C’è il brand al centro della tua strategia?

Avrai notato che ultimamente, sul TagliaBlog, si parla spessissimo di branding.

Magari pensi che ciò non abbia nulla a che fare con il posizionamento sui motori di ricerca, il social media marketing o tutte le altre discipline che vanno oggi tanto di moda per portare traffico/prospect/clienti ad una azienda.

Invece io credo che il “fare brand” stia sopra a tutto questo. Penso che debba essere il punto d’arrivo, l’obiettivo, il focus di una strategia online. E non solo online.

Abbiamo attraversato – e stiamo ancora attraversando – un periodo di “correnti”, se non addirittura di “guerre d’opinione”. Una che ricordo piuttosto bene è stata quella della SEO vs. PPC: da una parte i SEO specialist nudi e puri, quelli dei risultati organici a tutti i costi, e dall’altra i maghi di AdWords, quelli che invece lavorano solo dentro la spalla destra dei motori di ricerca.

Abbiamo visto la nascita di esperti esclusivamente in landing page e squeeze page.

Abbiamo assistito all’esplosione di Facebook, di Twitter e quindi del SMM, con tutte le sue “storture” (buzz e infiltration). E la relativa nascita di specialisti in questi settori.

Ma ho visto pochi casi di agenzie che hanno saputo “armonizzare” tutte queste competenze, infilandole sotto il cappello del branding.

Ieri l’obiettivo era quello di portare traffico ad un unico sito istituzionale. Oggi ci sono enne piattaforme sul web, e l’azienda deve “presidiarle” tutte.

Ieri i siti statici dialogavano a senso unico, tramite una mail o un form: sembrava di comunicare via fax. Oggi il dialogo è costante, bidirezionale e multipiattaforma: un po’ come avere 100 telefoni che squillano incessantemente, e ai quali bisogna rispondere per forza.

Ieri si puntava a ricevere traffico dai motori (col posizionamento) o via AdWords (col PPC). Oggi i nuovi utenti vanno pescati nei social, e non si chiamano più utenti, ma fan.

Ecco che in questa “polverizzazione” il sito non è più al centro. Non è più il Sole attorno al quale ruotano tanti pianeti, ma solo una delle tante componenti di una strategia, un pezzo – forse il più piccolo – del puzzle, che deve comporre la parola BRAND.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

12 Comments

  • Davide, bell’articolo. Ma quando dici che il sito è la parte più piccola del puzzle, immagino tu ti riferisca al brand inteso come brand d’azienda.

    Ma se parliamo di brand di un blog, non credo proprio che il sito ( il blog ) sia la parte più piccola. Anzi forse è la maggiore ( content is king? ).

    Piccola riflessione di uno che si affaccia da poco in questo mondo.

  • Il brand è importante, ma forse è ancora più importate avere costanza e comunque anche cercare di pubblicizzarsi un po’ dappertutto sui social network soprattutto su quelli importanti. Oppure su quelli di notizie.

    Conosci ad esempio Oknotizie? È di Alice, ovvero della Telecom e non so se mi spiego, tuttavia è gestito da Merzia, prova a cliccare su questo link e vedi cosa esce; qualcosa già lo conosci.

    Penso che avrai provato anche Segnalo, sempre della Telecom.

    Questi oltre a segnalare il tuo blog offrono qualcosa di nuovo, anche qui puoi creare un tuo gruppo, provalo.

  • Posso portare la mia esperienza personale. Il brand è (passatemi il termine) un modo di essere, un modo per dire “ecco questa azienda è così, e questi è il suo modo di agire e di porsi verso i clienti a cui propone prima se stessa poi i prodotti”, e ciò poi vale anche per i professionisti, ma anche per le persone nella loro vita privata. Il brand ho imparato a viverlo come quelo motivo per cui un cliente scegli me e non un altro, anche se vendiamo lo stesso prodotto.
    Il web in questo senso è una grande opportunità perchè accellera questo messaggio, e soprattutto dà la possibilità anche alle aziende più piccole, e ai professionisti, di diffondersi velocemente e verso (quasi) tutti, cosa che prima era ad appannaggio solo di grandi investimenti. Che poi credo sia anche il motivo per cui se ne parla di più.

  • E’ quello che stiamo cercando di fare ultimamente in azienda 😉 e mi sto facendo un bel po’ di esperienza in merito.

    Ad ogni modo credo che l’offerta sia frammentata perché anche la domanda lo è.

  • Se vendi acqua minerale, il brand è importantissimo, se vendi benzina no (forse è per questo che l’acqua minerale, tolte le tasse, costa di più).

    Dipende dal prodotto e dal target:
    – da quanto il target è tonto per credere che per fare plin plin bisogna bere solo un certo tipo di acqua, spesso meno salubre di quella del rubinetto.
    – da quanto conta garantire costantemente un buon livello di qualità garantito.
    ecc.

    C’è chi ha sempre fatto marketing solo con le offerte promozionali, e chi invece lo fa solo con il branding, come la Ferrari.

    Insomma non direi proprio che il branding sia il punto di arrivo del marketing, ma solo una delle sue tante strategie.

  • Non sono d’accordo, anche “i benzinai” fanno branding e spendono un bel po’, mi vengono in mente gli spot Q8 in prime-time, quelli Shell con la Ferrari sotto il Colosseo e quelli Agip con la linea di carburanti “blu”.

    Se parliamo di branding on-line la storia è completamente diversa, la case-history di Alienware mi sembra un buon esempio (senza tirare in ballo Apple, ma si va OT).

  • @Mik però fare branding, anche se può rivelarsi un processo molto lungo, è un processo fondamentale per farsi conoscere qualsiasi prodotto tu venda. Non credo che esistano prodotti che possano prescindere da questo modalità di propagazione. anche chi vende benzina fa in modo che il proprio brand rimanga impresso per battere la concorrenza o sbaglio? certo, cambia il modo di fare branding…

    Mentre riguardo al sito che si trasforma in una tessera di un puzzle sono perfettamente d’accordo anche se spesso è molto difficile farlo capire al cliente che lo sente come un figlio. A volte questa regola può valere anche per un blog dipende dal target che si vuole raggiunmgere.

  • Se parliamo di progetti “seri” di posizionamento (e non solo sui motori…) la strategia di Brand è il punto di partenza. Una strategia di brand è di difficile attuazione e solitamente necessita di tempo. Per questo, parlando semplicemente di blog, vediamo che una piccola percentuale assorbe gran parte della visibilità, traffico, fan, etc… e agli altri purtroppo rimangono le briciole, nonostante certe volte siano bravi SEO!

  • “Ecco che in questa “polverizzazione” il sito non è più al centro. Non è più il Sole attorno al quale ruotano tanti pianeti, ma solo una delle tante componenti di una strategia, un pezzo – forse il più piccolo – del puzzle, che deve comporre la parola BRAND.”

    E’ sicuramente vero, però occorre capire anche il tipo di brand per cui si elabora una trategia (oltre che i satelliti su cui viene focalizzata la strategia): perkè non considerare, nel flusso continuo di “fluido virale” i social quali braccia di un unico corpo? Non vorrei che le possibilità di allargarsi divengano, a breve, una sorta di distacco (tipo presenza su Myspace, presenza su orkut….).

    Si è vero, il sito non è più al centro, ma alla fine della fiera, sti benedetti utenti (o fan), che come diceva un mio “guru” qualke post fa :-), sono sempre meno utonti, bisogna pur portarli su una stramaledetta landing page… che gioco forza deve appoggiarsi su un server consolidato… Tutto quindi pensato in ottica social, va cmq rapportato ed armonizzato al sito…
    (ovviamento il tutto va sempre considerato per tipi di obiettivi)

    Saluti 🙂

  • Il Branding è importante da un po’ di tempo anche ai fini SEO se si parla di meglio lungo periodo.
    E occorre fare tutto per ottenere il meglio
    “L’insieme è più della somma delle sue parti” .

    Ad esempio fare PPC influisce in maniera indiretta con il posizionamento organico e la conoscenza del brand influisce in maniera indiretta sul posizionamento (con la personalized search).
    Parlare di un prodotto o di un brand (Social Media) porterà sicuramente link al sito…

    Non si può trascurare il brand… e non è un caso che tanti aritoli SEO parlino di esso

  • c’è da considerare inoltre che i brand funzionano veramente bene nei motori di ricerca, ovvero è più facile posizionarti con il nome della tua azienda, e quando la gente arriva sul tuo sito cercando il tuo brand è molto più facile “convertirla” perché hai già realizzato metà dell’opera.

  • Signori,

    ma vogliamo capirlo che non basta essere dei bravi SEO per farsi trovare su internet?

    Certo fai molte visite, ma poi che vendi, cosa mangi?

    Ne consegue che bisogna fare del buon marketing, altrimenti non ti trova nessuno.

    Tanto per capirci, a Davide Pozzi come lo troviamo su internet? digitiamo SEO o brand? Ma pensate che queste siano le parole per la ricerca su Google?

    Chi conosce Davide Pozzi?

    Lo conosciamo noi, qualche altro, ma al di fuori non è nessuno, il sottoscritto lo ha trovato per caso.

    Quindi …

    Cari signori, potete fare tutti i discorsi che volete, ma se Davide non si muove, non porta la pagnotta a casa.

    Hai voglia a dire che è bravo, che ha brand, che è indicizzato bene da Google e similaria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy