Che impatto ha l’ubicazione del server nel posizionamento su Google?

A questa domanda ha risposto alcuni giorni fa in un video il solito Matt Cutts:

Nulla di eclatante, ma un paio di concetti da ribadire ci sono:

1. Google prende in esame l’indirizzo IP del server, piuttosto che il TLD
A partire dal 2000-2001, Google ha iniziato a guardare l’IP del server (e quindi la sua ubicazione) invece dell’estensione del nome a dominio. Esempio: secondo Google, se un sito ha un dominio qualsiasi diverso da .fr, ma l’hoster è localizzato in Francia, allora significa che è utile per una utenza francese.

2. L’ubicazione del server può quindi determinare il ranking
Una ricerca in Google.com ritorna risultati differenti rispetto ad una effettuata in Google.co.uk. Google cerca dunque di restituire i risultati più pertinenti possibili ad ogni singolo utente in ogni singola nazione, e quindi la localizzazione geografica del server (a livello di indirizzo IP) ha la sua rilevanza.

Il TagliaBlog è un blog in lingua italiana, ma è su un .com che si trova su un server in Arizona… devo iniziare a preoccuparmi? 🙂

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20 Comments

  • Questo è un dubbio che mi ponevo qualche giorno fa dopo aver ripassato mentalmente l’intervento di Piersante Paneghel al corso di Madri.

    Si diceva già da tempo, come ribadito, che non più l’estensione quanto la localizzazione dell’ip del server potesse aiutare il ranking.
    Ok, il .it in Italia è sicuramente la situazione ottimale per un sito il lingua italiana.

    Alchè pensavo…il WMT di google da quei famosi risultati di scansione temporale degli spider per raggiungere il nosto sito e caricare completamente una pagina. Il bot è con la bandiera a stelle e striscie a mò di mantello di superman e ha base negli hangar di muntain view.
    Non è che un server localizzato in America sia sempre meglio in questi casi?
    O meglio….
    Cos’è più importante? Avere un .it in Italia dove la scansione media della pagina sia superiore al secondo o è meglio avere un .ext in america dove la scansione avviene in 0,3 secondi?

    Magari non ho capito qualcosa io, però nel caso fosse così….
    cosa ne pensate voi?

  • In un mercato globalizzato come quello dell’hosting e dei server dedicati, e dove la maggior parte dei siti sono ospitati negli USA non trovo il senso di una congettura del genere.

    Google io guido una automobile francese, quindi secondo te mi piacciono gli escargots?

  • Cutts ha scordato qualcosa. Se tramite il WM Tools indichi la pertinenza linguistica del tuo sito, puoi avere il tuo sito anche su Giove e non ti cambia nulla nei meriti della ricerca.

  • Sono pienamente d’accordo con Mik. Che senso ha l’ubicazione del server? Scommetto che esistono altre informazioni per determinare la “nazionalità” del blog.

  • Credo che l’ubicazione del server possa avere qualche rilevanza solo per siti piccoli e non con un ampio respire, dove entrano in gioco ben altre logiche.
    Altrimenti come si comporterà con la nascente offerta di cloud hosting, disponibile anche per le medie organizzazioni?

    Per esempio, il Taglia blog ha una rilevanta soprattutto in Italia anche eprchè ha utenti che provengono da quell’area geografica (oltre che la lingua utilizzata per i contenuti).
    Chissà se google monitora in qualche modo i dati dell’utenza provenienti per esempio da Analytics, se installato…

  • Se hai un sito con un hosting americano, ma link solo dall’Italia, scordati di avere visibilità negli USA.

    Il server pesa di sicuro (a parità di backlink vince l’hosting “nostrano”) ma alla fine come peso assoluto vincono ancora i link…

  • Chi diamine gli ha detto di fare così?
    Io l’ho riportato in Italia solo a gennaio, e penso di riportarlo in America l’anno prossimo, per quale motivo dovrei essere svantaggiato? O.o
    Mi sembra veramente una pessima scelta…

  • A fronte di questo, qualcuno ha idea (o vuole buttarsi) di come si comporterà Google su siti .com che al suo interno racchiudono più di una lingua e sono sviluppati e hostati in Italia??
    Google premierà dunque solo le pagine italiane “uccidendo” quelle straniere? Sarebbe delirante…

  • A tale proposito sto effettuando un test. Ho in gestione il posizionamento di un un sito .com ospitato in Italia, in italiano, tedesco, inglese e spagnolo.
    I BL sono tutti dall’Italia e il sito è posizionato benissimo per tutte le parole chiave su google.it. All’estero solo le parole chiave secondarie compaiono nelle prime pagine di google dei rispettivi paesi. Da qualche mese ho registrato un .com negli USA solo ed esclusivamente in inglese per cercare di salire con le parole chiave primarie. Nonostante il sito non abbia ancora dei BL in USA e abbia solo qualche mese di vita, nelle serp ha già scavalcato quello registrato in Italia per quanto riguarda le parole chiave secondarie. A mio avviso, già solo questo comportamento da parte di google, potrebbe far capire l’importanza che viene assegnata all’ubicazione del server.

  • Ciao Fabio,
    io mi occupo di SEO/SEM “trasversalmente” in quanto sviluppatore web, ma utilizzo dei metodi che permetto la gestione del sito multilingua in modo completamente parallelo: questo obbliga che tutte le versioni localizzate risiedano sul server italiano.
    Mi trovo così, decisamente “penalizzato” per quanto riguarda il posizionamento all’estero. Il sito in questione riceve BL da tutte le parti del mondo, ma mi era già parso di capire che la maggior parte degli accessi tramite search engine fosse italiana. Sono dell’idea che il posizionamento del server sia decisamente meno importante dei backlink ricevuti e Google dovrebbe modificare questo processo.
    Il futuro del web sarà sempre più basato, per progetti di grosse dimensioni, su strutture di tipo cloud come Amazon o Google stessa che, guardacaso, sono negli USA…

  • A mio avviso il peso dato dall’IP del server incide solo o soprattutto sul valore attribuito ai links. Se, quindi, un sito ha 10 links esterni, di cui 4 provenienti dallo stesso IP (stesso server, diversi siti) Google non considererà più i link come esterni (e quindi portatori di PR e TR). Questo perché molti webmaster gestiscono più siti su un solo server, creando artificiosamente link esterni che in effetti tali non sono.

  • Boh, tutti commenti interessanti ma quello che vedo io è che non importa troppo l’IP. Ai miei clienti americani vendo spazi basati su Tophost (italiano) e non lamentano problemi di indicizzazione 🙂

  • Io torno sull’arogomento “analisi del traffico”. Con tutti gli strumenti che ha Google a disposizione per capire se un sito è significativo per una determinata area geografica, è più logico che sfrutti la qualità del traffico diretto sul sito stesso.

    Google ha a disposizione, per capire che utenza visita un sito:
    – analytics
    – la toolbar (qualcosina sparerà indietro ai server di google…)
    – chrome (per quello che vale adesso come % di ultilizzo)
    – gli utenti che cliccano sui link nelle serp corrispondenti a quel sito

    Alla luce di questo, il posizionamento del server in un dato paese potrebbe essere l’espressione di un livello di servizio maggiore per un certo gruppo di utenti, nient’altro.

    Bisogna vedere alla fine come queste varie variabili incidano effettettivamente.
    L’esempio fatto prima da Fabio sul nuovo dominio .com potrebbe essere solo una coincidenza. Ovvero, il sito con più lingue ed ospitato in italia ha già una sua storia di visitatori di diversi paesi e quindi godere di una certa considerazione per gli algoritmi di google.

    Il sito in inglese (ed hostato all’estero), potrebbe avvantaggiarsi del fatto che, anche se nuovo, ha solo utenti stranieri provenienti principalmente da un unico paese proprio perché ha contenuti solo in inglese. Bisogna poi vedere i BL che ha attualmente (anche se non in USA) che tipo di traffico qualificato gli viene inviato.
    Sarebbe vederlo dal report di provenienza per pauese su Analytics, sarebbe interessante far confronti in questo senso.

  • Penso che il fattore predominante, sia l’analisi degli IP che si collegano al sito. Avendo la maggioranza di utenti che si collegano dall’Italia, un sito anche se ospitato all’interno di server dislocati negli Stati Uniti, dovrebbe avere una categorizzazione geografica Italiana. Google raccoglie sicuramente una grossa quantità di dati di questo tipo. Ovviamente il mio pensiero è legato esclusivamente ad un ragionamento basata su un minimo di buon senso.

  • Ma diciamo che se vogliamo affinare il SEO ulteriormente l’ubicazione può influire, ma relativamente, nel senso che comunque con il web master central puoi dire a google qual’è la destinazione geografica del tuo sito, quindi a quale nazione ti rivolgi

  • Io ho un idea diversa visto che in tal caso si chiuderebbe un certo mercato. I francesi vendono solo ai francesi, gli italiani agli italiani, e così via.
    Forse non è più reale una situazione di questo genere? vado ad indicarla:

    Sito in inglese, server USA, estensione .com= indicizzato da google.com con maggior facilità di un sito in italiano, server usa, estensione .com

    Sicuramente google.it dà più importanza a siti scritti in italiano ma non perchè i server sono localizzati in italia, ma perchè sono in italiano.

    Sbaglierò sicuramente visto che non sono un SEO, però sarebbe molto assurda una cosa del genere a meno che google stesso da domani venda server geolocalizzati, allora si che penserei che tutto dipenda dagli ip.

  • a sostegno di questa tesi direi che nonostante un nostro sito compare in prima posizione anche se cerco pagina in italiano e sito localizzato in italia il risultato è sempre lo stesso… nonostante il server/ip si trovi in germania.

    a conferma che Matt più delle volte al posto di aiutare incasina soltanto

  • credo che tu non debba preoccuparti più di tanto. Dovresti se all’ improvviso perdiamo tutti la testa e iniziamo a creare una ventina di siti identici ai tuoi col tuo stesso nome ma .IT e con localizzazione geografica molto migliore della tua ( esempio in Italia, in Francia ).
    2 siti identici sotto tutti i punti di vista, anche a livello di contenuti e di autorevolezza insomma IDENTICI (probabilmente penalizzati ) quello che risulterà meglio posizionato sarà quello meglio geolocalizzato.
    ciao da roberto come sempre argomenti interessanti ( per questo anche non devi preoccuparti) ciaooooo

  • risposta per cristiano : google deve restituire nel miglior modo possibile risultati più pertinenti possibile.
    lo deve fare per forza, visto che ragionando da utente, io se cerco una cosa su un altro motore di ricerca minore, e non mi restituisce nulla di buono, a lungo andare non lo utilizzo più. molti motori di ricerca infatti riempiono le loro serp con google adsense e/o cmq i risultati di google, per ovviare alla fuga di massa.
    detto questo, che secondo me è fondamentale per capire come agisce e perchè agisce cosi google , lo stesso motore di ricerca sa che se uno cerca un negozio di mobili a napoli ed è di napoli, evidentemente se ne frega altamente di un negozio di mobili a milano. infatti ad avvalorare la mia tesi, c’è il fatto che il browser di google chrome si basa molto sulla geolocalizzazione. tu hai la possibilità di scegliere dove fare la ricerca, ed udite udite, SE TU NON IMPOSTI ITALIA come zona di ricerca, ti restituisce una serp completamente diversa, fatta di link GEOLOCALIZZATI o che comunque hanno effettuato pratiche seo per geolocalizzarsi.

  • Per capire meglio, ponendo 2 esempi di siti identici in italiano e .IT e tralasciando la eventuale penalizzazione.
    Se un sito è ospitato da ServerPlan, quindi in italia e l’altro è ospitato da SiteGround cioè in olanda,
    tenendo presente che in termini di velocità il SiteGround è sicuramente meglio.
    In termini di posizionamento su Google.it qualè secondo voi il sito più prossimo alla 1° posizione fra i due?

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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