Chrome Lighthouse diventa un “SEO tool”?

Chrome Lighthouse SEO tool
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Il 5 Febbraio 2018, Google ha annunciato di aver inserito una nuova funzionalità all’interno dell’estensione Lighthouse di Chrome.

A “Performance”, “Progressive Web App”, “Accessibility” e “Best Practices”, si è aggiunta infatti la categoria “SEO”.

La categoria SEO di Lighthouse

Voglio precisare che Lighthouse è un’estensione utile per fare un’auditing di massima, e quindi non è nemmeno lontanamente paragonabile a tool come SEOZoom o SEMrush; semmai può essere paragonata a SEOquake.

A mio parere è comunque interessante osservare quante e quali voci Google ha deciso di inserire fra quelle che Lighthouse analizza, per capire quali sono i fattori on-page su cui maggiormente si concentra il motore di ricerca; vediamoli in dettaglio all’interno di questo report (relativo proprio al TagliaBlog):

Report di Chrome Lighthouse

Innanzitutto il blog si è beccato un bel “90” come voto, quindi non posso lamentarmi. 🙂

Partiamo però dalle note dolenti. Secondo Lighthouse il TagliaBlog non utilizza font leggibili, perlomeno nella percentuale che ha in mente lui: l’estensione di Google mi dice infatti che più del 75% del testo in pagina dovrebbe avere un font di almeno 16px, e io non arrivo a quella percentuale.

Premesso che ho testato diversi noti siti editoriali italiani, e tutti presentano lo stesso problema, trovo molto interessante questo “suggerimento” sulla leggibilità, che mostra quanta attenzione Google pone su UX/UI e sul concetto di “mobile friendly“.

Per quanto riguarda gli altri 9 punti, in parte anche per merito del tema WordPress che utilizzo, sono invece stato “promosso”:

  1. È presente il meta tag viewport (con le indicazioni width o initial-scale)
  2. È presente il tag title
  3. C’è la meta description
  4. La pagina restituisce uno status code 200
  5. I link hanno un anchor text descrittivo (cosa che “aiuta i motori a comprendere il tuo contenuto”, dice Google)
  6. La pagina è indicizzabile correttamente (e quindi i crawler possono scansionarla)
  7. La pagina ha un hreflang valido
  8. La pagina ha un rel=canonical valido
  9. La pagina “evita” i plugin (quest’ultima voce non l’ho francamente capita: di quali plugin si parla?)

Infine Lighthouse suggerisce di fare 2 ulteriori test “a mano”:

Wordlift

Se anche tu hai già testato la nuova funzionalità SEO di Chrome Lighthouse, fammi sapere le tue impressioni nei commenti. 🙂

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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3 Comments

  • Sicuramente è un ottimo strumento di prima “lettura” del sito, ma nulla che possa sostituire quelli “professionali” o meglio il professionista!

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  • Questo è molto interessante. Me ne ero già accorto ma non gli avevo dato troppo peso… potrebbe però essere un segnale che le parti analizzate stiano effettivamente più a cuore che in passato, non so se mi spiego… una sorta di “sensibilizzazione” sull’argomento. Trovo molto comodo il fatto di vedere a colpo d’occhio la parte di hreflang (soprattutto per i siti fatti con WPML) dove è abbastanza “rognoso” ottenere un response error-less da Google Search Console. Secondo voi quali sono le regole a cui attenersi in tal senso?

    Reply
  • Be’, quello della leggibilità è un punto di cui non molti parlano, in ambito SEO – ma se Google lo considera, forse vale la pena di prestarci più attenzione!

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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