Article Marketing, il post definitivo

Ok, stavo scherzando, non voglio avere la presuntuosa idea che non si possa scrivere altro, ma dato che se ne parlava qui sul blog del Taglia (Taglia, aggiungi il link please? “fatto!”).

L’attacco mi serve per dire che non vi darò quella che qualcuno ha chiamato un’informazione frammentata, ma tenterò di esaurire l’argomento, compatibilmente col fatto che si tratta di un post ed ovviamente con le mie conoscenze.

Se leggete con calma, sino in fondo, non avrete bisogno di venire al mio corso (Taglia, non mettere il link 😛 “invece, caro il mio fradefra, il link lo metto… così qualcuno viene al corso a tirarti i pomodori”  😛 ).

Detto questo, iniziamo, per punti, non necessariamente in ordine di importanza.

Prerequisiti

Ok, chiariamo, non è un corso accelerato di posizionamento, quindi non sto a raccontarvi del Title, della Description, degli H1, ecc. ecc. Do per scontato che quelli li conosciate, che sappiate come scriverli ecc. ecc. Comunque, vi basta una rapida ricerca, s’è già detto tanto, non mi aggiungo anche io.

Italiano

Tanti di voi si stupiranno, ne sono sicuro, ma se mi date qualche ora ve lo dimostro. I MdR conoscono l’italiano e scrivere bene è fondamentale, non solo per l’Immagine ed il traffico, ma anche per il posizionamento. No, non chiedetemi di spiegarvelo, credeteci e basta. Se non ci credete, peggio per voi e meglio per me. Avrò un po’ di concorrenti SEO in meno 😛

Poi magari qualcuno di voi potrà tentare di convincere il Taglia a farmi fare un altro articolo su questo interessante e controverso tema attualmente discusso solo su certi corridoi SEO. Ovviamente io rifiuterò 😛

Distinzione tra articoli interni ed articoli esterni

Intanto va fatta la precisazione che gli articoli si distinguono in due grandi categorie: quelli destinati ad andare sul sito; quelli destinati ad andare su altri siti, con link al nostro sito. Si scrivono in modo diverso, stile diverso e persino criteri d’ottimizzazione diversa. Quindi, cominciamo a stabilire per ogni articolo che fine farà ed è ovvio che lo stesso articolo non si usa per entrambe le cose. I Motori di Ricerca (d’ora in avanti MdR, che altrimenti ottimizziamo per MdR invece che per Article Marketing 😛 ) ringrazieranno, tanto.

Un criterio fondamentale è che l’Article Marketing può risultare penalizzante, in alcuni settori, se ad una crescita esterna non corrisponde la crescita interna. Un articolo in casa e quattro o cinque fuori. Non state a prendere appunti, l’aritmetica del criterio non è scientificamente dimostrata, invece è dimostrata la regola in sé. Se fate uno e sei è uguale.

Tema

Ecco, importantissimo. Voler la botte piena e la moglie ubriaca non è possibile. Ogni articolo, interno o esterno, affronta uno ed un solo tema, sempre e comunque. Due temi? Due articoli! Come si sceglie il tema? Beh, non sono qui a tenervi lezione sull’analisi delle chiavi, via, sciò, questo dovete aperlo per conto vostro 😛

Il tema deve essere affrontato sempre con più articoli. Fare un solo articolo per un tema, non ha senso. Tempo perso, meglio andare a mangiare una pizza, il risultato sarà lo stesso.

Lunghezza del testo

Un articolo con meno di mille caratteri è come un invito a cena con la ragazza dei nostri sogni, che si conclude al dolce perché lei ha fretta di tornare a casa a vedere l’ultimo telefilm. Fate voi 😛

Io preferisco invitarla quando so che ha tempo per restare con me (ed ovviamente lei inventa una scusa e va via lo stesso 😛 ).

In sostanza, un articolo deve avere almeno 1.000 caratteri, meglio 1.500, se avete soldi (vi ricordo che il tempo è danaro) 2.000. Da 2.000 in poi, per quanto riguarda i MdR è tempo buttato, in relazione al cambiamento di performance. Meglio due articoli di duemila che uno di quattromila.

Attenzione, qui entra in ballo la prima differenza tra articolo interno ed articolo esterno, perché il criterio potrebbe essere diverso. Non c’è regoletta matematica da seguire, serve il buonsenso. Un articolo interno su un aspetto specifico di un tema complessivamente ben trattato ed approfondito su decine di pagine del sito, per entrare ed alla grande potrebbe avere anche solo dieci righe. Un articolo esterno invece no, ha bisogno di parecchio di più, soprattutto se su un sito di Article Marketing classico.

Chiave da lavorare

Un solo tema ed a maggior ragione l’articolo si ottimizza per una sola chiave.
Attenzione, non sto dicendo che vi si inserisce una sola chiave, anzi, guai a farlo. Se fatto bene l’articolo sarà visibile per molte chiavi, ma l’ottimizzazione è solo per una. Sceglietela e non state a girarci attorno.
Se non potete o non sapete scegliere tra due, scriverete due articoli.

Attenzione, non è detto che la chiave lavorata sia visibile. Qui infatti entra ancora una volta in gioco la differenza tra articolo esterno ed articolo interno. Un articolo esterno quasi sempre ha l’obiettivo di spingere il posizionamento di un sito “linkato”, non di salire. Un articolo interno quasi sempre ha l’obiettivo di salire. Vi pare che possano essere scritti ed ottimizzati allo stesso modo?

Glossario

Ecco, appunto, parliamo del glossario. Sino a qualche anno fa, si scriveva un articolo con dentro un paio di ripetizioni della chiave e poco altro e l’articolo saliva e/o spingeva. Non funziona più così. I MdR si sono fatti furbi e se a fronte di una chiave non vedono parte moderata del restante glossario, sgamano il novello SEO e gli mettono un flag addosso da cui sarà difficile liberarsi 😛

Quando ottimizzate un articolo per una chiave è importante che vi siano contenute altre chiavi, moderatamente e mai le stesse (altrimenti ottimizzate per loro, invece che per la vostra). Se puntate sulla chiave A, l’articolo 1 conterrà la chiave A e B, l’articolo 2 conterrà la chiave B e C, l’articolo 3 conterrà la chiave A e C. No, non è la formula esatta. Volevo solo spiegarvi grossomodo il criterio.

Titolo

Nel titolo ci va la chiave, ma se il titolo corrisponde al Title, non è detto. Ci sono settori in cui la cosa potrebbe essere estremamente negativa, soprattutto se la chiave è innaturale e costosa.

Anche qui vi è differenza tra articolo esterno ed articolo interno.
La presenza della chiave nel titolo e nel title aiuta il posizionamento del sito puntato da un link contenuto nel testo, ma ovviamente potrebbe portare l’articolo stesso a salire e non è detto che è quello che si vuole.
Stateci all’occhio, quindi.

Il titolo non dovrebbe mai superare le 6 o 7 parole, il title NON DEVE superare le 5 parole. Inoltre uno e l’altro non devono essere uguali alla chiave secca, ma contenere un po’ di fuffa. Io la chiamo così. Perché? Perché un titolo ed un title esattamente uguali alla chiave puzzano di SEO lontano tre miglia e la cosa non funziona più da anni. Match al 75% e non si sbaglia troppo.

Struttura del contenuto

Organizzazione, organizzazione, organizzazione. Un articolo ha una parte introduttiva che spiega il tutto, poi si tratta ogni singolo aspetto, quindi si riprende e conclude. Come ci insegnavano i professori d’Italiano alle medie. Avevano ragione ed anche i MdR lavorano così ed è stato innumerevoli volte dimostrato con sistemi più scientifici di quanto io vi abbia esposto.

Vedete che il saper scrivere in Italiano è importante? Per inciso, provate a dare un’occhiata a questo stesso articolo, nel suo complesso…

Considerazioni al volo. Evitate gli spaghetti, il passar di palo in frasca, il fare parentesi non pertinenti, l’inserire temi caldi in articoli su altri temi freddi, ecc. ecc. (esempio parlare di problemi sociali in articoli tecnici, non avreste scampo).

Link al sito

Ovviamente stiamo parlando di articoli esterni (ecco ancora una volta la differenza).
Deve esserci un link alla home ed uno ad una pagina interna fortemente a tema col link, con l’articolo e con la chiave che ci interessa. Se la chiave è la stessa per cui è stato ottimizzato l’articolo, tanto di guadagnato (occhio, però, potrebbe salire lui e lasciarvi con l’amaro in bocca).

Se mettete più link alla stessa pagina o su qualche immagine, nofollow sui link eccedenti. Di link vivi, ne deve restare solo uno, per far sì che lo spider passi da dove noi vogliamo.

Link out-bound

Ovviamente siamo nel caso di articoli interni. Qui vi sono due scuole di pensiero che da anni si danno battaglia. Ognuna delle due ha motivazioni da vendere e ragioni plausibili. Ognuna delle due non può dimostrare scientificamente d’aver ragione e che l’altra ha torto.

Io faccio parte di quella scuola che ritiene che ogni pagina dovrebbe aver uno o due link outbound. Posso spiegarvi perché, non posso dimostrarvi d’aver ragione. Il tutto si riassume con una sola frase. Google è una società, deve pagare gli stipendi e per pagare gli stipendi deve avere link da proporre ai suoi utenti. Amen.

Quali e quanti siti?

Dipende molto dall’obiettivo che ci si è posti, decidere se è meglio avere dieci articoli su un unico sito o due articoli su cinque siti.
Se l’obiettivo è far traffico, individuato un sito importante potrebbe aver senso porre lì tutti gli articoli, magari per aspetti diversi o temi diversi (ovviamente sempre collegati al dominio di conoscenza rappresentato dal nostro sito). Se invece l’obiettivo è far branding, ci si sposta di più verso la diffusione su più siti, anche se il traffico di siti noti è ancora importante. Se l’obiettivo è il posizionamento, sulla maggior parte dei siti di Article Marketing avere due o tre articoli è più che sufficiente e non val la pena di insistere. A questo punto, non farei troppe distinzioni tra i tanti siti. Mettiamo gli articoli in tutti. Punto.

Unica eccezione, sono i siti veramente noti o molto attinenti col nostro o con forte traffico. Se abbiamo modo di pubblicare i nostri articoli su questi siti, soprattutto se non sono dichiaratamente siti di Article Marketing, meglio.
Non per fare un torto ai siti di Article Marketing (io stesso ne ho un paio, nell’ombra 😛 ), ma perché incontestabilmente chiunque abbia misurato le performance si è accorto che non c’è paragone.

Diciamola tutta, per spiegarci a chiare lettere. Per noi del Web Marketing, mettere un articolo su Marketing Routes o qui dal Taglia, è ben diverso che metterlo su decine e decine di altri siti. Se no, che io che ci starei a fare? Solo per fare una cortesia all’amico Davide? Suvvia, non sono mica un buon Samaritano e neppure vorrei spacciarmi per tale. Chiaro e tondo, questo due ore trascorse scrivendo quest’articolo mi renderanno molto più che…  vabbè, mi interrompo per discrezione 😛

Costi dell’Article Marketing

Scrivere articoli sicuramente è uno dei modi più efficaci per posizionare un sito, fare branding on-line, avere traffico. Lato negativo, costa molto. Infatti raramente un buon articolo si scrive in meno di una o due ore e conosco persone che impiegano quattro ore per scriverne uno. Quest’articolo poi si potrà usare su un solo sito, il nostro o quello di qualcuno che pubblica. Dieci articoli, venti ore. Se ragionate in termini di stipendio, potete fare i conti da voi.

Se fate tutto ciò solo per Link Popularity, lasciate perdere, ci sono sistemi decisamente più efficienti.

Link Popularity

Ok, visto che l’abbiamo introdotta, facciamo due considerazioni. L’Article Marketing non deve avere come obiettivo la Link Popularity, perché paghereste un costo enorme. Comunque, se avete deciso che questo è il vostro obiettivo, allora teniamo presente che la divisione tra articoli interni ed articoli esterni è fondamentale.

Se volete che l’articolo acquisti link in-bound, si suppone che sia destinato al sito. Sarà esaustivo, tratterà di temi di grande interesse e sarà scritto in modo da essere lui il destinatario di link che qualcuno (si spera) vorrà mettere sui propri siti.

Se invece l’articolo è destinato alla pubblicazione esterna, guai a scriverlo in modo da candidarlo ai link. Viceversa dovrà essere scritto in modo da attirare traffico ed interesse, ma non dovrà esaurire un argomento o quanto meno lasciare dei punti sospesi e presentare una risorsa sul vostro sito, che sarà il vero punto finale del link dell’interessato.

Ovviamente deve essere scritto bene, essere ottimizzato (magari per una chiave corollaria, non per la vostra) ed essere autorevole. Il proprietario del sito di Article Marketing vi ringrazierà perché avrà un buon contenuto su cui porre i suoi AdSense 😛 , voi sarete i destinatari dei link di chi legge e gradisce.

Vi chiedete come mai allora io non metta un link ad una mia risorsa in quest’articolo?
Bella domanda, ma la risposta non è a tema con quest’articolo, semmai potrà essere il tema di un altro.

Conclusioni

Ovviamente sono bel lontano dall’aver esaurito il tema. Molto altro ci sarebbe da dire sull’Article Marketing (i SEO noteranno l’uso della Conclusione per ripetere la chiave, a buon intenditore…), ma ovviamente solo con grande presunzione si potrebbe pensare di farlo con un solo post. Presuntuoso un po’ lo sono, ma non così tanto 😛

Ciaooooo

Autore: Francesco de Francesco di YoYo – Formazione rotolante, docente Web Marketing e consulente.

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40 Comments

  • Ecco… adesso io, con che coraggio ti mando un guest post?

  • Ottimo Fra, sarà utile soprattutto il discorso dell'”Italiano”

    Sapessi quanti bei post leggo pieni di errori non tanto di logica, ma di ortografia.. 🙂

  • Grazie, ragazzi, sono contento che vi sia piaciuto.
    Scappo che ho un meeting con la presentazione di una ricerca. Scusate se non vi rispondo sino a domattina, sarò impegnato tutto il giorno.

    Ciaoooooo

  • Allora a furor di popolo vogliamo l’articolo sul corretto uso dell’italiano 🙂

  • ciao taglia, sto cercando di farmi un po di chiarezza sul seo: trovo moltissime fonti ma mi servirebbe una specie di indice delle cose da sapere:
    io ho individuato, oltre alla parte informatica che non conosco molto bene, le seguenti fasi:

    -iscrizione ai motori di ricerca
    – article marketing
    – social media optimization
    – ppc

    quali altre mille mi mancano??

  • Quoto Roberto!

    Ci vediamo questo pomeriggio a Sesto…

    ciao!

  • Ciao

    gran post, intelligente ed esaustivo ….

    Complimenti

    Barbara

  • @michele: ti suggerisco di iniziare con qualche semplice guida (come questa: http://www.prima-posizione.it/download/guida-posizionamento-motori-ricerca.pdf ), che potrà chiarirti un pò le idee.
    Se ami il mondo SEO, dovrai comunque metterti nell’idea di leggere, studiare, informarti costantemente, leggendo siti/blog/forum di settore, italiani e esteri: purtroppo (o per fortuna 🙂 ), è un ambito dove le cose cambiano e si evolvono con grande velocità… anche se i “pilastri portanti” sono pochi 😉

    @yuri: sembra un buon elenco di risorse, ma forse michele voleva qualcosa di un livello più “base” (se non ho capito male…)

  • Articolo ottimo come sempre fradefra.

    Ma mi sorge una riflessione per quel che riguarda la mia esperienza personale e le considerazioni che si possono trarre da questo post ed in particolare quel che riguarda la lunghezza di un articolo.

    Quindi questo commento vuole essere una provocazione per sollevare una questione a mio parere oggi molto interessante. Io ho come obiettivo e marchio del mio brand la qualità dei miei articoli che pubblico quotidianamente sul mio magazine/blog genitronsviluppo.com bene! Questa qualità io la gioco molto sui contenuti nel senso che quando tratto una tecnologia, una novità, una news, un progetto interessante, quindi non parlo delle guide, mi distinguo dalla mia concorrenza attingendo da diverse fonti e sparando un articolo ottimo sotto 2 punti di vista: links di approfondimento (esterni) e links agli articoli attinenti (interni). La diretta conseguenza è che i miei articoli che pubblico (2,5 al giorno) non potranno mai essere entro i 2000 caratteri o giù di lì (comefa mia concorrenza) visto che io tendo proprio su quel punto a distinguermi.

    Come è possibile quindi parlare di verticalità, risorse per gli utenti e completezza (o quasi) sui contenuti?

    Ho lanciato l’amo e mi piacerebbe sentire le vostre opinioni a proposito.

  • Ciao Taglia,

    tutto molto bello, bravo Fra, sempre molto preciso, ma non ho letto niente sulla qualità dei contenuti.

    Ovvero, mi sembra che per stare attenti alla forma gradita ai MdR si perda di vista il vero protagonista di ogni testo, articolo, post e quant’altro e cioè il contenuto.

    CONTENT IS KING

    Mi piacerebbe fare una bella chiacchierata di un paio d’ore con Taglia e Fradefra per capire fino a che punto i MdR influenzano il loro modo di pensare e ovviamente di scrivere.

    Saluti.
    Cris

  • Wow… da incorniciare.

    @Daniel penso che Francesco si riferisse alla lunghezza degli articoli da pubblicare sui siti di article-marketing. Comunque ti basterebbe dividere in due parti articoli molto lunghi.

  • @Daniel
    A dispetto del fatto che io sia un operatore del SEO, ci sono situazione in cui la SEO è meno importante della Comunicazione. Nel tuo caso, sbattitene della lunghezza e fai gli articoli lunghi quanto credi. Saranno meno ottimizzati in termini SEO puri, ma vincerai (anche in termini di posizionamento) per altri fattori altrettanto importanti. Dimostrarlo è difficile così in due righe, ma ci sono situazioni in cui la lunghezza non conta.

    Se invece riesci a dividere una lunga esposizione in due parti o tre, allora fallo, ma mai se questo va contro il fine ultimo, che è piacere all’utente, non ai motori.
    Molti non si rendono conto che piacere agli utenti è il modo migliore per piacere poi ai motori (magari a distanza di mesi, ma prima o poi si viene ripagati).

    @Cristiano
    ehm… ehm… veramente la qualità io la do per scontato. Se un mio allievo uscendo da un mio corso poi rispetta i parametri SEO a dispetto della qualità del contenuto, gli tolgo il saluto :p
    Per inciso, ricollegandomi a quello che ho scritto a Daniel, sono fermamente convinto che la qualità in termini di Comunicazione e correttezza informativa del contenuto sia estremamente favorevole per il posizionamento sui motori di ricerca. Molto di più di quanto è il semplice incremento della LP che ne deriva.

  • @Fradefra: Ti ringrazio dell’ottimo consiglio infatti in termini di medio-lungo periodo il miglioramento del posizionamento l’ho trovato come anche tu spiegavi. Sono della tua stessa idea e infatti procederò verso questa direzione quando e dove sarà possibile.

    Inoltre mi divertirò senz’altro a trasmettere il rank tra le pagine in questo modo spezzandole. E a diffonderle in diversi modi attraverso i social.

    E di cui mi pongo una domanda navigando nel web in questi giorni a caccia di news. La pubblicazione e la diffusione di un articolo o di una serie di articoli attraverso i Social come è possibile pianificarla ottimamente in termini di SEO e Marketing?

  • Intanto evitando di parlare dei Social, ma vedendoli uno ad uno, perché ognuno è specifico.

    Usare un Social a fini SEO significa viverlo, conoscerlo, frequentarlo. Non si può pensare di attivare una strategia comune a tutti.

    Una strategia complessiva può fissare un obiettivo e la Comunicazione. Poi ogni Social è una diversa azione, che viaggia in parallelo con le altre.

    Sembra facile, ma non lo è per nulla, inoltre è costoso (anche se ritengo che in molte situazioni ne valga la pena).

  • Potrei inserire questa info su articolista.it, grazie mille .

  • scusate riscrivo : su articolista.it inseriro’ sicuramente questa news .

  • Come sempre, complimenti per il modo di comunicare 😉
    Sarebbe interessante avere dei dati alla mano di test eseguiti su contenuti scritti in italiano perfetto e altri con degli errori; ne avete ?

  • ciao taglia, ho letto la guida che mi hai consigliato, molto utile!!se hai altre risorse da consigliarmi dimmi pure, ciao!!

  • Comunica la notizia, no, non abbiamo un test scientifico e sistematico. Magari un giorno si potrà fare 🙂

  • Caro Fradefra,
    un dubbio: replicare lo stesso articolo su più siti di article marketing non potrebbe far scattare i meccanismi dei motori contro la duplicazione dei contenuti e rendere vano tutto il lavoro?

  • Ciao Roberto.
    Infatti ho scritto che ogni articolo deve essere inserito su un solo sito di Article Marketing. Questo è tassativo, per i MdR, per correttezza nei confronti del sito ospite, per immagine propria.
    In tanti anni di Web Marketing, ho sempre ritenuto fondamentale questa regola e non ho mai dato lo stesso articolo a due persone/siti.

  • Ah, ok, evidentemente avevo inteso male questa tua frase:
    […] Se invece l’obiettivo è far branding, ci si sposta di più verso la diffusione su più siti […]
    Evidentemente intendevi scrivere articoli diversi su siti diversi e non pubblicare lo stesso articolo su vari siti.
    Grazie per il chiarimento.

  • Ho imparato due trucchi che penso possano definirsi univerali ed ecologici sia nell’ article marketing che per qualsiasi tipo di notizia per essere piu’ visibili nel web :

    1) Originalità dei contenuti .

    2) Arrivare Prima degli altri .

  • Mi sto interessando parecchio in questi ultimi tempi in materia di Article Marketing e credo anche io che la QUALITA’ dell’articolo debba venire sempre prima di tutto.
    Non credo che, alla lunga, intasare il web con una serie di contenuti artificiosi o fittizi possa portare dei benefici.
    Comunque complimenti, articolo veramente interessante e scritto con cura.
    😉
    Saluti
    A.

  • Molto chiara ed utile la parte sui link, e su come metterli!!

  • Ciao fradefra e tagliaerbe,

    mi sorge una domanda, spero che la leggiate anche se si tratta di un topic vecchio ma che io leggo solo oggi.

    Fradefra mette in evidenza la differenza tra articoli interni ed esterni.

    Qual’è la differenza? Per caso è che gli articoli interni sono nel mio sito/blog che trattano altri siti ma che scrivo io ed esterni sempre che scrivo io ma che “pubblicizzano” il mio sito/blog da siti di article marketing. è così?

    Inoltre notando la presenza di questo articolo https://blog.tagliaerbe.com/2008/10/strategie-per-una-campagna-di-comunicati-stampa.html mi sorge la domanda su quale sia la differenza tra articole marketing e comunicato stampa.

    Grazie infinite esperti seo.

  • Turbo, per article marketing interno, intendo quegli articoli che tu scrivi e pubblichi sul tuo sito. Per article marketing esterno, invece, intendo quegli articoli che tu scrivi con la tua firma e link al tuo sito, ma pubblichi su siti di altri.

    Le differenze tra AM e CS sono:
    – il primo informa il lettore finale, il secondo informa la stampa;
    – il primo dovrebbe essere esaustivo e interessare il lettore a te, al tuo sito, al tuo prodotto/servizio, al tuo tema e quasi farlo innamorare (beh, tra virgolette), il secondo dovrebbe dare al giornalista una possibilità di scrivere un proprio articolo, che prenda spunto dal tuo comunicato;
    – il primo deve essere esaustivo o quasi, il secondo non deve esserlo mai e deve fare riferimento ad un tuo annuncio ufficiale sul tuo sito;
    – il primo deve essere pubblicato su un solo sito, il secondo si inoltra uguale a tutti.

    Mi fermo, ma ci sono parecchie altre differenze, queste sono le prime che mi vengono in mente, di getto.

  • Ciao fradefra,

    Grazie per le delucizazioni davvero esaurienti, posso confermarti che fino a ieri non sapevo nessuna differenza e credevo che article marketing sia “comunicati stampa” scritto in inglese! Per cs interno, intendi che su un blog posto un topic qualsiasi oppure che su un blog publicizzo un sito di un altro?

  • Per CS interno intendo che sul mio blog o sito pubblico una pagina che in modo ufficiale fornisce tutte le informazioni su un evento o fatto o lancio.

    Poi tutti i CS diramati fanno riferimento a questa pagina.

  • E’ sempre piu difficile mantenere e gestire un sito bello alto nei motori di ricerca..credo che alla luce di quanto appreso leggendo l’articolo, per premiare un sito di qualità servano tanti backlink…e basta!

    mica facile però 😉

  • “Vedete che il saper scrivere in Italiano è importante? Per inciso, provate a dare un’occhiata a questo stesso articolo, nel suo complesso…”

    Indubbiamente.

    “ovviamente potrebbe portare l’articolo stesso a salire e non è detto che è quello che si vuole.”
    WTF?
    No comment.

  • “Vi chiedete come mai allora io non metta un link ad una mia risorsa in quest’articolo?”

    Perchè è un articolo mediocre? 😀
    Saluti!

  • Ciao Emiliano, sono l’autore dell’articolo.

    Mi è parso di capire che l’articolo non ti piace. Nulla di male, ma mi spieghi perché? Non sarà solo per quell’errore mio (lo ammetto) che hai indicato? Magari posso tentare, sicuramente senza riuscire, di migliorarmi.

    Nel frattempo, perché non scrivi tu un articolo migliore del mio? Sono convinto che Davide te lo pubblicherebbe di sicuro 🙂

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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