Quali contenuti funzionano meglio?

Contenuti che funzionano
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Anche oggi rispondo alla domanda di un lettore, che mi ha chiesto:

Ho appena letto i tuoi post su “cosa e come scrivere” e su “quali contenuti scrivere“, ma spulciando il tuo blog ho visto invece che usi tecniche e stili sempre diversi… mi spieghi meglio?

OK, ti svelo un segreto: praticamente tutto quello che pubblico da più di 10 anni sul TagliaBlog è una sorta di gigantesco esperimento. 🙂

Ci sono articoli corti e lunghi, post in stile notizie ed altri in stile how to, titoli provocatori (per gli esseri umani) ed altri più pensati per Google: c’è un po’ di tutto. Lo faccio per capire e misurare le reazioni, di lettori e motori: e mi auguro che tutti gli altri consulenti che operano nella SEO e in tutte le branche del web marketing facciano esperimenti simili o migliori dei miei (ed evitino di parlare, o peggio agire, per “sentito dire”).

Arriviamo al punto: se devo estrarre i contenuti che sul lungo periodo – per “lungo” intendo mesi, o addirittura anni – hanno performato meglio, sia dal punto di vista del traffico (da Google) che da quello delle conversioni, posso dire che le 3 caratteristiche che li accomunano sono le seguenti.

Indice dei Contenuti

Lunghezza

Difficile che un contenuto di 2-3 paragrafi possa rispondere in modo completo al bisogno di un lettore.

Ovviamente dipende sempre dall’ambito in cui ti muovi, ma considera che ormai da parecchio tempo Google appende la risposta a molte “query a domanda secca” direttamente in cima alla SERP, togliendo quindi un sacco di visibilità a certe categorie di siti web. Eccoti un simpatico esempio 🙂 :

La risposta di Google direttamente in SERP

Battuta a parte prova a cercare il testo di qualche canzone famosa, e vedrai che il motore te lo mostra integralmente appena sotto il box della query, spingendo inesorabilmente fuori dallo schermo tutti gli altri risultati.

È assai probabile che, in futuro, Google cercherà di farti uscire sempre meno dalle sue pagine, offrendoti la risposta prima che tu possa cliccare su un link. Nel frattempo, a parte evitare di creare siti “senza valore aggiunto” in certi settori (come quello dei testi delle canzoni, dove nel 99% dei casi si tratta di siti “copia e incolla”), magari prova a creare contenuti esaustivi e approfonditi, capaci di intercettare un sacco di query di “coda lunga” e pensa a come risolvere la richiesta implicita/esplicita dell’utente, il cosiddetto search intent.

Esiste una lunghezza perfetta per un contenuto o un post? A mio parere no. Ma controllando cose come la durata della visita o la frequenza di rimbalzo dovresti capire quando è bene allungare e quando è meglio accorciare: personalmente ho notato che sopra le 1.000 parole inizia il calo dell’attenzione (perlomeno per i miei lettori tipici), ma ti consiglio di fare qualche test più approfondito sul tuo pubblico di riferimento per capire meglio cosa preferisce.

Prova Seozoom

Tipologia

Come ho già avuto modo di dire/scrivere più volte, i contenuti sempreverdi del tipo “come fare a” sono probabilmente i migliori per fare traffico costante dai motori: Salvatore Aranzulla ha costruito la sua enorme fortuna su quel tipo di articoli, e oggi il suo è il primo sito italiano nel settore tecnologico, sia dal punto di vista del traffico che del fatturato (ben oltre 1 milione di euro all’anno, fatti con poche migliaia di articoli e con uno staff di collaboratori ridotto all’osso).

Al contrario i contenuti del tipo “news dell’ultim’ora” fanno una fiammata di traffico appena vengono pubblicati, ma la fiamma si esaurisce in un attimo. E se il tuo sito non è incluso in Google News, hai ben poche chance di fare numeri interessanti.

Cosa importante: per restare “sempreverdi” questi contenuti vanno aggiornati periodicamente. Programma quindi un “tagliando” dei tuoi migliori articoli ogni tot mesi, una sorta di check up completo che permetta loro di essere sempre in grado di rispondere perfettamente all’intento dell’utente.

Struttura

Chiudo con un punto spesso sottovalutato, ma – a mio modesto parere – basilare.

A parte i backlink (=link da altri siti verso il tuo), è importantissimo che il tuo contenuto riceva link da altri articoli del tuo sito strettamente correlati.

Come avrai notato, in questo post ci sono vari link verso altri miei post scritti in passato, alcuni vecchi di anni: non sto parlando dei soliti “correlati” in coda al post (che ho addirittura eliminato): parlo proprio di link interni scelti e inseriti “a manina”, integrati perfettamente nel testo dell’articolo, con l’obiettivo di essere utili al lettore.

Molto importante anche l’inserimento di tali link nei menu (se l’obiettivo è mettere in risalto una pagina a cui teniamo particolarmente): ovviamente non è il caso di esagerare, perché non credo che tutti i post che scrivi meritino di finire così in evidenza.

Una idea che mi sembra buona, e che vedo ultimamente utilizzare da alcuni grossi editori, è un sotto-menu orizzontale etichettato come “trend”, nel quale vengono inseriti link verso contenuti “di tendenza”, cose che possono funzionare (dal punto di vista delle ricerche su Google) per qualche mese, per poi essere sostituiti da altri contenuti: immagina, ad esempio, uno smartphone, un videogioco o un’app che va molto di moda oggi, ma che fra una stagione verrà dimenticato.

Sotto-Menu Trend

È tutto: utilizzando queste 3 tecniche, che sono totalmente white hat, ho sempre ottenuto ottimi risultati. Prova anche tu, e fammi sapere. 🙂

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

7 Comments

  • Ciao Davide,
    è un argomento interessante che ho trattato anche io sul mio blog. Io penso che non si dovrebbe pensare alla lunghezza ma all’utilità. Secondo me un contenuto prima di tutto dovrebbe essere utile e interessante per l’utente, altrimenti non avrebbe senso. In ogni caso, se io come navigatore del web in cerca di informazioni mi trovassi davanti ad un articolo lungo, farei molta fatica a leggerlo tutto, mentre invece un articolo meno lungo probabilmente sarebbe più immediato.

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  • Sulle query informazionali perfettamente d’accordo. Inutile puntare su queste ormai.. e d’accordo anche con chi dice che conta moltissimo la qualità dell’articolo e i link on topic. Importantissima però anche la struttura del sito e la velocità. E a proposito di ciò mi piacerebbe leggere qualcosa anche sulle nuove AMP 🙂

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  • Ciao Davide,
    il suggerimento sui post da rinfrescare lo prendo subito! Tra l’altro ci sono plug in che li ripropongono ogni tanto, ottima l’idea di renderli sempre aggiornati!

    Reply
  • Ciao Davide,
    Più che di lunghezza di un articolo parlerei di completezza..

    Nell’esempio che hai riportato riferito alla tua altezza, la completezza coincide anche con la brevità della risposta, ed è proprio Google ha dimostrarlo.

    Se invece la domanda riguarda la prima guerra punica, certamente un articolo breve non sarebbe in grado di affrontare l’argomento in modo soddisfacente 🙂

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  • Bell’articolo! Semplice ed intuitivo! D’accordissimo su tutti i tre punti da te evidenziati, che certamente sono le “regole d’oro” per chi vuole fare questo mestiere.
    Penso che, usando bene questi punti di forza e creando sempre contenuti facilmente “digeribili” dal lettore, si crei un perfetto mix che non lascia ombra di dubbio in merito al successo!

    Reply
  • Secondo me i due elementi che fanno veramente la differenza nel posizionamento organico sono:
    1. qualità del post;
    2. backllink on topic
    il resto è fuffa o cmq ha un basso valore di ranking. Quando parlo di qualità del post intendo che debba essere esauriente nei contenuti, impaginato bene(quindi leggibile), non esageratamente lungo ma neppure 4 righe. Quando parlo di baclink ontopic bè… lo sappiamo tutti.

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  • Sulla lunghezza sono d’accordo – anche se il ricorso a liste puntate e immagini può servire a contrastare il calo d’attenzione 🙂

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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