Anchor Text: facciamo luce sul “Testo di Ancoraggio”

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Con il termine anchor text (traducibile in italiano come “testo di ancoraggio“) si intende quella porzione di testo di una pagina, linkata verso un’altra risorsa (interna o esterna al sito). Per farla semplice, sono quelle parole contenute nei famosi link sottolineati di colore blu, da sempre presenti in tutte le pagine web, e il cui clic avrà come effetto quello di dirottarti verso un’altra pagina, sia all’interno dello stesso sito in cui è pubblicato l’html anchor, sia all’esterno del sito in questione.

Ma perché abbiamo deciso di parlarne? Quale importanza può rivestire l’anchor link sul tuo sito, e perché dovresti concentrare particolare impegno nell’interpretare correttamente il significato di ancorare?

Andiamo con ordine!

Html anchor: le regole di Google per avere il meglio

I SEO hanno capito molto in fretta che l’utilizzo di una certa tipologia di anchor text poteva portare a risultati molto interessanti dal punto di vista del posizionamento sui motori di ricerca. Proprio partendo da tale spunto hanno però iniziato ad “abusarne” al punto tale che Google ha introdotto vari algoritmi – come Penguin – che hanno penalizzato l’eccessivo utilizzo di testi di ancoraggio che contengono la stessa identica “chiave secca”.

Proviamo a prendere tra le mani la Guida introduttiva di Google all’ottimizzazione per motori di ricerca. Ebbene, a pagina 16 il motore di ricerca offre 4 consigli su come migliorare gli anchor text html e ottenere così il massimo da essi:

  • scegli testi descrittivi: fai in modo che il testo di ancoraggio dia un’idea di base sul contenuto della pagina linkata, ed evita invece di usare ancore generiche (tipo “clicca qui”), e in generale parole senza relazione con il contenuto o con l’URL;
  • crea un testo conciso: usa un testo breve ma descrittivo, ed evita invece frasi molto lunghe. Cerca dunque di contenere il più possibile la lunghezza del link ancora;
  • formatta i link in modo che siano facili da trovare: fai in modo che i link siano facilmente distinguibili dal testo, ed evita invece che possano essere cliccati per sbaglio o – peggio – non trovati perché magari dello stesso colore del testo. Una mano d’aiuto ti viene probabilmente data dalle impostazioni di base dell’editor che utilizzi per poter scrivere online,  ma questo non significa che tu non possa comunque modificarle. Tieni però conto che oramai gli utenti si sono abituati a intercettare i link, all’interno  di un testo, come a delle parole sottolineate in blu;
  • utilizza anchor text anche per i link interni: presta molta attenzione non solo ai link esterni ma anche ai link interni del tuo sito, facendo in modo che siano utili e navigabili sia per Google che per gli utenti. Cerca dunque di curare al meglio la cross-linking per poter prolungare la permanenza del lettore all’interno del tuo sito, condividendo informazioni che potrebbe trovare sempre più utili.

Ti invitiamo a riflettere sul fatto che nella guida si legge chiaramente che “un buon anchor text aiuterà Google a comprendere di cosa tratta la pagina che stai linkando”. Prendi dunque spunto da questa importante affermazione e usa testi di ancoraggio “parlanti”, che possano aiutare l’utente a comprendere dove andrà a finire!

Contemporaneamente, come abbiamo in parte già accennato, è anche importante non eccedere nell’utilizzo della stessa identica parole chiave su una percentuale troppo elevata di link.

6 consigli per non sbagliare

In tale scenario è bene ricordare che una strategia “a prova di penalizzazione” è quella di usare, più o meno con le stesse percentuali, queste 6 tipologie di anchor text:

  1. corrispondenza esatta: voglio posizionarmi per [consulente SEO], e quindi uso come testo di ancoraggio la stessa identica parola chiave, ovvero consulente SEO;
  2. corrispondenza parziale: oltre alla keyword di mio interesse, inserisco nell’anchor text qualche altro termine correlato, per esempio [consulente SEO freelance];
  3. sinonimi/correlati: uso come testo ancorato [SEO specialist] oppure [Esperto SEO];
  4. brand: se sono già conosciuto potrei usare anche il mio marchio, ovvero [Tagliaerbe];
  5. URL: utilizzo l’URL della pagina che desidero posizionare, per esempio [https://blog.tagliaerbe.com/consulenza];
  6. generica: è normale che qualche link debba arrivare anche da termini totalmente generici, come [clicca qui], [questo sito] o [questa pagina].

Ti ricordo infine che l’anchor text è un parente molto stretto dei link, e Google vuole che i tuoi link siano naturali, e NON artificiali.

Pertanto Google valuterà come artificiale un eccesso di testi di ancoraggio che presentano all’interno la stessa identica keyword, soprattutto se tale parola chiave è poco naturale e utilizzata in una misura eccessiva rispetto agli altri link che ricevi.

Se fai link building / link earning accetta quindi di buon grado i link con parole chiave non proprio “precisine”, e non ostinarti a volere sempre e solo link con dentro keyword che puzzano di SEO a chilometri di distanza.

Speriamo che queste brevi considerazioni sull’uso più accordo dell’html anchor possano aiutarti a migliorare la sua fruizione all’interno del tuo sito. Ricorda che il suo utilizzo consapevole può essere molto importante per dare una marcia in più ai tuoi contenuti ma che – come ogni elemento che può impattare sul posizionamento – un errore nella sua gestione, soprattutto se protratto nel tempo, potrebbe costarti caro in termini di visibilità.

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7 Comments

  • Insomma, come spesso si consiglia, meno “strategismo” e più “spontaneità” 😛

  • Ciao, grazie per queste indicazioni. Spesso uso clicca qui, starò più attenta a “qualificare” l’anchor text in modo migliore 🙂

  • Ricordo l’ottimo testo di Ivano Di Biasi, sulla link building, una vera bibbia sull’argomento. Il segreto del buon link building è proprio nel cercare di avere nuovi link in entrata, riproducendo fedelmente le percentuali di un profilo backlinks naturale, ovvero che si sarebbe creato spontaneamente con il semplice passaparola virtuale.

  • Il problema degli anchor text e delle long tail è che purtroppo l’utente medio/basso non sa che per cercare per una frase esatta deve mettere le virgolette. Quindi tutto questo lavoro sugli anchor e sulle long tail viene a cadere. Esempio se io cerco case milano senza virgolette non ottengo gli stessi risultati prodotti da case milano con virgolette.

  • Un articolo molto interesse e soprattutto, completamente vero!

    Credo che la cosa migliore, come consigliato già dal Tagliaerbe sia proprio quella di “alternare”, variando il metodo con il quale inserire anchor. Alla fine anche qualche “quello” o “clicca qui” può andare, ma bisogna alternarlo con la parola e chiave vera e propria o con qualche piccola aggiunta. Un uso corretto delle anchor, anche per i link interni, nel tempo può portare diversi benefici e rafforzare la struttura del sito.

  • Ciao Davide,
    ottimo articolo, complimenti. Aggiungerei che la distribuzione delle anchor text deve essere stabilita tenendo conto della distribuzione attuale evinta dalla link profile del sito. Quindi, se ad esempio un sito riceve molte anchor text di tipo exact match, valutare l’inserimento di anchor branded e navigational. Infine, consiglio di preservarsi le anchor text transazionali per i siti migliori, in modo da trarre maggiori benefici dalle attività di link building.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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