Amazon sarà il prossimo leader nell’advertising?

Amazon ha da tempo la leadership nell’ecommerce e negli ebook, e sta cercando di guadagnare terreno nei dispositivi mobile e nei tablet.

E ora sembra che Amazon possa diventare anche un importante player nel campo della pubblicità online: la società, recentemente, ha pubblicato varie richieste di posizioni lavorative per il settore advertising.

Come evidenziato da Ben Schachter di Macquarie Equities Research, Amazon ha posto l’accento su 3 punti molto interessanti:

• La pubblicità di terze parti sui siti di Amazon è uno dei settori più profittevoli e a più rapida crescita, e Amazon stessa sta facendo significativi investimenti in display advertising sul web
• Gli annunci display sono uno degli ambiti più “caldi” a livello tecnologico… Amazon è ben posizionata per sfruttare la sua grande esperienza nei rapporti con il cliente… e può contribuire a cambiare il settore
• Il nuovo gruppo di lavoro sugli “Ad Products” è stato formato di recente in Amazon con l’obiettivo di creare un sistema pubblicitario per affrontare nuovi segmenti di mercato

Amazon parte quindi da un ambito consolidato – gestisce già annunci di terze parti su Amazon.com, IMDB, DPReview – per sbarcare, molto probabilmente, sul mobile e sui tablet: attraverso il suo Amazon Appstore per Android, gli ebook di Kindle e i tablet in arrivo, ci saranno un sacco di spazi pubblicitari da poter riempire.

E se Amazon prenderà questa strada non stupiamoci se investirà, parteciperà o comprerà qualche azienda del settore, magari qualche startup che opera nella pubblicità mobile.

La pubblicità è un marketplace tanto quanto quello dei libri o del cloud (ed è un grosso mercato: la sola display advertising vale 30 miliardi di dollari). Creare grossi marketplace è una caratteristica di Amazon, e non sarebbe una sorpresa se riuscisse a farlo anche nell’advertising: Google è avvisato.

Liberamente tradotto da Amazon Is Staffing Up To Become A Huge Online Advertising Player, di Dan Frommer.

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10 Comments

  • Proprio adesso stavo per completare il mio primo ordine su amazon.it, e scopro che per avere la fattura devo fare tutta una assurda trafila burocratica.

    E poi che ha sede in Lussemburgo!

    Paradiso fiscale, nella black list.

    Dicono pure che la spedizione arriva dall’estero, io vorrei capire qual’è quel corriere che consegna dall’estero in meno di 24 ore.

    Qui ci vorrebbe un’altra puntata di Report.

    In ogni caso si è perso un cliente e un futuro publisher!

  • gia con la creazione di amazon s3 hanno rivoluzionato il mondo dello storage ( peccato non ci sia per l’italia ) speriamo che un’altro player aumenti un po la concorenza in questo mondo dove tutto e’ adsense

  • Mi sembra solo normale e giusto che accada questo.

    @ Mik: per la fattura mi spiace, non sono informata.
    Per quanto riguarda la sede, sicuro che sia il Lussemburgo e non la Francia?

    Per quanto riguarda la spedizione, dov’è il problema?

    Io compro su Amazon da sempre, Uk e Usa. Ora che è in Italia godo dei formidabili sconti che fanno sui libri italiani e su quelli stranieri (questi ultimi, finalmente, riesco ad averli per la maggior parte, nel giro di 24 ore e mi pare proprio che li spediscano dall’Italia).
    Di certo sono leader nel marketing e nella promozione: usano sapientemente i dati che raccolgono a fini promozionali. Se apro le mail che mi inviano, inevitabilmente compro qualcosa perché mirano perfettamente la loro comunicazione.

    So che offrono molti vantaggi ai blog che in qualche modo fanno da affiliati.

    Ripeto: mi sembra solo naturale e positivo che diventi player nella pubblicità online.

  • E’ una conferma che il modello di business dell’editoria online può funzionare. La ‘digitalizzazione’ della libreria è un modello che funziona (c’è voluto comunque il suo tempo), adesso bisogna trovare un modello altrettanto profittevole per giornali e riviste online.

  • @Ilaria

    > Per quanto riguarda la sede, sicuro che sia il Lussemburgo e non la Francia?

    Così c’è scritto nelle loro FAQ.

    http://www.amazon.it/gp/help/customer/display.html/ref=footer_vat/276-4541394-2902747?nodeId=200534450

    “Quando compri un articolo su Amazon.it stai in realtà comprando da una società con sede in Lussemburgo”

    > Per quanto riguarda la spedizione, dov’è il problema?

    Il problema è, che mi sembra molto strano che un campione della logistica come Amazon, faccia varcare la frontiera a dei libri prodotti da editori italiani, che interessano solo ad italiani, per poi farli rientrare fino alla casa del cliente, e in meno di 24 ore.

    Quindi, come tu mi stai confermando, forse è falso quanto dichiarano:

    “Gli articoli acquistati su Amazon.it vengono inviati da centri di distribuzione che non si trovano su territorio italiano.”

    Non vorrei che questo fosse un escamotage per non pagare le tasse in Italia, come fanno tutti i suoi concorrenti.

    E come faccio pure io. Mi sto preparando al salasso di giugno, e vorrei che lo subisse pure Amazon.it, Adsense ecc.

    In caso contrario, questo è un motivo per non comprare da Amazon, ma da chi, con le sue tasse, contribuisce al benessere del paese che gli ha permesso di produrre quel reddito: l’Italia.

  • Ho letto. Bah, sono perplessa. Non escludo invece che sia vero (che spediscano al di fuori dell’Italia, anche perché potrebbe essere Chiasso, come San Marino, come Malta o come Mentone, faccio per dire). Pero’ boh, se sono fuori dalla comunità europea, dovrebbe esserci dogana, diversamente non dovrebbe essere diverso che spedire dall’Italia. Non sono informata e preparata al riguardo. Dal mio punto di vista in ogni caso avere Amazon.it è un valore. Anche per la “comunità”.

  • Per ogni acquisto dovrei inviare una visura camerale.

    Pago in anticipo, ho una società regolarmente registrata in Italia, tu in un paradiso fiscale, e sei tu a non fidarti di me? Robe da matti!

  • Amazon ha preteso il certificato dell’apertura dell’IVA. Ma quando gliel’ho mandato hanno cominciato a oppormi di volta in volta una serie di obiezioni illogiche del tipo “non vale perché lei ha cambiato indirizzo postale”, “non vale perché lei ci ha scritto da un altro indirizzo di e-mail”.

  • Mi sa che l’IVA è al 4%

    e l’IVA la pagano gli editori all’origine.

    Quindi non te la puoi scaricare.

    Puoi ovviamente scaricarti la spesa se è fatta a nome dell’azienda e serve all’azienda.

    Se compri un libro di cucina,

    e tratti computer,

    non penso che te li puoi scaricare.

    Parla con il tuo commercialista-

  • Un altro particolare da chiedere sempre al commercialista:

    Se compri dall’estero,

    puoi scaricarti la spesa.

    Per quanto riguarda l’IVA devi chiedere il rimborso, non so a chi, ma non so neanche se ne vale la pena.

    Sugli ebook l’iva è al 20%.

    Fammi sapere.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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