Chi clicca sui banner, poi compra

Criteo, in una sua recente ricerca, ha cercato di smontare pezzo per pezzo i miti che aleggiano attorno ai clicker, ovvero coloro che cliccano – o non cliccano – sui banner presenti online.

Vecchi studi di comScore, dei quali mi ero occupato nel 2008 e nel 2009, dipingevano infatti da un lato l’Heavy Clicker come un giovane squattrinato che clicca selvaggiamente senza comprare nulla, e dall’altro il Non-Clicker – ovvero colui che non clicca mai sugli annunci pubblicitari – come la categoria in assoluto più presente sul web.

Mito 1: Chi clicca, non compra

La realtà, secondo Criteo, è invece che i Clicker comprano 3 volte di più dei Non-Clicker. (Secondo comScore, gli Heavy Clicker hanno fra i 25 e 44 anni e guadagnano meno di 40.000 dollari all’anno; pertanto non sono un target interessante per la maggior parte degli inserzionisti).

Mito 2: Nessuno clicca più sui banner

La realtà, secondo Criteo, è invece che il 43% dei Regular Buyers clicca sui suoi banner, contro il 33% degli Occasional Buyers e il 15% dei Non-Buyers.

Mito 3: Un piccolo numero di persone è responsabile di uno sproporzionato numero di click

La realtà, secondo Criteo, è invece che il 20% dei browser è responsabile di circa il 50% dei click, e delle vendite. (Secondo comScore, il 16% dei browser genera l’80% dei click).

Mito 4: Chi clicca tanto, non compra tanto

La realtà, secondo Criteo, è invece che più aumentano i click, più aumentano le vendite.

Conclusioni

Le 3 tesi che cerca di dimostrare Criteo sono le seguenti:

• Circa la metà degli acquirenti abituali di un ecommerce ha cliccato su un banner Criteo
• Queste persone comprano di più, in media, di chi non clicca
• Chi clicca di più, compra di più

Il click su un banner, in poche parole, dimostrerebbe una buona propensione/intenzione all’acquisto, e non è – come dicono alcuni, fra cui comScore – fatto a casaccio da chi poi non compra nulla. C’è anche da dire che Criteo opera nell’ambito del retargeting, quindi proprio imparziale non è… 😉

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5 Comments

  • E’ vero criteo è molto di parte ma ad essere onesto le campagne di retargeting su criteo provate per alcuni clienti hanno un cpa ottimo, spesso secondo solo a campagna bene ottimizzate su adwords ma naturalmente a costo di aver già un buon traffico in quanto se non si ha un buon traffico di partenza spesso non fanno partire nemmeno la campagna.

  • Basterebbe che ci premiassero un pochino di più @Taglia. Si fa una gran fatica a convogliare un pò di traffico sui nostri blog e poi quando ci cliccano non ci remunerano adeguatamente (almeno a mio avviso).

    In non sono un esperto di monetizzazione ma mi piacerebbe davvero che offrissero alcuni servizi ad “Impression” invece che a click: così uno potrebbe mixare i suoi introiti, comunque senza perdere di vista l’on-click!

  • Direi che questo post abbassa parecchio il livello del blog che comunque normalmente è alto. E’ un confronto approssimativo, qui si confrontano mele con pere. Un non-cliente che clicca su un banner ha un comportamente molto diverso da un già-cliente.

  • @Fiabeschi: è una ricerca di Criteo, linkata in alto (se vuoi guardare/leggere tutte le slide) e commentata in coda con tanto di faccina…

  • quotando Fiabeschi, dıco…. grazie al cavolo! 🙂 ovvio che Criteo, che lavora sul retargeting, abbia questi dati, ben diversi dal resto del mondo, che secondo me e’ comunque diverso da come lo dipingeva Comscore!

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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