L’Ascesa di AdBlock (e la Morte dei Banner)

AdBlock & Banner
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Quando un paio d’anni fa pubblicai un post su AdBlock (e sui “grattacapi” che già allora stava causando agli editori italiani e non), alcuni mi risposero che non era poi un problema così grande. “In Italia lo usano in pochi”, mi dissero.

Non credendo assolutamente a quell’affermazione chiamai un amico programmatore, e gli chiesi di sviluppare uno script ad hoc per monitorare un paio di grossi siti in ambito tecnologico, sui quali metteva abitualmente le mani.

Gli dissi di trovare il modo di contare gli utenti che navigavano sulle pagine, ma che NON scaricavano la pubblicità presente sulle pagine stesse. Detto fatto, in un paio di giorni creò lo script e lo installò sui 2 siti. Dopo qualche giorno, mi mandò uno screenshot inquietante: la media di coloro che non visualizzavano i banner era del 40%.

Significava insomma che 2 lettori su 5 si rifiutavano di visualizzare le pubblicità presenti su quei siti. O, se preferisci, che quell’editore stava perdendo il 40% di fatturato a causa di utenti che leggevano abitualmente i suoi contenuti, ma guai a vedere mezzo banner. Scroccare i contenuti sì, ma guardare i banner mai.

La percentuale, per quanto enorme, non mi colpì più di tanto. Conoscendo piuttosto bene il settore, sapevo che i numeri degli “adblocker” potevano essere quelli. Quando però ne parlavo con qualche “utente medio”, la risposta che ottenevo era sempre la stessa: “Il 40% è impossibile! AdBlock lo usano in 4 gatti!”

Fino a che, il 23 Giugno 2015, incappai nella prova definitiva:

Percentuale d'uso di AdBlock in USA e UK

guarda caso, le percentuali di “chi usa regolarmente un software di ad-blocking” sono praticamente le stesse che mi aveva passato l’amico programmatore parecchi mesi prima. 47% negli USA e 39% in UK (la fonte dei dati è Digital News Report 2015, e la slide è tratta da un presentazione effettuata presso la sede UK di Twitter).

Ecco perché non mi hanno affatto sorpreso i dati – a mio parere addirittura troppo conservativi – di “The cost of ad blocking“, uno studio di PageFair e Adobe pubblicato alcuni giorni fa, e che ha proprio l’obiettivo di misurare l’impatto di software ed estensioni come AdBlock sull’economia del web.

Questi i dati salienti:

  • A livello mondiale, il numero di persone che usano sistemi per bloccare gli annunci pubblicitari è cresciuto del 41% (rispetto allo scorso anno).
  • Negli USA, il 16% della popolazione online ha bloccato gli annunci pubblicitari nel secondo trimestre del 2015. L’utilizzo di questi sistemi di blocco è cresciuto del 48% nello scorso anno, arrivando a 45 milioni di utenti mensili attivi (nel secondo trimestre 2015).
  • In Europa la crescita è stata invece del 35%, raggiungendo i 77 milioni di utenti nel Q2 2015.
  • La perdita stimata di fatturato nel 2015, a causa di queste attività, è pari a 21,8 miliardi di dollari, e arriverà a 41,4 miliardi di dollari nel 2016.

Sì, hai letto bene. Si parla di quasi 22 miliardi di dollari di fatturato persi nel 2015 dagli editori (ma anche da Google e da Facebook), cifra che l’anno prossimo raddoppierà.

AdBlock in Europa

Uso di AdBlock in Europa

Tralasciando gli States (che non ci interessano più di tanto, visto che la maggior parte di noi ha un sito italiano in lingua italiana), qui sopra puoi vedere le differenze dell’uso di AdBlock nei vari Paesi europei.

Stando alla ricerca l’Italia è fra quelli messi meglio, con un 12,8% di media. Vita dura invece per i webmaster polacchi e greci, che hanno a che fare rispettivamente con un 34,9% e un 36,7% di utenti che evitano in tutti i modi di visualizzare i loro banner.

Le categorie più colpite da AdBlock

Le categorie più colpite da AdBlock

Se hai un sito che parla di videogiochi o temi legati alla tecnologia, è più probabile che attrarrai utenti che utilizzano AdBlock. Un pubblico giovane, maschile e “skillato” è in pratica il peggior pubblico possibile a cui rivolgersi.

Come suggerivo in un post di qualche settimana fa, cerca di rivolgerti ad un pubblico giusto, o rischierai di non guadagnare nulla dalla tua attività editoriale online.

AdBlock e i Browser

AdBlock e i Browser

L’utilizzo di AdBlock (e sistemi simili) su Chrome è aumentato del 51% dal Q2 2014 al Q2 2015, raggiugendo i 126 milioni di utenti attivi mensilmente. In gran crescita anche gli “adblocker” di Firefox (+17%, a 48 milioni di utenti) e quelli di Safari (+71%, a 9 milioni di utenti).

Il paradosso della cosa è che Chrome è un browser sviluppato da Google, azienda che campa principalmente grazie alla pubblicità online. E che comunque permette l’installazione e l’utilizzo di estensioni che bloccano lo scaricamento dei banner. Pazzesco.

Perché usi AdBlock?

Motivi per l'utilizzo di AdBlock

In base ad un sondaggio svolto su 400 persone, i principali motivi emersi circa l’utilizzo di AdBlock (e sistemi simili) sono stati i seguenti:

  • Timore che i propri dati personali vengano utilizzati impropriamente per pubblicità personalizzate (50%)
  • Aumento del numero di annunci pubblicitari (41%)
  • Mancanza di annunci targhettizzati/rilevanti (10%)

Strano che fra le risposte non ci sia “i banner mi rallentano il PC”, scusa che ho sentito innumerevoli volte…

AdBlock, iOS 9 e il Mobile

Sempre più utenti accedono ad Internet con dispositivi mobili (lo studio parla di un 38% di “web browsing” con questi device), e con l’avvento di iOS 9, che (molto probabilmente) includerà un sistema di ad blocking nativo, c’è una buona probabilità che la percentuale di banner bloccati crescerà in modo consistente.

Ad oggi – secondo lo studio – solamente l’1,6% degli utenti bloccano i banner durante la navigazione da mobile, ma quando verrà rilasciato iOS 9 è prevista un’impennata di annunci pubblicitari bloccati, visto il gran numero di iPhone e iPad in circolazione.

Si prevede un autunno caldo per molti editori online…

Conclusioni

A tutti quelli che tifano per la morte del banner e l’utilizzo indiscriminato di AdBlock, voglio semplicemente dare 2 spunti di riflessione:

  1. Senza banner, sparirebbero la maggior parte dei siti/blog/forum che leggi quotidianamente. Sì, perché lo so che ti lamenti dei troppi banner presenti su questi siti, ma poi metti AdBlock e li leggi ugualmente. Sarebbe più onesto (e soprattutto coerente) non leggerli più. Ma soprattutto,
  2. gli editori cercheranno altre forme per monetizzare. Una potrebbe essere il far pagare l’accesso al sito web. Sì, potrebbero cercare di farti tirar fuori dei soldi per leggere i loro contenuti, come d’altra parte si fa da sempre con i giornali o le riviste. E’ una cosa di cui si parla da anni.
    Un’altra potrebbe essere l’aumento esponenziale della cosiddetta native advertising all’interno dei siti. Perché se l’editore capisce che non può più far soldi con i banner, proverà a farli con i pubbliredazionali, o (se lo preferisci) con le pubblicità camuffate da articoli. E il tuo amato AdBlock non servirà più a nulla, perché non è in grado di bloccare i contenuti, anche se puzzano di marchetta a chilometri di distanza. 🙂

P.S.: un ultimo appello per DMA Italia, Fedoweb, IAB Italia, Netcomm, UPA e tutte le varie associazioni di editori online o di chi, con la pubblicità online, ci campa e fa campare tante persone (mettiamo dentro nell’appello pure i Digital Champion, va…): anziché discutere per mesi e mesi di cookie law, organizzare eventi e fiere inutili, o raccontare di una crescita (a mio parere) inesistente del settore, perché non affrontate, SERIAMENTE, un problema che dimezza da anni i ricavi di chi lavora sul web, e viene invece trattato come se fosse una cosa irrisolvibile o – peggio – irrilevante?

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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85 Comments

  • Egregio, ringrazio vivamente gli inventori di ADBlock e della sua variante Plus. Non darei a questo strumento la connotazione negativa che leggo nell’articolo, visto che l’apertura di molti siti, quotidiani locali in particolare, porta alla comparsa di banner e pagine spesso sgradevoli e francamente invadenti. Liberarmi dei banner è quindi diventato essenziale per poter navigare nei siti, senza timore di essere inutilmente interrotto. Forse sarebbe il caso che i blog o i siti che pretendono (giustamente) di guadagnare sui relativi contenuti, lo facessero in maniera diversa, ad esempio con un abbonamento trimestrale o annuale, pagabile con PayPal od altro mezzo. I banner, di fatto, sono strumenti estremamente fastidiosi ed invadenti. Ecco il motivo per cui una gran parte dei navigatori usa AdBlock et similia.

    Reply
  • Mentre cercavo approfondimenti sull’uso di AdBlockPlus e sulle conseguenze effettive della sua disabilitazione su Tails (Tails che forse non piacerà ai bloggers), capito su questa pagina e provo un certo grado di fastidio.
    Io non sono un blogger e uso regolarmente AdBlockPlus da quando esso è nato. Uso il PC dal 1978 (caro vecchio Sinclair ZX Spectrum), ma non voglio insegnare nulla a nessuno.
    Chi vuole imparare cerchi di studiare.
    Sulla questione degli ad mi basta riflettere sul fatto che ormai troppi individui si sono fatti l’idea che il web è la “gallina dalle uova d’oro”.
    Occasione insomma per una libera professione: tu cerchi di sapere una cosa, io te la do’ e tu mi paghi.
    Danaro in cambio di conoscenza.
    Ovviamente non mi riferisco all’acquisto di beni materiali.
    Io credo in una conoscenza libera, e per questo adoro l’open source.
    Trovo però molto contraddittorio dover usare l’open source e poi accontentare chi sul web vuole soldi in cambio di informazioni.
    Mi ricorda quel tizio (miliardi di tizi….) che nei film di spionaggio riceve una banconota per rivelare confidenze su cose e persone.
    Io credo nella conoscenza libera, che arricchisce tutti e non solo in quella di uno uno che paga e di un’altro che si fa pagare.
    Pertanto se qualche blogger mi richiede di disattivare AdBlock, cambio subito pagina, perché trovo sempre qualche modo per ricavare le informazioni che cerco da qualche altra parte.
    Quanto ai blogger che forniscono “informazioni” preziose, devo lanciare una aperta e libera accusa.
    A parte qualche rara eccezione (navigo 6 ore al giorno in media da più di 20 anni), ormai quasi tutti si copiano fra di loro.
    Se una notizia appare sul web, quasi tutti si dannano a inserirla nelle proprie pagine, cercando di lasciar credere che siano essi ad avere scoperto la cosa.
    Non parliamo poi delle recensioni sui software.
    Tutti argomenti scopiazzati, senza alcuna verifica del materiale presentato, senza prove su PC, senza analisi dei limiti e difetti, spessissimo senza nemmeno segnalare le date delle recensioni e se il software è demo, quando viene presentato free, lasciando spesso credere che siano tutti free.
    Insomma, c’è spesso malafede, superficialità, ignoranza e sicumera di poter far soldi facili, anche pensando di potersi reclamizzare agli occhi delle softwerhouse, a partire dai patiti che stralodano Windows per distiguersi agli occhi di Microsoft fino alle più infime produzioni.
    Provo grande tristezza per tutto questo.
    Ma perché allora non studiare seriamente, non presentare recensioni accurate con tabelle, test, prove pratiche e quant’altro?
    Allora sì che varrebbe la pena pagare magari qualcosa in donazioni o altro ad un blogger, specie se l’articolo è scaricabile in PDF e ci si presta anche ad una consulenza online.
    Non parliamo poi dei forum tecnici! Troppi a suggerire di aggiornare il Bios per ogni problema.
    Insomma, chi vuole mettersi in gioco deve dimostrare che è persona capace, e che merita ciò che chiede, specialmente se la richiesta è esplicita e quantizzata.
    E soprattutto deve mettersi al livello della conoscenza della media dei navigatori, senza spararsi troppe pose.
    10, 20, 50 o 80 centesimi a blog?
    Ma senza intrusioni nel mio PC, che comunque fa uso di Sandboxie o di VM.
    Ma intanto continuiamo a prendere in giro i soliti fessi che navigano sul web con tappi nelle orecchie e prosciutti sugli occhi.

    Reply
  • Nell’articolo c’è una malafede di base: Adblock, di default, ha l’opzione di permettere le pubblicità non invasive, ovvero quei banner che rispettano certe proporzioni rispetto alla pagina, non fanno redirect etc.
    È disinseribile, ma è che la maggior parte della gente che installa Adblock non conosca questa opzione – prova ne sia che anche in questo thread fin qui nessuno ne abbia accennato – e quindi in realtà *visualizza* i banner non invasivi anche se non lo sa.
    La stessa policy di Adblock pubblicizza questo fatto, e fa presente che la funzione è abilitata di default proprio con lo scopo di non demonizzare la pubblicità sul web, ma di spingere nel contempo a una virtuosità dell’advertising, a vantaggio di entrambe le parti in causa: https://adblockplus.org/en/acceptable-ads
    Perciò è di base falso addossare ad Adblock le colpe del mancato guadagno dall’advertising: iniziate a fare un po’ di autocritica sul tipo di aggressione commerciale che volete fare agli utenti, e non sorprendetevi se poi la gente prende contromisure.
    Ché chi fa advertising “onesto”, non dovrebbe avere problemi con Adblock.

    Reply
  • Ciao a tutti! Io sono pienamente d’accordo sull’ uso di adblock, e ne spiego i motivi che io ritengo legittimi: So da sempre che la pubblicità. è l’anima del commercio, Banner che appaiono nelle varie pagine web che pubblicizzano prodotti,offerte o isrizioni. Sono accettabili se queste pubblicità appaiono in una pagina web sui lati,sotto il logo del sito,tra i post o in piccoli riquadri. Fino a qui mi sta bene. Ma diventa intollerabile quando alcune aziende conosciute di cui non faccio il nome, oscurano l’intera pagina web senza darti la possibilità di chiuderla. Oppure pubblicità di siti a pagamento che si sovvrappone sulla schermata di un video e se clicchi su chiudi, si apre comunque la pagina che non ti interessava di vedere mantenendo comunque la schermata video con l’adds ancora presente. Faccio un’esempio di un paio di giorni fa: Avevo il tablet che si era bloccato, e cercando soluzioni o tutorial per il ripristino, sono entrato in alcuni siti che mi potevano aiutare a risolvere il problema. Sta di fatto che appena aperta la pagina,un’enorme riquadro pubblicitario che propone offerte di una azienda copriva il 90% della schermata coprendo tutti i post e aiuti per il mio tablet impedendomi di leggere le eventuali soluzioni. Cosa seccante che non potevo chiudere la schermata pubblicitaria e costretto a cliccare sul adds aprendo come gia predisposto la pagina dell’azienda che voleva che acquistassi le loro offerte. Che cosa strana!!! Il peggio è che questa fascia che oscurava i tutorial rimaneva li. Questa è pubblicità aggressiva dal mio punto di vista. Io sono proprietario d un sito allestito da poco, Ammetto che se mi viene proposto di accettare banner sulle mie pagine, potrei anche accettarle. Ma se una società,azienda o qualunque pubblicità invaderebbe la pagina web pubblicizzando le loro offerte occupando l’intera pagina nascondento i post,blog foto eccetera, farei immediatamente una denuncia con relativa richiesta di danni! Quindi appoggio l’adblock

    Reply
  • viva adblock!
    per tutti i “programmatori” che vogliono rifarsi sugli utenti inserendo banner a ripetizione? andate a lavorare!!!!

    Reply
  • Io uso sempre adblock e non biasimo quelli che lo scarico. Personalmente l’ho installato perchè mi si aprivano 2-3 finestre alla volta nei siti che visitavo di solito (riguardo al gaming per l’appunto) ed è davvero stressante dovrei chiudere così spesso tutte le finestre senza contare che si rallenta il PC e avendo internet a dati perdere 50-80MB per un video che parte in automatico scazza.

    Il vero problema è che la pubblicità su internet non è regolarizzata e i proprietari dei siti spesso li riempiono di pubblicità rendendo la navigazione fastidiosa. Pubblicità targettizzate sarebbero una possibile soluzione se stanno di lato alla pagina o non hanno un impatto ESAGERATO e non impediscono la lettura dei contenuti.

    Articolo leggermente di parte, ma ti capisco 😀

    Reply
  • non vuoi che uso i blocchi?e vieni a levarmeli dal pc, che aspetti?
    Li ci sono il mulo, l’aratro e un cappellaccio di paglia per il sole e 12 ettari da seminare: comincia ad andare a lavorare TU.

    Reply
  • Anti-adblock e i capricciosetti possono andare altrove.
    E penso che dovrebbero usarlo tutti, facebook e youtube compresi.
    Vediamo poi se oltre a radio e tv la gente “butta” nella spazzatura anche pc e modem o impara a sorbirsi la pubblicità anche su internet.
    Chi crea un sito ha il sacrosanto diritto di almeno provare a recuperare le spese che con i guadagni dei banner non è neanche sicuro.
    Se poi ci sono siti stracolmi di ad, basta uscirne e metterlo in blacklist.
    Ma io voglio vedere quel film in streaming! Ah dunque quel sito ti serve ma se chiede in cambio qualcosa che a te non costa nulla (visionare pubblicità) ti lamenti?
    Ma vai a lavorare.

    Reply
  • link interressante, ma il pezzo demenziale e’ questo, secondo me:
    .———————
    The argument would be that ad blocking infringes the publisher’s copyright, because the publisher has the sole right to determine how the content (including ads) is displayed on the page or make changes to the page (a “derivative work”). And by removing ads, the user is effectively making a derivative work without permission and is violating the copyright of the publisher.
    ——————
    ahahah siamo alla follia!
    capito la ‘logica?? invece di rompere meno le OO con la pubblicita’ invasiva, , vogliono denunciare chi ci aiuta a non farci rombere le OO dlla pubblicita’ invasiva, ahahaha
    vediamo come faranno ad impedirmi di modificare una stringa di bit quando sara’ sul mio pc 😀 😀 😀
    birra e patatine per godersi lo spettacolo, ci sara’ da ridere 😀 😀 😀
    e intanto /wtc/hosts i netfilter sono sempre sempre li, vediamo come faranno ad impedirmi di modificare una stringa di bit quando sara’ sul mio pc 😀 😀 😀

    Reply
  • @vittorio
    >lavoro in una grande azienda di marketing online personalizzato.
    >“Timore che i propri dati personali vengano utilizzati impropriamente per >pubblicità personalizzate (50%)”
    >questa non dovrebbe essere una precoccupazione. la privacy e’ garantita. le >informazioni personali sono separate dagli indicatori come i propri gusti, quello >che si vede online etc.
    balle! google ti “segue” sito per sito tracciandoti PERSOLNALMENTE il pc che usi per navigare. Schedati in ogni aspetto della navigazione intenrnet! altro che ‘anonimato e’ garantito’ o sei ingenuo o sei complice e siccome dici di lavorare in campo publicitario le cose come funzionano dovresti saperle, quindi ingenuo non puoi essere. ergo…

    >anzi le pubblicita’ personalizzate danno alle persone opportunita’ di risparmio >su qualcosa di loro interesse. l’alternativa sarebbe una pubblicita’ generica che >sicuramente interessa meno l’utente.
    eccolo li, pubblicita personalizzate’… allora lo sai che se sono personalizzate il navigante viene tracciato passo passo..
    se mi si propinasse pubblicita’ generica la potrei pure accettar a patto fosse non invasiva, ma la profilazione implicata dalla publicita personalizzata assolutamente no!

    @andrea
    hanno massificato l’elettronica portandola in mano a bestie umane informaticamente analfabete, “clicca qui clicca li” senza competenze, tutto facile, tutto gratis… ora fargli cambiare la mentalita’ e’ difficilissimo, per cui ache adblock lavora nella modalita “tutto facile tutto veloce tutto preimpostato”.

    PS: quando leggo su i vari siti “usiamo i cookie per migliorare l’esperienza di navigazione dei nostri visitatori” mi sale un sorriso amaro sul volto, “lo facciamo pr te”, “ci teniamo che tu abbia il meglio” ecc ecc … ma chi credono di prendere per il culo?

    Reply
  • LOL. Qui state a discutere sulla forma delle lune di Giove, pensando poi di poterla cambiare.
    Di tante cose insensate me ne colpisce una: che l’editoria online sia tanto importante.
    La maggior parte delle risorse a cui attingo non vi appartiene, e francamente se tutta la gente che campa con le pubblicità sparisse non mi graverebbe molto. Eccetto Google. Quella mi serve. Ma quella sembra cavarsela benissimo anche con l’adblock. E cque quand’ero piccolo Google non c’era, e prima o poi sparirà anche quella.

    Reply
    • @mino, immagino quindi che leggi solo Wikipedia da mattina e sera, e che la sostieni con grandi donazioni… vero? 🙂

      Reply
  • lavoro in una grande azienda di marketing online personalizzato.
    “Timore che i propri dati personali vengano utilizzati impropriamente per pubblicità personalizzate (50%)”
    questa non dovrebbe essere una precoccupazione. la privacy e’ garantita. le informazioni personali sono separate dagli indicatori come i propri gusti, quello che si vede online etc.
    anzi le pubblicita’ personalizzate danno alle persone opportunita’ di risparmio su qualcosa di loro interesse. l’alternativa sarebbe una pubblicita’ generica che sicuramente interessa meno l’utente.

    Reply
  • Il problema di Adblock è che si può abilitare anche sui siti dove non serve. Bisogna distinguere i siti buoni da quelli cattivi, molte persone fanno di tutta l’erba un fascio. Quando si installa Adblock è attivo per tutti i siti, invece dovrebbe essere disattivato e attivato per ogni sito manualmente. Bisognerebbe fare qualcosa per istruire l’utente, non per farlo diventare ancora più ignorante.
    Le pubblicità che non coprono il contenuto sono ok.
    Quelle che lo coprono per pochissimi secondi (vedi Youtube) sono ok.
    Le pubblicità che non rallentano sono ok.
    Devono essere penalizzati solo chi ha siti che mette popunder, popup, overlay e pubblicità che coprono il contenuto per troppo tempo e più di una volta al minuto.
    Se gli utenti fossero a conoscenza che il sito è gratuito solo grazie alla pubblicità, imparerebbero ad usare meglio la Whitelist. Invece oggi si lamentano di ogni cosa, anche se il sito gli piace, anche se li ha divertiti, anche se gli è servito…
    A volte basta il buon senso, ma è una qualità molto rara.

    Reply
  • oh, adblock vive di pubblicita’… e adesso non dovrei piu’ usarlo?
    forse non ti e’ chiaro il punto della questione: adblock e’ la risposta ad un problema che si era dimostrato endemico: la cancrena della pubblicita’ ormai minacciava la morte della navigazione web, adblock e’ l’amputazione che salva la situazione. Fossero stati certi personaggi meno ingordi, adblock non sarebbe mai nato. Al di la’ del fatto adblock si adblock no, /etc/hosts e’ sempre li, a mia disposizione e purtroppo per gli spioni/tracciatori/profilatori/webmastercazzari, so come usarlo. E sai che c’e’? Insegno ad usarlo ad amici e conoscenti. E pure gratis, senza farmi pagare.

    Reply
  • Boja faus, pure con un piemontese mi tocca litigare 😉
    Visto che tanto nessuno dei due cambierà idea, possiamo anche chiuderla qui la discussione.
    Aggiungo solo un’ultima cosa: sai di cosa vive AdBlock? Di pubblicità!!!
    http://www.businessinsider.com/google-microsoft-amazon-taboola-pay-adblock-plus-to-stop-blocking-their-ads-2015-2
    Ipocrisia al cubo….”un giorno uno ha detto BASTA alla pubblicità sul web!” sì, e ha pensato ad un bel modo per fare un sacco di soldi con la pubblicità online!

    Reply
  • Articolo molto interessante, dibattito ancor di più.

    Ritengo i banner fuori luogo e fuori tempo, esistono molti altri modi che un sito/blog può usare per avere introiti, assicurando anche maggior pertinenza e mantenendo l’interesse dei lettori.
    Editoriali, menzioni, collaborazioni, ecc.

    Soprattutto bisogna consentire la scelta all’utente/lettore, esattamente come fa Spotify.
    Vuoi ascoltare/leggere gratis? Accetti la pubblicità.
    Altrimenti paghi, il giusto.

    My2cents.

    Reply
  • Adriano 25 agosto 2015

    Più che uno che si è rotto le OO mi sembri uno che non ha capito un c@220…
    —–
    e vediamo se tu hai capito meglio, va… leggiamo….
    ——-
    Discorso “PC MIO e ci entra cosa dico io”: forse non hai notato che anche la radio è tua, anche la tv che hai in salotto è tua, anche il giornale che compri in edicola è tuo ma guarda un po’, c’è lo stesso un sacco di pubblicità dentro! Brutta la vita eh? Purtroppo funziona così da 100 anni almeno…
    ——-
    forse non hai notato che radio, tv (che ho sapientemente buttato via anni fa) e giornali sono “entita’ monodirezionali” (dall’emittente/editore a me senza possibilita’ di azione da parte mia se non limitata a telecomando/voltare pagina) mentre invece i PC e’ una ‘entita attiva’ capace di eseguire programmi CHE DECIDO IO (es adblock, interveti sul file hosts, etc) brutta la vita per i wannabewebmaster cazzari, google e spioni vari, eh? purtroppo funziona cosi da qualche anno a questa parte, quindi si: ho possibilta di filtrare e lo faccio. punto e stop. bloccami l’accesso tuo sito se vedi che uso adblock, che problema c’e’? andro’ altrove. Fatichi a mettere il blocco? AFFARI TUOI.. “Eh, ma cosi’ chideranno moltissimi siti!”… bene, tornera’ in auge l’editoria di settore.
    ————————
    Credi che il sistema cambi per 4 fessi che si sono rotti le palle dei banner? Non credo proprio…
    ————————
    e allora perche sembra che la cosa ti infastidisca cosi’ tanto se sono solo “4 fessi?” quardali dall’alto co sprezzante suoeriorita’ e ignorali, no? ah, ma forse non sono solo 4 fessi, forse sono “un pochino” di piu’? e costantemente in aumento? eh si..
    ————————
    Discorso “con i banner mi prendo i virus”: ma non diciamo cazzate!
    ————————
    e chi l’ha detto? vero che banner malevoli possono veicolare infezioni, ma personalmente non ho mai preso un virus windows in 16 anni di linux e 8 di freebsd 😀
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    Per i virus c’è una cosuccia chiamata antivirus…
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    virus che girano solo su windows, qundi completamente inutile per una parte dei naviganti… non tutti siamo scimmie windowscentriche, che ti credi?
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    siete tanto smanettoni e avete un’antivirus che non vi becca i trojan? Tutti a scuola da Aranzulla siete stati???
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    aranzulla aveva mamma che gli cambiabva il pannolino quanto io compilavo linux 2.2.14 🙂
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    Discorso “quando i banner non saranno invasivi toglierò AdBlock”: sì, certo! E’ più facile che Israele e Palestina organizzino i prossimi Mondiali di Calcio!
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    Abbonamento tribuna centralissima allo stadio di Gaza, proprio sotto la gigantografia di Arafat, grazie! spendo quello che spendo, ma mi godo la partita.
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    A parte il fatto che se hai AdBlock come fai ad accorgerti che i banner non sono più invasivi?? Se non li vedi!!! Ti dobbiamo avvertire? Ti mandiamo una letterina a casa? “Gentile utente, ora i banner non sono più invasivi come da lei richiesto, può eliminare AdBlock”.
    —————————-
    molto semplicemente una volta ogni 1-2 mesi navigo senza adblock, per prova se i wannabewebmaster cazzari sono risaviti: poi il pc collassa e sono costretto a riettivarlo subito.
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    Mi sembra qeulli che scaricavano cd dai vari P2P perchè “i cd costano troppo…costassero meno” e ora sono probabilmente lì che ascoltano Spotify AGGRATIS e non cacciano nemmeno i 99 luridi centesimi per 3 mesi per evitare le pubblicità! Il fatto è che siete proprio parassiti dentro…
    —————————
    autoradio alla mattina per radiogirnale e andare, della musica importa poco, gia’ dopo 3 minuti di “tunza tunza” cambio su radio radicale, ho qualche cd preso nei cestoni dell’autgrill e basta, 8.99 per 3 cd sono anche troppi.
    —————————
    Discorso “tanto non avrei comprato le mutande da donna”: qui esce fuori tutta la tua ignoranza in materia perchè si da il caso che la pubblicità venga pagata a CPM (soprattutto per i siti seri) ovverto per ogni impression/visualizzazione quindi anche se non clicchi, se non compri e se non guardi il banner io editore guadagno lo stesso.
    —————————-
    mi profili, mi ciucci banda, mi rallenti la navigazione, mi inchiodi il portatile monocore con un giga di ram…. no, no ne compro uno piu cazzuto solo per fargli macinare tutta la merda che mi ci vorresti buttare entro: adblock attivato, hosts configurato a modino con una settantina di sito scazssacazzi bloccati (lista in costante aumento man mano che trrovo un altro sito inniettamerda) e altre cosuccie bloccamerda: merda fuori, pc che viaggia, soldi risparmiati da non-acquisto nuovo hardware ogni 18 mesi saggiamente inverstiti in alcool e puttane piuttosto che prendere un 4core solo per compesare la lentezza di script fatti col culo e filmanti a tutto schermo sparati a massimo volume.
    —————————–
    Discorso “evoluzione del pubblico, ti do 5€ se mi sei simpatico”: dicono che 1000 scimmie che battono a caso sui tasti di 1000 macchine da scrivere per 100 anni prima o poi scriverebbero la Divina Commedia….ecco, stesse probabilità di riuscita dell’”evoluzione del pubblico”, soprattutto se il pubblico è formato da certa gente.
    ——————————
    in realta si parla di infinite scimmie per tempo infinito che hanno qualche possibilita di farcela, altro che 1000 per 100 anni… se devi fare citazioni, almeno falle giuste. ad ogni modo, io finanzio, nel mio piccolo, i siti che apprezzo: se gli altri utenti non lo fanno, non e’ colpa mia. Da inizio anno ho dato 35E a tre entita’ diverse: uno youtuber, wikipedia e un altro sito.
    Il fatto e’ che il sistema nella sua globalita’ ha abituato la gente con “tutto, subito, gratis” con la controparte di massacrargli le gonadi di pubblicita’. profilazione, “il mio culo per un click” e cosi via, ma hanno tirato troppo la corda e la gente reagisce, uno ha detto “ADESSO BASTA!” e ha creato adblock che vi ha rotto il giocattolo. Adesso ci si lamenta peeche gli utenti sono pezzenti, ma si dimentica che siete stati voi ad abituarli cosi negli utimi 20 anni… e mmo sono tutti caz… voli vostri. ma una sbirciatina allo specchio? un’anticchia di “MEA CULPA”? proprio no, eh?
    cerea

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  • Più che uno che si è rotto le OO mi sembri uno che non ha capito un c@220…
    Discorso “PC MIO e ci entra cosa dico io”: forse non hai notato che anche la radio è tua, anche la tv che hai in salotto è tua, anche il giornale che compri in edicola è tuo ma guarda un po’, c’è lo stesso un sacco di pubblicità dentro! Brutta la vita eh? Purtroppo funziona così da 100 anni almeno… Credi che il sistema cambi per 4 fessi che si sono rotti le palle dei banner? Non credo proprio…
    Discorso “con i banner mi prendo i virus”: ma non diciamo cazzate! Per i virus c’è una cosuccia chiamata antivirus…siete tanto smanettoni e avete un’antivirus che non vi becca i trojan? Tutti a scuola da Aranzulla siete stati???
    Discorso “quando i banner non saranno invasivi toglierò AdBlock”: sì, certo! E’ più facile che Israele e Palestina organizzino i prossimi Mondiali di Calcio! A parte il fatto che se hai AdBlock come fai ad accorgerti che i banner non sono più invasivi?? Se non li vedi!!! Ti dobbiamo avvertire? Ti mandiamo una letterina a casa? “Gentile utente, ora i banner non sono più invasivi come da lei richiesto, può eliminare AdBlock”. Mi sembra quelli che scaricavano cd dai vari P2P perchè “i cd costano troppo…costassero meno” e ora sono probabilmente lì che ascoltano Spotify AGGRATIS e non cacciano nemmeno i 99 luridi centesimi per 3 mesi per evitare le pubblicità! Il fatto è che siete proprio parassiti dentro…
    Discorso “tanto non avrei comprato le mutande da donna”: qui esce fuori tutta la tua ignoranza in materia perchè si da il caso che la pubblicità venga pagata a CPM (soprattutto per i siti seri) ovverto per ogni impression/visualizzazione quindi anche se non clicchi, se non compri e se non guardi il banner io editore guadagno lo stesso.
    Discorso “evoluzione del pubblico, ti do 5€ se mi sei simpatico”: dicono che 1000 scimmie che battono a caso sui tasti di 1000 macchine da scrivere per 100 anni prima o poi scriverebbero la Divina Commedia….ecco, stesse probabilità di riuscita dell'”evoluzione del pubblico”, soprattutto se il pubblico è formato da certa gente. 😉

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  • Mah, secondo me l’utilizzo di Adblock potrebbe anche essere legittimo, perché davvero ci sono siti letteralmente infestati dalla pubblicità. Secondo me, in questo caso, manca la personalizzazione, ovvero la possibilità di definire quali ads voglio bloccare (non tutte tout court, ma per esempio solo se sono in numero maggiore di). Allo stato attuale, una volta attivato AdBlock, per escludere un sito devo compiere un’operazione ben precisa, e diciamolo chi è che lo fa? Prevedere una personalizzazione iniziale, invece, potrebbe in parte risolvere il problema.

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  • Caro Tagliaerbe,
    ottimo che il discorso dei feed (che comunque non uso) ancora piu’ ottimo la possiblita’ di postare senza dover per forza avere google, facebook, disquis e altre mer*e simili, cosa sempre piu’ rara nei blog… qeulli li evito in toto.
    Sono in malafede -stando alla tua visione- perche’ uso adblock in questo momento su questo sito. Il mio scopo principale e’ per quanto posso tutelarmi dalla profilazione, e mi sa che faccio bene visto che gravatar non mi garba punto.
    Il discorso e’ stato gia fatto: diritto tuo di metterlo nel tuo sito, diritto mio di non farlo entrare nel mio pc.
    I gestori di siti che si lamentano ma non mette filtri all’accesso (paga-per-vedere) e’ perche’ la situazione gli va ben cosi come e’ atrimenti avrebbero gia’ fatto i loro passi.

    Comunque sara’ interessante osservare l’evoluzione del discorso adblock (che concetualmente e’ solo la punta dell’iceberg nel grande mare dello spionaggio massivo degli internatuti)… comunque il popolo e’ fondamentalmente bue, fara’ quello che gli dicono di fare. apple implementera’ i blocchi per garantire “una migliore esperienza utente” ai suoi schiavi, e con la banda avanzata veicolera’ meglio i propri business: non ti sta bene? non comprare apple.
    Comunque se e quando tutti useranno i filtri e i markettari/sitarelli saranno spazzati via o chiuderanno, emergeranno sicuramente nuove forme di monetizzazione: internet e’ un mercato troppo goloso per non mungerlo, a qualcuno verra’ in mente qualcosa. Personalmente spero nell’evoluzione del pubblico che ogni tanto da quei 5/10Euro annuali per sostenere il tal sito: io gia lo faccio con un sito e uno “youtuber” che apprezzo particolarmente, non avrei difficolta’ a farlo con altri dei quali apprezzo l’opera.

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  • Non sono mai stato un frequestantore di questo sito, non ti conosco, ma leggendo qua e la’ leggo:

    >Ma per me il sistema regge benissimo ed è in grado di evolversi, non vi >preoccupate.
    qui minimizzi…

    >L’ho detto: quando mi stuferò dei parassiti, metterò il blocco al sito, >TAAAAC!
    qui paventi un peggiormanto della situazione, qundi la cosa ti preoccupa…

    >Vivo (molto bene) di Internet e pubblicità da 15 anni, ti pare che mi >preoccupo di 4 parassiti?
    qui fai lo “sborone”.

    >Se qualcuno ha una soluzione, la proponga. Filosofeggiare e quotare il >guru di turno, non serve davvero ad una ceppa.
    tu che sei dentro la materia e la conosci, non hai elaboato una altenrativa che salvi capra e cavoli? “beccatevi tutta la mer*a di profilazione/banner” chiaramente non e’ la risposta.
    mia modestissima proposta? che i gestori dei siti SELEZIONINO a monte gli inserzionisti! “sei il millesimo visitatore”, “hai vinto un iphone”, metti il tuo numero di carta di credito”… no. banner a tutta pagina? no. banner discreto in alto a destra? si. pubblicita di viaggi, detersivi, case al mare, viaggi, scarpe, auto? si. ma sopratutto NO NO, NO, NO no no alla profilazione. si alla publicita generica NON INVASIVA

    oopss… poi leggo la proposta del “cartello”, tipo le sette sorelle del petrolio, il cartello delle lampandine che si rompono dopo mille ore, etc etc. azz che soluzione al alto tasso di inculatura del pubblico, complimentoni! (ironia).

    non si capisce bene, lamentele per i blocchi ma anche sicumera ostentata… boh.
    Senti, posso -senza ironia ne’ altro – proporti un esperimento?
    un toto di tempo (es: 2 mesi) di blocco totale per chi usa adblock. poi pubblichi il risultato dell’andamento degli accessi al sito e li commentiamo.

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    • “Caro” anonimo,
      il mio pensiero è espresso chiaramente nel post e nei vari commenti.

      Se qualcuno usa AdBlock su questo blog, è in totale malafede perché i banner sono statici, non recano alcun fastidio e non interferiscono col contenuto. Offro pure l’accesso libero al feed dei post, integrale e gratuito.

      Se poi ti riferisci a qualche altro commentatore (come Adriano), lascio rispondere a lui.

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  • PS: il fatto che il 40% dei naviganti blocca i banner NON equivale ad un -40% di fatturato.

    A. Io vedo il banner, per esempio, mutande da donna. Ma non compro le mutande da donna.
    B. Io non vedo il banner, per esempio, mutande da donna, perche’ bloccato. Non compro le mutande da donna.

    In entrambi i casi non avrei comprato.
    Basta con questa illogicita’ del “vedo, allora automaticamente compro quindi se non vedo allora hai perso una vendita”: e’ solo fare la “sceneggiata napulitana” del “chiagne e fotti”. Lo ritengo un atteggiamento patetico.

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  • Fumare e’ “macho”, se sei ragazzino ti senti grande, se sei adulto attiri le donne, se sei donna ti fa sentire emancipata… poi saltano fuori dei mentecatti che ti dicono che fumare non e’ cosi figo: tosse, catarro, pelle raggrinzita, dita gialle, minore capacita’ sessuale, tumori, aspettativa di vita accorciata. E allora ecco che i venditori di sigarette gridano allo scandalo, puntano il dito contro chi vuole affossare il business, tentano di mettere in ridicolo i medici e screditare gli studi scientifici.
    Fatte le dovute proporzioni, e’ la stessa logica di questo articolo: “vi massacriamo di banner e zitti: e’ il web, baby!”
    No, grazie: polmoni e PC sono MIEI, decido IO cosa entra e cosa no: “e’ un piccolo filtro, baby!”.
    Se mettono una pagina web a DISPOSIZIONE in Rete non possono lamentarsi se la seziono tenendo solo quello che mi serve. Di pubbliredazionali e’ pieno il web (es: punto-informatico.it, tomshw.it, etc che si affittano ai vari apple, samsung, nvidia, etc) e per filtrare quelli non serve adblock ma il filtro piu’ potente che esista: la propria capacita’ di analisi.
    Bloccheranno adblock con “vediamo che usi adblock, disabilitalo se vuoi accedere?” ok, che provino a disabilitarmi /etc/hosts se gli riesce…..
    Molti siti chiuderanno? pazienza, significa che erano di troppo.
    Metteranno l’accesso a pagamento? se ne puo’ discutere, chi lavora va pagato e non ci piove, ma strapparmi di tasca i soldi tramite profilazione non e’ il metodo che possono pretendere di continuare ad impormi.
    E si: i BANNER RALLENTANO il pc… non dimentichiamo le pubbicita’ a tutto schermo, i filmati a tutto volume, gli script stupidi che inchiodano il browser, etc. per certi siti (es: punto informatico) l’ultima volta che ho verificato, su 3.4MB di dati scaricati, l’articolo era 1430Byte… ne vogliamo parlare?
    Finche’ persisteranno a volermi cacciare a tutti i costi nel PC la peggio mer*a, continuero’ a tenere i filtri attivati. A poposito: piu del 70% delle mail mondiali sono SPAM e fengono bloccati senza tanti complimenti dai filtri, perche nessuno protesta perche ci sono i filtri antispam nella mail? i banner sono la stessa cosa, cioe’ dati noi richisti: SPAM. diritto loro di metterli nella LORO pagina web, diritto mio di NON farli entrare nel MIO pc. dati loro, PC MIO. Cosi come strappo le publicita appena le tolgo dalla casella postale senza nemmeno leggerle, cosi non faccio con gli script profilatori.

    Conclusione:
    – no profilazione
    – no pubblicita urlata
    – no pubblicita piu’ pesante del doppio della “ciccia” della pagina (es: articolo di 2KB? ok, pubblicita di 4KB).
    A queste condizioni tolgo i filtri, altrimenti se ne possono pure crepare di fame. Pieta’ l’e’ morta.

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  • Sono sempre stato riluttante ad installare AdBlock, perchè non l’ho mai ritenuto corretto. I siti hanno il diritto di finanziarsi, e considerando che l’informazione o i servizi che otteniamo gratuitamente, è da sopportare anche in quelli dove è davvero tanta.

    Tuttavia sono stato di fatto “costretto” an installarlo un paio di anni fa. Era un periodo dove i siti mettevano pubblicità, che emettevano improvvisamente suoni, bastava lasciare la tab aperta e sentivi di colpo frastuoni. In particolare proprio YouTube aveva questo problema. All’epoca ancora non veniva inserita la funzione per sapere da quale tab proviene il suono… Quindi sappiamo bene per chi lavora con tante tab aperte la frustrazione di trovare il tab colpevole.

    Purtroppo dall’abuso nascono le soluzioni radicali e quindi negative.
    Emettere un suono, senza il consenso dell’utente, è una grave violazione del rapporto con il visitatore. Finchè riempi il monitor di immagini, posso anche tollerare. Ma emettere suoni, significa uscire dal computer, ed invadere lo spazio e l’ambiente in cui è presente la persona. E questo non può essere in nessun modo giustificabile e tollerabile.

    Una rivista cartacea può avere molta pubblicità, ma questa non invade lo spazio fisico dove vive il lettore. Passi la pubblicità interattiva, e persino i seccanti popup ( anche se sulla carta di certo non succede che appaia di colpo una pubblicità sul contenuto che leggi…)… ma un invasione dello spazio fisico è inaccettabile.

    Secondo me se si vuole fermare l’adozione di AdBlock, bisogna puntare soprattutto ad impedire che la cattiva pubblicità raggiunga gli utenti. In questo senso bisognerebbe creare circuiti pubblicitari sicuri, che rispettino l’utente, con tanto di certificazione e un accordo con i produttori di browser che validino le pubblicità provenienti da questi circuiti sicuri. Quando si accede ad un sito con circuiti non sicuri, l’utente dovrebbe avere la facoltà in anticipo di non accedere o di bloccare tali circuiti.

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  • Non è che bisogna citare i “GURU”..basterebbe utilizzare in maniera moderata i banner…..

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  • La verità è che ad block rende molto più fluida la navigazione dei siti.. li rende più veloci e meno “sporchi”. Io l’ho installato quando su youtube è cominciato il “sommergiamo l’utente di banner e di pubblicità, evviva!”. Posso capire che molti ci stanno perdendo con questa estensione… però è anche sbagliato esagerare!
    P.S. ma un’altra soluzione per guadagnare sui siti internet, non esiste?

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  • Secondo me AdBlock è diventata una naturale conseguenza a siti che spammano troppo. Non parlo dei grandi editori che hanno la giusta pubblicità, ma di quei pseudo-siti informativi di video e cazzate che ne abusano.

    I più giovani sanno come rimuoverla e quindi utilizzano AdBlock (creando problemi agli editori seri), gli altri invece la subiscono. In particolare la fascia d’età over50 (la più vulnerabile del settore, perché da poco tempo ha a che fare con il web) tramite i social è costantemente bombardata da linkbaiting proprio dei siti di scarsa qualità e non di rado capita che si vedono addebitati costi extra su tablet e smartphone.

    Purtroppo i grossi editori (quelli che hanno dipendenti, non 4 ragazzini che scrivono) non riescono a differenziarsi in maniera netta, quindi che fare? A me verrebbe da dire alzare il livello qualitativo degli editoriali. Ultimamente si sta assottigliando sempre di più la differenza qualitativa in termini editoriali tra grosso editore e blog amatoriale. Molti giornalisti sono approssimativi in quello che scrivono, non si assicurano che le fonti siano attendibili e in parte li scuso perché sono in “guerra” con centinaia di persone specializzate del settore di cui stanno scrivendo.

    Questo è il web, siamo passati da un mercato di massa a una massa di mercati.

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  • Dire che potresti prendere qualcosa solo su siti borderline e gli altri sono puliti è dare falsa informazione . Flash malevoli finiscono dentro anche nei circuiti ufficiali. È vero che non c’è ubicazione alla rete ma è un altro discorso

    Non ci sarà mai il blocco in quanto quel traffico fa comodo averlo anche se non lo monetizzi e chi dice che lo farà mente a se stesso. Se la frase è sempre scritta al tempo futuro un motivo ci sarà…. anch’io smetterò di fumare quando le sigarette aumenteranno troppo 🙂

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  • 1) come faccio a sapere se un sito è borderline o pessimo prima di visitarlo? Mi sa che lo scopro dopo averlo aperto (senza AdBlock perché bisogna supportare gli editor, ovvio) ed essermi già beccato il virus 🙁
    2) e 3) facciamo che ci rivediamo qua tra boh, due anni, e vediamo chi aveva ragione? 😉
    In ogni caso, ripeto, se le pubblicità fossero tutte come su questo sito, AdBlock e simili non esisterebbero, ed io – come altri che hanno commentato – non l’avrei mai installato, né cercato. Purtroppo non è così, e dire alla gente che se non deve usarlo mi pare da irresponsabili, se non da disonesti. La prossima volta che mio zio mi telefona per chiedermi come pagare i 20€ per risolvere i problemi al registro del suo pc gli dò il tuo PayPal, che dici?

    Su Arment: old o new school, è uno che ha mezzo milione di visite al mese sul suo blog, e quindi dall’uso di strumenti tipo AdBlock non ha altro che da perderci.
    Nell’eterna lotta tra scrocconi e ingozzatori di ad, mi dà una certa impressione di obiettività.

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    • Non frequentando certi siti, non ho mai preso virus/malware tramite annunci pubblicitari… messa in questi termini, diventa una questione di “cultura e consapevolezza dello strumento” (che, mi rendo conto, non è facile inculcare in chi il PC lo usa come un elettrodomestico).

      Per quanto riguarda Arment, ma anche il sottoscritto o altri freelance, possiamo permetterci di essere meno invasivi con i banner, o non metterli del tutto, perché campiamo d’altro. Ma purtroppo non è un discorso applicabile ai grossi editori, che hanno come “core business” la pubblicità (e, di conseguenza, fare un sacco di pageview).

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  • P.S. il “guro di turno”, come lo chiami tu, è il co-fondatore di Tumblr. Non esattamente l’ultimo degli stronzi.

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  • Io vorrei capire qual è la tua di soluzione. Potresti iniziare col fare un ragionamento costruttivo, invece di lanciare frecciatine agli scrocconi, a quelli col braccino corto che fanno cose che non servono ad una ceppa.
    Dimmi: noi parassiti dovremmo disinstallare AdBlock e beccarci tutti i virus del mondo così tu puoi guadagnare un po’ di più col tuo sito? Dalle mie parti si dice credeghe ai ufo.
    Potresti iniziare una crociata per l’utilizzo consapevole della whitelist, questo sì. Il miglior modo per farlo però, a mio avviso, non è scrivere post piagnucolanti e astiosi su quanto siano brutti e cattivi quelli che non guardano le tue pubblicità. Mi sbaglierò.

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    • 1) I virus tramite banner li becchi quasi esclusivamente su siti pessimi, borderline o peggio. Non su siti seri, di qualità.
      2) Un sistema c’è. Si chiama “cartello”, e alcuni “editori top” ci stanno pensando da qualche anno. “Cartello” significa che, da un bel giorno in poi, TUTTI i “siti top” di un certo settore alzano il paywall (con lo stesso identico canone mensile/annuale), e chi si è visto si è visto. Però devono essere davvero tutti, altrimenti gli scrocconi fuggono in massa sui siti rimasti fuori dal paywall, e il castello crolla.
      3) Altra alternativa, già citata, l’anti-adblock. Che può essere totale, o parziale. Esempio: vuoi leggere/pubblicare commenti? devi togliere l’adblock, altrimenti non puoi (e ti assicuro che un sacco di troll impazzirebbero, perché vanno su certi siti solo ed esclusivamente per fare commenti velenosi 😉 )

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  • “Web developers and standards bodies couldn’t be more out of touch with this issue, racing ahead to give browsers and Javascript even more capabilities without adequately addressing the fundamental problems that will drive many people to disable huge chunks of their browser’s functionality.”

    “In a few years, after the dust has settled, we’re all going to look back at today’s web’s excesses and abuses as an almost unbelievable embarrassment. Hopefully, the worst is behind us. And it’s time to stop demonizing people who use tools to bring that sanity to their web browsers today.”

    http://www.marco.org/2015/08/11/ad-blocking-ethics

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    • Programmatori, geek, nerd e “old schooler”, oltre a scrocconi di ogni genere e specie, cercheranno sempre e comunque di difendere l’Internet non commerciale, quella “pre-1995”, che – volenti o nolenti – non esiste più da un pezzo. Fatevene una ragione.

      Lo ripeto per l’ennesima volta: se non avete mai avuto a che fare con l’editoria online, se non avete vissuto la sua evoluzioni “da dentro”, non potete capire cosa vuol dire quanto è difficile oggi tirar fuori soldi da un sito web. E non sto parlando di questo blog, dove i banner non intralciano per nulla la fruizione dei contenuti (e dove spero davvero che nessuno arrivi a dire che “gli danno fastidio”). Parlo di siti che fanno milioni di unici e decine di milioni di pageview/mese, che devono pagare parecchi stipendi, e che sono in un mercato dove CPM e CPC, anziché crescere, sono precipitati nel corso del tempo (anche a causa di RTB/programmatic, che dovevano essere la salvezza del settore, e si sono rivelati invece una sciagura). Mercato fatto di clienti dai braccini corti (che magari buttano ancora soldi sulla carta), e da concessionarie mediocri.

      Se qualcuno ha una soluzione, la proponga. Filosofeggiare e quotare il guru di turno, non serve davvero ad una ceppa.

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  • Ma per me il sistema regge benissimo ed è in grado di evolversi, non vi preoccupate.
    L’ho detto: quando mi stuferò dei parassiti, metterò il blocco al sito, TAAAAC!
    Vivo (molto bene) di Internet e pubblicità da 15 anni, ti pare che mi preoccupo di 4 parassiti? 😉

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  • “Se il sistema non regge e non è in grado di evolversi è giusto che muoia. Arriverà di certo qualcos’altro.”
    Mi pare un’ottima chiusa, no?

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  • Adriano nel tuo discorso ci sono un paio di falle:
    Se il sistema non regge e non è in grado di evolversi è giusto che muoia. Arriverà di certo qualcos’altro.
    Il tagliaerbe pubblica articoli di qualità ma l’obbiettivo è dire quanto e bravo. Con i suoi articoli da solo non vai da nessuna parte ma hai bisogno del suo aiuto per mettere su qualcosa (consulenza)
    Per me vendere pubblicità non è la via e non è un mio interesse capire quale sia la via giusta. . Però questi articoli mi fanno sorridere come gli articoli contro la pirateria audiovisiva . Il succo è sempre “bloccare bloccare bloccare ” quando ormai i buio sono scappati dal recinto :). La rete è nata dall’idea di persone che volevano scambiare informazioni liberamente e nel bene e nel male quest’idea sopravvivere, anche se Facebook ci prova cercando di creare un suo ambiente chiuso . A me non piace ma non posso negare che sia un tentativo intelligente .

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  • Ma figurati se mi baso sulla moralità della gente come te…
    Te l’ho detto qual è la soluzione: bloccare i siti a chi utilizza AdBlock, punto, game over.
    Anche perchè un sistema può reggere un certo numero di parassiti e continuare a sopravvivere ma quando i parassiti sono troppi il sistema muore. Tra l’altro non si capisce bene quale sia l’alternativa alla pubblicità sul web: quale sarebbe questa magnifica alternativa ai banner secondo voi? Te lo dico io: il web a pagamento! Dal tutto gratis, tutto subito, che figata internet al web a pagamento, se non paghi non vedi nulla: ah quella sì che sarebbe una gran vittoria! Perchè ti faccio notare che i siti che pubblicano contenuti di qualità senza nulla in cambio (come il TagliaBlog) si contano sulle dita di una mano (e comunque Tagliaerbe lo può fare perchè a) ha un altro lavoro che gli permette di campare e b) fa comunque pubblicità ad un “prodotto” ovvero a sè stesso in qualità di consulente), tutto il web si basa sulla pubblicità, un business da miliardi di dollari e credi che sarà AdBlock a cambiare il mondo? Se va bene finirà che Google si compra AdBlock per un tozzo di pane e lo chiude… 😉

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  • @Adriano:
    Il discorso mi pare proprio sulla moralità. Se io ho (e li ho) gli strumenti per interpretare i dati che tu mi trasmetti come voglio io (=senza pubblicità che non mi interessano), perché non dovrei farlo? Solo ed esclusivamente per una questione di etica/morale, perché so che altrimenti il giochino si rompe e l’editor è costretto a chiudere. Ma a me, senza etica, che l’editor chiuda non me ne può fregare di meno.
    Fai gli esempi di Sky e Metro, che sono stato io stesso a tirare fuori e quindi sono già confutati in partenza, e poi dici: “Vuoi vedere il mio sito senza pubblicità? Non puoi, te lo becchi così com’è, poi sei liberissimo di guardare solo il contenuto, ma se il mio sito è fatto così tu lo visualizzi come dico io.” e qui casca l’asino. No, non lo visualizzo come dici tu, perché – ripeto – esistono mille modi per interpretare quella massa di dati in modo diverso rispetto a come l’hai pensata tu. Uno di questi è AdBlock.
    Il tuo “Il discorso è che il mondo funziona così” per me è rivelatore di un’inadeguatezza ad affrontare il problema. Il mondo di internet NON funziona così, puoi impegnarti finché ti pare a tentare di convincere me a guardarmi le pubblicità ma ila verità è che il tanto vituperato “popolo della rete” non ha forma, età, sesso. Vuole tutto, subito, gratis, perché lo strumento è nato con queste caratteristiche e funziona su queste basi (in questo senso, ha ragionissima Ivo più su). Per come la vedo io, ci si può adeguare o fare la fine dei dinosauri, e non parlo solo di voi editor ma dell’intero sistema del business dell’interwebz.

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  • Volete che gli utenti non usino più Adblock? Allora evitate di tappezzare i vostri siti con banner e popup che si aprono di continuo, rendendo la lettura impossibile !!

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  • Adriano se vuoi rendere difficile la vita a chi usa adblock non devi aspettare visto che tecniche esistono. Quello che penso io è che non si fa per paura di perdere quel traffico . Anche quello fa comodo e non mi piacciono i discorsi di quasi criminalizzazione dello strumento .

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  • Qualcuno parlava a proposito di Android

    Dolphin Browser + Adblock.

    Et voilà!!!!!!

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  • @Carlo Caruso Certo, non ci sarà mai un metodo per bloccare chi vuole vedere un sito senza banner ma sono convinto che quando sarà più difficile aggirare il blocco molti lasceranno perdere. Hai presente la pay tv degli anni ’90? Era abbastanza facile da decriptare, ora è talmente difficile che o ti fai l’abbonamento SKY ufficiale o non ti vedi la pay tv.
    E lasciamo perdere le soluzioni a pagamento: ma tu credi veramente che ci sarebbe qualcuno disposto a pagare per vedere 3/4 pagine di un sito e basta? Non tutti i siti sono frequentati giornalmente: i miei siti danno risposte a domande degli utenti ma non potrei mai chiedere all’utente di pagare per visualizzare un sito per un minuto all’anno. Senza contare che in Italia c’è gente che rompe la palle per Whatsapp a pagamento!!! 99 fottutissimi centesimi all’anno per un servizio che ha surclassato gli SMS (e relativa spesa) e c’è qualcuno che si lamenta, dopo che magari ha pagato un telefono 800€! Ma come fai in un paese così a vendere qualcosa?
    @Alessandro Caira: purtroppo credo che AdBlock di default blocchi anche i cookie e senza i cookie non hai tracciamento quindi non generi vendite attraverso le tue affiliazioni…e l’utente di AdBlock ti ha fregato!
    @Adailton: il discorso non è sulla moralità, figurati se uno per campare deve basarsi sulla moralità della gente… Il discorso è che il mondo funziona così: non vuoi la pubblicità in TV? Paghi 50€ al mese e ti fai SKY (e ti becchi lo stesso un po’ di pubblicità tra l’altro!). Vuoi Leggo o Metro senza pubblicità? Non puoi, te li prendi con tutte le pagine, poi sei liberissimo di farci cosa vuoi, anche pulirti il… Vuoi vedere il mio sito senza pubblicità? Non puoi, te lo becchi così com’è, poi sei liberissimo di guardare solo il contenuto, ma se il mio sito è fatto così tu lo visualizzi come dico io. Se non ti piace te ne vai su un altro sito. Ma forse per farti capire meglio se mi dici che lavoro fai ti faccio un esempio ad hoc con la tua professione…

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  • OT ma giusto per sfatare un mito. La RAI raccoglie meno delle private . La legge prescrive un tetto ben preciso alla raccolta pubblicitaria , per cui è inferiore a quella presente nelle private . Questo tetto è giustificato dal canone. Facendo un po’ di dietrologia è il principale motivo per cui mediaset non fa battaglia seria per l’abolizione visto che 1) è la tassa più evasa d’Europa 2) senza il canone avrebbe un concorrente più agguerrito.
    Ritornando it il tuo ragionamento dimostra che ad oggi la pubblicità è considerata un’invasione , può essere un minuto\banner o 10 minuti\banner l’osservatore rileverà le 2 come identiche. Tu stesso dici “se non di più ” quando è palesemente falso. Adesso non mi metto a cercare i riferimenti di legge corretti ma se cerchi la mammì e la gasparri . Se invece tu hai i riferimenti a qualche articolo scientifico che metta a confronto i tempi pubblicitari delle varie TV indicamelo pure

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  • Era solo questione di tempo, ed è un problema gigantesco che stanno affrontando un po’ tutti i player. Quando Jack Trout è stato interpellato (ben 3 volte pubblicamente) riguardo l’utilità e la potenzialità del web per il branding ed il posizionamento ha sempre risposto che internet, per quanto riguarda il marketing, è ancora “work in progress” (lo ha detto nel 2010, 2012 e 2014) ed è un media ancora difficile da gestire dalla comunità dei marketer di un certo livello. Ha detto che ci vorrà tempo per capire come utilizzarlo nel modo giusto, proprio perchè il problema principale di internet è “gestire l’interruzione”. Nessuno vuole essere interrotto, e su internet questo è ancora più accentuato, e tutti quelli che hanno scritto qui, bene o male, penso siano daccordo che uno delle lamentele principali riguardo il canone RAI, per esempio, è che si è obbligati a pagarlo nonostante la pubblicità sia alla pari, se non di più, di una TV privata (che è gratuita). Non parliamo dei contenuti.

    Nei canali tradizionali (TV, Radio, ecc) questo problema non esiste perchè le TV private sono nate apposta per attirare audience tramite contenuti gratuiti, per poi esporre questi utenti alla pubblicità . E senza quello non esisterebbero televisioni private; non esisterebbe la “quasi libera” informazione (un parolone ma lasciamo perdere); ma sarebbe tutto controllato con un canone a pagamento, in mano (spesso) a dei caproni. A parte il telecomando, che comunque è nato dopo, c’è poco che uno può fare per “bloccare” quella pubblicità. Ma pensate se fosse esistita una tecnologia che permetteva all’utente televisivo di fare fast forward quando uscivano gli spot televisivi? Quanti lo avrebbero usato? Quanti di quelli che scrivono qui, nel bene o nel male, lo installerebbero sulla loro TV? Sareste daccordo a pagare, diciamo, 5000 euro all’anno per un accesso completo all’etere senza interruzioni pubblicitarie? Neppure la cable TV ci è riuscita perchè i guadagni sono comunque troppo allettanti. E sarebbe sicuramente un problema non indifferente. Perchè il mercato pubblicitario, per quanto odioso, è estremamente redditizio ed è la spina dorsale dell’economia. Nel bene, o nel male io questo non lo voglio discutere.

    Internet invece, secondo me, è nato in modo diverso. Un po’ al contrario. Quando il marketing ha realizzato l’enorme potenzialità di aggregazione rappresentato da questo media, e quindi l’opportunità di esporre questa audience alla pubblicità, l’uovo era già schiuso e la frittata era già pronta per essere mangiata. La struttura, il backbone, era già lì ed era nato con uno spirito diverso, diciamo un poco più libero anche se poi anche qui si potrebbero argomentare tante cose. Ma la libertà di utilizzo era diversa, il controllo sul media era diverso, perchè solo più tardi è nato quello che io definisco “il blogger commerciale”. Quello che un po’ per passione, un po’ perchè anche lui ha intravisto un opportunità, ha iniziato a pubblicare contenuti per attirare audience, ed esporre questa audience alla pubblicità creando il suo micro-media più o meno redditizio.

    Io vivo nell’ambiente commerciale da una vita e ne ho viste e vissute veramente tante. Ma mi chiedo però una cosa: se l’uovo era già rotto, e la frittata già fatta, perchè la modalità, l’algoritmo, su cui si basa il lucro sulla pubblicità è rimasta la stessa? Contenuto = audience = esposizione pubblicitaria = guadagno. Su un media che non era evidentemente predisposto per questo algoritmo? O comunque non come gli altri media.

    Io penso che chi riuscirà a risolvere questo problema, senza forzare un alterazione alla struttura internet che comunque ha già un sistema immunitario che attacca tutto ciò che cerca di controllarne la sua “libertà” o “autonomia”, avrà in mano la prossima grande scoperta nell’ambito del marketing.

    Girano voci che Adblock stia trattando contratti miliardari per “permettere a certi brand di intrufolarsi tra le maglie del loro setaccio” e quindi bypassarlo, senza che però nessuno ne sia consapevole altrimenti è ovvio che sarà un bye-bye Adblock se la gente lo scopre. Ma ci sarà anche quello, Adblock sarà un altro software miliardario quotato a Wall Street che contribuirà alla bolla, renderà traders e i creatori del software miliardari, e però non avrà risolto il problema.

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  • A me pare che alcuni non vogliano capire, o – peggio – facciano finta di non.
    Mi sembra ovvio che quando parliamo di ad in questo specifico caso ci riferiamo a quelle invasive, fastidiose e/o pericolose. Un esempio familiare a tutti: ecco lo screenshot di Cnet con AdBlock: http://img.ctrlv.in/img/14/07/08/53bb5bea08473.png Pulito, si capisce subito dove clickare per scaricare il contenuto. La stessa pagina senza AdBlock: http://img.ctrlv.in/img/14/07/08/53bb5c710f244.png ?? E ora dove devo premere? Forse a destra? Quale sarà la colonna giusta? Sono tutti verdi uguali!
    Vi posto solo la parte alta della pagina, ma potete scommettere che scorrendo in basso ci saranno ad che bloccano il testo invitando a scaricare .exe non meglio identificati. Ora, se gli utenti che stanno commentando qui sono tutti tech savvy e, dopo averci pensato due secondi, capiscono qual è il link giusto, non venitemi a dire che la nonna che cerca su google come fare il punto croce è altrettanto scafata. Qualche tempo fa mio zio settantenne mi chiamò dicendomi che il computer gli aveva detto che aveva un sacco di errori nel registro, e quindi doveva pagare 20€ per risolverli ma non sapeva come fare.
    Altra categoria “innocua”, che sicuramente molti di voi utilizzano: i tracking ads, tipo quelli di Google, che si ricordano di quello che cerchi. Faccio l’errore di guardare dei ricambi per la moto e un minuto dopo mi trovo seppellito da annunci di specchietti e pneumatici. Non so voi, ma io lo trovo fottutamente inquietante, mi vengono i brividi alla 1984 e vorrei scagliare il disco fisso dal balcone.
    Food for tought: https://adblockplus.org/en/acceptable-ads#criteria

    Quindi: se dobbiamo fare un discorso di moralità, io sposto decisamente il target dall’utente a chi crea queste ad e a chi permette che siano ospitate sul proprio sito, ben sapendo che nel 99% dei casi sono cose che il consumatore non vuole vedere, che sono fatte apposta per sfruttarlo e trarlo in inganno.

    Anche perché, che tipo di contratto sociale è stato stipulato tra l’editor e l’utente? Io creo le cose però tu guardi le ads? Non mi sembra che nella home di questo sito, prima di entrare, ci sia un disclaimer: “entrando su questa pagina acconsenti ad uno scambio contenuti/visualizzazione di ads. Clicka su sì per accettare”,. L’editor crea una cosa, io ricevo una massa di dati e sta a me decidere come interpretarli. Se mi faccio dare Leggo o Metro in stazione e cancello con l’Uniposca tutte le pubblicità, sono riprovevole? D’altronde l’editor ha dovuto comunque pagare per scrivere stampare e distribuire quella copia. E se, per esempio, uso un browser testuale tipo Lynx per leggere un sito? Sono cattivo? E’ immorale alzarsi dal divano durante le pubblicità in mezzo a un film, o registrarlo e fare fast forward durante le televendite? E’ immorale prendere un libro in biblioteca? E’ immorale ricaricare le cartucce della stampante e non sostituirle con le orginali? In tutti questi casi, godo di un servizio che mi è stato fornito senza dare niente in cambio, no?

    Perché mi devo sentire moralmente obbligato ad aderire ad un modello di business, deciso unilateralmente senza alcuna negoziazione? Mi pare evidente che il problema (e la soluzione) non stiano dalla parte del consumatore, ma del creatore del sito.
    Se una quantità sempre maggiore di persone comincerà ad utilizzare AdBlock, il risultato non credo proprio assomiglierà a quelle previsioni catastrofiste che l’autore dell’articolo e qualche commentatore ha vaticinato. L’editor non riesce più a pagare per il sito? Il server costerà meno, la compagnia di ad pagherà di più per view (visto che saranno view di a-persone interessate e maggiormente disposte a clickare e b-nonne che si fanno abbindolare molto più facilmente), ecc. Sempre che. ed è la mia speranza, non si decida che il modello di business non funziona e che è necessario cambiarlo radicalmente.
    Nel 2015, nell’era dello sharing e del tutto subito, non credo proprio saranno in molti i siti costretti a chiudere. Quindi potete anche piangere un po’ meno il morto.

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  • Bulls cosa significa che è stato oggetto di verifiche? Quali verifiche? Siamo seri…. pensate che un’associazione o peggio lo stato possa mettere bocca su adblock?

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  • Il fenomeno è noto alle associazioni ed è stato oggetto già di verifiche
    Se ne discuterà pubblicamente molto presto ma quando le cifre saranno più certe
    Intolleranza non biasimabile: le tecniche di monetizzazione sono quelle che hanno reso ricche google. Facebook e qualche altro player internazionale
    Non certo gli editori, quanto meno non quelli italiani
    Cultura: è questa la parola d’ordine!
    Far capire ad esempio cosa sia iL retargeting (un dramma, una persecuzione)

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  • Personalmente ho installato AdBlock da quando YouTube ha cominciato a spammare pesantemente la pubblicità facendo perdere quei 5/15 secondi prima di visionare un video. È chiaro che chi utilizza AdBlock sta cercando di difendersi da una strategia editoriale sbagliata! Nei miei progetti non utilizzo AdSense ma affiliazioni con link testuali e banner che non vengono bloccati da AdBlock. In questo modo non perdo neanche un “potenziale cliente”, rispetto l’user experience e soprattutto instauro un buon rapporto con l’utente. Purtroppo moltissimi non capiscono proprio questo concetto, piuttosto sono ancora convinti del dover tappezzare i propri siti di

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  • Sempre più spesso, soprattutto da mobile, mi capita di finire in siti inutilizzabili tra banner, popup e redirect vari. C’è anche da dire che almeno 3/4 dei siti web che ci sono in giro sono stati fatti apposta per attirare utenti via social e bombardare di advertising, in questi casi ben venga AdBlock!

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  • Sarò duro ma non capisco perché i contenuti non debbano essere a pagamento . Se sei un sito di news fatti pagare per le news, se sei un forum fatti pagare per l’accesso. Ad esempio ,un’era giurassica fa, nntp era libero ma pagavo un canone a un nessun server tedesco per l’accesso e, a mio parere , la qualità era molto più alta di qualsiasi forum attuale.
    Ripeto se vuoi essere renumerato chiedimi dei soldi ma non chiedere il mio tempo , la mia banda, la mia navigazione.

    Reply
  • Ciao Davide, personalmente ritengo che se la pubblicità è inquadrata in un’ottica di “servizio”, evitando di rendere l’utente “carne da macello”, sistemi come AdBlock non sono particolarmente temibili. Il mio sogno rimangono i contenuti a pagamento, ma in alcuni settori sono praticamente improponibili.

    Un ringraziamento a @Nicola per aver citato l’articolo How to Display Alternate Content to AdBlock Users.

    Reply
  • Adriano sinceramente pensi che ci sarà un “quando la tecnologia sarà adeguata”?
    Non è un discorso 15enni\persone mature ed è inutile che continui a chiamare scrocconi chi come me usa adblock. Al cinema entro con 15\20minuti di ritardo e il giornale lo compro tutti i giorni perchè mi piace. Se un sito mi interessasse come il quotidiano che compro tutte le mattine probabilmente pagherei, come pago per spotify per evitarmi lo sbattimento di cercarmi i torrent .

    Invece di pensare a “quando la tecnologia sarà adeguata” dovresti trovare un’alternativa adesso. 🙂

    Reply
  • @Adailton Domani prova ad andare in edicola e dire all’edicolante “mi fa leggere le prime 4/5 pagine del Sole24Ore? Poi se è una cagata non lo pago e glielo restituisco”. Sai che ti dice? Che non si può fare! Come non si può entrare al cinema gratis per vedere i primi 15 minuti del film e vedere se vale la pena pagare il biglietto oppure entrare al ristorante farsi portare un antipasto e decidere se uscire (senza pagare) perchè non è di tuo gradimento. Purtroppo il mondo gira così…
    @Carlo Caruso: personalmente non ho ancora bloccato gli utenti con AdBlock sui miei siti perchè per ora a) non credo siano una percentuale così alta e soprattutto b) temo che gli attuali script possano dare molti problemi di falsi positivi ovvero bloccare il sito a chi in realtà non utilizza AdBlock. Ma quando la tecnologia sarà adeguata non ci penserò un secondo a bloccare il sito agli scrocconi (che tra parentesi, oltre a non far guadagnare l’editore sono pure un costo perchè consumano banda e risorse del server…)
    Per tutti coloro che non capiscono come funziona il mondo della pubblicità online: io capisco il 15enne che usa AdBlock perchè “cioè, che figo fare l’hacker, l’ho imparato sul sito di Aranzulla” e non si rende conto del danno che sta provocando (anch’io a 15 anni probabilmente ragionavo così) però se c’è qualcuno che deve fargli capire come funziona Internet e di cosa vivono tutti “questi volontari che creano siti così per hobby” (probabilmente molti pensano che Internet sia ancora al 1996) beh, questi sono gli editori e l’unico modo per farglielo capire è bloccare i siti a chi naviga con AdBlock.

    Reply
  • avevo capito male… tralascia la seconda parte del mio commento.
    sono d’accordo con te… non vuoi gli utenti con adblock? bloccali. punto.

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  • Carlo Caruso, il sito che gestisco è un sito di giochi online in flash, quindi non poker/casino. A parte i giochi “social” tipo Funny Farm, Goodgame Empire, Fishao, ecc…dove se vuoi comprare qualche upgrades devi pagare, gli altri sono gratis. I video pubblicitari che vengono visualizzati sono in gran parte gli stessi che si vedono in TV, anche Barilla a volte :-). Tra l’altro avendo contatti diretti con la concessionaria di pubblicità dei video, ti posso assicurare che gli inserzionisti sono molto soddisfatti delle campagne fatte su questo sito. Da qualche mese è stato introdotto il parametro viewability, dove sotto il 50% non si viene pagati e con questo sito sono in media all’80%. Questo non vantarmi, ma per mettere in evidenza il fatto che se hai contenuti di qualità e in questo caso giochi belli o ottimi, degli scrocconi puoi farne a meno.

    Reply
  • Ecco… sono d’accordo con il discorso di fabio anche se non capisco una cosa…. non guadagni dalle giocate dei tuoi utenti???? se ti serve la pubblicità per reggere il tutto allora hai un problema :).
    Capirei se tu ti fai pubblicità al tuo sito in altri luoghi ma non capisco proprio perchè tu debba vendere la pubblicità SUL tuo sito. La barilla fa passare la pubblicità sulle TV ma mica mette pubblicità di altri sulle sue scatole 🙂

    Reply
  • Gestisco un sito italiano di giochi online e il sito lo si può navigare tranquillamente con adblock attivo. Quando però si arriva alla pagina del gioco, si attiva un rilevatore che avvisa l’utente che se si ha attivo un programma che blocca l’erogazione della pubblicità, per poter giocare al gioco, bisogna disattivarlo. Ti guardi il video pubblicitario e poi puoi giocare, senza altre interruzioni. Se l’utente non vuole disattivare adblock o simili, che esca pure dal sito e vada a giocare da un’altra parte. D’altronde in molti locali c’è ingresso libero e consumazione obbligatoria. Perchè sul web dovrebbe essere diverso?

    Reply
  • Io ripeto cosa c’è di male ad utilizzare adblock.? Il problema è inventare un’altra via .
    Ad esempio per la musica e il video questo è stato fatto . Io sono abbonato spotify e non scarico più mp3 come una volta. Per i video non ho una connessione che i permetta di fare altrettanto per cui rimango un utente del p2p .

    E di chi legge i blog con software tipo feedly che ne pensate?

    Reply
    • Se ci fosse una via di monetizzazione alternativa, gli editori l’avrebbero già presa da un pezzo.

      Il problema è che i banner stanno morendo, ma non è nato ancora nulla che possa monetizzare come loro. Il punto, lo ripeto nuovamente, è che l’utente medio non vuole pagare l’informazione, anche perché gli editori “sani”, nel corso degli anni, hanno continuamente alzato l’asticella regalando sempre di più (mentre quelli “malati” hanno impestato il web di spazzatura).

      Prima regalavano articoli, poi photogallery, poi video. Oggi una redazione “seria” deve avere (costose) competenze “multimediali”, e dall’altra parte ci sono solo persone per la quali tutto è dovuto, che aspettano solo il refuso del giornalista per ammazzarlo di insulti e minacce nei commenti, e che si bullano di usare AdBlock.

      Mi chiedi “cosa c’è di male ad usare AdBlock”? Semplice: stai togliendo soldi all’editore, che ne ha sempre meno per innovare e pagare i suoi dipendenti. Se vuoi “punire” l’editore che non ti piace, perché mette troppi banner, non leggerlo.

      Reply
  • Ma perché non mettete il blocco a chi usa adblock già da oggi? È libero l’uso dello strumento? Se la risposta è si non vedo che cosa ci possiate fare. Se pensate che i vostri contenuti siano di valore fateli pagare .

    E poi questo sembra solo un post di “trollaggio estivo ” specialmente la chiamata alle armi delle varie associazioni. Parlando seriamente che potere avrebbero per impedirne l’uso? Nessuno.

    Reply
    • Ma quale trollaggio. Qui vedo chiare 2 posizioni:

      – il lettore, che non sa nulla dell’editoria online e dei suoi problemi, e che si sente in diritto di fruire di informazioni e notizie a costo zero, eliminando ogni più piccolo fastidio (ho letto il forum di AdBlock, dove gli utenti “propongono” i siti e i banner da inserire nelle regole dell’estensione. Ricordo perfettamente un tizio che scrisse una cosa del tipo “potete eliminare quel banner da 300×100 sulle pagine di quel sito? E’ fastidiosissimo!”. Certo, fra poco darà fastidio pure il colore di certi pixel, per qualcuno.) E spesso crede che l’editore si arricchisca spropositatamente con la pubblicità (uno dei più grandi falsi della storia di Internet), e quindi è giusto e sacrosanto impedirglielo.

      – l’editore, che con i banner monetizza sempre meno. I classici annunci pubblicitari, nelle classiche posizioni, non vengono più cliccati da nessuno (vedere il fenomeno della cosiddetta “banner blindness”. Pure i dati di Google lo dicevano, già 4 anni fa!: https://blog.tagliaerbe.com/2011/08/report-ctr-google-doubleclick.html ). Di vendere l’accesso alle notizie, non se ne parla (a parte alcuni rarissimi casi di successo). Gli editori medio-grossi sono in balia delle concessionarie, che impestano i siti di formati sempre più impattanti perché devono “dimostrare” al cliente finale che ottengono click (cosa che oggi possono garantire solo certi formati).

      Non so quando arriverà il punto di rottura, ma certamente ho visto schizzare alle stesse le richieste di pubbliredazionali, da un paio d’anni a questa parte. E un motivo ci sarà…

      Reply
  • Ma che ragionamento è, Adriano? Per decidere se una cosa è una cagata o no dovrò pur leggerla, giusto? Per formarmi un’opinione e poter criticare una posizione, mi dovrò pur informare.
    Questo scarico di responsabilità, dal fornitore di contenuti che mette pubblicità invasive all’utente che dovrebbe avere uno scatto di moralità e sorbirsele tutte perché c’è gente che “vive di internet”, è francamente incomprensibile, nella sostanza e nell’attuabilità.
    Boh, alle volte ho l’impressione che i guru della rete siano tutti over-quaranta che come funziona il mondo di internet non l’hanno mai capito appieno.
    Volete mettere i vostri siti a pagamento o bloccarli per i brutti e cattivi che usano AdBlock? Prego, liberissimi, ma ho la netta sensazione che andiate incontro ad un destino funesto…

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  • Avendo svolto il lavoro di Tecnico informatico per molti anni, concordo con quello che già è stato accennato in qualche commento, ovvero che la gran parte degli utilizzatori di Adblock si lamenta soprattutto dei pop-up (aperti a gruppi) che interrompono la visualizzazione del contenuto, e la maggior parte di questi è anche molto ostica da chiudere per gli utenti meno esperti.

    Pertanto, la mia considerazione basata sul mio personale campione statistico, dissocia l’uso del Adblock dai Banner, ma lo vedo indirizzato verso pop-up e script malevoli.

    Il che mi porta a considerare il blocco dei Banner come una conseguenza non volontaria di una cura che comunque non è giustificata al 100%, come dice l’articolo qui sopra, il modo corretto di comportarsi è quello di non usufruire più dei contenuti del sito che fa uso di pubblicità invasiva, che in parole povere vuol dire che se non mi piacciono le regole del padrone di casa sono autorizzato ad andarmene ma non ad ignorarle poichè quella rimane casa sua.

    Detto questo sono d’accordo sul fatto che blog come questo che divulgano gratuitamente contenuti di altissima qualità e fanno uso di banner non invasivi, non debbano perdere quasi la metà dei loro ricavi per via del comportamento di altri.

    Ma sono convinto che la soluzione non sia l’ editoria a pagamento, ne uscirebbero sconfitti entrambe le “parti”, una perdendo sicuramente guadagni e l’altra perdendo i contenuti…forse la soluzione come ho letto qualche commento più su, consiste nel sensibilizzare l’utente verso l’uso della whitelist…

    Reply
  • Per tutti quelli invece (che evidentemente non vivono di internet…) che continuano a giustificare l’uso di Adblock e se ne vantano pure: ma se un sito ha troppa pubblicità ma perchè non smettete di visitarlo?? E’ troppo semplice come soluzione? Libero scrive cagate? E non leggerlo! Il modo migliore per colpire un sito è quello di non visitarlo.
    Invece quando sarà un problema serio e tutti i siti bloccheranno le visite con AdBlock loro potranno navigare solo su Wikipedia!

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  • Il dato di Digital News Report 2015 è evidentemente errato: non è possibile che il 47% degli utenti abbia AdBlock installato! A quest’ora i publisher americani avrebbero preso serie contromisure…
    Sembra ci sia un’errore nell’interpretazione del dato sul Report, infatti si legge:
    “47% of our US sample and 39% in the UK don’t see always see ads because they use ad-blocking software to screen them out. More generally, a third or more (39% in the UK and 30% in the US) say they ignore ads.” Non si capisce se sia la somma di chi “afferma” di ignorare gli ads e di chi ha effettivamente un software di blocco dei banner.
    In ogni caso non coincide con il dato di Pagefair dove emerge che circa il 14% degli americani usi un AdBlock…dal 47% al 14% c’è una leggera differenza! Anche il dato relativo all’Italia è intorno al 12%, un dato certamente alto ma non inquietante.
    Detto questo, apprezzo anch’io l’appello finale e da piccolo editore quando il problema sarà davvero rilevante (io ipotizzo per tipologia di utenti sul mio sito un uso di AdBlock intorno al 5%) prenderò contromisure ovvero il blocco dei contenuti per chi usa AdBlock 😉

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  • C’è anche un problema tecnologico/di sicurezza nell’uso dei banner, e si lega al tipo di scripting che fanno. Se volete rendervi conto del livello infimo in cui ci troviamo, fatevi un giro su un qualsiasi sito per adulti con il browser TOR, e perdete il conto di quante notifiche di code injection, cookie sospetti, script malevoli, XSS vi appariranno.

    Tenete conto che banner non servono semplicemente a mostrare contenuti, ed è ingenuo pensare agli utenti cattivi che non vogliono farci guadagnare: in molti casi, effettuano operazioni in background non troppo rispettose della privacy dell’utente, ed è (anche) questo il motivo per cui finiscono in blacklist.

    L’uso degli adblock è una reazione naturale (piaccia o meno) ad un’overdose di pubblicità inutili, ingannevoli, banali e spesso lesive della privacy, a cui siamo sottoposti ogni giorno. Del resto se metti banner addirittura come sfondo della pagina, se non riesci ad andare oltre il copia-incolla di codice Javascript nei widget di WordPress, se sei accecato dal menefreghismo nei confronti dei lettori (per non parlare delle crociate: conosco almeno un paio di siti italiani che bloccano totalmente l’accesso al blog se installi adblock, accusandoti di averlo fatto) e non hai chiaro che non puoi più usare ads in Flash perchè sono bloccati da mezzo mondo di default… il problema è soltanto tuo.

    Non certo di chi, annoiato o infastidito che sia, blocca quei contenuti.

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  • Senza banner, sparirebbero la maggior parte dei siti/blog/forum che leggi quotidianamente. Sì, perché lo so che ti lamenti dei troppi banner presenti su questi siti, ma poi metti AdBlock e li leggi ugualmente. Sarebbe più onesto (e soprattutto coerente) non leggerli più. Ma soprattutto,

    Se Adblock si è diffuso così tanto la colpa è proprio dei siti/blog/forum che hanno tappezzato di banner i propri spazi rendendo la così tanto decantata UX tragica !! E quindi è giusto che chiudano questi siti/blog/forum, finché si parla di qualche banner ok ci sto…ma visto l’uso selvaggio che ne viene fatto!!

    gli editori cercheranno altre forme per monetizzare. Una potrebbe essere il far pagare l’accesso al sito web. Sì, potrebbero cercare di farti tirar fuori dei soldi per leggere i loro contenuti, come d’altra parte si fa da sempre con i giornali o le riviste. E’ una cosa di cui si parla da anni.

    Non credo che sia proprio fattibile questa soluzione…..anzi sarebbe proprio la volta buona che prendiamo internet e lo buttiamo via.

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  • 10 e Lode per l’appello finale, ma si, metticeli i Digital Champions che tra un caffè ed una pizzetta hai visto mai che risolvano davvero qualcosa. Magari per sbaglio.

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  • Ripeto quanto commentai tempo fa.
    Da piccolo publisher, trovo l’uso dei banner su una discreta percentuale di siti davvero insopportabile.
    Video che si aprono con audio sparatissimo (odiatissimi da tutti; c’è chi pensa la gente ci clicchi di più, ma lo fa solo nel tentativo di chiuderli più velocemente possibile), popup di ogni genere, banner che coprono i contenuti, pubblicità del tutto fuori tema ecc…
    Questa non è buona pubblicità, è spazzatura.

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  • Sono del campo anch’io, ma mi trovo a dover essere d’accordo con alcuni commenti già scritti da altri: AdBlock non è nato perché su un blog c’era un banner sopra ed uno sotto, la user experience non ne veniva inficiata granché. Solo che su molti siti si abusava dei banner, in maniera davvero pesante, oltre a finire per scaricare roba a propria insaputa o ritrovarsi cookie malefici nascosti nei recessi del registro di windows, eccetera.
    Per essere precisi: in alcuni siti, dove mi viene chiesto in modo gentile e cortese se posso mettere in whitelist, lo faccio. Credo che bisognerebbe cominciare ad appellarsi all’utente in modo garbato, sono sicuro che una buona percentuale non avrebbe problemi ad acconsentire a qualche banner.

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  • Articolo abbastanza inutile.
    I banner non fanno piacere a nessun utente: non so quanti sarebbero, d’altronde, coloro che avendone la possibilità sceglierebbero di vedere comunque il 6 metri per 3 con il leone di Unieuro che deturpa il paesaggio.
    Non ti conosco, ma mi pare evidente tu sia uno di quei SEM/SMS/WTF che con le pubblicità su internet ci guadagna (più o meno direttamente). La tua posizione quindi è sacrosanta, e il fatto che AdBlock ti dia fastidio è nelle cose. Tuttavia questo appellarsi all’etica del consumatore, che secondo te dovrebbe voler visualizzare la pubblicità perché apprezza il contenuto, mi sembra abbastanza anacronistica, oltre che un filino ridicola. E poi, chi decide se quella cosa che leggo la apprezzo o no? Quando vado sul sito di Libero per vedere l’annesima cagata che hanno scritto? Dovremmo subordinare la visualizzazione dell’ad ad un questionario di gradimento: se lo apprezzi mi fai guadagnare ‘sti 2 cent. Un meccanismo che non mi sento neanche di commentare.
    Come dice Delizard, d’altronde, il problema degli ad non è che esistano, ma che abbiano preso una piega insopportabile. Prova ad aprire un qualunque sito di filesharing o di streaming: finisci con 5 pop-up che urlano consigli per investire in borsa od allungarti il pene con le X che si spostano quando vuoi clickarle, e due/tre malaware nel pc. Io stesso ho installato AdBlock principalmente per questa ragione.

    La rete è una questione di usabilità, di semplicità e rapidità, se come pare sei del settore dovresti saperlo meglio di me. Le derive apocalittiche che prospetti poi sono al limite del paradossale: il web a pagamento? Nel 2015? Dai, su.

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  • Non credendo assolutamente a quell’affermazione chiamai un amico programmatore, e gli chiesi di sviluppare uno script ad hoc per monitorare un paio di grossi siti in ambito tecnologico, sui quali metteva abitualmente le mani. Gli dissi di trovare il modo di contare gli utenti che navigavano sulle pagine, ma che NON scaricavano la pubblicità presente sulle pagine stesse.

    E si può fare questa cosa ? Gli utenti sono stati avvisati ?

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  • A mio avviso in questo articolo manca una cosa: una presa di posizione durissima verso quei markettari che per un click in più ti infilerebbero un banner anche nelle mutande.
    Se non si combatte la causa del male è poi inutile lamentarsi delle (naturalissime) conseguenze.

    Reply
  • Articolo completo e giustissimo anche se l’idea di affidarsi alle associazioni editoriali lascia ben poche speranze considerando la poca lungimiranza.
    Certamente anche “noi” abbiamo fatto la nostra parte con banner e adv sempre più invasivi, spesso interruttivi e mai tematizzati.

    Reply
  • Ciao,
    rispondo come ho già scritto da un’altra parte: se gli editori e i proprietari dei siti in genere utilizzassero i banner come fai tu, credo che AdBlock neanche esisterebbe… “Qualcuno” però nel tempo ha veramente esagerato e quindi, più che protestare contro chi installa AdBlock (io non lo utilizzo e chiudo i siti che fanno troppa pubblicità) bisognerebbe anche protestare contro coloro che in nome del guadagno e della pubblicità hanno sacrificato la user experience e la pazienza dell’utente… L’utente prima di tutto, anche (e soprattutto) per quanto riguarda la pubblicità!
    ciao ciao!

    Reply
  • Pubblicare pubblicità specifica per gli utenti AdBlock? Questo articolo “How to Display Alternate Content to AdBlock Users” (http://www.labnol.org/internet/alternate-content-for-adblock/28602/) mi suggerisce uno spunto, poi non so in quanto tempo i tipi di AdBlock riuscirebbero a trovare una contromossa e il circolo ricomincerebbe, ma punirli con pubblicità ad hoc sarebbe un contrappasso simpatico…

    Reply
  • Io spero che, vista la mossa di Apple, anche su Android non sia più necessario avere il root per installare qualcosa di serio .
    Ho sempre pensato che la scelta migliore sia quella far pagare l’accesso.

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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