Contenuti duplicati, facciamo il punto

I contenuti duplicati sono un tema eternamente discusso nell’ambito SEO, e ancora oggi c’è parecchia confusione su come gestirli correttamente per riuscire a piacere a Google.

Durante il 2013, Matt Cutts è intervenuto più volte sul tema con diverse “video-risposte”, visto che in molti gli pongono domande e sono in cerca di continui chiarimenti.

Google, all’interno del suo “Centro assistenza Strumenti per i Webmaster”, spiega con dovizia di particolari il concetto di contenuti duplicati, ma è bene anche ascoltare i vari punti di vista del solito Cutts, espressi nei 3 video qui sotto.

Nel primo, datato 22 Luglio 2013, la domanda era su come i contenuti duplicati “obbligatori” (ad esempio, i “Termini e Condizioni” su più offerte) influiscano sul posizionamento.


Cutts risponde di non preoccuparsi, a meno che il contenuto duplicato risulti spammoso o contenga un eccesso di parole chiave (=keyword stuffing). Se invece il contenuto è un boilerplate necessario, per Google non dovrebbe essere un problema: è in grado di identificarlo e – al massimo – di non conteggiarlo.

Nel secondo, datato 23 Settembre 2013, si parla invece del problema dei contenuti duplicati all’interno delle schede prodotto degli ecommerce.


In questo caso, Cutts suggerisce di inserire nella scheda prodotto del contenuto originale, che permetta alla pagina di distinguersi da tutte le altre che utilizzano (ad esempio) lo stesso feed di affiliazione (che, di conseguenza, genera contenuto duplicato più e più volte). Bisogna insomma aggiungere del valore alla pagina e non pretendere di potersi posizionare meglio di altri se si creano pagine praticamente identiche ad altre già pubblicate da tempo.

Ma la risposta più interessante è probabilmente quella inclusa nel video del 16 Dicembre 2013, nel quale la domanda era: “Come fa Google a gestire i contenuti duplicati, e quali effetti negativi possono avere sul posizionamento, dal punto di vista della SEO?”


“E’ importante prendere atto che il 25-30% di tutti i contenuti presenti sul web, è contenuto duplicato. Per esempio, pensa alla documentazione di un software. O a chi, su un blog, cita un paragrafo di un testo preso da qualcun altro. Quindi, non è che ogni singolo contenuto duplicato viene considerato spam. Se così fosse, la qualità dei risultati di Google ne risulterebbe danneggiata, anziché migliorata.

Pertanto, quando Google trova 2 pagine identiche, ragiona così: “Anziché mostrarle entrambe, visto che sono duplicate, ne mostriamo una sola, e l’altra la mettiamo fuori dai risultati visibili”. Se poi un utente vuole fare una ricerca esaustiva, può utilizzare i filtri per decidere di visualizzare ogni singola pagina, e in quel caso troverà anche quelle duplicate.

La maggior parte dei contenuti duplicati non viene considerata spam, ma viene gestita in un apposito cluster. Se però l’intento è ingannevole, dannoso o manipolatorio, allora Google si riserva il diritto di considerarli spam.

Un volta mi hanno chiesto: “Come faccio a creare un “autoblog” (=blog che si alimenta di contenuti in modo automatico) tramite un feed RSS, senza che venga visto come spam?” Il problema è che se si vuole generare automaticamente del contenuto da un feed RSS, senza aggiungerci un sacco di valore, c’è la probabilità di essere visti come spammer”.

Concludendo e riassumendo

In pratica, Matt Cutts ci dice che:

• se il contenuto duplicato è poco, viene ben tollerato da Google
• se il contenuto è perfettamente duplicato su varie pagine, non è detto che venga considerato spam, ma comunque la pagina con più trust vince (e l’altra viene sepolta in fondo alle SERP del motore di ricerca)
• se si esagera nell’intento di manipolare il posizionamento e ingannare gli utenti, allora Google può prendere provvedimenti più seri. Lo stesso dicasi per chi fa scraping di contenuti altrui.

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27 Comments

  • Ciao TagliaErbe,

    Leggendo questo articolo mi è subito venuto in mente il sito
    che per eccellenza contiene all’interno informazioni duplicate: Facebook.

    Oggi la condivisione di contenuti non propri sta diventando sempre
    più un mezzo per informare e essere informati. Infatti tante volte
    si può dare valore agli utenti anche semplicemente condividendo un contenuto duplicato, se fatto in modo corretto e con lo scopo di far
    arrivare quelle informazioni a chi potrebbero essere utili.

    Faccio un esempio:
    Se lavoro nella nicchia delle diete e ho una pagina FB su questo argomento, è ovvio che mi interesserò di seguire post, video e altri contenuti su questo argomento o su argomenti comunque affini. Di conseguenza da parte mia anche io devo scegliere con cura i contenuti
    da condividere proprio con lo scopo di dare tanto valore agli altri e non semplicemente per posizionarmi.

    In poche parole:

    Il “dare valore” vince sempre. Fare i furbi NO! 😉

  • Il contenuto duplicato è presente in forma massiva sul web, ma deve appunto essere utilizzato con cautela.

    Il problema è quello di veder perdere la “faccia” di fronte a Big G… difficilmente poi quest’ultimo permette di recuperarla!

    Un saluto.

    STEFANO MANZOTTI

  • Ciao! Insomma, questo vuol dire che finora siamo stati inutilmente paranoici rispetto ai contenuti duplicati? Ad esempio: mi conviene accettare un guest post di un articolo già uscito da qualche altra parte, o è ancora bene evitare?
    Grazie
    Fabio

  • Non è detto..

    Tieni conto che oggi online i contenuti disponibili sono davvero innumerevole, e aumentano di giorno in giorno. Quindi è davvero difficile che la cosa diventi monotona,

    Prova a pensare al caro vecchio “passa parola”. Per quali motivi si fà? che risultati porta?

    Stesso concetto vale per la condivisione online. Non sarà mai noioso ne monotono condividere contenuti duplicati.

  • @Fabio: io eviterei, sempre e comunque.

    Primo, perché non sai se il tuo sito è quello con più trust fra i siti sui quali e stato distribuito il guest post (e quindi potrebbe non godere di alcuna visibilità presso il motore di ricerca).

    Secondo, perché se lo fai in modo sistematico, diventi un sito che ospita una gran quantità di contenuti duplicati altrove… con tutte le conseguenze del caso: magari oggi Google ti perdona, e magari domani ti bastona.

  • Ciao Fabio,

    Sono d’accordo con te solo parzialmente. E’ vero che TROPPO contenuto duplicato può nuocere al proprio sito o blog, ma dall’altro può invece se usato in modo equilibrato può davvero farti schizzare in prima pagina.

    Pensa a Facebook. Quanti contenuti duplicati contiene? Praticamente tutto.

    Eppure google non lo ha mai penalizzato, tanto meno gli utenti e le loro pagine fan. Qui non stiamo incoraggiando il copia e incolla, ma semplicemente il saper usare i contenuti duplicati per:

    – Da una parte far vedere che siamo attivi sul web.
    – E’ un modo per fare passaparola e dare la nostra opinione
    sui contenuti degli altri.

    Prova a pensare anche all’utilizzo delle recensioni. Di fatto sono contenuti duplicati, perché a meno che si faccia la recensione a prodotti di nicchia particolari, online se ne posso trovare un sacco sullo stesso identico prodotto. Ma perché Google le recensioni in sè non le banna?

    Perché stai dando la tua personale opinione.

    Ovviamente per rendere la cosa di vero valore bisogna avere la pazienza di scegliere con cura i contenuti da condividere sul nostro blog o sui social.

    Insomma non pubblicare la prima cosa che ci capita a tiro. 😉

  • Ops! Scusate ma nell’ ultimo commento ho scritto Fabio ma mi rivolgevo a TagliaErbe.

  • Grazie mille. La domanda nasceva da un caso concreto: giorni fa ho pubblicato sul mio blog un guest post e un lettore si è accorto che lo stesso contenuto era stato pubblicato altrove. Mi chiedevo se eliminare a questo punto l’articolo e prendere a parolacce l’autore, ma se le cose stanno così mi limiterò a quest’ultima cosa 🙂
    Un saluto
    Fabio

  • In realtà dipende da molteplici fattori: ad esempio i comunicati stampa è prassi che vengano ricopiati da più testate a volte addirittura in automatico, ma personalmente non ho mai riscontrato problemi per pratiche del genere. Del resto, diverso è il caso degli scraper, certamente, o di chi ha la pessima abitudine di postare lo stesso articolo su più guest blog sperando che nessuno se ne accorga… ad ogni modo anche articoli duplicati non è detto che vengano rilevati come tali o siano penalizzanti nella pratica, anche perchè Google in questi casi sembra rivolgersi più che altro a chi opera sistematicamente in questa direzione.

    Perchè mai rischiare, ad un certo punto, se abbiamo dei contenuti originali nostri e validi? Perchè non fare altro nella vita, quando non li abbiamo? Questo è un ottimo criterio, forse un po’ drastico, per non perdere tempo su certi siti che ti capitano da ottimizzare, a mio avviso.

    @Marco: secondo me l’esempio di Facebook regge poco. a parte il fatto che buona parte di quello che avviene lì dentro è invisibile ai motori di ricerca, se è vero che è pieno di contenuti duplicati la cosa diventa perdonabile dal fatto che è un social network nato, per l’appunto, per diffondere contenuti tra gli utenti. Lo sharing stesso è leggibile come duplicazione, Google considera anche lo scopo per cui un sito è nato… per cui no, non confonderei le due cose, altrimenti si diventa magari paranoici e ci si concentra sulle cose sbagliate. 🙂

  • Ciao salvatore,

    ti ringrazio per la tua opinione.
    Però l’esempio di Facebook regge e come.. per un semplice motivo:

    che anche i social, grazie al loro ottimo posizionamento su google aiutano
    a loro volta i blog collegati ad essi a posizionarsi bene.

    Mi ripeto: Non sto assolutamente difendendo chi diffonde contenuti
    duplicati in modo inutile e non etico. al contrario, anche io sono(e combatto 😉 ) per l’originalità.

    ma una cosa che forse alcuni danno per scontato è che molte volte i contenuti duplicati sono necessari proprio per dare valore a quello che scriviamo. sto parlando per esempio di quando il nostro articolo a bisogno
    di prove in merito a statistiche, numeri o ricerche su un determinato argomento.

    Non posso prendermi la libertà di dire: “..la vendita dei prodotti digitali online è aumentata del 47%..” se non ho una prova concreta.

    questo comporta inserire un contenuto duplicato.

    Quindi o si inseriscono(con garbo) contenuti duplicati, o si fa esclusivamente con la propria testa, ma correndo grossi rischi.

  • si, mi sa che ci siamo fatti solo delle inutili paranoie i contenuti duplicati

  • Io nel mio blog non ho mai duplicato alcunchè, gli strumenti per i webmasters mi comunicano che è tutto OK eppure il mio blog che non sono mai riuscito ad indicizzare come si deve, ora non riesco a trovarlo neppure digitando l’url nella tollbar di ricerca. Non ho mai fatto “magheggi” per cui non penso possa essere stato bannato. Io a capire ci rinuncio!

  • A proposito di contenuti duplicati… avrei un quesito da porre a chi è più esperto di me:
    io devo dismettere un blog e copiare i contenuti pari pari in un altro sito web; cosa mi conviene fare?
    E’ sufficiente utilizzare Rimozione URL dagli strumenti per webmaster, attendere che venga rimossa la pagina e successivamente pubblicare il contenuto copiato nel nuovo sito?

  • il problema più grave, tuttavia, è per le agenzie di stampa che, proprio per mestiere, producono e distribuiscono contenuti. Esse, infatti, si trovano nell’imbarazzante situazione di essere penalizzate proprio a causa del loro stesso lavoro, dato che i loro siti risultano spesso penalizzati perchè, paradossalmente, per Google contengono contenuti duplicati.
    Allo stesso modo, i loro Clienti, che non fanno altro che acquistare, normalmente, una notizia, rischiano di essere cornuti e mazziati perchè, dopo aver pagato per avere un contenuto di qualità (ad esempio avendo acquistato delle news da Associated Press) si vedono penalizzati da Google che scambia i loro contenuti (ovviamente uguali a quelli di tutti gli altri editori che hanno acquistato la medesima news di AP) per spam!!!
    Possibile che Google non metta a disposizione uno strumento per le agenzie e per i loro clienti? Mi sembra una situazione paradossale e ridicola.

  • Molto bello complimenti! Se hai 13 secondi liberi ti vorrei chiedere una cosa:
    1)ho copiato dei miei articoli in altri blog nel mio, penso di esser stato penalizzato, cosa faccio?
    Cancello gli articoli ?

  • Sui contenuti duplicati sono d’accordo con voi meglio evitare, ma vi vorrei porre una questione, ho un sito in WP quindi praticamente un blog, multiautoriale, dove vengono pubblicati articoli sia in .pdf (quindi credo che google qui abbia più difficoltà a leggerli) ma anche postati normalmente come articoli di WP e pubblicati.

    Parallelamente, gestisco un altro Blog, che produce contenuti suoi, ma all’interno del quale, essendo blog aziendali collegati tra loro, vorrei far uscire anche gli articoli del primo Blog, creando un AuthorBox dedicato non all’autore ma al Blog stesso, Google lo rileverebbe in ogni caso come un copia e incolla??

  • A volte abbiamo contenuti duplicati senza volerlo: è il caso di siti le cui url sono dinamiche e non è stato impostato nessun rel canonical. E’ facile trovarsi in queste situazioni quando acquistiamo il sito in una di quelle piattaforme tutto compreso (sito+dominio+hosting) che spesso presentano anche url dinamiche e aggiungo ancora non hanno nemmen l’hreflang per la gestione delle lingue. In una situazione simile difficilmente si ha accesso al file .htaccess per puntare a dei 301 nè all’ HEAD per utilizzare il rel canonical (soluzione tra l’altro di una grandiosità mostruosa se abbiamo migliaia di url duplicate). A quel punto l’unica strada percorribile è quella del disallow dal file robots.txt. Una sola formula e passa la paura 🙂

  • Ciao a tutti,
    nel caso di pagine embeddate da un sito su un altro, come viene vista la duplicazione di contenuti?

    Mi spiego: ho un sito A di brand su cui pubblico contenuti originali, e un sito B aziendale su cui faccio pubblicità al mio brand. Nel sito B inserisco il link di alcune pagine del sito A come porfolio attraverso un embed

    Se cerco su google un pezzo del contenuto, trova entrambi i siti, quindi vengono entrambe indicizzate, ma questo potrebbe creare problemi di duplicazione? se si, come potrei risolvere?
    Grazie per l’aiuto

    Chicca

  • Non riesco a capire se il mio caso rientrerebbe in quelli descritti nell’articolo. In particolare sto realizzando un sito in cui ho creato una pagina con form per ogni provincia italiana dove l’unica variazione è (nel title, nell’url come anche nel testo) appunto il nome della provincia.
    https://s32.postimg.org/fmwojgrxh/seo.jpg
    Nell’immagine le due pagine affiancate. A tuo parere questa rappresenta una buona strategia?
    In un altro sito ho realizzato lo stesso sistema ma con il nome delle regioni, e devo dire che effettivamente non ha dato penalità, anzi, il sito è in prima pagina in molte di queste. Ma le regioni sono poche, le province più di un centinaio. Che ne pensi?

  • Ciao, scusa il “ritardo”, visto che l’articolo è di 3 anni fa, ma per me il problema è attualissimo.

    Gestisco un sito dedicato alle aste immobiliari e, nonostante non risulti bannato da Google, nessuna delle sue pagine viene vista dal motore di ricerca!

    Se provo a fare un copia/incolla di una parte dell’articolo compare la pagina di Facebook, dove ho ovviamente linkato il post, ma NON la pagina originale dell’articolo.

    Ora, non credo che Google sia così stupido da non capire quale sia la pagina originale tra il sito originale e Facebook!

    … o si?

    Tu cosa ne pensi? Postare una pagina su Facebook viene visto da Google come “contenuto duplicato”?

    Ecco un piccolo esempio per capire meglio. Prova a copiare/incollare il seguente testo su Google:

    “Chi lavora nel campo delle compravendite immobiliari lo sa benissimo: comprare una casa o un appartamento all’asta significa armarsi di buona volontà e olio di gomito per ripristinare l’ordine”

    Ti comparirà in pole position la pagina Facebook con il post ma nessuna traccia dell’articolo originale.

    E così per TUTTI gli articoli che sto scrivendo! Come potrai immaginare è a dir poco frustrante!

    Grazie per gli eventuali consigli, Mario.

  • Ciao a tutti. In tal proposito volevo presentarvi un caso. Avevo creato copie della stessa pagina di un mio sito differenziandole solo nel link e descrizioni della pagina lato seo con i nomi di diverse città. Ciò per avere visibilità nella ricerca quando un utente cercava il prodotto trattato + nome città. All inizio le pagine create erano visibili e ben posizionate nella ricerca google (in prima pagina) ma poi sono sparite… capisco che si tratta di pagine sostanzialmente uguali, ma ognuna mirava a un pubblico diverso a seconda della città mirata… esiste un modo per aggiustare le cose ora? E quindi per ottenere il risultato cercato senza temere di riscomparire dalla ricerca?
    Grazie

  • Ciao Tagliaerbe 🙂
    Sono la proprietaria di RipassoFacile, un blogghino a tema scolastico che curo personalmente..
    Mi è capitato spesso (ma molto spesso!!!) di trovare i miei contenuti integralmente copiati in vendita su una ben nota piattaforma che, quindi, monetizza con articoli che io rilascio gratuitamente sul web..
    Ho già provveduto infinite volte a segnalare agli admin del sito e ho segnalato anche a Google Scraping report alcuni url..
    Ma il lavoro è immane.. avrei un migliaio di articoli da controllare e sto diventando matta..
    Se condividessero lasciando un link al mio blog non avrei problemi, ma che si facciano pagare per cose che io scrivo gratuitamente non mi va tanto giù..

    Hai consigli da darmi?
    Grazie mille 🙂

  • Grazie per la risposta solerte! 🙂
    Provvederò allora in questo modo.. Sto facendo molte segnalazioni degli URL qui

    https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScjaeLQuycFpKlY8LAbBmr6rDIe14TBTqmlfSvapZmZB0GYEA/viewform

    ma non so se poi qualcuno in qualche modo provveda o se sia uno strumento solo per i posizionamenti etc.. probabilmente il reclamo che mi hai segnalato tu è molto più efficace..

    La cosa buffa è che spesso io sono appena sopra di questi truffatori nel posizionamento.. ma si può?? 🙁

    Grazie ancora comunque, sei stato molto gentile.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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