Come condividiamo i contenuti?

Qualcuno potrebbe pensare che, nel 2012, la condivisione dei contenuti online avvenga principalmente tramite i “bottoncini sociali“, che ormai da alcuni anni si trovano stabilmente a fianco di articoli, immagini, video e di qualunque contenuto pubblicato in Rete.

E invece una ricerca di Tynt, ripresa su Business Insider, ha rivelato un modo di operare piuttosto… “antico”.

Come puoi facilmente notare dall’immagine qui sopra, tramite i pulsanti dei principali social passa solo il 18% dello sharing: il restante 82% delle condivisioni avviene tramite copia e incolla, l’inossidabile copy & paste.

In altre parole, il comportamento tipico dell’utente Internet non è quello di cliccare sulle icone di Facebook, Twitter o Google+ poste vicino al contenuto, ma piuttosto di:

• evidenziare il testo (88% dei casi) o l’immagine (12% dei casi) di una pagina web
• copiare il contenuto negli appunti
• condividerlo via email o via social

Altro comportamento per certi versi “anomalo”, è la percentuale di condivisione via email rispetto a quella via social: Business Insider ha infatti rilevato che quasi il 70% dello sharing passa tramite email (!), contro un 20% circa via Facebook e un 3,80% via Twitter.

Twitter che, proprio qualche giorno fa, ha attivato l’opzione “Share this Tweet via email“: sarà un caso? 🙂

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14 Comments

  • Ho sempre pensato che l’efficacia dei social media, come strumento di business e diffusione di contenuti professionali, fosse sopravvalutato. Queste ricerche dimostrano che nella diffusione dei contenuti esiste un nocciolo duro che non si è spostato dal canale email e dal copia-incolla. Forse ci siamo illusi che tutti i social media potessero essere utilizzati per qualcosa di diverso da quello per cui sono nati. I risultati dull’advertising su Facebook, per esempio, fanno pensare che il business, in mezzo alle conversazioni della gente, sia un intruso poco gradito.

  • La differenza tra Twitter e Facebook pensavo fosse ancora + alta. Avevo notato nei mesi scorsi su Repubblica.it la notevole differenza di click sui pulsanti social alla fine degli articoli per 100 click su Fb al più erano 10 quelli con Twitter.

  • @Gianluca: sì, in linea di massima è così, ma considera sempre le “nicchie strane” (qui sul TagliaBlog, per esempio, Twitter fa circa il doppio delle condivisioni di Facebook…).

  • Bisognerebbe evidenziare che la ricerca, forse, non e’ sul mercato italiano, dove FB nei canali di massa e’ molto piu forte di FB, non sono sorpreso se su Taglia Erbe twitter sia maggiore, il target e’ di nicchia.

    Ad ogni modo concordo con Gianluca, non sono sorpreso dell 82% di copia e incolla, io non condivido quasi mai con i bottoni, che sono strasopravvalutati.

  • Quoto Alessandro, in realtà in Italia internet è arrivato molto dopo che negli USA dove presumo sia stata fatta la ricerca, ho visto che i ‘vecchi utenti web’ ancora hanno il vizio del copia/incolla, pure da sito a sito, come pure su FAcebook, ma i meno esperti (per assurdo) condividno di più sui social, FB in primis, ma anche twitter e gi più.
    Si i pulsanti li cliccano in pochi, in realtà….
    ps: ma qualcuno ancora usa le mail e non le chat dei vari social o videocalling? mah…

  • @Tagliaerbe pensi che quindi siti “+ tecnici” l’uso di Twitter aumenti perchè ridotta la presenza di persone giovanissime e magari “- tecniche”?

  • ok pero’ il 30% dei copia-incolla poi finisce sui social, quindi mi pare che il dato complessivo dello sharing dica: (18%+30%di 82)= 42% sui social, 58% via mail.

    Si potrebbe quindi anche leggere la cosa come: “quasi la meta’ delle persone che trova qualcosa di interessante sul web lo posta sui social” 😉

    Non mi pare che sia da leggere poi tanto male come dato, pensando all’importanza dei social.

  • @Gianluca: in soldoni si potrebbe dire che Facebook è “di massa”, Twitter “di nicchia” e Google+ “per una elite di tecniconi”. Con tutte le conseguenze del caso 🙂

  • Mah, con le percenutali si possono disegnare mari e monti. Servirebbero numeri più precisi di 17000 publisher, come il sito riporta. Chi sono questi utenti? In che periodo è stato fatto? Quali sono i siti visitati ed il materiale condiviso?

    Brand3 studiò l’effetto di posizionamento dei link con twitter ed alla “bella e meglio” ha fornito informazioni circa l’identità dei dati.

    Con le percenutali, si fa ben poco

    Boh, una statistica da usare come zerbino….

  • Ciao a tutti, è il mio primo commento sul blog di @tagliaerbe che, lo considero un luogo assai prezioso per coloro i quali possiedono un blog o sito.
    Facendo riferimento all’articolo di cui sopra, secondo me è una questione di tempo nel senso che, se attualmente le statistiche parlano del buon vecchio copia ed incolla, a breve, la nuova generazione, saprà utilizzare per bene l’utilizzo dei bottoni sociali.
    E’ solo una questione di tempo.
    Stessa cosa sarà per twitter nei confronti di facebook.
    La pensate come me?

  • Dal mio punto di vista posso solo dire questo: la maggior parte dei miei amici (trentenni) o non è iscritta a NESSUN social oppure è iscritta ma non li usa. Per organizzare uscite varie mandano ancora le e-mail. E’ già tanto se usano whatsapp… Per la cronaca sono tutti laureati.

  • La ricerca non mi sorprende. Gestendo alcuni siti che creano contenuti originali non posso fare a meno di dedicarmi alla ricerca di “copie pirata” pubblicate altrove: ne trovo sempre molte, tipicamente ripubblicate su Facebook, forum o blog su piattaforma gratuita.
    Vorrei fare una domanda a chi usa Tynt: trovate che sia efficace?

  • Le percentuali riportate nell’analisi mi sembrano molto coerenti col movimento di sensibilizzazione, in corso presso le grandi aziende e le multinazionali, volto all’attenzione a non sprecare il tempo dei propri interlocutori. Viene richiesto di riflettere attentamente, prima dell’invio di una mail, se i destinatari (in competenza o in cc) siano effettivamente interessati alla comunicazione. Ciò al fine di non appesantire troppo le attività degli interlocutori, oramai costretti a centinaia di mail quotidiane. Analogamente, penso che questa attenzione si riversi anche nella condivisione di tipo social: non segnalo tutto a tutti i miei contatti, ma mando mail solo a coloro che penso possano essere realmente interessati

  • @flokant: hai alzato una dinamica Che non vedo l ora venga studiata bene… Come mai l uso di fb è invermente proporzionale al titolo di studio o meglio al livello generale di cultura? Per tw invece sembra essere diverso, piace ancge ai colti.
    A chi domanda se Si usa ancora l email, certo! Nel nostro gruppo di dottorandi preferiamo email… E siamo tutti iscritti a tutti i maggiori sn.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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