Aol Project Devil: il futuro dell’advertising secondo Aol

Nel futuro, anzi nel presente di Aol c’è un progetto dal nome un po’ inquetante ma teso a migliorare l’esperienza online degli utenti: Project Devil.

Project Devil nasce dall’idea che i contenuti siano la cosa più importante, e come tale vanno trattati. Ma anche la pubblicità – secondo Aol – fa parte dei contenuti, e quindi deve adeguarsi a standard elevati: una integrazione all’insegna della pulizia, e del minor “ad clutter“.

Questi i 5 punti cardine del progetto:

Pagine più pulite

La attuali pagine web sembrano una palude dalla quale emergono strani banner, annunci testuali, pubbliredazionali e quanto più possibile si riesce a stipare all’interno della pagina. Il contenuto, in tutto ciò, sembra essere la cosa con minore importanza.

Project Devil considera ogni singola pagina nella sua interezza, con gli elementi che giocano ruoli ben definiti e complementari. Il contenuto è messo sotto i riflettori, e la pubblicità lo supporta. L’aspetto è semplice, pulito e elegante.

Posizionamenti più grossi

Gli attuali annunci pubblicitari sono un po’ come i messaggi che si trovano nei biscotti della fortuna: sono piccoli, mal progettati e compressi in spazi ridicoli.

Project Devil offre un enorme spazio, senza interruzioni, per mostrare la bellezza del prodotto e la creatività dell’advertising. Inoltre, il rapporto fra contenuti e pubblicità è molto simile a quello di una rivista, cosa che contribuisce a rendere la lettura più confortevole.

Maggior engagement

La maggior parte degli annunci pubblicitari portano oggi l’utente lontano dalla pagina che sta visualizzando. Alcuni di questi richiedono una interazione sulla pagina di atterraggio. Più gli utenti devono fare, meno è probabile che facciano.

Project Devil fa in modo che l’interazione avvenga all’interno della pagina. La pagina non viene abbandonata, non ci sono lunghe serie di click, non c’è un labirinto di pagine attraverso le quali navigare.

Minor fastidio

Mettere un sacco di annunci pubblicitari incongruenti all’interno di una singola pagina rende difficile per l’utente di focalizzarsi sul messaggio del singolo brand. E’ come stare in mezzo in alla folla: la singole voci si perdono nel frastuono.

Con Project Devil, un solo annuncio pubblicitario sta su una singola pagina. Nessun ipertesto in mezzo. Nessun leaderboard sopra o sotto. Nessun rumore della folla. Solo un annuncio, che fornisce un messaggio forte e chiaro.

Una miglior experience

La maggior parte degli attuali annunci pubblicitari sono pensati per distrarre l’utente. In questo modo i banner hanno proliferato, e la user experience dell’utente ne ha sofferto.

In molti altri media, gli annunci pubblicitari sono parte dell’experience. Non alterano il contenuto o la programmazione, anzi collaborano con essi. E non c’è un posto migliore di Internet per rendere possibile tutto ciò.

I numeri di Project Devil

Sono già da diversi mesi che Project Devil è stato implementato, seppur parzialmente, all’interno di Aol, con risultati che paiono incoraggianti:

• aumento dell’engagement rate sugli annunci di 6,4 volte (10% rispetto a 1,5%)
• aumento del CTR (click-through rate) di 1,9 volte
• aumento del tempo speso sull’annuncio di 3,4 volte (47 secondi rispetto a 14 secondi)
• i Video Ad inclusi in Project Devil vengono riprodotti il doppio delle volte rispetto ai normali Video Ad

All’interno di The AOL Way, anche il diavolo ha dunque il suo bel ruolo.

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9 Comments

  • Da un mese circa ho cambiato template al mio blog che tratta di argomenti di nicchia anche se non originali (nel senso che io ricevo comunicazione da un particolare tipo di associazioni e rielaboro o scrivo ex novo). Nel nuovo template in home compare solo un banner quadrato 250px sulla sidebar a destra, poi solo se aperto l’articolo si trovano due banner rettangolari 460px in posizioni non invasive (prima del titolo e dopo l’articolo). Da un mese ho più entrate adsense. Ovviamente è passato solo un mese e può essere solo un caso visto che comunque da facebook si arriva direttamente all’articolo direttamente condiviso e non alla home e in buona parte dei casi anche da google.
    (Prima in home c’erano 3 banner un 460 in alto a destra, un 300 nella sidebar e un skyscraper grande dopo il taglio pagina fra gli articoli e la sidebar)

  • Certo se i numeri si stabilizzeranno sui dati che hai riportato, il miglioramento per gli inserzionisti è evidente. Ancora più rilevante è il miglioramento della fruizione dei contenuti da parte dei visitatori. Di questo potrebbe beneficiarne il sito, che non verrebbe deturpato dalla pubblicità, (ma forse addirittura arricchito) come avviene oggi. Una situazione win-win

  • Ma chi concederebbe un’intera “sidebar” a contenuti di terzi?
    Il web di domani sta andando verso “fusioni indirette”:
    – i commenti del blog gestiti da Facebook;
    – la sidebar pubblicitaria gestita da Yahoo;
    – domani ci saranno i contenuti gestiti da Google?

  • Da sempre agisco in questo modo. Saturare una pagina di banner è come sporcarsi una camicia appena dopo averla indossata.

  • Io credo che sia una grande idea, tuttavia sono sicuro che sarà molto più costoso per gli inserzionisti, in quanto se prima anche i piccoli potevano permettersi un “bannerino” su un sito trafficato, ora questo genere di advertise che occupa così tanto spazio (una sidebar!) sicuramente dovrà sopperire a tutti gli introiti che prima generavano gli altri banner e son sicuro non sarà quindi a buon mercato per gli inserzionisti!

  • Cosa ne pensate invece di inserire landing page terze sul proprio sito? e dei publiredazionali?

  • Molto, molto, molto ma molto interessante. Un po’ di innovazione ci vuole proprio.

  • Better ADV?

    Una sidebar 300×1000 tutta dedicata alla pubblicità?

    E dove va a finire la navigabilità del sito?

    A me non sembra un miglioramento ma un ulteriore vendita di libertà a favore degli inserzionisti.

    Un tempo c’erano i banner 150*150, poi si è passati ai 300*250, poi ai 330*300, poi ai 300*400 ed ora ai banner 300*1000.
    Non sono i soliti banner immagine ma è comunque pubblicità. Inoltre accorpare così la pubblicità da modo all’utente di ignorarla in blocco come è già successo con i banner in sidebar.

    La pubblicità in sidebar non vale + niente perchè gli utenti sanno evitarla. Invece l’adv nel contenuto (vedi adsense) è ancora qualcosa di nuovo ed offri buoni risultati.

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Max Valle

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Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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