AdWords influenza il posizionamento su Google?

AdWords influenza il posizionamento su Google?

Qualche giorno fa, durante una riunione con un’agenzia di comunicazione che ha richiesto una mia consulenza si è parlato del rapporto tra AdWords e Google Ricerca (Organica), una delle poche questioni in ambito SEO che si trascina ancora adesso sin dall’inizio dei tempi.

Un dipendente, di certo un Google fan (considerati altri stralci del suo discorso che qui non riporto), ha asserito, in tono perentorio, senza darmi alcuna possibilità di controbattere, che tra le due infrastrutture non c’è alcun legame: una campagna AdWords, a detta sua, non porta alcun beneficio al posizionamento organico!

In tutta sincerità provo un certo fastidio quando sono costretto, mio malgrado, ad ascoltare dichiarazioni assolutistiche, qualsiasi sia l’argomento del contendere. Figuriamoci in quest’ambito, laddove quasi nulla è completamente dimostrabile…

Come ho spiegato non ho replicato, anzi, non ho potuto replicare. Però, mentre quest’individuo, per quindici minuti, tesseva le lodi di Google, ho rammentato alcuni episodi legati all’argomento in questione, pur se non direttamente, che si sono succeduti nel corso della mia carriera lavorativa.

Onestamente non sono in grado di controbattere in maniera efficace alla sua affermazione, ma ciò non toglie che nemmeno lui abbia portato esempi concreti che dimostrino in maniera incontrovertibile la sua tesi, perché di questo si tratta, una tesi, nulla di più checché sostenga Google stessa, sempre non si voglia accettare pedissequamente qualsiasi cosa un’azienda dichiari…

Nel mio piccolo, tuttavia, posso portare delle testimonianze, sia chiaro il nulla cosmico statisticamente parlando, in merito ad una questione intimamente legata alla suddetta. “Rovesciamo” quindi il concetto e chiediamoci se AdWords, in maniera diretta o indiretta, può influire negativamente sul posizionamento organico.

Citerò degli esempi che mi inducono a domandarmi, certamente senza avere alcuna pratica certezza e ben conscio che si possa trattare del caso, se la piattaforma di annunci pubblicitari di Google possa deprimere in qualche modo il posizionamento organico sul motore di ricerca.

Ribadisco, per l’ennesima volta, il concetto: non ho certezze assolute, mi limiterò a citare delle esperienze dirette, sta a voi poi farvi la vostra idea sull’argomento. Leggete con la mente libera, tutto quello che scriverò è realmente accaduto, è la mia parola…

EPISODIO 1: un licenziatario ufficiale di una casa automobilistica mi propone di realizzare il sito di e-commerce di un vino dotato del marchio di suddetta azienda. Lo realizzo, otteniamo centinaia di link di qualità, il classico esempio del sito che “si posiziona da solo”. Buona on page, ottimi testi (del resto avevo un’intera agenzia a disposizione per scriverli) e, nel giro di poco tempo, ci troviamo al secondo posto in SERP cercando il nome della compagnia in questione. Lo ribadisco, un qualsiasi utente utilizzando il nome dell’azienda quale query, ads a parte, visualizzava il link al sito di quest’ultima in prima posizione e il sito da me realizzato in seconda…

Ebbene, a distanza di un paio di settimane il sito sparisce dall’indice, pur non violando in alcun modo le policy di Google. Effettuiamo decine di controlli, ma non c’è nulla da fare, dobbiamo rassegnarci a non vederlo più nei risultati del motore di ricerca (a dire il vero, successivamente, è ricomparso per qualche tempo in posizioni prossime alla millesima).

A questo punto, in piena campagna pubblicitaria, decidiamo di tentare la strada di AdWords. Non l’avessi mai fatto! Ogni annuncio che tento di pubblicare viene immediatamente ripudiato dalla piattaforma, senza un reale motivo e, soprattutto, per l’ennesima volta, senza alcuna violazione delle sue policy.
Contatto l’assistenza di Google e mi si risponde che il “motore di ricerca” (come fosse un’entità del tutto indipendente) non ammette associazione tra la guida e alcool. A nulla sono valse le mie rimostranze e l’invio di una copia del contratto di licenza ufficiale! In effetti è evidente, vedi il marchio di un’azienda automobilistica sull’etichetta di un vino e, automaticamente, senti l’irresistibile impulso di berlo mentre sfrecci a 250 km orari in pieno centro!

Per concludere ho dovuto rinunciare a Google e lavorare off-line, tramite newsletter e articoli sponsorizzati (che però faticavano a posizionare anch’essi). Molto tempo dopo ho saputo che l’azienda in questione, ai tempi della pubblicazione del sito, aveva cambiato idea in merito all’opportunità di vendere siffatto prodotto e, presumo, abbia preso delle misure atte a ridurne la diffusione. Non so quali, so solo che suddetta compagnia spendeva – e credo spenda tutt’ora – centinaia di euro di AdWords al giorno…

EPISODIO 2: acquisto un tablet presso Groupalia. Non ottengo la fattura (anzi, in realtà ne ottengo due ma palesemente contraffatte e prive della mia partita IVA) e inizio una battaglia che si protrae per mesi. Decido così di scrivere un articolo sulla mia esperienza di acquisto presso questo store on-line: analizzo, elemento per elemento, il loro sito e la logistica individuando i numerosi punti deboli. Ottengo un bel po’ di visite e parecchi commenti di persone che hanno vissuto esperienze simili o peggiori e molte richieste di aiuto (che ho fornito, nel mio piccolo, laddove possibile). Insomma, senza presunzione, credo di aver soddisfatto appieno il concetto di “Content is King”. Il mio articolo comincia a schizzare nelle serp, viene citato da vari magazine, e mi assesto tra il secondo e il terzo posto.

Ribadisco, cercando Groupalia, nell’organico, sono in seconda/terza posizione. Il tutto dura qualche mese e poi, pure questa volta, sparisco dall’indice per quella chiave in maniera inspiegabile. Si è esaurita la “freschezza del contenuto“? Può essere, ma allora sarei dovuto “scendere in maniera più morbida e controllata” e non praticamente sparire. Nonostante questo, per qualche altro mese, i commenti continuano ad arrivare grazie alle citazioni di altri blog e testate on-line e tramite chiavi secondarie (a differenza del precedente episodio, laddove il sito era introvabile anche per keyword minori). Ovviamente anche l’azienda in questione destinava e credo destini ancora un elevato budget a Google AdWords…

EPISODIO 3: diversi anni fa compro finalmente casa e sottoscrivo on-line un contratto di energia e gas con Enel Energia. Passano due settimane e non mi viene attivato. Telefono quasi quotidianamente al call center, ma nessun operatore sa spiegarmi il motivo di questo ritardo, “generici problemi informatici” mi si continua a rispondere. Passano altre tre settimane e niente, non posso abitare nella mia nuova casa (sfido chiunque a farlo senza luce e riscaldamento).

A questo punto, al limite della disperazione, comincio a contattare amici, fornitori e clienti alla ricerca di una conoscenza altolocata all’interno di suddetta azienda (purtroppo, in Italia, in queste situazioni è l’unica cosa da fare, la conseguenza però, al di là degli aspetti etici, è che, prima o poi, il favore lo devi pure restituire).

Ottengo così, tramite un amico di un amico di un amico, l’aiuto di un dirigente che mi spiega il motivo del disservizio: il vecchio proprietario dell’abitazione – che si appoggiava allo stesso fornitore – non aveva pagato l’ultima bolletta, l’azienda non sapeva come contattarlo in quanto al nuovo domicilio aveva sottoscritto un contratto con un’altra compagnia e così la mia utenza è stata posta in uno stato di “ibernazione” perenne. La situazione non viene comunque risolta, ma, grazie all’intervento del dipendente dell’azienda e, successivamente, del Garante, riesco ad attivare gas ed energia presso un’altra azienda in meno di 4 ore dallo sblocco!

Anche in questo caso decido di raccontare tutte le mie vicissitudini come al solito sempre in maniera sobria e analitica, senza utilizzare un gergo offensivo o accusatorio. Per dare più autorevolezza all’articolo chiedo ospitalità presso il sito di un’associazione di consumatori mia cliente.

Pubblicato il post contatto un buon numero di blogger e titolari di siti web che trattano di disservizi con suddetta azienda e in molti mi forniscono link spontanei senza nulla chiedere in cambio. E così l’articolo sale (e ottengo pure un cospicuo indennizzo da Enel Energia!) sino alla seconda posizione. Se cerchi Enel Energia, il sito dell’azienda è al primo posto, il mio articolo al secondo…

Poi, come preventivato, qualche settimana dopo scende improvvisamente in posizioni prossime alla 200esima e così altri articoli in ottime posizioni che criticavano – alcuni aspramente altri meno – la condotta della compagnia. Ovviamente anche Enel Energia spendeva e – suppongo spenda – molto denaro per acquistare annunci pubblicitari presso Google AdWords…

Digitando oggi in Google le chiavi che facevano comparire nelle prime posizioni i miei articoli si ottengono SERP molto diverse da quel tempo: non c’è un solo listing che rimandi ad articoli critici su suddette aziende (ad eccezione di una recensione negativa su Groupalia pubblicata in Tripadvisor, del resto homo homini lupus, molto probabilmente la seconda investe in AdWords molto più della prima).

C’è anche da aggiungere che tutti gli episodi si sono verificati in un tempo in cui ogni sito poteva comparire una e una sola volta in ciascuna SERP. Oggi ovviamente non è così: Google ha modificato le sue policy e una SERP può tranquillamente essere messa a disposizione di un solo sito, cosa che non mi piace proprio per nulla, ma tant’è…

Ebbene, che ne pensate? Eventi casuali e statisticamente inattendibili? Non voglio pronunciarmi, fatelo voi… Non posso però non citare Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova».

E se le mie storielle vi hanno indotto a non escludere categoricamente l’idea che AdWords possa influire negativamente sul posizionamento organico vi chiedo di fare un ulteriore passo: rovesciamo nuovamente il concetto!

Se una campagna AdWords può affossare un sito, è evidente che un altro ne beneficia, non avendo più la necessità di “guardarsi alle spalle” da un concorrente o, come nel mio caso, da un “testimone scomodo”. E quindi, se vogliamo, non si tratta di un miglioramento del posizionamento organico del sito che sopravvive nella SERP?

Che posso dire per concludere se non che a volte le cose sono esattamente come sembrano, a volte…

Autore: Enrico Ladogana di Ranked.it, per il TagliaBlog.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su google
Google+
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su pinterest
Pinterest

18 Comments

  • Anche se non è mai morto, spero non ricominci a comparire il falso mito che AdWords influenzia il posizionamento organico. Se articoli hanno perso posizionamento o se causa il filtro safe search sono indietreggiati non è colpa di altri siti che si fanno pubblicità.

    Ok, dammi le prove!

    La pubblicità con Google non produrrà alcun effetto sulla presenza del tuo sito nei nostri risultati di ricerca. Google non accetta mai denaro per includere o posizionare i siti nei suoi risultati di ricerca. Inoltre, per essere inclusi nei risultati di ricerca organici di Google non è previsto alcun pagamento.

    https://support.google.com/webmasters/answer/35291?hl=it

    Eh, ma non sono prove, lo dice Google, sei un Google fan! Ok ribalta quanto dice Google con prove tangibili che possono vedere tutti.

    Ciao,
    Yuri.

  • Bravo Yuri, concordo.

    Ad onor del vero va ammesso che possono comunque esserci delle correlazioni positive tra Adwords e organico… Ad esempio:

    1) se ottimizziamo le pagine e la struttura per il seo, lo stiamo facendo anche per il quality score di Adwords (e viceversa)

    2) un’attività di campagna sponsorizzata (non solo Adwords) incentiva le ricerche di brand e le ricerche non-brand correlate, rafforzando l’effetto di associazione del brand alle query non brand, ad esempio in termini di CTR effettivo rispetto all’atteso, andando ad influenzare tanto il seo quanto il ppc.

    Sono comunque delle correlazioni e non esiste alcun rapporto di causa effetto (tutt’alpiù una causa comune).

    E di queste cose, non sorprendentemente devo dire, non c’è traccia nell’articolo.

  • Mah, vecchia diatriba… se ne parla da sempre e una risposta vera e propria non c’è. Sono d’accordo comunque con Martino: il fatto di ottimizzare le campagne per avere un miglior Quality Score fa bene anche al SEO organico.

  • Se ne parla da sempre… comunque la vedo come Martino, abbiamo riscontri positivi lato SEO organico dopo una campagna Adwords per un e-commerce.
    Alla prossima puntata.;-)

  • Io credo che se si aumenta davvero la popolarità di un sito, tramite qualsiasi forma di pubblicità, ci siano delle conseguenze indirette sul posizionamento. Questo per quanto riguarda gli effetti positivi. Di effetti negativi un po’ tutti abbiamo avuto a volte la sensazione.. Non mi stupirebbe che grossi investitori in adwords abbiano un peso diverso.

  • La tua analisi ha tenuto conto di tutti gli altri aspetti oltre al solo risultato negativo? Ad esempio, se fossi un’azienda che investe tanto su AdWords è ovvio che sarei un’azienda con una buona disponibilità economica. E chi ha sempre a disposizione un discreto gruzzolo da investire non ha nessun problema ad assumere qualcuno per fare ad esempio negative SEO su articoli/domini non graditi. Ci sono stati casi documentati in cui è possibile affossare persone non gradite solo con backlink tossici; se ad esempio non ci stai dietro con lo strumento disawov (la cui creazione è già indice di quanto sia stato impattante l’aspetto dei backlink tossici) rischi di dire che è colpa di Google quando in realtà è intervenuto un cambiamento ben preciso. Sei sicuro che i tuoi articoli o il sito in questione si siano affossati da soli senza nessun tipo di cambiamento alla “salute” del sito?

    Ricorda che Google deve il suo successo al fornire risultati pertinenti ai termini di ricerca (sono lontani i tempi del 1993 nei quali qualsiasi cosa cercavi prima o poi finivi sempre almeno su un sito porno!); agli utenti questo piace e usano Google piuttosto che altri motori: se si rompesse questo meccanismo (ti faccio vedere solo quelli che investono su AdWords) Google perderebbe la sua base clienti tirandosi la zappa sui piedi. Se perdi la base clienti hai meno gente a cui far vedere gli annunci, che varrebbero quindi meno.

    Chi dice che dopo una campagna AdWords ha risultati “automatici” anche sul lato organico certamente sottovaluta altri fattori: ad esempio che la maggiore visibilità data dagli annunci puo’ aver generato più visite, più utenti che hanno iniziato a condividere link e risposto ai commenti sul sito , creando engagement. Questo viene ovviamente notato da Google e viene premiato. Non c’è niente di piu’ sbagliato che continuare ignorare il fatto che causalità non significa necessariamente correlazione. Un sitaccio non diventa popolare organicamente solo perchè fa una campagna AdWords.

  • Marco, tutti gli episodi riportati sono molto datati, il disavow non esisteva, il negative seo era solo un abbozzo, si ottenevano risultati con il semplice scambio link a tema, registrazione in directory, comunicati stampa e quant’altro. Ora le cose potrebbero pure essere diverse, non ho esempi recenti da proporre al pubblico.
    Peraltro il titolo è provocatorio ovviamente, la mia tesi è che chi fa Adwords con grande disponibilità ha del potere che può esercitare contro chi non ne ha, sia in termini di organico che non, potere garantito da Google stessa. È una tesi puoi condividerla in tutto, in parte o non condividerla affatto. Quanto alle tue domande ti posso assicurare che tutto è stato analizzato in maniera metodica, non solo da me, ma anche da alcuni Seo piuttosto bravi, anche più di me. Nel caso specifico del primo episodio, inoltre, è stata Google stessa ad aver ammesso che non potevo fare advertising su quell’argomento senza fornirmi giustificazione alcuna. Il dubbio che sia stato limitato anche nell’organico è forte, resta un dubbio, certo, ma così forte da renderlo certezza, poi tu fai le tue considerazioni, che rispetto in ogni caso.
    Ciò detto, rispondendo anche ai precedenti commenti, alcuni dei quali mi fanno intuire che l’articolo o non è stato letto o, peggio, non è stato compreso, ribadisco, per l’ennesima volta, che sono miei idee, opinabili, criticabili e non condivisibili. Però quando mi si replica con dei dogmi perdo interesse, rispetto l’opinione, ma perdo interesse. Cerco avversari degni dialetticamente parlando. Tu, ovviamente, lo sei stato, altrimenti non ti avrei risposto.
    Quanto all’ultima questione “se Google si comportasse così perderebbe credito tra gli utenti” rispondo in maniera molto semplice, le banche, basta leggere il giornale ogni giorno, massacrano il piccolo investitore quotidianamente, mentre il grande viene trattato da re, eppure ci sono ancora migliaia di famiglie che ci aprono i conti. Volkswagen ha sistematicamente mentito spudoratamente a clienti e governi sulle emissioni delle proprie auto, è stata scoperta e messa alla berlina, eppure non ha subito tracolli nelle vendite. Vogliamo parlare delle Telco che prendono milioni di multe ogni anno dal Garante senza alcun danno di immagine? E di Google stessa in merito a fisco e abuso di posizione dominante?
    Il punto è questo, quando hai un volume di affari così mastondontico, hai servizi venduti (o barattati con i tuoi dati personali) quasi ad ogni abitante della terra, anche se “tagli la testa” ad un migliaio di essi la tua autorevolezza non cambia, soprattutto in un settore, quello dei motori di ricerca, laddove c’è una asimettria informativa senza precedenti.
    E con questo chiudo! 🙂

  • Ciao Enrico, ho letto l’articolo con grande interesse e rispetto le tue opinioni.
    Gli episodi che hai vissuto hanno tutti a che fare con aziende grosse e quindi “di potere”, che tra le altre cose spendono in pubblicità su Google. Credo quindi che la correlazione tra la sparizione in serp e la spesa delle aziende in Google AdW sia spuria, anche se ovviamente non ho tesi che posso sostenere in merito.
    A naso (ma è sempre un opinione, del tutto personale), sei stato vittima di quality raters che ritenevano il tuo risultato non fosse coerente con la chiave di ricerca.

  • @Yuri,
    con tutto il rispetto anche per un TC del forum di Google webmaster , di prove non ne ho nemmeno io, ma , perdona, nemmeno tu se non quello che lo stesso Google scrive.
    Capisco che sei un TC di un suo forum, ma bisogna essere anche critici.
    Ti ricordo, e lo ricordo agli amici che mi leggono, che non più tardi del Giugno scorso, dunque non 100 anni luce fa , Google è stato maximultato di 2,4 Mld di euro dall’antitrust europeo perchè abusando della sua posizione dominante ha favorito il Google Shopping a discapito della concorrenza.
    E questo dopo SETTE anni di studio , non certo dopo una ilazione o un giorno !
    Quindi di cosa stiamo parlando ? Google può scrivere e scrive ciò che vuole sulle sue pagine, ma la realtà magari è un altra.
    Un po come l’ultimo aggiornamento di algoritmo di Febbraio ( Fred ) dove, chissà perchè, sono stati favoriti ( ooops scusa …premiati ) i grandi giganti e brand dell’editoria.
    Qualcuno dirà…hanno un buon Trust e un ottima autority ! Ok, o….paura che gli editori avrebbero fatto pagare a Google le notizie in Google News ??? Quindi …zuccherino-premio …
    Chissà…a me qualche dubbio è venuto.
    Questo per dirti, in definitiva, che noi magari non si ha le prove che adword “raddrizzi” ( almeno per i grandi ) il posizionamento in serp con svantaggi dei “critici” verso quel brand , ma nemmeno tu ne hai di prove tranne l’affermazione di Google ( vinaio il tuo vino è buono ? ) .
    Di contro però …c’è una maxi-multa che la dice lunga su ciò che fa Google !
    🙂

  • @Bluwebmaster io commento a mio nome, non “per conto di” od altre cose che mi fanno schifo per come sono fatto, anzi, io specifico sempre che non ho nulla a che fare con Google.

    Le multe di Google non centrano con quanto scritto, ho letto l’articolo per curiosità, e, non dico che in esso non è specificato che sono esperienze, solo che non ci sono prove che possono far affermare che AdWords influenzia il posizionamento organico.

    Dato che, ad esempio, ci sono “”consulenti”” che propongono AdWords per la SEO, o che dicono più o meno indirettamente che AdWords influisce sul posizionamento, in pratica (per chi legge e non è molto esperto) ho detto solo: Google dice questo, tizio/caio/io sostengono l’inverso, se non ci sono prove dei fatti inconfutabili ti consiglio di ascoltare Google piuttosto che far rinascere un falso mito.

    Bye bye,
    Yuri.

  • @Yuri,
    Non ho mai detto che tu commentavi per conto di qualcuno.
    Ho detto semplicemente che come TC del forum di Google Webmaster è comprensibile che tu prenda le difese di Google. Comprensibile significa “giustificato”. Non altro . Mi dispiace se lo hai interpretato diversamente.

    Mi duole dirlo ma l’ultima maxi-multa ( parliamo di 2,4 miliardi di euro !!! non di noccioline) per aver affossato ( indovina con quale sistema ! 🙂 ) altri comparatori per favorire il suo Google shopping la dice lunga sui “sistemi” che può utilizzare il motore per favorire i suoi interessi o quelli di qualche brand che gli sta particolarmente a cuore.

    E lo ripeto : io , personalmente, non ho prove che adword in qualche modo condizioni il posizionamento , ma nemmeno chi sostiene il contrario ha le prove di quanto sostiene.

    Fino a prova contraria, dice un vecchio detto, non si valuta per ciò che si dice ma per i fatti.
    E i fatti dicono che Google ha una multa salatissima da pagare per aver abusato della sua posizione dominante e aver mischiato le carte a suo favore e sfavorendo altri soggetti.
    Ergo, perchè non mi dovrei attendere altre sorprese ?

    Se poi qualche consulente sostiene che adword influisca sul posizionamento , o sostiene il contrario , è ininfluente.
    Ascoltare Google ? Io preferisco ascoltare la mia testa e pensare con quella, giusto o sbagliato che sia.
    Ho ascoltato Google per troppo tempo correndo dietro tutte le sue bizze imbarazzanti per cui ogni tanto, in nome di un interesse non meglio precisato dell’utente, cambia le regole costringendoti a rivedere ogni volta tutto, per poi ritrovarti nelle prime posizioni in serp web a dir poco imbarazzanti.
    In altre parole fidarsi è bene, non fidarsi è ancora meglio, soprattutto se ci sono interessi economici nel mezzo.
    🙂
    Ciao

  • In teoria non volevo più rispondere dato che non m’interessa di avere l’ultima parola per dimostrare di aver ragione. Però, ripeto, seppur sia TC di Google non ho alcun vincolo aziendale/contrattuale, la penso come meglio credo.

    Ovvero, anche Google fa cose che non mi piacciono, non condivido tutto a priori. Questo o le multe date dall’UE per un altra questione non ha nulla a che vedere con l’articolo e con il falso mito che AdWords fa aumentare/diminuire il posizionamento organico.

    Prove alla mano (dati inconfutabili e non correlazioni inutili) cambio idea anche io, altrimenti sono solo parole buttate.

    Buona giornata,
    Yuri.

  • Io credo invece che una volta raggiunto il monopolio delle ricerche, che nessuno potrà più insidiare, Google abbia molto ammorbidito la sua intransigente separazione.
    Quindi quello che valeva qualche anno fa, potrebbe non valere oggi.
    Secondo me dunque, un buon sito (perciò con alto Ad quality) si può avvantaggiare notevolmente facendo Adwords.
    I miei siti hanno sempre migliorato il proprio posizionamento organico dopo le Adwords.
    Google quindi te lo fa capire, anche se ufficialmente lo negherà sempre.
    Del resto, guadagnano con questo.

  • Interessante articolo che va a colpire un punto dolente di GG. Non so se Adwords influenzi positivamente o negativamente il ranking, personalmente ho sempre pensato di no, ma so per certo, da esperienze mie e di colleghi che i raddrizzamenti da parte di quality raters (e il tuo primo esempio ne è un caso eclatante) getta molte ombre sul comportamento di GG…. il sistema non è perfetto, lungi dall’esserlo e purtroppo i big spender in advertising hanno un’arma contrattuale non da poco in mano… coraggioso il tuo articolo! Rischi grosso

  • @Yuri

    lo ripeto per l’ennesima volta : nessuno qui, almeno io , ha mai sostenuto che il fatto che tu sia TC di Google ti faccia avere un obbligo aziendale/contrattuale. OK ?
    Se poi avete contatti con dipendenti Google, se di tanto in tanto vi fanno fare un viaggetto a Mountain View tutto a spese loro , è soltanto perchè collaborate “gratis” con il forum. Ok ?

    Detto ciò ribadisco che , a mio modesto avviso, la correlazione tra i due argomenti ( multa per abuso di pozione dominante in merito ai risultati dello shopping e IPOTESI che chi fa campagne , soprattutto con grossi volumi , con adword possa in qualche modo essere favorito in serp ) esiste eccome.
    Se Google non ha esitato a favorire il suo aggregatore a discapito della concorrenza, posso io avere il SOSPETTO che se faccio una campagna adword da 10.000 euro al mese , Google un reagalino me lo fa ?

    Ed è un cane che si morde la coda .
    Io non ho prove che sia così, ma nemmeno tu ce l’hai per dimostrare il contrario.
    Quindi ?
    Ognuno ha le sue ipotesi , le sue idee , un cervello e ragiona ( si spera) con quello.

    Rispetto profondamente la tua idea .
    Ma credo che sia altrettanto rispettabile la mia e quella di altri.

    Nulla di più, nulla di meno.
    Io faccio l’ipotesi che se Google se ne infischiato della concorrenza favorendo il suo Google Shopping e penalizzando i competitor nel SUO motore di ricerca , perchè dovrebbe farsi problemi a favorire chi gli da una vagonata di soldi con adword ?

    E’ una questione di idee : ognuno ha la sua nel reciproco rispetto.
    L’unica differenza sostanziale è che a me Google non paga una settimana a Mountan View e non ho esattamente l’anello al naso.
    Un carissimo saluto.

  • Davide, per “controbattere efficacemente” penso sia utile un rapido esempio:

    ho un prodotto sconosciuto, ma molto interessante. Il ranking delle pagine che lo riguardano sul mio sito è molto basso rispetto a prodotti della concorrenza.

    Inizio a promuoverlo tramite AdWords, investendoci budget importanti: le persone iniziano a conoscere il prodotto, lo apprezzano, lo acquistano, ne parlano, lo recensiscono positivamente e soprattutto, lo riconoscono…. il prodotto diventa noto.

    Sempre di più, nelle SERP, quando cercano quella categoria merceologica, anche in assenza di pubblicità, cliccano il risultato corrispondente a quel prodotto, in quanto è diventato noto.

    Anzi, sempre di più cercano la categoria merceologica + il nome del prodotto.

    Il risultato di posizionamento organico, a parità di altre condizioni, secondo te, cambia?

    E’ chiaro che lo fa, grazie alla notorietà acquisita del prodotto ed i tanti segnali che sto passando a Google: sto soddisfando le persone con una risposta che apprezzano e questo viene premiato dagli algoritmi di Google.

    Avrei potuto ottenere il risultato diversamente? Molto probabile: con maggiore o minor spesa resta tutto da vedere, ma non è questo l’argomento in discussione.

    La frase “La pubblicità con Google non produrrà alcun effetto sulla presenza del tuo sito nei nostri risultati di ricerca” serve a far capire che non c’è alcuna relazione di favore, ma leggerci che eventuali importanti investimenti in AdWords, in grado di rendere e.g. un prodotto noto e popolare, non ne comportino un possibile miglior posizionamento nelle SERP per dei motivi del tutto legittimi, non mi sembra corretto.

    @Yuri, che ne dici?

  • La dimostrazione è più facile di quello che si può dire e o credere. Rifate la stessa ricerca su bing quando perdete posizionamento… se la vostra pagina ha perso un posizionamento simile a quello che aveva su Google allora ha ragione Google, se invece su Bing avete un risultato diverso ( di solito il movimento del posizionamento è più lineare quindi si rimane più o meno in una posizione più alta )… allora gli indizi, diventano 4… e non ci sono scuse..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
aumentando i clienti, utilizzando le ultime tecnologie e nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia.

Seguimi sui social

Iscriviti alla Newsletter

Main sponsor

Scroll to Top

Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Per maggiori informazioni visualizza la Privacy & Cookie policy