Aumentare i click sui link… con un occhio alla SEO

Una delle più tipiche ancore associate ad un link è “clicca qui” (o, in inglese, “click here“).
Sull’argomento, esistono sostanzialmente 3 punti di vista:

  1. la maggior parte dei SEO pensa che l’uso del “clicca qui” sia piuttosto inutile, in quanto non offre al motore di ricerca informazioni utili circa il contenuto della pagina (in pratica, è come perdere una opportunità: se si linka una pagina senza includere keyword nell’anchor text, non si contribuisce a migliorarne il rank).
  2. gli utenti rispondono abbastanza bene a queste tipologie di link (in quanto “clicca qui”, “continua a leggere” o simili sono delle vere e proprie call to action, che di conseguenza invitano a compiere una azione).
  3. il “clicca qui” è negativo sia per l’accessibilità che per l’usabilità: chi ha un handicap visivo ed è costretto a navigare utilizzando uno screen reader, non troverà in questo tipo di anchor text alcuna informazione utile.

Dunque cosa possiamo fare per migliorare il posizionamento delle pagine e spingere l’utente al click?

Ecco alcune soluzioni (la prima è da preferirsi, la seconda un pò meno, la terza è da scartare o quasi):

1. Aggiungi al “clicca qui” alcune parole chiave

(ad esempio, “clicca qui per maggiori informazioni sulle [parole chiave]“, oppure “approfondisci le [parole chiave] qui”).

Questo sembra essere il metodo migliore. E’ probabile che Google abbia imparato ad estrarre le informazioni importanti dall’anchor text, ed ignori parole come “leggi”, “clicca”, “info”, trattandole alla stregua di stop words. In pratica, nei 2 esempi qui sopra Google potrebbe considerare come valide solamente le [parole chiave]. Inoltre, questo tipo di mix è migliore per l’usabilità: contiene infatti la call to action e contemporaneamente dice al visitatore cosa andrà a vedere dopo il click.

2. Utilizza una immagine (che includa una call to action) con le parole chiave inserite in un attributo ALT

Non ho ancora fatto test per provare ciò che sto per dire, ma ho quasi la certezza che le immagini siano meglio associabili ad azioni come l’invito a comprare, a cercare o ad iscriversi, mentre i link a portare gli utenti su un’altra pagina.

3. Aggiungi un attributo TITLE al “clicca qui”

(ad esempio, < a href=”http://www.dominio.com/pagina” title=”parola chiave“>clicca qui< / a>)

Nutro dubbi sull’efficacia di questo metodo: infatti, in passato, l’attributo TITLE non rientrava nel “conteggio” di Google. Oggi è usato molto più spesso, e probabilmente acquisterà presto una maggiore importanza, ma per ora non ho nulla che possa provarlo.
In ogni caso risulta essere user-friendly, visto anche che alcuni screen reader leggono l’attributo TITLE insieme all’anchor text.

Fonte: Thoughts on “click here” links?, ripresa e sviluppata da Build Links for SEO & Call to Action.

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7 Comments

  • Penso che il clicca qui rappresenti un’istituzione, ma come tutte le cose si evolve.
    L’utente internet smaliziato, utilizzatore abituale e non occasione del web ormai associa gli approfondimenti anche ad altre parole sempre che evidenti e quindi non mescolate tra corsivo, grassetto e mille colori come spesso però accade.
    Altre volte, caso contrario, l’utente diciamo web trova parole in grassetto ma che non sono link.

  • Per quanto mi riguarda cerco di utilizzare spesso l’opzione 1 e la 3 insieme, con un TITLE dal contenuto “più ricco” rispetto all’ancora.

  • Proprio in questi giorni stavo valutando come costruire i link: lunghi, corti? con molte parole chiave o senza? al termine di una sentenza o nel mezzo?

    Questi 3 consigli sono delle ottime linee guida.

  • Ciao Davide, ottimo articolo e informazioni più che esatte: io sono non vedente e navigo per mezzo di uno screen reader e vi posso confermare che i link “clicca qui” sono piuttosto equivoci e non danno alcun riferimento. A presto!

  • Io nel mio sito ho scelto la semplicità per i link di testo, la chiarezza. Senza inviti a cliccare o giri di parole, ma cercando piuttosto di indirizzare verso quelle pagine dove mi interessa che arrivino i miei visitatori.

    Per quel che riguarda le immagini, per quel che ho potuto constatare, se ben posizionate sono davvero inviti efficaci al compiere una determinata azione. Anche in questo caso però vige la “regola” della semplicità, magari lasciando un po’ di spazio alla curiosità piuttosto che al “call to action”.

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Max Valle

Max Valle

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