Chi può fermare Facebook?

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Facebook vale 35 miliardi di dollari, ha 600 milioni di utenti e fa il 25% del traffico web di tutti gli Stati Uniti – tutto ciò con numero inferiore di dipendenti rispetto a quello di Google. L’inventore del World Wide Web, di recente, ha messo in guardia sui pericoli che Internet rischia di correre a causa del colossale wallet garden costruito da Facebook. Un ingegnere di Google, di recente, è stato pagato 3,5 milioni di dollari per non andare a lavorare in Facebook. Facebook sembra un colosso inarrestabile. E io desidero che muoia.

Non a causa delle loro politiche: hanno ragionevolmente accolto le richieste dei loro utenti, e hanno ammesso i loro errori (ricordi Facebook Beacon?). Hanno fatto la “doppia faccia” sul discorso della portabilità dei dati e hanno depositato il marchio “Face”, ma non voglio parlare di questo.

Non amo Facebook perché sono mediocri. Hanno una piattaforma e delle opportunità come nessun altro, e cosa hanno fatto fino ad ora? Nulla. Nessuna di queste cose chiamate “innovazioni” lo sono. Copiare Twitter è stato intelligente, idem copiare Foursquare. Hanno chiamato innovazione i Gruppi di Facebook; è una cosa talmente basilare che avrebbero dovuto implementarla anni fa. Ora si stanno coprendo di ridicolo cercando di affermare che l’integrazione dell’email nel loro sistema di messaging è una rivoluzione di portata mondiale.

Come di consueto, William Gibson lo spiega meglio di me: “Facebook crede di essere un centro commerciale. Twitter la strada.” (Cosa che mi fa dire che Zynga sia la galleria del centro commerciale). Una cosa è fermarsi in un negozio ogni tanto, un’altra è essere un vero e proprio mallrat (termine inesistente in italiano: significa persona, solitamente adolescente, che passa la maggior parte della propria giornata all’interno di un centro commerciale) – e secondo le statistiche è proprio quello che stiamo diventando. Voglio credere che un bel giorno ci sveglieremo, cresceremo, e ci renderemo conto che le cose nuove e interessanti avvengono altrove.

E se, come spero, Facebook fosse il nuovo LiveJournal?

Potresti non ricordare LiveJournal, un sito di social-blogging ormai moribondo, ma Mark Zuckerber se lo ricorda certamente: nella seconda scena di The Social Network si vede mentre blogga, ubriaco, su una pagina di LiveJournal (a differenza del resto del film, quella scena è probabilmente vera). Anche io ero su LJ, a quei tempi, per tenere i contatti con i miei amici in California mentre stavo in giro per il mondo. Ora tutti questi account fanno parte di una “città fantasma”, la maggior parte di loro si sono spostati su Facebook, e sono molto meno attivi. Non è l’unico caso: le statistiche di LJ stanno ad indicare che, mentre da un lato la base utenti cresceva, l’attività degli utenti diminuiva.

E se il declino di LJ fosse un campanello d’allarme per Facebook? Se la naturale tendenza degli esseri umani fosse quella di essere inizialmente tutti eccitati e ossessionati per un nuovo social network, per poi, qualche anno dopo, annoiarsi e abbandonarlo?

E’ una ipotesi da verificare. La chiave è il rapporto fra 2 cose: da quanto tempo si è utenti di Facebook e quanto tempo si spende sul sito. Solo Facebook lo sa, ma di questo non parla. Fino a quando non lo farà, posso solo aggrapparmi alla speranza… ma per ora non ha importanza. Facebook non può essere fermato. Non ancora.

Anche se le mie profezie apocalittiche sono lontane dal realizzarsi, e la nostra ossessione collettiva nei confronti di Facebook comincia ad attenuarsi, FB rimane comunque un possente titano. Mark Zuckerberg e i suoi più stretti collaboratori hanno già assicurato che Facebook rimarrà indispensabile, anche se i suoi utenti iniziano a perdere interesse.

Non è più solamente un sito: come Amazon o Google, Facebook è diventato una utility. Questa non è una metafora. Parlando con tutte le startup e gli sviluppatori che conosco, mi sono reso conto che il numero di applicazioni basate su Facebook Connect e le sue Graph API è immenso. Anche MySpace si è arreso a Facebook qualche giorno fa. I timidi tentativi di Google di arginare Facebook sono stati troppo, troppo tardivi.

Facebook è diventato per il social web quello che Microsoft è per il desktop: incredibilmente gigantesco, inesorabilmente mediocre e praticamente inevitabile, Come Microsoft 20 anni fa, stanno avendo successo perché un cattivo standard é sempre meglio che non avere standard: e come Microsoft 10 anni fa, stanno “innovando” copiando goffamente, e tentando di eliminare i veri innovatori.

Liberamente tradotto da Can Anything Stop The Facebook Juggernaut?, di Jon Evans.

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, in modo serio e produttivo, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.
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33 Comments

  • Trovo facebook terribilmente noioso, dare in mano un contenitore a chi non ha contenuto è peggio che mediocre, è deprimente, ed è quello che credo sia lo scenario di facebook, gente che scrive tanto per scrivere, il mi piace esasperato per fare sapere che si è presenti, il commento sintetico in alternativa all’approfondimento ragionato. La mail di fb non ci cambierà la vita, non la semplificherà neanche, non so se fb è destinato a durare o ad afflosciarsi nel tempo, mi pare che dia risposte limitate a esigenze limitate, che sia la risposta coerente ad una navigazione insulsa e senza troppe pretese. La rete restituisce quello che si cerca… Diventare più esigenti forse è l’unico modo per salvarla.

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  • Pensavo che fb fosse solo una moda passegera ma mi sto ricredendo…

    Avere uno strumento che ti permette di trovare e mantenere un rapporto con le persone che si conoscono serve sempre.

    Io credo che il servizio offerto da fb avrà lunga vita… solo un progetto che si saprà imporre commercialmente (es. Microsoft) potrà soppiantare fb.

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  • Complimenti a chi l’ha scritto!

    Finalmente mi sono reso conto di non essere un malato terminale, non solo il solo a considerare facebook un sito mediocre.

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  • il bello è che gli operatori del settore normalmente esprimono una sana diffidenza verso il fenomeno,mentre è solo un cambio di paradigma.oggi la costruzione della identità passa attraverso dati che traiamo non solo da reti fisiche come famiglia,banca,lavoro,amici,ma anche non fisiche,come sms,fb e altro.poichè è sempre la tecnica dominante che crea la cultura del tempo oggi essa è creata dalla tv e in seconda istanza dal web.potremmo poi introdurre anche cosa sia arte in epoca di riproducibilità ma non è tempo.leggo commenti per dire,antichi,stranamente antichi.fb non è cazzeggio,o meglio è la espliciazione dell’uomo moderno,egocentrico e debole,e che è ciò che consuma.quindi è tv,è sms,è fb,è botulino.invece leggo commenti etici,come se la vita vera fosse altrove,un luogo fatato in cui la tv non plasma bene o male i nostri modelli culturali,dalla politica alla moda.mentre è così.è così.la tv,il web plasmano i nostri modelli culturali.

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  • imho ormai è assodato che facebook sia una the big thing di questo fine decennio. Ha vinto perchè ha trovato terreno fertile:
    l’egocentrismo/edonismo, il bisogno del gossip sociale(le chiacchiere che si fanno al bar, quelle tipiche dei paesini di pochi abitanti) e l’ignoranza informatica.

    Non credo che sia possibile fermare facebook gli unici che lo possono fare come hai detto tu nell’articolo sono gli utenti stessi. basterebbe smetterla di usarlo e di implementarlo in giro per il web… sparirebbe nel giro di poco.

    Purtroppo facebook direttamente e indirettamente fa fare business(come microsoft?), più pc venduti, più visite sul tuo sito, pubblicità fatta dagli utenti a prodotti e marchi e quindi la vedo dura anzi quando sara’ quotato in borsa mi sa che comprero’ dell’azioni! 😀

    ps
    Pochi giorni fa ho intravisto alla tele(non guardo quasi mai la tv ) in un pub la pubblicità di google… questo cosa significa? significa che google ha bisogno di farsi vedere di mostrarsi perchè è stato messo leggermente in ombra nel suo ambiente da qualcuno -> che sia colpa di facebook? 😀

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  • Per una volta vorrei dare un’opinione da utente, non da consulente wm, tanto che cambio persino la firma :p :p
    Io non sono in grado di capire se siano geni o folli, se bravi o cattivi, se avranno successo o falliranno, se sviluppano bene o male.

    Una cosa però la posso vedere da me, poveraccio che il MAC lo usa solo per guardar foto in giro, scribacchiare qualcosa qua e là e non lo spengo mai perché non so come si fa. Da quando sono iscritto su Facebook, sono riuscito ad avere risposte che prima non non ero riuscito ad avere in quasi dieci anni. Feedback.

    Su Facebook la gente ha voglia di parlare. Quelle cose che non dice ad un Call Center, che non scrive nei commenti di un blog, che non ti invia per Raccomandata, te le dice in chat su Facebook.
    Qualcuno obietterà che esistono anche altre chat, ma io le ho tutte e queste risposte non le ho avute. Qualcuno dirà che non sono capace io di farmele dare, ma allora perché su Facebook ci riesco?

    A me in fondo che importa se la piattaforma è o no tecnologicamente perfetta? Che importa se il suo inventore di cui non so neppure il nome è bravo o no? A me interessa solo il fatto che mi fa comodo, riesco ad usarla, riesco a vivere senza, ma riesco anche a starci dentro. Mi comodo, come le padelle, e tanto mi basta. E non è peggio di Word, di Calendar, di Internet Explorer e di mille altri software che usiamo, spesso pure pagandoli, senza lamentarci troppo.

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  • Bellissimo articolo!
    Lo leggerò integralmente durante il convegno: Facebook: favorevoli e contrari.
    Chi vuole argomentare dal vivo può venire a Sapri (SA) il 12 Dicembre o seguire il tour dell’evento http://seratafacebook.com
    Marco

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  • fb crea una sotto rete semplificata in cui le persone possono ritrovarsi.semplicemente.l’idea è straordinaria e i commenti da addetti ai lavori mi sembrano simili a miei colleghi giornalisti sul web.trasportare un universo riconoscibile sul web è il primo passo.il secondo sarà la identità digitale unica e legale,nel termine di riconosciuta.è un bar mondiale quindi il cazzeggio e la vanità impera,ma è anche un ambiente in cui un contenuto galleggia e viene modificato anche pesantemente e che può quindi produrre modifiche economiche e strutturali pesanti,basterebbe l’esempio wikileaks.è un sistema neurale primitivo che funziona molto bene.domani non sarà fb ma altro,ma dovrà avere le stesse semplificazioni.un futuro prossimo ma di successo perchè gli uomini vogliono semplificazioni non altro.come iphone insegna.non solo ma anche,visto che esiste android.il futuro del brand è conversazione,quindi fb è perfetto.che sia economica o di brand.

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  • @stefan marton: scusa ma paragonare un sito a myspace per affermare che è fatto bene..bè mi sembra folle 😀

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  • non so dove la vedete la mediocrita ? facebook da un ottimo supporto per lo sviluppo di applicazioni tramite api e documentazione
    ha standartizzato l’interfaccia utente molto meglio rispetto all’accozzaglia di myspace

    molti commenti e anche l’articolo mi sembrano piu’ dei giudizi da dandy

    dobbiamo ricordarci che molta gente si compra il pc e naviga in internet perche’ c’e’ facebook ormai sta diventando un punto di partenza ( oggi ho notato che mi usciva la richiesta di mettere sulla prima pagina del browser facebook.com )

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  • @kerouac3001 assolutamente vero. Non ho mai detto che sia una cosa bella, giusta, sicura o corretta, ma solo che è un punto di forza del social.

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  • @Rudy: anch’io sto iniziando ad usare le API di Facebook perché è davvero necessario.

    Ma ciò non toglie che usare Facebook come sistema di identificazione è come dare all’utente una macedonia quando lui aveva chiesto una mela.

    La mela c’è da qualche parte ma c’è anche tanta roba inutile.

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  • Facebook, oltre ad essere terribilmente POP (nel senso positivo del termine) è anche la soluzione ad un problema di identità digitale, o meglio si pone come nuovo standard de facto dell’identità digitale.
    Tempo fa scrissi un articolo a riguardo, del quale non riporto il link per non passare per spammone 🙂 ma di cui riporto un pezzo:

    “Il problema delle identità digitali è che ne abbiamo tantissime, ne abbiamo generalmente una per ogni servizio che usiamo: ne abbiamo una quando entriamo sul sito della banca, una per la posta elettronica, una per Twitter, una per Facebook e così via.
    Ma come fare per unificarle tutte ne più ne meno come accade nella vita reale? In fondo tutti noi, nella vita siamo sempre e solo una persona a prescindere da quale servizio usiamo o da che luogo stiamo frequentando in quel momento.
    Una risposta a questa domanda si è cercata di darla con il sistema Open ID, che è un meccanismo di identificazione nel quale la propria identità è un URL (un indirizzo Internet in pratica) e può essere verificata da qualunque server supporti il protocollo proprietario.
    Ma si sa, come spesso accade per quello che riguarda i cambiamenti che coinvolgono miliardi di persone e protocolli standard da imporre, non sono le aziende a decidere ma il mercato.
    Ecco che, in maniera quasi inaspettata, sta nascendo un nuovo modo di identificarsi in molti, in moltissimi siti Web: l’account di Facebook.
    In pratica molti siti offrono servizi solo ad utenti “riconoscibili” o riconducibili ad una identità digitale: per fare questo, e per non ammorbare il probabile cliente/usufruttuario del servizio con noiose registrazioni, si usa l’identità di Facebook, quasi sempre sicura, già pronta ed accessibile.”

    Non è da sottovalutare questo aspetto.

    Reply
  • Facebook non è “mediocre”, è semplicemente pop.

    Continuo a considerarla un’idea geniale, soprattutto ammiro il modo in cui si espandono chiedendo il meno possibile agli utenti (a parte le info personali…).

    Sono della scuola “niente pubblicità sul mio sito internet”, forse andrò fallito, so solo che Facebook è chi vince attualmente, criticarlo è naturale ma non del tutto giustificato. Secondo me fanno bene a non puntare troppo sull’advertisement.
    A molti di noi sarebbe piaciuto avere un’idea del genere, e accogliere in seno centinaia di milioni di utenti. La monetizzazione DEVE essere più delicata rispetto al resto del web.

    Ultima nota: così come Google e poi Facebook, ci saranno altri giganti del web. Per noi che siamo (in questo momento, in futuro chissà) i pesci piccoli, conviene integrarci e adattarci. Non è un caso se i pulsanti “like” e “share” sono su tutti i blog, anche quelli che criticano facebook. Quanto traffico veicola Facebook verso l’esterno? Vogliamo parlare solo dei demeriti?

    Spero solo che in futuro FB sappia tenere la dignità evitando di fare cosine troppo losche. Google non è mai stato troppo “evil”.

    Per il resto quoto il commento di Stuart D.

    Ciao belllissimi
    Piero

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  • @Stuart D. uau, gran gran gran be commento. Più che un commento un vero e proprio post del quale quoto praticamente tutto, a parte qualche parentesi di troppo 😉
    Lo so che un commento per dire quanto è bello un commento non è elegante, ma mi trovo in tutto e al 100% in accordo con Stuart D con il quale mi complimento.

    Reply
  • @Binello: è quello che pensavo anch’io quando è nato Facebook..è insolito vedere gente che non ha mai usato un pc, stare 10 ore al giorno su internet.

    Però non vorrei che FB diventasse sinonimo di internet come già lo stava diventando (più giustamente) Google.

    Perché mentre Google è la mappa che collega tutti i siti web, facebook è molto più egocentrico.

    ——

    @pietro: Sconfiggere facebook sul suo stesso identico campo è impossibile. E secondo me per trovare una nuova realtà che lo superi non serve solo un’idea innovativa, ma serve anche aspettare un pò di tempo.

    Probabilmente mi sbaglio, ma credo che anche se oggi inventassimo il sito più “bello” e “utile” e “figo” del mondo non se lo filerebbe nessuno, semplicemente perché facebook ha cambiato il modo di vivere il web ed è difficile convincere gli utenti ad un nuovo cambiamento radicale.

    Reply
  • Concordo con il post riguardo alla mediocrità di Facebook e della poca innovazione che sta portando.
    Non trovo in FB nulla di innovativo e di interessante, cosa che invece continua a fare Google.

    Vorrei non usarle FB ma sono costretto in quanto i miei amici sono così “ossessionati” e ormai “standardizzati” che non riescono a leggere (o imparare ad usare) le email, ma piuttosto usano i ‘messaggi privati’ di FB!!!

    Altra osservazione: FB è diventato per i giovani lo strumento del pettegolezzo e del farsi gli affari degli altri. La cosa attira molto le ragazze (si sà il pettegolezzo è donna) e di conseguenza i ragazzi seguono a ruota perchè “affamati” e pronti a guardare eventuali foto scandalose o con doppi sensi.

    Reply
  • Sono d’accordo con Ale Sportelli. Solo Facebook attualmente può soddisfare certi bisogni.
    Se FB è il Microsoft dei Social Network, aspettiamo che arrivi la Apple? 😀

    Reply
  • Sono d’accordo con kerouac3001 quando parla di standardizzazione e non solo in termini di abitudine ad una grafica o a una struttura di pagina.
    A mio avviso Facebook ha portato ad una standardizzazione anche dei linguaggi, del modo di esprimersi, di cosa e come si vuole comunicare.

    Questo forse è il lato negativo che colpisce gli utenti Facebook in quanto “pecore tecnologiche”. Non è un offesa, ma l’utente medio di Facebook fino a ieri non sapeva cosa fosse la rete e non ha metri di paragone per capire cosa è bello e cosa non lo è, cosa è tecnologicamente avanzato e cosa non lo è.

    Ecco, se devo vedere qualcosa di positivo in Facebook è proprio questo: la capacità di portare su internet gente che non sapeva nemmeno cosa fosse internet.

    Ale

    Reply
  • Io non mi dilungo e rubo l’ultima frase di Stuart che a mio parere la dice molto lunga:

    “Miglior quesito sarebbe: chi ha *realmente* bisogno di fermare Facebook?”

    Ed io aggiungo oltre al “chi”… “perchè”.
    Se parliamo tra operatori e professionisti non posso accettare una risposta del tipo:”perchè mi sta sulle palle… perchè non lo sopporto… perchè ogni due foto uppate una è di berlusconi… perchè non riesco ”

    L’autore che paragona Facebook a LJ è penoso e ridicolo e dimostra di aver capito molto poco o forse niente di cosa è e come funziona Facebook. La gente non è legata a “Facebook” ma alla possibilità di soddisfare dei bisogni che attualmente SOLO FACEBOOK può soddisfare che ci piaccia o no.

    Ciao 🙂

    Reply
  • Mediocre è il termine giusto.

    In un settore come quello dei social network dove non c’è spazio per i secondi, e in un mondo dove la norma è la mediocrità, è stato più facile per facebook attirare la massa critica, nessuno avverte nei suoi confronti complessi di inferiorità.

    Continuerà o meno? Non me ne frega quasi nulla, io vado avanti per la mia strada QUASI come se non ci fosse.

    Reply
  • Facebook… mi sono iscritto… l’ho usato per un pò, un mesetto circa… non mi faceva divertire… non mi era utile… non mi seriva a niente… mi sono cancellato! Come me , tanti altri. Ciao ciao Facebook!

    Reply
  • Ciò che temo di più di facebook è la sua capacità di trasformarsi in un nuovo linguaggio che sta sopprimendo tutti gli altri. L’utente è così abituato a questo social network che molte caratteristiche di facebook sono diventate un linguaggio per chi realizza un social.

    Insomma se su FB gli amici stanno a destra è bene metterli a destra anche sul sito che vuoi creare 🙂

    L’utente di facebook non ha fantasia nè intelligenza..viene imboccato..e non vorrei che tutto questo portasse ad una leggera involuzione 🙂

    ———

    Per quanto riguarda il discorso sulla mediocrità di Facebook sono abbastanza d’accordo.

    Rispetto a FB Google è una potenza..è davvero una società meravigliosa, ma in questi anni ha commesso l’errore di fare prodotti troppo di nicchia. Cose che teoricamente potevano essere rivoluzionarie, ma allo stesso tempo totalmente prive di fascino..come Google Wave e tanti altri giocattolini che dimostrano che Google vede il futuro, ma che è troppo distante dal presente per poter sconfiggere facebook.

    P.S. scusate eventuali errori, ma è tipo l’una di notte :p

    Reply
  • Non lo ferma nessuno se questa semplice sottrazione
    Ricavi – Costi
    da un risultato positivo.

    Al di la di tutti i ragionamenti che si possano fare,
    su usability della piattaforma, mode, regole e quello che si vuole,
    la domanda è secca:

    avete da investire due lire di ADv sul web
    e volte vendere il vostro prodotto,
    dove le buttate?

    Il problema maggiore per facebook è che a mio avviso
    non hanno ancora indivduato uno strumento
    che sia performante per l’investitore pubblicitario.

    se lo inventano sopraviveranno,
    se non lo inventano moriranno come tanti altri.

    Cito alcune righe del primo commento al post originario
    http://techcrunch.com/2010/11/25/facebook-juggernaut/

    “…What are FB’s numbers? They won’t publicly say, but it’s rumored to be about $1.5B in revenue and no profit (and has consumed almost a billion $$ in capital). That’s for a company that allegedly has 500 million users – how many more can they get?…”

    Reply
  • Io credo che per quanto gli “accademici del marketing” (cosa che mi io guardo bene anche solo dal lontanamente sembrare) si sforzino di sviscerare il fenomeno Facebook, analizzando carotoni geologici del terreno su cui è cresciuto e tentando -sfruttando poteri ESP che non hanno- di ipotizzarne il futuro e l’evoluzione, la ragione del suo successo (alias: tutti, o quasi, hanno un profilo facebook) sia uno solo: ha soddisfatto un BISOGNO sentito sia dai neanderthal del web (coloro che sono nati con IRC, ICQ e poi sono approdati agli antesignani delle piattaforme social, Digiland/Libero & co.) sia dalle nuovissime leve: vivere l’esperienza web con il proprio nome e cognome.

    L’uovo di colombo: una piattaforma social buggatissima, se vogliamo, solo in apparenza gratuita (di fatto non lo è), con tagli e censure spesso discutibili, eppure inoppugnabili, che però ha visto “andromeda56” trasformarsi in Mario Rossi, “sperminator” in Luca Bianchi, “porcellinasexy80” in… sempre Luca Bianchi (il vizioso aveva due nick!).
    Una sottigliezza da poco che però ha favorito un mutamento epocale: l’account presso un social network non più visto come una roba da sfigati che smanettano su internet, ma un vero e proprio biglietto da visita, una presenza necessaria: insomma, il LinkedIn dell’uomo della strada.

    Da lì tutto il resto: la possibilità di ritrovare compagni di scuola, parenti ecc. e anche se non te ne fregava nulla di trovare qualcuno, poteva quantomeno interessarti il poter essere trovato.

    Non è stato il primo social, ma è stato il primo social a promuovere, quasi a forza, l’utilizzo del proprio vero nome. Potevano farlo altri (penso a Libero.it, che agli inizi del terzo millennio aveva una base utenti sterminata), ma NON L’HANNO FATTO. Più o meno scientemente.

    Poi, il web è bello perchè ognuno può in pochi minuti tirare sù un’impresa, un’attività, diventare un polo informativo o creare un social migliore di Facebook. Ma la tendenza, un po’ per pigrizia, un po’ per la stessa natura dell’homo sapiens, è di eleggere il “singolo” come punto di soddisfacimento dei propri desideri.
    Adesso è già più o meno così (quanti riescono a citare un sito di aste online che possa fare concorrenza a Ebay, ad esempio? oppure un motore di ricerca che possa fare concorrenza a Google? un’alternativa ad Itunes? ma di esempi ve ne sono tantissimi -turismo, vendita hardware… e ora è pure arrivato l’asso pigliatutto Amazon.it), in futuro lo sarà anche di più.

    Quindi, lasciamo a Facebook ciò che è di Facebook. La sfida è trovare punti di aggregazione sociale sul web che NON siano “alternativi” a Facebook -almeno adesso- ma “complementari”.
    Vero che molti utenti stanno abbandonando (o sono meno entusiasti) Facebook, ma non stanno abbandonando a favore di un’altra piattaforma. Si sono solo stancati del giochino.

    Ma anche qui, rientriamo negli archetipi della natura umana, non è un problema di Facebook.

    Chi può fermare Facebook?
    Come utente me ne infischio, per gli utilizzi che ne faccio va benissimo.
    Come operatore del marketing non sento il bisogno di “fermarlo”: conosco a sufficienza la piattaforma da poterci lavorare e smanettare sopra a favore dei miei committenti.

    Miglior quesito sarebbe: chi ha *realmente* bisogno di fermare Facebook? 🙂

    Reply
  • Chi può fermare FACEBOOK se non FACEBOOK stesso?…
    … i mali possono venire solo da se stesso.

    Se Facebook fa passi falsi di qualsia tipo, sia architetturali sia errori di strategia e così via… allora potrà danneggiarsi da solo, ma dal lato degli utilizzatori, non mi pace ci sia possibilità di intaccarlo. Nemmo una tragica fatalità che coinvolge facebook è in grado di minarne la stabilità… non + ormai.

    Facebook diventerà sempre + strutturato e potrebbe predominare su Google.

    Reply
  • Facebook è ormai una grossa parte di web, non tanto per ciò che è oggi che è già quasi in declino ma per quello che sarà! FB sarà una grossa, enorme API.

    Dicendola così sembra di sminuirlo ma in realtà io credo sarà alla base di TUTTE le applicazioni dei prossimi anni, un enorme banca dati da dove tutti possiamo attingere. La bacheca la cosidero solo un mezzo per diffondere e viralizzare il contento, ma la vera foza è in quello che traccia… può aprire domani stesso un nuovo motore di ricerca o qualsiasi servizio perchè conosce ciò che piace alle persone!

    Poi il discorso potrebbe essere lungo, però io non odio FB… lo stimo! Ovviamente mi rendo conto dei suoi limiti e di quelli che crea negli sviluppatori ma… è fb!

    no?
    Davide

    Reply

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziendee professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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