11 strategie di Content Marketing per far esplodere il traffico del tuo sito

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Quando ho iniziato la mia carriera nel marketing, ho avuto il privilegio di lavorare con 20 dei più grandi 100 blog a livello mondiale (in base alla classifica di Technorati). Il mio compito è stato quello di aiutarli a far crescere il loro traffico… e nella maggior parte dei casi ci sono riuscito.

Per esempio, sono riuscito a far crescere il traffico di TechCrunch del 30%, e quello di Gawker Media di un extra di 5 milioni di visitatori al mese.

Anche se quello che ho fatto può sembrare notevole, in realtà non lo è. Mi sono limitato a sistemare gli elementi on-page, a sfruttare al meglio i social media e a fare cross-linking, per far crescere il traffico proveniente dai motori di ricerca.

La cosa impressionante è che alcuni di questi blogger hanno portato i loro siti da zero a 100 milioni di pageview al mese. Nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di guardare, studiare ed imparare le loro strategie.

Ecco cosa ho imparato da loro:

1. Il tempismo è tutto

Quasi tutti questi blog sono diventati popolari perché sono stati molto bravi a coprire notizie dell’ultim’ora. Non parlo di notizie in generale, ma di mainstream news, [ovvero news legate a tendenze dominanti]. Questi siti seguono le mainstream news perché molte persone cercano quei temi, il che significa che il traffico potenziale è maggiore.

Per fare ciò, questi blog utilizzano siti come Google Trends, all’interno del quale è possibile trovare una lista di tutti i “temi caldi” che, se vengono coperti, danno la possibilità di ottenere traffico.

Un sito che in passato ha sfruttato questa strategia è Mahalo: ha raccolto un sacco di traffico da quando ha iniziato a scrivere di tutti i temi menzionati su Google Trends.

Ora non sfruttano più questa strategia, come mostra il calo di traffico di questa immagine:

Il calo di traffico di Mahalo, secondo Alexa

2. Quantità vs. Qualità

Io stesso preferisco scrivere post di alta qualità (invece che scrivere grandi quantità di contenuti), ma questa strategia non funziona bene se cerchi di raggiungere 5 o 10 milioni di visitatori al mese.

Tutti i 20 blog con cui ho lavorato puntavano prima alla quantità, e poi alla qualità. Ovviamente i contenuti non erano pessimi, ma il primo obiettivo era quello della quantità… per esempio, pubblicare almeno 4 post al giorno.

Quando ho avuto accesso alle statistiche di questi siti, ho visto che c’è una correlazione diretta fra il numero di articoli pubblicati, e il traffico che questi ricevevano. I blog che scrivono più contenuti tendono ad essere più popolari.

La causa non sono i social media. La causa è Google. I siti che pubblicano più di 4 contenuti al giorno ricevono tipicamente più del 55% di traffico dai motori di ricerca.

Il traffico del blog di Tomasz Tungunz

Nell’immagine qui sopra, puoi notare 2 linee: la prima mostra una crescita del traffico mensile degli utenti “core” dell’8%, pubblicando contenuti ogni settimana.

La seconda linea rappresenta invece la crescita dei contenuti che hanno ottenuto dei picchi di traffico, che è del 10% (di mese in mese).

L’autore del blog sospetta che, con l’aumentare del numero di contenuti, aumentano anche gli utenti che si iscrivono al blog via feed RSS o email, e che poi condividono i contenuti sui social: ecco quindi il motivo dell’aumento costante del traffico.

3. La tua influenza ha effetti sulla popolarità del tuo blog

Chi ha un blog molto popolare ha solitamente una solida rete di contatti. Certo, il blog ha contribuito a far crescere la rete stessa, ma ancor prima di avere il blog queste persone erano solitamente molto “connesse” ad altre.

La rete di connessioni li ha aiutati a diffondere meglio i loro contenuti e ottenere più traffico dai social: questi blogger hanno fatto leva sui loro numerosi contatti per ottenere like, condivisioni, retweet.

Se punti a creare un blog popolare, è necessario lavorare sulle relazioni, sul “fare rete“: più persone influenti riuscirai a conoscere, più traffico (dai social) riuscirai a generare.

4. Assumi autori influenti

Nessuno dei blog con cui ho lavorato era un gestito ad un one-man show. E’ semplicemente impossibile essere così popolari scrivendo da soli. Non c’è modo di poter scrivere 10 ma anche solo 4 post di qualità al giorno.

Pertanto, è necessario assumere qualcuno che produca più contenuti. Quando assumi degli autori, non limitarti a valutare le loro capacità di scrittura, ma guarda quanto sono influenti.

I blog più grossi assumono persone molto note. Quando partii col mio primo blog, Pronet Advertising, assunsi MG Siegler perché era uno degli utenti più in vista di Digg, e la cosa mi aiutò a generare traffico.

Successivamente TechCrunch assunse Siegler, e non fece male perché MG aveva un sacco di influenza sui social, che poteva essere sfruttata per ottenere traffico. MG Siegler è oggi uno dei tech blogger più popolari.

5. Segui i dati, non l’istinto

E’ raro che un blog possa diventare popolare per caso o per fortuna. Nella maggior parte dei casi, i grandi blog studiano i dati per capire come possono aumentare il loro traffico.

Una delle metriche principali, sono le statistiche relative all’autore: viene analizzato il traffico medio, il numero di commenti e le condivisioni sui social per ogni contenuto pubblicato da ogni singolo autore.

In questo modo, è possibile capire quali autori veicolano la maggior parte del traffico. E facendo una media, è possibile capire quale autore porta la maggior parte del traffico per singolo post. Questo parametro è importante, perché gli autori che sviluppano più traffico per post sono quelli che devono essere spinti a scrivere più spesso.

Ciò aiuta anche a determinare quali autori tenere e quali eliminare: l’ultima cosa utile è pagare un autore che non porta traffico.

6. E’ tutta questione di titoli

Ci sono autori che passano lo stesso tempo a scrivere un contenuto e a scegliere un buon titolo. Senza una buona headline, il contenuto non verrà mai letto, ed è per questo motivo che alcuni autori sono così pignoli nella scelta di un titolo.

Se si vuole arrivare a fare grossi numeri, si dovrebbe assumere qualcuno che si occupi di correggere gli articoli e di assicurarsi che i titoli siano interessanti sia per gli utenti che per i motori di ricerca.

Questa non è una abilità facile da acquisire, o che si può insegnare facilmente: scegli quindi autori che siano creativi, perché è difficile che possano imparare ad esserlo.

In molti casi, puoi trovare dei buoni autori attingendo al mondo delle riviste cartacee.

7. Ripubblica contenuti di altri

Una volta che il tuo blog ha raggiungo una massa critica, può continuare a crescere utilizzando contenuti di altri. Entrepreneur Magazine fa proprio questo per far crescere il suo traffico… utilizza contenuti presi dal blog di KISSmetrics.

Ho sperimentato la cosa in prima persona con Business Insider, quando mi hanno chiesto se potevano ripubblicare qualche post preso dal mio blog Quick Sprout. Mi hanno detto che mi avrebbero linkato, e quindi ho accettato volentieri.

Ho poi scoperto che certi articoli generano più traffico fuori dal mio blog che sul mio blog: ad esempio, questo post ha generato 21.211 view su Business Insider e solo 6.315 su Quick Sprout.

Un’altra cosa che ho imparato da Business Insider, è che quando utilizzano un contenuto di Quick Sprout lo suddividono su più pagine. Anche se la cosa va un po’ contro l’usabilità, serve ad incrementare il numero di pageview, e quindi gli introiti pubblicitari.

8. Devi alimentare il fuoco

Partire da zero è difficile, ed è per questo motivo che aziende come AOL preferiscono acquistare blog, invece di crearli. Devi ottenere traffico da qualche parte quando sei all’inizio, o il tuo blog non diventerà mai popolare.

Alcuni blog per i quali ho lavorato, come Mashable, hanno alimentato la loro crescita commentando sul altri blog. Altri hanno sfruttato i loro contatti già esistenti: per esempio, Guy Kawasaki ha inviato email a tutta la sua enorme lista, quando ha lanciato il suo blog.

Allo stato attuale è difficile creare un blog popolare partendo da zero. Uno dei modi aumentare le tue probabilità di diventare popolare, è quello di acquistare pubblicità su Facebook. Puoi direzionare gli annunci ad una landing page creata per raccogliere l’email, dando in cambio un ebook gratuito.

Quando poi scriverai un nuovo post sul tuo blog, puoi comunicarlo via email a tutta la tua lista.

9. Acquisire per crescere

Una volta che hai traffico e sei ben considerato da Google, puoi prendere in considerazione l’acquisizione di altri blog, per crescere ulteriormente. GigaOM ha acquisito The Apple Blog anni fa, cosa che gli ha permesso di aumentare drasticamente il suo traffico.

Quando tutti i blog – acquisiti e non – sono stati uniti sotto il nome a dominio gigaom.com, il sito è cresciuto sia a livello di autorevolezza che di traffico.

Le acquisizioni non sono necessariamente costose. I blog che generano 50.000 o 100.000 visitatori al mese possono essere comprati per poche migliaia di dollari. E’ possibile farlo perché la maggior parte di questi blog non monetizza, e quando qualcuno offre loro 10.000 dollari, ottiene sicuramente attenzione.

Quando ho comprato Gym Junkies faceva 170.000 visite al mese, e ho speso 30.000 dollari. Non è stato un cattivo affare, visto che il sito faceva 30.000 dollari di profitto all’anno… in pratica, l’ho comprato per il profitto di un solo anno.

10. La qualità non ti garantisce il traffico, ma fidelizza

Puoi scrivere ottimi contenuti, ma non significa che noterai un aumento di traffico. Puoi invece scrivere enormi quantità di pessimi contenuti, e avrai maggiori possibilità di veder salire il tuo traffico.

Nel lungo periodo, tuttavia, i pessimi contenuti allontaneranno i lettori, e quindi il traffico andrà a decadere. Potrai quindi crescere molto nel breve termine, ma quando i motori di ricerca noteranno che gli utenti rimbalzano via velocemente dalla tue pagine, che nessuno retweetta o linka i tuoi contenuti, allora il tuo traffico precipiterà.

Devi considerare la tua strategia non solo dal punto di vista del traffico diretto, ma anche da quello dei motori di ricerca. Google considera il numero di pagine indicizzate, il numero di siti che ti linkano, ed anche il numero di attività di condivisione che si genera sui social. Se hai un buon rapporto fra queste cose, Google ti ricompensarà con un buon posizionamento. Se non lo hai, rischi di vedere il tuo traffico precipitare.

Se vuoi costruire una strategia a lungo termine simile a quella dei grossi blog, è necessario concentrarsi sui contenuti di qualità. La qualità contribuirà ad attrarre lettori fidelizzati che condividono continuamente i tuoi contenuti sui social, e che generano passaparola. Ciò contribuirà ad aumentare il tuo traffico, sia quello diretto che quello proveniente da siti terzi.

11. L’aggressività potrebbe infastidire alcuni utenti, ma di solito non rallenta la crescita

L’essere aggressivi con le strategie di crescita del traffico può essere perdonato dai tuoi lettori, se i contenuti sono ottimi. In passato, ho usato strategie aggressive su Quick Sprout, e sono cresciuto continuamente. Ho usato pop-up multipli, content blocker, di tutto. E ogni volta ho notato che perdevo qualche lettore, ma che il mio traffico continuava a crescere.

Un buon esempio di blog che utilizza strategie aggressive è Upworthy. E’ un blog estremamente popolare, anche se usa un pop-up a pieno schermo per cercare di convincerti a dargli un like su Facebook.

Il pop-up su Upworthy

Con questo, non ti sto dicendo di essere per forza aggressivo, ma i dati dimostrano che in genere questa pratica non aumenta la frequenza di rimbalzo, né fa diminuire il traffico. In base a questo articolo, Upworthy è il blog con la crescita più rapida di tutto il web, nonostante siano estremamente aggressivi.

Stesso dicasi per Mixergy: non puoi leggere i loro contenuti se non lasci prima il tuo indirizzo email.

Conclusione

Ottimizzare un blog che è già popolare è facile… l’ho fatto per 20 dei 100 “top blog”, e sono stato in grado di farli crescere nel giro di pochi mesi.

Far partire un blog da zero e portarlo a milioni di visitatori al mese, è invece un compito molto difficile. Ma se segui le 11 strategie esposte qui sopra, il tuo traffico dovrebbe aumentare rapidamente.

E tu, quali altri tattiche hai visto utilizzare dai grandi blog, e dalle quali si può imparare qualcosa?

Liberamente tradotto da 11 Content Marketing Lessons Learned From 20 of the Top 100 Blogs, di Neil Patel.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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32 Comments

  • Io dipingo ed ho un blog http://margheritaarrighi.com/category/blog/ che parla principalmente di crescita personale perchè i miei quadri hanno un significato positivo e di impatto immediato. Il mio problema è che non ho traffico e non riesco a trovare il tempo di fare tutto. Ora inizio a capire però che il tempo si può ottimizzare megio. Ti ringrazio moltissimo e ti prego di dirmi se c’è qualcosa che dovrei fare all’interno del mio sito…! Marghe

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  • Uno dei più belli articoli che rileggo per la seconda volta e mi fa stare di nuovo male come la prima.
    Parliamo del successo dei Big Player, e di strategie fatte sulla matematica.

    Ma il vero punto interessante sarebbe capire come quei blog da 170.000 visite al mese che non monetizzano sono arrivati da zero al risultato senza acquisire nessuno (poi sarebbe da vedere sul mercato italiano i volumi raggiungibili).

    Quelli sono i veri eroi e per quella che è la mia esperienza, c’è gente sveglia che lavora duramente dietro.

    Il loro traffico poi è certamente sufficiente per monetizzare e crescere seguendo da quel momento in poi queste strategie da big player.

    Reply
  • Complimenti per l’articolo. Sono d’accordo su tutto ciò che è stato detto. Io stesso, in passato ebbi dei blog che trattavano dei “temi” di tendenza, e devo dire che il blog aveva anche molte visite(per i miei standard), poi per un po’ ho mollato, in quanto nonostante ci fossero risultati soddisfacenti, non facevo ciò che effettivamente mi piaceva. Ora, invece, ho creato un blog sulla storia, circa 10 giorni fa, ancora non è indicizzato da google e ci sono pochi articoli, ma punto a creare un paio di articoli al giorno. Dai commenti che vengono postati, deduco che il blog piaccia parecchio.

    @Tagliaerbe: secondo te, qual è la tempistica (approssimativamente) per vedere un neo-blog che tratta di temi che interessano ad una cerchia ristretta, in quanto parliamo di storia (la materia più odiata ahah), un buon traffico? io per ora mi affido ad oknotizie, il quale mi permette di ricevere circa 130-140 visite al giorno. ciao

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    • Prima di tutto, usa uno strumento come Google Adwords Keyword Planner per capire il volume di parole chiave cercate (su Google) su quel tema: quello sarà (a spanne) il traffico massimo che potrai ricevere dal motore di ricerca.

      Ovviamente non tutto il traffico arriva da Google, ma solitamente un sito/blog ne fa almeno la metà (se non i 3/4) in quel modo: il resto è accessi diretti (ma solo quando hai un brand consolidato) e social (ma solo se ci lavori parecchio sopra).

      A mio parere, se ci lavori a testa bassa per almeno un anno, e non vedi crescere il traffico in modo significativo, lascia perdere… o tienilo come hobby.

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  • Complimenti ottimo articolo, ho solo qualche dubbio sul ripubblicare articoli di altri sul tuo blog,
    non crea problemi dal punti di vista contenuti duplicati?

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  • Bell’articolo, a differenza di quanto ha detto qualcuno, l’ultimo punto non è AFFATTO eccessivo, anzi è un ottima strategia di lead generation, che sfrutta il traffico in uscita dal blog.

    Non penalizza in alcun modo il blog, anzi ti fa crescere il traffico piu’ rapidamente, poichè questo inizierà ad entrare nella tua mailing list piu’ velocemente.

    Ovviamente bisogna impostare la cosa in maniera tale che l’exit pop up sia visibile UNA VOLTA SOLA a tutti i nuovi visitatori (così da non infastidire i tuoi lettori abituali), inoltre devi avere una strategia di relationship building anche via email, altrimenti il solo catturare il contatto con un pop up serve a poco o nulla.

    Un saluto a tutti

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  • Contenuto interessante come sempre, solo una cosa mi lascia perplessa: ma ripubblicare i post di altri, anche se con link alla fonte, non fa arrabbiare google perché lo ritiene contenuto duplicato?
    E gli aggregatori di blog? Cosa ne pensate?

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  • Grazie Davide per la rapida ed esauriente risposta!

    E’ veramente importante avere un trust su gli argomenti, stando attenti, durante la redazione dei contenuti, a non far arrabbiare Google passando per “ripetitori” di concetti. Da oggi voglio riproporre sul mio modestissimo blog anche i contenuti degli altri, proprio sulla Home..magari limitando l’articolo a 100 parole..forse può essere una buona alternativa per trovare qualche buon link!

    Altri consigli a livello di contenuti? Adesso inizierò a scrivere articoli non meno di 1000 parole: anche questo, dai miei test, sembra proprio che incida in maniera significativa soprattutto sulla parola chiave principale e secca.

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  • Articolo splendido, ricco di spunti che derivano direttamente dall’esperienza e questo credo sia importantissimo.

    Mi è piaciuta la parte della ricondivisione di articoli di altri, un po’ all Robin Good: questo credosia davvero molto importante ma credo che un blog appena nato possa essere un po’ penalizzato da questo, in stile aggregatore, mi confermate o smentite questa tesi?

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    • In estrema sintesi, io penso che non sia la ripubblicazione in sé a penalizzare, ma il fatto che magari chi ti copia ha un “trust” maggiore del tuo (agli occhi di Google), e magari non linka la fonte originale.
      Se invece il tuo sito ha già un ottimo trust, e chi ripubblica i tuoi articoli linka sempre la fonte, non dovresti (condizionale) subire danno.

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  • @Giovanna: crescere lentamente significa poter essere superati dalla concorrenza, inoltre se hai anche dei KPI di tipo economico da tenere presenti sai bene che servono numeri di un certo tipo per poter sostenere un progetto, se ci metti troppo a raggiungerli potresti abbandonare un buon progetto per semplice scoramento!

    Quindi credo che un mix di quantità/qualità, possibilmente con la seconda che valorizza la prima, sia l’ideale per un progetto web vincente.

    Reply
  • Spunti di riflessione molto interessanti, però sono un po’ perplessa riguardo il concetto di quantità vs qualità.
    Voglio dire, se inizio a scrivere all’impazzata una raffica di articoli mediocri, probabilmente avrò una rapida crescita ma per quanto durerà? Incrementerò il traffico per un po’, ma di controparte perderò qualità. E un blog con contenuti di pessima qualità non interessa a nessuno, quindi alla lunga il traffico crollerà, giusto?
    Allora non è più saggio puntare su una crescita più lenta, ma mantenendo sempre alta la qualità dei contenuti?
    Qual’è il tuo punto di vista?

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  • Concordo con molte delle cose che hai scritto. Anch’io sono un blogger nonché un social media manager freelance che si trova a gestire tutto da solo. Il punto è uno: se devi assumere persone devi pagarle. Come riesci a crescere se non hai fondi da investire in risorse umane?

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    • @antonio: forse è un po’ cinico da dire, ma oggigiorno ci sono un sacco di persone che scrivono piuttosto bene, a costi ridicoli (=pochi euro ad articolo): pertanto, non devi pensare che per produrre diversi post al giorno tu debba spendere un sacco di soldi… puoi rivolgerti ad uno dei tanti “content marketplace” esistenti (anche in Italia), ed acquistare per pochi euro un buon set di articoli.

      Ovviamente, in testa a tutto, deve esserci un buon piano editoriale ed un buon modello di business

      Reply
    • @Riccardo Masutti: questo blog NON è pensato per monetizzare direttamente con la pubblicità (anche se vendo comunque, direttamente e senza intermediari, qualche banner: https://blog.tagliaerbe.com/pubblicita , e tutti gli spazi sono costantemente occupati).

      Il blog è però un formidabile strumento per entrare in contatto con un sacco di persone, e per ottenere (di conseguenza) consulenze (che raccolgo anche tramite questa pagina: https://blog.tagliaerbe.com/consulenza ).

      Reply
  • Ciao,
    Articolo molto interessante. Anche io concordo sul fatto che sia importante postare molto spesso per incrementare traffico ed indicizzazione. Ovviamente dipende molto dall’obiettivo del blog. Sono d’accordo con Andres sulla lingua inglese: il bacino è infinitamente maggiore e se si vuole fare il salto è sicuramente la strada da prendere. Poi ripeto, dipende molto dall’obiettivo professionale che si vuole raggiungere. Se può interessarvi, ci terrei a segnalare il mio blog thewebmate.com e magari sentire anche qualche giudizio a riguardo 🙂
    Buona serata e buon blogging a tutti!

    Reply
  • Articolo molto interessante, specialmente il dato sul popup facebook: totalmente controintuitivo.

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  • Molto interessante e tutto condivisibile, sono soprattutto d’accordo sul mix tempistica/qualità sono i fattori che in assoluto premiano di più.

    Reply
  • Tutto condivisibile, tutto vero…tranne l’ultimo punto che mi pare un po’ eccessivo, soprattutto per il traffico che arriva dai motori essere così aggressivi potrebbe portare a perdite sostanziali…

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  • Articolo molto interessante, la morale, per quanto mi riguarda è che se ti limiti a curare il tuo orticello con i tuoi singoli mezzi non vai da nessuna parte, al massimo puoi sperare di essere acquisito da altri.

    In sintesi il pesciolino piccoli si fa il mazzo per emergere e il pesce grande ti compra per 4 soldi.

    Reply
  • In pratica.. se hai tempo per scrivere tanti buoni articoli o se hai i soldi per pagare / comprare qualcuno che scrive tanti buoni articoli, sei a posto ;P Niente da dire, tutti ottimi consigli, ma purtroppo non alla portata di tutti

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  • Il problema secondo me è che sembra descrivere un mondo un po’ diverso da quello che vedo io:

    – primo, ragiona su un bacino di lingua inglese. Ovvero in termini di qualche miliardo di persone potenziali.
    In lingua italiana si parla di forse 100 milioni di persone in tutto il mondo. In un contesto fatto spesso di tematiche già stra-sature di un’infinità di contenuti tutti molto simili;

    – secondo, mi sa un po’ di una visione perfetta per i primi anni 2000 ma, se non del tutto superata, molto in declino oggi. A partire dall’idea stessa di blog, che va quantomeno rivista.
    Semplicemente credo oggi non sia più il contenuto, il “king” – se mai lo è stato;

    – terzo, condivido la domanda di Francesco: voglio dedicare il mio tempo e il mio impegno a creare qualcosa che possa effettivamente migliorare un ambito del vivere mio o degli altri, o passare giornate scrivendo come un pazzo di cose scritte e ri-scritte, inseguendo un numerino su Analytics senza alcun progetto reale?

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  • Una delle cose più importanti che emergono da questo post – oltre ai consigli, che sono tutti ottimi, con riserva sull’ultimo, che meriterebbe un post a parte – è che all’inizio si dice: “nel corso degli anni”. Ecco, questo potrebbe essere il 12esimo punto – ma potrebbe stare anche più in alto nella lista.

    Per avere risultati con il proprio blog – specialmente se si parte da zero – bisogna investire tanto tempo e aspettare tanto tempo. Niente di notevole o di durevole succede per caso o dalla sera alla mattina.

    Reply
  • Trovo questo articolo interessante. Molte cose le conoscevo già ma rileggerle mi ha permesso di attivare nuove azioni specifiche. Trovo che scrivere articoli utili sia da un punto di vista della gratificazione personale, oltre che da un punto di vista dell’efficacia, la scelta migliore. In termini valoriali, preferisco sempre creare del valore aggiunto da un punto di vista della qualità invece che nella quantità. Nel mio blog pubblico ogni settimana / 10 giorni. Ho degli articoli con più di 100 commenti e la qualità dei commenti è impressionante. La cosa straordinaria è che i commentatori sono persone che non hanno dei blog o dei motivi per avvantaggiarsi dal proprio commento. Semplicemente, si condivide lo spirito di crescita comune attraverso il confronto e la condivisione delle proprie idee ed esperienze. http://www.loadtrainers.com/st.php?xx=3
    Credo che in un certo senso abbia anche risposto a Francesco. Complimenti per il post, lo condividerò con grande piacere.

    Reply
  • Mi domando se tutte queste opzioni, oltre a far incrementare le visite dei blog citati, finiscano per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere, o il contrario.

    Reply
  • gran bell’articolo come sempre, pieno di spunti…. un po’ perplesso sull’aggressivita’ pero’ magari provero’ qualcosa di nuovo!

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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