Catepol, un segno dei tempi

Non mi sono mai interessato al gossip, alle “notizie di costume”, agli aperitivi e ad altre amenità simili.

Fondamentamente perchè sono un bel pò orso, ma anche perchè non ho nè il tempo nè la voglia di sguazzare in mezzo a barcamp e blogfest, avendo moglie e 3 figlie piccole, e quindi ben altre cose da fare durante i weekend (solo chi si trova in condizioni familiari simili alla mia può capire cosa intendo 🙂 ).

Ho quindi faticato parecchio ad inquadrare/interpretare la notizia passata sul Corriere qualche giorno fa (e rilanciata in modo quasi euforico in Rete), secondo cui Catepol sarebbe una “prof blogger” che “sfida gli uomini della Rete”, nonchè “prima italiana agli Europe Awards” e “regina della tecnica”.

Non conoscendo Catepol (cosa che pare sia, per qualunque blogger italiano, un reato passibile di esilio), ho fatto una brevissima indagine e sono giunto a queste considerazioni.

Catepol.net non è un “blog tecnico”

Innanzitutto ho visitato il sito in questione, giusto per capire come ho fatto a perdermi in tutti questi anni un blog gestito da una “regina della tecnica”.

Ebbene, non ci ho trovato dentro nulla di veramente tecnico, almeno in senso stretto. Sembra che ne sappia di insegnamento ed e-learning, ma non di robe per geek e nerd, dove credo siano enormemente più preparate, ad esempio, alcune delle ragazze che bazzicano su Girl Geek Life. Ragazze che però, guardacaso, non finiscono sul Corriere.

In compenso, su Catepol.net ho trovato qualche simpatico articolo etichettato come marchetta (ho apprezzato l’onestà del tag, davvero!), e una bella triade: autoreferenziali, blogstar ed egopost.

La vittoria della “socialità estrema”

Catepol si autodefinisce “prezzemolina del web”, ed in effetti è lei stessa ad ammettere questo suo mix fra presenzialismo ed esibizionismo.

E non è la sola: tempo fa, a titolo personale, feci per qualche tempo una ricerca sui più noti blog/social italiani, e notai che c’è un piccolo gruppo di utenti, molto poco numeroso, onnipresenti (e commentanti) in tutti i blog più “in”. Cinguettanti a nastro su Twitter. Likeandi a mitraglia su FriendFeed. Una piccola elite, che si parla molto addosso e vive in una “cerchia ristretta”, chiusa, leggibile solo attraverso un vetro, alla quale non si riesce a far parte.

Torniamo a Catepol, ponendoci una domanda: basta dunque vivere una “socialità estrema” per essere etichettati come la “prima italiana agli Europe Awards”? In parte si.

Visto che Luca Conti (guardacaso, fra i giudici di quell’evento) dice che Catepol “è arrivata in finale perché ha saputo mettere a frutto il proprio social network”, perchè “si è divertita a farsi pubblicità attraverso il proprio elenco contatti”.

In videocracy, Lele Mora diceva che “popolare diventa chiunque, basta apparire”.


Probabilmente, la stessa regola è applicabile anche nella nostrana “webcracy” 🙂

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96 Comments

  • Passo di qui perchè ho ricevuto il trackback sul mio blog, ma so perfettamente che prima che io abbia finito di scrivere questo commento Catepol sarà arrivata, avrà commentato e sarà tornata a twitterare o a scrivere da qualche altra parte..

    Sono con te quando affermi che quello di Caterina non è un blog tecnico (evviva! aggiungo io) ma nella stessa affermazione c’è una delle risposte possibili alla sua visibilità nazionale.

    Catepol è un esempio, a mio avviso, piuttosto lampante di come i nuovi media abbiano modificato alcuni meccanismi legati alla comunicazione. Si perchè lei è riuscita grazie al proprio network (follower twitter, facebook & co) ad acquisire un tale visibilità da risultare perfettamente autorevole e credibile.

    Dirai tu : “ma come ? abbiamo detto che il suo blog non è meramente tecnico”. Verissimo! ma in realtà la percezione che hanno i media tradizionali di lei è esattamente questa.

    Paradosso dei questi marchingegni elettronici, di questi “socialcosi”, la nostra eroina Catepol è riuscita ad influenzare il mainstream e a diventare per le testate giornalistiche che scrivono di web (o almeno ci provano) e che usano lo strumento Google per documentarsi, un riferimento tangibile. Perchè ? perchè lo dice Google !

    cioè, se ci penso: esattamente il meccanismo opposto di quando si diceva : “è vero: l’ha detto il telegiornale..”.

    Non ultima una osservazione altrettanto importante. Catepol non si pone come guru, è amichevole, simpatica e sociale nell’accezione più positiva del termine e questo le persone lo percepiscono.

    Il giorno che deciderà di fondare un partito probabilmente non avrà il mio voto, ma del resto non lo darei neanche a Beppe Grillo..

    p.s. : sulle marchette mi son divertito anch’io a scherzare con lei eh.. http://www.pocacola.com/2009/01/28/la-saga-continua-pocacola-per-il-sociale/

  • parole sante: 4gatti che si parlano addoso, si linkano e sono amici su tutti i siti/social network vari.

  • @andy : un po’ come le mezze stagioni che non ci sono più..

  • Questo è un post come si deve.
    Niente da dire, anzi si: il socialvuoto non risponde
    mai ad un bisogno reale, non superficiale.
    Per questo, autoreferenziandosi, prima o dopo annoia.

    È solo questione di tempo…
    I 4 amici al bar… Si capisce ma fa ridere che uno o 4 moltiplichino
    iniziative, libri che sono manuali (ne ho visto uno su Facebook ultimamente) o ebook tradotti dall’estero, continui camp, ecc. per farsi belli fuori e non fare plin plin 🙂

    C’è molto da costruire, il social per il social ha i giorni contati!
    Solo questione di tempo.

    MM

  • Non trovo nulla di così interessante in quel sito tanto è che mi sono sempre rifiutato di farlo avvicinare al mio RSS feeder.
    Come dici tu vi è di meglio in giro, ma le amicizie la fanno lunga in Italia.

  • Se non ho capito male, è il genere di blogging che detesto:
    presenzialista, egocentrico, autoreferenziale, affamato di premi pataccari, classifiche, citazioni.
    Che palloni gonfiati.

  • Cosa non si farebbe per un po’ di notorietà.

    Ancora non vedo questo blog, ma se è come i giornali, anzi le riviste dove una rivista tecnica vende intorno alle 100.000 copie, mentre Chi, Diva e donna, Sorrisi e Canzoni superano il milione, allora cari miei non avete ancora capito cosa interessa alle persone.

    Hai voglia voi a darvi da fare per ricevere 1000 visite, quanto basta questa signorina con le sue cose senza scomodarsi di SEO, Pagerank e simili raggiunge i 10.000 al giorno (suppongo).

  • Caterina è simpatica, secondo me.
    In generale detesto le cricche (‘i 4 amici al bar’, chiunque siano e in qualsiasi bar), quindi ammiro il senso generale del post e la coerenza di Davide – che se non altro si è fatto venire in mente di ‘affrontare il toro per le corna’.
    Forse Catepol non è un techblog. Molto probabilmente non lo è.
    Però… non ne sono mica così sicuro.
    I social sono una cosa ‘tech’?
    Direi di sì, almeno in parte. Allora la ‘socialità estrema’ di Catepol lo è anch’essa, forse.
    Nel senso che ci vuole tecnica per costruire e ‘animare’ un network di contatti come il suo; magari a lei viene naturale, ma è pur sempre un’attività complessa, non da tutti.

    Che i media tradizionali scelgano un personaggio come Catepol per parlare di social media mi sembra normalissimo: il suo ‘presenzialismo’ non è diverso da quello di altri, del resto. Anzi, è più efficace di quello degli altri, tanto che come giustamente noti tu attira il Corriere.

    Magari potremmo dire che anche il mainstream tradizionale non sia proprio un ‘occhio di lince’: mentre Wired questo mese intervistava l’italiano che era nel gruppo di sviluppo (tra i fondatori) di Bing, giustamente il Corriere (come gli altri) è in ritardo sul fenomeno ‘social’ e si affretta a chiedere ragguagli ad una super-users come Caterina (che se non altro ne frequenta e sperimenta parecchi).

    Ma infatti Wired è appena più ‘aggiornato’ del Corriere (evvivaddio).

    Eppure continuo a dubitare del fatto che non ci sia del ‘tecnico’ in tutto ciò.
    Davide ha più volte dichiarato il suo scetticismo per i ‘social’ (comprensibilissimo).
    Massara invece usa molto Twitter, mi pare: quindi immagino che non abbia pregiudizi nel ‘prendere sul serio’ l’attività di networking che ci gira attorno.

    Beh, secondo me, da questo punto di vista Catepol ‘spacca’: alla prova dei fatti ha delle doti indubbiamente utili per la comunicazione online e – come Rick ha fatto trasparire – riesce quasi a ‘rappresentare davvero’ quell’idea di conversazione realtime di cui spesso si parla.

    Nel senso che in alcuni social (ultimamente spopola friendfeed, credo) basta nominarla che appare.

    Insomma, 1 a 1.

    Bella l’idea del post e verissime le idee generali sulla visibilità dei bloggers dei ‘circoletti’: e però è anche vero che proprio un blog come Catepol.net non è semplicemente un blog personale ben connesso con alcuni social networks di moda.

    La ‘socialità estrema’ da sola non basta (ed è comunque una ‘tecnica’ che si impara, volendo): occorre anche essere davvero socievoli e comunicativi (come ha detto anche Rick, nell’accezione positiva dei termini).

    🙂

    Seguo e alimento la discussione rimpallandola sui social (TW e FF).

  • Arrivo ora (la notte dormo, i superpoteri per arrivare appena mi si nomina li metto a ricaricare).

    Che dire. Un post che prova a spiegare catepol scritto da chi non mi conosce e non mi segue.

    Alla giornalista è stato detto, da me e da Fatacarabina, intervistata insieme a me, che “NON SONO UN BLOG TECNICO”.

    Lei ci ha precisato che era un articolo di costume, e ha scelto il titolo ad effetto.

    Nell’articolo non si parla solo di me. L’articolo non è su di me. ma ho già spiegato nel mio post per cui non mi ripeto.

    Dei 4 amici di cui tu parli, non so a chi ti riferisci.
    Che uso in maniera spinta i social network è vero.

    Per il resto, visto che ti soffermi anche sulle marchette, bè forse son l’unica che ha sempre scritto pubblicamente chi mi manda cosa e perchè. Non ho vergogna, solo correttezza con chi mi legge.

    Nessuno è obbligato a leggere il mio blog.Può piacere, può non piacere. Come per tutti.

    C’è solo un piccolo particolare che solo chi mi conosce di persona coglie: catepol e caterina policaro sono la stessa cosa. Quello che leggi è quello che io so e che io sono. Non c’è personaggio costruito per il web. Solo canali comunicativi che uso.

    Ma non sta a me dimostrarlo.

    Grazie del post dedicato. Non era necessario. Nè a me, nè alla blogosfera, nè al mondo.

  • Nemmeno catepol (il blog) è in senso stretto “necessario” alla blogosfera, a me, e al sistema solare.

  • @catepol: ti rispondo in ordine sparso:

    1) è questione di percezione. Il Corriere percepisce Catepol come “blog tecnico” perchè a) non ha la competenza di capire cosa sia un un vero “blog tecnico” e b) perchè tu hai una visibilità notevole, superiore a qualsiasi altra “blogger tecnica”.

    2) sulle “marchette” ho apprezzato la correttezza, non ero ironico 🙂

    3) non sta a te giudicare se il post sia o meno “necessario”. Lo devono fare i miei lettori, se permetti 🙂

    P.S.: in questo mio FriendFeed: http://friendfeed.com/tagliaerbe/ffbae945/catepol-un-segno-dei-tempi-non-mi-sono-mai hai risposto con “ancora???????????”, e mi meraviglio. Da profonda conoscitrice dei social, dovresti sapere/capire che via TwitterFeed alimento il mio account Twitter che viene poi rigirato automaticamente in quello FriendFeed… o è una roba troppo “tecnica”? 😀

  • E’ interessante Davide, non mi sono mai occupato di catepol fino a questo preciso momento, quindi non so in sostanza di che parla. Mi pare però di capire che è un blog molto seguito e popolare tanto da generare questo (quoto il sempre “ottimo” amico seoguru):

    Che i media tradizionali scelgano un personaggio come Catepol per parlare di social media mi sembra normalissimo: il suo ‘presenzialismo’ non è diverso da quello di altri, del resto. Anzi, è più efficace di quello degli altri, tanto che come giustamente noti tu attira il Corriere.

    Questo a mio parere è molto interessante e degno di attenta analisi. Sono certo che tanti dei numerosissimi blogger della rete desidererebbe ottenere attenzione dai mass media (chiariamoci subito….tanti altri no) e per questo forse dovremmo spingerci un pò oltre (magari in appositi post/topic/discussioni) per analizzare meglio questo fenomeno a beneficio di tutti.

    Come diceva mi sembra sempre seoguru, se la popolarità di Catepol è dovuta ad attività di networking sui social, allora probabilmente ne fa un uso più efficace di altri sempre in riferimento agli obiettivi specifici. Tutta questa mia pappardella per dirvi che secondo me potrebbe diventare un caso studio da approfondire. Ciao 🙂

  • Ciao Tagliaerbe 🙂

    Anche io non seguo Catepol e provo piuttosto disgusto per ogni cricca che si autocommenta, autoenfatizza, autocelebra da sola… e ce ne sono, ovviamente. Chi non lo nota dev’essere cieco e chi non partecipa, beh, è sicuramente OUT! 😉

    D’altra parte, il contenuto non è sempre la cosa più importante, no? I blog post (come le notizie, i libri, etc…) veramente interessanti e ricchi di contenuto sono davvero pochi ormai.

    Continuerò a non seguire lei e molti altri che non trovo rilevanti, anche se famosi… preferisco usare il tempo che ho a disposizione per leggere post e feed per cose che mi interessano di più, a livello personale. Per il generalismo, mi basta accendere la TV dalle 9 alle 23 o sfogliare una di quelle riviste piene di pubblicità (mi dispiace dirlo: compresa Wired Italia!!). AH, non faccio nessuna delle cose appena dette 😉

    Ciao!!

  • Che ridere leggere questo post e la polemica che ne è seguita, sembra di tornare in dietro di cinque o sei anni… nel 2004 avevo un blog che prendeva in giro i rapporti uomo donna (il samot blog) poi, un giorno, uscì su un paio di giornali e una rivista come il blog per rimorchiare e giù polemiche delle allora blogstar (polemiche tra l’altro fondate, il mio sito era maschilista e un po’ depravato e chi non capiva lo spirito giù a insulti, purtroppo un po’ si persero nel passaggio di blogger a google… ma oggi ne sono rimasti un bel po’!). Il punto è che la rete è proprio come un piccolo paese, dove un po’ tutti guardano quello che fanno gli altri, si spettegola eccetera, insomma, per quanto non ce ne sia reale necessità credo che queste polemiche siano il macigno finale che sotterra chi sostiene che internet sia un mondo virtuale: è fatto di persone, che si “piccano”, di incazzano e sparlano degli altri (oh, non voleva essere una polemica sul post, anzi mi ha molto divertito”!)

  • Bravo Davide buon post, anche se credo che sull’analisi della socialità ristretta della rete italiana e della nicchia-sfera italiana ci sarebbe da andare ancora più a fondo (magari è un buono spunto per un futuro post).

    Per chi lavora in rete a livello di informazione, come il sottoscritto, ed è abituato a numeri mensili che questi blog della cerchia forse lì vedono in un anno tutti insieme, è davvero sorprendente notare come questa minoranza chiusa riesca a dettare legge a livello mediatico. I blogger e l’informazione in rete sono loro, per i giornali “de carta”.

    Vuoi uno spunto? Il nucleo della nicchia è quasi sempre legata a radio/TV/giornali in maniera diretta (è la loro fonte di reddito, nonostante si scaglino con foga contro la pubblicità sui blog, tanto per dirne una) ed ha un indotto. Non hanno nemmeno lontanamente un modello di business o di sviluppo del proprio “marketing personale”. Quindi si: c’è un correlativo, sepur mitigato da un più alto livello culturale medio, fra videocracy e webcracy.

    Sono quelli che sistematicamente vengono invitati alle -inconcludenti- Venice Sessions perché, non si capisce perché, è comunemente risaputo che dall’alto della loro mole di lettori (ma dove?) sono i detentori del sapere “sulla rete”.

    Questa è la situazione italiana in cui un Mantellini.it (con tutto l’affetto possibile per il buon Massimo, che è uno che ci capisce, per carità) è considerato (non si sa per quale crisma ricevuto) il blog tecnico più autorevole del paese. E la domanda è lecita: ma dove sta la tecnica sul -pur simpaticissimo, leggibilissimo, seguibilissimo- blog di Mantellini?

  • Secondo me questo post è un esperimento social del nostro amico Davide….vuole misurare fino a che punto si spinge l’autoreferenzialità dei blogger italiani nello “scendere in campo” a protezione di Catepol.

    Che la blogosfera italiana sia più simile al Circolo Scipionico che ad una comunità democratica è verissimo.

    Che poi si elegga ad opinion leader chi ci racconta come si trova allo specchio è un altro conto ancora….

    Senza cadere in contraddizione con il punto precedente, mi piacerebbe però sottolineare l’unica affermazione della risposta di Catepol che condivido: “Nessuno è obbligato a leggere il mio blog”

  • Sinceramente non trovo nulla di interessante, di costruttivo, ma soprattutto utile per far crescere la nostra”comunità” in quel sito!!! Taglia è sempre il migliore 🙂

  • Mi sono iscritto al suo feed rss un paio di settimane fa…non ho mai pensato fosse un blog tecnico…argomenti come social networks o blog (per ora sono gli ultimi argomenti letti e mi scuso se invece prima trattava d’altro) sono ormai temi comuni a tutti…a tutti tranne che ai giornali cartacei che ancora vivono di macchina da scrivere e nel migliore dei casi di “corriere.it” e youtube. Quindi se trovano un blog scritto da una donna che parla di twitter o di blogfest subito incollano l’aggettivo tecnico. Probabilmente un intervista fatta da un altro blog o da un giornale online sarebbe stata impostata in modo totalmente diverso.

    Credo invece che il tema principale dell’articolo sia: basta dunque vivere una “socialità estrema” per essere etichettati come la “prima italiana agli Europe Awards”?

    E la risposta è si…perchè la popolarità nel web si misura anche in questo (non a caso ieri è stata rilasciata la ricerca di google per i propri social networks) e chi cerca di diventare “qualcuno” solo smanettando tra seo e tecnologia vuol dire che si sta perdendo tutto l’universo dei rapporti sociali che sono la vera spina dorsale del “pubblico”.

    Quindi complimenti a lei per essere riuscita nel tempo a fare dei social networks non solo un elemento di studio e di dibattito ma anche un arma per far conoscere il suo “mondo” ad altri “mondi”. Sicuramente un buon esempio per molti.

    Alex

  • Io non starei a prendermela con Catepol, nel senso che purtroppo tutto il mondo dei blog in Italia ha quel tipo di caratteristiche. Io avevo un blog un bel po’ di tempo fa, seguito, non numeri eccezionali, qualche visitatore illustre e già allora la cosa che più mi infastidiva e che evitavo era l’autoreferenzialità estrema di quel piccolo mondo. Bastava commentare i post giusti con le parole giuste per un po’ di tempo e magicamente entravi nella cricca. Io non l’ho mai fatto, il mio blog si è spento quando non avevo più quella fiamma accesa che mi portava a scrivere, un blog di “racconti” non è che come un blog in cui si commenta l’ultima feature di fb, e la mia vita è andata bene lo stesso. Ho poi visto persone che all’epoca non erano niente di che, il cui unico pregio è stato quello di continuare nel giochino e ora sono diventati guru in qualcosa, scrivono libri che per fortuna non leggo, rilasciano interviste. E’ un meccanismo vuoto e che porta pochi frutti reali, però se continua a funzionare, vedi la risonanza dei per me inutili awards di macchianera, si vede che avrà i suoi motivi.

  • Mi sembra che qua diverse persone stiano prendendo lucciole per lanterne. Caterina è una persona, prima di essere una blogger, usa attivamente i blog e i social network per CONVERSARE.

    La sua onnipresenza le è valsa una visibilità che la maggior parte delle persone può solo sognare, tanto che i media tradizionali l’hanno presa in considerazione proprio perchè è presente ovunque. Per me questo è un merito, perchè semplicemente essendo “se stessa” è riuscita a farsi notare e questo in una cultura oramai stuprata dalla televisione è un caso davvero raro.

    La cosa un pò buffa è che vi siete fatti “turlupinare” dai giornalisti. Avete visto il titolo di “regina della tecnica” e vi siete inalberati. Quando imparete a prendere i vecchi media con le dovute precauzioni ? Si possono prendere delle brutte malattie 😀

    Caterina è “una di noi”, una persona che ama la rete, ama conversare e diffondere informazioni. Tutto qua.

    Riguardo ai social network, le vere blogstar autoreferenziali li odiano, perchè annientano la loro “claque” che prima li adorava, mentre ora la claque scopre che c’e’ vita al di fuori del solito giro. Rifletteteci su.

  • non entro nel merito della tecnicità o meno del catablog…e comunque il blog come strumento è nato come diario personale pubblico. cioè i miei “segreti” sono talmente segreti che li voglio condividere con il mondo. quindi non credo che sia una contraddizione in termini che anche quello di caterina sia
    @mik “presenzialista, egocentrico, autoreferenziale, affamato di premi pataccari, classifiche, citazioni.”
    il tono a mio personalissimo avviso è un pò sopra le righe. ma il merito o la colpa del suo successo siamo noi che lo leggiamo o meno. con questi ingredienti catepol ha raggiunto i suoi scopi.

    chiunque scrive si rilegge e se pubblica è perché generalmente si piace

  • Catepol 3.0 di Caterina Policaro non è un blog tecnico però lo seguo attraverso i feed, la seguo su Twitter e anche su FriendFeed dove è attivissima.
    Anche se in linea generale non si impara nulla di informatico a leggere il suo blog, ha delle particolarità che la fanno apprezzare.
    Una innata schiettezza nell’approccio al post, una rete di conoscenze di colleghi blogger, si inventa delle trovate interessanti come il contest tra le magliette, fa leggere il feed per intero, insomma non considero tempo perso quello che dedico ai suoi articoli.
    C’è però da chiedersi come dei giornalisti che si occupano di internet considerino tecnico il suo blog. Tra l’altro anche nei Macchianera Blogger Awards mi sembra che il suo blog sia stato inserito tra quelli tecnici 🙂

  • io sono iscritta a catepol e sinceramente mi piace proprio perché non è un cosiddetto blog ‘tecnico’ (sono iscritta anche ad alcuni di quelli). Mi piacciono gli argomenti e mi piace il suo stile personale.
    Per quanto riguarda ‘l’autoreferenzialità’, penso sia comune a tantissimi blog (chi fa interviste e contro-interviste, chi documenta la sua presenza al blogfest, chi spiega il suo intervento ai barcamp e conferenze, chi comunica che è stato ‘eletto’ a ricevere google wave in anteprima, chi pubblicizza il suo e-book sul blog dell’amico, chi ha il n° feed reader in prima pagina (perché quello non è autoreferenzialità?), etc). Ma non ci trovo niente di male. Fa parte della vita del blogger e chi dedica tanto tempo al suo blog, riceve volentieri riscontri positivi per le sue attività.
    Buonagiornata,
    Joja

  • Io la vedo come una cosa molto preoccupante.
    Ci sono blogger e (veri) esperti del settore che nessun giornalista si degna di intervistare o quantomeno evidenziarne le capacità.
    Qua basta essere uno “spippolatore” 24h di social network e derivati, per entrar a far parte della solita combriccola che prima o poi ti alzerà al cielo.
    A quando Aranzulla presidente?

  • Mi sembra attinente al tema un post per Wmtools in cui avevo parlato del rischio dell'”ecoismo” insito nel web 2.0: quel tipo di relazione / diffusione che diventa troppo spesso autoreferenziale… come me che ora mi autocito 😉

  • Come diceva qualcuno prima, la visibilità è una tecnica che si impara. Uno si sbatte, passa le giornate a commentare di qua, linkare di là, paracularsi a destra, complimentarsi a sinistra ed è fatta.
    Non ne farei tanto una colpa, ognuno fa un po’ quel che vuole.
    Interessante è invece a parer mio la logica con cui viene inteso cosa è importante, cosa è vero e via dicendo.
    In generale, come viene intesa (aimè) la qualità.
    La qualità è diventata una questione di quantità.
    Ovvero, non è che sia vera, rilevante, qualitativamente importante la cosa per quello che è, ma è tale sulla base di quante visite fa, quanti link ha, quanti commenti produce ecc.
    Che poi è appunto la logica di google (i SEO ne sapranno qualche cosa)

  • Alla fine chi vince è lei, stiamo parando di lei. Mi piacerebbe una discussione così accesa sul mio piccolo blog 🙂

  • Sto Tagliaerbe cosi cattivo mi piace un sacco, pensavo che eri anche tu della “Casta”!!!
    Adoro i post cattivi con nomi e cognomi, tanti invece lanciano i sassi e si nascondono…

    Nonostante questo, personalmente sono poco d’accordo con questo genere di articoli.

    Se uno se la canta e se la suona da solo, si può divertire, può usare il blog per fare amicizia, può drogare il sito con tanti link in entrata, può scrivere robe scadenti e risultare il migliore del suo argomento e può anche vincere premi.

    Ma chi lo visita questo blog? gli amici, qualche curioso e basta.

    E’ una scelta, i migliori blog per come la vedo io sono quelli visitati da tanta gente, non dagli amici perchè ho detto loro di farlo; i migliori blog crescono perchè scrivono cose interessanti, non perchè sono bravi con il seo; i migliori blogger faticano a scrivere, non a promuoversi.

    Non serve andare a scomodare i migliori esperti web per scoprire che Catepol fa poche visite (il contatore è pubblico) e che non ha nulla di professionale.

    Quindi, se uno scrive solo per divertirsi, può fare come gli pare; per cui tagliablog, mi piace davvero lo stile sincero dell’articolo (una rarità) ma avrei preso un pesce più grosso.

  • Grande Tagliaerbe, hai fatto un bel post raccogli-traffico. 😉
    E lei ti ha risposto in modo tattico scatenare un flame. O almeno a me è sembrato così. Bhè anche questo aumenta la web popularity. O no?
    Comunque io continuo a leggere te….
    😉

  • Sì, d’accordo in generale sul taglio critico del tuo post… ma attenzione però a non diventare spocchiosi, Taglia.
    Non vorrei che anche questo blog, uno dei pochi che seguo assiduamente, incominciasse a piazzarsi su un piedistallo.

    E’ una sciagura che non ti auguro, l’auto-referenzialità è un brutto male, il rispetto e la stima non si chiedono e non si proclamano…

    Con immutata stima…

  • Premessa: io c’ero al VeneziaCamp e non conoscevo Catepol

    QUALCHE FATTARELLO DA RICORDARE:

    Catepol era al Veneziacamp e una giornalista ha voluto intervistarla (attenzione, non il contrario).

    In Mezzo alle decine di persone intervistate nella giornata (relatori compresi), Catepol è stata scelta come personaggio dal giornale.

    Molti Top Blogger & seo & altro di molto più “autorevole” NON era al VeneziaCamp (i giornalisti parlano di ciò che vedono e intervistano).

    L’autore del Post che sto commentando e la stragrande maggioranza di chi ha commentato negativamente Catepol NON ERA presente al VeneziaCamp e non conosce Catepol.

    VENIAMO ALLE MIE CONSIDERAZIONI

    Catepol è un’insegnante con la passione per la rete e i socialnetwork che ha messo su un blog (tecnico o no, la faccenda è secondo me risibile).
    Non è una professionista del web.
    Da dilettante del web, riesce a usare non bene ma BENISSIMO gli strumenti di cui dispone, meglio di tantissimi altri professionisti, al punto che una dilettante come lei è arrivata in nomination agli MBA come miglior blog tecnico (nonostante il blog non vorrebbe esserlo e in mezzo a mostri sacri come Beggi, Attivissimo e Geekissimo che sono indubbiamente blog ubertecnici).

    Il suo blog è un blog dedicato alle persone “normali”, non ai professionisti del web che sicuramente ne sanno di più. In questo blog lei parla dei cavoli propri e dà consigli più o meno utili all’uso del mezzo informatico e della rete.
    L’abilità di un blogger non è solo quella di spiegare delle cose che nessuno sa a una cerchia ristretta, ma anche quella di diffondere cose che molti sanno in modo facilmente fruibile da molti che non sanno o ignorano con lo stesso linguaggio di chi legge. Per questo motivo lei è un’ottima comunicatrice.

    In quest’ottica è anche corretto che il corriere (da giornale general-pourpose) abbia scelto Catepol come personaggio dell’evento, proprio per indicare come una persona “normale” che non lavori necessariamente con i computer, possa diventare esperta nell’uso della rete e che provi col proprio blog a diffondere ciò che ha imparato, oltre che i fatti propri.
    Inoltre, lo stesso corriere, con quell’articolo manda un messaggio positivo della blogosfera, fatta di gente che non se la tira, normale e dei socialnetwork come dimora dei bloggers, invogliando la gente a frequentarli e non il solito articoletto sul gruppo dei bimbiminkia su Facebook.

    CATERINA POLICARO

    Catepol è una persona, che può dare non conoscendola (io stesso aveo questo preconcetto) l’impressione della maestrina che sa tutto e solo lei sa, invece è una persona alla mano che prova a spiegarti le cose e non molla finché tu non capisci. E’ insegnante nel DNA. Vuole che gli altri capiscano a costo di essere ridondante e antipatica.

    Faccio un esempio:
    Un docente universitario di una materia ha un blog per studenti universitari. Uno di questi ha un blog che insegna la stessa materia (le cose meno difficili evidentemente) agli analfabeti o studenti delle medie inferiori. Fanno tutti e due diffusione de conoscenza della materia. Ha un seguito maggiore (inteso come quantità di contatti) chi insegna a chi è meno istruito (sono molti di più) ed è anche prevedibile.

    E poi un pregio di Catepol è che in mezzo a tanti guru ed esperti autoreferenti, lei non si erge su alcun piedistallo, con umiltà diffonde il suo sapere e riesce a diffonderlo, magari diffonde troppo e spesso a chi già sa, ma comunque diffonde.
    Chiaramente come chiunque altro dotato di ego (e se sei un blogger, ce l’hai) è contentissima e soddisfatta di essere citato e diffonde le notifiche e le citazioni.

    Chioso con una crititica al Tagliaerbe:
    Seguo e seguirò questo blog per l’alta qualità e competenza dei contenuti tecnici che per me sono molto utili e non seguo, se non per le vicende personali, quello di Caterina . Vedo in questo post però, una pessima caduta di stile del tagliaerbe, in quanto la critica pecca di mancanza di umiltà:
    E’ stata fatta SENZA ESSERE PRESENTE AL BARCAMP ( ignorando, quindi, le dinamiche che hanno portato Catepol ad essere intervistata dal Corriere ) e SENZA CONOSCERE CATEPOL (e quindi il suo punto di vista, ciò che ha da dire e perchè lo scrive, ignorando -per mancanza di confronto con Lei- il fatto che non si è mai definita una personalità tecnica).

    Vincio

  • @vincio: il post non è una critica a Catepol (persona e blog). E’ semmai un notare, con un certo rammarico, come in quest’epoca l’essere presenti sia più importante del contenuto.

    E più hai TEMPO, più sei presente (online e offline), più hai visibilità, più “scali”.

    Fondamentalmente, è una cosa che ho sempre rimproverato anche a Google, che non riesce ancora oggi a premiare i contenuti di qualità, e deve quasi esclusivamente affidarsi ai link.

  • @Tagliaerbe

    L’articolo stava raccontando un evento (il VeneziaCamp e l’incontro dei blogger), per forza di cose deve raccontare dei contenuti di chi è presente lì (guai a non farlo).

    Questa è la chiave di lettura da dare all’articolo: un racconto di un evento, di chi c’era e di chi è stato ascoltato e non un articolo sullo spaccato della blogosfera italiana.

    E poi, è ovvio che il Corriere non si lasciava sfuggire l’occasione di farci il titolo ad effetto con “una insegnante donna candidata ad essere premiata a dei blog awards tecnici” col suo blog che diffonde conoscenza per i meno tecnici. Incuriosisce la gente a leggere il pezzo.
    Un pezzo che (tolto il titolo ad effetto) non dice stronzate, anzi, parla bene della blogosfera ed è di questo ciò di cui i blogger dovrebbero parlare e sottolineare, e non dello spam di Catepol che, purtroppo, anche se scritto in buona fede, ad un lettore esterno che era al Veneziacamp e non conosce questo blog, sembra erroneamente una polemica di rosiconi.

    Inoltre, (my2c) la qualità di un contenuto non è misurabile solo con la difficoltà tecnica e/o la difficoltà e l’originalità di contenuti, ma anche dalla capacità di diffondere conoscenza al maggior numero di persone: conosco gente “litigata con l’informatica” che ha imparato cos’è twitter leggendo il blog di Catepol. Io non ne ho di bisogno, NOI non ne abbiamo di bisogno, ma tanta, tantissima gente si.

  • ora qualcuno però mi spieghi perchè su Friendfeed Catepol scatena tutto ciò:

    cito alcuni aggiornamenti

    – Mi tatuerò su una chiappa “non sono un blog tecnico”. Destra o sinistra? Che dite?

    – Avete cambiato argomento del giorno, spero

    – “Bene o male, purchè se ne parli” (Oscar Wilde)

    – E allora ce l’ha esattamente con me

    spero sia semplice permalosità

  • Avere tanta gente che discute di quello che sono o che non sono sappiate che fa piacere. Vi spiazzerò. Ho letto i vostri commenti. Direi che avete ragione tutti. E nessuno.

    Rispondo solo a @dani: la mia è ironia. Se non passa che è ironia, non so cosa farci.

    Qualunque cosa dica o faccia in questo momento sarebbe sbagliata ai vostri occhi.

    Nessuno obbliga nessuno a seguire me sul blog o sui social network, dove ci sono anch ei pulsantini di hide e block oltre che “unfollow” se per caso avevate erroneamente cliccato sul “Follow”.

    Detto ciò…riassumendo: io non sono un blog tecnico. Infatti non mi son fatta neanche votare come blog tecnico ai macchiacosi Awards.

    Vi sfido a trovare un thread su FF o Twitter o Facebook (dopo le nominations) in cui spingo la gente a votare me come blog tecnico.

    Scoprirete che non esiste.

    Per il resto…fatemi leggere con calma tutto e se ho altro da dire vi rispondo.

    PS il fatto del “non mi conosci, non mi giudichi” che sto leggendo è riferito alla tua stessa ammissione “Non seguo il blog di catepol” (@tagliaerbe).

    E’ rigirato così tanto che …permettete… se al 20 giro Twitter–>FF–>FB–>feed–>FF–>Twitter che mi è passato davanti possa esprimere il mio “bastaaaaaaaaaaaaa”. Dopo tutto avete invaso il mio EGOSURFING con il rimbalzo dello stesso thread.

    A dopo

  • Certo che quando qualcosa non si condivide fa male, quando quel qualcosa capita a noi, invece fa solo bene…
    Leggere certi “attacchi” gratuiti mi sembra una grossa esagerazione, e non parlo del pezzo, ma di alcuni commenti…
    Catepol ha solo fatto quello che ritiene giusto fare, scrivere un blog in maniera molto “cristallina”… e cosa si fa la si attacca, invece di cercare di “conoscerla” e poi magari criticarla…

    per il “pezzo” concordo con un commento di Tagliaerbe

    “E’ semmai un notare, con un certo rammarico, come in quest’epoca l’essere presenti sia più importante del contenuto.
    E più hai TEMPO, più sei presente (online e offline), più hai visibilità, più “scali”. Fondamentalmente, è una cosa che ho sempre rimproverato anche a Google, che non riesce ancora oggi a premiare i contenuti di qualità, e deve quasi esclusivamente affidarsi ai link.”

    e questo non dovrebbe essere un punto di partenza per attaccare Catepol… ma un punto di partenza per discutere di queste cose, la presenza fa più della Qualità??? (senza voler dire che Catapol porti solo presenza senza Qualità) 😉 😉

  • Beh non ti sei perso niente in tutto questo tempo. Io avevo iniziato a seguire il blog di Catepol via feed qualche tempo fa, visto che ne parlavano in molti tra i vari blog. Beh, ho smesso di seguirla dopo poche settimane…

  • Dopo questo post è scoppiata una bomba in rete.
    Personalmente seguo tutti e due, sia il tagliaerbe che catepol.
    E dopo questo post probabilmente vi seguiranno in molti altri (almeno oggi) 🙂
    …sdrammatizzo…

  • @ esse

    Scrivevi un blog di racconti e lo hai chiuso, questa Catepol a suo modo scrive anche lei dei racconti, soltanto che li scrive con altri.

    Ora critiche questa Catepol e il suo modo di fare, tu hai chiuso, lei va ancora avanti; questo non ti ha insegnato nulla?

    Perché hai creato questo blog? Perché lo ha creato questa Catepol? Per farlo conoscere agli altri.

    Tu lo hai creato e lo hai lasciato lì, lei lo ha comunicato ad altri. Chi ha quindi sbagliato?

    I tuoi racconti erano migliori, esploravano l’intimità delle persone (suppongo perché non l’ho visto e quindi tiro ad indovinare); Catepol parla di vuoto interiore (suppongo anche qui, perché ho visto poco) e permette a tutti di parlare, di estrinsecare (mamma mia che parolone mi sono ricordato!) i propri problemi.

    Chi sbaglia, caro Esse, tu che ti sei praticamente parlato addosso con i tuoi racconti, o questa Catepol che fa parlare tutti?

    Non la prendere come offesa personale, perché questo discorso è per tutti in quanto forse si dovremmo capire che se nella vita si vuole successo, dobbiamo dividerlo con altri, il successo solitario non serve a nessuno.

  • Ma quanto è bravo il Taglia? In un modo o nell’altro fa notizia! 🙂

  • @ Giulia

    Tutti siamo liberi di fare quello che ci pare e ognuno sceglie i blog da vedere.

    Non ti piace Catepol, non la guardare.

    Nella vita forse non dobbiamo pensare solo alle cose serie, ogni tanto dobbiamo pensare anche ad un po’ di gossip, alla politica e anche a divertirci; non possiamo sempre essere seri e credersi superiori, perché lo siamo; la vita è fatta di cose belle e di cose brutte e purtroppo dobbiamo accettarle tutte.

    @ Catepol

    Non mi piace la tua risposta a Davide (Tagliaerbe), devi anche accettare le critiche, buone o cattive che siano.

    Questo post non era necessario, ma comunque sia ti ha portato un po’ di visite, anche quelle di coloro che qui parlano male di te e dicono che non ti verranno più a trovare.

    Questa è la vita e la devi accettare, nel bene e nel male come recita la formula del matrimonio.

    È inutile che fai la timidina e dici che non era necessario, beh che volevi tutte rose e fiori?

  • @Francesco: mi sembra di aver detto la stessa cosa: ognuno legge quello che crede e se un blog non piace basta non leggerlo 🙂

    > Nella vita forse non dobbiamo pensare solo alle cose serie,
    > ogni tanto dobbiamo pensare anche ad un po’ di gossip,
    > alla politica e anche a divertirci;

    Beh, e se a me gossip e politica non interessano e il mio concetto di divertimento è un’altra cosa? Per usare le tue parole, “Tutti siamo liberi di fare quello che ci pare”… E poi scusa dov’è che avrei scritto che bisogna pensare solo alle cose serie?

    > non possiamo sempre essere seri e credersi superiori,
    > perché lo siamo; la vita è fatta di cose belle e di cose brutte
    > e purtroppo dobbiamo accettarle tutte.

    Questa frase non l’ho capita… in ogni caso qui nessuno ha parlato di essere seri o superiori!! O_O

  • @ Daniele

    Qual è il problema? Vuoi essere intervistato da un giornalista di “carta?” Fai come Catepol e il giornalista arriva.

    Vogliamo capirlo che certe volte essere troppo tecnici non serve a nulla.

    Capire di SEO, Pagerank, posizionamento nei motori di ricerca, tutta questa bravura non serve a nulla, se poi non porta visite al proprio blog.

    Smettiamo con questa posizione che la tecnica è meglio del social network e poi dobbiamo parlare bene dei blogger americani; questi se si accorgono che un sistema funziona bene, lo sfruttano e non lo giudicano; noi italiani, viceversa, sempre a riempirci la bocca, non c’è tecnica, non è scritto bene ,ecc.

    Davide forse dei rivedere le sue opinioni sui social network, lui se non vado errato, è stato intervistato da Millionaire (vende sui 150.000 se mi ricordo bene) e Catepol è finita sul Corriere (da 600.000 a 800.000 copie a secondo dei giorni) e adesso benevolmente l’ha criticata.

    Ora mi chiedo nuovamente: – Qual è il problema? Visibilità sui giornali di carta? Imparate da Catepol. Non la volete, fate come Tagliaerbe.

    La libertà è questa: ognuno fa quello che gli pare.

    @ Gae79

    Metti il link de tuo blog nell’apposito spazio e qualcuno ti viene a trovare.

    Non hai notato che se clicchi il nome dei altri commentatori esce il loro blog?

    Oggi che ho un po’ di tempo, ne ho addirittura inseriti tre.

    @ Tagliaerbe

    E come potrebbe Google giudicare i contenuti dei blog?

    Quante persone dovrebbero leggere tutti i post? Lo immagini?

    Vuoi mandare Google in fallimento?

    Un giornale si vende perché lo comprano, un blog perché lo visitano.

    Come dovrebbe giudicare Google buono un blog e insignificante un altro?

    @ Un po’ per tutti, anzi no per chi si è scordato l’italiano

    Il si affermazione si scrive con l’accento, così: sì.

    Un pò si scrive un po’, in quanto quell’apostrofo e non accento rappresenta un’elisione.

    La macchina non è da scrivere, ma per scrivere.

    Chi ha mai scritto su di una macchina o sul computer? A parte me s’intende, in quanto ho scritto veramente sulla tastiera del mio computer: avevo consumato una buona parte della scritta sui tasti.

  • Wow, 44 commenti in così poco tempo… incredibile! Ammetto che non li ho letti tutti, ma intervengo giusto per dire che chi non conosceva Catepol, non legge le mie interviste settimanali 🙂

  • Leggendo tutti i commenti, quasi quasi CaterinaPol mi fa un po’ pena, in senso benevolo, hanno beccato la capra espiatrice, rea di essere arrivata in alto con l’appoggio di soli pochi amici, e non della casta degli esperti.

    Casta radicata per esempio nella SEO, nel marketing, nei corsi, nelle consulenze … (e sicuramente anche in ambiti che non frequento) tanto radicata che nessuno si azzarda a denunciarla.

    Anche perché è qualcosa che si percepisce, ma che non lascia tracce, prove inconfutabili, sai che contro quello che dice il signor X non puoi dire nulla, altrimenti sei tagliato fuori, e la tua credibilità passa a zero, non tanto ai suoi occhi, ma a quello dei suoi altrettanto influenti amici e dei loro followers.

    Questo è il vero potere, quello che probabilmente Catepol non ha, perché la sua è solo una piccola tribu, e lei non è diventata vassalla della casta (forse perché ne vuole una tutta sua).

  • Questo post manca di umiltà.. e questo non mi piace.

    Non si giudica qualcosa (o qualcuno) che non si conosce.

  • Ragazzi, non scherziamo. Per avere un articolo su un quotidiano basta conoscere il giornalista. E’ successo anche a me, e pure io ho avuto la mia bella paginetta. I titoloni per me si sono sprecati, ma i giornali funzionano in questo modo, se dipingono Catepol una sociopatica abbastanza grave l’articolo non fa notizia.

  • @ per il commento 44 senza nome, forse esse:

    Chiunque tu sia, non la prendere come offesa personale in quanto non è il mio obiettivo e poi non mi piace offendere le persone.

    Essendo un po’ psicologo, quando leggo, leggo anche fra le righe, leggo quello che non si vede; e qui se provi a rileggere tutti i commenti, noterai che ce ne sono alcuni che fra le riga dicono: – E chi questa Catepol? Una che senza capire nulla, riesce a raggiungere obiettivi che i migliori blogger con tutta la loro bravura non riescono a raggiungere e questa Catepol scrivendo cretinate o comunque cose futili vince un premio? Ed io che mi faccio un mazzo così da anni sì e no riesco ad avere 1000 visite al giorno e nessun giornale parla di me.

    Questo dunque il senso del mio discorso.

    Non serve tecnica per avere successo, serve altro e se Catepol soltanto esprimendo la sua personalità riesce ad avere tutto questo successo, cosa insegna?

    Ho scritto un blog di politica, parlato di Berlusconi, Marrazzo, Bertinotti ecc.; ho scritto a numerosi giornali comunicando il link, vuoi sapere quante visite ho avuto? 88 leggi ottantotto, quindi …

    Impariamo dunque da questa Catepol, impariamo la sua tecnica ed avremo si spera lo stesso successo.

  • @Taglia … hai tirato su un bel flame da paura 😀

  • Ultimo commento per Francesco e la chiudo qui:

    1. Mi fai passare la voglia di tornare ancora su questo blog, perché i tuoi commenti sono veramente pessimi. Sì, mi spiace per Tagliaerbe ma l’idea di leggere un altro tuo commento mi indispone.

    2. Saprai anche che “sì” si scrive con l’accento e “po'” con l’apostrofo, ma evidentemente non ti è chiaro cosa siano i verbi o come si usa la punteggiatura. Quindi prima di salire in cattedra pensaci un attimo…

    3. Il commento 44 è firmato, sono sempre io (Giulia) e non mi sono offesa, anche se le tue parole sono piuttosto offensive.

    Addio ragazzi, che asciugo questo thread senza fine…

  • Che bel flammone! Sembra il maniòmio di bucknasty, come non se ne vedevano da tempo 😛

    Ad ogni modo, appoggio al 100% l’idea del buon Taglia: per essere considerati famosi è sufficiente una cosa sola: apparire. Farsi vedere in giro.

    Non che sia un bene o un male, è un semplice dato di fatto.

    Di una cosa catepol è sicuramente maestra: le cosiddette “PR”. “Pubbliche Relazioni”. E chi la definisce “un’autorità” in qualche altro argomento, beh ha di certo sbagliato bersaglio 😉

  • State ancora qui? Ma dai? Preparo il caffè e i muffin per tutti.

  • A proposito di chi era al Venezia Camp e chi no, io c’ero per il Facebook Developer Garage e per salutare un pò di amici..
    Ho conosciuto Catepol.. o meglio.. ho cercato di conoscerla, visto che un paio di giorni prima ho avuto “l’onore” che la regina del web invece di sfidarmi commentasse nel mio blog, ho provato, nel presentarmi a scambiare 2 battute, tanto per rompere il ghiaccio..
    Vi è mai successo di iniziare a parlare con una persona e quella si giri come se niente fosse per cominciare a parlare con altri? Lasciandoti lì come un idiota? Ecco.. la regina del SOCIAL.. e tutte ste storie.. l’INSEGNANTE.. e bla bla bla.. Giustamente finchè le relazioni sociali sono quantificabili in visite, click sugli AdSense ed interazioni varie allora va bene, poi quando si tratta di fare networking faccia a faccia la storia cambia.. Si sceglie con chi parlare, sempre in funzione EGOPROMOTION, si sorride forzatamente ecc.ecc.
    Giustamente dico io, visto che non sono uno di quei blogger con cui farsi fotografare, che hanno il sogno nel cassetto di rilasciare autografi o di Autodefinirsi Blogstar nelle categorie del proprio blog..
    E allora se non sei uno “che conta” la regina del web tutta “SOCIAL” può anche snobbarti, perchè non ha l’interesse a relazionarsi con te..
    Francamente volevo dirle che ammiro il suo progetto inerente ai Gruppi Bufala su Facebook.. ma per carità.. non ho avuto udienza!
    Non che me ne dispiaccia, figuriamoci, ero lì per presentare una start up, e per tutt’altro genere di contatti.. ho abbandonato da tempo la fase “WANNA BE A BLOGSTAR” per passare a qualcosa di più interessante, e ciò mi permette pure di gestire blog e social in maniera molto più rilassata.

    Riguardo al primo commento del buon Rick.. tu parli di autorevolezza, di influenza.. ma siamo sicuri che numero di visite = autorevolezza?
    Catepol parla di tutto e niente.. sinceramente non so in che campo potrebbe avere “autorevolezza”, cosa che invece appartiene ai blog “tecnici” per l’appunto.
    Il Tagliablog ha autorevolezza sul web, data da una profonda cultura, mettere spasmodicamente in fila le parole tutti i giorni per inseguire il sogno di essere una BLOGSTAR certamente non è autorevolezza.

    In più.. fai tante visite Catepol sul tuo blog?

    Ma qual’è la frequenza di rimbalzo delle visite? Si trova dentro Analytics, se usi quello, è quel riquadretto che hai sempre ignorato perchè sotto a quelli che alimentano il tuo ego. Dagli un occhio va..

    Il segno dei tempi è che il social networking si fa solo online e offline vince la maleducazione o il do ut des? Bhè credo proprio di no, anche perchè durante il Venezia Camp ho avuto il piacere (e non il privilegio) di poter chiacchierare tranquillamente con gente di ben altra caratura..

    Ma un momento.. a dire il vero.. sono stato invitato a presentare al Venezia Camp.. azz.. e allora dai, ora aggiungo la categoria GIORGIO BLOGGING GOD, oppure GIORGIO MEDIA GURU al blog e comincio a spammare il web di like, commentelli e amenità varie..

    Ma per favore, torniamo alle cose serie… per fortuna esistono i blog autorevoli nel vero senso della parola, e che, statisticamente, sono gestiti da persone che effettivamente lavorano sul campo oltre che scrivere, ed il TagliaBlog è un esempio validissimo, da cui ho imparato tanto.

    Il resto è fuffa ! The content is the king (sia del blog che della testa) !

  • Ammazza quanta acidità… ehi Catepol, io prenderei volentieri un muffin, mettimene uno da parte 🙂

  • @Giorgio

    >”Riguardo al primo commento del buon Rick.. tu parli di autorevolezza, di influenza.. ma siamo sicuri che numero di visite = autorevolezza?”

    Nel mio commento faccio riferimento all’autorevolezza indotta da tutti i social usati dalla mostra eroina/martire Caterina che insieme contribuiscono ad aumentare il ranking del suo sito e la sua complessiva visibilità.

    Il discorso sull’autorevolezza sappiamo bene che è interminabile.

    La mia personale opinione è :

    poichè non esiste per il web un indice di gradimento o un auditel (polemica su auditel a parte..)

    Se per definire l’autorevolezza di un blog bastassero i link in ingresso il più autorevole dovrebbe essere l’Ansa, ma sappiamo che non è così.

    Le visite sono il segno tangibile di presenza su un sito e (è lecito supporre) di popolarità e/o gradimento.

    i link possono in qualche modo dare un valore di riferimento analogo. (anche se falsabile, come sappiamo)

    poche visite + pochi link = audience assente
    tante visite + tanti link = buona audience
    tantissime visite + tantissimi link = grande audience

    più ci si avvicina all’alto più è facile cadere nella tentazione di gratificare la propria audience (o di fare post a effetto come questo del buon Taglia)

    questo indipendentemente dai contenuti.

    Ti linkano un casino di tuoi amici ?
    Bene : io invece di parlar di cricca direi che hai degli ottimi rapporti sociali 🙂

    ad esempio non linko chi mi sta sui coglioni.

  • @ 59 Giorgio Marandola

    Non te la puoi prendere più di tanto, quando c’è molta folla, non si può dare retta a tutti; chi ti chiama da qua chi da là, ci sono troppe persone con cui parlare.

    Magari ha pensato: – Ma che vuole questo qua. Vuole attaccare bottone?

    Tu dici di no, ma questo che centra?

    Non è importante la verità, è importante ciò che si percepisce, in questo blog, per esempio, e in parecchi post ho litigato con diverse persone perché scrivevo delle cose e loro intuivano altro, cose non dette, ma loro lo interpretavano così e allora mi toccava spiegare meglio, ripetendo le stesse parole, magari è solo timidina (suppongo perché non la conosco), magari era indisposta, o ha qualche difficoltà di relazione, oppure …

    E il tuo post è dettato dal rancore ed hai anche interpretato bene il fatto che dietro un computer è più facile avere rapporti interpersonali, ma faccia a faccia è più difficile.

    Volevi conoscere Catepol e sei rimasto deluso, ora a te la scelta: “perdonala” e magari scrivi qualcosa nel suo blog e poi la prossima volta che la incontri, gli dici che tu sei Giorno Marandola, e penso che ti convenga, perché nonostante lei non capisca (forse) nulla di SEO, HTML, Pagerank, Google Analytics ed altro è riuscita a raggiungere quella posizione; in un articolo ha dichiarato che lei ha soltanto invitato i suoi 1200 contatti a votarla e questi l’hanno fatto; quale altro blogger riuscirebbe a imitarla?

  • Certo Rick, capisco quello che vuoi dire, allora io distinguerei tra Likn Popularity ed Autorevolezza, che è ben altra cosa.. un conto è essere popolari, un conto è essere autorevoli.
    Poniamo il caso del Tagliablog.. se fosse un blog non linkato, non frequentato e via dicendo, ma con questi contenuti, io lo terrei in ottima considerazione lo stesso.
    Come tu stesso dici, si parla solo di popolarità, che ovviamente è più facile da ottenere se si porta avanti un blog generalista.. la nicchià è ben altra cosa.

    Il mio commento poi era incentrato esclusivamente su quelli che definisci “ottimi rapporti sociali”.. che in realtà el caso delle “wanna be a blogstar” nostrane si traduce in “socializzo per avere link e sentirmi ‘sto ca…” e non su rapporti sociali propriamente detti, come ho avuto modo di verificare lo scorso weekend.
    Sinceramente immaginavo di trovare una persona dalle spiccate doti sociali, invece proprio no.. la prossima volta che incontro qualche “Blogstar”, prima di dire il mio nome userò qualche altra formula.. tipo:

    “Ti linko da un magazine Pr 5 di cui curo i contenuti, posso conoscerti? Mi dai udienza? Mi chiamo.. ”

    Forse in questo modo avrei ottenuto di più.

    Di rapporti lavorativi con bloggers di vario livello, non solo nazionali ne ho, e ti assicuro che è tutta un altra cosa, e tra l’altro, bloggers che vivono da paura solo col proprio blog..
    Come mai sono le persone più umili e tranquille del mondo, con cui chiacchierare in pace anche di inutili cavolate?

  • @giorgio mi spiace non averti dato retta…

    sarai capitato nei momenti in cui cercavo di dar retta a tutti, quelli che conoscevo, quelli che non conoscevo, quelli che volevo conoscere, quelli che volevano conoscere me, quelli che volevano parlare al barcamp, quelli che il barcamp era in ritardo e io protesto, quelli che serve un microfono, quelli che serve il proiettore, quelli che il microfono non funziona chiamo il tecnico, quelli che semplicemente cazzeggiavano con me, quelli che andiamoci a prendere un caffè, quelli che andiamo a seguire anche la conferenza che mi interessa…

    (io non son stata ferma un attimo, perchè Gigi Cogo mi ha chiesto una mano, non perchè mi sia voluta mettere al centro organizzativo della cosa).

    Non è questione di dare UDIENZA o meno. E ti chiedo scusa se l’hai presa così.

    Io non dò udienza a nessuno. Il solo immaginarmi come una che dà udienza mi comunica che il problema è nella percezione vostra del rapportarsi a Caterina o Catepol che dir si voglia.

    State facendo tutto voi…autorevolezza, numero di visite sul blog, simpatia, antipatia, tecnica, inutile, ecc. (dimenticate che la gente mi legge anche da feed, ma vabbè, i lettori da feed, che leggono, magari non commentano, ma seguono…cosa contano? nei vostri discorsi PERSONE; RELAZIONI e CONVERSAZIONI contano nulla, rimaniamo sugli aspetti TECNICI dell’essere blogger)

    strano che nessuno abbia parlato ancora di BlogBabel…strano eh…

    Io chiederei a chi mi legge perchè mi legge. A chi si relaziona con me perchè si relaziona. A chi conversa, perchè conversa con me piuttosto che con altri blogger migliori di me.

    Avranno i loro buoni motivi.

    Personalmente posso rispondere al massimo sul perchè scrivo quello che scrivo, quando mi va di scriverlo.

    Poi ognuno decide.
    Qui ne avete dette di tutti i colori su di me. Liberi di farlo.
    Libera io di rispondervi ogni tanto, no?

    E di offrirvi un caffè.

  • @Giorgio : Hai ragione quando dici “la nicchià è ben altra cosa.”

    si può essere di nicchia per scelta o per condanna, pur avendo ottimi contenuti.

    Irritante quando la nicchia, se la prende con la realtà pop (nel senso di popolare) per il solo fatto che esiste.

    ps: secondo me se a Catepol avessi promesso i link Pr 5 ti avrebbe trattato affabilmente 😉

  • @rick ricordati di mandarmi i dati per il bonifico 😛

  • Cate te lo dico alla romana: “N’cera nessuno.. eravamo 4 gatti, de Venerdi”..ovvero il primo giorno, in cui ho parlato al Facebook Developer Garage.. eravamo veramente pochi, in mezzo alla sala centrale..

    Ma pazienza! 🙂

    Inevitabilmente mi viene in mente la considerazione che se uno non ce la fa a gestire i propri rapporti è bene che non ne abbia..

    @Martino, come sopra, eravamo 4 gatti..

    Blogbabel? Naaaaaa.. e che è Blogbabel? La scusa per una sequela infinita di flames nel corporate blog, e basta.. chissel’è mai filato!

    Ci vediamo alla prossima Catepol! Ciao Rick, ci si commenta su feisbuc!

  • @marandola, c’erano oltre 150 persone alla Facebook Developer Garage lo dimostrano le immagini ed i badge ritirati…

    pochi o tanti non lo so di certo non erano 4 gatti…

    e la Facebook Developer Garage non si è tenuta nella sala centrale ma in quella di destra (rispetto l’entrata). a questo punto:

    1- non si chiamano sale ma “tese”

    2- se c’eri hai sbagliato tesa e ti sei passato il pomeriggio al bar (la tesa centrale appunto) …

    3- chiederò a guido nardo ed agli altri se si son sentiti in 4 gatti…

    4- ci si vede il prossimo anno. e se ti palesi ti offro un caffè…

    a la prochaine…

  • Caro Andrea Casadei, se avessi letto ciò che ho scritto, ti saresti accorto che ero uno dei relatori al Facebook Developer Garage, te lo potrà confermare anche Guido Nardo.

    1 – Ok, si chiamano tese.. grazie della correzione

    2 – Ero davanti al bar ore prima che il Fb Developer Garage iniziasse a chiacchierare con Michele Vianello e altri.. e non “mi sono passato” il pomeriggio al bar.

    3 – Non ci siamo sentiti 4 gatti, te lo assicuro..

    4 – Se presentare un progetto ad un evento ancora non basta a palesarmi la prossima volta magari organizzo uno strip tease o mi vesto da Pulcinella..

    tzè…

  • ah, guarda son partito col post proprio perchè ho letto quello che avevi scritto tu :

    “” Cate te lo dico alla romana: “N’cera nessuno.. eravamo 4 gatti, de Venerdi”..ovvero il primo giorno, in cui ho parlato al Facebook Developer Garage.. eravamo veramente pochi, in mezzo alla sala centrale.. “”

    “” @Martino, come sopra, eravamo 4 gatti.. “”

    ma che questo blog avesse dei seguaci permalosi lo avevo già capito, per cui va bene così…

    sul palesarti: mica pretenderai che con un caffè in mano io vada da tutti quelli che ci saranno al FDV il prossimo anno chiedendo ” scusa sei marandola?” così finisce che te lo bevi freddo…

    au revoir

  • andrea casadei, uno degli organizzatori del VeneziaCamp. (io al facebook garage non ho assistito, venerdi ero ai convegni)

  • Bhè errore mio di fondo.. non ho specificato che eravamo quattro gatti prima.. ho dato per scontato che Cate aveva ben chiaro il momento in cui ci siamo incontrati..

  • tutto ok, non preoccuparti… solo per chiarezza… al 2010 allora…
    🙂

  • OT lo sai che ti hanno clonato il post qui www. webmarketing – ecommerce .net/catepol-un-segno-dei-tempi/#utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=catepol-un-segno-dei-tempi ???

    CLONATO

  • Si Catepol, questo blog è “pluriclonato” da parecchi cialtronazzi, oramai non ci bado più… se permetti, però, rendo inattivo il link (perchè di mandargli visite da parte di chi ci clicca sopra, proprio non mi va… 😉 )

  • si si fai …era solo per avvisarti subito (appena visto il backlink)

  • Grande Taglia, ti stimo….
    Finalmente qualcuno che dice quello che pensa veramente, senza leccare il qulo a blogger pseudo famosi, in cerca di un pò di visibilità!

    Sinceramente il blog di Catepol lo conosco da parecchio tempo, anche se non ne sono mai stato un grade fan, non me ne voglia l’autrice ma i social network come Twitter e Friendfeed li uso esclusivamente per la ridistribuzione di post e notiziole al limite dello spamming di massa.

    Con quasi 900 followers (in realtà migliaia considerando altri account) su Twitter, posso reputarmi anche io un blogger famoso? O addirittura un guru? In cosa?…. non saprei lascio alla fantasia dei giornalisti:)

    Per imparare contenuti tecnici, scusa Catepol ma vado da chi se ne intende davvero 😉

    Non cerco certo amici nei socialnetwork, anche se farebbe piacere conoscere gente nuova con interessi comuni con cui condividere dubbi e idee.
    Sia su twitter che su friendfeed ho seguito (e credo di seguire tuttora) i suoi messaggi, anche se non li ho mai letti 🙂 nel sincero tentativo di sfruttare la sua visibilità (non ne faccio un mistero)
    Ma quando ho cercato di conoscerla meglio, ho capito che forse i nostri caratteri non erano compatibili… L’ho trovata aggressiva e poco cordiale, ed anche un pochino stronza, ma forse quel giorno aveva le sue cose 🙂

    Sinceramente le amicizie di Catepol mi sembrano un pò la cybercasta di cui si può avere un esempio cercando di diffondere un post su Oknotizie…
    Ma il web è bello perchè vario e sopratutto avariato.

    Quello che invece mi fà davvero rabbia, non certo Catepol (libera di fare e scrivere ciò che vuole) che non considero proprio, sono i giornalisti che ancora una volta si dimostrano ignoranti in materia internet.

    Concludo col fare i complimenti a Davide che ancora una volta dimostra un’altra tecnica (il flame) per ottenere successo e qualche consenso al proprio blog! Mitico

  • Clapclapclap. E adesso? Con la scusa del flame ti sei beccato un po’ di link di ingresso e qualche commento di tanto e di troppo sul post. Per cosa? Far comprendere quanto rosichi perché Catepol si e tu no? Se lo chiedevi a me ti rispondevo 2000 anni fa. Catepol è una persona semplice, disponibile, autoironica. Siamo amiche vere, e frequentarla non mi agevola in nulla, anzi. E’ giunto il momento della rivalsa. Fuori qualcuno si accorge di lei perché scrive cose intelligenti, in maniera leggibile, con uno splendido stile, fin troppo accessibile. Bene o male, purché se ne parli, hai ragione. Questa volta, però, chi ha strumentalizzato per proprio tornaconto sei tu, credo, e non Caterina. Che, di certo, non ha bisogno del tuo post per ottenere visibilità.

  • tagliaerbe, che dire?

    ti fai dare del “taglia” da un fratello improbabile di C1P8 che nella vana rincorsa di di DagoSpia flamma offendendo Catepol e incensando te nella speranza che tu non gli tolga il link per poter così fare nuovi accessi ed aumentare gli IP unici. per altro con me ci è pure riuscito dato che, non essendo nessuno nel mondo del gossip, non lo conoscevo ancora…

    ho come l’impressione che nemmeno abbia letto il tuo post ma sia risalito dal basso per il proprio tornaconto.

    renditi onore, rasalo via, e il prossimo anno, dato che avremo un kinder garten al veneziacamp 2010 ( tengo anche io 2 bimbi piccoli e so cosa vuol dire imbarcarsi per un weekend lontani da casa), vieni a trovarci… per vedere da vicino l’effetto che fa….

  • Ma perché attaccate tanto il Tagliaerbe? Ha solo fatto una considerazione sul blog di Catepol o, meglio, sul suo “personaggio” e sul fatto che, a ben vedere, in rete conta più la socialità che i contenuti. Ma ormai si sa, non è così solo in rete: uno può essere il più bravo ma se non sa promuoversi spesso non va da nessuna parte, o quasi.
    Quindi non vedo perché ve la stiate prendendo tanto.

  • @andrea.casadei
    immagino tu ti riferisca al sottoscritto… scusa ma questa non l’ho capita:
    “ti fai dare del “taglia” da un fratello improbabile di C1P8” ah già… il nick lol hahahaha bella questa :-/

    che dire poi di questo. “che nella vana rincorsa di di DagoSpia flamma offendendo Catepol e incensando te nella speranza che tu non gli tolga il link”
    a quale link ti riferisci a quello con nofollow alla mia pagina twitter lol? Grazie ti assicuro non mi serve… Giusto per la cronaca il taglia lo “conosco/leggo” già dal forumGt, prima che aprisse il blog….

    “per poter così fare nuovi accessi ed aumentare gli IP unici” ne faccio già a migliaia al giorno senza l’aiuto di nessuno 😉

    Ps. guarda che il link che hai inserito nella tua firma porta ad una pagina vuota… Forse è il caso di mettersi al lavoro 😉
    Enjoy!

  • in effetti la sigla giusta sarebbe R2D2…

    🙂

    e il link che ho inserito non porta ad una pagina vuota, ma bianca… e non è un caso…

    😛

  • @camu son stati così attenti e precisi su di me che figurati se non avevano visto anche l’apparizione TV? 🙂

  • @catepol, lo sai che io ti rispetterò sempre e sarò sempre un tuo fan, ma in questo caso non avevo saputo resistere 😉 sorry…

  • Spiazzo un po’ la discussione per inchinarmi al grande Taglia. Ti sono vicino.
    WHY?
    Anch’io ho moglie e tre figlie piccole.
    🙂 🙂 🙂

  • Catepol è andata in Tv a Rai uno al programma di Tv7, esattamente alle 00, 07, 32 della notte, praticamnete era sabato, non ricordo preciso, in quanto per un errore non ho messo la data, ma mi pare due settimane fa.

    Mentre una buona parte di blogger che ha partecipato a questo post al massimo è finito su Millionaire.

    Questo significa che forse qualcuno sbaglia qualcosa e Catepol no.

  • Il mio gatto invece è finito in lavatrice, sono orgoglioso di lui.

  • “Catepol è andata in Tv” –> “qualcuno sbaglia qualcosa e Catepol no.”

    A rischio di apparire snob, non condivido assolutamente l’assunto che “apparire in TV” voglia in qualche modo significare di “essere arrivati” o esser più bravi di altri. E questo è per me progressivamente più vero man mano che il livello qualitativo della tv si abbassa.

    Detto questo, qualche intervista in TV e ancor più in radio per il mio sito l’ho rilasciata anch’io (e non di notte…). Ma beninteso: mi ha confermato una volta di più che il livello dell’informazione e la qualità del dibattito che si riesce a creare su quel media è veramente basso.

  • Intendevo un’altra cosa:

    Siamo nel terzo millennio, i media dovrebbero interagire fra di loro, invece, nascono polemiche inutili.

    Poi qualcuno va in Tv ed ha una diversa visibilità e numerore visite in più, parlono di lui su un giornale ed ha altre visite.

    D’accordo il SEO è un’altra cosa, ma a volte bisogna avere l’umiltà di saper dare il merito anche a cose diverse.

    Gli americani docet.

  • Io ho conosciuto il blog di catepol per caso, in quanto, pur essendo presente nel web come te, Davide, anche per me era una perfetta sconosciuta.
    Ma perché la leggevo? Perché come te mi pareva di essere in difetto a nn conoscere questa famosissima blogger. Sentendone parlare tanto ho iniziato a seguirla, decidendo poi di distaccarmene completamente dopo diverso tempo. Ma se io ho iniziato a leggerla per il passapaparola e il sentito dire mi domando se sono l’unico….

    Ci sono molti elementi che danno successo al blog, come chiunque sa, la qualità non è quella fondamentale. Sono d’accordissimo con Tagliaerbe e anche con le critiche seguite alla ingerenza di catepol nei feed altrui.
    E’ il prezzo della popolarità, non si può controllare tutto ciò che si dice e si devono accettare le critiche, anche lei, che spesso le fa agli altri.

    E’ molto difficile essere blog star (definizione che dice tutto e niente) e restare coi piedi per terra.

    Il blog parla di socialnetwork, social media, ma, come hai evidenziato, non c’è tecnicità e si rileva anche la non conoscenza di altri aspetti importanti del web ugualmente non tecnici.

    Ma allora perché sui giornali? perché se ne parla, lei è la prima a farlo.

    Un altro aspetto è quel timore reverenziale che incute, di dominatrice dei social, tanto da scatenare le polemiche sorte. Quindi onore a Tagliaerbe che hai avuto coraggio, perché molti non l’hanno.

    Come sottolinea lei stessa, catepol e caterina policaro sono la stessa persona perché lei ha pubblicizzato bene anche il suo alias sui social e su internet e oggi chiunque nomina catepol sa chi sta nominando.

    Ma lo fanno altrettanto bene anche altri blogger, probabilmente non conosciuti come lei e non citati sui giornali, ma che non per questo sono immeritevoli di ricevere rispetto, come ha dimostrato la polemica sorta in questi stessi commenti.

    L’analisi di tagliaerbe ha la qualità della obiettività, una obiettività che in tutta onestà non ho trovato sul blog di catepol e questo blog, che io seguo con piacere, dimostra invece quanto sia importante, non tanto la popolarità del primo che passa, ma il rispetto e la stima che i lettori conferiscono al blogger.

    Io, come ho detto, non la leggo da tempo e non me ne pento. E non credo di mancarle.

  • Non ho capito. I post della categoria marchette sono post promozionali scritti dietro compenso? Se lo sono, e sottolineo SE, andrebbe scritta subito all’inizio e in evidenza la specifica “Post Promozionale”, sia chiaro. La categoria “marchette”da sola non basta

  • Purtroppo questa persona è l’esempio lampante che per essere famosi non serve avere capacità particolari ma è sufficiente che la gente parli di te.
    La mia opinione è comunque che si possa essere famosi anche essendo tecnici e preparati e tu, Tagliaerbe, e pochi altri ne siete l’esempio.

    Se una dichiarata “non tecnica” a maggior ragione ci può riuscire una persona preparata.
    In Italia la fama non comporta qualità e meglio essere sconosciuti ma avere buone relazioni, che essere popolari e fare i club privati

  • Ho capito quale sarebbe questa quaterna di blogger.
    Sono quelli che si scambiano link e retweet nei social e fuori, come cortesie.
    Da lettore ho trovato particolarmente inopportuni i commenti di catepol a molti che hanno condividiso il tuo articolo sui social.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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