L’importanza della Percezione

Periodicamente ricevo email dove mi dicono cose del tipo “chissà quante visite fai sul tuo blog” – e, di conseguenza – “chissà quanti soldi fai con i banner”. Mi capita di ricevere parecchie richieste di pareri e consulenze, di inviti a questo o a quell’evento, e ogni tanto anche attestati di stima.

Queste cose accadono per un preciso motivo, ovvero a causa della percezione che le persone hanno del sottoscritto e delle sue “emanazioni” su Internet.

Con la parola “percezione” intendo l’idea che gli altri si fanno di me, di ciò che sono e che quotidianamente faccio. Ritengo che la percezione sia un elemento fondamentale in una strategia di personal branding perché, un po’ come la reputazione, è ciò che gli altri pensano/credono che tu sia.

Conoscerai sicuramente il motto “la prima impressione è quella che conta”: pare infatti occorrano pochi secondi per farsi un’idea di chi si ha di fronte, e se questa prima impressione è negativa occorre poi un’enorme fatica per far virare l’immagine che l’interlocutore si è fatto in un’area positiva.

E online? Quando non si può guardare il viso, l’abbigliamento o le movenze di una persona, quando non si può udirne il suono della voce, la percezione si ottiene dal layout del suo sito, dal logo, dall’uso dei colori.

E anche da cosa scrive e da come lo fa, ovvero da come espone i suoi pensieri e da come interagisce con gli altri.

La “parte sito” (layout-logo-colori) equivale alla primissima impressione offline, nella vita reale: una grafica vecchia o già vista 1.000 volte (come certi template di certi blog), un logo brutto o peggio inesistente, dei font troppi piccoli o inadeguati (vedi Comic Sans) e una scelta dei colori sbagliata rispetto alla mission del sito (ricordati anche dei moltissimi daltonici!), possono creare una pessima idea nella mente del visitatore. Che se unita ad una lentezza di caricamento delle pagine, può significare l’etichetta di “sito da dimenticare”.

La “parte contenuti” è quella che viene immediatamente dopo. Se l’utente è stato conquistato da layout, logo e colori, e se anche sui social abbiamo cercato di mantere una immagine coerente a livello di look and feel (per esempio, la mia pagina su Facebook, quella su Twitter e quella su Google+ fanno uso delle stesse foto), non possiamo permetterci di tradirlo con contenuti mediocri.

Questa parte è la più difficile, perché se template, logo, immagine coordinata e quant’altro possono essere acquistati da un professionista e pagati una tantum, lo stesso non può essere fatto con i contenuti, che devono essere immessi in Rete regolarmente – i siti statici mai aggiornati sono roba anni ’90… – e devono sempre essere di altissima qualità (per piacere a utenti e motori di ricerca).

Da qualche anno a questa parte, poi, l’evoluzione di Internet ci spinge a “presidiare” non solo il nostro sito/blog, ma anche tutti i social di spicco (Facebook, Twitter e Google+ su tutti, ma magari anche YouTube e LinkedIn, per non parlare degli emergenti Instagram, Pinterest e Tumblr…), obbligandoci di fatto a produrre sempre più contenuti che possano piacere a chi ci segue. Aggiornamenti di stato, link, immagini e video: i “post testuali” sembrano non bastare più.

Lavorare per mantenere alta la percezione che gli altri hanno di noi è dunque un lavoraccio, che ci costringe ad un impegno continuo e incessante, che ci obbliga all’hustle. Ma è proprio il fatto di essere estremamente pesante e gravoso, che permette ai pochi che tengono duro di emergere 🙂

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6 Comments

  • Concordo su tutto tranne che sul fatto che online non si possono guardare il viso, l’abbigliamento, le movenze, ascoltare la voce e altro, io personalmente da quando ho riattivato il mio sito sto puntanto moltissimo sui video e quindi ho sfato questo mito.

    Direi che se stiamo parlando di personal branding, ormai è un “must” metterci la faccia, quindi non siate timidi e uscite allo scoperto, fatevi vedere!

    Interessante il discorso sui colori del sito.

  • Ciao @Taglia,

    Per prima cosa ti dico che il link a “uso dei colori” ha l’url sbagliata e non funziona..naturalmente la mia percezione su quello che dici e fai non sarà di certo minore per questo! 🙂

    La parte di “testo” dei nostri post ormai è insufficiente: la cosa che anche te hai detto ultimamamente per quanto riguarda anche il miglioramento del posizionamento nei motori di ricerca è che secondo me i video sono il futuro (lo sono già adesso di fatto, “creando” il secondo motore di ricerca più importante).

    Quindi, se dovessi fare una stima delle parti che dovrebbero comporre il post “ideale!, direi che video è al 20%, immagini 30% e contenuto al 50%.

    Voi che ne pensate!?

  • Ciao,
    come percepiamo l’altro è ovviamente importante ma suddividerei tra “percepire la persona” e “percepire il modo di fare business” di quella persona; sono 2 cose molto differenti.
    Per quanto riguarda tu Taglia, ad esempio, ho cominciato a seguire il tuo blog perchè scrivevi contenuti interessanti ed aggiornati: non per le immagini che usi nei post, tanto meno per i video e tanto meno ancora per la percezione della tua persona…
    Per quanto riguarda le percentuali proposte sopra, forse ad oggi io direi: contenuto 70%, immagine 20% e video 10%.
    Ciao!!

  • Sì, ma alla fine quante visite hai e quanti soldi fai? 🙂

    Ah ah ah scherzo.

    Ottimo articolo!
    Come sempre!

  • Bell’articolo… mi complimento ancora con te per il fatto che, pur essendo qualche anno che ti leggo quotidianamente, gli articoli sono sempre interessanti e mai annoianti, cosa non facile da far durare nel tempo medio/lungo.

    Buon proseguimento 🙂

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Max Valle
Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

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