Ciao (e quindi Microsoft) compra link

Per fare il paio col post di ieri, anche oggi parliamo di link a pagamento.

Lo facciamo citando Ciao – il link è col nofollow e dopo capirai il perché 🙂 – azienda acquisita nel 2008 da Microsoft che da parecchio tempo ha un sistema piuttosto… “originale” per procurarsi ottimi link a tema.

Ecco come funziona il tutto.

Ciao è una community dove sono presenti opinioni e valutazioni di consumatori su moltissimi prodotti e servizi, unitamente ad un motore di comparazione prezzi: in poche parole, una roba come Kelkoo o dooyoo.

Da ben prima che Ciao fosse “from Bing”, gli impiegati di tale azienda mandano periodicamente email, indirizzate a siti che ritengono in target rispetto alle aree tematiche di Ciao, chiedendo in inserire un piccolo box pubblicitario (che include dei link) oppure direttamente dei link testuali all’interno degli articoli (ovviamente il tutto in cambio di denaro).

Per farsi una idea di quanti e quali siti hanno aderito a questa operazione, basta andare su Yahoo! Site Explorer e spulciare la lista. Prendi un sito di questi a caso, e individua il box di Ciao; dovrebbe essere qualcosa di molto simile a questo:

Il box Ciao.it con dentro i link testuali

Noterai che il box include vari link… guarda il sorgente della pagina, e vedrai che tutti i link sono diretti, senza nofollow, e pure con l’attributo title ben ottimizzato:

Il box Ciao.it con dentro i link testuali

Questa pratica contribuisce a far si che Ciao.it goda di ottima salute, di un ottimo posizionamento e un bel PR6 (su Google) e di circa 300.000 utenti unici al giorno (almeno secondo le stime di Google Trends for Websites):

Utenti unici giornalieri di Ciao.it

Non credo ci sia altro da aggiungere 🙂

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23 Comments

  • io gradirei un tuo commento su questo fatto. penso che come me ci siano diversi lettori affezionati al tuo blog ma che non hanno approfondite competenze per valutare e trarre le proprie conclusioni. thanks

  • Con tutti i backlink che ha, un PR 6 è basso, quindi Google per me non ha considerato i link di quei box, li ha sterilizzati rendendoli equivalenti a dei nofollow.

  • Bello questo sistema!

    È un conflitto d’interessi peggio di quello di Berlusconi.

  • Ecco un bel modo semplice per fare link-building… ma non sono solo loro, anche moltissimi importanti siti fanno lo stesso 🙁

  • Possibile che ci siano due pesi e due misure? E perché no? Fino a quando i MDR non saranno considerati di “pubblica utilità” ognuno sul suo sito può fare quello che vuole. Google compreso.

  • HA!

    Comunque concordo con Mik 🙂 probabilmente l’algoritmo di controllo ha già identificato quei link e li ha piallati “come se” avessero il nofollow… sennò avrebbe ben più di PR 6!!

  • Post Cattivissimo 🙂

    QUei link servono, al di là del PR, è posizionato molto bene.

    Comunque non è l’unico grosso gruppo che acquista link…

  • Mi hanno contattato qualche giorno fa; ho proposto di sterilizzare i link e hanno detto che li volevano dofollow; il box oltre ai link testuali ne ha altri 3 ancora a immagini, quindi sono un totale di 6 link.
    Mi hanno offerto praticamente 6 euro a link per 6 mesi (e nelle serp del mio settore io sono 1° con loro al 3/4° posto).
    Alla fine ho rifiutato, ma molti accettano, e loro salgono…

  • Eheh… caro vecchio Ciao.
    Io già in tempi non sospetti (2/3 anni fa) avevo fatto notare che il banner conteneva più backlink e che ciascuno di essi doveva essere corrisposto. Inizialmente la cosa venne accettata (pagavano anche bene), ma quando decisero che volevano pagare per 1 solo link, gli risposi picche e li congedai. Eccheddiamine…

  • Salve ragazzi, mi sono avvicinato da poco alle metodiche per monetizzare un blog.

    Essendo a digiuno di quadagno attraverso i link, mi chiedevo se potresete segnalarmi dei post o siti, dove viene trattato tale argomento.

    Grazie

  • Mi hanno contattato da poco su un sito di telefonia.. devo dire che pagano davvero bene. Ma ho pensato subito ai link a pagamento!!

  • Ci son molti grossi gruppi che acquistano link, penso che google (motore che condanna apertamente questa pratica a differenza di Bing) dovrebbe agire di conseguenza, non è possibile che siti white hat per pure coincidenze vengano penalizzati e i big si possano permettere di fare i loro porci comodi…

  • @Filippo A. – Hai ragione, ma a volte il mondo gira così 🙁

  • L’articolo non e’ corretto in quanto l’abitudine di comprare link l’avevano prima che fosse acquisita da Microsoft..

  • @Andrea: infatti il post lo dice: “Da ben prima che Ciao fosse “from Bing”, gli impiegati di tale azienda mandano periodicamente email, indirizzate a siti che ritengono in target rispetto alle aree tematiche di Ciao, chiedendo in inserire un piccolo box pubblicitario (che include dei link) oppure direttamente dei link testuali all’interno degli articoli (ovviamente il tutto in cambio di denaro).”

  • P.S.: per completezza, vorrei citare le “Bing Webmaster Center FAQs” (PDF scaricabile da qui: http://download.microsoft.com/download/4/5/4/454C13D4-D94D-4B54-8E46-FE403DF7632B/WMC_FAQ.pdf ). Alla pagina 9/28, si dice:

    Q: Will paid links or link exchanges get my site the top ranking as advertised?
    A: [cut] But let’s be clear on this. Paying for or participating in non-relevant link exchange schemes will not improve your page rank with Bing, and in fact, it could very well hurt it. What will ultimately improve your page rank is creating great content, earning inbound links from relevant, authoritative websites, and performing legitimate SEO on your site. If you build your site with a focus on helping people find great information, you’ll be on the right track for earning the highest rank your site deserves.

  • Ciao, ma di che cifre si parla? quanto sono disposti a pagare per link?
    sarebbe curioso sapere in base al costo/link quanto gli costa tutta la campagna su tutti i siti..

    Questo per posizionarsi su google ma per quanto riguarda bing vi e’ un bel filtro che mette ciao.it in testa?

  • Vi pagano per mettere un link?

    E rifiutate?

    Questa la differenza con gli altri blogger americani,

    loro guadagnano

    e voi vi lamentate.

    Potrei capire meglio, perché lo fate?

  • @—– >>>>>>>> Francesco Martino – Se c’è un mercato dei link vuol dire che non tutti rifiutano, no?
    Quelli che rifiutano avranno le loro buone ragioni, non ultima quella di non essere “denunciato” dai competitor a Google come “venditore di links” con la reale possibilità di ritrovarsi un sito penalizzato.

  • Ma secondo me bisognerebbe punire chi vende e non chi compra..

    La fonte del problema e’ google che punisce il piccolo webmaster che vuole fare business e premia chi acquista link..

    Saluti

  • @Andrea – Non è ben chiaro il tuo intervento. Vuoi punire chi compra o chi vende?

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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