Il tuo Blog è “a prova di Google”, per il 2016?

Blog a prova di Google

Penso tu abbia notato il percorso fatto da Google da qualche anno a questa parte. Per semplificarlo e sintetizzarlo in 3 punti, è questo:

  1. Combattere i contenuti inconsistenti, di bassa qualità (da Panda in poi, anno 2011)
  2. Combattere lo spam e i link di bassa qualità, per esempio quelli con testo di ancoraggio identico, mirati a posizionare una specifica parola chiave (da Penguin in poi, anno 2012)
  3. Premiare i siti che rispondono in modo esaustivo all’intento dell’utente (da Hummingbird in poi, anno 2013)

In altre parole, Google comprende sempre meglio la query dell’utente, considerando oggi cose come:

  • l’aspetto implicito (ovvero il dispositivo utilizzato o il luogo da cui proviene la query)
  • il modo con cui viene effettuata la ricerca (una ricerca “via voce” è spesso molto diversa da una “via tastiera”)
  • il fatto che la seconda query è correlata alla prima (es.: “Chi è il Presidente degli Stati Uniti?” (prima query). “Quanti anni ha?” oppure “Quanto è alto?” (da queste 2 query, successive alla prima, Google capisce che l’utente vuole conoscere l’età e l’altezza di Barack Obama, anche se non viene mai menzionato)

Per chiudere il cerchio, è bene anche leggere con attenzione le ultime linee guida per i quality rater di Google e approfondire i contorni del Quality Update di Maggio o del fantomatico Phantom Update 3 di qualche settimana fa, tutte cose che sembrano puntare con decisione verso la qualità.

Dopo questa lunga premessa, passiamo alla domanda centrale di questo post:

Il tuo sito è “a prova di Google”? Ed è anche “a prova di utente”?

Ancora oggi mi contattano (per un semplice parere o una più approfondita consulenza) persone che si lamentano perché hanno un sito/blog che non si posiziona bene, che viene poco considerato dai lettori o peggio è stato penalizzato da Google.

Non dico che sia semplice creare una risorsa amata dagli utenti e dai motori di ricerca, ma se trovi grosse difficoltà a fare traffico e visite ti invito a porti un paio di quesiti:

  1. Risolvi problemi? Parli di cose che interessano a qualcuno? Lo fai in modo accattivante?Se pubblichi contenuti che non rispondono ad una domanda specifica, non avrai un pubblico che li legge. I motori non possono mandarti traffico, se nessuno cerca le cose che scrivi.

    Una volta individuata la domanda, devi scrivere un contenuto che la risolva. Intendo dire che non puoi scrivere un post di 2-3 paragrafetti, e pretendere di fare migliaia di visite ed ottenere il primo posto su Google per qualche parola chiave competitiva: questa cosa NON funziona più da anni.

    Oggi devi creare un “sito di risposte”, se vuoi traffico costante dai motori di ricerca. Spesso, assieme al testo, occorrono delle belle immagini esplicative. Magari anche dei video.

    Un esempio su tutti, il sito di Salvatore Aranzulla: con 6.000 articoli pubblicati è il 25° sito più letto in Italia, e fattura circa 100.000 euro al mese.

    Come ci riesce? Aiutando a risolvere, passo-passo, i problemi di milioni di persone in ambito tecnologico. Domande magari banali, alle quali Aranzulla risponde però in modo preciso e circostanziato.

  2. Presenti contenuti utili?Ci sono siti/blog pieni zeppi di contenuti totalmente inutili, nel senso che anziché soddisfare la domanda dell’utente, gli complicano la vita.

    Per esempio, le pagine categoria o le pagine tag. Perché dovrei mandare un lettore su una pagina che non è altro che un lungo elenco di link ad articoli su un certo tema, se lui sta cercando uno specifico articolo?

    Ora guarda con attenzione ai menu del tuo sito, alle barre laterali, al footer. Davvero tutti i link, widget e bottoncini vari hanno un senso? L’utente ci clicca sopra? Oppure sono dimenticati lì da anni? O magari potresti toglierne qualcuno, e sostituirlo con qualcosa di più utile?

    Per “utile” intendo orientato alle conversioni. Il 25 Settembre 2015, durante il Web Marketing Expo, Roberta Remigi (Product Quality Analyst di Google) ha detto:

    Non dovete solo pensare a fare un sacco di visualizzazioni, senza vendere niente. Quello che dovete fare, è trasformare gli utenti in quello che volete voi. Stabilite delle call to action in grado di trasformare la ricerca dell’utente in successo.

  3. Non è importante solo il contenuto, ma anche il contenitoreDa mesi ci martellano con termini reboanti come user experience, engagement o mobile-friendly.

    Per fortuna, tutti questi concetti sono semplificabili in poche righe. In pratica, Google è conscio che sempre più utenti accedono ad Internet tramite smartphone, e quindi fruiscono dei contenuti tramite “schermi piccoli”. Se il tuo sito NON è adatto a questi schermi, stai creando un problema di “esperienza d’uso” all’utente.

    Ecco perché il tuo sito DEVE oggi essere “adatto per il mobile“, o rischia di posizionarsi peggio nelle query effettuate su Google via smartphone.

    Insomma, il contenitore non sarà importante come il contenuto, ma un ambiente accogliente, piacevole, nel quale i lettori possono muoversi fruendo al meglio dei contenuti indipendentemente dalle dimensioni dello schermo, è sicuramente molto amato dai motori di ricerca.

    Ad oggi non è chiaro se fra i fattori di posizionamento ci siamo elementi, direttamente o indirettamente, collegati al layout. Ma di certo un tema piacevole può migliorare cose come il numero di pagine per sessione o la durata della sessione media, diminuendo la frequenza di rimbalzo.

    E soprattutto soddisfa l’utente, al quale rimarrà un ricordo piacevole del sito, e sarà più propenso a tornarci in futuro.

Conclusione

Personalmente, nel mio piccolo, sto cercando da tempo di rispettare le 3 regolette qui sopra.

Da qualche anno a questa parte cerco di scrivere articoli più lunghi e approfonditi. Ho eliminato un po’ di link inutili dai menu e dai post. Ho installato sul blog un bel tema responsive, che assieme a tutto il resto ha contribuito ad aumentare di molto il traffico organico in arrivo da Google (+28,04% in meno di un anno).

Non ci sono trucchi, l’asticella si è semplicemente alzata: o ti alleni a saltare più in alto, o temo non sopravviverai al 2016. 😎

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9 Comments

  • Ottimo post di sintesi! Ogni tanto c’è da mettere ordine perchè fra tante novità (più o meno chiare) ci si perde.

  • Dicembre, tempo di bilanci 😀

    Si potrebbe parlare di “regola delle tre U”: Unico, Utile, User-friendly.

  • Ciao Taglia, la frase finale un po’ “catastrofica” mi fa riflettere sulla democraticità del web, che una volta era terreno “per tutti” (soprattutto nelle intenzioni) ma – da come dici – sembra invece diventare sempre più “per pochi eletti”. Ma è davvero così?

  • Più un settore è competitivo, più devi tendere alla “perfezione”. L’idea del blogger “naïf”, che può permettersi di scrivere un po’ come vuole, magari utilizzando un layout di 10 anni fa “perché gli piace”, non funziona. E soprattutto non permette di scalare su numeri interessanti (dal punto di vista del traffico da motori di ricerca).

    Se poi l’obiettivo è quello di scrivere per 4 amici… beh, allora meglio creare un blog privato (con accesso protetto da login e password) o un gruppo su Facebook o WhatsApp, no? 😉

  • Ciao Davide, bell’articolo e stimolante.
    Però mi sono sempre chiesto una cosa. Tua scrivi spesso su seo e Google riferendoti (giustamente ) a siti di contenuto vero e proprio (blog, portali, siti verticali, ecc..). Ma mi chiedo sempre come vede Google tutti quei siti che non hanno, per finalità, grande contenuto testuale mentre invece sono ricchi di link.
    Parlo di comparatori di prezzi, siti di coupon, siti di cashback, siti di testi di canzoni e via dicendo… realtà che hanno poco testo e molti link, e se hanno del testo non può certo essere molto variegato. Anche questi si indicizzano e anche per questi ci sarà una logica di qualità e priorità.
    Secondo te in questi casi Google agisce più con supporto umano, vista la difficoltà di valutare la qualità su elementi di contenuto?

  • Credo che il punto sia sempre lo stesso: il sito soddisfa pienamente l’intento di ricerca dell’utente?
    Ci sono query navigazionali, informazionali o transazionali: in base a queste, Google “decide” quale tipologia di sito risponde meglio, facendosi aiutare (quando serve) dai quality rater…

  • Ciao Taglia, ho sentito dire che per il 2016 oltre che ai contenuti di valore verrà data una maggiore autorità su internet ai blog ed ai siti che hanno Social Media Signals. Sarà realmente così? tu come ti comporti sui social? Grazie

    Francesco

  • Tagliaerbe 🙂 ?
    Oggi è ancora possibile fare seo con un sito no-responsive?
    Devo per forza aggiornare il tema? Le mie visite stanno calando rapidamente…

  • Sebbene potrebbe non esserci alcun nesso fra il tuo calo di visite e l’uso di un tema responsive, personalmente lo consiglio in quasi tutti i casi (a meno che non hai un traffico quasi esclusivamente via desktop… cosa più unica che rara in questi tempi).
    Qui: https://blog.tagliaerbe.com/2014/09/wordpress-responsive-seo.html ho raccontato i benefici che ho avuto passato ad un tema responsive (ormai 2 anni e mezzo fa).

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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