AdBlock: come e perché contrastarlo

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Gli Adblocker sono add-on per browser creati per bloccare qualsiasi script pubblicitario sulle pagine web navigate dall’utente. Il TagliaBlog se ne è già occupato nel 2013 per descriverne le caratteristiche e i paradossi, e in seguito nel 2015 per mostrare come il fenomeno stesse dilagando.

Ad oggi, purtroppo, la cosa continua ad espandersi ed è un bel problema per gli editori del web di ogni dimensione, che si ritrovano a produrre contenuti che poi vengono fruiti totalmente a sbafo da una fetta sempre più consistente di utenti.

Al solito, esattamente come sta succedendo con il deprezzamento costante del valore dei CPM sulle campagne display, gli editori stentano a fare squadra e a imporre contromisure efficaci e coordinate.

Da qualche tempo, però, è disponibile uno script che consente di creare un canale di comunicazione tra l’editore e l’utente che naviga bellamente il sito con un AdBlocker attivo: il suo nome, manco a dirlo, è BlockAdBlock.

Il principio di funzionamento è semplice: lo script è concepito per fingere di essere una pubblicità e, se si accorge di essere bloccato, fa scattare una seconda parte di codice che offusca il contenuto del sito mostrando un messaggio all’utente a pieno schermo.

BlockAdblock può essere generato con un autocompositore disponibile sul sito ufficiale del progetto, che consente un certo margine di personalizzazione.

Come prima opzione possiamo decidere se essere accondiscendenti o usare le maniere forti selezionando la modalità “block” oppure “nag”.

Le 2 opzioni di blocco di BlockAdblock

Con la prima l’utente continuerà ad avere la navigazione bloccata finché non disabiliterà del tutto AdBlock (o quantomeno metterà in whitelist il nostro dominio), mentre con la seconda lo informerete una sola volta di quanto il suo comportamento sia poco carino nei vostri confronti, ma poi gli lascerete continuare la navigazione (indipendentemente dal fatto che disabiliti AdBlock oppure no).

E’ una questione di sensibilità: molti editori temono di perdere utenti con un approccio troppo duro, utenti che magari potrebbero andare a compiere comunque un’azione utile come una condivisione social o il click su un link di affiliazione presente direttamente nel testo del post… ognuno faccia le proprie valutazioni, la mia scelta è quella di forzare l’utente a whitelistare o andarsene su ogni sito web che abbia nei banner la prima fonte di ricavi.

Nel secondo pannello “Block Screen Delay” possiamo impostare il tempo in secondi dal caricamento della pagina: di default il valore è 7 secondi ma potete variarlo a piacere.

Nel pannello successivo potete personalizzare i testi: il sistema vi offre qualche spunto in inglese, ma ovviamente l’invito è quello di creare il messaggio più coerente con il vostro tipo di pubblico e la politica che state adottando (“block” o “nag”).

La personalizzazione del messaggio di blocco screen di BlockAdblock

Nel pannello successivo, “BlockAdblock Branding”, potrete agire sui colori della schermata di blocco: anche in questo caso potete pescare da una serie di palette preimpostate, stavolta senza bisogno di tradurre.

Ci siamo quasi: nel pannello branding decidete se sponsorizzare o no il tool sul vostro sito, in “Text Legal Options” potete decidere se inserire o meno anche un testo di riferimento legale che apparirà però solo nel codice della pagina e non sarà visibile alla navigazione.

L’ultimo pannello ci offre la possibilità di associare un evento da inviare a Google Analytics (saltiamo questo passaggio perché potrebbe poi darci noie a livello di integrazione sul sito).

A questo punto basta cliccare sul pulsantone verde in fondo all’autocompositore e otterremo il nostro bel codice da inserire in fondo al template del nostro sito web, in modo che si trovi su tutte le pagine appena prima del tag < / body >.

Il risultato finale sarà qualcosa di simile a questo:

Il blocco screen di BlockAdblock in azione

Bloccando gli utenti con AdBlock il traffico scende?

Ho testato questo script sul sito Forexinfo.it a partire dall’ultima settimana di febbraio 2016, optando per la soluzione “mano pesante”: se hai AdBlock attivo dopo 5 secondi scatta l’alert, e continuerà a farlo ogni 5 secondi finché non stacchi AdBlock oppure ti rechi verso altri lidi digitali.

Da allora ad oggi il numero sessioni che siamo stati in grado di tracciare, in cui è stato rilevato AdBlock attivo, è stato di circa 900.000, a fronte di un totale di 10 milioni di utenti e 19 milioni di pageview nello stesso periodo. Una quota di utenti quindi non particolarmente grande rispetto ai numeri diffusi negli ultimi mesi sulle tendenze, ma è pur vero che tracciare con uno script JavaScript il numero di utenti che hanno un tool che blocca JavaScript è un metodo tutt’altro che affidabile, e probabilmente l’incidenza di utenti con AdBlock è sottostimata.

Un dato più affidabile è dato dal grafico sottostante, che mostra come la quantità di utenti con AdBlock sia leggermente calata dopo un paio di settimane di attività dello script (probabilmente abbiamo convinto, con un po’ di insistenza, diversi utenti fidelizzati a disattivare AdBlock) e sia rimasta poi più o meno costante nel corso delle settimane successive (l’aumento in termini assoluti è correlato all’aumento di traffico del sito web): in questo caso potrebbe trattarsi della quota fisiologica di nuovi utenti che arrivano sul sito con AdBlock attivo e vengono “rimbalzati”, o disattivano AdBlock. Purtroppo il report non è in grado di dirci in quale misura optano per l’una o l’altra opzione.

Report che attesta il calo degli utilizzatori di AdBlock

Il dato confortante che giova sottolineare è che dall’attivazione dello script il traffico del sito non è sceso, e il valore della frequenza di rimbalzo è salito di soli 2 punti percentuali rispetto al dato del periodo precedente.

Se non bloccate gli AdBlock, iniziate a farlo

Come abbiamo visto bloccare AdBlock non è un’operazione né complessa né rischiosa, ed è a mio avviso un atto doveroso da parte degli editori, anche solo per comunicare in modo blando agli utenti che usano questi add-on che quel che oggi può sembrare un vantaggio con il tempo può portare danno anche a loro.

Peraltro la maggior parte degli utenti che attivano AdBlock lo fanno per arginare l’eccesso di pubblicità insistente presente su alcune categorie di siti molto popolari come streaming pirata, download di torrent e similari. La beffa è che questi siti già da tempo hanno preso le contromisure e vengono spesso whitelistati subito dopo l’installazione dell’AdBlock, che però nel frattempo rimane attivo per tutto il resto del web, inclusi i nostri siti!

Seconda beffa, persino più grave, è che la società che sta dietro al famoso AdBlock si sta muovendo con alcuni network pubblicitari per concordare dei formati considerati “non invasivi” (sono classici formati IAB in realtà) che vengono erogati anche quando AdBlock è attivo. Ovviamente questo servizio andrà a generare una revenue per AdBlock mentre i CPM offerti agli editori con la scusa “tanto sono revenue che perderesti comunque” sono una frazione di quelli offerti per gli stessi spazi a condizioni normali.

Ti basta per convincerti ad iniziare a bloccare gli utenti con un AdBlocker installato? Pure Salvatore Aranzulla lo sta facendo da qualche giorno! 😀

Aranzulla.it blocca gli AdBlock

Autore: Dimitri Stagnitto di Forexinfo.it, per il TagliaBlog.

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

26 Comments

  • Ciao a tutti
    Sono un editore che usa sul proprio sito Block-AdBlock.
    Da ieri Block-AdBlock non è più in grado di bloccare la visualizzazione dei contenuti del sito a quei visitatori che navigano usando l’AdBlock.
    Sapete dirmi il motivo?

    Reply
  • Mi sono permesso di inserire come Website nel mio nome il link ad un mio articolo che esprime esattemente quello che penso contro AdBlock. Chi pensa che internet è gratuito si sbaglia. Mi dispiace.

    Reply
  • @Edo Macchi i suoi paragoni non hanno né capo e né coda. Quando lei guarda un canale televisivo questo acquisisce share che il canale stesso usa per dare un costo alla pubblicità. Se lei cambia canale durante la pubblicità non lo danneggia se poi dopo ci ritorna.

    Lei acquista un giornale, quindi paga, per poi saltare le pubblicità. Il giornale non lo ha danneggiato, perché quella copia risulta venduta e quindi l’editore può conteggiarla per dare un costo alla pubblicità, come è successo alla TV.

    Parlo da visitatore: Se un sito mi apre milioni di banner, non ci vado più. Non raccontatemi le bugie degli script e dei tracciamenti perché finché non siete in https siete tutti tracciabili. E non parlatemi nemmeno delle protezioni perché si chiama AdBlocker non VirusBlocker.

    Parlo da editore: Avevo un sito di piccola potenza, ad un costo molto contenuto. A causa dell’affluenza di visite ho dovuto pagare una cifra annua più alta per non vederlo sempre giù, e mi ritrovo che tutti coloro che mi hanno “costretto” a pagare di più non mi danno nemmeno un recupero perché vogliono utilizzare AdBlocker. Sinceramente se non me ne frega nulla se un utente se ne va piuttosto che disabilitare quel cavolo di plug-in, anzi ne sono contento, e ne spiego il perché

    1 – Non occupo le risorse del mio sito a cui non vuole rispettare il mio lavoro. Ogni visita impegna l’hosting e il database. Se io pago per potenziarlo devo riceverne un ritorno. Provate ad andare in A1 senza pagare il casello. Se non ci volete andare ve ne andate per le stradine spendendo il triplo del tempo e il doppio di carburante, liberando la strada a chi vuole viaggiare piacevolmente.

    2 – Personalmente, oltre a pagare per tenere in piedi il mio blog, spendo da 20 minuti in su per scrivere ogni singolo articolo. Molti dei miei articoli sono risultati di test laboriosi e prove che magari gli stessi utenti mi chiedono di fare. E dopo aver speso 20 minuti / 2 ore per essere preciso ed utile, non devo nemmeno essere ricompensato perché voi volete pretendete ragioni sull’utilizzo dell’addon.

    A quel punto preferisco avere 500 lettori fissi che rispettano il mio lavoro, consapevoli che non riempio il mio sito di pubblicità, che avere 2 milioni di visite di cui 1.999.500 che affollano le risorse del mio sito a spese mie. Nessuno vi sta chiedendo di pagare per visitare un sito.

    Reply
  • Francamente non disabiliterò mai AdBlock.
    Tutta questa manfrina sul fatto che gli editori non possono monetizzare non mi convince per niente: di modi per fare soldi tramite web ce ne sono molti.
    Il punto è che sono stati gli editori stessi a rendere necessario Ad Block, che per altro ci salva da possibili infezioni sui nostri dispositivi.

    Potrò sembrare volgare ma è certamente un paragone calzante: se vai a prostitute senza profilattico, aspettati qualche brutta sorpresa.

    In oltre vado commentando chi fa paragoni non calzanti sulla pubblicità su altre piattaforme:
    per quanto riguarda la TV io posso cambiare canale quando c’è la pubblicità e ritornarci quando è finita (ergo la aggiro) godendomi il contenuto del TG a mio piacimento. Per quanto riguarda i cartelloni stradali posso evitare di guardarli senza rischiare di beccarmi qualcosa di fastidioso o dannoso. Per quanto riguarda le riviste, le compro ANCHE per le pubblicità o, altrimenti, le pubblicità semplicemente le salto SENZA che sia costretto a visualizzarle o peggio ancora a dovermele guardare tutte prima di potermi leggere l’articolo: d’altronde ogni rivista ha un Indice all’inizio e mi dice immediatamente a quale pagina devo andare per vedere il mio articolo. Se non mi interessano le pubblicità le salto per stessa natura della rivista.

    In poche parole, chi ha fatto quei paragoni è evidente che non tenta di far altro che gettare acqua al suo mulino, in malafede per giunta.

    Comunque Paolo Bigione ha detto bene.
    AdBlock tutta la vita!

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  • In risposta a:
    “@tutti quelli che hanno commentato: Anche se può sembrarvi giusto attivare AdBlock oggi sappiate che state spingendo i siti che leggete ogni giorno a morire o a inserire la pubblicità nei contenuti in modo subdolo sistematicamente. Nessuno dei due scenari mi sembra auspicabile.”

    Sarà comunque positivo.
    Chi muore non è in grado di sfruttare le potenzialità del web.
    Chi inserisce sistematicamente pubblicità nei contenuti in realtà ha ben poco di originale da dire.

    Ricordiamoci com’era il web un tempo, e quali erano gli scopi.
    E, soprattutto, ricordiamoci che l’informazione in sé non dovrebbe essere fruibile solo ed esclusivamente dal sito di provenienza.
    Nel giro di quindici anni gli editori hanno rovinato il web, quello strumento di estrema libertà che gli informatici regalarono al mondo.

    Reply
  • Scusate,
    premetto che non avevo idea fino ad oggi dell’impatto dell adblock ne tanto meno che esistevano sistemi per aggirarlo… mi documenterò ma… permettetemi una considerazione, perché davvero non capisco:

    c’è chi dice che se siamo arrivati a questo punto è solo colpa nostra (editori, siti web) e quindi è giusto avere l’ADBLOCK e aggirare gli ANTI-ADBLOCK e le giustificazioni che si tirano in ballo quali sono?
    – “Troppa pubblicità ragazzi”
    – “Troppo invasiva”
    – “Io per fermare Aranzulla ho trovato questo o quello stratagemma etc…”

    Se un sito fa schifo, rompe troppo le scatole perché ha troppa pubblicità o è troppo invasiva lo si molla punto e a capo, come si è sempre fatto (o almeno, io faccio così)… perché installare adblock e continuare a vedere siti di qualità scadente tagliando i finanziamenti di quelli che il design lo conoscono e che offrono informazione utile usabile e accessibile? Chi fa contenuti e interfacce di qualità sarà lui che a un certo punto se vede che continuano a rimbalzarlo deve capire perché gli utenti lo fanno (se è un professionista la soluzione la trova e accontenta i suoi utenti)

    Se una roba non mi piace o mi da fastidio non me la guardo, un conto se adsense veicolasse pubblicità non contestualizza, malevola, con contenuti per adulti allora vi direi: “ok, giusto”. Ma se non volete vedere il sito di Aranzulla passate sul secondo risultato, non ho mica capito… tutta sto astio poi per Aranzulla… boh… da fastidio perché guadagna? Addirittura si trova un sistema per aggirare un blocco del blocco per vedere il sito di Aranzulla, cioè ma che discorso è, allora lo volete visitare alla fine? beh… ci siamo capiti

    Secondo me dovrebbero essere vietati gli ADBLOCK e di conseguenza gli ANTI-ADBLOCK non dovrebbero più esistere, così era una volta e così dovrebbe essere, al limte possiamo magari discutere su delle restrizioni maggiori sull’inserimento che dovrebbe considerare Google ad esempio… che so, devi avere certi requistiti di traffico per poter inserire la pubblicità e se infastidisce l’utente ti declasso (i modi ce li avrebbero già), altrimenti potete fare così:

    – volete vedere il TG? cuccatevi la pubblicità perché quel programma è finanziato con quella;
    – non volete vedere i cartelloni pubblicitari in strada? occultateli con una vernice spray tutte le notti e vediamo che multa rimediate oltre che meno soldi per il comune (che è vostro).
    – Strappate le pagine delle riviste che acquistate a 1 euro e 50 e lasciatele lì all’edicolante,
    – Togliete gli adesivi dalla Moto di Rossi, Lorenzo e Marquez, o dalla Ferrari F1

    non so… mi pare evidente no?

    Reply
  • In ogni caso personalmente ho appena installato, con somma soddisfazione il filtro per Ublock “anti killer ad block”. Che bipassa in modo indolore l’offuscamento dato dallo script che viene citato nel post.

    Reply
  • Aranzulla tra 7-8 mesi saprà dirci se questo sistema ha funzionato. Nel rispetto di chi ha scelto di vivere con l’editoria, alla fine è la gente che decide. E non sono un esperto, ma ho come l’impressione che probabilmente se ne pentirà.

    Reply
  • Non mi piace la pubblicità e non la guardo, quindi oltre adblock uso adaway. L internet cera prima della pubblicità online e ci sarà dopo.

    Reply
  • Trovo giusto l’utilizzo di questi script per bloccare chi non vuole visualizzare la pubblicità.
    Si vuole prendere senza dare nulla, si è disposti ad essere spiati e martellati di pubblicità da facebook o WhatsApp, ma ci da fastidio un banner di un sito che gratuitamente ci da magari un servizio costoso!
    La follia di tollerare l’intollerabile se questo è fatto dal soggetto o applicazione del momento, pretendendo che però il resto del web ci fornisca gratis di tutto e di più e nel modo meno fastidioso per noi…
    Basta evitare certi siti “famosi” che semplicemente abusano di video , popup e pubblicità varie senza uccidere chi da un banner può almeno pareggiare con le spese di gestione.

    Reply
  • @Dimitri
    Grazie per le risposte. Personalmente (soprattutto per una questione di principio) sarei tentato di bloccare gli utenti con adblock anche se fossero solo il 2%: temo però che l’ennesimo script possa rallentare il sito (e magari generare anche falsi positivi) diminuendo le pagine viste per utente e quindi peggiorando la situazione anzichè migliorarla.
    Comunque credo che a breve farò un test 😉

    Reply
  • @Adriano: 1) no, abbiamo avviato la insieme al blocco. Tieni anche conto del fatto che misurare questo tipo di fenomeno in modo preciso è estremamente difficile come ho scritto anche nel post. Diciamo che a un certo punto ho deciso che era ora di muoversi a prescindere dai dati sul nostro sito, già la diffusione generale era un motivo sufficiente per adottare la misura.

    2) Sì, ho installato adblock su iphone e su safari mi blocca. Peraltro non ho capito come whitelistare un singolo dominio su smartphone, mi servirebbe una guida di Aranzulla in merito 😉

    3) Molto difficile il falso positivo, più facile che adblock si aggiorni per aggirare lo script, che immagino verrà a sua volta aggiornato (ma starà a noi andare a generare il nuovo codice quando questo avverrà). Nel tuo caso in teoria dovresti venire bloccato 🙂

    Reply
  • Premesso che sono un editore (un paio di siti con 1 milione di unici al mese) che vive di advertising e che i miei siti hanno parecchio traffico da mobile (quasi il 70% ormai), ho alcune domande per Dimitri:
    1) Prima di decidere di installare BlockAdBlock avete misurato la percentuale di utenti che usava un adblocker sul vostro sito? Se sì, che tipo di tool avete utilizzato?
    2) BloackAdBlock funziona anche sugli smartphone?
    3) Non avete paura dei falsi positivi? Ovvero che il blocco venga visualizzato anche a chi non ha un adblocker installato?
    Infine ti segnalo che con Chrome (che uso solo per i test) e AdBlockPlus riesco a navigare forexinfo.it senza visualizzare il blocco (magari è perchè ho un IP straniero?).

    Reply
  • Personalmente uso un surrogato adblock perché, perché come altri commentatori hanno sottolineato molti siti offrono una quantità di banner pop up ecc davvero disarmante. Sempre personalmente dovessi trovarmi di fronte al bivio disattivo ad Block per leggere il contenuto offuscato beh credo proprio abbandonerei il sito… Senza ombra di dubbio. Non vedo perché un editore dovrebbe obbligarmi in tal senso.

    Reply
  • Volevo ringraziare Sandro Caruso per il suggerimento di “uBlock”. In effetti blocca senza essere individuato dagli anti-adblocker 😛

    Reply
  • Ma io aranzulla per fermarlo mi sono installato il plugin di chrome apposta e i siti che mi chiedono di disattivare adblock li chiudo e li metto in blacklist senza starci a pensare troppo, amen.

    Immagino di non rientrare nella casistica di questo articolo….

    A mio parere dovrebbero essere le agency, come google adsense, a fornire soluzioni server-side per visualizzare banner pubblicitari, anziché tracciare ogni singolo respiro dell’utente con javascript.

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  • Io quando trovo alert di questo tipo, esco dal sito e cerco altrove. Troppa, troppa pubblicità ragazzi.

    Reply
  • @Artur: i metodi sono tanti, quello che proponi tu renderebbe non navigabili anche i non pochi contenuti non pubblicitari basati su js.

    Il problema di adblock è comunque che sta diventando un fenomeno impattante sui fatturati degli editori, soggetti che già prima di AdBlock avevano nel complesso qualche problema nel trovare un buon compromesso tra qualità del prodotto (e relativi costi) e monetizzazione.

    @tutti quelli che hanno commentato: Anche se può sembrarvi giusto attivare AdBlock oggi sappiate che state spingendo i siti che leggete ogni giorno a morire o a inserire la pubblicità nei contenuti in modo subdolo sistematicamente. Nessuno dei due scenari mi sembra auspicabile.

    Il problema di adblock è che appena installato blocca tutto e poi bisogna whitelistare i siti uno ad uno… se gli editori, inclusi quelli che magari si comportano bene in termini di invasività, non si attrezzano almeno per chiedere di disabilitare adblock converrete con me che il sistema è abbastanza iniquo.

    Per il resto, nel momento in cui come da mio auspicio tutti gli editori che pensano che il fenomeno sia non tollerabile per loro si saranno attrezzato come questo post consiglia, tutti voi utenti che difendete il concetto di AdBlocking rimarrete liberi di navigare il resto del web.

    Per quel giorno ricordatevi di tornare qui a commentare questo post e fatemi sapere se il web era meglio prima o no 🙂

    Leggendo i vostri commenti mi viene tanto da pensare a quegli editori spagnoli che si fecero delistare da google news… se non ricordo male qui sul Tagliablog c’è scritto come andò a finire…. 😉

    Reply
  • @Riccardo i contenuti web sono variegati e così le forme di monetizzazione. E’ difficile ad oggi produrre contenuto informativo in modo sistematico con modelli di monetizzazione diversi dall’adv display.
    Diversamente se non vedi la pubblicità attorno al contenuto, la pubblicità E’ il contenuto… dimmi tu se sbaglio 🙂

    Reply
  • @argentalico: a me è successo quando ho provato a inserire anche il tracking di analytics direttamente con questo wizard. Ho usato infatti uno script separato per tracciare gli utenti con adblock.

    Reply
  • Altro metodo per fregare BlockAdBlock:
    usare anche NoScript.
    In questo caso per difendersi gli editori saranno costretti a scrivere tutti i testi in linguaggio Script oppure a installare un BlockNoScript che però deve funzionare lato server, per esempio in PHP… la faccenda si complica!
    Ma siamo sicuri che conviene innescare una guerra?
    Anche se non si perde traffico nell’immediato, fare la guerra ai lettori non fa mai bene all’immagine dell’editore.

    Reply
  • Ciao!
    Ho tentato di utilizzarlo e mi ha mandato in tilt il sito. Non funziona.

    Reply
  • Felice di utilizzare da anni AdBlock essendo allo stesso momento un editore online.

    Se siamo arrivati a questo punto è solamente colpa nostra e di chi ne ha approfittato inserendo banner sempre più invasivi.

    Mi trovo in disaccordo sul fatto che raccomandi di installare questi ‘Anti AdBlock’. Quando un sito web non mi permette di navigare solo perché non desidero vedere le pubblicità, lo abbandono per sempre…

    Dobbiamo smetterla con la storia del ‘è giusto che mi ripaghi’. Il mercato dell’advertising si sta evolvendo e sono nati migliaia di nuovi modi per guadagnare su internet. Se volete rimanere nell’era mesozoica dell’advertising fatelo pure 😉

    Reply
  • Come scrive Andrea qui sopra, spesso i siti web mettono pubblicità talmente invasive che è impossibile leggerne i contenuti… comunque sia AdBlock non è certo l’unica soluzione per bloccare tutto… io usando avast ad esempio, in versione anche browser, posso impedire a un web master di tracciarmi con qualsiasi strumento di tracciamento, di mostrarmi le pubblicità e pure i pulsanti social…. e tutto senza che strumenti vari possano far niente per impedirmi di visitare la pagina selezionata.

    Lo utilizzo con grande soddisfazione quando voglio leggere un articolo ma pubblicità, banner, pulsanti like e tante altre cose m’impediscono di leggere fluidamente l’articolo. Non tutti si comportono correttamente come te, che mantengono pulito il testo e in nessun modo al lettore viene impedito di far l’unica cosa che vuole davvero: informarsi.

    Anche io ho dei siti web e non mi sogno minimamente di inquinarli con banner invasivi. Ne va della mia credibilità e soprattutto, va contro i miei principi. Molte persone si dimenticano che stanno facendo informazione o comunque offrono un servizio e pensano che gli utenti entrano nei loro siti solo per cliccare su qualche pubblicità.

    Reply
  • Si tratta di una questione piuttosto controversa… non ho mai utilizzato AdBlock, ma ammetto di aver “abbandonato” alcuni blog e siti web a causa degli annunci pubblicitari troppo invasivi – non ho invece alcun problema con banner discreti e che non rallentino la navigazione.

    Secondo me, molto dipende anche dalla fiducia che un sito è in grado di meritarsi nel tempo: se convinto della buonafede del webmaster e della qualità dei contenuti, anche l’AdBlocker più accanito potrebbe convincersi a disattivarlo – o a mettere la pagina in whitelist 🙂

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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