Blog vs Social Network

Wired ci ha fatto sapere di recente che i blog son roba vecchia di almeno 4 anni: nel 2008 la parola d’ordine è Social Network.

Dopo aver letto l’articolo, ho iniziato ad abbozzare un post… ma poi l’ho lasciato a “sedimentare” per alcune settimane: ho preferito prima leggere qua e là un pò di pareri, confrontarmi con altri… e alla fine sono rimasto (più o meno) della mia idea.

Cosa dice Wired

Questa la traduzione (in estrema sintesi):

Il vecchio blog è morto.
Blogger storici, come Jason Calacanis o Robert Scoble, hanno mollato il loro blog, o ci dedicano sempre meno tempo.

Il blog è impersonale.
La Top 100 di Technorati è piena di giornali online (come The Huffington Post, Engadget, TreeHugger) o siti gestiti da professionisti, che sono in grado di sfornare anche 30 post al giorno. E tu, da solo, non puoi competere con loro.

Con un blog non puoi scalare i motori di ricerca.
Pochi anni fa, era semplice prendere parecchi link da altri amici blogger, e quindi posizionarsi bene in Google. Oggi non è più così: se fai un post sull’ultimo speech di Barack Obama, troverai prima di te Wikipedia, Fox News o altri siti molto forti in quella nicchia (come Politico.com). Le tue probabilità di figurare in alto alle SERP sono pari a zero.

I blog attirano i troll.
Il tuo blog attirerà le peggiori forme di vita della rete, ovvero i commentatori pronti solo ad insultarti.

Conclusione: sui social come YouTube, Flickr e Facebook puoi pubblicare immagini e video in modo semplicissimo, addirittura più semplicemente che scrivere un testo. Robert Scoble, ad esempio, si dedica ormai quasi solo a postare video e aggiornamenti via Twitter, utilizzando il suo blog solo per la pubblicazione di articoli molto lunghi.

Twitter, con i suoi messaggini di testo limitati a 140 caratteri, è oggi quello che nel 2004 erano i blog: vi ci troverai Scoble, Calacanis e tanti altri problogger dei bei tempi che furono. Perchè Twitter è molto più veloce della blogosfera, e non devi aspettare che le twittate siano indicizzate da Google.

La parola d’ordine è brevità. Oggi ci si aspetta che un blogger scriva in modo intelligente, perspicace e spiritoso, onde poter competere con colossi come Huffington e The New York Times. Utilizzare Twitter, col suo limite di 140 caratteri, ci mette invece tutti sullo stesso piano.

Cosa penso io

Il blog è vivo e vegeto.
La blogosfera cresce e si evolve, basta dare un’occhio a State of the Blogosphere / 2008. Per carità, non sto dicendo che tutti i nascituri siano il simbolo dell’eccellenza, ma su 900.000 post scritti mediamente nell’arco di 24 ore, qualcosa di buono ci sarà… o no?

Il blog è assolutamente personale.
Sarà impersonale la Top 100 (dove vengono chiamati blog cose che blog non sono…), ma la maggior parte dei blog esistenti sono personalissimi e gestiti di singoli individui, incluso il mio.

Con un blog puoi scalare Google, senza problemi.
Ovviamente non puoi pensare di avere un blog di scarsa qualità, che parla “di tutto un pò”, ed essere stabilmente ai primi posti delle SERP.
Ma se copri con costanza un argomento di nicchia, il successo è assicurato.

I blog attirano i troll, ma puoi sconfiggerli.
Innanzitutto, se utilizzi WordPress hai a disposizione (gratuitamente) Akismet, che filtra in automatico la maggior parte dei commenti spammosi. E se proprio sei uno che teme il “confronto” con certi personaggi, puoi moderare i commenti prima che questi vengano resi pubblici.

Conclusione: su tutte le piattaforme di blog puoi pubblicare immagini e filmati senza nessuna difficoltà, quindi non vedo perchè foto = flickr o video = YouTube, quando entrambe le forme di contenuto possono essere inserite in un blog.

Circa Twitter:

  1. Sul fatto che “corto sia meglio”, ho seri dubbi: puoi forse esprimere un concetto complesso, o scrivere un post tipo questo, in 140 caratteri? per non parlare del terrificante slang da SMS che ho visto utilizzare da alcuni per rimanere all’interno del numero massimo di battute…
  2. Overload da micro-informazione: a meno che tu non sia un ricco/mantenuto/nullafacente, non puoi avere il tempo di seguire migliaia di utenti twittanti che sparano decine di messaggini al giorno (la maggior parte dei quali, assolutamente insignificanti). E ovviamente lo stesso personaggio segue altre centinaia di contatti su Facebook, ognuno dei quali vomita il suo infinito flusso di inutilità…
  3. Twitter NON esclude il blog! perchè bisogna per forza vedere una cosa come sostituta dell’altra? Molti non utilizzano forse Twitter per linkare (e quindi portare utenti verso) il loro blog?

In estrema sintesi: blog e social network sono complementari, non è corretto vederli come rivali (o come fenomeni modaioli: “nel 2004 andava il blog, ora è il momento del social…”).
Personalmente preferisco l’informazione organizzata, quella che si trova nei siti/blog/forum/newsgroup relativi all’argomento al quale sono interessato, piuttosto che l’orrendo flusso informe di Twitter o Facebook, nel quale devo scavare fra le inutilità per trovare qualche rara perla.
Ma è solo un parere personalissimo, di un povero vecchio blogger… 😉

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23 Comments

  • E’ verissimo infatti che blog e social sono complementari e non rivali.
    Personalmente non mi piacciono molto i blog per via della loro grafica e della confusione al loro interno. E’ un opinione personale questa ma io la penso così.
    Nel senso che magari il TUO blog (tuo nel senso di tagliaerbe) è fantastico perché se vado nei post vecchi trovo tutto ed ogni cosa è bella, ma ci sono un sacco di blog pieni di porcate e un articolo su 20 è fatto bene, e ci sono mille categorie e mille tag, e non si capisce niente.
    Io sono più portato a gradire i siti all’antica.
    Riguardo Facebook (Social network) sono iscritto ma mi sembra un idiozia: ho 300 amici, di cui almeno 100 vivono nella mia città, mi scrivono su Facebook ma poi quando inviti qualcuno a bere un caffè “non hanno tempo” ma stanno 6 ore a chattare su facebook.
    Il giorno in cui una persona si stuferà di Facebook, come un domino si stuferanno tutti.

  • Convengo con te circa l’assoluta vivacita’ dei blog..Stiamo bene, grazie, Wired non lo sa, ma noi si’ !

    Su Twitter proprio non capisco tutto questo rumore. Io lo trovo veramente inutile. Il 99% dei messaggi e’ “Vado a lavoro.Ciao” “Proviamo twitter. Ciao a tutti””Mi sono appena svegliato, voi ?” Insomma il 99,9% e’ fuffa

    Non convengo su Facebook, che reputo il miglior social network in assoluto, non tanto perche’ ci ritrovi gli amici o presunti tali, ma xche’ ti permette di postare qualsiasi cosa in maniera elementare. Necessita, imho di Flock x essere goduto al meglio..

    Cmq il 95% della mia vita online la passo sui blog..alla faccia di Wired

  • E’ un dubbio che mie era sorto recentemente, a tal punto da rileggermi nuovamente Business Blog dello stesso Scoble.

    Concordo sul fatto che tutti questi strumenti possano convivere benissimo tra di loro. Anzi, la migliore strategia è proprio la loro interazione.

    Se dovessi isolarli, non farei mai a meno del blog, rinuncinando totalmente ai social. Ho profili dappertutto ma è davvero alta la percentuale delle persone che utilizzano i vari twitter e facebook tanto per cazzeggiare.

    Ad esempio non sopporto gli innummerevoli ed inutilissimi gruppi di FB nati tanto per perdere tempo.

    L’unico gruppo che ho creato, è stato quello relativo ad una mia guida (ebook) che distribuisco gratuitamente, con la quale mi confronto con i miei lettori.

    Alessandro

  • D’accordissimo!
    Ricorda un po’ la solita retorica che si esibisce ogni tanto quando si parla di un media destinato a ucciderne un altro: la televisione che uccide la radio, il web che uccide il libro e i giornali, e tutte le altre combinazioni.
    Ogni media trova il suo specifico nel tempo. L’unica cosa morta – ma non è un media – che mi viene in mente è la macchina da scrivere.
    Anche nel web le varie forme comunicative hanno un loro ‘specifico’: il comunicatore intelligente capisce qual’è questo specifico ed utilizza le diverse forme comunicative in maniera appropriata.

    Il lavoro di Google e dei motori rimane quello di rispondere efficacemente alle richieste dell’utente quindi dovrebbe anche riuscire a rispondere in base alle diverse forme comunicative del web: ad esempio gira voce che se digiti un nome e un cognome verrà privilegiato nelle SERP il profilo di quella persona in un social network.

    E’ vero ed è una risposta coerente ed efficace.

    naturalmente tutto IMHO

  • Caro Taglia, per l’ennesima volta mi trovo completamente d’accordo con te. Da tempo “sparo a zero” su Facebook e, soprattutto, Twitter.

  • Sono pienamente d’ accordo con te, i social servono a farsi conoscere e a dare una propria immagine alle persone che ci seguono ma non sono tutto.

    Io utilizzo i social per portare visite al mio blog oltre che per farmi conscere come “persona”, il fine è portare visitatori e avere contatti.

    Se vuoi essere trovato nei motori comunque credo non ci sia niente di meglio di un blog.

  • Sono molto d’accordo con l’analisi fatta.Aggiungo che personalmente utilizzo i social network quando ho voglia di cercare persone interessanti. Leggo i blog invece quando voglio informarmi su qualche argomento in particolare.
    Credo quindi che inoltre la funzione dei blog e dei social network sia fondamentalmente diversa.

  • Twitter ha molta flessibilità, ma non può assolutamente sostituire i blog, è come sostituire le chiamate con gli sms…

    Facebook sarebbe il futuro dei blog? lol

    Poi cosa significa che ci sono blog da 30 articoli al giorno che padroneggiano la rete? É stupido pensare ciò, ci sono centinaia e centinaia di notizie al giorno, i grandi siti saranno responsabili del 10% di ciò che arriva in rete…

  • ciao,
    non sono solito intervenire nelle discussioni, un po’ per il tempo che richiedono un po’ perchè mi scivola quasi tutto.
    Però intervengo solo per dirti/vi che mi pare che presi da senso di difesa per qualcosa in cui credete vi è sfuggito il senso del messaggio che io credo sia giusto ed è:
    Il blog è agonizzante come mezzo di comunicazione di massa preferenziale.
    E’ lo stesso fenomeno che è successo al sito versus il blog.
    E’ innegabile che il social ti permette di comunicare con molti (come il blog) ma in modo ancora più semplice, più veloce e più multimediale.
    Aggiungiamoci che la comunicazione è molto più multidirezionale rispetto al blog che è al massimo a 2 direzioni….e il dado è tratto.
    Ma non vuol dire la fine dei blog come i blog no sono stati la fine dei siti…..solamente che il fenomeno di massa blog è stato superato.

    Poi su social vs blog per la divulgazione del sapere siamo concordi, ma come mezzo di comunicazione e partecipazione….altro pianeta.

  • Sono d’accordo anche io con quanto scrivi nel post. Per quella che è la mia esperienza anche con un blog si riescono a scalare le SERP di Google, nonostante la concorrenza sia ampia e proveniente da più fronti.

  • riprendendo in parte quello che dice BERNO direi che in realtà il vero cambiamento che ha avuto il web è la sua SPECIALIZZAZIONE.
    Sempre più argomenti e sempre più funzionalità sono coperti da qualcuno e quindi ogni esigenza va soddisfatta con lo strumento che meglio la soddisfa.
    Come sempre:
    “Non è importante quanto è grande il tuo Blog,
    è importante invece come lo usi”
    ;-D

  • Il post mette in risalto una tendenza a mio parere molto interessante da analizzare. Non intendo ripetermi aggiungendo cose già dette anche negli ottimi commenti risultanti dal buon articolo.

    Vorrei solo sottolineare l’enorme BOOM che avrete anche voi notato dopo questo ri-lancio di Facebook e delle possibili conseguenze che ne comporta come del resto Twitter. Al di là delle conseguenze sociali-comportamentali che piattaforme del genere creano, questi Social Network a mio parere attrarranno coloro che puntavano a creare un blog in stile piccolo diario di cazzate.

    Quindi immagino tranquillamente che questi Social Network epureranno il sistema blog catturando questi utenti e credo anzi che questo stia già accadendo.

    Buon lavoro a tutti.

    Daniel – GenitronSviluppo.com

  • Secondo me la blogosfera fondamentalmente è un social network, quindi avere un blog significa partecipare ad un social network

  • Peccato che Wired si sia ridotto a pubblicare articoli simili…
    Curioso che non si siano neanche accorti che esistono blogger come DANNY CHOO (recentemente intervistato anche da CNN) che in beata solitudine è riuscito a costruire un sito da circa 100.000 utenti al giorno! http://www.dannychoo.com

    La parola d’ordine del futuro è “integrazione” e Danny è un esempio perfetto di integratore (utilizza tutti gli strumenti social e 2.0 compresa la community giapponese mixi che facebook del Sol Levante)

    speriamo solo che l’edizione italiana di Wired, in uscita a febbraio, eviterà di pubblicare articoli come questo che sono piu’ da Corriere della Sera che da rivista per “esperti” di nuove technologie e nuovi media…

  • La penso esattamente come te.
    Non vedo perché ogni due per tre si debba dare per morto qualcosa (o qualcuno 😐 ) giusto per sollevare il polverone sulla notizia.

    Il blog è molto più vivo di quando era vivo nei suoi primi tempi.
    Anzi i social network lo hanno “ripulito” da contaminazioni che non necessariamente gli spettavano (vedi il microposting o la pubblicazione di soli video)

  • Qualcuno tempo fa mi fece trovare tra le chiavi di un mio blog “Fradefra è un blog”, quindi il mio parere è scontato. Sono per i blog.

    Però va anche detto che Blog e Facebook (come altri social simili) sono due cose diverse, non devono necessariamente escludersi (salvo il tempo, tiranno), si usano per cose diverse e fatte in modo diverso.

    In fondo, il blog ha il limite d’essere poco democratico. Vero che i commenti sono aperti, ma solo sulle discussioni che apro io (già il forum è maggiormente democratico). Secondo me, il blog penalizza leggermente l’interattività, su quest’aspetto i social sono messi messi meglio.

  • Mi chiedo…dietro Facebook cosa c’è? una società, un gruppo…Reperire Info societarie è praticamnete impossibile.

  • @Elisa: Una società, con sede principale a Palo Alto in California, con un totale di piu di 700 dipendenti. Stipendio totale mensile di 10.000.000 dollari, quindi in media prendono 15mila dollari al mese ciascuno, poi ovvio che ai livelli alti prendono molto di piu ed ai livelli bassi di meno.
    Comunque da ciò emerge che spendono 120milioni per gli stipendi l’anno, che vanno a sommarsi a spese di elettricità, server etc infatti sono in perdita per ora 🙂

    Per altre info prova qua: http://www.crunchbase.com/company/facebook o http://www.techcrunch.com/2008/10/31/facebooks-growing-problem/

  • No, non è il parere personalissimo di un povero vecchio blogger ma una lucida analisi di una persona molto intelligente che sa guardare oltre.
    FB è senz’altro geniale nella concezione, ma non può sostituire il blog e deve risolvere (ovviamente ci penseranno i snw di seconda generazione) parecchi problemi… uno dei quali l’aggregazione numerica e non sostanziale. Avere in lista 8000 amici e “frequentarne” sistematicamente una dozzina sereve solo a rubare tempo a cose più serie. In quanto a Wired… la prima impressione, all’atto del primo impatto, è stata quella che si prova ad una conferenza nella quale sei relatore e, vedendo gli altri, pensi: “Mio Dio, questi mi sembrano tutti più in gamba e preparati di me”. Poi li conosci meglio… e tiri un respiro di sollievo.
    Mi fermo qui.
    Ancora complimenti per il post.

  • Sono tutti d’accordo con te! Li hai filtrati? (LOL)
    Ebbene sì, sono d’accordo anch’io.

  • Concordo con le tue osservazioni, i due elementi hanno forme (e scopi) differenti di comunicazione. Quanto alla gentaglia esiste a prescindere da che mezzo utilizzi, quindi intaccherà anche i servizi che devono ancora nascere.

  • Ciao caro “vecchio blogger”… :)) Hai ragione: oltre che incorretto è perfettamente inutile vedere blog e S.network come rivali…

    A parte il fatto che il termine social network è generico e comprende il concetto (in italiano) di socializzazione all’interno di un gruppo. Detta così, scopriamo che ogni singolo blog è realizzato all’interno di una virtual-community (in italiano, comunità virtuale), cioè un gruppo all’interno del quale si può socializzare, e dunque: un social network!!!

    La cosa bella è che le community ospitanti le piattaforme blog, sono mooolto più complete dei cd. s.network (cd. a sproposito), per il fatto di contenere la struttura del profilo utente (propria a tutte le community come facebook, flickr, etc) e la piattaforma blog (es. libero, style.it, blogger, wordpress, etc…) che permette di sviluppare la propria presenza in rete con la possibilità di comunicare pensieri e messaggi di gran lunga migliori rispetto al solo profilo. Inoltre, con i blog è necessario saper scrivere o almeno saper formulare dei contenuti a senso compiuto, dunque sono anche uno strumento selettivo delle “personalità” con le quali si vuole entrare in contatto. Non per ultimo, permettono il dialogo aperto…

    Vi siete mai chiesti perchè questi cd. s.network, vi diano così tante possibilità di inserire i loro widgets nei blog? Forse perchè i blog non contano…??? Direi proprio il contrario, non credete?

    Buona giornata “vecchio blogger”, anche ai tuoi ospiti…

    P.S.: se vuoi “ringiovanire” un po’, puoi sempre adottare il mio neologismo e diventare un “BJ” cioè un Blog Jockey! :))
    Sasha.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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