Blog & Traduzioni

In questo post vorrei rispondere a chi ultimamente mi ha chiesto lumi sulla nuova “linea editoriale” del TagliaBlog, ovvero sul perché sono aumentate di numero le traduzioni (a discapito degli altri post scritti “di mio pugno”).

La risposta, se dovessi riassumerla in 2 righe, è molto semplice:

Il focus di un blog è offrire valore ai suoi lettori, e il filtrare quotidianamente centinaia di fonti per poi tradurre la migliore di queste è offrire valore, almeno dal mio punto di vista.

Lo è perché purtroppo, per molti, il tempo è sempre più tiranno e le fonti d’informazione sono sempre più numerose, ed ecco perché la content curation (una volta detta newsmastering) sta diventando basilare per chi fa editoria online: c’è addirittura chi ritiene che questa sarà una professionalità chiave nel prossimo futuro.

In altre parole, anche nell’ambito del web marketing nostrano:

1. c’è un sacco di gente che non conosce l’inglese, o che lo comprende poco. Io stesso ammetto di fare un grande sforzo a filtrare/tradurre pezzi che spesso han dentro slang o sfumature difficili da interpretare, o più semplicemente hanno titoli poco intraganti ma corpo eccellente. Ne consegue che

2. c’è un sacco di gente che legge solo fonti italiane, che spesso arrivano molto in ritardo sulle notizie (e quello sarebbe il minore dei mali…) ma soprattutto copiano o aggregano altre fonti. Prendi un titolo qualunque di questo blog, incollalo in Google.it, e capirai cosa intendo dire.

Per meglio farti capire lo sforzo necessario per scegliere un buon articolo da tradurre, ti mostro il numero di pezzi in lingua inglese che leggo quotidianamente (beh, non proprio integralmente :-D) tramite il mio feed reader:

Articoli letti quotidianamente dal Tagliaerbe

Perché in lingua inglese? perché quello è il mercato di riferimento per il web marketing, l’advertising, i social media, il mobile e più in generale per tutto il mondo tecnologico. Purtroppo in Italia siamo costretti ad inseguire, e se certi pezzi che leggi sul TagliaBlog sembrano essere completamente fuori dal nostro contesto attuale in realtà sono molto preziosi, perché possono aiutarti a capire con largo anticipo cosa arriverà da noi fra qualche mese/anno, e quindi permetterti di orientare per tempo le tue strategie, tattiche e investimenti.

In ultima analisi, i lettori sembrano apprezzare. Like, retweet, commenti (e pure il neonato +1) sono molto numerosi anche (o forse soprattutto) su diversi articoli tradotti, il che mi fa pensare che la linea editoriale è comunque gradita, anche se non sempre c’è la farina del mio sacco.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

44 Comments

  • Però, per avere rispetto sulla tradizione italiana, non dovresti citare la fonte, perché se scrivi da chi hai preso spunto non sei nessuno 😀

  • Bravo Taglia,
    La penso esattamente come scrivi tu: il tempo e’ sempre meno e se arrivo alle due di notte a fare un minimo di aggiornamento professionale di certo non avrei il tempo di mettermi a selezionare le varie fonti sparse per il web.
    Passo dal questo blog sicuro di trovare una selezione del meglio che c’e’

  • (maledetto iPhone!) in giro per la rete e mi risparmio un mucchio di tempo.
    Mi dispiace per i guru che vengono qui ed hanno gia’ letto le fonti in lingua originale, ma per lameroni come me direi che la qualita’ e’ sempre di alto livello 😉

    I miei complimenti e ringraziamenti per i post che ci regali!

  • Per me gli articoli del Tagliablog sono interessanti anche quando tradotti. A volte ho già letto gli originali, ma qui ho la possibilità di confrontarmi con persone che vivono nella mi stessa realtà italiana.

    L’unica cosa è che in Italia abbiano una sorta di sudditanza dagli Stati Uniti.
    La fonte autorevole conta molto di più del contenuto, poi se è made in USA, è un oracolo.

    Mentre se un italiano dimostra con fatti da tutti verificabili qualcosa di nuovo, viene semplicemente ignorato.

    Dopo mesi la stessa cosa la dice un blog statunitense famoso, e tutti a citarlo come pecoroni.

    Il risultato è che chi qui scopre qualcosa, non ha alcun interesse a dirlo.

  • Ma si che va bene così!
    Un articolo tradotto ogni tanto serve sia a chi non ha tempo sia a chi non sa l’inglese.

    Buona giornata a tutti

  • Personalmente è uno dei motivi per cui, a distanza di anni, il Tagliablog è uno dei pochi blog che leggo SEMPRE tutti i giorni.
    Non si tratta di mera traduzione: il Taglia ci mette sempre “qualcosina del suo” ed è un valore aggiunto non trascurabile.

  • Concordo ma vorrei aggiungere anche un’altra cosa. Che si tratti di traduzioni di post in inglese o di articoli scritti direttamente da te, se la qualità rimane questa, non cambia nulla. Anzi come dici tu stesso può solo essere un servizio utile a chi non ha tempo o non conosce l’inglese.

  • Grande Taglia! W le traduzioni e la testa aperta!:)

  • Ben detto! Twitto, condivido e metto pure +1 sperando che il blackberry non sia come l’iphone :p

  • Perfettamente d’accordo quando dici che filtrare i contenuti sia un vero e proprio lavoro e che richiede un certo sforzo, ma cosi’ rischi che il tuo blog perda valore. Esistono molti concentratori di informazione (Mashable, Techcrunch per citarne qualcuno) ma il web premia chi crea contenuti originali…. il che richiede uno sforzo ancora maggiore rispetto alla content curation 🙂
    Ciò che mi piace del tuo blog (ed è per questo che lo seguo, nonostante spesso alcune notizie le avevo già lette in lingua originale) è il MODO in cui filtri e riassumi i contenuti, che è di grande qualità.

  • il problema è che se ti iscrivi ai feed rss dei blog dai quali prendi spunto…poi rileggerlo sul tuo blog non ha molto senso.
    Io non leggo gli articoli in lingua inglese ma utilizzo la traduzione di google e mi dispiace dirtelo ma è come leggere un tuo post!
    Io preferisco di gran lunga gli articoli scritti “di tuo pugno” “di mio pugno” “di suo pugno”…è quello il valore aggiunto che puoi offrire ai tuoi lettori..

  • E con il diritto di autore come ti comporti (visto che sono degli stralci lunghi, non un breve summary)
    ciao
    P.

  • Bravo Taglia, hai risposto con la solita concretezza, modestia e chiarezza che ti caratterizzano.

  • Ognuno dà al proprio blog l’impostazione che preferisce e che considera più coerente con la propria “missione” e la relazione con i propri lettori.
    Io sono convinta che una caratteristica positiva e irripetibile di un blog è la personalità del blogger: su un blog io mi aspetto di trovare idee forti, molta soggettività e anche molta parzialità. Penso anche che ridurre tutto alle traduzioni e/o al trasferimento di contenuti, per quanto fatti in modo intelligente, alla fin fine un po’ impoverisca. Soprattutto perché, in questo ambito specifico, io colgo una profonda distanza tra Stati Uniti d’America e Italia e noi abbiamo bisogno del punto di vista italiano 🙂 🙂

  • Davide apprezzo molto il tuo lavoro. Apprezzo anche le traduzioni, proprio perchè se volessi legger in inglese impiegherei molto più tempo e probabilmente mi sfuggirebbero interessanti dettagli.

    Il fatto che tu spieghi il motivo delle traduzioni poteva esser evitato dato che chi già ti segue e ti conosce ha la possibilità di giudicare questo blog in modo ben più ampio. Chi critica incancrenendosi su un paio di post probabilmente lo fa per piacere personale.

    Per quel che riguarda il resto…

    Condivido il pensiero di Mik (ed è tutto dire :D…) quando dice:
    “….Mentre se un italiano dimostra con fatti da tutti verificabili qualcosa di nuovo, viene semplicemente ignorato.

    Dopo mesi la stessa cosa la dice un blog statunitense famoso, e tutti a citarlo come pecoroni….”

    Quasta degli Stati Uniti per quel che mi riguarda è un mito. Gli americani sono molto bravi a scrivere ma gran parte delle volte non dicono un cazzo oppure ripetono sempre le stesse robe in maniera diversa 😀 Ma questo non riguarda di certo nè te (che quando scrivi di tuo pugno è sempre interessante) nè le traduzioni (che interpreto come una sorta di “dovere di cronaca”).

    Per il resto come sai non condivido la “gabbia della frequenza giornaliera di post”. Comprendo bene che serve uno sforzo immane per scrivere ogni santo giorno qualcosa di utile ed anche comprensibile che non tutti giorni può esser pubblicato un post da 10 e lode. Per questo sappi che se i post settimanali diventassero 2 (invece di 5) a me andrebbe bene lo stesso (e forse meglio?).

    Ciao
    Ale

  • Personalmente apprezzo molto le traduzioni di “bei” pezzi straneiri, proprio per la difficoltà di cui parlavi nel riuscire a capire tutto bene, ed in un tempo ragionevole, il significato di quel post.

    Trovo anche che siano una buona alternativa anche per te, per riposare le tue idee senza però cadere nel “non pubblicare niente” ma nemmeno nel “pubblicare giusto per tappare un buco”.

    Rinnovo sinceramente i miei complimenti per il blog: lo seguo da molto tempo ormai, praticamente quotidianamente e raramente ne rimango deluso, cosa che, parlando in tutta sincerità, non mi è mai capitato con nessun altro blog.

    Un in bocca al lupo per un buon proseguimento di blogging, te lo auguro proprio da lettore che vuole continuare a leggere cose interessanti 🙂

  • Interessante Alessandro, 😀 se gli americani non dicono un cazzo, perché mai tradurli? Anche se per “dovere di cronaca”? Non è meglio semplicemente linkare gli italiani o i greci che dicono un sacco di cose interessanti 😀 😀

    (sottolineo che è un battuta, eh, mica da prendere sul serio. Tra l’altro sappiamo che il Taglia è talmente bravo che, anche se gli americani non dicono un cazzo, la sua traduzione ha valore inestimabile… 😉 Anzi, dovremmo informare gli americani di tradurre la sua traduzione 😉 😉 )

  • Genarilzzando sbaglio, ma ho sbagliato in maniera consapevole 😀

    Comunque giusto, farebbero bene a tradurre loro qualcosa da noi ogni tanto oppure noi a tradurre in inglese qualcosa di nostro (che forse è anche meglio).

    Ciao Ilaria 😉
    Ale

  • Ma prima di fare una traduzione chiedi un consenso esplicito al blog/sito da cui proviene l’articolo?
    O magari traduci articoli solo da fonti in cui vi sia una esplicita linea guida in questo senso?
    Perchè ci possono essere molti siti/blog che – anche giustamente, è una scelta e deve essere rispettata – non permettono questo nemmeno con link.

  • Ciao, credo che nessuno debba sminuire un lavoro di traduzione, che è tutt’altro che facile.

    L’unica cosa che forse mi sento di criticare e che alle volte vedo dei post tradotti che vanno bene per l’america ma non tanto per noi.
    Il fatto che qui siamo tutti smanettoni ci fa pensare che in un certo senso la differenza non sia poi molta, alla fine abbiamo tutti un adsl, cinquettiamo che è un piacere, siamo su facebook, premiamo il +1, condividiamo etc.

    Ma la realtà della gente comune in Italia, ovvero qualla che non ha a che fare con webmarketing etc, è molto diversa.

    Twitter non sanno nemmeno cos’è, foursquare non lo sapranno mai, il + 1 lo capiranno fra 20 anni, si collegano con la chiavetta, pagano in contrassegno o con la ricarica postepay. Ovviamente è un discorso generale… ma è da tenere in conto.

  • Sono anche io interessato a sapere technicamente come ti comporti con le traduzioni..informi il sito del fatto, é sufficiente indicare la fonte originale? una traduzione é una copia? personalmente non trovo dato che a volte ci si impiega di piú a tradurre che a scrivere un pezzo. Inoltre trovo che ogni traduzione produca anche inconsapelvolmente un´altro pezzo..in quanto le sfumature di una lingua non si riflettono in un´altra…

  • Raggruppo le risposte 🙂

    – discorso “diritti d’autore” (e cose simili): generalmente chiedo, e non mi è mai capitato che qualcuno negasse la possibilità di tradurre, né mi è capitato che qualcuno se la prendesse se viene tradotto (e magari, per mia dimenticanza, non viene avvisato). Ovviamente ritengo sia importante mettere SEMPRE un link all’articolo originale, come vogliono le buone norme del web…

    – qualità della traduzione: non sono un copywriter o un traduttore professionista, ma non credo proprio che i miei pezzi siano identici a quelli che genera Google Translate (o altri traduttori automatici). Se così fosse 1) sarei penalizzato da Google (che ha già accennato al fatto di NON gradire le traduzioni automatiche: https://blog.tagliaerbe.com/2010/09/penalizzazione-google-traduzioni.html ) e 2) la tecnologia di Google sarebbe ad un punto tale da rendere superflui un sacco di posti di lavoro 🙂 Probabilmente ci arriverano, ma ci vorranno ancora un po’ di anni…

    – qualità/taglio dei contenuti: sulla qualità mi sono già espresso nel post: cerco di filtrare i contenuti più rilevanti per il mio pubblico. Da ciò ne consegue il taglio: è vero, in Italia la massa non conosce Twitter, Foursquare, +1… ma su questo blog non c’è la pretesa di parlare ad un pubblico di massa, bensì di nicchia. Ad esempio, credo che la stragrande maggioranza dei lettori conosca molto bene l'”avanguardia” dei servizi social, e lo dimostra il numero di click che ricevono i bottoncini sociali in coda ai post (numero che è enorme rispetto a siti molto più noti e trafficati di questo).

  • Visto che la II risposta di Tagliaerbe si riferisce al mio intervento…tengo a precisare che se ho detto ciò è perché ho controllato direttamente…di solito non faccio affermazioni “campate in aria”
    Se leggo l’articolo Perché NON assumere un Social Media Expert https://blog.tagliaerbe.com/2011/06/no-social-media-expert.html e lo confronto con la traduzione di Why I Will Never, Ever Hire A Social Media Expert tradotto da Google leggo
    Blog Tagliaerbe :”Stavo per chiamare questo articolo “Tutti i Social Media Expert devono morire bruciati”, ma poi ho pensato ad una cosa più simpatica…Essere un Social Media Expert è come essere un esperto nel prendere il pane dal frigorifero. Potresti essere il miglior prendi-pane-dal-frigorifero al mondo, ma la sai una cosa? L’obiettivo è quello di fare un panino fantastico, e non puoi farlo se tutto quello che hai sempre fatto nella vita è prendere il pane dal frigo”

    businessinsider: “Stavo per chiamare presente articolo “All ‘Social Media esperti’ devno andare a morire in un incendio,” ma ho pensato che avrei dovuto essere più bello di quello…Essendo un esperto di social media è come essere un esperto a prendere il pane dal frigorifero. Potresti essere il miglior pane-taker-esterno al mondo, ma sai una cosa? L’obiettivo è quello di fare un panino sorprendente, e non è possibile farlo se tutto quello che hai fatto nella tua vita è stato prendere il pane dal frigorifero”

    Certo la traduzione di Google a volte commette degli errori…ma non mi dire che molti pezzi non sono identici…
    Io ho imparato che dalle critiche si cresce non ci si difende…

  • @imma: si vede che la qualità di Google Translate è cresciuta nel corso del tempo, e mi fa piacere 🙂

    Probabilmente certe frasi sono facili anche per un traduttore automatico (e d’altra parte non tutte le frasi si prestano a 1.000 interpretazioni), ma ti posso assicurare che su certi passaggi mi capita di perderci la testa (e molti minuti…).

    Accetto tutte le critiche (ci mancherebbe, altrimenti avrei chiuso i commenti da un pezzo), ma almeno concedimi il diritto di replica… 🙂

  • Hai ragione…ti concedo il diritto di replica 🙂
    e comunque…discussione sulla traduzione a parte…approfitto per dirti che questo è un gran bel blog…

  • effettivamente filtrare tutte le notizie e selezionarne alcune è un lavoro come lo è la traduzione e ovviamente a me lettore se qualcuno fa questa cosa per me risparmio tempo e ne sono felice. Tuttavia se l’articolo si ferma unicamente alla sola traduzione sempre imho l’articolo più povero rispetto a uno scritto di proprio pugno! 🙂
    ciao

  • @ Ale, grazie per la tua simpatia, 🙂 ti ho provocato apposta.

    Al di là delle battute, non mi va di fare un “noi e loro”, e appunto, non ritengo obiettivo generalizzare: la mia impressione forte è che, per quel che riguarda internet, in America siano davvero qualche anno avanti rispetto a noi o, per dirla meglio, hanno compiuto passi e accumulato “esperienze” che, secondo me, noi non abbiamo compiuto e accumulato. Per questo ritengo illuminante leggere quel che dicono gli americani. Tutto qui.

  • Ilaria se parli di simpatia finisce che qualcuno ti crede ahahah 😀

    Il mio punto di vista sugli americani è ben differente e, per quel che riguarda il settore che seguo oggi più da vicino, ciò che leggo è spesso ripetitivo e carente per non parlare di quei contenuti che rasentano il gossip o dei post finalizzati a demonizzare e/o proteggere un “orticello” piuttosto che un altro… quelli sono proprio deprimenti :D. Questa di cui parlo però è una goccia nel mare dei contenuti utili che Davide (ripeto) fa benissimo a tradurre! 😉

  • Ma sì, dài, credici! 😀

    Prendo atto di quel che dici e lo tengo in grandissima considerazione: dopotutto tu sei un esperto del campo, io di certo no.

  • Si sono ribaltate le parti, @Ilaria e @Alessandro non perfettamente allineati, e quest’ultimo d’accordo con me.

    Mi tocca rimediare prima che venga a piovere 😀

    Il mio discorso, non è tanto sono più avanti o indietro, in Italia non si impegnano, almeno nel mio settore (SEO).

    Si trovano traduttori e citatori di post americani pure di dubbia qualità, e blogger che leggono le parole di Matt Cutts come fossero i fondi del caffè.

    Fa eccezione una sparuta minoranza che pubblica articoli di valore.

    Ma sono perle date ai porci, nessun commento, nessuna citazione, nessuna visibilità.

    E chi glielo fa fare?

    E infatti fanno un articolo ogni chissà quanto, troppo di rado per entrare nel mio feed.

    Quindi io dico che sui blog italiani la qualità latita soprattutto perché qui non conviene, anche per via del ristretto mercato, non perché mancano le professionalità.

    Il Taglierbe è una eccezione all’eccezione, anche se modestamente dice di non occuparsi di SEO, fa i migliori articoli italiani sulla SEO.

  • Infatti io mi riferivo essenzialmente al mercato, che determina poi tutto il resto, prima di esserne determinato.

    Qui da me pioviggina da almeno un’ora.

    Clima monsonico.

  • Ciao Taglia… mi raccomando pero’… è vero che tu parli ad un pubblico di nicchia… ma quel pubblico di nicchia andrà poi a parlare con il pubblico vero, con la gente.

    E’ importante quindi non dare una rappresentazione “americanizzata” della realtà perchè di fondo se io leggo che twitter è usatissimo (perchè tradotto da un articolo americano) mi potrebbe venire in mente di investire in twitter o in foursquare… non cavandocene fuori un ragno dal buco perchè al momento in italia non li conosce NESSUNO (ripeto, NESSUNO).

    Vedi Davide, come sai io sono un tuo sostenitore, ma una cosa che mi piacerebbe e che si parlasse d un marketing rivolto alla VERA gente, non come se tutti i clienti fossero SEO o esperti di Social etc. Perchè il vero obiettivo è riuscire a vendere qualcosa a LORO. 🙂

    Ciao e complimenti per il sempre ottimo lavoro!

  • Anche io ogni tanto pubblico delle semi-traduzioni (nel senso che la traduzione non è mai volutamente fedele al 100%). Diciamo che più che una traduzione, traggo ispirazione, inserendo miei aneddoti o punti di vista. Comunque, per rispetto dell’autore originale e delle buone maniere della blogosfera, cito sempre la fonte da cui mi ispiro.

    Come linea editoriale, pubblicando in media 5 post a settimana, cerco di non tradurre (ispirarmi :-)) più di 2 volte a settimana.

  • Ringrazio il Taglia per l’ottimo lavoro di traduzione, io non sono un SEO e non andrei alla ricerca di notizie in inglese. Seguo questo sito e mi tengo aggiornato 😉

  • Chi lavora nel web marketing e non sa l’inglese, mi sa che non fa web marketing proprio sul serio.
    Non mi immagino il mio lavoro senza leggere quintali di articoli in inglese, proprio come tu hai mostrato.
    Chiaramente qualcuno in italiano non guasta mai, specialmente se è sul Taglia Blog 🙂

  • Bravo taglia continua cosi e non dar retta alle critiche tutta invidia
    ciao

  • non capisco chi si mette a criticare il “taglio” editoriale di un blog ad altissimo valore aggiunto come questo. Gratuito e, soprattutto, realizzato da una persona che, come ama ripetere sempre, nella vita vende banner…
    continua così, chi ti apprezza continuerà a farlo anche se deciderai di diradare i post o se, viceversa, tradurrai post interessanti che molti di noi non riescono a leggere altrimenti

  • Uh, quanti spunti interessanti. Voglio dire anch’io la mia.

    – Ottimo il lavoro di filtro dei contenuti. Leggo spesso articoli in inglese, ma non sono un macinasassi come il Taglia, quindi ben vengano questi articoli 🙂

    – In Italia se dici qualcosa di originale non sei nessuno, poi, non appena la stessa cosa la dicono negli USA, tutti a seguire come pecore. VERISSIMO

    – Vero anche però, che in Italia il copia e incolla impazza in modo forsennato e di articoli di qualità ce ne sono davvero pochini.

    – Gli USA sono un mito… beh, intanto un blog scritto in inglese non vuol dire che sia americano. Potrebbe essere inglese, tedesco, olandese, vietnamita. Già, perché il problema dell’inglese è tutto italiano. Negli altri paesi non hanno troppi problemi a scrivere in inglese. Quindi in definitiva, la mole di contenuti scritti in inglese è ABNORME se proporzionata a quella in lingua italiana. Poi, a dire la verità, TUTTO quello che si dice in Italia è qualcosa che è stato detto in lingua inglese almeno 2 o 3 anni prima. Difficilmente accade il contrario.

    Infine… il traduttore Google… LASCIATELO PERDERE. Personalmente faccio molta ma molta meno fatica a leggere l’articolo originale piuttosto che quell’accrocco di “traduzione” di Google.

    Personalmente agisco un po’ come Alessandro Cosimetti: leggo più fonti, elaboro e scrivo qualcosa che sintetizza le fonti aggiungendo il mio punto di vista o esperienza personale. La traduzione del singolo articolo tout court non l’ho mai fatta (ma come ho detto, quello del Taglia è un servizio utilissimo).

    #Mik:

    “blogger che leggono le parole di Matt Cutts come fossero i fondi del caffè”

    GRANDE MIK! 😉

    @Andrea Vit:

    “Chi lavora nel web marketing e non sa l’inglese, mi sa che non fa web marketing proprio sul serio” –> CONDIVIDO

    @Alessandro Sportelli:

    nei blog e nei forum americani, ci sono contenuti di qualità che in Italia ci sogniamo. Inoltre, se vogliamo parlare nello specifico di web marketing, loro sono molto più pragmatici di noi. Da noi c’è molta ma molta aria fritta. So che molti non condivideranno… :))

  • Ciao a tutti,

    è il mio primo post sul mitico tagliablog che cerco di leggere regolarmente tutti i giorni.

    Personalmente trovo interessanti anche le traduzioni ma di fatto non sono mai gli articoli che mi rimangono impressi nella mente.

    Forse il motivo è dovuto al fatto che non li considero vicini alla mia realtà o comunque applicabili concretamente (gli americani sono troppo avanti o semplicemente diversi da noi italiani?).

    Le cose che mi piacciono di più sono le esperienze personali raccontate da Davide e dai suoi collaboratori nei guest post.

    Sapete qual è l’articolo che non dimenticherò mai e che qualche volta mi capita anche di raccontare in giro? Quello del mitico yahoo.it con la torre di pisa, la vicenda non si è conclusa male ma da quando ho letto quell’articolo non posso fare a meno di pensare che Davide abbia avuto un’idea geniale considerata l’epoca.

    Ciao

  • Certamente la traduzione puo’ aiutare alla comprensione di un testo ma una buna traduzione, non quella di un traduttore automatico.

  • condivido pienamente la visione di elisabetta, anche perché pagine tradotte in malo modo sono controproducenti anche per la stessa visibilità del blog.

  • Mi chiedo perché cancelli il link assegnato ai miei post? Non è un po discriminazione?

  • @elisa: perché cerchi “blog traduzioni” in Google, e poi vieni in questo post a cercare di autopromuovere la tua attività 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy