Come far soldi con i contenuti… degli altri

E’ pazzesco pensare che gran parte dell’attuale economia del web si regga sugli UGC, i contenuti generati dagli utenti.

E’ pazzesco perchè da un lato viviamo in un mondo analogico dove nessuno muove neppure un dito gratuitamente, e dall’altro c’è un mondo digitale dove una folla di scalmanati produce, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, ricchezza per altri. E A GRATIS.

Quali leve usa il moderno schiavista per convincere i lobotomizzati servi a lavorare per lui?

Fama & Potere

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Chiamala sete di fama (vuoi mettere il prestigio di vedere il proprio nome in testa all’articolo dello straconosciuto blog?), oppure sete di potere (vuoi mettere il gusto di moderare le discussioni e magari bannare qualche utente cafone?).

Sicuramente non è sete di soldi, perchè non te ne verranno proposti. In compenso dovrai obbligatoriamente scrivere almeno un post al giorno, o moderare decine/centinaia di discussioni, notte e weekend inclusi.

Gruppo

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Il bisogno di appartenenza ad un gruppo è nella natura umana. E’ quindi assolutamente normale iscriversi a ennemila servizi online affini ai propri gusti, interessi, passioni.

Non è invece normale passare la propria giornata ad inondare questi servizi con i propri contenuti, visto che è solo grazie a questi preziosi apporti che quei servizi si arricchiscono (dandoti in cambio una cosa di immenso pregio: il senso di appartenenza 🙂 ).

Spiccioli

Incredibile, può anche capitare che qualcuno ti offra qualche spicciolo per i tuoi amati contenuti. Non ci credi?

Un esempio è il paid to write: scrivi i tuoi articoli per qualcuno di questi portali, e in cambio ricevi una percentuale in base ai click sugli annunci AdSense che ricevono i banner inseriti nel tuo post.

Ora prendi il numero di articoli che hai scritto, dividilo per il guadagno, e ti renderai conto dell’enorme valore che viene dato ad ogni tuo singolo pezzo 🙂

Conclusione

OK, lo ammetto, fino a questo punto il post è stato parecchio acido, e produrre contenuti per altri può anche avere una certa utilità (anche se non prettamente economica): per esempio per farsi conoscere, soprattutto se il “contenitore” nel quale si pubblicano questi contenuti è molto noto e seguito dal proprio target di riferimento.

Qual’è dunque il mio consiglio finale? giocati periodicamente qualche ottimo guest post sui blog giusti, qualche commento arguto su blog e forum leader nella tua stessa nicchia, e quando produci qualcosa di unico, notevole, imperdibile… tienila per te.

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20 Comments

  • Ciao, ho dato una veloce e superficiale sbirciatina al tuo Spazio e …sembri simpatico…:-))) …ho molto da imparare da nessuno in particolare e da tutti in generale. Approfondiro’ gli “sbirciamenti”…

    rossella

  • Scusa Taglia ma.. come fai a dire che quasi tutto è prodotto gratis dagli utenti?
    E i grandi portali?

  • Tutto vero.

    Tra i lati positivi aggiungerei però un fattore: il lavoro “a sfruttamento” su particolari siti/portali/forum può anche generare il sincero rispetto, la stima e la gratitudine dei webmaster/direttori/proprietari di quella consolidata realtà web.

    Molti di loro non esiteranno ad aiutare (e anzi, saranno i primi a incoraggiare) lo “sfruttato” a lanciare una sua eventuale attività su internet e a promuoverla.

    In cambio di un medio-breve periodo di stage/sfruttamento “light” non mi sembra poco…

  • Ogni epoca ha le sue mode, la moda di questa è quella di disegnare il futuro con le mode del momento, e vivere in funzione di esso e di facili illusioni delle quali siamo diventati ghiotti.

    Ma forse un vortice finanziario prossimo venturo ci riporterà, a caro prezzo, alla realtà, e al “pagare moneta, vedere cammello”.
    No pay, no post. E non si accettano dollari.

  • @Francesco Caruccio: i “grandi portali” di cui parli (se ti riferisci a Virgilio, Libero e compagnia bella) sono un residuato bellico del Web 1.0.

    Pensa invece a cose come YouTube o Facebook… 😉

  • Sono proprio d’accordo. Va bene essere visibili ed aumentare la propria credibilità Online con questi strumenti, ma alla fine dei conti, la nostra Conoscenza ha un valore ed è meglio sfruttarla come si deve 😉

  • Scusate ma io che sono curioso di questo argomento vorrei dei nomi e dei numeri, se non certi almeno stimati.

    Quali sono questi grandi portali di cui parlate che fanno cio che è descritto nell’articolo?

    Quanti soldi danno per un singolo articolo?

  • Non ho idea se sia possibile fare nomi e dare numeri pubblicamente.

    Io conosco più di una persona che ha lavorato per qualche mese con realtà consolidate della blogosfera (società cioè proprietarie di numerosi network di blog tutti collegati tra loro) e loro mi hanno parlato di post (tra le 1000 e le 2000 batture) pagati tra i 2 e i 4 euro, lordi.

    Il “problema” è che poi spesso si viene pagati 2 o 3 mesi dopo aver prodotto o magari solo dopo aver superato una certa soglia di post.

    Sul versante positivo c’è da dire che molti siti è vero pagano poco-poco ma offrono la possibilità (dopo 2 anni) di poter prendere l’abilitazione da giornalista pubblicista, cosa che dovrebbe aprire nuove porte (si spera un tantino più redditizie).

  • @Alessio l’abilitazione da giornalista pubblicista, credimi, è assolutamente inutile e non ti apre nessuna porta ma come sul web cosi offline le redazioni giornalistiche hanno da sempre sfruttato stagisti e new entry facendo scrivere palate di contenuti.

    Tornando al post di Taglia, aggiungo: è vero facebook è simili si arricchiscono con i contenuti gratuiti forniti dagli utenti, ma gli utenti hanno la possibilità di utilizzare queste tecnologie in maniera altrettanto gratuita, inoltre non ci scordiamo che la pubblicità online sta prendendo una brutta piega, la gente si abitua sempre più facilmente ai nuovi formati adv e ci sono siti che offrivano contenuti gratuiti (vedi i giornali online di Murdoch) che adesso si stanno dirigendo verso tutt’altra direzione, segno che questo “arricchirsi” non è poi tanto marcato come un tempo.

  • A proposito di siti di successo realizzati (quasi) completamente grazie agli UGC mi viene in mente Turistipercaso.it che deve il suo successo agli itinerari scritti dagli utenti (alcuni davvero molto ben fatti).

    Il sito in questione è stato acquistato l’anno scorso da Edizioni Master (per una cifra superiore al milione di euro a quanto si dice…) ed ora con i contenuti del sito ci stampano pure la rivista….della serie, con gli UGC non si butta via niente! 😉

  • Ottimo articolo ed anche crudelmente reale…
    Ma perché la gente non scrive per se stessa o per la comunità lasciando perdere i “sogni di gloria”?
    Credo che basti un infarinatura si tecniche SEO, un pò di link popularity e tanta voglia di scrivere quando hai qualcosa da dire!
    Tanto per capirci: meglio dieci post di contenuto che 1000 di porcheria.

  • Io le ho passate un po’ tutte:
    – ho iniziato collaborando gratis con dei siti, ma in cambio – come dice Alessio – credo di aver poi raccolto molto in altre forme 😉
    – ho scritto per un blog del nanopublisher #1 in Italia, per 2.40 netti a post e payout minimo di 100, con la proprietà che a volte mi telefonava sul cellulare alle 8 di mattina per chiedermi di scrivere per stare sul pezzo
    – ho aperto qualche sito e nel meglio avviato ho qualche sporadico collaboratore non retribuito
    – ho un piccolo sito totalmente UGC, ma almeno offre un servizio ai visitatori (annunci stanze)

    Avendole passate tutte, penso che basti che (quale che sia il motivo) ciascuno sia contento del suo ruolo al momento 😉

  • i portaloni tipo virgilio o libero sono roba preistorica. Funzionavano quando non c’erano alternative, ma oggi, che anche l’ultimo fesso può aprirsi un blog e pubblicare quello che gli pare?

    Servizi tipo youtube o facebook almeno offrono un servizio utile…

  • Scusate ma cosa siamo adesso tutti giornalisti e maghi?
    A me sembra assurda l’ipotesi, apriti il tuo blog e guadagna da solo valida per tutti.

    Cosa è successo vi siete tutti dimenticati quali impegni comporti gestire un blog per guadagnarci solo i soldi dell’hosting?

    Se si crea un blog personale non si deve solo scrivere ma anche seguire molti altri aspetti e spesso non si raggiunge nemmeno la soglia minima di pagamento.
    Inoltre non è che tutti possono iniziare a farsi una cultura di webmarketing solo per poter sperare di raggiungere l’assegno adsense prima dell’avviso aruba.

    Certo saranno anche dei sottopagati ma una volta finito di scrivere l’articolo possono spegnere il computer. Inoltre tenete conto che alcuni di questi articolisti non fa altro che fiondarsi su google news e copiare altri post, modificarli e inviarli al sito in questione.

    Penso che a forza di pay per click e webmarketing ci si stia dimenticando che il web è bello perchè è anche diverso dall’offline.

    Se si seguisse la vostra teoria allora dovremmo incriminare anche l’open source che di riconoscimenti (ai singoli) ne da ancora meno, agli ideatori invece ne da moltissimi.

  • Scusate ma non ci credo che la gente scrive articoli di qualità per 2 o 4 Euro, strano…

  • @pomhey: per quelle cifre un giro su google news, una riscrittura e via. Un parere personale, qualche freciatina.
    Il web è anche questo purtroppo. Trovare qualcosa che non sia già stato scritto o trattato è una grossa impresa.

    Da quando mi sono accorto che ogni articolo che scrivevo, lo documentavo con fonti giÀ presenti in internet, mi son deciso a scrivere di mio pugno e di mio pensiero.

    Per fortuna scrivo solo per me stesso, non son sotto nessuno che mi paga, e posso gestire bene gli argomenti che mi và di trattare.

    Scrivere qualcosa su cui non si ha interesse porta a generare contenuti riscritti, perchè non si ha una reale visione di quello che è l’insieme dell’argomento.

    Penso che il buon 95% dei contenuti web sia generato da persone che scopiazzano e riscrivono. Difficile trovare veri scrittori che scrivono di loro pugno tutto quanto perchè sanno cosa stanno trattando.

    Purtroppo la semplicità del web porta tutti ad essere scrittori in erba, e a generare quantita assurde di contenuti inutili.

    Se ognuno si occupasse delle sue passioni, ed inseguisse il suo sogno nella sua tematica, penso che avremmo molti piu contenuti validi in rete, e piu persone soddisfatte. Per 2 euro ad articolo preferisco di gran lunga scrivere a mio piacimento su un blog senza alcuna forma di pubblicità. Non ho messo adsense sul mio blog. GUadagno in svago, ed ogni visitatore che mi raggiunge è un pagamento più che sufficente.
    Un’iscritto al feed è un successone. Insomma, ci si guadagna in questo modo.

  • ….gia…

    A chi si accontenta di 2 o 4 euro voglio solo dire: apritevi un blog vostro e per ogni visitatore che vi legge avrete una soddisfazione che non ha prezzo.

  • Proprio una miseria.
    Un tempo chi aveva poche ambizioni o non aveva ancora trovato di meglio, per due spicci in nero accettava di fare le pulizie, la raccolta dei pomodori, ora invece …

    Che si trovino un mestiere più utile a loro e alla società, sicuramente c’è, e un parametro dell’utilità è il prezzo.

  • per un “bocia” che comincia o un studentello che vuol farsi saltare fuori la pizza con la fidanzata o il cinema, può anche andar bene, ma nn possiamo certo parlare di un lavoro decente.

    Peraltro non crediate che nei media tradizionali vada tanto meglio: ho sentito di giornalisti pubblicisti che lavorano per 5/10 euro a pezzo. Ma mica al pc, è gente che pedala a far cronaca…

  • E’ davvero vero che si fanno soldi grazie agli altri. Come dice TagliaErbe (che non conosco ma saluto) siti come Facebook e Youtube guadagnano senza fare niente, se non roba strettamente legata alla gestione dei CMS.
    Per non parlare di Google…

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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