I Content Marketplace ci salveranno dal Google Panda?

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Ormai da tempo il web rappresenta per molti di noi un mercato in continua evoluzione, un ambiente dinamico, creativo, con potenziale apparentemente inesauribile.
Un settore, forse l’unico, in cui i propri utenti/clienti si divertono, crescono, lavorano ed evolvono autonomamente.
In un ambiente così vasto ogni innovazione significa trasformazione.
I Social hanno influenzato il comportamento dell’utente medio, Google mette continuamente alla prova sviluppatori e programmatori, tutto è sempre più accessibile.

Si aprono nuovi mercati mentre altri invecchiano precocemente.

Fra le ultime novità c’è l’arrivo del Google Panda – da pochi giorni anche in Italia -, il nuovo algoritmo di Google che classifica i siti web in base alla qualità dei contenuti, che potrà forse causare la morte o il deperimento di molti siti e progetti nel web.
Se ne è parlato anche in questo blog appurando che l’unica cosa certa, fra i vari poteri che gli sono stati attribuiti, è che la googleliana bestia non gradisce l’improvvisazione, la bassa qualità e gli abili copiatori di post e contenuti in genere.

Dell’importanza dei contenuti se ne è parlato molto e soprattutto di come questi, per essere definiti tali, debbano essere costruiti seguendo determinate regole.

Non si è parlato però della difficoltà e del tempo necessario per gestire tale mole di lavoro autonomamente, senza incorrere nelle minacce del Panda.

Per molti l’idea di clonare articoli presi qua e là rappresenta solo il modo più veloce per informare personalizzando e aggiornando di continuo il proprio sito, per altri mantenere alte le visite è una necessità per far si che il proprio business rimanga inattaccato.
Per gli uni e gli altri sembrerebbe che questo “comportamento” sia oggi messo in discussione.

Facendo della comunicazione e del web la mia principale occupazione, conoscendo il ciclo di vita di questo mercato e inoltre essendo una persona decisamente positiva, ho iniziato a cercare un rimedio per far sì che i miei progetti rimanessero “lì dov’erano” posizionati dove mi piace che siano, così sono venuto a conoscenza di ciò che è definito Content Marketplace, un nuovo mercato virtuale dedicato all’intermediazione di contenuti richiesti online e generati dagli utenti.

Personalmente ritengo i Content Marketplace una efficace soluzione che permette di richiedere facilmente nuovi articoli, ottenendoli in pochi giorni.

Se Google Panda vuole contenuti di qualità posso dire di averlo per ora accontentato.
Ad oggi mi avvalgo di una partnership fissa con uno di questi Content Marketplace, Melascrivi, che mi ha permesso di proteggere i siti con cui collaboro e, in alcuni casi, aumentarne la qualità.

Cos’è un Content Marketplace?
Un Content Marketplace è un sito web che permette a publisher, editori e blogger di richiedere articoli su qualsiasi argomento, usufruendo di un numero elevato di freelance pronti a scrivere articoli unici e di qualità in tempi brevi.

Come funziona?
All’editore viene data la possibilità di richiedere articoli, comunicati stampa e vari tipi di contenuti testuali, stabilendone titolo, categoria, lunghezza e linee guida.
Una volta inviate le richieste, queste possono essere visualizzate e prenotate (fino ad un numero massimo di 5 per volta) dai vari freelance iscritti che avranno il compito di adempiere al tutto senza nessun altro concorrente, in un tempo massimo di 2 giorni (questo avviene con il marketplace con cui collaboro).

Caratteristiche
Il vantaggio primario è che viene garantita l’originalità dei contenuti. Inoltre, se l’articolo non soddisfa l’editore, questo può chiedere modifiche e ancora modifiche fino a quando l’obiettivo non è raggiunto, il tutto senza costi aggiuntivi.

Conclusioni
Personalmente penso che ogni blog, per essere davvero valido e interessante, debba informare, divertire, aiutare e raccontare sempre qualcosa di nuovo, diventando uno strumento utile e produttivo per l’utente che lo legge.

Utilizzare un marketplace valido vuol dire avere la possibilità di gestire uno staff di freelance ai quali devono essere date indicazioni ben precise, suggerendo linee guida adatte a raggiungere l’obiettivo prefissato: in questo modo si potranno ottenere molti articoli in tempi brevi, e a costi accessibili. Ogni richiesta potrà essere esaudita velocemente, ma spetta sempre all’editore essere preciso su ciò che vuole, avendo le idee chiare in riferimento a ciò di cui necessita.

Autore: Federico Pesce, per il TagliaBlog.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

74 Comments

  • E pensare che c’è qualche espertone di web marketing che in giro dice che articoli di content marketplace tipo melascrivi con cui puoi avere articoli a prezzi molto bassi, sono in realtà articoli da sofisticatissimi algoritmi che copiano abilmente testi in rete e che prima o poi google li sgama.
    Mah!

    Reply
  • Commento en passant…
    Greatcontent, versione italiana, per il momento è completamente vuoto.
    Forse c’è lavoro solo nella piattaforma tedesca e in quella inglese.

    Reply
  • https://www.greatcontent.it/scrivi-un-testo/il-tuo-compenso

    Questo ha dei compensi già più dignitosi, ma sottocosto (per i livelli alti) rispetto a parametri ragionevoli di qualità e lavoro.

    Lo dico per esperienza personale. Ho ricevuto proprio questa settimana la proposta di una rivista: 15 euro netti ad articolo (dossier, quindi siamo intorno alle 400 parole) +25 lordi bonus per rimborso spese (telefonate e simili).

    E stiamo parlando comunque di compensi bassi.

    Reply
  • https://www.greatcontent.it/scrivi-un-testo/il-tuo-compenso

    Questo ha dei compensi già più dignitosi, ma sottocosto (per i livelli alti) rispetto a parametri ragionevoli di qualità e lavoro.

    Lo dico per esperienza personale. Ho ricevuto proprio questa settimana la proposta di una rivista: 15 euro netti ad articolo (dossier, quindi siamo intorno alle 400 parole) +25 lordi bonus per rimborso spese (telefonate e simili).

    E stiamo parlando comunque di comensi bassi.

    Reply
  • “Infatti esprimere un’idea personale non equivale tenere la propria parte…” …. e che vò dì ? mi sa che c’hai le idee confuse..

    Reply
  • “Esprimere un opinione vuol dire infatti comunicare la propria idea personale”

    Infatti esprimere un’idea personale non equivale tenere la propria parte…

    La mia replica non puntava il dito contro il Tagliablog nello specifico, che rimane un ottima risorsa.

    Reply
  • E’ inesatto, un’ opinione, come dici tu, non è di parte per definizione. Esprimere un opinione vuol dire infatti comunicare la propria idea personale.
    Dicendo che è di parte fai intendere che chi la sta esponendo non esprime sinceramente il proprio punto di vista. Per questo sono d’accordo con chi dice che Tagliablog ha dimostrato nel tempo di essere una fonte più che attendibile.

    Reply
  • Sono d’accordo con Alex quando dice che Tagliablog è sicuramente il blog più valido che ci sia in Italia, discutere ancora sul fatto che alcuni opinioni siano di parte non è decisamente corretto.

    Reply
  • Opinioni positive discutibili, se espresse da fonti di parte e stampa pagata a questo scopo.

    Reply
  • Ringraziamo il Signor G. informandolo che abbiamo subito provveduto ad aggiungere il prefisso dell’Estonia. Ci fa molto piacere che il nostro prodotto venga preso in considerazione anche da realtà così distanti a pochi mesi dal lancio ufficiale.
    Rispettiamo l’opinione, ma non siamo d’accordo, sul valutare il nostro prodotto sulla mancanza di un prefisso, chi lavora nel web sà perfettamente che un vero progetto non è mai finito ma si perfeziona continuamente.
    A testare invece l’impegno e l’ottimo funzionamento di melascrivi.com sono le opinioni e la stampa che in questo periodo, con nostra estrema soddisfazione, stanno parlando di noi in modo più che positivo.
    p.s. Onde evitare fraintendimenti reputiamo Text Broker un ottimo prodotto dal quale trarre ispirazione per offrire nuovi e attenti servizi per i nostri clienti italiani

    Reply
  • Mah. Ho provato ad iscrivermi – senza poterlo fare perchè quando devo mettere il numero di telefono, non ho la possibilità di scegliere l’Estonia.

    Concordo con la perplessità degli altri: sono abituato a TextBroker ed alla trasparenza totale del loro servizio..

    Reply
  • Con tutto il rispetto Fcoraz, Tagliablog è sicuramente il blog più credibile che ci sia in Italia, e questo non solo dal mio punto di vista. Qualità, ottimi aggiornamenti e interessanti contenuti. Il Guest post che mette a disposizione sono una possibilità per noi Blogger.

    Reply
  • Alex, Melascrivi ora è uno sponsor di questo blog (ovvero paga il Taglia per avere la propria pubblicità sulle sue pagine). Ti sembra credibile uno che elogia così apertamente chi lo paga? Sarebbe credibile quanto un Fiorello che parlasse di Infostrada quale miglior operatore telefonico del mondo.

    Reply
    • @fcoraz: per fortuna non campo grazie a questo blog, e quindi non necessito di marchette e cose simili per tirare a campare.
      Nei prossimi giorni (se l’amico che l’ha creato avrà tempo/voglia di scrivermi un guest post… 🙂 ) pubblicherò probabilmente un guest post di un altro content marketplace, che formalmente è un concorrente di Melascrivi: per il resto fai riferimento al mio commento n. 19.

      Reply
  • Vedo che la discussione che ho lasciato tempo fa continua. Fcoraz, non capisco perchè ancora una volta sposti la tua attenzione su un singolo prodotto, melascrivi.com, che ormai ha dimostrato di funzionare e bene, piuttosto che affrontare con con concretezza l’argomento trattato in modo interessante da Tagliablog. Come dicevo, da Editore lo sto usando e ammetto che il Content Marketplace è un aiuto valido per la mia attività, va però usato con attenzione applicando una supervisione continua.

    Reply
  • Post interessantissimo! io da circa due settimane sto collaborando con un servizio che non è proprio un paid to write ma un sito che fa da intermediario tra chi vuole degli articoli su misura e chi li realizza. Devo dire che sono rimasta davvero soddisfatta, su circa una quindicina di articoli richiesti non ho trovato mai un testo con orrori ortografici o di battitura e poi gli scrittori hanno sempre realizzato ciò che richiedevo sulla base delle miei indicazioni. Se può esservi utile nel sito ci sono anche i costi per chi richiede articoli ed altra cosa che mi ha colpito è che hanno creato da poco un forum apposito dove poter far interagire gli iscritti con l’amministrazione per ideare assieme la prossima versione. Sicuramente questo è indice di apertura mentale e disponibilità al pubblico, cosa che non ho mai riscontrato in nessun altro paid to write dove sempre che per chiedere una cosa o un chiarimento devi prima pregare in 4 lingue…

    Reply
  • Madonna. Superqualità.

    Un paragrafo:
    “Una volta iscritto su Melascrivi scrivere è semplice. Come prima cosa effettua il login e prenota i tuoi articoli scegliendo tra quelli proposti e segui le linee guida dettate dai Publishers.”

    Prima frase: iscritto, melascrivi, scrivere. Il festival dell’allitterazione.

    Publishers: le parole da lingue straniere non devono essere declinate al plurale seguendo le regole della lingua d’origine.

    Questo dopo un primo colpo d’occhio, eh. Se guardo meglio trovo costruzioni verbali zeppe di gerundi e avverbi in “-mente”, forme passive, termini gergali usati come vocaboli italiani.

    Potrei mettere su un servizio e chiamarlo Melacorreggi…

    Reply
  • Mi sembra davvero interessante questo tipo di servizio.

    Finalmente un punto d’incontro tra chi la necessità di trovare contenuti originali di qualità e chi invece ha le capacità di redigerli.

    Lo proverò sicuramente!
    GiP

    Reply
  • @Roberto. Eh, appunto… e che qualità si può promuovere in questo modo?

    Alla fine poi il karma conta: raccogliamo quello che seminiamo.
    Se siamo disposti a pagare poco per ottenere le cose non possiamo aspettarci che dall’altra parte ci siano utenti disposti a spendere per acquistare i nostri serivizi.
    Giochiamo al ribasso. Ed è una strategia perdente di principio.

    Reply
  • Mi permetto di dubitare della buonafede di qualcuno che ti offre 5 euro/ora per lavorare e magari pure lordi…. in ogni caso sarebbero una paga da fame anche se fossero netti.

    Reply
  • Ma stiamo scherzando?
    2 euro e 70 centesimi per un pezzo di 300 parole?!

    Si, tanto in Italia si paga la quantità, non la qualità.
    Se vuoi pagare la quantità meriti di ricevere una gran quantità… di letame fumante! Perché l’oro me lo tengo ben nascosto nelle tasche, per chi sa valutarlo (un mio cliente è stato ben contento di pagare 80 euro per due pagine di lavoro, su cui ho investito ore di tempo e impegno).

    Ma non dobbiamo lamentarci… inchiniamoci e sgobbiamo pure da bravi schiavi. E poi sento di Seo, grafici, Web Marketer e programmatori che si lamentano che in Italia si guadagna poco.
    Eh, “QUANTO VIENE PAGATO UN SEO IN ITALIA?”

    Per scrivere un articolo ben fatto da 300 parole serve una mezz’oretta. A dir poco, e con un Copy che sa fare il suo lavoro.
    Questo vuol dire che ritenete equa una retribuzione di 5 euro all’ora? Più o meno quello che guadagnavo quando facevo il consegna-pizze durante gli anni di scuola.
    In tutta onestà, quanti di voi accetterebbero 5 euro all’ora per il lavoro che fanno? Provate a chiamare il vostro idraulico e offrirli 5 euro all’ora per ripararvi le tubature!

    L’idea dei Content Marketplace è ottima, e sono sicuro che i ragazzi di Melascrivi siano in buona fede.

    Ma se vogliamo che il nostro lavoro sia valutato bene dai clienti (dico quello di tutti coloro che si occupano di internet marketing e comunicazione web, non solo i copy) non dobbiamo essere noi per primi a svalutarlo. Se iniziassimo ad avere coscienza collettiva di ciò che significa il nostro lavoro saremmo tutti pagati di più

    Inoltre, se un Copy si vende per 2 euro a pezzo per me non è un buon Copy, perché non sa vendere se stesso in primo luogo.

    Scusate il livore.

    Reply
  • Ciao,
    volevo capire se Melascrivi permetta di comprare degli “aggiornamenti” costanti ad un sito. Mi spiego meglio, chi gestisce un blog è presumibile che sia interessato a comprare un pacchetto di articoli che permetta al proprio sito di essere costantemente aggiornato piuttosto che essere interessato ad un singolo articolo.
    Penso che molti amministratori di blog sarebbero ben felici di acquistare pacchetti sostanziosi di articoli anticipatamente, definendo le linee guida e il numero di articoli giornalieri o settimanali che servono senza dover dedicare troppo tempo a definire singolarmente le caratteristiche di ogni post.
    E’ già possibile questo?

    Reply
  • A me i pagamenti per adesso son arrivati regolari e in più se quello che scrive Piero è corretto mi sembra che le retribuzioni siano nella norma.
    Per quanto riguarda il regolamento non mi sembra scritto male ora controllo se è scopiazzato, vorrei riportare però la discussione sui content marketplace, magari suggerendone di differenti come textbroker, attaccare quelli di cui si sta già parlando per i più maliziosi potrebbe sembrare fazioso.

    Reply
  • Questo sito lo conosco ma lo trovo veramente poco serio ed i contenuti alla fine non sono pagati molto bene tra le altre cose mi sono letto le norme e condizioni ed ho visto che hanno praticamente tradotto malamente (forse con google translate) le norme e condizioni di un ben più famoso sito che si chiama textbroker.com

    Ciao

    Reply
  • Io ne ho provati un pò ma per ora mi trovo meglio con Melascrivi, graficamente è più semplice ma funziona molto bene.. gli articoli che ho richiesto sono ben fatti e mi son arrivati in breve tempo.. la cosa che più mi ha soddisfatto è il servizio, avevo due perplessità e mi hanno risposto in brevissimo tempo, ottima assistenza, speriamo questa efficienza duri.

    Reply
  • Sto provando MelaScrivi, e devo dire la verità una volta beccata la nicchia giusta è un lavoro che mi pare molto adatto a chi sa gestire il carico di lavoro, e SOLO a chi è in grado di farlo: certo, possiamo criticare quando si vuole il fatto di essere pagati pochino, tante volte…

    Ad ogni modo non mi pare che nessuno stia esportando il modello “precario a cottimo” nel web come è stato scritto, i veri problemi sono altri secondo me… poi è piuttosto improbabile che possa succedere visto che 1) lavori quando vuoi, 2) decidi tu cosa scrivere e 3) sai in anticipo quanto sei pagato 4) hai ben 48 ore di tempo per organizzarti.

    credetemi che c’è di peggio in giro, non mi pare il caso di essere distruttivi per forza, è troppo da “italiano medio” lamentarsi sempre di essere pagati poco ecc ecc (senza offesa, ci mancherebbe altro: ve lo dice uno che è stato precario-schiavizzato per anni prima di passare alla libera professione)

    PS Segnalo un content marketplace che mi hanno segnalato, ho provato a scrivere qualcosa (in inglese), pagano con PayPal e c’è Yahoo! dietro, qualcuno di voi lo usa?

    https://contributor.yahoo.com/account.html

    Reply
  • Questo articolo ha 672 parole… ponendo il livello a 4 stelle (0,015 € a parola) , costerebbe circa 10 €, sicuramente un prezzo competitivo…
    Però se mi metto dalla parte di chi scrive mi sembra poco per scrivere un articolo fatto bene… non si rischia di avere una scarsa qualità complessiva ?

    Reply
  • Ottima risposta Piero, comprare anticipatamente è una soluzione testata a tutela dei freelancers, a tutela del pubblisher invece c’è la possibilità di richiedere modifiche fino al raggiungimento del corretto articolo.
    Vi ringraziamo per l’interessamento e vi ricordiamo che qualsiasi vostra osservazione può essere inviata a meladici@melascrivi.com .
    Grazie ancora
    The Staff

    Reply
  • Martin_fly il prezzo per un articolo dipende da due fattori

    chi lo scrive
    quante parole usa

    Asseconda delle reputazione dello scrittore ogni parola viene valutata :

    0,008 euro a parola per livello di qualità ad una stella
    0,01 euro a parola per livello di qualità a due stelle
    0,012 euro a parola per livello di qualità a tre stelle
    0,015 euro a parola per livello di qualità a quattro stelle

    Ora ho visto che alcune parole come articoli pronomi e alcuni verbi non siano valutati.

    In più va la commissione di 30 cent a Melascrivi.

    Onestamente mi piacerebbe leggere degli articoli e poterli comprare solo dopo averli letti o averne letto una parte.

    Reply
  • Ciao,

    sul sito non ho trovato i prezzi.

    qualcuno di voi sa dirmi il costo di questi servizi?

    Reply
  • Non sono d’accordo con quello che dici fcoraz, posso assicurarti che i siti con cui collaboro avvalendomi di market place piacciono e godono di contenuti veramente interessanti, l’amore che metto nel mio lavoro è unico, fatto sta che proprio il mio lavoro nasce da una passione che certo non sta calando. Fidati che avvalersi di scrittori sparsi in giro per il mondo, fargli capire le giuste linee guida da seguire per il prodotto che si richiede, e collaborare con loro per centrare il bersaglio non è semplice, ma costituisce un evoluzione superiore nella gestione dei propri piccoli o grandi progetti. Il content market place è un mezzo validissimo, non confondiamo cos’è con chi lo usa nel modo sbagliato.

    Reply
  • Qualcuno sa dell’esistenza di un servizio di Content Marketplace in Brasile?
    Molto interessante Melascrivi!

    grazie, ciao

    Reply
  • Scriventi pagati (poco e magari in nero) a cottimo per arricchire siti di contenuto editoriale ed originale e favorirne così il galleggiamento nelle SERP di Google; è “bello” constatare come il web italiano abbia presto acquisito le regole del mondo del lavoro off-line. C’è solo da augurarsi che Google scopra il trucco e elimini dal proprio indice i siti “dopati”, è già successo per la parte del motore di ricerca in lingua inglese, quindi c’è solo da aspettare.

    Reply
  • Sembra interessante ma:

    Ho visto che si aprono dei progetti.
    Si possono rifiutare degli articoli?
    In questo caso chi scrive lo fa AGGRATIS?
    Perchè non è possibile sfogliare degli articoli già scritti e raccolti per categoria, metterli nel carrello e VIA?

    Probabilmente bisogna solo provare il prodotto, ma questo versare dei soldi prima di commissionare qualcosa non mi piace.
    Sono stato fregato tante volte con acconti e pagamenti anticipati.

    Spero qualcuno possa rispondermi al più presto.

    Reply
  • io da tempo uso marketplace, devo ammettere con 1 o 2 caratteristiche in meno di melascrivi, e vi posso assicurare che l’idea di poter utilizzare scrittori ovunque è molto utile… Difficilmente capita di non metterci il mio zampino e il tempo che dedico a richiedere tutti gli articoli con le giuste linee guida e modifiche non è breve, anzi in questo modo riesco a produrre una maggior quantità di articoli di qualità più che buona..

    Reply
  • 2,70 euro x 300 parole = contenuto di qualità??
    Mah a me pare che sul web la qualità non si sa bene ancora cosa sia. Io tifo per Panda 😉

    Reply
  • Personalmente credo che questo modo per “generare contenuti” non possa servire a creare contenuti di qualità. Per “contenuti di qualità” intendo qualcosa che vada oltre all’articolo individuale scritto e fatto bene.

    Al di là di tutto il seo e di tutte le regole formali a decretare il successo di un articolo/sito web è il lettore e non il punteggio dato da google.

    Penso quindi che il valore dell’informazione sia dato in prima persona dall’amministratore del blog/sito/idea che con le sue linee guida, il suo pensiero e con i propri obiettivi comunica al mondo esterno tramite internet. Non trovo possibile delegare tutto questo ad un Content Marketplace…

    Reply
  • Caro Andrea,
    abbiamo letto le tue considerazioni e le riteniamo molto interessanti, prenderemo spunto per ottimizzare il servizio, grazie ancora.

    Reply
  • @sir vester: io ho più di TRENTA blog/siti 🙂 non posso mettermi a scrivere su tutti, anche perchè alcuni sono realizzati solo per fini commerciali (o SEO). A me i contenuti unici e originali servono. E anche tanto! Ovvio che non mi metto a far scrivere articoli per il mio sito ufficiale, perchè rappresenta il mio biglietto da visita e cerco di trasmettere la mia conoscenza al meglio che posso.

    @staff: vi scrivo in email alcune considerazioni in quanto utente di textbroker dal 2009

    Reply
  • Ciao Gregorio,
    La commissione destinata al sito è di 30 cent ad articolo, il resto spetta unicamente al writers.

    Reply
  • Trovato qui il prezzo per editori che allego qua http://goo.gl/4USGL
    Per completezza Federico potrebbe postare qui anche il prezzo pagato al writer. O è da intendere (ma non è detto) che il prezzo è uguale tranne i 30 cent di commissione?

    Reply
  • a me piace l’idea di poter utilizzare il content marketplace come uno strumento di gestione di più freelancers. Penso sia importante però, una volta ricevuti gli articoli, rileggerli attentamente e richiedere le modifiche necessarie per far sì che l’articolo finale abbia comunque una buona dose di personalità.

    Reply
  • Attenzione, mi trovo costretto a specificare alcuni punti.
    1-non possiedo melascrivi ma ho un agenzia di comunicazione che ha creato un rapporto di partnership con melascrivi. Chiunque volesse vedere con che agenzia lavoro mi può cercare su linkedin…
    2- ho esplicitamente detto che esiste questo rapporto di partnership .
    3- sono disposto a mandare per via privata tutte le mail fra me e davide in cui si evidenzia che il post inviato non fa parte di nessun rapporto di lavoro anzi in cui vengono fornite le linee guida ben visibili nel link precedente.
    4 – Proprio in questi mesi gli argomenti più trattati sono stati rivolti a google panda, a cosa si intende per contenuto unico e in cosa consiste l’importanza dei contenuti .
    Questo articolo segue queste tematiche proponendo alcune piccole soluzioni come il content marketplace. Penso che l’utente possa essere interessato a conoscere questi mezzi, e debba essere portato alla loro conoscenza per poi poterli criticare, utilizzare o approvare

    Reply
  • Interessante questa http://www.melascrivi.com , io lo sto provando e devo dire che mi sembra abbastanza semplice, vi farò sapere fra un pò di giorni come mi trovo, una cosa è certa a me google panda fa un pò paura…

    Reply
  • Sono contrario al guest post estremo e all’acquisto di articoli. Il blog a mio avviso, è un prodotto artigianale ma soprattutto è *personale*. Io non leggo il Tagliaerbe, io leggo quello che dice Davide Pozzi su determinati argomenti nel *SUO* blog. Certo, ci sono guest post molto interessanti, ma non spingerei troppo in questo senso. Colui che ha creato il blog, non deve mai sparire completamente, magari limitandosi a dirigere uno staff nell’ombra.

    Reply
    • @Sir Vester: hai ragione se l’acquisto di post (o l’eccesso di guest post) viene fatto sistematicamente su un blog personale, molto legato all’autore.

      Se invece parliamo di siti/blog dove il singolo autore non “emerge” sugli altri, o dove si necessita di qualche “puntellatura”, allora potrebbe avere senso.

      Il punto della questione credo sia però un altro, ovvero la qualità degli articoli: il content marketplace serio dovrebbe “smarcarsi” dalle content farm, che operano per certi versi nello stesso ambito, distinguendosi da queste ultime proprio per il livello qualitativo dei contenuti prodotti. Ci riuscirà?

      Reply
    • @Fattore Zero: Compra… in che senso? è vero, Melascrivi ha comprato un banner su questo blog, ma il guest post di Federico ha dovuto “sottostare” a queste regole: https://blog.tagliaerbe.com/2009/07/come-deve-essere-un-guest-post.html , e Federico potrà confermarti – lo autorizzo a pubblicare lo scambio di email che abbiamo avuto – che non gli ho garantito la pubblicazione dell’articolo se non era conforme alla linee guida (e infatti l’ho modificato in qualche punto…).

      Piuttosto mi sembra che il tuo cercare di pubblicizzare il tuo “Collabora” nei commenti di un post di un altro blog non sia molto “in topic”… 😉

      P.S.: forse ho capito male il senso del tuo commento, e me ne scuso… ma almeno ho chiarito il dubbio a tutti gli altri lettori 🙂

      Reply
  • Vi ringraziamo per le osservazioni che state facendo al nostro prodotto.
    La nostra idea è quella di creare un valido strumento di lavoro che possa crescere e migliorare continuamente assieme ai nostri utenti.

    Proprio per questo abbiamo pensato di creare una nuova mail chiamata meladici@melascrivi.com , uno spazio dove ogni critica e ogni osservazione ci possa permettere di ottimizzare e migliorare i nostri servizi.
    Vi aspettiamo..

    Reply
  • A me interesserebbe però come autore…avendo molto tempo a disposizione (studente universitario) e scegliendo in ogni caso quando propormi per scrivere. Ci penserò.

    Reply
  • @Andrea: ma grazie a te dei feedback. Hanno aggiunto la tabella costi con esempio nella sezione FAQ dovrebbe essere più trasparente ora. Fammi sapere

    Reply
  • @Andrea: Ciao Andrea ti invito ad entrare in textbroker e vedere nella pagina di refound quale è il taglio minore e vedrai che si tratta di 25 $. Per quanto riguarda i prezzi li trovi esplicitati pubblicamente al momento della creazione dell’ordine. Comunque gli comunico immediatamente di far inserire la tabella prezzi/qualità nelle faq o in un’altra sezione 🙂

    Reply
  • mi da di cosa fatta all’italiana.

    Non mi registrerò mai se prima non ho la visione chiara del prezzo anche per singola lettera.

    Da l’impressione di voler accalappiare il cliente e non di elargire un servizio professionale.

    Ma poi l’articolo sembra scritto da una persona che vuol segnalare un servizio utile, invece mi pare di capire che chi lo ha scritto è il proprietario…..

    mmmmmmmmmmmmm…………

    Reply
  • interessante, lo terrò in considerazione se ci troverò autori per ambiti di nicchia…
    Solo un appunto:

    “Per molti l’idea di clonare articoli presi qua e là rappresenta solo il modo più veloce per informare personalizzando e aggiornando di continuo il proprio sito, per altri mantenere alte le visite è una necessità per far si che il proprio business rimanga inattaccato.”

    Anche rubare una macchina un giorno e una moto un altro è un modo per far sì che il proprio business rimanga in piedi. Capisco cosa vuoi dire, ma cerchiamo di esser espliciti, questi comportamenti sono furti a tutti gli effetti, sul piano teorico perseguibili a livello legale.

    Reply
  • @Andrea: anche su textbroker devi versare 25 euro per effettuare il versamento

    Reply
  • Federico: E’ il sistema che propone anche textbroker e va benissimo per il calcolo del costo, ma mi piacerebbe testarlo PRIMA di depositare 25 euro, perche’ se non lo trovo adatto, mi trovo con 25 euro in meno 🙂

    Reply
  • @Andrea segnalato il contact form presente e sistemato . Porgono le scuse

    Reply
  • Buongiorno Ragazzi
    @Andrea: i commenti negativi se vedi sono scritti da autori che non trovando articoli hanno denigrato il servizio e se vai in fondo alla lettura capirai il livello della persona che ha scritto …
    @Nbweb: il prezzo dell’articolo varia in base al numero delle parole richieste e scritte – quando crei un ordine definisci il numero delle parole e il costo di ciascuna parola in base alla qualità desiderata, per quanto riguarda invece il freelance lui sa esattamente quanto guadagna perchè nel form di scrittura ad ogni parola inserita c’è un contatore che indica i guadagni. La scelta nel non indicare informazioni sugli autori è per evitare che si possa stringere un rapporto di collaborazione diretta.

    Per quanto invece riguarda il form di contatti basta essere un utente e c’è a disposizione un servizio di ticket ed un numero verde (presente nel sito nella pagina di registrazione all’indirizzo http://crm.melascrivi.com/register/ – direi che avendo un help desk telefonico non si è proprio nebulosi 🙂 )
    Ragazzi rimango a vostra disposizione per qualunque altra info

    Reply
  • Mi accodo alle altre voci del coro: iniziativa lodevole ma il sito è assai nebuloso su costi/guadagni.

    Perché devo iscrivermi senza sapere quanto mi costerà comprare un articolo? Perché devo iscrivermi se non so quanto guadagnerò a scrivere un articolo?

    Quali nicchie vengono trattate? Quanti Autori sono presenti al momento nel catalogo?

    Il dominio ha meno di 1 anno di vita e il form contatti è vuoto… non me ne vogliano i gestori del sito ma non è proprio un bel segnale.

    Secondo me non sarebbe male presentare in homepage un elenco dei writer presenti, con delle preview (snippet) in modo che si capisca come è costituito il database attuale e quali sono le nicchie trattate…

    Reply
  • pierpaolo: il leader inglese è textbroker.com

    anche io volevo mettere in piedi un servizio del genere, ma l’apparizione di questo mi risparmia la fatica (dopotutto a me interessa comprare contenuti di qualità).

    L’unica cosa che mi perplime è che in rete la reputazione di questo servizio non è proprio intonsa, digitando su google “www.melascrivicom -site:www.melascrivi.com” escono fuori alcune rimostranze di utenti.

    Inoltre non sono riuscito a capire quanto costa un articolo…

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  • Interessante iniziativa! Che voi sappiate esiste qualcosa di simile in lingua “inglese”?

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  • Grazie Federico e grazie Taglia per questo articolo:)

    Il progetto a mio parere e’ valido…

    Ci sono pochissime informazioni all’interno del sito …Pochi dettagli ma probabilmente verranno inseriti quanto prima.

    Gia’ da diverse anni esistono “content market place” di questo tipo sui vari siti di settore ma un progetto esclusivamente dedicato a questo e’ la prima volta che lo vedevo “segnalato”.

    Probabilmente sara’ piu’ semplice trovare articoli originali per siti generalisti o verticali ma per le nicchie il discorso e’ diverso.

    Per le nicchie ci vogliono competenze specifiche e credo che chi ne ha (in qualsiasi nicchia) lavorera’ per conto suo o comunque chiedera’ probabilmente (se e’ intelligente) un corrispettivo troppo alto per le linee guida del progetto.

    Comunque,vedremo..

    Le iniziative che hanno un valore oggettivo (come questa di MELASCRIVI) vanno promosse:)

    Spero solo che gli articolisti e i web writer chiedano una cifra congrua e, mi auguro che la societa’ che gestisce il progetto, inserisca informazioni anche di tipo fiscale…Per dare modo agli autori di sapere “COME” inquadrarsi sotto questo punto di vista.

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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