in un bel post dal titolo “10 Illustrations of How Fresh Content May Influence Google Rankings“; eccotelo tradotto qui sotto.

1. La freshness in base alla data

Una pagina web riceve un “freshness score” in base alla sua data di pubblicazione, ma tale punteggio decade nel corso del tempo.

La data di pubblicazione è determinata da quando Google viene a conoscenza del documento, per esempio tramite Googlebot o grazie a dei link che puntano a tale risorsa.

La freshness in base alla data di pubblicazione del contenuto

2. Piccole modifiche non influenzano la freshness

L’età di una pagina web o di un dominio non è l’unico fattore di freschezza. I motori di ricerca possono anche valutare la quantità di contenuto modificato all’interno di una pagina.

Per esempio, modificare una singola frase ha un impatto molto minore rispetto a modificare una grande porzione del contenuto principale.

La freshness in base alle modifiche, grosse o piccole, del contenuto

Google potrebbe decidere di ignorare completamente le piccole modifiche. Ecco il motivo per cui, quando si aggiorna un link ad una pagina, è bene aggiornare anche un po’ di testo che lo circonda, per fare in modo che Google sia meno propenso a trascurare la modifica effettuata.

3. Le modifiche al contenuto principale impattano di più

Modificare aree importanti del documento impatta in modo diverso rispetto a modificare aree meno importanti. Fra queste ultime:

  • JavaScript
  • Commenti
  • Annunci pubblicitari
  • Menu di navigazione
  • Boilerplate (=elementi del sito ripetuti su tutte le pagine)
  • Tag relativi alla data o all’ora

Di converso, per contenuti “importanti” si intendono spesso quelli testuali, presenti nel corpo principale della pagina.

La freshness in base alle modifiche all'interno della pagina

In poche parole: cambiare i link nella sidebar o modificare un pochino il footer, sono cose che probabilmente non verranno prese in considerazione come segnali di freshness.

4. Il tasso di modifica del documento

Contenuti che cambiano più spesso hanno un punteggio differente rispetto a contenuti modificati molto di rado: pensa ad esempio alle home page dei quotidiani online, che vengono modificate più volte al giorno.

La freshness in base al tasso di modifiche della pagina

Google potrebbe considerare diversamente anche i link provenienti da queste pagine. Per esempio, la sezione “i link del giorno” su un quotidiano può avere un peso inferiore rispetto ad un link che rimane in modo permanente.

5. La creazione di nuove pagine

I siti web considerati “freschi” pubblicano costantemente nuove pagine nel corso del tempo. Più pagine aggiungono, più sale il loro tasso di freshness rispetto a siti che pubblicano contenuti meno di frequente.

La freshness in base alla creazione di nuove pagine

Alcuni webmaster credono sia giusto aggiungere un 20-30% di nuove pagine all’anno. In verità non esiste un numero preciso, ma è importante che il sito sia aggiornato con la giusta continuità, e che ottenga costantemente nuovi link.

6. Il tasso di crescita di nuovi link è un segnale di freschezza

Non tutti i segnali di freshness sono limitati alla pagina stessa: ci sono infatti segnali esterni di freschezza molto potenti, primo fra tutti quello dell’aumento di nuovi link.

La freshness in base al tasso di crescita dei link

Attenzione però: un insolito aumento di link verso una pagina potrebbe essere interpretato da Google come manipolativo, e quindi svalutare la risorsa linkata. La crescita naturale e graduale di link nel corso del tempo è sempre la via migliore.

7. Link da siti “freschi” passano un segnale di freshness

I link da siti con un “freshness score” elevato possono passare freschezza ai siti che da questi vengono linkati.

La freshness in base alla provenienza dei link

In altre parole, se ottieni un link da un vecchio sito statico, che non viene aggiornato da anni, non otterrai lo stesso “punteggio freschezza” rispetto al link da un sito aggiornato quotidianamente.

8. Traffico e engagement potrebbero essere un segnale di freshness

Quando Google mostra un elenco di risultati ai suoi utenti, quelli che scelgono e il tempo speso su ciascuno può essere utilizzato come indicatore di pertinenza/rilevanza, ma anche di freshness.

In altre parole, se gli utenti tendono a preferire un risultato e spendono più tempo su quella pagina rispetto alle altre, questo potrebbe significare non solo che il risultato è più pertinente/rilevante, ma anche che è più “fresco”.

Le metriche della freshness

Gli utenti, ovviamente solo per alcune tipologie di query, potrebbero preferire (e quindi cliccare) risultati che già dal titolo e dallo snippet sembrano più aggiornati degli altri (come quello dell’immagine qui sopra).

9. La modifica degli anchor text potrebbe svalutare i link

Se il tema di una pagina cambia drasticamente nel corso del tempo, è chiaro che cambieranno anche i nuovi testi di ancoraggio verso il contenuto.

Ad esempio (come da immagine qui sotto), se acquisti un dominio che parlava di auto da corsa, all’interno del quale decidi di pubblicare ricette di biscotti, nel corso del tempo il profilo dei link e degli anchor text verso il tuo sito cambierà parecchio. [Personalmente NON ti consiglio di fare un’operazione del genere!]

La freshness in base all'influenza degli anchor text

In questo caso Google potrebbe stabilire che il tuo sito è cambiato così tanto che i vecchi testi di ancoraggio sono ormai da considerare stantii, e svalutare quindi totalmente quei link.

Se decidi di acquistare un vecchio dominio, dovresti quindi cercare di creare all’interno di esso dei contenuti affini a quelli presenti in passato, e non qualcosa di totalmente diverso.

10. Vecchio è meglio (in molti casi)

Google sa che non sempre un nuovo contenuto è migliore di uno vecchio. Ci sono anzi dei casi dove un contenuto autorevole e ben stagionato è preferibile ad uno più fresco.

In un brevetto di Google si dice che i “requisiti di freschezza” vengono determinati in base all’età media dei documenti restituiti per quella determinata query.

La freshness non intacca determinati contenuti

In altre parole, se noti che per un certa query i primi 10 risultati hanno tutti almeno un paio d’anni, potrebbe essere difficile superarli con un contenuto nuovo.

Riassumendo

Il tuo obiettivo non dovrebbe essere quello di aggiornare il tuo sito con piccole modifiche, nella speranza di ottenere un miglior posizionamento.

L’obiettivo dovrebbe invece essere quello di aggiornarlo per dare un beneficio reale agli utenti, e quindi ottenere più traffico, visite e nuovi link.

A parte il discorso sull’aggiornare i vecchi contenuti, ecco 7 consigli che riassumono il post che hai appena letto:

  1. Crea nuovi contenuti regolarmente.
  2. Quando modifichi vecchie pagine lavora sul contenuto principale, e non sugli elementi secondari.
  3. I piccoli cambiamenti possono essere ignorati da Google. Se pensi di aggiornare un link su una pagina, valuta di modificare anche una buona porzione di testo attorno a quel link.
  4. Ottenere link con costanza è (quasi) sempre meglio che ottenere link a picchi, o in modo incostante.
  5. A parità di altri parametri, i link da pagine fresche passano più valore dei link da pagine stantie.
  6. Impara a leggere e sfruttare le metriche di engagement. Lavora per aumentare la soddisfazione degli utenti.
  7. Se modifichi drasticamente i contenuti di un sito o di una pagina, i vecchi link che hai ottenuto potrebbero perdere forza e valore.

Sii fresco, sii pertinente, sii rilevante.

E cosa più importante, sii utile.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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7 Comments

  • Il discorso, se non vado errato, alla fine può essere sintetizzato in due punti di vista:
    – Keywords influenzate da date recenti (es. eventi sportivi, news di cronaca) nelle quali l’utente cerca “freschezza”
    – Keywords enciclopediche, influenzate più dall’authority del sito che dalla data di pubblicazione

    In ogni caso credo che le “lande desolate” del web, perderanno ranking man mano che passa il tempo, a meno che non ricevano molti link a favore (esempio siti come Wikipedia).

    @Alessandro: grazie per aver condiviso questo tuo test.

    Reply
  • Grazie per l’articolo, mi ha dato un po’di idee per ristrutturare i vecchi contenuti del mio blog (operazione che sto svolgendo in questi giorni).

    Certi argomenti, che magari abbiamo trattato anni fa, se ben aggiornati credo possano essere ancora utili all’utenza, anche perché credo non si debba dimenticare che ogni ambito ha un ricambio di persone interessate alle tematiche trattate.

    Reply
  • Alessandro, la data dell’articolo in che senso l’hai modificata?
    Hai usato microdati per fare “capire” che quel numero era una data?

    Reply
  • Ciao Davide. Ho letto il tuo post, e sono pienamente d’accordo. Pero’ sai che c’è? Non è possibile generalizzare.

    Proprio la sett scorsa ho semplicemente fatto un piccolo esperimento cambiando solo la data di un articolo, indicizzato con la chiave che mi portava al sito piu’ traffico.

    Il fatto è che questa chiave scendeva inesorabilmente da mesi fino ad arrivare in seconda pagina.

    Il risultato? di nuovo 1° con un traffico incrementato in un giorno del 231,82%.

    Reply
  • Aggiungere nuovi contenuti e aggiornare quelli già presenti può essere un lavoro faticoso, ma ne vale la pena, sicuramente 🙂

    Reply
  • Complimenti per l’articolo! Ci sono settori che richiedono l’aggiunta di notizie o argomenti “freschi” ogni giorno. Basta guardare con quale frequenza pubblicano i tuoi diretti concorrenti, ti potrai fare un’idea del lavoro che ti aspetta!

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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