Il paradosso di AdBlock

AdBlock è una nota estensione per browser che ha lo scopo di bloccare la visualizzazione delle pubblicità presenti sui siti web. Assieme alla “sorellastra” Adblock Plus, è una delle estensioni più scaricate e utilizzate in assoluto, con 20 milioni di utenti (in un altro punto del sito dello sviluppatore si parla addirittura di 80 milioni…) e il primo posto nella classifica delle estensioni più scaricate per Chrome e Safari.

La simpatica novità è che da qualche giorno AdBlock sta cercando fondi, con i quali finanziare una campagna… pubblicitaria.

Esatto, hai capito bene: chi lotta per liberare il web dai banner pubblicitari, sta cercando soldi per farsi pubblicità, sia online che offline.

Al raggiungimento di 25.000 dollari (mentre scrivo questo post il contatore segna oltre 42.000, e mancano ancora 26 giorni al termine della raccolta fondi), partirà la campagna “anti-pubblicitaria” sul web, con banner dentro siti e video. Con 50.000 è in programma l’acquisto di un cartellone in Times Square. Con 150.000 una intera pagina del New York Times. E con 4,2 milioni di dollari uno spot TV durante il Super Bowl del prossimo anno.

Il tutto per una “nobile causa”: convincere quelle 7 persone su 10 che ancora guardano gli annunci pubblicitari presenti online che è possibile vivere in un mondo senza banner, ovviamente grazie all’uso di AdBlock.

Cosa ne penso

Disclaimer: sono da sempre contro le forme di pubblicità invasive/interruttive, ma comunque vivo (principalmente) grazie alla vendita di spazi pubblicitari. Non tanto su questo blog, ma piuttosto su un network di siti web per i quali presto consulenza da alcuni anni.

A parte alcune rarissime eccezioni il web editoriale, in Italia e all’estero, vive oggi solo ed esclusivamente grazie alla pubblicità, ovvero ai banner sparsi all’interno di post e articoli.

Ogni tanto si sentono rumor sul passaggio a pagamento dei principali quotidiani online (che di conseguenza, probabilmente, saranno costretti ad eliminare o quasi la pubblicità), ma tali rumor si sono risolti fino ad ora con un nulla di fatto.

E, in parallelo, emergono anche idee alternative alla pubblicità per monetizzare i contenuti (vedi Newspass, One Pass e Wallet di Google, giusto per citare quelle di un colosso molto noto online), ma anche questi progetti sono falliti o rimasti solo sulla carta.

Il punto è che nessun editore può permettersi oggi di fare un salto nel buio, di passare da un modello gratuito (finanziato da banner pubblicitari) ad un modello a pagamento (finanziato dai lettori).

Dopo aver regalato per anni l’argenteria, dopo aver abituato i lettori a cibarsi gratuitamente di contenuti, ecco che l’editore si trova in una situazione drammatica: è costretto da un lato ad ottenere pageview in tutti i modi (perché quello è il metro di valutazione e remunerazione del web odierno), e dall’altro si ritrova con un esercito di lettori che schivano (e schifano) in tutti i modi i banner: non li vedono, non li cliccano, e spesso usano anche sistemi per farli sparire del tutto dalla finestra del browser (come, per l’appunto, AdBlock).

Ora, capisco che moltissimi contenuti pubblicati sul web siano penosi, che non valgano neppure i bit sprecati per scaricarli, che il 90% dei siti web potrebbe sparire dall’oggi al domani e nessuno se ne darebbe pena.

Ma la verità è che non ci sono (o quasi) lettori disposti a pagare per quei 4 siti decenti rimasti. La maggior parte degli utenti di AdBlock (che ho incrociato) si bulla di usare l’estensione persino in faccia all’editore che legge quotidianamente, adducendo scuse del tipo “la uso perché ho la connessione lenta”, o “i tuoi banner mi bloccano il PC”.

Possiamo però scommettere che quel genere di utente-scroccone non sarebbe disposto a spendere nemmeno un centesimo per fruire dei contenuti di quel sito web. Piuttosto spenderebbe una giornata per scovare trucchetti e metodi alternativi per estrarre il contenuto dalla pagina, ma di pagare l’equivalente di qualche caffé per l’abbonamento mensile a delle informazioni di qualità, non se ne parla nemmeno.

Piuttosto se ne andrebbe sbattendo la porta, urlando “tanto i contenuti del tuo sito mi han sempre fatto schifo” (peccato che fino ad un minuto prima ne fruiva quotidianamente), e si fionderebbe su qualche altro clone per cibarsi di simili informazioni. Passerebbe di sito in sito, per succhiarne gratuitamente la linfa, fiero del suo AdBlock e di 1.000 altri accorgimenti per non lasciare alcuna traccia di sé (perché si sa, sul web si viene spiati dai governi e dalle multinazionali, c’è PRISM, Echelon e chi più ne ha più ne metta).

Concludendo

Deve essere una deformazione professionale di certi programmatori quella di lottare per creare una rete completamente priva di pubblicità.

Ricordo che lo scorso anno esplose il “caso Do Not Track” (=si diceva che la versione 10 di Internet Explorer dovesse essere settata di default per navigare in modo anonimo), mentre a Febbraio Firefox disse di voler fare più o meno la stessa cosa sulla versione 22 del suo browser (=blocco di default dei cookie di terze parti).

Ora il team di AdBlock se ne esce con questo motto: “We can literally reshape the Internet. Let’s cut out advertising and make it a better place for everyone.”

OK, volete rimodellare Internet e renderla un luogo migliore, privandola di ogni forma di pubblicità. Peccato che senza pubblicità l’Internet che utilizzate, e utilizziamo, non camperebbe un solo giorno.

Carissimi sviluppatori nudi e puri, che sognate una Rete senza banner, provate a pensare che:

Facebook vive grazie alla pubblicità. Non si paga l’accesso al sito proprio grazie al fatto che è sostenuto dalla pubblicità. Non vi piace Facebook? Davvero non siete fra il miliardo e più di utenti iscritti al social network blu?

• Beh, anche Google vive praticamente solo di pubblicità. Con quella ci paga quasi 50.000 dipendenti e decine di migliaia di server. Non vi piace nemmeno Google? Davvero non usate mai il motore di ricerca della grande G? Davvero non avete una mailbox @gmail.com?

• Tutti i maggiori siti di informazione online vivono solo di pubblicità. Davvero non vi capita mai di entrare in un forum per leggere un parere o chiedere un aiuto? O di aprire Corriere.it o Repubblica.it? O preferireste che fossero senza banner ma pieni zeppi di marchette camuffate – pardon, “Native Advertising” – all’interno degli articoli che leggete?

OK, penso abbiate capito. In estrema sintesi, vi rimane giusto Wikipedia: divertitevi con quella 🙂

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64 Comments

  • Era nell’aria questo post 😀 😀

  • Che tristezza. Volevamo un mondo migliore? Si stava meglio quando si stava peggio.

  • Ribadendo che la troppa pubblicità rompe le palle, bisogna rendersi conto che internet riesce a offrire dei servizi di qualità agli utenti gratuitamente solo grazie a questa.
    Pretendere servizi di qualità che richiedono un sacco di lavoro senza pagarli e senza pubblicità (ovvero senza che qualcun altro li paghi per noi) è profondamente arrogante

  • Aggiungo una cosa, che mi lascia assai perplesso.

    Negli ultimi mesi sto seguendo delle campagne di sponsorizzazione tramite banner per alcuni miei clienti. Fatta questa premessa, mi ritrovo di fronte a delle proposte commerciali che definisco “assurde” per l’estrema diversità di impegno economico.

    Esempio: trovo un sito on-topic su cui mi piacerebbe piazzare un banner, contatto il webmaster per chiedergli prezzi e statistiche, ed arriviamo ad un accordo per – supponiamo – 50€ al mese su un sito che totalizza 20K impressions al mese, per un banner 300×250 in spalla dx run-of-site. OK soddisfa le mie esigenze.

    Poi, 5 minuti dopo, contatto una concessionaria pubblicitaria che gestisce un portfolio di siti, e per le stesse tipologie di target – ovvero sito on-topic, con 20K di impressions al mese, per un banner run-of-site in spalla dx, mi chiedono 1500€ al mese (minimo 3 mesi).

    Ma non esiste un livellamento di mercato in tal senso?
    Perché le trattative private sono accessibili anche ai “piccoli” mentre le concessionarie sparano calibri da 90 pensando sempre di avere i big-boys dall’altra parte? In che modo vengono regolamentate queste tariffe?

    Taglia, tu che sei addentro al settore, che ne pensi?

  • @NBWeb.it le agenzie pubblicitarie sono un vomito…

    ricaricano % astronomiche per pagare tutte le sedi di rappresentanza e i vari commerciali che vanno in giro a dire cazzate e bruciare benzina…

    dall’altro lato i piccoli webmaster si svendono per 4 soldi non rendendosi conto del reale valore che hanno tra le mani… 🙁

  • @Adriano

    Quindi mi confermi la mia impressione: la “forbice” tra webmaster privato e agenzie pubblicitarie è TROPPO ampia… ma è mai possibile che nessuno si accorga di questa discrepanza? Voglio dire… sul “gioco al ribasso” purtroppo non c’è nulla da fare, ma mi domando: i placement da €1500 al mese (minimo 3 mesi) sono TUTTI venduti?

  • Siamo in Italia,

    in genere a comprare dalle agenzie media sono responsabili marketing che la sera escono a cena con il commerciale delle agenzie media…

    Il prezzo non interessa, il ROI interessa a pochi, a chi come noi lavora per clienti con budget risicati, non alle SPA che investono in adv solo perchè va fatto ed è stato stanziato un budget.

    Per questo un meccanismo con buysellads non potra mai funzionare in Italia.

    E’ tutto un giro di conoscenze, è li la vera bolla di internet tutta Italiana…

    Se fai un giro nelle agenzie media è pieno di zombie che non capiscono un cazzo e ti chiedono che page rank hai nonostante poi vai a mettere un banner javascript che Google non segue…

    Paese delle conoscenze e dell’ignoranza 😀

  • @Adriano

    Ah ah… a questo punto ritorna valido il mio primo commento: che tristezza 🙁

  • @NBWeb.it/Adriano: funziona così.

    Il piccolino, o se preferisci il “one-man-show” è fuori dal giro “che conta” (=concessionarie, centri media, “big brand”) e fa prezzi a casaccio. Solitamente gli basta pagarsi dominio, hosting, qualche vizio ed è contento.

    Appena scala un pochino e non ha più voglia di scrivere deve pagare (anzi sottopagare) quei 2-3 che scrivono per lui, ma la cosa va avanti ancora a livello molto “cantinaro”: si lavora tutti da casa, non ci sono costi importanti (a parte giusto i server) e quindi si arricchisce giusto colui gestisce la baracca, mentre i sottoposti prendono le briciole.

    Se scali al livello ancora superiore (e in Italia si contano sulle dita di 2 mani quelli che ci sono riusciti), e inizi a fare stabilmente qualche milione di utenti unici/mese e qualche decina di milioni di pageview/mese, nel 99% dei casi sei finito sotto il cappello di una concessionaria, che impone un suo listino. E sono anche, almeno in parte, felice che esista una sorta di “listino-cartello” con prezzi “top”, perché se si continua a giocare al ribasso qui finisce davvero che si capotta tutti.

    Ovviamente è ben difficile che la concessionaria riesca a venderti tutti gli spazi a prezzi “premium”, ma solitamente (dipende dall’accordo che sei riuscito a spuntare…) riempie i buchi con i circuiti “low CPM” e robaccia varia. Nel complesso, il vantaggio dell’editore è che non deve più pensare a vendere nulla (e soprattutto a recuperare i soldi da 1.000 inserzionisti diversi…), mentre quello della concessionaria è che si tiene una bella fettazza (a volte fino alla metà) dell’importo delle campagne pubblicitarie.

  • Ma sono veramente tanti coloro che utilizzano prodotti come AdBlock? A me nell’esperienza personale quotidiana non capita mai di vederli…

  • @Enrico: se vai sul Chrome Web Store e prendi le schede sia di AdBlock che di Adblock Plus, vedi che su entrambe c’è un bel “10.000.000+ utenti”. E non penso che Google abbia interesse a taroccare il numero… semmai sarebbe da capire perché Google permette che le 2 estensioni siano vive e vegete sul suo store: meglio un download in più del browser, anche se poi l’utente non vede AdSense da nessuna parte? 🙂

  • @Tagliaerbe: i download non corrispondono strettamente all’utilizzo…e non tengono conto di chi lo ha poi disinstallato, ha cambiato PC, browser, ecc… 😉

  • @Enrico: vero, ma posso assicurarti che su siti di ambito IT (che conosco piuttosto bene), con un il tipo di pubblico giovane e prettamente maschile, la percentuale degli utilizzatori è altissima…

  • @NBWeb.it

    Forse però questo avviene anche perché magari, chi si occupa di creare e gestire per i clienti delle campagne pubblicitarie sul web, tende a sfruttare i canali delle agenzie pubblicitarie (magari affidandosi più o meno ad un numero ristretto di realtà che conosce), piuttosto che cercare sul web dei possibili siti adatti allo scopo, e contattarli direttamente.

    Nella mia piccola esperienza, mi è capitato quasi sempre di essere contattato direttamente dall’azienda/professionista che lavora nel settore di cui mi occupo e che vuole acquistare dei banner, ma quasi mai da specialisti di web marketing che si interessano per conto di clienti.

    Magari mi sbaglio, ma ho l’impressione che chi si occupa di web marketing tenda non di rado a snobbare le realtà – certo non grandissime, ma del resto parlavi di numeri piccoli – che non passano dalle agenzie, alcune delle quali possono essere anche di elevata qualità.

  • 92 minuti di applausi per il post! Condivido ogni singola parola (e ovviamente: sì, sono un editore che vive di pubblicità).

    Il paradosso di AdBlock è che sulla pagina dove raccoglie fondi per la sua campagna pubblicitaria si intravede un bel banner del Samsung Galaxy S4…lo si vede benissimo mentre viene oscurato dall’immagine presente nel post. Ora mi chiedo: AdBlock non ha preso soldi dalla Samsung? Non poteva usare un generico banner? Guarda caso utilizza proprio un banner dell’ultimo modello della Samsung…va, a volte le coincidenze…vabbè.

    Riguardo all’utilizzo: 20 milioni di utenti (forse la discrepanza si spiega con il fatto che i download sono stati 80milioni ma gli utilizzatori quotidiani sono solo 20…solo AdBlock comunque conosce i dati reali) sono ancora circa il 2% della popolazione Internet mondiale…anzi, forse anche meno visto che 1 miliardo di utenti sono iscritti a Facebook.

    Quindi per ora non mi preoccuperei…e comunque un conteggio a spanne di quanto influiscano questi software blocca-pubblicità si può fare confrontando le impressions contate da Analytics con quelle di AdSense: io ho una discrepanza tra il 5% e il 7%, però ovviamente lì dentro c’è anche l’utente che non vede il banner in flash, quello che non carica tutta la pagina e altri n motivi.

  • @dibeja: occhio a non confondere AdBlock con Adblock Plus… sono parenti, ma hanno approcci diversi… 😉

  • Ho finito proprio ora di leggere tutti i commenti, e devo dire una cosa: mi sento ottimista. Con ciò voglio dire che vedo l’Italia come un paese che deve ancora crescere molto nel comparto web e in tutto quello che ci ruota attorno. Le persone in generale non hanno ancora capito il potenziale dell’utilizzare bene internet, e non ci resta che aspettare migliorare e, in un certo senso, sperare.

    Sarò strano ma trovo la pubblicità di adsense a volte utile in quanto mi permette di farmi seguire con proposte diverse su un qualcosa a cui ero interessato. E penso di non essere l’unico. 😉

  • @Tagliaerbe: Mi sembra che anche la percentuale di 22.7% sia un po’ troppo alta…test eseguito su un campione troppo esiguo di siti…

  • Ciao,
    secondo me l’informazione deve rimanere libera! Quindi ben vedo la pubblicità e altre forme alternative di monetizzazione, ma non certo contenuti a pagamento! Per come vedo io internet i contenuti a pagamento sarebbero la rovina… si arriverebbe a dover pagare per ricevere una risposta su un forum alla fine!

    Internet è riuscita a diventare quella che è, con i suoi pregi (tanti) e difetti, ma comunque una grande rivoluzione nell’umanità, grazie allo spirito di condivisione gratuito di informazioni e di sapere! Questa è la cosa bella del web!
    Io stesso dal 2004 ad oggi, come sviluppatore actionscript prima e realizzatore di siti web poi, ho aiutato credo centinaia di persone a risolvere problemi tecnici (ed ovviamento ricevuto migliaia di aiuti!), e non certo mi sono sentito “succhiare la linfa”, anzi, al contrario, aiutare ed informare altri ti dona linfa! 🙂 E a volte nascono anche delle belle collaborazioni…

    Quindi ben venga la pubblicità o altri mezzi, (o anche donazioni spontanee) pur di mantenere l’informazione libera!

    Ciao e buon weekend!

  • Adblock è comunque rilevabile. Perchè non blocchiamo la visualizzazione del sito a chi non carica i banner? ^_^

  • @Gust: lo script, in effetti, esiste: http://antiblock.org/

    E ricordo che Ars Technica, circa 3 anni fa, fece proprio un esperimento del genere: “Starting late Friday afternoon we conducted a 12 hour experiment to see if it would be possible to simply make content disappear for visitors who were using a very popular ad blocking tool. Technologically, it was a success in that it worked. Ad blockers, and only ad blockers, couldn’t see our content.” (vedi http://arstechnica.com/business/2010/03/why-ad-blocking-is-devastating-to-the-sites-you-love/ ).

  • Chissá perchè hanno smesso di usarlo. Lo script di per se è banale.

    Mi piacerebbe fare una prova.

  • Aggiungete anche Kaspersky al conteggio, blocca gli ADV per impostazione predefinita.

  • -Ora non è più concepibile una campagna Adwords se non accompagnata dalla relativa campagna di remarketing, che è indispensabile. Impostare un numero giornaliero di visualizzazioni troppo alto porta però al rifiuto dell’ annuncio da parte delle persone che si sentono inseguite e si dimostra controproducente. Da 6 a 12 visualizzazioni settimanali mantengono l’ attenzione e non disturbano.
    -Si dice un po’ ovunque che gli annunci, testuali o illustrati, non funzionano più, che le persone non li guardano. Certo che se guardando i miei siti preferiti di pesca trovo annunci che mi propongono scarpe e tablet mi disturba, se invece riguardano canne da pesca e mulinelli magari un’ occhiata la do e la vedo come una forma di informazione.
    Quindi concordo sul fatto che la rete si sostiene grazie alla pubblicità e penso anche che l’ advertiser dovrebbe cercare di incuriosire, invitare all’ azione, ma non disturbare chi naviga.
    – Ed infine i siti che offrono spazi pubblicitari li dovrebbero distribuire armonicamente e magari non 10 per pagina.
    Poi che AdBlock faccia una campagna in rete ha un senso come business ( dove trova i possibili clienti giusti ), ma è certamente un paradosso.

  • I rumors di cui parli ad inizio articolo non sono poi così tanto rumors…

  • Togliere la pubblicità dal sito equivale a non pagare il “prodotto”. E’ un po’ come chi cracca i programmi o scarica i film. Ma anche chi non paga la musica oppure gli ebook. E tante altre cose….

    L’unica differenza è che tutto quello è illegale e, almeno di facciata, perseguito. Togliere pubblicità dai siti web invece è considerata un attività rispettabile di una rispettabile azienda.

    Ci vorrebbe una bella lobby 🙂

  • Io sono un utilizzatore di adblock e tendo ad installarlo su qualsiasi pc che mi passa fra le mani.
    E’ una mia possibilita’ quella di bloccare la pubblicita’, come e’ una mia possibilita’ quella di cambiare canale per 7 minuti quando passa la pubblicita’ in tv o cambiare stazione radio non appena inizia la pubblicita’.

    Non vado a fare la spesa nell’alimentari sotto casa solo per farlo sopravvivere se questo non mi offre niente di piu’ rispetto all’ipermercato; questo per dire che, secondo me, un sito non può sopravvivere per la pubblicita’ e se non trova l’alternativa puo’ chiudere e nessuno lo rimpiangera’.

    Ciao

  • La verità stà nel mezzo, come sempre direi.
    Da una parte ci sono le persone che criticano adblock, dall’altra le persone che criticano l’invasività delle pubblicità online. Una parte ha ragione e l’altra anche. Il fatto è che sistemi di questo genere magari non sarebbero stati inventati se non fossero state inventate pubblicità cosi invadenti e “invalidanti” da rendere un sito (e la navigazione in generale) praticamente inutilizzabile. In questo post, che in parte comunque condivido, mi pare ci si soffermi ben poco su questo fatto.
    La soluzione per me non sta nel criticare le persone che visitano il proprio sito con adblock, ma cercare di fargli capire le proprie ragioni. Io ad esempio utilizzo adblock plus. Nelle impostazioni c’è la voce “Permetti alcune pubblicità non opportune”, e in più lo posso disattivare selettivamente. Se un sito se lo merita (se per me è interessante e non ha di quelle pubblicità di cui sopra) il plugin viene disabilitato, altrimenti no. In fondo anche questa è una scelta/possibilità. Starà poi a chi gestisce il sito/ campagne pubblicitarie fare in modo che più persone disattivino il plugin per il proprio sito, cercando di far comprendere le proprie ragioni e, più importante, utilizzare pubblicità non invasive/invalidanti.

  • La scusa della troppa pubblicità è una caxxata. Non ti piace un sito per la troppa pubblicità? Non leggerlo.

  • Non vedo il problema.
    Su Chrome ho adblock, su altri browser no.

    C’è un sito che consulto spesso, dove improvvisamente parte una pubblicità con audio non richiesto, magari mentre sono in biblioteca. Lo consulto su Chrome, con adblock. Mi pare ovvio.

    Un sito che fa pubblicità invasiva, è un sito che non ha rispetto per l’utenza e quindi merita di scomparire. Le attività aggressive portano sempre a rovinare tutto. Prima di queste pubblicità, come banner che nemmmeno ti fanno vedere la pagina, che si sarebbe sognati scaricare adblock? Solo 4 nerd invasati.

    Un sito oggi mi ha impedito di vedere la pagina perché ho adblock. Bene, se il sito mi piace vado sull’altro browser e lo guardo.

  • Io uso AdBlock. Su tutti i siti. Non lo disattivo mai. Godo ogni volta che entro su Facebook e non vedo sponsor, ogni volta che guardo video su YouTube e non devo aspettare le pubblicità, ogni volta che ricerco su Google e non ho comparse di annunci. Lo faccio non perché sono “contro la pubblicità invasiva e/o irrispettosa”, ma semplicemente perché son contro la Pubblicità in generale: non trovo differenza tra visualizzare un banner, ma non guardarlo, e invece nasconderlo direttamente (come se sto guardando la TV e cambio canale: nessuno controlla effettivamente se lo sto facendo). Non capisco. Se un sito guadagna “mostrando pubblicità”, cosa cambia se io la guardo o no? Non gli vengono riconosciute le visite al sito da parte di utenti con AdBlock? Allora è sbagliato quel sistema lì. Io mi sento in diritto di nascondere dai miei occhi tutto ciò che è indesiderato.

  • La pubblicità sta diventando massacrante!!!Ma è mai possibile che gli editori di giornali on line piazzino banner praticamente ovunque? A volte si aprono video a dimensione pagina con audio altissimo che ti blocca completamente il computer,per non parlare degli smartphone.Sugli smartphone poi se utilizzi la modalità mobile nei siti di quotidianoi on line devi pagare abbonamenti,che non sono l’equivalente di un paio di caffè ma sono anche centinaia di euro l’anno.
    Poi se fai un abbonamento ti attivano di tutto,loghi e suonerie e cazzate simili che ti succhiano tutto il credito.I vostri editori approfittano degli utenti,se vogliono farsi pagare lo facciano,ma se non fossero veramente credibili sparirebbero dalla faccia della terra insieme ai loro giornali,la maggior parte dei quali utili solo a pulircisi il c…. Quindi se la smettessero di mettere trappole ovunque per far cliccare le persone la gente non passerebbe il suo tempo per trovare escamotage per non averli. Google non ha banner invadenti nelle sue pagine di ricerca,o tranelli o trappole che ti rendono la navigazione impossibile,quindi se vuoi continuare a mangiare pane a tradimento con la tua spesso insulsa invadente e inutile pubblicità dovresti fare a modo di pubblicarla in maniera più etica.In caso contrario ti auguro di morire di fame!!

  • è la stessa cosa della vita reale: capitalismo e cose simili. L’uomo è l’unico essere al mondo che ha bisogno di pagare per vivere, in molto luoghi è vietato l’accampamento poichè anche le terre desolate a quanto pare sono di “qualcuno” (stato e roba varia).
    Io credo che un internet privo di leggi pesanti, aggirabile facilmente da la quasi totalità degli utilizzatori sia una buona cosa, non fa niente che senza siti che usufruiscano di pubblicità per guadagnare e di conseguenza si innovino, crescono e quant’altro. Preferisco un internet libero ma meno sofisticato rispetto ad un internet sofisticato ma in mano a poche persone che se ne vedono bene dei loro interessi.

  • Non disperate gente, arriva in aiuto dei webmaster un aiuto incredibile per far capire ai vostri utenti di non abilitare AdBlock sul vostro sito…

    http://wordpress.org/plugins/better-stop-adblock/

    unico funzionante e totalmente configurabile.

    Provare per credere.

    Ovviamente è un plugin per chi utilizza wordpress.

  • ADBLOCK è una manna dal cielo,la pubblicità al 99% è invasiva.
    Non vorrebbero l’uso di adblock ? bene comincino a fare pubblicità meno invasiva che ti rallenta anche la più veloce connessione,per non parlare la banda internet che ti mangia in MB..e chi ha una penna usb sà cosa voglio dire.
    NON VOGLIONO DIMINUIRE LA PUBBLICITA’ e allora che facciano pure la fame.

  • ALTRA COSA su Google o FB la pubblicità non è invasiva,difatti ADblock per questi non è attivo (almeno da me) prova ad andare su libero o wintricks senza adblock poi capirai cosa intendo dire per invasiva.
    Ciao

  • Bisogna dire che c’è pubblicità e pubblicità. Non è possibile impiegare 10 minuti a cercare un treno sul sito di trenitala solo perché ad ogni clic, ad ogni aggiornamento della pagina si aprono mille popup, pagine e schede nuove che pubblicizzano prodotti di cui non mi fregherebbe niente neanche se campassi mille anni. è come se, ogni volta che esci di casa per andarti a comprare le sigarette o il giornale, venissi bloccato ogni 5 passi da gente che ti offre: allungamento del pene, vinci un milioni di euro in monetine da 1 centesimo e baggianate varie. è oltremodo frustrante, e non mi faccio remore a dire che sarò sempre pronto e disposto a cercare di “rubare” i contenuti da un sito che per 2 anni ha rallentato immensamente la mia navigazione, facendomi bestemmiare il nome di tutte le divinità antiche e presenti. Un piccolo banner non disturba quasi nessuno, ma quando è troppo è troppo.

  • @gigio e @Matteo e @ tutti gli altri

    Mi piacerebbe sapere quanti anni avete e che lavoro fate per vivere. Perchè siete giustificati a fare sti discorsi solo se avete meno di 16 anni o non lavorate…
    Pensate un attimo al lavoro che fate (o che fanno i vostri genitori) per vivere: io sono un vostro cliente e mi da fastidio qualcosa del vostro modo di lavorare, mettiamo che mi siete antipatici oppure quando entro nel vostro negozio c’è la musica troppo alta…secondo la vostra logica io non dovrei smettere di usufruire dei vostri servizi ma RUBARE il vostro lavoro! Entrare nel vostro negozio (anche se non mi piacete) e RUBARE. Vi sembra corretto?
    Se non ti piace una rivista perchè c’è troppa pubblicità, non la compri, mica la RUBI e poi strappi le pagine. Se non ti piace una trasmissione perchè c’è troppa pubblicità, cambi canale. Se non ti piace un sito perchè c’è troppa pubblicità, vai su un altro sito! Ma usare AdBlock equivale a RUBARE il lavoro di chi ha realizzato quel sito. E’ tanto difficile da capire? Se vi stanno sulle p***e gli editori che riempono i siti di banner, non visitate quei siti e li farete morire di fame ugualmente.

  • secondo me è una enorme idiozia, e non premetto nemmeno “con tutto il rispetto”. non visitate quei siti, dici? cioè quali, con esattezza? nella mia esperienza, tutti. persino il sito dell’università, che devo consultare per ovvie ragioni, mi si riempie di banner e nuove schede che rendono difficile scoprire dove e quando ci sarà il mio maledetto esame. allora che faccio? non vado all’esame? se io non ti piaccio perché nel mio negozio tengo la musica troppo alta, te ne vai in un altro negozio. se su ogni maledetto sito internet migliaia di pubblicità sono in agguato, comparendo a tradimento nell’istante in cui sto per cliccare il link che mi interessa e sovrapponendoglisi, così da farmi subdolamente cliccare su di esse, allora non è anche quello un furto? hanno rubato… no, rubano il mio tempo, lo rubano quando rallentano (e, avendo avuto per anni connessioni scadenti, quando parlo di lentezza intendo VERA lentezza) la mia navigazione. se potessi semplicemente evitare, come dici tu, i siti pieni di pubblicità, lo farei senza problemi. perché dovrei andare a complicarmi la vita con adblocker (che non funziona neanche troppo bene, se vogliamo essere onesti)? il problema è che le pubblicità hanno invaso la rete in una maniera seccante, anni fa non era così. allora che devo fare? se impiego più tempo a cercare una notizia su internet che a mandare un piccione viaggiatore direttamente sul posto, a cosa serve internet? a far guadagnare quei pochi che ci mettono le loro pubblicità? o è forse un servizio a tutti, una incredibile fonte di informazioni alla portata di tutti? se capitalizzano internet, io faccio della mia navigazione una navigazione ribelle, e se a qualcuno non sta bene non me ne può fregare di meno

  • @Matteo
    Confondi pubblicità con user-experience!
    Non credo che sul sito della tua università ci siano dei popup con della pubblicità, a meno che tu non vada al Cepu… Saranno popup informativi, fastidiosi magari ma sempre informativi.
    Idem sul sito di Trenitalia: anche in quel caso si dovrebbe parlare di autopromozione (l’azienda promuove i propri prodotti) non di vera e propria pubblicità.

    Se trovi difficoltà ad ottenere informazioni sul sito della tua università non te la devi certo prendere con la pubblicità ma con chi ha fatto il sito. E hai tutto il diritto di protestare, visto che paghi le tasse universitarie ed è anche grazie a quelle che hanno realizzato il sito.

    Tutto il resto non lo condivido affatto e certe affermazioni sono davvero inquietanti: “se capitalizzano internet”…ma che significa?? Qui proprio mancano le basi…ogni cosa là fuori è “capitalizzata”!

  • Beh, sono stanca anch’io di vedere tutti quei ciccioni schifosi, quelle panze tremolanti, Elisa e le sue amiche che ti aspettano, gli scarafaggi impazziti a bordo schermo, video che scattano dal nulla, questa donna è odiata da tutti i chirurghi estetici del mondo perchè ha cancellato le rughe in due mesi e quest’altra invece è destestata dai dietologi perché ha perso 22 kg in 12 giorni.

    Capisco che una buona informazione abbia dei costi e che i banner sostengano siti interessanti, un po’ come antipatiche cariatidi ma..c’è un limite a tutto! Se il rispetto per il lettore viene corroso fino svanire, ben venga AdBlock e i suoi fratelli. Abbiamo già tanta pubblicità in tv e alla radio, con volumi che stordiscono. Basta.

  • La pubblicità quando diventa invasiva crea queste reazioni. Quando come (per citarne uno) fa youtube diventa un obbligo, anche se per pochi secondi, allora è giusto che ci si ribelli.
    L’informazione ed/od il divertimento va dato ma senza pugno di ferro, altrimenti…non ci si può lamentare della reazione pan per focaccia.

  • Per quanto mi riguarda, la pubblicità, se non mi impedisce la fruizione del contenuto, ad esempio facendo partire video con audio o aprendo altre pagine, o finestre che coprono le scritte costringendomi a cliccare sulla x che invece di chiudere la pubblicità magari ti porta al sito, ci può anche stare.
    Perchè non limitarsi ai bordi senza dare fastidio?

  • Cmq questo sito la pubblicità non è fastidiosa affatto, fossero tutti così…

  • No mi sembra giusto per chi a un blog o un sito web !! Lavora ore per guadagnare 2-3 euro al giorno e se fano programi che bloca le reclami !! Piano piano internet sara libero di siti , sara un saco di siti che si chiderano cosi !! Quaqndo ai un sito devi pagare dominipo , scriprt e host qesta in torno a 100 euro al ano piu script dell sito tra 50 e 100 !! Sono persone che credeno che recami sono abuzive , ma non capisco che se no sono reclame di dove e guadagnia per un caffe al giorno siti si chiudeno e noi no posiame piu trovare sul internet niente !! Chi lavora deve esere pagato !!

  • Sarò sincero, da publisher, sto pensando pure io di testare AdBlock vista la diffusione di pubblicità talmente invasive e pesanti non solo da deteriorare in maniera significativa la fruizione, ma da far schizzare continuamente in alto la CPU (video in primis) e, a volte, rallentare visibilmente il computer.
    Così non si può andare avanti, certi siti ormai ho smesso di seguirli perché ad ogni pagina spuntano video e pseudo-popup ovunque.

  • Nessuno si è accorto che con AdBlock attivo non riescono più a vedere i video su: TuttoSport, Il Corriere Dello Sport e La Gazzetta dello Sport? Ho fatto alcune prove prima di scrivere ma è proprio così. Una soluzione?

  • Sicuramente Gazzetta dello Sport and Co. hanno impostato il blocco per chi ha Adblock.
    Io sono una musicista con canale YouTube che da un paio di mesi ha scelto di “monetizzare” il suo canale. Quindi metto a disposizione il frutto del mio lavoro gratis su Toutube (non solo come pianista, ma anche come compositrice dei miei brani che pubblico). Ebbene, ci sarà chi pensa “chi se ne frega”, e potrà tranquillamente ignorare il mio canale; chi ci si affaccia troverà della musica gratis con tanto di video, e dei bannerini piccini o al massimo gli annunci interrompibili. Così ho scelto. Da ogni ascolto guadagno un centesimo di dollaro, manco di euro, e certo non mi cambiano la vita… Tra le impostazioni ne YouTube mi offriva c’era la possibilità di bloccare la visualizzazione a chi avesse Adblock (non diceva proprio così, ma “permettere solo le visualizzazioni effettivamente monetizzate); non l’ho voluto fare perché mi sembrava un tantino arrogante come atteggiamento è così adesso grazie agli Analitics del tubo posso “divertirmi” a monitorare la situazione. Cosa ne risulta? Che a fronte di centinaia di visualizzazioni ho “guadagnato” la bellezza di 55 dollarcents netti. Il che vuol dire che veramente questo Adblock è diffusissimo. L’altra cosa che mi stupisce (perché avendo avuto 100 visualizzazioni in un giorno mi aspettavo di guadagnare un misero dollaruccio almeno), e’ che, a fronte di visualizzazioni in parecchi paesi del mondo (pure Capo Verde…), le “riproduzioni monetizzate” risultano tutte soltanto in Italia. Quindi, dal punto di vista dei pubblicitari e degli sponsor, l’Italia resta relativamente un’isola felice.
    A me, che non ho intrapreso l'”iniziativa” per far soldi con YouTube ma per farmi conoscere e divertirmi, sinceramente la cosa da fastidio, perché di lavoro si tratta… Chi ha Adblock installato queste cose neanche le pensa, agli autori su YouTube non dedica un pensiero.
    Quasi quasi, se si può, aspetto ancora un po’ e modifico l’impostazione, chi mi vuole vedere tolga il blocco…

  • Sono per l’abolizione totale della pubblicità: se ho bisogno di qualcosa non aspetto un banner o uno spot pubblicitario per comprarlo. Adblock l’ho cercato dal momento che sui siti e forum che frequentavo abitualmente hanno iniziato a comparire finestre pop-up CHE PRIMA NON C’ERANO, e quindi non erano necessari alla sopravvivenza di tali siti e forum.
    Pertanto trovo assurda questa raccolta fondi paradossale: se vuoi mangiare mele compri mele senza aspettare di vedere una pubblicità, se non vuoi più pubblicità su Internet cerchi un’estensione che non te la faccia visualizzare senza aspettare che qualcuno si preoccupi di segnalarti che esiste.

  • è colpa della reklamme esagerata e senza misura
    se si è costretti ad utilizzare adblock ublock e tanti altri programmi.
    Qualche banner rompiballe si sopporta,
    ma una valanga senza limiti e senza regole no,
    percui ora basta. al limite disattivo i javascript e le animazioni
    di firefox con about:config.

  • Salve,
    ho letto un po i commenti e secondo me siamo tutti del parere che la pubblicità debba esserci, purtroppo..
    Detto questo.
    I blog nascono come una sorta di sfogo o diario oppure da un gruppo di persone cui piace discutere dei temi che più gli aggradano senza scopo di lucro… Ora siamo, però, nell’era del web dove tutti possono guadagnarci ma ciò non significa che questo sia giusto.
    Se io condivido qualcosa online non lo faccio per guadagnarci ma semplicemente per aiutare, nel mio piccolo, la crescita della comunità… se poi metto delle pubblicità devo accettare che a molti dia fastidio e possano decidere di installare ad-block.
    La domanda che bisogna porsi è perché lo installano?
    Perché la pubblicità è troppa ed è aggressiva e molto spesso porta a link che installano stupidi applicativi che minano la sicurezza e la stabilità del proprio pc.
    Non è giusto che tutti i blogger paghino, questo è assodato…
    Ma è stata colpa degli stessi blogger che in cambio di sonante pecunia hanno dato a cani e porci la possibilità di mettere pubblicità fastidiosa e fuori luogo che sfrutta i cookie e che quindi in parte manda a puttane la mia privacy.
    Detto ciò un mondo senza pubblicità può esistere? Credo di si.
    Ma si va sul filosofico e sulla filantropia rischiando di uscire dal tema.
    Buona giornata a tutti.

  • questi commenti sono l’apoteosi dell’egocentrismo e della povertà di pensiero dei molti che spacciano internet libera poi però se lo dimenticano nel momento in cui questa libertà gli toglie i soldi di tasca…

    1) ma voi web dev chi vi credete di essere per imporre a me cosa fare con il mio browser? Internet è LIBERA ergo io la visito come mi pare non sono nel vostro parco giochi creato per farvi lucrare, non vi sta bene? Cambiate mestiere, perché qua sembra che tutto il mondo si debba inchinare a voi che AVETE SCELTO di lavorare su internet per farvi guadagnare…

    2) vi è mai passato per la mente che ci può essere un motivo per cui uno usa espedienti quali adblock? O siete solo voi qua il centro di tutto? poveri non fanno i soldi cari…. perché se la pubblicità aiuta diciamoci la verità I Soldi non bastano mai quindi avete forzato la mano(non tutti ma la maggioranza) e la gente si è a sua volta tutelata perché non è possibile visitare una pagina con 10k popup che si aprono al secondo di cui un buon 80% sono truffe (alla faccia dell’illegalità di rubarvi i soldi)

    3) qua gli webdev stanno a parlare di confini tra legalità e illegalità di adblock….ma vogliamo parlare delle illegalità perpetuate dai siti con i cookie (per cui si è addirittura espressa la corte costituzionale al riguardo tra l’altro) e con truffe ed ogni genere di cosa possa spillare dati/soldi all’utenza?

    4) ma chi vi ha detto che vi spettano dei soldi? Ve lo siete detto da voi… avete detto apro un sito ci fatico voglio un compenso… avete mai pensato che forse non è così? Che state semplicemente lavorando a gratis e pretendendo di avere un compenso? Non chiedete soldi nessuno ve li vuole dare però poi li volete eh!! Siete come i giochi freemium che non sono free…. non è che siccome è pubblicità io non vi sto dando dei soldi cari miei, perché la pubblicità fa guadagnare le aziende e i soldi vengono da una fonte sola quindi anche se in maniera molto velata io guardando l’annuncio vi sto effettivamente con la mia attenzione facendo guadagnare dei soldi (perché poi magari me lo compro e qualcuno dovrà comprare senno non vi pagherebbero per mettere pubblicità) fate come avete detto… chiedete un abbonamento e vediamo chi vi segue più

    Secondo me e dico una cosa forte… le cose si stanno sistemando da sole… gli webdev stanno ricevendo quello che hanno seminato… i siti falliranno? Ben venga, internet rimarrà per il suo scopo quello informativo perché un sito non costa a nessuno aprirlo… e se uno lo vuole aprire per hobby, per condividere o altro è liberissimo di farlo… chi ci vuole vivere o troverà una buona idea per farlo (ebay,amazon ecc… vedrai non hanno bisogno di pubblicità sul loro sito) o troverà un altro lavoro… dicono poi le notizie te le paghi eh e scommetto nessuno ha voglia di farlo…e come ha fatto la gente prima di internet? Ma per favore… aprite gli occhi e riconoscete che le vostre son cazz**** e fallirete… senza se e senza ma… ed va bene così le porcate poi si pagano… altrimenti internet sarà sempre più solo un modo per spillare soldi alla gente… (basta vedere che pur di guadagnare avete pure smesso di fare siti con pubblicità… ora fate solo pubblicità con i cosiddetti contenuti sponsorizzati (siti con notizie che in realtà sono pubblicità mascherate per farle leggere…) se questo è fare siti…

  • Vero è che la pubblicità è l’anima del commercio!

    Ma alzi la mano chi, davanti alla TV, non approfitta dell’intermezzo pubblicitario durante il film per andare a bere, in bagno, a lavare i piatti, ecc., oppure per pigrizia rimane sul divano a leggere il giornale, oppure toglie l’audio, o cambia canale per dare un’occhiata al risultato della partita di Coppa sull’altro canale… Il tutto in attesa che il Tormento finisca,

    Tutte queste azioni sono modi di bloccare, schivare, non vedere la pubblicità che Mamma RAI & consorelle ci propinano tutti i giorni,

    Dovremmo forse adottare divani ricoperti in velcro che obbligano i telespettatori a sorbirsi tutti i “prodotti pubblicitari”… difficile però convincere qualcuno ad aquistarli.

    In rete è lo stesso. Se vado su un sito è perchè cerco determinate informazioni, non certo perchè voglio fare shopping e guardare le vetrine: è normale (almeno per me) visitare diversi siti per fare comparazioni ed avere un’informazione più completa (non necessariamente news):

    E’ normale, per me, almeno, scremare i contenuti ,eliminando quelli che non interessano; è sacrosanto, inoltre, eliminare quelli che ostacolano la ricerca, come ad esempio quei banner che ti ballonzolano davanti al mouse o che ti pubblicizzano prodotti non attinenti: se cerco mele non m’interessano investimenti finanziari, o SUV, o creme per aumentare le mie dimensioni “laggiù dove non batte il sole”!

    Credo sia per questo che in molti usano strumenti come Adblock: ci piace considerarci essere esseri pensanti. Sarà sbagliato, forse, ma ci piace anche fare uso del nostro Libero Arbitrio.
    La pubblicità fatta in questo modo “non rende”? Probabilmente significa che è fatta nel modo sbagliato, ma forse chi la produce preferisce non pensarlo.

    A proposito: mi è capitato di imbattermi sia nel banner di AdBlock che in quelli della campagna “No AdBlock” (che è fatto per bloccare i contenuti ed arricchire chi lo ha creato”). Giusto per la cronaca, ho classificato entrambi gli ad come indesiderati… la prima volta li ho letti (informazione recepita, messaggio pubblicitario giunto a destinazione), dopodiché… li ho bloccati con AdBlock.

  • ADblock è un’autentica presa per i fondelli. Rallenta infatti lo streaming che spesso si blocca o addirittura non parte proprio, e in generale rallenta il caricamento delle pagine dei siti. Pur di risparmiarsi qualche secondo di video pubblicità ad esempio su youtube, non vale la pena di usare Adblock se poi si deve avere una navigazione di cacca. L’ho infatti disattivato, l’ho spedito all’inferno XD

  • Non sono ovviamente d’accordo, non solo cerchi di tirare acqua al tuo mulino, ma per farlo disdegni chi fa una scelta diversa, chiamandoli scrocconi e compagnia. Non mi sembra il modo giusto in un articolo, di trattare equamente un argomento. Non riesci a distaccarti dalla tua visione personale, e dal tuo portafogli, nemmeno un minuto per provare ad analizzare da un punto di vista differente,hai già condannato.
    I contenuti ci sono perché la gente cerca di MONETIZZARE.
    Quello a cui si riferiscono i ragazzi,basata sulla passione e non per forza sul “ci devo guadagnare”
    I contenuti si possono postare perchè AMI quello che scrivi.
    Se io posto contenuti concerne la computer grafica, lo faccio per PASSIONE NON PER SOLDI.
    SINCERAMENTE?
    Voi mettete la discussione sempre e solo sul lato economico, ma DOVE sta scritto che bisogna PER FORZA guadagnarci da tutto???
    I contenuti postati in rete sono per il 90% scopiazzati da altri siti o tradotti e scopiazzati, sempre di più questo “regala” agli utenti, una rete “mono colore”, senza alcun punto di vista differente.
    io stesso cercando un tutorial su come verniciare un muro, mi sono stupito in QUANTI CLONI DI ARTICOLI ho trovato in rete, TUTTI scopiazzati e identici e TUTTI fatti per monetizzare.
    Questo rovina la rete, intasa google, e non rende possibile usufruire di un punto di vista differente, che si trova SOLO su un sito di APPASSIONATI.
    Siete VOI che bloccate la rete, perchè per monetizzare bisogna fare molti articoli, e per farne molti non si trattano argomenti in maniera esaustiva, cosa che un appassionato fa, ma si tratta il contenuto come una pillola da somministrare velocemente per fottere qualche clicjk.
    Io se devo cercare qualcosa, evito siti a pagamento o che sono li ESCLUSIVAMENTE per monetizzare, PERCHE’? perchè se ne fottono di quello che scrivono.semplice.
    Preferisco il sito e la home del muratore, che mi spiega con passione come fare un muro veramente, e senza voler fare soldi.
    Sinceramente? Per me siete VOI che sbagliate, vi ponete in maniera arrogante come chi non si vuole vedere SBATTERE video in faccia aperti automaticamente, fosse uno scroccone o un ladro.
    Le pubblicità si sono moltiplicate, dappertutto, fastidiose con video che si aprono, banner che invadono la lettura, la gente SE NE FREGA di tenere una pagina in maniera dignitosa, perchè è occupata a cercare di far soldi in maniera VELOCE con la rete.
    Mio figlio dormiva, ieri, e l’apertura imprevista di un enorme video banner me lo ha svegliato non ho avuto nemmeno il tempo di spegnere le casse.
    Cosi non va bene, io la guardo la pubblicità e magari se mi piace il sito la clicco ma si è passati a proporla in maniera INVASIVA e la gente SI STA SOLO DIFENDENDO DA VOI SCIACALLI. Altro che scrocconi.
    Essere sommersi di banner per contenuti sempre e comunque ispirati ad altro letto in rete è ASSURDO, scusami ma siete VOI (non te in particolare) gli SCROCCONI. Siete coloro che stanno intasando google con pagine come Aranzulla che fa tutorial assurdi , How To che fa altri tutorial stupidi fatti in fretta per far soldi, PIANETADONNA altro posto di tutorial TUTTI presi e copiati da altri siti. Cosi io trovo SOLO UN METODO per fare le cose per trovare altro devo scartare le prime 4 pagine di Google.
    Ti sembra che questo sia giusto ed onesto? E dove sta scritto che devi guadagnarci per forza da tutto quello che fai??
    Sti ragazzi di ADBLOCK vogliono, e lo voglio anche io, che la rete si FREQUENTATA da APPASSIONATI, che popongono come verniciare un muro perchè vogliono condividere la loro passione e il loro lavoro. AL gente LEGGE quei contenuti e MIGLIORA, poi insegna AD ALTRI e cosi altri migliorano e miglioriamo NOI COME GENERE UMANO.
    I “contenuti” come li chiami te. sono la passione della gente e da quella non si guadagna.
    Una rete dove APPASSIONATI del campo pubblicano “contenuti” MA TUTTA LA VITA!!!! SIETE VOI l’intrusi, coloro che intasano la rete e la rendono un affare per chi vuole ottenere denaro da tutti.
    SIETE VOI gli scrocconi, e ADBLOCK ma per tutta la vita guarda se questo permette di non sbattermi FINESTRE IN FACCIA SENZA RITEGNO o VIDEO NON RICHIESTI.
    Metti ANTI ADBLOCK? No problem, non frequento proprio il sito e ti saluto.
    Facebook chiude? SCusami ma sticazzi! A parte che FB si gestisce diversamente e quello che dici mi sembra solo pressione e terrorismo psicologico.
    Comunque anche se chiudesse FB non cade il mondo, ma chiuda pure.
    Google chiude? Altro terrorismo psicologico non è così, lo dici per portare acqua al tuo mulino, e scusami in maniera ARROGANTE e poco obiettiva.

    Qui si vuole una rete che dia spazio ai contenuti degli appassionati che, essendo privi di “scopo lucro”, e mettendoci tempo e passione, possono condividere contenuti diversificati e VALIDI.
    TU FAI SEO, seo è l’arte di mettere su con “trucchi” un sito prima di un altro.
    Normalmente sarebbe la qualità dei contenuti e click a fare questo, il SEO è l’arte di eludere questo, e saremmo NOI li scrocconi?MA MI FACCIA IL PIACERE

  • Si poi riempono di publicita ingannevoli che rallentano e che spesso non si riescono neanche a chiudere tipo banner con la X stampata e la vera x per chiudere il tale banner quasi trasparente , per cui ti obbliggano con l’inganno a cliccare certi banner…
    per non parlare poi dei siti che tracciano quello che fai tipo autoscout che se c’è uno che prima di te ha usato il computer e cercava un maggiolino , quando tu usi il pc; ti compaiono tutti gli annunci sui maggiolini del cazzo; ma chi lo vuole il maggiolino, oppure sito come ryan air che se tu cerchi un volo in ogni sito che poi vai a vedere ti compare la pubblicità dei voli.
    Io ero contrario ad utilizzare adblock, ma mi sono visto obbligato ad utilizzarlo e finche’ internet sara’ invaso da publicita’ ingannevoli o simili ciao. uso anche un altro plug in per cancellare tutti i cookies in modo da non essere spiato da i vari siti web.. ciao e se fallite e’ cio’ che vi meritate!

  • è penoso che si debba lucrare in uno spazio virtuale come internet.
    potrebbe essere totalmente gratuito se solo non ci fossero i tuttologi illuminati del web (arrivati troppo tardi, oltretutto)
    probabilmente nel mondo reale per i goblins sono finite tutte le opportunità.

  • Trovo che internet stia diventando una giungla. La maggior parte dei siti non offrono affatto servizi, ma sono solo dei pay to click, con mille-mila banner (quando va bene) oppure malware. ll punto che la pubblicità è diventata troppo aggressiva e invasiva, ed è giusto proteggersi e in buona parte dei casi è fraudolenta. Non vi sto qui a citare le varie fonti, ma vi faccio un banalissimo esempio. I siti streaming offrono un servizio e giustamente e legittimamente vogliono avere un ritorno e si affidano alla pubblicità. Ora che succede, si arriva al punto che per massimizzare i profitti la rendono invasiva; atal punto che i pop-up generati: “crea un account gratuito per vederli tutti in HD” è scam e bisogna proteggersi. USATELO, se pensate che il sito in questione merita, allora disattivatelo e cliccate sui suoi banner così lo finanzierete. “..E vissero tutti felici e contenti..”

  • Adblock è stata creata a cazzo di cane. Non si puo non fare una distinzione tra pubblicità invasiva e pubblicità statica. Giusto a mio parere bloccare le pubblicità tropo invadenti, ma ci sono gestori pubblicitari come google che hanno delle severe regole, e che non sempre vengono rispettate.
    Come ad esempio quella di non inserire piu di 3 banner per articolo, o posizionarlo in modo che non interferisca con la lettura. Basta segnalarlo e verrà bloccato in fondo viene meno alle regole del contratto. Invece di punire i furbi si puniscono tutti purtroppo.

  • sono daccordo, soprattutto da usare nei siti dove usano quelle fastidiose pubblicita mirate davvero, insopportabili. poi se il sito merita e non ha pubblicita irritanti o mirate che spiano cosa hai guardato pochi minuti prima . ok si puo’ sempre riattivare

  • Sono d’accordo con molto di quanto che hai scritto. Come utente AdBlock mi capita di disattivare volontariamente il blocco per i siti che ritengo validi, a cui non voglio arrecare danni economici; inoltre non mi dà alcun disturbo se alcuni siti che non pubblichino pubblicità spam (vedi Aranzulla) mi chiedano di disattivare il blocco per accedere ai propri contenuti.
    Il fatto è che un problema c’è e sono le pubblicità invadenti, quella che partono ad alto volume, con le x nascoste così non puoi chiuderle, col volume alto che ti spaventa e che peggiorano a dismisura l’esperienza d’uso di tutti gli utenti. E’ l’esasperazione per questi azioni commerciali insulse, invasive e deleterie che fa sognare l’utopia di un web senza disturbi, in cui navigare in santa pace senza diventare per forza bersaglio di qualcosa.
    Il problema si può affrontare con una guerra “di programmazione” tra chi sviluppa gli adblock e chi controsviluppa gli anti-adblock a favore delle pubblicità, oppure se qualcuno si prende la responsabilità di affrontare il problema alla radice.
    Chi? Chi vive di pubblicità. L’utente, buono o cattivo che sia, è il destinatario delle comunicazioni commerciali e conviene a tutti che non le abbia in odio.
    Butto lì un’idea da profano: creare un protocollo che ogni sito possa sottoscrivere impegnandosi a selezionare e a non pubblicare le pubblicità invadenti e, contemporaneamente, sviluppare un programma di ad-block che agisca su tutti i siti non aderenti al protocollo.
    Non so se sia un modo possibile, ma sono certo che un modo sia possibile trovarlo: quando c’è la volontà di farlo, si può risolvere ogni problema.

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Max Valle

Max Valle

Da oltre 20 anni, fornisco consulenze per aziende e professionisti, che vogliono sviluppare il loro business, 
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