Chi sono i lettori del mio blog?

La Sfera di Influenza

Oggi torno sull’annoso tema delle metriche dei blog per rispondere ad un lettore, che mi scrive:

“Ho un blog di ultra-nicchia letto da un pochissimi utenti. Sono certo che fra questi ci sono diversi dirigenti di importanti aziende italiane, “decisori” come li chiama qualcuno. Ma essendo pochi i lettori e poche le pagine che faccio, non riesco a monetizzare in nessun modo. Cosa mi consigli di fare? c’è il modo di dimostrare che ho un blog “influente”, con lettori “influenti”?”

Bella domanda 🙂 Provo a dare una altrettanto bella risposta (evitando però il discorso relativo alla monetizzazione, già trattato di recente qui).

Premessa
Riuscire a misurare “autorevolezza” e “influenza” sta diventando sempre più importante. Ma se contare la quantità di utenti unici e pagine visualizzate è oramai (piuttosto) semplice, non è invece così facile misurare la qualità del visitatore o del lettore affezionato (nonchè quella delle conversazioni, del passaparola, del “buzz”).

Ci stan provando (fra i tanti) quelli di BlogMeter, e Nielsen Online ha messo in piedi un vera e propria “divisione” di prodotti, BuzzMetrics Services, nella quale trova posto anche BlogPulse: ciò nonostante, conoscere l’esatto profilo di chi ci legge è davvero molto difficile.

Io avrei comunque un paio di idee…

Tracciamento dell’IP
E’ vero, la maggior parte degli utenti si collega alla Rete tramite un indirizzo IP dinamico, attribuito all’internet provider (Telecom Italia, FastWeb, Tiscali, etc.) e non al proprio nome o a quello dell’azienda per cui lavora. Ciò nonostante, mi è capitato molto spesso di trovare fra i visitatori del TagliaBlog IP assegnati a note agenzie stampa, università e PR agency, italiane o straniere… e pure qualcuno dal Vaticano 🙂

Pensa che bello se Google Analytics ci restituisse nel suo pannello un elenco organizzato degli indirizzi IP dei visitatori, magari collegato direttamente con i database del RIPE, ARIN e APNIC. E invece le condizioni generali di utilizzo di GA, al punto 8.1, ci dicono tra le altre cose che “Google non assocerà il vostro indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google.”

Che fare? Tambu, qualche settimana fa, ha illustrato una procedura che permetterebbe di estrarre l’IP del visitatore da Google Analytics… ma è in violazione al TOS di GA, quindi ti sconsiglio caldamente di utilizzarla. Un rimedio potrebbe essere quello di installare un buon log analyzer, magari gratuito (come AWStats), scaricare mensilmente l’elenco degli “host”, risolvere tutti gli IP, e vedere se dentro c’è qualche nome davvero importante. Ma dopo tutta questa fatica, come è possibile usare a proprio vantaggio quei dati, senza rischiare di andare contro il Codice in materia di protezione dei dati personali vigente in Italia?

Sondaggio sugli utenti
Visto che non vogliamo rischiare problemi legali, proviamo a raccogliere dati un pò meno “personali”… magari con un bel sondaggio.
Evitando nome, cognome ed email (utilissimi per creare una bella mailing list, ma non è questo il nostro attuale scopo), potremmo chiedere ai nostri utenti:

  • Sesso
  • Età
  • Regione (o provincia) di residenza
  • Titolo di studio
  • Professione

Solitamente bastano questi 5 dati per avere in mano un buon profilo, utile anche per arricchire e rendere un pò più professionale il Media Kit o la “sezione pubblicità” del proprio sito.

Conclusione
In alternativa, puoi farti una idea “spannometrica” del profilo dei tuoi utenti dai nomi/nickname/siti web dei commentatori, e (a grandi linee) guardando sotto gli “Also visited” di Google Trends for Websites o fidandoti di quello che ti dice Google Ad Planner, ma sicuramente non otterrai dati precisi e affidabili.

E tu che metodo usi per misurare la “qualità” dei tuoi lettori? 🙂

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6 Comments

  • Per me è il concetto di target, derivato dai media tradizionali, che mal si adatta ad Internet.

    Facebook permette di fare pubblicità altamente mirata in base a precisi dati anagrafici eppure ha dei valori ECPM minimi, viceversa il successo di Adwords si deve alla contestualità dell’annuncio.

    Invece che mostrare la pubblicità di automobili sportive ad un maschio quarantenne laureato imprenditore, per tanti anni inutilmente, dato che come tutti cambierà l’auto una volta ogni X anni, la mostro a chiunque solo nel momento in cui vuole comprare un auto nuova, e la contestualità questo lo permette.

    Quasi tutti, prima o poi, ci ritroviamo ad acquistare lo stesso genere di prodotti, quindi per me è più importante il quando fare pubblicità piuttosto che verso chi fare pubblicità.

    Sondaggi anagrafici magari sono comunque utili per il media kit, perché chi compra banner è ancora convinto che deve “colpire il target”, a forza di ROI, quando inizierà a calcolarlo, si renderà conto che non è la strategia giusta.

    Ma poi, chi è che può controllare i risultati? Uno ci potrebbe mettere quello che vuole.

  • beh, il report “ubicazione di rete” di Google Analytics fa esattamente quel che dici, senza l’IP. Ovvero pesca l’informazione dal RIPE (o da DB analogo in possesso di Google). Certo, non sarà mai preciso come avere direttamente l’IP, ma guardando quello io so sempre quali enti e aziende mi leggono, e spesso ci sono delle belle sorprese! 🙂

  • ah, aggiungo. La nuova versione di Yahoo Web Analytics promette di avere dati demografici sui visitatori (quelli con un cookie Yahoo, ovviamente), ed è un passo avanti verso la direzione possibile. Se non ci fosse tutta questa paura della privacy (che è paura quando si è lettori e paura infondata quando si è publisher 😉 ) potrebbe farlo anche Google, associando il cookie con Google Profiles, e se ne vedrebbero delle belle!

  • Oddio, non includerei Fastweb negli isp con ip dinamico, avendolo cambiato dopo 7 anni qualche settimana fa a causa di un riassetto della rete 🙂

  • Aggiungo che, per ovviare agli ip, uso histats, in accoppiata con GA.

  • Un pò si scrive un po’ in quanto elisione di poco.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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