Come Organizzare un Contest Online

Contest

Organizzare un contest per coinvolgere i nuovi lettori o i follower (tutti potenziali clienti) è un’ottima strategia promozionale. Se hai già avuto questa idea ti sarai sicuramente imbattuto nelle assurde richieste burocratiche ed economiche del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), che paragona te, piccolo blogger/imprenditore/professionista, al mega concorsone nazionale “Affari tuoi” su Rai Uno.

Sì, lo so… Mi ci sono imbattuto anch’io e pensando alla possibilità di rinunciare (causa Italia) ho assunto colori che non pensavo esistessero nella specie umana. Questo per i primi 5 minuti (del resto sono ormai abituato a saltare gli ostacoli posti dal sistema italiano). Poi ci ho ragionato sopra, ho fatto le mie ricerche, ho chiesto informazioni a un professionista digitale, ho sentito il commercialista… E in questo post, in cui do per scontato tu abbia Partita IVA, ti riassumo il risultato di tanto riflettere, cercare e ponderare.

Prima strada: Direzione mega concorsone avanti tutta

Se hai deciso di organizzare un normale contest online, devi rispettare adempimenti burocratici che non puoi affrontare da solo (a meno che non smetti di fare il tuo lavoro e ti dedichi a un altro mestiere). Il mio consiglio è di affidarti a dei professionisti che conoscono bene il campo nel quale si gioca. Concentrati sui meccanismi che dovrà avere il contest, pensa a come coinvolgere i potenziali partecipanti, scegli i migliori canali per far conoscere l’iniziativa… Ma lascia domare la parte burocratica delle ‘Manifestazioni a premio’ a chi lo fa per lavoro.

Se invece stai pensando di fare il tuo contest ‘aumma aumma’ (cioè di nascosto), sappi che in questo caso l’erario italiano ha previsto per te delle multe assassine (aumentate nel 2009). Rischi fino a 500.000€, e se hai ancora dubbi: sì, le fanno le multe (non ci crederai, ma ci sono anche persone frustrate che ti segnalano al fisco).

Per avere un’idea di cosa comporta avere a che fare con belve burocratiche di tale stazza, ti elenco le fasi da affrontare per fare tutto legalmente (a fine elenco ti rimando a un paio di post più tecnici che entrano nei dettagli di ogni singola fase). Tieni conto che ogni fase comporta precisi adempimenti burocratici che farebbero tremare anche gli abitanti di Burocrazia City.

  • Stesura del regolamento.
  • Cauzione del premio (intero valore del premio, come deposito o fidejussione bancaria/assicurativa).
  • Perizia tecnica del software utilizzato (no, non puoi usare Facebook).
  • Comunicazione al Mise.
  • Assegnazione dei premi.
  • Notifica delle vincite (stranamente non è richiesto il bollo papale – che sollievo).
  • Consegna dei premi.
  • Devoluzione dei premi alla Onlus.
  • Pagamento delle imposte.
  • Verbale di chiusura.
  • Comunicazione di chiusura al Ministero dello Sviluppo Economico e attesa dello sblocco del deposito o fidejussione (perché devi tribolare anche dopo la chiusura del contest).

Puoi trovare tutte le fasi descritte in modo dettagliato in questo post che io ho trovato utile per scrivere la prima parte dell’articolo che stai leggendo.

Se vuoi altri pareri, cerca su Google “regole contest online” (attenzione: occorre rispettare le regole della legge italiana prima delle regole dei singoli social media), e per maggiore completezza consulta anche un altro articolo sulla procedura burocratica (meglio saperne di più che di meno, es. se fai delle modifiche in corso, durante il contest, devi anche questo comunicarlo al Mise).

Lo so che la situazione prospettata è più che desolante e non ho fatto altro che confermarti quello che probabilmente hai già letto, ma poiché lo scopo di questo post non è scoraggiarti, di seguito ti suggerisco altre due strade che possono venirti in aiuto per salvare il tuo contest… Sempre che tu sia disposto a modificare i tuoi piani originari.

Seconda strada: Virare verso i giveaway

Se non hai il tempo o le risorse economiche per domare un normale social contest (operazione o manifestazione a premio che sia) puoi valutare la strada dei giveaway (tradotto: dare via, regalare)… Cioè regalare dei piccoli gadget ai tuoi lettori/clienti/fan/follower. Di seguito ti suggerisco cosa puoi fare per non dare al tuo giveway il carattere della manifestazione a premio e quindi risparmiare tempi e costi (rispettando in ogni caso la legge italiana).

Regalare qualcosa di modico valore (magari a più di un partecipante). Per modico valore possiamo intendere 1-2€ oppure 5-10€, in base all’interpretazione del concetto di modico valore. Cerca di regalare dei gadget che possano distinguersi rispetto ai gadget di forma convenzionale: nella mente del tuo potenziale cliente l’oggetto sarà legato alla piacevole esperienza che gli hai fatto vivere (e il gadget fa parte dell’esperienza). Un’idea potrebbe essere regalare qualcosa creata da te (che non rappresenti un marchio commerciale a te collegato, altrimenti potrebbe puzzare di contest mascherato da giveaway), ma che non abbia un valore di mercato. Se sei un pittore famoso è ovvio che le tue creazioni valgano molto e non possono essere considerate dei regali (a meno che tu non voglia fare davvero beneficenza: questa è un’altra categoria che la circolare del Mise salva dalle belve fameliche della burocrazia italiana). Un’altra buona idea potrebbe essere quella di personalizzare il gadget facendo scegliere una tra le tue proposte…

Ancora, il giveaway potrebbe essere un oggetto che abbia solamente un valore affettivo e solo per la tua tribù, qualcosa di usato (ma funzionante, in buone condizioni), oppure qualcosa che i tuoi fan desiderano e che tu sei in grado di realizzare artigianalmente – o da commissionare a un artigiano in famiglia. 😉

In generale basta regalare oggetti di minimo valore (piccoli gadget, es. lapis, bandierine, calendari oppure oggetti simili), oppure oggetti costituiti da quantità aggiuntive dei prodotti che stai promuovendo, o ancora sconti sul prezzo di prodotti/servizi. Attenendosi a queste prescrizioni, il Mise precisa che non c’è bisogno di seguire la trafila burocratica obbligatoria per i concorsi a premio (in pratica li esclude dalle manifestazioni/operazioni a premio che invece devono sottostare alla burocrazia).

Ovviamente ciò non toglie che dovrai comunque essere trasparente verso i partecipanti, predisponendo in anticipo un regolamento e stabilendo i criteri per decretare il vincitore (ma puoi anche regalare l’oggetto a tutti i partecipanti, magari con un tetto massimo che potrai stabilire tu preventivamente). Ricordati che ti stai rivolgendo al pubblico e non ai tuoi amici… Per questo c’è il codice civile italiano a normare la società nella quale viviamo: il non dover comunicare il contest al Mise non ti esclude dal dover rispettare normali regole di buon senso. Credo che se ben organizzato, il giveaway possa essere comunque un’ottima iniziativa, in alcuni casi anche più coinvolgente dei mega concorsoni.

Terza strada: Alzare la qualità del contest

Questa è un’altra strada interessante da seguire, tuttavia molto più impegnativa dell’organizzare un giveaway. Nel 2014 le associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Assocomunicazione, Assoconcorsi, etc.) hanno spinto il Mise a chiarire meglio la normativa vigente (articolo 6, comma 1, DPR 26 ottobre 2001, n. 430), semplificando così la vita a chiunque volesse utilizzare lo strumento del concorso a premi per farsi conoscere dal pubblico (sottolineo: per farsi conoscere dal pubblico). Abbiamo quindi una precisa circolare redatta dal Mise che ci evita di fare errori. La circolare si è resa assolutamente necessaria a causa del proliferare dei tanti concorsi online resi possibili dal web sociale.

Approfondiamo questa terza strada. Si tratta di organizzare il contest al fine di far produrre opere letterarie (una poesia; un articolo approfondito, originale e utile/interessante), artistiche (una foto caratteristica e a tema; un disegno creativo), o scientifiche (una ricerca; un’analisi tecnica), o per far presentare progetti/studi commerciali (o industriali), nei quali il conferimento del premio sarà il compenso per il vincitore che avrà eseguito l’opera, oppure il riconoscimento del merito personale (o ancora un titolo d’incoraggiamento nell’interesse della collettività).

Si tratta di invitare le persone che vuoi coinvolgere a fare uno sforzo maggiore di quello che avevi pensato inizialmente (magari ipotizzavi di premiare il miglior commento alla foto della tua pagina Facebook – ricordo che per i mega concorsoni Facebook non si può usare, e sul far pubblicare un’opera letteraria e originale su Facebook… Io avrei molti dubbi). Dovresti stimolare i lettori a produrre delle opere letterarie, artistiche o scientifiche, originali (non copiate), quali possono essere post approfonditi (come questo che stai leggendo), analisi, ricerche, poesie, immagini particolari, video: una qualsiasi opera originale che l’utente produce al fine di vincere il contest da te organizzato. Ovviamente dovrai avere anche una pagina in cui comunicare le varie condizioni (l’invito a produrre un certo tipo di contenuto deve essere chiaro), il premio in palio e tutto ciò che serve sapere a chi vorrà partecipare.

Il premio dovrà essere all’altezza dello sforzo richiesto alle persone che vuoi coinvolgere: se chiedi tanto per poi regalare una bella matita, nessuno ti darà conto. Ma occhio a non esagerare… Altrimenti qualcuno si potrebbe chiedere cosa c’è sotto, quindi in questo caso potresti passare per uno che vuole rifilare una ‘sòla’ o un ‘pacco’, anche perché solitamente chi mette in palio un premio importante, come può essere un’automobile, è anche in grado di sostenere gli sforzi richiesti dal Ministero. A proposito: hai già cercato tanti media partner in target per renderti credibile agli occhi del tuo pubblico?

Restando nei premi che fanno gola a molti, potresti considerare uno smartphone o un laptop. Ma io non conosco il tuo target… Dovresti pensare al premio in base al target che vuoi coinvolgere nel tuo contest (es. una super fotocamera se organizzi un contest fotografico). Lo so, non è una strada semplice, ma è comunque una buona strada per organizzare il tuo contest.

Insomma, la circolare in questione ti dà tutti i suggerimenti utili per disegnare il tuo contest legalmente, senza sostenere costi e tempi improponibili. Basta attenersi a poche e semplici prescrizioni e l’ostacolo burocratico può essere trasformato in un trampolino per lanciare qualcosa di più interessante (o ripiegare su qualcosa di altrettanto coinvolgente e sicuro come i giveaway).

Il penultimo consiglio che mi sento di darti per conferire importanza e trasparenza al tuo contest, è quello di non basarti solo sui meccanismi che scelgono il vincitore a sorte o in base al calcolo di like/punteggio. Con questo non voglio dire che non te ne devi avvantaggiare, ma solo che non dovrebbero essere gli unici metodi per selezionare il vincitore del contest (perché qualcuno potrebbe farti dei rilievi sul funzionamento/conteggio e relativa manomissione). Sarebbe meglio avere una giuria di esperti del settore che possa decretare il vincitore tra un numero selezionato di partecipanti (es. il più meritevole tra i primi 5).

Se ricorrerai alla giuria formata da professionisti del settore, stabilisci sin dall’inizio quali sono i parametri per decretare il vincitore – va bene dare un margine a chi dovrà giudicare, ma è meglio comunicare in anticipo secondo quali criteri la giuria esprimerà un giudizio finale. In questo modo eviterai le critiche dei delusi dopo che il vincitore del contest sarà stato scelto (per chi si è impegnato tanto, ma non ha vinto, prevedi dei piccoli gadget di consolazione).

La scelta di nominare una giuria di esperti potrà darti solo dei benefici e ti metterà anche al riparo di chi sospetta del tuo meccanismo di assegnazione del premio, o peggio della tua buona fede. Devi ‘solo’ riuscire a coinvolgere dei professionisti conosciuti dalla tribù alla quale ti proponi. Grazie alla giuria, il contest avrà una maggiore (e più importante) visibilità, e tu godrai di maggiore credibilità agli occhi dei potenziali partecipanti.

Ultimo consiglio, forse il più importante di tutti… Consulta il parere del tuo consulente di fiducia (potendo, sia in ambito digitale/marketing sia in ambito legale), per capire se il tuo contest potrebbe seguire questa strada (o quella del giveaway). Io ho trovato utile questa risorsa legale (ho trovato anche il link al PDF del Mise) che commenta la circolare ministeriale, e comunque non ho fatto a meno della consulenza del mio commercialista di fiducia, proprio perché ognuno è un caso a sé. Magari dovrai modificare la tua idea di contest, però non dovrai rinunciarci per le oggettive difficoltà che impone la procedura ministeriale.

Finito. Spero di esserti stato utile nell’organizzazione del tuo strabiliante contest!

Autore: Andrea D’Urso, ideatore di Newsyblog e del contest #BlogInRete, per il TagliaBlog.

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16 Comments

  • Dimenticata la quarta strada? Una Associazione NO-Profit non è tenuta a effettuare tutte le procedure al Mise per un concorso a premi, che viene effettuata per tutte le realtà commerciali a fini di lucro, a prescindere dalla grandezza dell’azienda o dell’impresa in generale.

  • Ottimo articolo, come sempre. Negli ultimi due anni ho fatto parecchi contest e giveaways e per mia personale esperienza il segreto per un contest di successo é il viral loop che riesci a generare, soprattutto nelle prime 48/72 ore. Di solito uso tools come Maître (https://maitreapp.co) o Untorch (https://untorch.com/) ma se ne conoscete altri per favore condividete!

  • ottimo articolo, ma mi sorge un dubbio nel caso che il server si trovi in un paese extra-ue, registar in USA e proprietario con doppia cittadinanza (e in queso momento non sono residente in italia ma in un paese extra-ue).
    Devo lo stesso sottostare alla legge italiana (perché il blog lo scrivo in italiano e visitato per il 75% da utenti Italiani) o posso far riferimento alla legge del paese dove risiedo?
    Mi sono chiesto già la stessa cosa quando si parlava di cookie law ma nessuno mi ha saputo dare una risposta.

  • Riguardo la domanda di Micheal, premettendo che una telefonata a un bravo commercialista è sempre doveroso farla prima di iniziare, la circolare del Mise precisa quali contest non sono da considerare “Manifestazioni/Operazioni a premio”, quindi, quali attività sono da considerare escluse dal rispetto della normativa italiana in materia (DPR 26 ottobre 2001, n. 430). Rientrando in queste eccezioni (possono esserci moleteplici casi, io ho parlato del mio) non sussistono più gli stessi paletti burocratici dei contest tradizionali. L’obbligo dell’avere il server in Italia è da rispettare nel caso il contest rientri nelle “Manisfestazioni/Operazioni a premio”, in quanto è uno dei paletti normativi. Quindi, se la circolare chiarisce quali casi sono esclusi dalle “Manifestazioni/Operazioni a premio”, solo in tali casi possiamo proporre un contest online con server non in Italia. A meno che non ci sia una qualche legge che me lo vieti espressamente – non c’è (o nè io, nè il mio commercialista la conosciamo), ma proprio per questo motivo consiglio di sentire un commercialista di fiducia: magari in Italia c’è una procedura che norma l’autorizzazione per andare al bagno pubblico e noi non lo sappiamo 😉

  • Complimenti per l’articolo! oltre a dare degli ottimi spunti è anche molto utile. Quindi se volessi lanciare un contest di questo tipo:

    “scatta una foto in Molise con hashtag #molipuntose, le foto più belle verranno inserite sul portale (www.moli.se) e la foto più originale scelta dalla giuria vincerà un’iPad”

    non dovrei seguire tutto quell’iter burocratico assurdo, giusto?

  • Ottimo articolo. Un aiuto… se si organizza un giveway devo seguire l’iter burocratico? Qual è il valore che non si deve superare? Grazie

  • Ciao Andrea, bellissimo articolo ricco di informazioni, grazie davvero! Mi occupo di servizi di scrittura professionale e creativa e vorrei organizzare un contest sulla mia pagina Fb per invitare i lettori a scrivere dei testi (poesie o brevi racconti) il premio consisterebbe in un mio servizio o in uno sconto su un servizio a scelta da utilizzare entro 6 mesi. In tal modo sono costretta a seguire l’iter ministeriale? E per quanto riguarda la premiazione posso gestirla in modo legale senza incorrere in un notaio? Infine: mi hanno consigliato di utilizzare una piattaforma apposita che rispetti le regole di Fb in questo caso “Pagemodo” in italiano. Tu la conosci? Grazie per ogni tua indicazione.

  • Scusate, ma ho poi perso di vista l’articolo. Essendoci ricapitato lascio le risposte (facendo sempre la stessa premessa: sentite il commercialista in ogni caso).

    Per Giuseppe: Grazie per i complimenti! In teoria un’opera artistica può essere anche una foto, quindi rientrerebbe tra le esclusioni chiarite dal Mise che non dovono sottostare alla normativa. Per essere più sicuro di non dover seguire l’iter, l’invito a produrre un’opera artistica dovrebbe essere chiaro e ben specificato… Es. Sarà premiata una foto scattata con una tecnica particolare, a un soggetto/luogo in particolare, ecc. Invitare i partecipanti a fare uno sforzo per produrre una foto artistica particolare, giustifica la messa in palio di un iPad come ricompensa al vincitore.

    Per Ramona: Grazie anche a te Ramona. Un giveway è assolutamente il modo più semplice per organizzare un contest. Non c’è un limite vero e proprio… Diciamo che sarebbe meglio non superare 10 euro. Puoi sbizzarrirti, a patto che gli oggetti messi in palio per uno o più vincitori siano di modesto valore… Per essere sicura mantieniti su un valore di 5 euro, oppure cerca di procurarti qualcosa che abbia solo un valore affettivo/simbolico per te e la tua community, oppure ancora realizza tu stessa il premio.

    Per Barbara: Ma grazie a te per averlo letto! Anche nel tuo caso puoi fare riferimento al giveway (che è molto più semplice da organizzare rispetto alla terza possibilità), quindi puoi sbizzarrirti e non seguire l’iter ministeriale. Se fai uno sconto credo sia molto molto meglio, perché se il servizio lo regali non so se possano essere sollecitati altri aspetti giuridici (non sarebbero gadget di modico valore, si tratterebbe di regalare interamente un servizio, cioè il tuo lavoro, forse non è proprio la stessa cosa). Non dovrebbero esserci dubbi sul fatto che tu possa seguire la strada del giveway, perché metti in palio “sconti sul prezzo di prodotti/servizi”. Questo è un virgolettato del Mise che ho riportato anche nell’articolo, quindi sei a posto.

    Per la premiazione, non dovendo seguire la normativa, puoi esserne direttamente tu la garante (basta rispettare il codice civile italiano – avere buon senso insomma). Se la piattaforma di cui mi parlavi ti è stata consigliata da persone di cui ti fidi perché non provarla? Ancor più se ti fa una buona impressione ed è gratuita (io comunque non la conoscevo, magari la proverò anche io).

    Scusate ancora l’imperdonabile ritardo: Un Sorriso pieno di sole a tutti! 😀

  • Ciao Andrea, complimenti per l’articolo davvero molto accurato. Non posso che apprezzare il tuo invito ripetuto a farsi assistere da un commercialista visto che faccio parte di questa categoria e troppo spesso leggo invece commenti volti a sminuire questa professione senza rendersi conto della complessità del panorama normativo del nostro Paese… Detto ciò sono capitato sul tuo articolo perchè da poco tempo ho creato con mia moglie un canale YouTube di video multilingue per bambini in età prescolare (questo il link per chi fosse interessato https://www.youtube.com/channel/UCQSQoVmIlLxrQOd2QJTCs8g) e pensando di organizzare un giveaway per promuovere la nostra iniziativa ci siamo scontrati con l’articolata normativa che hai analizzato. Mi sono dunque messo al lavoro per approfondire la normativa e vedere se e come fosse possibile organizzare un contest senza il budget e le pretese di un concorso ufficiale e sono arrivato alla tua stessa conclusione ma se posso farti un unico appunto è sull’interpretazione che si deve dare al concetto di “modico valore”. Per la mia esperienza posso assicurarti che se di una qualsiasi norma esistono due interpretazioni alternative non vi è dubbio che l’Agenzia delle Entrate prenderà in considerazione quella più stringente e quindi, tornando al caso in esame, se immagino che un contenzioso tributario in cui l’unico strumento di difesa dalle pretese erariali sia costituito da una diversa e più estensiva interpretazione del concetto di “modico valore” faccio molta fatica ad immaginare una sentenza favorevole. In estrema sintesi, se intendo offrire un premio dal valore maggiore di 1 euro devo essere consapevole che non sono affatto al riparo da ogni ragionevole rischio. Concludo il mio intervento proponendovi la soluzione che ho trovato, organizzeremo su facebook un contest fotografico con un regolamento trasparente per promuovere la nostra iniziativa nel pieno rispetto della normativa vigente e probabilmente anche un giveaway con premi rigorosamente al di sotto di 1€! Se siete interessati posso fornirvi qualche indicazione più precisa oppure semplicemente venite a trovarci sulla nostra pagina (ecco il link https://www.facebook.com/Playwithmom2016/?ref=aymt_homepage_panel) e…partecipate!

  • Ciao Andrea, grazie mille per l’articolo, cercavo proprio di capircene qualcosa di tutta questa burocrazia. Avrei una domanda: se il premio del mio giveaway è un oggetto usato però pur sempre con un valore commerciale (es. un libro), devo sempre rifarmi al Mise o posso andare tranquilla?

  • Salve, grazie per l’interessante spiegazione che mi ha (fortunatamente) fatto sorgere un po’ di dubbi sull’iniziativa che vorrei lanciare. Stavo pensando a un contest per una mia campagna su Bookabook, da segnalare ai miei sostenitori, del tipo “convinci un amico a sostenermi e ti regalo un libro a tua scelta”. Visto che un libro comunque non penso rientri nel “modico valore”, sarei soggetto a multe? Chiaramente la via burocratica è esclusa, non ne avrei le risorse, dovrei per forza evitare di fare il contest se fosse l’unica via.
    Dato che il contest avrebbe un’azione complicata (convincere un amico), e non il semplice manda una foto o mettimi il like, escluderei che un gadget da 1 euro sia sufficiente per invogliare a partecipare…
    Nel caso di approfondimenti è il commercialista, come leggo sopra, il professionista a cui rivolgersi? O un avvocato? Grazie!

  • É il miglior articolo che ho trovato in rete su questo argomento, scritto per noi lettori e non per i motori di ricerca. Bravissimo, lo condivido molto volentieri

  • Per Beatrice,
    credo tu possa andare tranquilla, a meno che il valore del libro usato non sia medio-alto (ad esempio un libro ricercato e che non si trova facilmente ha un suo valore, quindi avrei dei dubbi). Ma tutto questo è ovviamente opinabile nel senso che bisogna stabilire qual è il modico valore (come faceva notare il commento di Marco Cicala più in alto). Io tenderei a stabilire di modico valore anche un premio che abbia un valore di 5-10 euro (anche perché altrimenti non è facile scegliere i premi da mettere in palio o regalare), ma dal momento che abbiamo un’agenzia delle entrate non amica dei cittadini, in caso di contestazione e con premi superiori a 1-5 euro non può essere sicuri al 100%.

    Per Daniele,
    Credo sia difficile inquadrare il tuo caso. Ascolta assolutamente il parere di un bravo commercialista.

    Per Roberto,
    Grazie!

  • Ciao a tutti! Bellissimo articolo =) Ho una domanda in quanto una cosa non mi è chiara. Ho aperto un blog che parla di ristoranti cucina e viaggi, volevo organizzare un piccolo giveaway tramite la pagina fb collegata al blog , un aperitivo presso uno dei posti che ho recensito. Essendo io una persona fisica e non giuridica sono comunque obbligata a seguire l’iter ministeriale? Il valore dell’aperitivo si aggira intorno ai 7-10 € non di più. Perchè mi sembra assurdo dover pagare 1000 euro di notaio per 7 € di aperitivo che vuole essere un regalo ai miei lettori.

    Vi ringrazio in anticipo !

  • Ciao, intanto complimenti per il blog; ma se volessi organizzare un contest (rivolto anche a partecipanti esteri) dove chi risolve un problema o vince un gioco di abilità, percepisce una somma di denaro (in % sulle quote di iscrizione ricevute) o dei premi tipo smartphone? Tipo una sfida globale online? Si tratta di concorso, gioco di abilità o cosa?

  • Ciao, interessante l’articolo, ma ho una domanda.
    Sto organizzando un giveaway, ma come faccio ad avere i dati di chi ha pubblicato la foto con hastag da me definito su un file excel così da definire il vincitore?
    Grazie in anticipo

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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