Come aprire un blog in una nicchia… che NON conosci

Sono sempre stato dell’idea che puoi scrivere solo di cose che conosci alla perfezione, di argomenti che ti appassionano, di temi che non ti fanno dormire la notte.

Ma qualche ora fa ho letto un post intitolato Creating a Blog In a Niche You Know Nothing About, che invece esalta il fatto di scrivere proprio in un nicchia della quale non si conosce nulla. Vediamo insieme questo interessante punto di vista:

“Ho avuto un blog nell’affollato ambito della finanza personale. Francamente, conosco parecchio la pianificazione finanziaria (ho un master in questa materia) e ho pensato che mi sarebbe piaciuto scrivere su questo tema. Mi sbagliavo. Se chiedete ad un esperto del settore, vi dirà che sulla finanza personale è già stato scritto tutto. Per emergere da centinaia di blog esistenti su questo tema pensavo fosse necessario metterci del proprio, parlare delle proprie esperienze personali. Beh, non è che ci sia molto da inventare, e mia moglie ed io non abbiamo una “vita finanziaria” così affascinante da raccontare.

Così ho portato avanti il blog molto lentamente. Dopo aver seguito il blog per circa 2 anni, ho deciso che non mi stavo divertendo più. Per un po’ mi sono divertito a scrivere, ma alla fine mi sono proprio esaurito scrivendo di finanza personale. Sapevo che era giunto il tempo di cambiare, ma non sapevo in cosa. In realtà non ho nessun hobby, e tutto quello che c’è in giro sembra essere già saturo.

Blogga su qualcosa che non conosci

Mentre mi stavo godendo una bella passeggiata a Washington DC con mia moglie, qualcosa attirò la mia attenzione. Nessuno degli edifici era alto. Mi domandavo il motivo, e immaginavo che molte altre persone possono aver pensato la stessa cosa. Ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che c’è una legge che non permette di costruire edifici alti in quella città. Davvero strano.

Dopo aver scoperto questa cosa, un sacco di altre domande simili hanno iniziato a ronzarmi in testa. Una serie infinita di post per un blog! Le ho scritte su un pezzo di carta con il titolo “Cose da Imparare”. Sapevo che c’era il bisogno di creare un blog sull’argomento. Stavo per iniziare a scrivere su cose che avevo imparato e su altre che non conoscevo.

Perché bloggare in una nicchia della quale non sai nulla?
Per poter disporre di una quantità praticamente infinita di post

Molti blogger hanno iniziato a scrivere su cose che volevano conoscere meglio. Ad esempio, J.D. di “Get Rich Slowly” ha lanciato il suo sito quando aveva 35.000 dollari di debiti. Ovviamente la finanza personale non era il suo punto di forza in quel momento, ma ha iniziato a bloggare per saperne di più su quel tema, e ora è uno dei blog più popolari in quella nicchia. Heck, e anche Darren, hanno lanciato i loro blog perché volevano imparare come fare soldi sul web.

Personalmente, ho pensato al mio nuovo blog per settimane. Fino ad oggi ho scritto un elenco di circa 100 “Cose da Imparare” nelle mie bozze di WordPress. E le idee continuano ad emergere. Mentre leggo un libro o mentre sto parlando con qualcuno, i pensieri fluiscono. Anche tu puoi farlo, in qualsiasi nicchia. In special modo se stai costantemente cercando di imparare di più.

Non stanca mai

La maggior parte dei nuovi blogger chiudono il blog dopo pochi mesi perché non si sentono “ascoltati”. Anche a me è successo. Ma poi mi ci sono messo sotto e col mio blog ho iniziato a farci un po’ di dollari.

Che tu ci creda o no, non mi interessa se il mio nuovo sito ha dei lettori. Intendo dire che c’è una piccola parte di me che ama l’interazione, ma più che altro lo faccio per me. Voglio continuare a imparare, e voglio scrivere su cose che mi interessano e mi danno piacere. Il posto dove voglio interagire può essere un altro sito, come pure il mio sito. Mi tengo alcuni dei miei migliori post per altri blog, e interagisco con i lettori anche in quel modo.

Penso che se apri un blog in una nicchia che non conosci per nulla, ti sarà difficile non trovare sempre nuovi temi da trattare. E’ vero, magari dopo un po’ ti stancherai. Scommetto che molti dei blogger che vedi in giro da parecchio tempo ti potranno dire che hanno iniziato a stancarsi. Immagino che l’idea di smettere ha attraversato le loro menti. Anche se hanno iniziato senza sapere nulla di quella nicchia, ora ci lavorano da tempo. Molti di questi sono diventati dei “problogger”, e guadagnano bene. Quanti piccoli blogger si sono invece esauriti scrivendo su cose che conoscevano bene?”

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24 Comments

  • Ottimo spunti di riflessione. Io la penso proprio come te; ho aperto il mio blog tempo fa un po’ per scherzo, e scrivevo di quello che imparavo. Ad oggi continuo ancora con questa filosofia e mi trovo davvero bene! =P

  • Due anni e mezzo fa ho pensato che mi sarebbe piaciuto avere un blog. Il fatto è che non sapevo nulla di informatica pur avendo fatto studi scientifici. Ho creato il primo blog con la piattaforma Blogger e ho cominciato a scrivere articoli più per me stesso che per gli altri, tanto per ricordarmi quello che stavo imparando. L’approccio alla materia assolutamente da neofita ha fatto sì che il blog fosse seguito da altri che si trovavano più o meno nella mia situazione.
    Se guardo i primi post che ho scritto mi viene da ridere a vedere come sono orribili, eppure adesso il mio blog è uno dei punti di riferimento per chi ha un blog su Blogger. All’inizio neppure sapevo che cosa era l’HTML!
    Da poco ho creato anche un blog con WordPress con le stesse caratteristiche. Scrivo articoli che servono a me per imparare e che probabilmente saranno letti da chi si trova in una fase di apprendimento simile alla mia. Non credo che tra due anni diventerò esperto anche di WordPress però mi sarò divertito, avrò imparato molte cose e magari passerò a un altro argomento 🙂

  • Una delle cose più belle è crescere con i propri lettori.

    Chiunque ha qualcosa da dare. Se sei un blogger da 5 su una scala 10 non vuol dire non aver nulla da dire. Esistono tante persone che valgono 1,2,3 o 4 che da te hanno molto da imparare…

    l’importante è crescere e non rimanere al livello dal quale si è partiti!

  • Interessante. Scrivere per imparare.

    Se vuoi è una rivoluzione copernicana nell’evoluzione dell’uso della parola. Un rovesciamento della funzione ricoperta nei secoli dalla scrittura, in particolare.

    Mi piace.

  • “Chi sa fa, chi non sa insegna” dice il detto.

    Il web è meritocratico, ma anche mediocratico, c’è spazio pure per gli ignoranti mediocri.

  • Oggi è davvero difficile, per chi è “sveglio”, non avere nulla da scrivere sul proprio blog. Che sia una sua passione, hobby o un argomento sconosciuto.

    Comunque il vero spunto di questo post sta nel fatto che non ci sono vere e proprie limitazioni quando si apre un blog, anche se non conosci l’argomento.

    Ma sarà proprio vero?

  • Interessantissimo punto di vista e spunto di riflessione!

    Mi piacciono quste storie di gente che, per caso, per una folata di vento, trova un’idea carina e la realizza, tutti i giorni, con passione.

  • Mi permetto di dire una cosa che forse sarà contro corrente, ma lo faccio in puro spirito costruttivo e senza alcuna voglia di fare polemica: penso che tutti quelli che hanno un blog, questo blogger compreso, non lo facciano quasi esclusivamente per se stessi ma lo facciano quasi esclusivamente per l’interazione, ovvero l’esatto opposto di quanto scritto sopra.
    Se facciamo un blog con “le cose da imparare” non lo facciamo certo perchè le cose rimangano da imparare, ma perchè qualcuno che le sa le insegni e perchè qualcun’altro impari. Questa è interazione.
    Sono fermamente convinto che se uno scrivesse davvero per se non lo si verrebbe mai a sapere perchè userebbe un foglio di Word, e non un sito Internet.
    Detto questo, quoto il discorso del cercare in quello che non si sa, lo spunto per scrivere…. ed è per questo che io scrivo molto, perchè non so un c***o 🙂

  • Dipende da quali sono le finalità che portano all’apertura di un blog. Nel caso si voglia lucrare, conviene ragionare sulla nicchia che si vuole colonizzare, gli eventuali competitor e la redditività degli AdSense. In seguito conviene trovare un buon copywriter per scrivere articoli interessanti e approfonditi.

    Mentre nel caso “hobbistico”, conviene scegliere un ambito che sia relativo ad una propria passione, perchè in questo modo, se non avrete risposte in termini di pubblico, continuerete lo stesso a lavorarci su.

    Vi porto una case history interessante, un mia caro amico voleva investire un po del suo tempo in un blog, dopo una chiacchierata insieme, gli consigliai di scegliere un settore che lo appassionava davvero.

    Lui scelse una nicchia dell’hardccore. Risultati: nell’arco di 8 mesi, con i miei consigli lato web marketing e la sua passione, è divenuto il primo sito nel settore, arrivando a guadagnare 5500 euro al mese in pubblicità.

    “La passione, unita a capacità e fortuna, possono diventare piuttosto profittevoli.”

  • Per prima cosa mi viene in mente una piccola malignità: in Italia i grandi periodici, i giornali, i magazine – online e offline – sono fatti di articoli di giornalisti che non sono per niente esperti “certificati” di cio’ di cui parlano.

    Spesso hanno solo scritto tanti articoli su quell’argomento e alla fine sono solo piu’ bravi di altri a usare il gergo o a trovare fonti di “prima mano”.

    E infatti l’informazione tradizionale italiana è davvero molto scadente, basta verificare le notizie relative ad argomenti di cui si è davvero competenti: molto spesso sono un’accozzaglia di sciocchezze e inesatezze.

    Cio’ detto, quanto scritto dal nostro amico mi sembra molto sensato: si sa, anche nelle aziende lungimiranti, che l’outsider porta punti di vista e posizioni nuovi e produce per questo innovazione ed è fonte di creatività.

    Non solo: “crescere” con i lettori della propria nicchia aiuta uno scambio aperto e una concreta immedesimazione con quelli che sono i reali problemi delle persone che leggono.

    E poi mi è piaciuto lo stile di questo signore, le motivazioni che adduce e la convinzione che trasmette.

    Evviva internet, i blog e i blogger!

    Lunga vita a questo futuro emozionante.

  • Questa cosa è verissima molti articoli che ho scritto tempo fa erano molto spesso frutto di esperimenti fatti su cose che non sapevo come se fossero degli appunti riordinati sul blog… l’unica cosa che per scrivere di qualcosa che non si conosce ci vuole un bel po’ più di TEMPO! 😀
    ciao

  • Scrivere può essere anche terapeutico, nel senso che uno esprime ciò che ha dentro.
    Però, se poi punta alla visibilità ed eventualmente a monetizzare, occorre tenere ben presente anche altri aspetti.
    Altrimenti, le delusioni si accumulano e non diventa più così terapeutico!

  • Un bellissimo articolo che ho deciso di citare su Monetizzando, perchè pur non sapendolo anch’io sono partito così, e tu Davide, ne dovresti saper qualcosa.

    Ricordi i tempi in cui chiacchieravamo e ti facevo (a te ed a molti altri) decine e decine di domande? La curiosità mi ha portato a crescere giorno dopo giorno e ad imparare sempre cose nuove… 😉

  • Innanzitutto… grazie Davide!
    Gli articoli di ProBlogger non li leggo mai per intero, perché l’inglese non lo leggo così bene da affrontare interi blocchi di testo senza grassetto. 😀

    La situazione illustrata nel post è molto simile alla mia, nel senso che io ho aperto il mio blog soprattutto per spingere me stesso a mantenermi informato sul web design, ed eventualmente sui lati tecnici di internet.

    Questo perché iscrivendomi all’università rischiavo di mollare quella che era stata la mia passione scoperta 3 anni prima.

    Trovo che scrivere un blog di una nicchia che non conosci sia utile proprio quando si vuole imparare qualcosa e si cerca una spinta.

    Ottimo post! 😉

  • Amo i miei blog e i miei lettori pur pochi o tanti che siano in base alla nicchia di cui parlo.
    La storia è molto interessante, però penso che scrivere argomenti di cui si sa bene il contesto. Forse la finanza era un po noiosa per lui… io ho puntato a scrivere in cose che mi piacciono e che conosco bene e che mi piace seguire e per il momento non mi annoio…:p

    D’accordo con Ilaria: Viva i blogg!!!!

  • Ehm… Non vorrei fare il bastian contrario ma quello che state celebrando è il “Cult of the Amateur”… il trionfo del dilettante che inonda il web con contenuti di scarsa qualità, dove i suoi simili sguazzano felici in un mare di fuffa…

  • No @Phabio76 “il trionfo del dilettante che inonda il web con contenuti di scarsa qualità” non è questo, ma questo “il trionfo del dilettante che inonda il web con contenuti fatti di domande che tutti farebbero”.
    Poi sta a chi sa le risposte, rispondere 😉

  • @Rudy Bandiera
    No, il trionfo del dilettante è “avere la presunzione di dare delle risposte intelligenti a delle domande che si è posto da solo”

  • Io non sono pienamente in accordo, in quanto a mio avviso non esiste una nicchia che si conosce talmente tanto bene, da saper tutto e non aver piu’ voglia di informarsi e trovare nuove idee.
    Secondo me l’importante è entrare nella nicchia giusta e scrivere per passione e voglia di condivisione.

    Spesso oggi non si individua la nicchia in base alle proprie propensioni, ma si cerca di entrare a far parte di un settore dove si pensa si possa guadagnare tanto e velocemente. Niente di piu’ sbagliato…cosi’ facendo si perde l’interesse e la voglia di continua informazione e dopo un massimo di 6 mesi il blog viene parcheggiato.

  • Interessante questo post!!!
    Ha la sua fondatezza.

    Sembra che le più grandi innovazioni siano opera di persone estranee al settore.
    La soluzione arriva dunque dall’esigenza, e non dall’offerta.

    Un altro dato interessante è che molte grandi scoperte sono state fatte in periodi di crisi.

    Esigenze e problemi da risolvere = soluzioni.

    Sarà per questo che molti dei grandi innovatori ed imprenditori non sono laureati e vengono inizialmente snobbati dagli “esperti” del mondo accademico?

    Interessante questo post, molto interessante!!!

  • Per me alla base di tutto ci sono le motivazioni: perchè si scrive? Penso che sia un dato di fatto che la maggior parte della gente si metta a bloggare con un solo fine riassumibile in 2 parole: fare soldi.

    In questo caso, se uno è ferrato in un settore che non fa guadagnare, parte già perdente. Meglio scrivere allora di un tema di cui non si sa nulla e magari condividere le proprie scoperte, i propri progressi, in una nicchia altamente redditizia.

    Come ha detto già qualcuno, c’è sempre chi sa meno di te e trova interessante ed istruttivo quello che scrivi. L’importante è essere capaci di farsi trovare o per meglio dire far trovare le notizie agli utenti.

  • Nonostante l’apparente contrapposizione fra due fazioni, per la prima volta sono d’accordo con tutti.

    Si perché dipende da che punto di vista si guarda la cosa: da utente finale o da imprenditore.

    Il mio commento iniziale era da utente.

    E’ come confrontare Mcdonald vs ristorante, Ikea vs mobilificio, Fiat vs Ferrari.

    Visto da consumatore vincono i secondi per la qualità,
    visto da imprenditore vincono i primi perché molto più redditizi.

  • Secondo me la cosa più importante, nel curare un blog, è la passione… se inizia a scomparire, la vedo molto dura.
    Onestamente, però, preferisco scrivere su cose che conosco e che voglio approfondire, anche se questa idea di ” settore nuovo ” anzi ” totalmente sconosciuto ” non è male, proprio per il discorso di passione ed entusiasmo, magari dato che si conosce poco un argomento, c’è quell’entusiasmo iniziale che ti spinge a scoprire nuove cose a riguardo, da provare – magari quando si ha un pò di tempo in più : )

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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